Filantropia e riforme sociali

Nel Giornale di G. Fox troviamo anche, come diretta conseguenza della sua visione della “Luce” o “Semenza” di Dio in tutti gli uomini, vari accenni a riforme umanitarie, filantropiche, per una maggiore giustizia sociale, che da lui invocate, propugnate e iniziate, trovano poi nei suoi seguaci i pionieri, gli operai e gli apostoli, fino ai nostri giorni. E’ vero che comune a tutti i Cristiani ed ad altre religioni e filosofie era già da secoli il principio dell’uguaglianza e fratellanza di tutti gli uomini, dello sviluppo della propria personalità , nella libertà e nella sufficienza dei mezzi d’esistenza: tuttavia quelle offese all’umanità e quelle ingiustizie sociali, furono, e sono purtroppo ancora, l’opera anche di “Cristiani” di varie Confessioni ed esse continuano tuttora a sussistere, senza che la grande maggioranza dei Cristiani punto se ne commuova, nè faccia alcuno sforzo per sopprimerle , eccetto una sterile, teorica professione di condanna. Gli stessi mistici a cui dobbiamo pagine di sincera e fervida deplorazione di ogni forma di offesa alla natura e dignità divina dell’uomo, si limitarono in genere a riforme di carattere strettamente religioso e nei limiti della loro Chiesa o Setta, lasciando che lo Stato – “opera del diavolo”, o al più di “questo mondo” – andasse alla deriva, essi provvedendo a segregarsene il più possibile.

Per G. Fox e per gli Amici , il principio sperimentato della universalità della “Luce Interiore” e della divina “Semenza” , significò una ferma fiducia , anzi certezza, che da un lato, tutti gli uomini , senza eccezione, anche i più degradati, possono essere redenti dall’amore fraterno ed elevati a un comune alto livello di vita; e dall’altro , che gli ingiusti e violenti oppressori dei loro fratelli uomini, i funzionari dello Stato, i magistrati, i potenti e i prepotenti del mondo , possono essere condotti dalla dolce ma ferma resistenza alle loro ingiustizie e violenze , dalla calma ma inflessibile e costante protesta contro le loro aberrazioni, a riconoscere i loro torti, a rientrare nell’ordine , a salvare l’anima propria nell’atto stesso di salvare l’altrui: giacché “colui che è ingiusto con gli altri è ingiusto verso se stesso” , e i più da compiangere erano per essi non le vittime ma i carnefici.

Tipicamente “Amica” è la motivazione addotta da G. Fox , della proposta da alcuni “Amici” fatta al Parlamento , di entrare in carcere perchè i confratelli non vi perissero. “Ciò noi facemmo, sì, per amore di Dio e dei nostri fratelli,… ma anche per amore di coloro che li avevano gettati in prigione, perché non ricadesse su di essi sangue innocente, che grida alto dinnanzi a Dio, e invoca la sua ira e vendetta”.

“Ben lontani dall’ideale del monachismo , per cui il Cristiano cerca di raggiungere nella solitudine la comunione con Dio, lasciando che gli errori umani si correggano da sé, essi ritenevano che fosse loro compito di cambiare l’aspetto del mondo..; e non potevano restare inattivi , fino a che le anime fossero rimaste oppresse e degradate da cattive abitudini e da ingiuste leggi, le quali rendevano impossibile al germe che è in ciascuna di esse, di crescere e svilupparsi (E. Grupp op. cit.)

Nel 1672 G. Fox così scriveva al Governatore di Rhode Island: “Apprezzate quello che di Dio vi è in voi. Operate per il bene del vostro popolo. Togliete via ogni oppressione: ponete la giustizia sopratutto”. E già nel 1656, la partecipazione degli Amici alle “cariche pubbliche aventi a fine la prosperità e il benessere della collettività” era incoraggiata , allo scopo di “riuscire di modelllo ed esempio a coloro che non sono della Socierà, in ogni cosa giusta”.

Sono ben noti l’”esperimento sacro” di William Penn, uno dei orimi Amici, fondatore dello Stato della Pensylvania (1682-1775) democratico , pacifista e disarmato, liberista in religione , e altri arditi esperimenti fatti dagli Amici d’assumersi la responsabilità del governo di intiere colonie, per instaurare in esse una politica cristiana. Per il trattamento umano dei negri, e per la loro “liberazione dopo qualche anno di servaggio”.

(continua)

1 Commento

Archiviato in Uncategorized

Una risposta a “Filantropia e riforme sociali

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...