Italia vergognosa: Missili a lungo raggio venduti e consegnati all’Egitto di al-Sisi dal consorzio europeo Mbda (al 25% dell’italiana Leonardo)

Missili a lungo raggio venduti e consegnati all’Egitto di al-Sisi dal consorzio europeo Mbda (al 25% dell’italiana Leonardo)

La spedizione di armamenti, spiegano le riviste specializzate internazionali, fa parte di una commessa più ampia, datata 2015, che a settembre il quotidiano online La Tribune quantificava in oltre cento pezzi (da circa 1,35 milioni di euro l’uno) prodotti dalla joint-venture anglo-franco-italiana. I tempi di consegna sono dovuti a un’iniziale opposizione da parte degli Stati Unitidi F. Q. | 15

Sono arrivati e sono già stati testati a bordo dei cacciabombardieri Rafale egiziani i primi missili da crociera a lungo raggio Scalp prodotti dalla Mbda per l’esercito di Abdel Fattah al-Sisi. Il consorzio leader europeo nella produzione di missili è di proprietà al 37,5% di Airbus, stessa quota per Bae System e per il restante 25% dall’italiana Leonardo. La controllata Mbda Italia spa, con 1.300 dipendenti, opera negli stabilimenti di Roma, Bacoli (Napoli) e La Spezia. La spedizione di armamenti, spiegano le riviste specializzate internazionali, fa parte di una commessa più ampia che a settembre il quotidiano online La Tribunecome aveva raccontato anche Africa Express, quantificava in oltre cento pezzi (da circa 1,35 milioni di euro l’uno) prodotti dalla joint-venture anglo-franco-italiana.

A svelare l’avvenuta consegna del primo stock, che si pensa sia stata conclusa in autunno, è stata la rivista specialistica Janes che per prima ha notato la presenza di uno degli Scalp di produzione Mbda, presumibilmente all’interno di un hangar nella base di Gebel el-Basur, in un video diffuso dai canali social della Difesa egiziana in cui si mostrano le esercitazioni aeree congiunte tra Il Cairo e Parigi.

Un’operazione commerciale, questa, iniziata nel 2015 ma che ha avuto non pochi problemi, in particolare per l’iniziale opposizione degli Stati Uniti. I missili erano stati ordinati nel 2015 insieme a 24 cacciabombardieri Rafale, sui quali possono essere montati, ma Washington si era opposta all’export da parte del governo francese perché i missili presentano componenti e tecnologie progettate o prodotte in parte negli States. E questo avrebbe violato le norme americane in materia. Tanto che, negli anni successivi, il ministro della Difesa francese, Florence Parly, aveva chiesto a Mbda di sviluppare o impiegare componenti di produzione europea, così da aggirare il blocco statunitense. Blocco che è stato però revocato nel 2019 dall’amministrazione Trump, permettendo così la vendita dei missili Scalp al regime di al-Sisi.

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