Le persecuzioni degli omosessuali nella storia (3/3)

Tratto da Gay.it

Persecuzione fascista

Dal 1936 al 1939 ci fu una delle persecuzioni omosessuali che più ci riguarda da vicino, ovvero quella voluta dalla dittatura fascista di Mussolini.

Seppur, a differenza del nazionalsocialismo con il suo paragrafo 175, non esistesse una specifica normativa nel Codice Penale Rocco, gli omosessuali, le lesbiche, i transessuali venivano totalmente esclusi dalla società, in quanto ritenuti un pericolo per la difesa della razza.

La repressione dell’omosessualità veniva affidata alla polizia che provvedeva alle pratiche di ammonizione nei confronti degli omosessuali: molti furono confinati nelle isole del Mediterraneo, in particolare nelle Tremiti.

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Persecuzione nazista

Una delle peggiori persecuzioni nei confronti degli omosessuali fu certamente quella applicata dalla Germania nazista.

Gli omosessuali, ritenuti inutili da un punto di vista della sopravvivenza del popolo tedesco, venivano internati nei campi di concentramento e venivano identificati con il triangolo rosa.

Si parla di vero e proprio Omocausto, che portò alla morte di migliaia di persone omosessuali e lesbiche: si stima che le vittime siano state tra le 10 mila e le 30 mila.

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Persecuzione comunista

L’ascesa di Stalin al potere nell’Unione Sovietica portò alla persecuzione degli omosessuali che venivano considerati come il risultato di una classe borghese corrotta e decadente, che andava eliminata.

Non si conosce il numero esatto delle vittime omosessuali che conobbero la sofferenza e la morte nei campi di lavoro pensati per i criminali, i gulag. Sicuramente sono state moltissime.

Una ricerca sul tema, come dice Giovanni dall’Orto nel suo saggio storico, non è mai stata svolta e probabilmente non verrà mai fatta, visto “l’attuale clima di omofobia di Stato”.

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L’Afghanistan sotto il controllo dei talebani (1990-2001)

Quando i talebani presero il controllo del paese nel 1990 a seguito del ritiro delle truppe sovietiche criminalizzarono tutti i rapporti sessuali al di fuori del matrimonio eterosessuale. Spesso fecero eseguire condanne pubbliche contro uomini e donne accusati di aver commesso i reati di fornicazione e adulterio o essersi macchiati della colpa di sodomia.

La punizione con pena capitale, mediante ad esempio lo schiacciamento sotto un muro, fu prassi comune fino al 2001, in quanto l’atto sodomitico veniva considerato alla stregua dell’omicidio.

Anche oggi, tuttavia, nei territori non occupati dalle forze occidentali vige la legge della sharia e permangono le condanne penali nei confronti degli omosessuali.

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