Il nucleare non è la soluzione al cambiamento climatico

Il nucleare non è la soluzione al cambiamento climatico
Centrale nucleare Diablo Canyon, Unità 1 e 2, USA (Immagine di: NRCgov, CC BY-NC-ND 2.0)

Tutti gli scienziati sono ormai d’accordo sull’asserire che il cambiamento climatico risulta essere una situazione urgente che minaccia la civiltà e la vita sul nostro pianeta. Qualsiasi soluzione deve includere misure per controllare l’effetto serra diminuendo le emissioni, limitando il consumo di carburante e passando a tecnologie alternative che non distruggano l’ambiente umano, conservando l’energia necessaria per sostenere le specie su questo pianeta.

Questa triste realtà ha portato alcuni osservatori di spicco, anche all’interno del movimento ambientalista, ad abbracciare la possibilità dell’energia nucleare. Sappiamo che dai suoi sostenitori è sempre stata proclamata pulita, affidabile, economica e sicura. In realtà, niente di tutto questo corrisponde a realtà.

1) È costoso e rappresenta un rischio enorme per il nostro benessere fisico e mentale. Secondo la U.S. Energy Information Agency, il costo medio della produzione di energia nucleare è di circa 100 dollari per megawatt/ora. Confrontatelo con 50 dollari per megawatt/ora per il solare e 30-40 dollari per megawatt/ora per l’eolico. Il Lazard Financial Group ha recentemente dichiarato che il costo delle rinnovabili è ora uguale o inferiore al costo delle fonti di energia tradizionali, cioè i combustibili fossili, e molto meno del nucleare.

In teoria, questi costi elevati e i lunghi tempi di costruzione si dovrebbero essere ridotti. Ma dopo mezzo secolo in cui l’energia nucleare si è sviluppata, tale teoria si è rivelata falsa. Al contrario di altre tecnologie, il costo dell’energia nucleare è in costante aumento. Gli stessi sostenitori ammettono che non ritornerà mai ad essere competitiva nell’ambito del mercato libero. Sia l’Agenzia per l’energia nucleare che l’Agenzia internazionale per l’energia hanno concluso che, mentre l’energia nucleare è “una comprovata fonte di produzione di elettricità a basso contenuto di carbonio”, la sua industria deve affrontare seri problemi di costo, sicurezza e smaltimento delle scorie se vuole ricoprire un ruolo nella futura produzione di energia a clima controllato.

Ma ci sono problemi più profondi e seri. Questi riguardano la paura e la realtà delle conseguenze della radioattività. Parliamo tutti di inquinamento invisibile, nel senso che è un veleno che penetra nel corpo e può colpire in qualsiasi momento, anche coloro che inizialmente si pensava non fossero colpiti da un disastro nucleare. Questa non è una paura irrazionale, poiché la medicina dice che gli effetti ritardati delle radiazioni sono reali.

Inoltre, gli incidenti nucleari catastrofici, anche se rari, possono causare queste conseguenze fisiche e psicologiche su vasta scala. Nessun sistema tecnologico è perfetto, ma la vulnerabilità del nucleare è troppo grande. I miglioramenti nella progettazione non possono eliminare la possibilità di fusioni fatali. Queste possibilità sono il risultato di condizioni meteorologiche estreme, eventi geofisici come terremoti, vulcani e tsunami (come quello che ha causato il disastro di Fukushima), problemi tecnici e inevitabile errore umano.

Il cambiamento climatico stesso sta lavorando contro le centrali nucleari, poiché le gravi siccità causano lo spegnimento dei reattori quando l’acqua circostante diventa troppo calda per raffreddare il nucleo.

2) I sostenitori dell’energia nucleare generalmente minimizzano le conseguenze catastrofiche di Fukushima e Chernobyl. Fanno notare che ci sono stati relativamente pochi morti per mano di questi due disastri. Ma non considerano le ripercussioni mediche.

Il caos di entrambi i disastri e l’estrema cattiva gestione della crisi da parte delle autorità hanno portato a una vasta gamma di stime. Ma i calcoli scientifici documentati per Chernobyl prevedono morti future dovute al cancro da decine di migliaia a mezzo milione.

Gli studi su Chernobyl e Fukushima rivelano anche un handicap psicologico dovuto alla paura della contaminazione invisibile. Questa paura ha travolto Hiroshima e Nagasaki, e gli abitanti di Fukushima paragonano dolorosamente la loro esperienza a quella delle città bombardate. La situazione a Fukushima non è ancora sicura. Questa paura pervase anche Chernobyl, dove ci fu un enorme movimento di spostamento forzato della popolazione e intere aree furono avvelenate dalle radiazioni restando così disabitate.

La combinazione di effetti reali e previsti delle radiazioni, la paura di una contaminazione invisibile, è evidente ovunque sia stata usata la tecnologia nucleare, non solo nelle città che sono state bombardate con armi nucleari e nei grandi incidenti, ma anche a Hanford, in relazione ai rifiuti di plutonio della costruzione della bomba di Nagasaki, il Rocky Flats, dopo decine di siti di costruzione nucleare, i siti di test nucleari in Nevada e ovunque i soldati siano stati esposti alle radiazioni dei test nucleari, e le Isole Marshall, sito dei test della bomba H, dove recenti misurazioni hanno dimostrato che ad oggi rimane il luogo più radioattivo sulla terra.

3) I reattori nucleari pongono anche il problema delle scorie nucleari, per le quali non è stata trovata una soluzione adeguata nonostante mezzo secolo di sforzi scientifici e tecnologici. Anche quando una centrale nucleare è ritenuta inaffidabile e chiusa, come nel caso del reattore Pilgrim a Plymouth, o chiusa per motivi economici, come nel caso di Vermont Yankee, le scorie radioattive accumulate rimangono pericolosamente e virtualmente immortali.

Con il Nuclear Waste Policy Act del 1982, gli Stati Uniti hanno tentato di costruire un sito permanente di smaltimento delle scorie nucleari; 40 anni dopo, non è stato fatto nonostante i tentativi falliti di seppellimento profondo a Yuka, Nevada. Si noti che l’amministrazione Trump quest’anno ha tagliato l’importo annuale per la manutenzione del sito, in un momento in cui, con il terremoto nella regione vicina, la possibilità di perdite di acqua freatica è diventata maggiore.

Poiché non c’è soluzione, le scorie nucleari europee vengono segretamente trasportate in treno nei porti italiani per essere spedite in Africa, ma il più delle volte vengono deliberatamente scaricate nel Mar Mediterraneo, soprattutto nella regione ionica.

Una soluzione che fu tentata fu quella di usarlo per fare armi all’uranio impoverito, che, nonostante la dose relativamente bassa di radioattività, causarono problemi di salute ai soldati americani (Sindrome della Guerra del Golfo) e contaminarono l’ambiente dove furono usate a tal punto che alla fine furono vietate e abbandonate.

4) In definitiva, c’è il pericolo più grande. Il plutonio e l’uranio arricchito ottenuti dai reattori nucleari sono la base per fare armi nucleari. La tecnologia di arricchimento dell’uranio per l’analista commerciale può essere facilmente trasformata in uranio per una bomba nucleare. Quando il reattore commerciale sta fissionando il combustibile, produce plutonio, che si traduce in rifiuti altamente radioattivi. Ovunque venga lanciato un grande programma di energia nucleare, c’è la possibilità di costruire armi nucleari. Naturalmente, questa possibilità rende i reattori nucleari un obiettivo interessante per i terroristi.

5) A luglio 2019, ci sono 416 reattori nucleari in funzione nel mondo.

Se il nucleare viene adottato come soluzione tecnologica, questo numero si moltiplicherà e creerà una zona di pericolo nucleare mortale; un sistema planetario di possibile autodistruzione umana. Il pericolo di questo sviluppo è evidente. È assurdo liquidare questa preoccupazione e insistere, dopo più di mezzo secolo di esperienza, che una “quarta generazione” di centrali nucleari farà la differenza.

6) I sostenitori dell’energia nucleare la paragonano spesso alle fonti di energia basate sul carbone. Ma il carbone non è il problema. Si sta già ritirando dalla scena mondiale.

Il confronto corretto è tra il nucleare e le fonti di energia rinnovabili. Le energie rinnovabili fanno parte di una soluzione economica ed energetica. Sono già disponibili molto più velocemente, più ampiamente e meno costose di quanto gli esperti avessero previsto e il consenso del pubblico è notevole. L’uso delle energie rinnovabili inizialmente sarà seguito da miglioramenti nell’immagazzinamento dell’energia, nell’integrazione della rete, nei piccoli elettrodomestici e nei veicoli elettrici. Possiamo fare uno sforzo globale, come la seconda guerra mondiale o, ironicamente, la bomba atomica, che riuscirà a rendere le energie rinnovabili uno stile di vita per tutti.

Il gas naturale e l’energia nucleare avranno solo un ruolo transitorio, ma è sciocco scommettere il pianeta su una tecnologia che non ha mai funzionato correttamente e che pone profonde minacce ai nostri corpi e alle nostre anime.

L’energia nucleare non è la soluzione di nessun problema umano in guerra o in pace. Prima ce ne liberiamo, meglio è se vogliamo che ci sia un futuro per l’umanità.

Fonte: ippnwgr.blogspot.com

Traduzione dal francese di Maria Rosaria leggieri. Revisione: Silvia Nocera

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