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Cerchiamo una consulenza gratuita in Italia

Qualcuno ha accesso gratuitamente alla consulenza per Associazione cristiana no profit?
Ecco il riscontro avuto ma a pagamento, che escluderei:
Da: Luca Masera [mailto:masera@cesvov.it]
Inviato: venerdì 11 marzo 2016 12:27
A: Maurizio dott. Benazzi
Cc: maurizio.benazzi@poste.it
Oggetto: R: Desidero costituire un’Associazione religiosa NO Profit: offrite una consulenza gratuita?

Egr. dott. Benazzi,
è certamente possibile fissare un appuntamento con noi, però (per una questione di correttezza dato non sempre si sa che i nostri servizi sono a pagamento) Le premetto che il costo di una consulenza “generica” di inquadramento giuridico dell’associazione è di 50€ (+ IVA).

Se poi voleste essere seguiti da noi anche nei passaggi successivi, sarà mia premura formularvi un preventivo completo.

In attesa di un vostro gentile riscontro, colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti,

Dott. Luca Masera

Centro di Servizi per il Volontariato della provincia di Varese
Responsabile Area Consulenza
Via Brambilla, 15 – 21100 Varese
Tel. +39 0332 237757 – Fax +39 0332 242978
www.cesvov.it
Save Paper – THINK before you print!
Da: Maurizio dott. Benazzi [mailto:maurizio_benazzi@libero.it]
Inviato: mercoledì 9 marzo 2016 06.52
A: consulenza
Cc: maurizio.benazzi@poste.it
Oggetto: Desidero costituire un’Associazione religiosa NO Profit: offrite una consulenza gratuita?

Buongiorno stimati,
ho avuto modo di ascoltare il Prof. Ampollini a Olgiate Olona in occasione della Giornata della Memoria con l’Anpi, a cui sono iscritto ed ho realizzato il sito www.anpimedioolona.eu , e mi ha colpito la profondità della preparazione: sono un teologo quacchero che desidera costituire un’Associazione religiosa chiamata Società degli Amici in Italia (sulle orme di quella londinese premio Nobel per la Pace 1947).
Non disponiamo di fondi ma solo volontariato che coinvolgiamo nella traduzione di testi e preparazione di lavori sui nostri blog. Forse in futuro opereremo nella Diaconia se si troveranno sinergie.
E’ possibile avere una consulenza entro maggio, per costituite un’Associazione snella No profit a Olgiate Olona, valida per il territorio italiano?
Possiamo incontrarci?
Un cordiale shalom
Maurizio Benazzi

Via Luigi Tovo 3
21057 Olgiate Olona
Tel/fax 0331 641844
Cell 348-7997824
Skype maurizio.benazzi

www.quaccheri.it www.ecumenici.it www.ecumenics.eu e www.lessicocristiano.it

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Liste indipendenti di appoggio bustese alla candidatura quacchera Benazzi a Sindaco indipendente di Olgiate O.

Riconosco esclusivamente come tributo alla Beata Giuliana, dove sono stato battezzato cattolico ambrosiano – Svizzero Zwingliano in Busto, il diritto di presentare Liste indipendenti con capilista il medico stamani presente della Farmacia di Fronte all’Ottima panetteria tradizionale nella continuazione dell’attuale Via Piave 180. E lista autonoma congiunta fra i due mitici delle moto locali nella mia via e in quella vicina alla panetteria di Busto consigliata. Li facciamo tutti diventare mondiali?

Unico impegno per le liste di sostegno quello aggiuntivo per le famiglie arcobaleno con figli adottati longobardi di area padaniese. Ovvio che Liga se vuole mi appoggia e se nel suo interesse geografico, locale. Se Benazzi si sposa con uno di Badgad libera, saranno pure affari suoi di famiglia quacchera.

Scelgo come Avvocato gradito personale Cota per cause nella mia zona lombarda. Inevitabile il confronto senza transazione monetaria in Euro a mio favore con Studio rag. Pietro Zicchittu di via Duca D’Aosta 15 a Busto Arsizio (area perimetrale della cattedrale quacchera in essere con biblioteca TCI nel rispetto del sacro suolo del gatto teologo e dei cani nella zona di interconfine protetta da reti con altre aziende) e Adler Ortho di Cormanno.  Non penso di essere stato minacciato da altri a Roma…. ma non ci metto la mano sul fuoco. Sono un non cristiano e non romano per interfede. Quacchero italiano. Longobardo doc oggi.

In futuro vediamo chi discende da me in matrimonio.

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A Humanist in Action – TheHumanist.com

A Humanist in Action – TheHumanist.com.

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catalano

IVAN CATALANO – Eletto un candidato omofobo nel Movimento 5 Stelle a Busto Arzizio (VA). Sarà un piacere seguirlo passo passo nelle sue attività parlamentari. Ha violentemente contrastato la mia presentazione della candidatura in Varese con escamotages tecnici e raccolto info su in internet sulla mia persona, completamente fuorvianti che ha comunicato agli iscritti DI VARESE (sarei ad es. un oppositore di Israele, sigh), poi ha sicuramente determinato la mia esclusione dal voto dopo le primarie senza comunicare le mie preferenze, adducendo motivi di autoesclusione mai esistete se non a livello di una mailing list di invasati politici.
Di Busto Arsizio. Sposato, lavora come disegnatore meccanico in un’azienda del territorio. E’ stato tra i primi ad entrare nel movimento di Grillo, attraverso i Meet Up. E’ stato candidato alla Regione Lombardia come consigliere per il Movimento 5 Stelle nel 2010.
Conservo bene uno scambio di e.mail dirette ma pubbliche (!) in caso di necessità…. BUON LA VORO PARLAMENTARE, A CIASCUNO IL SUO MESTIERE.
IL MIO NON E’ IL SUO.

Sui risultati elettorali (riprendiamo alcuni commenti rilasciati dopo le risultanze e la nostra campagna astensionista):

Sono giudizi positivi quelli che esprimiamo sul voto degli italiani: hanno detto chiaramente cosa gli interessa e cosa no. NON interessa Monti ma nemmeno Sel e la Rivoluzione. Non interessa l’egemonia del PD e preferisco dare ancora consenso al PDL a scapito dei fascisti. Il M5S si presenta come terzo incomodo ma spesso è anche primo, togliendo voti al csx
 Soddisfatti per il voto e molto soddisfatti per il risultato del non voto che ha raggiunto livelli di rilevo assoluto.

CONTENTI PER LE ESCLUSIONI DELLE VECCHIE MUMMIE DI IDV, FDS, VERDI E rimanenze varie di UDC, FLI, ESTREMA DESTRA

Immaginavamo…. Zingaretti è buon candidato per il Lazio ma Ambrosoli proprio non va proprio bene per i lombardi. Maroni gode dell’appoggio di un buon Pdl e Lega. Insignificante la destra. Vince di larga misura. La sinistra ha un’altra caporetto qui a Milano e se lo merita! Eccome. Qui si parlano degli interessi dei milanesi e non delle chiacchiere romane. Complimenti Maroni e porta a casa il 75% delle nostre tasse. Roma è lontana da Milano.

La newsletter Ecumenici dichiara la propria disponibilità a un possibile e auspicabile governo di centrodestra lombardo per collaborare nelle forme e modalità da individuare nell’ambito delle minoranze religiose e della libertà religiosa. La sinistra non ha mostrato alcun oggettivo interesse verso le tematiche a noi care e non può di certo essere un nostro interlocutore politico valido e sostenibile dentro l’area di Ambrosoli. Domani sapremo se la nostra lotta contro il candidato di tutta la sinistra avrà anche la ragione degli elettori. Noi non abbiamo nulla da perdere. La sinistra molto.

Fra le tante belle notizie di oggi vi è la disfatta totale del c.d. Movimento Nonviolento di area di Sel, in zona omofoba, che non vuole modificare il proprio datato statuto. Per giorni hanno postato nella loro mailing list messaggi di candidati politici che poco hanno a che fare con le istanze nonviolente visto il loro radicamento nell’area marxista. Quindi con lotta di classe violenta. Sono stati battuti sul campo. Insieme a un improponibile sig. Lotti (Tavola della pace) candidato dell’area radicale di Rivoluzione Civile.
E’ tempo di funerali politici e siamo contenti di essere fra coloro che seguono il loro carro funebre. Noi siamo invasi dalla gioia.

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10 marzo 2013 · 10:12 am

Compagni uniti per il vitalizio

Sono rimasto di sasso dopo le dichiarazione odierne del postcomunista Martina, leader del PD lombardo, che sosteneva il corrotto Penati anche in occasione delle uscite filoleghiste e razziste del collega di partito e che oggi aspetta a presentare le dimissioni da Consigliere con tutti gli altri compagni. Col comunicato del movimento 5 stelle scoprite il perché:

… se sia più nobile d’animo soppo
rtare gli oltraggi di questo governo regionale indecente, o prender coraggio e dimettersi subito e rinunciare al vitalizio!
Il 21 ottobre saranno decorsi i 30 mesi di versamento dei contributi dei consiglieri regionali della Lombardia che, ai sensi dell’art. 5 della L.R. 12/1995, avranno così maturato il diritto alla corresponsione dell’assegno vitalizio.
Abbiamo chiesto le dimissioni di Formigoni fin dal giorno della sua elezione, prima ancora degli scandali che hanno coinvolto lui, la sua giunta e il suo Consiglio regionale, in quanto incandidabile in violazione del dettato normativo che limita a due il numero di candidature e che Regione Lombardia non ha mai recepito nel ventennio formigoniano. Abbiamo denunciato la situazione insostenibile del Consiglio Regionale più indagato della storia. Abbiamo presentato un disegno di legge popolare “Zero privilegi” per l’abolizione del vitalizio Abbiamo denunciato l’arroganza di un governo regionale che ignora sentenze del Tar, Consiglio di Stato e Cassazione assumendo in regione una classe dirigente di amichetti, braccio operativo di CL, malgrado il relativo concorso fosse stato annullato.
Denunciamo oggi lo scandaloso atteggiamento di Formigoni che anzichè rivolgersi ai cittadini e presentarsi in piazza si reca a Roma, da Alfano e Maroni; dichiara che si dimetterà solo se glielo chiede il partito; dichiara che si ricandida se glielo chiede il partito; Dichiara che se cade lui cadono Veneto e Piemonte (questo noi lo chiamiamo ricatto). Chi governa realmente in Lombardia? Formigoni oppure la coppia Alfano/Maroni?
Assistiamo oggi alla convulsa mobilitazione delle opposizioni: – le stesse opposizioni il cui capo gruppo non era presente in aula il giorno del voto di sfiducia allo stesso Formigoni – le stesse opposizioni che hanno candidato come presidente Penati…. – le stesse opposizioni che non hanno mosso un dito per denunciare l’anomalia del ventennio formigoniano – le stesse opposizioni che non hanno denunciato l’irregolarità e falsità delle firme delle liste del PDL
Queste opposizioni adesso minacciano dimissioni in massa…, dichiarando di averle già pronte ma si guardano bene dal depositarle e protocollarle, si limitano a consegnarle al loro capogruppo.
Invitiamo questa fervente opposizione che ha riscoperto il suo ruolo improvvisamente – appena prima delle elezioni politiche – a fare un gesto serio presentando le dimissioni oggi, prima della data di decorrenza dei 30 mesi di versamento dei contributi che, ai sensi dell’art. 5 della L.R. 12/1995, fanno scattare il diritto alla maturazione dell’assegno vitalizio.
Invitiamo la Lega Nord a smetterla con questa manfrina e staccare la spina subito, dimostrate tutti concretamente che le vostre dimissioni non sono dettate dal mero interesse personale o di partito ma dalla necessità di ridare credibilità ad una regione ridicolizzata a livello internazionale; dimettevi immediatamente e rinunciate a quello spregevole privilegio che consente a voi soli di beneficiare di un vitalizio al compimento del 60 anno di età dopo solo 30 mesi di servizio. Non farlo renderebbe palese a tutti che il ” bene comune” e’ ormai un concetto che non vi appartiene o, forse, mai vi e’ appartenuto.
DIMETTETEVI SUBITO!
Il lungo cammino di liberazione Traduzione di Maurizio Benazzi.
Pinto de Oliveira è nata il 15 ottobre 1943 nel quartiere della Federazione del Mulino Vecchio, nella città di Salvador, Bahia. Ha sempre vissuto in questo quartiere che è ancora oggi è un luogo dove si concentra la maggior parte della popolazione di colore nero, e in cui la presenza della comunità di Candomblé è impressionante.
Dall’adolescenza all’età adulta, insieme alla sua famiglia, con l’Associazione residenti e la parrocchia della Chiesa cattolica, Pinto Valdina svolse un’attività di assistenza alla popolazione, concentrandosi solo sulla alfabetizzazione degli adulti, come missione principale. Per il suo lavoro nella comunità educativa, fu invitata dal Corpo di Pace per insegnare il portoghese nelle Isole Vergini ad un gruppo di stranieri che venivano in Brasile e qui comincia a sviluppare un senso del valore delle origini etno-culturali, che divennero riferimenti nella comunità del vivere quotidiano. Come professoressa del Município di Salvavador Valdina Oliveira Pinto si ritirerà alla fine degli anni ’80. Ma nei primi anni ’70, Valdina abbandonò il cattolicesimo, e nel 1975, aderisce alla religione del Candomblé, un insieme di pratiche quotidiane vissute da lei fin dall’infanzia nel ghetto nero della Federazione Old Mill ma assumendo nuovi significati e donando una importanza degli insegnamenti tratti dal cortile del Candomblé. Fin dalla conversione alla religione africana iniziò il ripensamento sulla storia africana e della sua cultura imposta dai cristiani. Tra il 1977 e il 1978, Pinto Valdina integra la prima classe del Corso di Introduzione alla lingua Kikongo, tenuto da congolesi Nlaando Lando Ntotila (del Centro Afro-Studi Orientali – CEAO), segnando una svolta per approfondire lo studio delle culture di origine Bantu in Brasile – soprattutto negli aspetti religiosi. L’apprezzamento delle specificità della nazione del Candomblé Angola-Congo, di matrice Bantu, è stata una costante della Valdina, quindi, divenne in Brasile come la Makota Valdina. È interessante notare che, anche in tempi della dittatura politica in Brasile, Makota Valdina fu la prima donna a presiedere l’Associazione dei residenti del suo quartiere e fronteggiare i pregiudizi politici, e sessuali. Fu scelta anche per diventare una componente del consiglio di Bahia per la Federazione dei Culti afro brasiliani (FEBACAB), FENACAB corrente e proprio durante quel periodo, il suo rispetto e la preoccupazione per le tradizioni del Candomblé, nazione indipendente, divennero i più noti e considerati fra i praticanti. Prima di concludere il suo mandato, si mobilitò in difesa del Parco San Bartolomeo, un antico santuario naturale del popolo di Saint-Salvador. Con altri educatori, Valdina Makota sviluppa programmi di educazione ambientale, evidenziando la prospettiva religiosa della natura – “La natura è l’essenza del Candomblé,” ha insegnato. Da quella lotta è nato il Centro di Educazione Ambientale di S. Bartolomeo (CEASB), dove è stata una educatrice e consigliere. Un altro importante lavoro, che ha svolto è stata la catalogazione delle piantine di erbe medicinali nelle aree che circondano il San Bartolomeo Park, un sobborgo di Salvador. Le tradizioni religiose riscoperte in antitesi al cattolicesimo, sono diventate uno strumento di espressione della saggezza popolare di Bahia del Brasile, su base africana. Qui, le riflessioni filosofiche sulla cosmogonia del Candomblé, in particolare quelli di origine bantu, convivono con un acuto senso estetico nello svolgimento delle danze rituali; l’artigianato, il campo della cucina e l’uso delle erbe, si uniscono con un repertorio di canti sacri di bellezza rara. Nel febbraio 2003, Valdina Makota era il portavoce delle religioni con le radici africane di Salvador in un incontro con il ministro appena nominato della Cultura, Gilberto Passos Gil Moreira; questa persona è stata anche uno dei rappresentanti del Movimento contro l’intolleranza religiosa a Brasilia. Il suo nome Valdina è associato alla causa della lotta contro il razzismo, con il Gruppo del College Students Makota Valdina. Ha ricevuto la più alta onorificenza della città di Salvador nel dicembre 2005, presiede le ONG e gli eventi in difesa delle tradizioni di origine africana e ambientale. E ‘considerata anche la guida del Movimento Nero e sistematizza le proposte educative che tengano conto della diversità culturale della città. In ogni caso, è diventata quasi obbligatoria la sua presenza nei dibattiti chiave circa la direzione della società e soprattutto negli spazi riservati al sacro, alla riscoperta della conoscenza e e delle sensazioni nei destini degli antenati.
Posta arrivata:
Gent,mo dottor Benazzi,
mi chiamo Francesco Ferrari, e sono il curatore del volume buberiano appena uscito per Giuntina “il messaggio del chassidismo”. Sul suo sito Ecumenici ho letto una sua osservazione circa Buber e Regaz, e su come l’idea di regno di Dio passi dal teologo elvetico al pensatore ebraico.
Sono perfettamente d’accordo: basterebbe solo pensare alla recensione buberiana di Religion und Gottesherrschaft, all’incontro di Heppenheim dei socialisti religiosi nel 1928, ai necrologi buberiani per Regaz.
E le dirò di più: tutta la filosofia buberiana è per me una critica della ‘religione’, intesa come antitetica alla ‘religiosità’, piuttosto che al ‘regno di Dio’. Nondimeno in Regaz! Saprebbe indicarmi a tale proposito in quali testi del teologo elvetico la contrapposizione tra religione e regno di Dio giunge a formulazione? Mi sarebbe di enorme aiuto per la mia attuale ricerca.
Con i miei saluti più cordiali,
Francesco Ferrari
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Volevo solo dirti che anche qui in Ticino si stanno aprendo le prime crepe nel sistema politico, negli scorsi giorni hanno arrestato un sindaco, e la magistratura negli mesi passati ha molto lavorato per chiudere locali indecenti aperti dalla malavita, o da ambiente a questa prossimi, e certamente contigui alla peggiore destra del cantone. Inoltre la mafia noi a Lugano l’abbiamo da tempo, è arrivata certamente ancor prima che comparisse nel nord Italia. Non però quella conclamata, ma quella ben più subdola che, con aria perbenista, infesta e corrompe il mondo della finanza, costringendo nelle banche gente per bene a fare cose indegne per poter campare.
Fraternamente …

Marco
— È pericoloso dire al popolo che le leggi non sono giuste, perché obbedisce proprio per il fatto che le crede giuste. Perciò bisogna dirgli al tempo stesso che deve obbedire loro perché sono leggi, così come deve obbedire ai superiori non perché sono giusti, ma perché sono superiori. In questo modo si prevengono le rivolte, se solo si riesce a far capire che questa è la definizione di giustizia.

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Brevissime

Stasera ho visto preoccupato in TV l’amico consigliere regionale ex IDV e ora SEL Giulio Cavalli: lo ho sostenuto per l’elezione in Lombardia. Oggi ha toccato con mano e con consapevolezza i nemici mafiosi dentro la stessa aula in cui siede. Questa volta non siamo dello stesso partito ma è importante aver detto in tempi non sospetti le ragioni del nostro appoggio. A salvarti ora ci pensa la scorta più che mai, che ho conosciuto personalmente e per la quale rivolgo le mie preghiere di intercessione per l’incolumità dai criminali. La Lega ha dato stasera al PDL un ultimatum che ci ricorda le vecchie posizioni democristiane. Anche per questo è necessario Giulio il Movimento cinque Stelle. E in ogni caso abbi cura anche di te. Penati e la quella cricca di sinistra la conosci ….

Notiamo che il Papa romano da oggi userà l’arabo per leggere il Vangelo e le preghiere; l’intento missionario è evidente. Ne prendiamo le distanze! Pensiamo che sia una miglior cosa che inizi a leggere il Corano e a studiarlo meglio della Bibbia, con tutti gli svarioni pubblicati sui suoi stessi testi da cassetta, per ignoranza e interesse personale e non per distrazione. E ciò nonostante l’analisi storica critica sia nata proprio nel suo paese! Poteva approfondire senza barriere di lingua! Ma al bavarese la lingua degli cattolici come Kung non piace proprio…

(Se qualcuno ha a disposizione in formato doc il testo dell’intervento del Prof. Pesce su Micromega di ottobre …. saremo molto grati nel riceverlo. Tratta del Gesù storico negli ultimi 50 anni dopo il Concilio)

C’è un articolo su Avvenire sull’ imminente crisi della Franco Tosi: la sinistra tace. A rischio vi sono 1000 posti di lavoro fra Legnano e Baranzate. C’è un governo cittadino del centrosinistra senza sinistra che sembra ammutolito. Totalmente incapace di gestire la situazione. Sui giornali il PD fa invece salotto con Renzi, Bersani e Vendola. A Legnano rimarranno forse solo le case rosse che venivano date ai quadri di quell’azienda per integrarsi nel tessuto sociale. Ora è la società a mancare e gli stipendi di tutti gli operai e impiegati, ingegneri e tecnici. Sel salirà anch’essa sul carro, anche se esclusa dal PD locale? Forse distribuirà fazzoletti per il pianto collettivo?

Uno studente di ingegneria di Bagdad è stravolto: ha visto le foto di suoi colleghi di corso fra i contatti e mi domandava se erano gay. Gli ho risposto di no. In Iraq i gay si ritrovano prevalentemente solo fra di loro a mo’ di raggruppamento informale chiuso. In generale e a ben vedere in Italia gli omosessuali non fanno proprio di nulla per aprirsi e considerarsi normali. Anzi cercano amicizie un po’ complici del loro sentirsi fuori dalla media.
Sicuramente in Iraq non ci sono le associazioni LGBT (se non quelle americane che non sono locali e scrivono dagli USA!) come da noi ma di certo cercano di lanciare messaggi nascosti tramite foto o battute per alzare segnali di riconoscimento di comprensione. L’amico mi confessa che in Iraq sono molti i gay uccisi per il loro orientamento sessuale. Non approfondisce su questo.
La cosa positiva che lo aiuta a vivere bene una situazione di disagio sociale e di paura è che si considera veramente normale. Considera la sua religione assurda come io considero così quella cattolica o valdese ma non rimane fossilizzato nella cerchia dei nemici. Questa è la cosa importante. Per vivere nonostante tutto. Anche se non vi è rispetto alcuno per la persona. Ci reincontreremo sempre sul web.
Verrebbe voglia di salvarlo tramite l’adozione di un adulto in Italia o no? Cosa possiamo fare d’altro di fronte a una sinistra cattocomunista che mi impedisce un matrimonio? E associazioni a gay italiane che accettano questo stato di cose? Ho pena per loro e non per lui, che vive nonostante sia oggetto di un tiro di pietre. Le lancerei io quelle pietre virtuali contro i politici italiani. Da Vendola alla Bindi.

L’agenzia protestante ENI di carattere internazionale sospende le attività: non ha fondi. In Germania già si avverte l’allarme del crollo dei giovani studenti di Teologia. Non ci saranno più pastori sufficienti per le esigenze parrocchiali. La caduta delle tasse volontarie ecclesiastiche coinvolge direttamente gli evangelici, proprio come i cattolici. In Svizzera la riduzione dei templi riformati è in atto da anni. Nel cantone di Vaud 1/4 della popolazione ex protestante afferma ora di non avere appartenenza religiosa. Accorpamenti è la parola d’ordine e il part-time si diffonde. Possiamo dire che se Dio non è morto, certo il protestantesimo non sta proprio bene? Anche se a Zurigo hanno affisso fuori dalla Cattedrale lo striscione per la liberazione delle Pussy Riot. Cosa da infarto per i valdesi nostrani…Forse quella Cattedrale è uno dei luoghi dove ho avvertito un sincero impegno ecumenico dalla pastora allora in carica, che sul pulpito, durante un sermone, rivendicava la sua scelta legittima di non voler battezzare e di amare gli ebrei.
Non siamo in un tempio calvinista ma zwingliano, ben inteso. In quel tempio ho comunque ascoltato il sermone di una pastora che affermava il suo rifiuto di praticare il battesimo per amore dell’ebraismo e del dialogo.
Unico appello ecumenico che abbia sentito da una protestante.
“Il cerchio da spezzare non è quello della violenza, bensì quello delle bugie che noi ebrei ci raccontiamo per convincerci di avere da duemila anni un diritto di proprietà su questa terra.” Questa coraggiosa affermazione è il credo che ha spinto l’autrice, nata in Inghilterra da un’importante famiglia ebrea sionista, ad abbandonare Tel Aviv – dove si era trasferita dopo aver lasciato l’Europa – per vivere a Tamra, una cittadina a maggioranza araba. Una scelta che le ha confermato l’intento esplicito di Israele di scoraggiare ogni integrazione pacifica tra i due popoli e reprimere i palestinesi. Ma per Susan Nathan arabi ed ebrei, figli della stessa terra, possono e devono imparare a convivere in armonia: un obiettivo realizzabile se “ciascuno riconosce se stesso nell’altro”.

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A Teheran lo sciopero generale contro il regime

Questi manifestanti reclamano i diritti politici: Telekabul nel TG serale dichiarava che si tratta una manifestazione antimonetarista e per il disimpegno dalla Siria. I nostri documenti arabi smentiscono questa tesi arbitraria.

Sulle bacheche pubbliche di Maurizio Benazzi e Gruppo Ecumenici in Facebook abbiamo diffuso in anteprima in Italia le immagini e ben 3 video dello sciopero generale che si sta svolgendo in Iran ed in particolare nella capitale Teheran. Si tratta di manifestazioni affollate dalle persone che rifiutano la dittatura, che nei giorni scorsi avevano subito perfino la censura del sito di Google e gli account g.mail. Vi invitiamo a farle girare il tutto in internet. Noi non abbiamo bisogno delle bombe di Israele o degli USA per difendere gli iraniani dall’estremismo teocratico. Ci perdonino i lettori di Yahoo e del sito se non riusciamo a diffondere i video: non sono un informatico o un mago.

 

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In breve

Cosa è l’amore? “Dare senza aspettarsi di ricevere” sosteneva in modo isolato il rabbino Eliyahu Eliezer Dessler . Non c’è più distinzione fra la concezione di un credente e un ateo. Il mondo sarebbe sorprendentemente stravolto verso il bene. Potremmo perfino fare a meno di un Dio … cosa altro potremmo chiedere del resto a Lui? Forse il paradiso?

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Ma di che partito siamo? Siamo una componente attiva del nuovo fronte astensionista. Siamo contro la sinistra ideolocizzata che oltre a essere incapace di governare direttamente è il frutto marcio del compromesso dei contenuti, esattamente come siamo contro la destra populista e razzista. Non ci arruoleranno nei loro schemi di partito di destra e di sinistra. Sono aspetti dell’ottocento. Essere per la democrazia significa critica politica ai loro dogmi. Non è una generica protesta contro la cricca alla Grillo è superamento delle loro parole false e finalizzate al potere. Diventate atei politicamente. Non abbiamo dei a Roma o in Padania.

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Non sono un bigotto o peggio un moralista ma ritengo che gli omosessuali debbano vestirsi nei social network. Come gay mi è difficile ad esempio già conoscere persone in chat dedicate senza essere coinvolto i assurdi dialoghi non senso, pornografia e proposte rivoltanti. Dicono che sia la componente prevalente della sessualità maschile.(?)… Immagino che sia il frutto della cd cultura gay , che è tutto tranne che cultura. Dico no alla pubblicità radicale di nudi qui in rete per fare tesseramento. Ma vale anche per i “liberati” che si espongono in foto come mamma li ha fatti. Vestitevi per rispetto delle sensibilità altrui e dei minorenni. La vostra libertà è sopruso.

La “notizia” da Bliz quotidiano

Gandhi bisessuale, quelle lettere lo raccontano”: New Delhi le compra subito

NEW DELHI – Gandhi era bisessuale? E’ la domanda che sorge dalle indiscrezioni di questi giorni sulla stampa anglosassone. A suscitarle l’acquisto, da parte del governo indiano, delle lettere che racconterebbero la presunta relazione tra il Mahatma e l’architetto tedesco Hermann Kallenbach. Lettere che sarebbero dovute andare all’asta da Sotheby’s, ma che sono state comprate da New Delhi per 900mila euro.
Il motivo ufficiale dato dalle autorità indiane è che quelle lettere chiarirebbero il pensiero del maestro della non-violenza. Ma secondo i tabloid britannici non sarebbe così. Per questo il governo è intervenuto nell’acquisto con una transazione privata, prima che la corrispondenza potesse anche solo rischiare di finire in altre mani.
Il ministero della Cultura indiana ha detto di aver comprato le lettere perché “aiutano a capire meglio la visione gandhiana del mondo”. Ma i giornali inglesi non sono d’accordo.
Le lettere coprono un arco di circa 50 anni. Raccontano la vita di Gandhi in Sudafrica, poi il ritorno in India e il rapporto difficile con la famiglia.
Il primo a parlare di una presunta bisessualità di Gandhi, e in particolare di una relazione con Kallenbach, è stato lo scrittore premio Pulitzer Joseph Leylveld. Nel libro del 2011 “Great Soul: Mahatma Gandhi And His Struggle With India” Leylveld ha accennato al rapporto tra i due, che si sarebbero conosciuti proprio in Sudafrica nel 1904. Secondo lo scrittore sarebbe stato Kallenbach il motivo per cui Gandhi lasciò la moglie.
Quel libro è stato subito censurato nel Gujarat, Stato natale di Gandhi.

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Abiti della Bibbia e abiti di oggi

Un articolo diffuso da un’agenzia di stampa confessionale svizzera francese ci interroga sui vestiti ai tempi della Bibbia. Volentieri accetto la sfida di un confronto di idee attualizzandola all’oggi e rendendo il tutto attraverso delle foto degli abiti interessanti proposti nell’ultima sfilata di Gianfranco Ferrè, nella sua Maison storica di Brera.  E’ anche un sostegno, in tema di crisi industriale, al mondo strategico per l’Italia della moda, ai lavoratori e alle lavoratrici del marchio delle architetture dei tessuti, oggi reinterpretati dai successori dello stilista legnanese per eccellenza. Alle sue sarte, vestiariste, modelle, ai designers Stefano Citron e Federico Piaggi, a tutt* gli altri insomma.
Pleonastico precisare che lungo il corso dei secoli in cui si formò la Bibbia, il mondo della sartoria non era ancora assolutamente al livello della creatività dei tempi moderni. Non è solo una questione di strumenti informatici. Può sembrare banale l’affermazione ma non lo è fra i topi teologici delle biblioteche o ancora fra i sacerdoti delle liturgie ripetitive, dove il tempo si è fermato inesorabilmente al passato. Queste persone non immaginano nemmeno la cura dei particolari degli abiti che furono destinati nell’era precedente alle tuniche maoiste alla Mujaheddin, ad una regina della Persia e nemmeno si aspettano forse le file di stiratrici e di sarte con ago e filo pronto, da mostrare alla stampa, ai buyers internazionali senza alcun genere di imbarazzo. Il mondo dello sforzo intellettuale è assai oggi poco valorizzato. C’è anche da constatare con amarezza che in molte sale degli stilisti si mostrano ai nostri occhi, prima della sfilata, solo buffets infiniti in cui voraci giornalisti gozzovigliano a sbafo. Sarà anche il tempo di Monti della penuria di denaro ma sono proprio stomachevoli certe immagini di accaparramento del cibo, in questi contesti.
L’occasione dell’articolo e di questa discussione è offerta da una mostra visibile fino al 31 luglio al Museo della Bibbia e dell’Oriente, presso l’Università della Misericordia a Friburgo, in Svizzera. Pare che sia una delle poche città che non risenta della secolarizzazione. Almeno non in modo eclatante e provvisoriamente.  Mi ricordo, in effetti, dei giovani pentecostali radunati in una piazza centrale che mi consegnarono tempo fa, a sera inoltrata, un foglietto sorpresa con un versetto casuale della Bibbia che riproduceva una frase dal libro del profeta Isaia precisamente sull’olio della letizia al posto degli abiti da lutto. Immaginate i frequentatori di un culto valdese, con tanto di capelli bianchi, apparecchi acustici e bastoni di sostegno invadere pacificamente piazza Duomo a Milano… E’ tutta un’altra situazione di quella vivibile in Italia.
L’articolo in francese segnala che nella mostra vi sarà anche un atelier delle confezioni dei vestiti d’epoca, almeno come storie da raccontare, per sabato 16 giugno nella sala 301 dalle ore 9 alle ore 17.
Sarebbe molto interessante in quella circostanza che il teologo riformato invitato discutesse di abiti anche con dei cultori non biblici o biblicisti dell’abbigliamento. Non solo sarti. Anche per comprendere i limiti di orizzonte contenuti al riguardo nella Bibbia stessa. Molti “dimenticano” infatti che è un testo del suo tempo: non immaginate lo spasso nell’aver sentito prediche fantasiose, da pastori dilettanti allo sbaraglio, sul telo strappatosi nel Tempio, nel momento della morte di Gesù. Un pentecostale di Castellanza (VA) riuscì a farci una predica di 40 minuti ai suo uditori, rigorosamente meridionali. Le chiese etniche non sono  – a ben vedere – solo quella alpina o delle comunità africane con riferimento la Confessione di fede di Accra.
La firma di Anne-Sylvie Mariéthoz esprime – on line – la domanda che la nostra scelta degli abiti non è comunque cambiata come funzione: l’abito ci protegge come una seconda pelle ma ci posiziona anche socialmente. 
Si parte nel ragionamento ecclesiastico classico che Adamo e Eva (personaggi della mitologia religiosa ossia non reali!) si coprirono dalla loro nudità con delle foglie. Essi si proteggevano così ma si nascondevano anche allo stesso tempo.  Sono stati dunque Adamo e Eva, per la Anne-Sylvie, che ci hanno accompagnano nei primi passi nel nostro cammino umano della civilizzazione. Si evidenziano così, con tutta la perversa carica ideologica della tradizione, i sensi della vergogna e della perdita dell’innocenza; il mangiare la mela non è visto, come indica la teologia femminista da almeno 50 anni (!), come un elemento della consapevolezza e della conoscenza femminile, ossia dell’emancipazione della donna. Ma, proprio come indicano nei loro sermoni molti degli evangelici, il primo peccato umano. Appoggiandosi di fatto a teorie patriarcali del potere di genere. Nulla di nuovo insomma come assenza di serietà e scientificità argomentativa. L’ermeneutica è nata in Svizzera e lì è morta.
Le foto qui riportate testimoniano, sotto il profilo dei modelli culturali, che anche la moda può essere tutt’altro che effimera: ci si  ispira per le forme a un noto fotografo ebraico del nudismo. L’idea che traspare è infatti una donna liberata, come afferma la più prestigiosa rivista mondiale del settore.
Il vestire è visto nell’articolo, al di la dell’aspetto morale non proprio aperto dei protestanti, come un diritto fondamentale: “Perfino ai più poveri è riconosciuto la naturalità del possesso di un mantello”.  Nella Bibbia la giornalista legge nei vestiti lo stato sociale, l’appartenenza, la prosperità, …
Si fa riferimento ad esempio al mantello di Giuseppe gettato sui fratelli.  A lui, l’ultimo nato della sua Casa, il destino ha riservato un futuro diverso, da quello dei suoi cari. Un destino lontano dall’invidia e dall’odio. Ma non solo questo, a ben vedere.
Non penso comunque che vi sia il bisogno di scomodare un cd testo sacro per aver un supporto a delle tesi propriamente antropologiche, psicologiche e sociologiche. I nostri strumenti di comprensione nel 2012  sono molto ampi rispetto a quelli che ci si avvale normalmente nelle atemporali aule del catechismo o dello studio biblico classico. Esso non è assolutamente esaustivo per capire il mondo di oggi, le Fedi contemporanee ma anche i nuovi sentieri della creazione che continua tramite le mani dei designers dei tessuti e dei tessuti non tessuti.
La Mariéthoz ci rammenta che i tessuti hanno raramente attraversato i secoli per giungere fino a noi, con la loro fragilità. E’ sia stato più semplice per gli organizzatori dell’evento raccogliere ceramiche, amuleti e gioielli antichi; questi potevano riportare scene immaginate in cui venivano ben descritti i personaggi situati nei loro contesti e dal quale emergono i codici vestiari in vigore. 
Certe forme dei vestiti e delle tecniche di produzioni sono rimaste poi per lungo tempo invariate nel vicino Medio Oriente, potremmo dire nonostante la preziosa rivoluzione industriale occidentale, e hanno consentito delle piste di ricerca per la ricostruzione dello scenario dell’abbigliamento dei tempi della Bibbia. Il pezzo forte della mostra friburghese risulterebbe essere dei rilievi (molti dei quali originali), sulla base dei quali sono stati poi ricreati nel rispetto dei colori e dei materiali impiegati  le vesti di artigiani, di contadini, di notabili e dei principi di Canaan.
 
Da Esodo 28 si sono raccolte tutte le informazioni utili per ricostruire ad esempio il pettorale portato sopra la tunica, come elemento ornamentale raffigurante le 12 tribù di Israele attraverso differenti pietre semipreziose, i bordi frangiati del credente per annunciarsi davanti al Creatore, ecc. Molto interessanti i particolari dei fiocchi che bordavano gli abiti di Mosé come nel mondo egiziano, ove simboleggiavano invece le divinità dell’Egitto, il nemico! Si sono tramandati fino a oggi nei talit dei rabbini, lo scialle di preghiera ebraico.
I legami fra gli abiti della Mesopotania, dell’Egitto e di Israele sono comunque molti: sono stati possibili grazie alle vie commerciali dei popoli. La cultura di essi è stata infatti influenzata dai commerci e ha costituito un ponte culturale fra mondi confinanti.
I 15.000 pezzi esposti della regione asiatica delle Scritture, esposte alla mostra dimostrano essenzialmente questo. Le religioni monoteiste si incontrano nel dialogo fra le religioni che è molto più complesso e variegato delle Fedi viventi ieri e oggi. La curatrice ha l’intelligenza in questo di non contrapporre i soliti stereotipi sul Dio dei cristiani, degli ebrei e degli islamici ma anche dei politeisti.
Mi pare che al di là della questione generale della moda italiana in mano finanziaria straniera, il messaggio dell’alta moda prodotta in Italia, possa essere portatrice di stimoli culturali di fusion con le altre culture e mondi religiosi per indicare nuove vie commerciali ma anche nuove fecondità creative, che non si sono fermati ai tempi del Nazareno, nella migliore delle ipotesi di dibattito con protestanti o cattolici che siano.
Maurizio Benazzi, trafficante di idee e di stimoli intellettuali ma anche di coscienze religiose formatesi a compartimenti stagni

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Paure nostrane

Io ancora non ho avuto modo di visitare il cimitero inglese in Roma, nonostante i numerosi inviti dell’amico scomparso Massimo Consoli, il segretario di Dio, come amava autodefinirsi. Leggiamo insieme questa sua nota e ci farebbe piacere che la leggesse anche la Ministra sangue e lacrime. Non per mancanza di rispetto ma per capire insieme le tappe naturali della nostra vita.
Contrariamente ai protestanti io frequento spesso cimiteri senza averne paura delle leggende pagane o cattoliche-popolari. Anzi!
Cari saluti a Massimo e al suo capo

MB

“Il Cimitero degli Inglesi si è venuto formando, dapprima spontaneamente, e poi con l’intervento delle autorità straniere a Roma, per poter dare una degna sepoltura ai protestanti ed agli ortodossi morti nella nostra città visto che, fino all’Ottocento, i non cattolici venivano inumati di notte, al lume delle torce e lontani dai camposanti, perché questa era la legge del Papa.
La memoria è la cosa più importante che ci è stata tolta, nel corso dei secoli, da una persecuzione feroce e ottusa che ci ha impedito di ricordare, e perciò di sapere, di capire, di organizzarci, di difenderci. Il culto dei defunti è l’indizio che permette agli antropologi di intuire se una popolazione umana abbia cominciato il suo cammino verso la civiltà. Il culto dei nostri defunti è il segno più macroscopico dell’esistenza di una comunità glbt cosciente, consapevole dei propri diritti e delle proprie rivendicazioni.

Avere un luogo fisico così importante per la nostra storia, dove sono riunite tante memorie in uno spazio limitato e ben circoscritto (di appena due ettari) è un fatto straordinario, da non sottovalutare e, soprattutto, da non permettere che venga risospinto ancora una volta nel silenzio dell’ignoranza e dell’indifferenza. E c’è un solo modo nel quale ognuno di noi può dare il proprio personale contributo affinché ciò non avvenga: andando a visitare i nostri predecessori in occasione dei loro anniversari. Questa guida ha lo scopo di facilitarvi il compito.

Un grazie a Brian Williams, Bernd-Ulrich Hergemöller, Riccardo Peloso, Franco Di Matteo e Gianfranco Marcantoni per l’aiuto prezioso, i suggerimenti ed i consigli che ne han permesso la compilazione.

Tra i quattromila ospiti del cimitero del Testaccio, senz’altro ci saranno numerosi altri personaggi che, in un modo o nell’altro, fanno parte della nostra storia e dei quali non ho sufficienti notizie. Questa guida è aperta a tutti. Chiunque ha ulteriori suggerimenti da darmi o nominativi da inserire, è il benvenuto. Scrivetemi alla e-mail: diama@tin.it.

Massimo Consoli”

Axel Munthe, zona Antica, lungo il muro di via Marmorata
(Oskarshamm, 1857-Stoccolma, 1946) Il medico svedese, membro della numerosa colonia di forestieri di Capri e autore della Storia di San Michele sulla vita segreta dell’isola (1929), è ricordato da una lapide sul muro della zona Antica.

Karl Philipp Fohr
A 0 0 29
(26 novembre 1795-29 giugno 1818) Pittore tedesco che amava raffigurare su tela i suoi amici, studenti ed altri artisti. Faceva parte del gruppo dei Nazareni.

John Addington Symonds
V 0 15 8
(Bristol, 5 ottobre 1840-Roma, 19 aprile 1893) Tra i precursori del moderno movimento gay, era uno dei più famosi intellettuali inglesi dell’Ottocento. Pubblicò privatamente due libretti, A Problem in Greek Ethics (1883, in 10 copie), e più tardi A Problem in Modern Ethics (1891, in 50 copie), per esporre le sue idee sull’inversione sessuale.

Gregory Corso
V 0 15 18
(New York, 26 marzo 1930-Minneapolis, 17 gennaio 2001) Dopo aver conosciuto Allen Ginsberg, nel 1950, in un locale del Greenwich Village, diventerà uno dei poeti di punta della Beat Generation (The Vestal Lady on Brattle, 1955). E’ sepolto un gradino sotto Shelley per suo espresso desiderio.

Edward John Trelawny
V 0 16 1
(Londra, 1 gennaio 1792-13 ago 1881) Marinaio e scrittore, fu uno degli ultimi amici di Shelley. Insieme a Lord Byron ne cremò il corpo sulle rive del Tirreno e ne riportò il cuore in Inghilterra.

Percy Bysshe Shelley
V 0 16 2
(Field Place, 4 agosto 1792-Viareggio, 8 luglio 1822) Uno dei più grandi poeti del romanticismo inglese (Prometeo Liberato, 1820), marito di Mary Wollstonecraft (autrice di Frankenstein, 1818), fece naufragio insieme all’amico Edward Williams sulle coste tra La Spezia e Viareggio. Sulla tomba c’è scritto, in latino, “Cuor dei Cuori”.

Rodolfo Juan Wilcock
1 0 1 4
(Buenos Aires, 17 aprile 1919-Viterbo,16 marzo 1978) Poeta inglese in lingua spagnola e italiana (Libro de poemas y canciones, 1940), traduttore, eccezionale figura di intellettuale enciclopedico.

Alexandre Sacharoff
1 0 1 34
(Mariapol, Russia, 13 maggio 1884-Roma, 25 sett. 1963) Sposato alla tedesca Clotilde, si esibì con lei in tutta Europa danzando su musiche d’avanguardia o sulle suonate di Bach, indossando costumi di scena disegnati da lui.

Walther Amelung
1 0 14 21
(Stettino, 15 ottobre 1865-Bad Nauheim, 12 settembre 1927) Archeologo tedesco, profondo conoscitore della scultura greca, compilò anche una guida alle opere antiche conservate in Vaticano (1903-8).

August von Goethe
1 0 14 53
(morto nel 1830) Di questa tomba, rilevante è il medaglione del danese Bertel Thorvaldsen (Copenhagen, 19 novembre 1770-1844) che, influenzato dai miti greci, si sbizzarrì a far diventare tanti Ganimede, Adone, Giasone, Marte e Mercurio i suoi bellissimi amici.

Wilhelm Waiblinger
1 0 15 12
(Heilbronn, 21 novembre 1804-Roma, 17 gennaio 1830) Studente tedesco di teologia, dopo le prime esperienze adolescenziali avute in patria, nella nostra città conobbe il poeta Augusto von Platen (che, a sua volta, ebbe una travolgente storia d’amore con il barone Justus von Liebig, sì, proprio quello dei… dadi da brodo!). Scrisse La Favola della Grotta Azzurra, ambientata a Capri, e numerosi drammi, poesie e diari.

Karl Wilhelm Schlutting
1 0 16 21-dietro
(1 gennaio 1803-12 ottobre 1830) Filosofo tedesco, ultimo amico di Waiblinger, accanto al quale è sepolto (attenzione, il cippo è completamente coperto da un cespuglio di plumbago).

Charles Bernard Moses sul muro interno che costeggia via Caio Cestio all’altezza della tomba n° 20 della prima Fila, della prima Zona
(Cincinnati, 28 marzo 1910-Roma, 7 luglio 1989) Proprietario della Galleria 88 che, negli anni Sessanta, fu punto d’incontro della numerosa colonia di artisti americani a Roma, che aiutò con la sua influenza e incoraggiò con la sua protezione. Qui è ricordato da una targa.

Hans von Marées
2 0 4 20
(Elberfeld, Prussia, 1 gennaio 1837-Roma, 5 giugno1887) Pittore tedesco, autore dei famosi affreschi della Stazione Zoologica (1873), insieme all’amatissimo amico Adolf Hildebrand. I suoi soggetti preferiti erano giovani muscolosi, nudi, intenti a guardarsi con particolare intensità.

Amelia Rosselli
2 0 8 8
(Parigi, 26 marzo 1930-Roma, 11 febbraio 1996) Poetessa, amica di tutti i poeti gay della capitale.

Luce D’Eramo
2 0 8 11
(Reims, 17 giugno 1925-Roma, 6 marzo 2001) Altra grande amica dei gay, autrice di Deviazione (1979) dove, per solidarietà, inserì una breve informazione sulle lesbiche nel Terzo Reich.

Dario Bellezza
2 0 9 27
(Roma, 5 settembre 1944-Roma, 31 marzo 1996) Uno dei più grandi poeti del XX° secolo (Invettive e Licenze, 1971) e scrittore (Lettere da Sodoma, 1972), nella sua casa romana si tennero alcune delle prime riunioni del nascente movimento gay italiano.

Victor Hoving
2 0 10 1
(morto nel 1876) Sulla tomba del mecenate finlandese è degno di nota il bellissimo angelo scolpito in rilievo dal connazionale Walter Runeberg.

Lady Temple, nata Elisa Watson
A 0 0 20
(morta nel 1809) La tomba è da visitare per ammirare il ragazzo sulla destra del mausoleo scolpito dallo svedese Erik Gustaf Göthe nel 1810.

Franklyn Simmons
3 1 1 2
(Webster, USA, 11 gennaio 1839-Roma, 6 dicembre 1913) Anche se l’autore è lo stesso defunto, che lo scolpì per ricordare così la moglie morta prima di lui nel 1905, merita di essere ammirato l’angelo sulla loro tomba.

Sergio Romanowsky
3 2 10 14
(Ekaterinoslav, 22 ottobre 1893-Roma, 9 marzo 1962) Cugino e aiutante di campo dello zar Nicola II, fu il più autorevole esponente della comunità di russi bianchi di Roma. Di fronte a lui, il poeta-pittore Georges De Canino si genufletteva tre volte nel corso dei loro incontri alla biblioteca Gogol.

Felix Jussupoff
3 3 7 13
(Pietrogrado, 17 ottobre 1856-10 giugno 1928), principe russo, padre dell’uccisore di Rasputin, anche lui di nome Felix (1887-1967), che attirò il monaco russo nella sua abitazione facendogli credere che l’aspettava chissà quale nuova esperienza.

Cimitero Acattolico del Testaccio
Via Caio Cestio 6, 00153 Roma
Tel. 06-574 1900 – Fax 06-574 1141
(Direttore: Gianfranco Marcantoni)
Orario invernale (1 ottobre-31 marzo): 09,00-16,30
Orario estivo (1 aprile-30 settembre): 09,00-17,30
Metro B, uscita Piramide, bus 3 – 8 – 23 – 75 – 95

Il personale del cimitero è amichevole e sempre a disposizione dei visitatori.

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