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Happy birthday, Robert Minor (July 15, 1884 – 1952)! ‪#‎Communist‬ party leader

foto di Marginal Mennonite Society.

Happy birthday, Robert Minor (July 15, 1884 – 1952)! ‪#‎Communist‬ party leader. Radical journalist. Political cartoonist. Contributed anti-war cartoons to the “New York Call” (Socialist Party daily), “The Masses” (radical monthly), “The Liberator” (Socialist monthly), and “The Daily Worker” (Communist Party paper), among other publications. Born in San Antonio, Texas. His papers are housed in Butler Library at Columbia University.
~The Marginal Mennonite Society Heroes Series.

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Woody Guthrie .‪#‎Communist‬.

foto di Marginal Mennonite Society.
Marginal Mennonite Society

Happy birthday, Woody Guthrie (July 14, 1912 – Oct. 3, 1967)! ‪#‎Communist‬. Fellow traveler. Wobbly (member of the I.W.W.). Singer-songwriter. Folk music icon. Born in Okemah, Oklahoma. Died in New York City. Cremated. His ashes were scattered in the waters off Coney Island.
~The Marginal Mennonite Society Heroes Series .

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Il golpe contro Jeremy Corbyn è un caso in cui le élite cercano di schiacciare le aspirazioni popolari

 Z-net Italy

Il golpe contro Jeremy Corbyn è un caso in cui le élite cercano di schiacciare le aspirazioni popolari
(Foto di znetitaly)

Jeremy Corbyn sta attualmente affrontando una contestazione alla sua leadership dai ‘colleghi’ deputati del Partito Laburista.

Il motivo è che in politico progressista, mentre i deputati a lui contrari sono più conservatori e comprendono l’ala destra del partito.

Stiamo quindi assistendo, secondo le parole del Finacial Times di Londra, a un tentativo di “golpe” guidato da una congrega funzionari laburisti blairiti.

Eliminare il mito

Per prima cosa scartiamo il mito secondo cui questo riguarda la brutta prestazione di Corbyn nel referendum sulla Brexit.

Primo, Corbyn non è andato male – è stato David Cameron a fallire completamente.

In effetti,  il 63% dei sostenitori del Partito Laburista hanno votato  ‘Rimanere’, mentre il 37% ha votato ‘Uscire’.  Paragonate questo con gli elettori del  Partito        Conservatore: soltanto il 42% ha votato per ‘Rimanere’, ma il 58% ha votato per ‘Uscire’.

Inoltre, nella circoscrizione elettorale di Corbyn, Islington, un impressionante75% di elettori ha sostenuto ‘Rimanere’ mentre soltanto il 25% ha votato per ‘Uscire’. Per aggiungere al danno la beffa, alcuni dei politici laburisti che hanno fatto le critiche più sonore di Corbyn in rapporto alla Brexit, non sono affatto riusciti a convincere l’elettorato delle loro proprie circoscrizioni a votare ‘Rimanere’.

Secondo, il tempismo. Il “golpe” si stava preparando prima del risultato del referendum e sui media si era riferito circa dei piani.

Per esempio, il Daily Telegraph riportava  questi titoli settimane prima del referendum: ‘I ribelli del Partito Laburista sperano di far cadere Jeremy Corbyn con un blitz, 24 ore dopo il referendum sull’UE’ e: ‘Rivelato: complotto per cacciare Corbyn usando la deputata veterana del Partito Laburista, Margaret Hodge per scatenare la competizione per la leadership’.

Risentimento

In breve, c’è sempre stato risentimento verso Corbyn da parte dei deputati laburisti più di destra e non meraviglia che sia stato orchestrato un complotto; una crisi come la Brexit ha offerto l’occasione perfetta di attuare questi piani.

Il vero motivo per cui Corbyn sta affrontando  una contestazione alla sua leadership, è che è un progressista e minaccia l’intero establishment britannico, comprese le fazioni del  Partito Laburista. Proprio come Podemos e Syriza, Corbyn non è amato dall’establishment europeo e nazionale.

Questo è il motivo per cui Corbyn ha ricevuto  tanta copertura negativa sui nomali media britannici tradizionali  e anche da parte del Partito Conservatore.

David Cameron è il colpevole numero uno della Brexit perché, in primo luogo, ha deciso di chiamarlo referendum, ha fatto la campagna a favore del voto ‘Rimanere’, ma è stato così distaccato dalla  rabbia popolare verso il governo e l’UE, che ha ricevuto uno schiaffo in faccia con il risultato favorevole a ‘Uscire’.

Però ora sta incolpando Corbyn per la sua sconfitta e gli dice: “Per amor del cielo, vattene.” Cameron dice che la “partenza” di Corbyn sarebbe “nell’interesse nazionale”.

Di fatto, invece, sarebbe nell’interesse dell’establishment, che è molto diverso da quello della gente comune.

Forse l’attacco più comico a Corbyn da parte dei media, è arrivato dal quotidiano di destra Daily Telegraph, con un articolo intitolato: ‘Il giardino incolto di Jeremy Corbyn riflette proprio l’uomo, dice Alan Titchmarsh’.

Titchmarsh, il massimo giardiniere del Regno Unito, ha criticato il giardino della casa di Corbyn perché era troppo disordinato, come la barba di Corbyn.

Se questo è il migliore argomento che i media sono stati capaci di trovare contro Corbyn, Jeremy deve davvero essere eccellente.

Un futuro apocalittico

In modo più serio, il Financial Times, che parla per il potente settore finanziario della Gran Bretagna, ha scritto in un editoriale:

“Il Partito Laburista ora deve agire per rimuovere Jeremy Corbyn” perché, senza un cambiamento, il partito affronterà un futuro apocalittico.”

Si presume che Corbyn sia ‘non adatto” ad essere il leader e di suppone che abbia ‘sabotato’ la fazione ‘Rimanere’ durante la campagna per la Brexit.

Il Financial Times ammette, però, che il complotto per liberarsi di Corbyn ha di fronte un piccolo problema: la democrazia.

In effetti, Corbyn ha un buon sostegno tra i membri del Partito Laburista che sono persone comuni che eleggono il capo del partito.

Quando è stato eletto a capo del Partito Laburista nel settembre 2015, la sua vittoria sui rivali è stata sbalorditiva.  Il Partito Laburista Ha ricevuto il 60%   dei  400.000  voti, battendo rivali come Andy Burnham (19%), Yvette Cooper (17%) e la blairiana  Liz Kendall (5%).

Poi, il mese scorso, un sondaggio di YouGov/The Times condotto tra i membri del Partito Laburista ha chiesto chi avrebbero votato nel caso ci fosse stata un’elezione per il prossimo capo del Partito Laburista. I risultati sono chiari: Jeremy Corbyn è primo con il 43%  dell’appoggio.

Il secondo è Andy Burnham con un magro 10%. Poi c’è il sostegno risibile per i suoi sfidanti: Hilary Benn (4%), Angela Eagle (2%) e Margaret Hodge (0%).

Un nuovo sondaggio di YouGov/The Times è stato diffuso il 1° luglio. Dimostra che il sostegno a Corbyn è sceso, ma che batterebbe ancora qualsiasi contendente per la  leadership. Per esempio, il 50% voterebbe per Corbyn in confronto al 40% che voterebbe per Angela Eagle.

Il calo dell’appoggio a Corbyn sembra essere perfettamente comprensibile data la raffica di propaganda negativa cui è stato assoggettato Corbyn nella settimana scorsa (durante la quale è stato fatto il sondaggio).

Inoltre, il 60% ha detto che i deputati laburisti che si sono dimessi questa settimana ‘hanno sbagliato a farlo e a cercare di costringere Jeremy Corbyn a lasciare, mentre soltanto il 36%  ha approvato questa mossa.

Inoltre, Corbyn ha appena ricevuto l’appoggio di 10 dei più grossi sindacati del Regno Unito che, collettivamente, hanno affermato che: ‘L’ultima cosa di cui ha bisogno il Partito Laburista è un diverbio  fabbricato da se stesso …   chiediamo a tutti i deputati laburisti di non impegnarsi in  questo atto di debolezza.

Le prossime settimane promettono di essere eccitanti e potrebbero avere conseguenze disastrose per il  Partito Laburista.

Julien Mercille è docente all’University College di Dublino. Twitter: @JulienMercille.

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/the-coup-against-jeremy-corbyn-is-a-case-of-elites-trying-to-squash-popular-aspirations/

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Pensando alla nonviolenza di Danilo Dolci

Una minima notizia su Danilo Dolci

Danilo Dolci e’ nato a Sesana (Trieste) il 28 giugno 1924, arrestato a Genova nel ’43 dai nazifascisti riesce a fuggire; nel ’50 partecipa all’esperienza di Nomadelfia a Fossoli; dal ’52 si trasferisce nella Sicilia occidentale (Trappeto, Partinico) in cui promuove indimenticabili lotte nonviolente contro la mafia e il sottosviluppo, per i diritti, il lavoro e la dignita’. Subisce persecuzioni e processi. Sociologo, educatore, e’ tra le figure di massimo rilievo della nonviolenza nel mondo. E’ scomparso il 30 dicembre 1997. Di seguito riportiamo una sintetica ma accurata notizia biografica scritta da Giuseppe Barone (comparsa col titolo “Costruire il cambiamento” ad apertura del libriccino di scritti di Danilo, Girando per case e botteghe, Libreria Dante & Descartes, Napoli 2002): “Danilo Dolci nasce il 28 giugno 1924 a Sesana, in provincia di Trieste. Nel 1952, dopo aver lavorato per due anni nella Nomadelfia di don Zeno Saltini, si trasferisce a Trappeto, a meta’ strada tra Palermo e Trapani, in una delle terre piu’ povere e dimenticate del paese. Il 14 ottobre dello stesso anno da’ inizio al primo dei suoi numerosi digiuni, sul letto di un bambino morto per la denutrizione. La protesta viene interrotta solo quando le autorita’ si impegnano pubblicamente a eseguire alcuni interventi urgenti, come la costruzione di una fogna. Nel 1955 esce per i tipi di Laterza Banditi a Partinico, che fa conoscere all’opinione pubblica italiana e mondiale le disperate condizioni di vita nella Sicilia occidentale. Sono anni di lavoro intenso, talvolta frenetico: le iniziative si susseguono incalzanti. Il 2 febbraio 1956 ha luogo lo “sciopero alla rovescia”, con centinaia di disoccupati – subito fermati dalla polizia – impegnati a riattivare una strada comunale abbandonata. Con i soldi del Premio Lenin per la Pace (1958) si costituisce il “Centro studi e iniziative per la piena occupazione”. Centinaia e centinaia di volontari giungono in Sicilia per consolidare questo straordinario fronte civile, “continuazione della Resistenza, senza sparare”. Si intensifica, intanto, l’attivita’ di studio e di denuncia del fenomeno mafioso e dei suoi rapporti col sistema politico, fino alle accuse – gravi e circostanziate – rivolte a esponenti di primo piano della vita politica siciliana e nazionale, incluso l’allora ministro Bernardo Mattarella (si veda la documentazione raccolta in Spreco, Einaudi, Torino 1960 e Chi gioca solo, Einaudi, Torino 1966). Ma mentre si moltiplicano gli attestati di stima e solidarieta’, in Italia e all’estero (da Norberto Bobbio a Aldo Capitini, da Italo Calvino a Carlo Levi, da Aldous Huxley a Jean Piaget, da Bertrand Russell a Erich Fromm), per tanti avversari Dolci e’ solo un pericoloso sovversivo, da ostacolare, denigrare, sottoporre a processo, incarcerare. Ma quello che e’ davvero rivoluzionario e’ il suo metodo di lavoro: Dolci non si atteggia a guru, non propina verita’ preconfezionate, non pretende di insegnare come e cosa pensare, fare. E’ convinto che nessun vero cambiamento possa prescindere dal coinvolgimento, dalla partecipazione diretta degli interessati. La sua idea di progresso non nega, al contrario valorizza, la cultura e le competenze locali. Diversi libri documentano le riunioni di quegli anni, in cui ciascuno si interroga, impara a confrontarsi con gli altri, ad ascoltare e ascoltarsi, a scegliere e pianificare. La maieutica cessa di essere una parola dal sapore antico sepolta in polverosi tomi di filosofia e torna, rinnovata, a concretarsi nell’estremo angolo occidentale della Sicilia. E’ proprio nel corso di alcune riunioni con contadini e pescatori che prende corpo l’idea di costruire la diga sul fiume Jato, indispensabile per dare un futuro economico alla zona e per sottrarre un’arma importante alla mafia, che faceva del controllo delle modeste risorse idriche disponibili uno strumento di dominio sui cittadini. Ancora una volta, pero’, la richiesta di acqua per tutti, di “acqua democratica”, incontrera’ ostacoli d’ogni tipo: saranno necessarie lunghe battaglie, incisive mobilitazioni popolari, nuovi digiuni, per veder realizzato il progetto. Oggi la diga esiste (e altre ne sono sorte successivamente in tutta la Sicilia), e ha modificato la storia di decine di migliaia di persone: una terra prima aridissima e’ ora coltivabile; l’irrigazione ha consentito la nascita e lo sviluppo di numerose aziende e cooperative, divenendo occasione di cambiamento economico, sociale, civile. Negli anni Settanta, naturale prosecuzione del lavoro precedente, cresce l’attenzione alla qualita’ dello sviluppo: il Centro promuove iniziative per valorizzare l’artigianato e l’espressione artistica locali. L’impegno educativo assume un ruolo centrale: viene approfondito lo studio, sempre connesso all’effettiva sperimentazione, della struttura maieutica, tentando di comprenderne appieno le potenzialita’. Col contributo di esperti internazionali si avvia l’esperienza del Centro Educativo di Mirto, frequentato da centinaia di bambini. Il lavoro di ricerca, condotto con numerosi collaboratori, si fa sempre piu’ intenso: muovendo dalla distinzione tra trasmettere e comunicare e tra potere e dominio, Dolci evidenzia i rischi di involuzione democratica delle nostre societa’ connessi al procedere della massificazione, all’emarginazione di ogni area di effettivo dissenso, al controllo sociale esercitato attraverso la diffusione capillare dei mass-media; attento al punto di vista della “scienza della complessita’” e alle nuove scoperte in campo biologico, propone “all’educatore che e’ in ognuno al mondo” una rifondazione dei rapporti, a tutti i livelli, basata sulla nonviolenza, sulla maieutica, sul “reciproco adattamento creativo” (tra i tanti titoli che raccolgono gli esiti piu’ recenti del pensiero di Dolci, mi limito qui a segnalare Nessi fra esperienza etica e politica, Lacaita, Manduria 1993; La struttura maieutica e l’evolverci, La Nuova Italia, Scandicci (Fi) 1996; e Comunicare, legge della vita, La Nuova Italia, Scandicci (Fi) 1997). Quando la mattina del 30 dicembre 1997, al termine di una lunga e dolorosa malattia, un infarto lo spegne, Danilo Dolci e’ ancora impegnato, con tutte le energie residue, nel portare avanti un lavoro al quale ha dedicato ogni giorno della sua vita”. Tra le molte opere di Danilo Dolci, per un percorso minimo di accostamento segnaliamo almeno le seguenti: una antologia degli scritti di intervento e di analisi e’ Esperienze e riflessioni, Laterza, Bari 1974; tra i libri di poesia: Creatura di creature, Feltrinelli, Milano 1979; tra i libri di riflessione piu’ recenti: Dal trasmettere al comunicare, Sonda, Torino 1988; La struttura maieutica e l’evolverci, La Nuova Italia, Firenze 1996. Recente e’ il volume che pubblica il rilevante carteggio Aldo Capitini, Danilo Dolci, Lettere 1952-1968, Carocci, Roma 2008. Tra le opere su Danilo Dolci: Giuseppe Fontanelli, Dolci, La Nuova Italia, Firenze 1984; Adriana Chemello, La parola maieutica, Vallecchi, Firenze 1988 (sull’opera poetica di Dolci); Antonino Mangano, Danilo Dolci educatore, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1992; Giuseppe Barone, La forza della nonviolenza. Bibliografia e profilo critico di Danilo Dolci, Libreria Dante & Descartes, Napoli 2000, 2004 (un lavoro fondamentale); Lucio C. Giummo, Carlo Marchese (a cura di), Danilo Dolci e la via della nonviolenza, Lacaita, Manduria-Bari-Roma 2005; Raffaello Saffioti, Democrazia e comunicazione. Per una filosofia politica della rivoluzione nonviolenta, Palmi (Rc) 2007. Tra i materiali audiovisivi su Danilo Dolci cfr. i dvd di Alberto Castiglione: Danilo Dolci. Memoria e utopia, 2004, e Verso un mondo nuovo, 2006.

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Attualità del pensiero di Albert Schweizer

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La prima edizione integrale in italiano della «Kulturphilosophie»

Nel 2015 sarà celebrato il 50° anniversario della morte di Albert Schweitzer (1875-1965), il grande filosofo-teologo protestante, medico-missionario in Africa e apostolo del «rispetto per la vita».

Se in Italia non è del tutto dimenticato lo dobbiamo alla passione e al tenace lavoro di Alberto Guglielmi Manzoni, valdese di San Remo, autore della migliore biografia intellettuale del grande alsaziano1. È uscita da pochi mesi la sua ultima fatica: la prima traduzione integrale italiana della sua opera filosofica fondamentale: la Kulturphilosophie (primi due volumi del 1923, poi ripubblicati nel 1990 con il titolo Kultur und Ethik)2. Un libro che ebbe una lunga e travagliata gestazione: abbozzato idealmente negli ultimi anni dell’Università (1900), fu rimeditato lungamente nel primo soggiorno a Lambaréné in Africa, durante la costruzione del primo Ospedale (1914-17), prima della deportazione in Francia negli anni di guerra, come prigioniero politico.

Scrive Schweitzer: «L’Illuminismo e il razionalismo del XVIII secolo avevano formulato ideali etici razionali che avevano iniziato a confrontarsi con la realtà e a cambiarla. Ma intorno alla metà del XIX secolo questo confronto con la realtà si è affievolito e gradualmente spento. Perché è accaduto? Per il fallimento della filosofia. Schiller, Goethe e altri hanno dimostrato che il razionalismo era più una filosofia popolare che una vera filosofia. Ma non sono stati in grado di sostituire ciò che andavano demolendo con un pensiero nuovo capace di mantenere, con la medesima forza, le idee di civiltà presso l’opinione pubblica».

Le scienze della natura hanno poi finito per ribellarsi e, con l’entusiasmo del popolo che ricerca la verità delle cose, hanno abbattuto le sontuose costruzioni della fantasia. Ormai veniva considerato contenuto di verità solo ciò che le scienze descrittive andavano scoprendo del reale. Il razionalismo era liquidato e con lui scompariva anche la prospettiva ottimistica ed etica che aveva annunciato e che era in grado di orientare il destino del mondo, dell’umanità, della società e dell’individuo».

La rivoluzione industriale ha completato l’opera. «Molti individui vivono ormai semplicemente come macchine di produzione e non più come uomini. Tutto ciò che si dice sul valore morale e spirituale del lavoro non significa nulla per loro. Il costante eccesso di lavoro cui è sottoposto l’uomo moderno ha come conseguenza che la dimensione spirituale inaridisce in lui e cade sempre più vittima del bisogno di distrazioni superficiali». Sembra di vedere Charlot in Tempi moderni. E ancora:

«Ci sfugge ogni nostra affinità con il prossimo: per questo ci stiamo avviando sul cammino della disumanità. Ogni qualvolta scompare la coscienza che ogni uomo, in quanto tale, un poco ci riguarda, la civiltà e l’etica cominciano a vacillare: l’inesorabile diffondersi della disumanità è pertanto solo una questione di tempo».

Dieci anni prima dell’ascesa al potere di Hitler questo pensiero ci appare profetico: «Quante espressioni di violenza, talvolta sottili, talvolta feroci, si sono rivelate come verità razionali sugli uomini di colore e hanno poi raggiunto l’opinione pubblica!».

«Al nazionalismo è imputabile la catastrofe che so è abbattuta su di noi e che determina il decadimento della nostra civiltà. Che cos’è il nazionalismo? Un patriottismo impuro e spinto sino all’assurdo che sta rispetto al patriottismo nobile e sano come un’idea folle sta a un principio razionale. Vengono dogmaticamente asserite ed elucubrate presunte differenze razziali di carattere intellettuale con una tale caparbietà che questi discorsi insulsi diventano un’ossessione e a dichiarata superficialità di un popolo appare come una malattia immaginaria». Qui si sente avvicinare l’epoca de Mein Kampf! «Ci vuole un nuovo orientamento spirituale che sia capace di appianare i conflitti tra i popoli e all’interno delle nazioni in modo da rendere possibili i presupposti di una nuova civiltà». Questo nuovo orientamento spirituale è il «rispetto per la vita».

Già in un sermone predicato nel 1919 a Strasburgo Schweitzer aveva detto: «L’amore per le creature, il rispetto per qualsiasi essere vivente, la partecipazione a ogni vita: questi sentimenti non ci devono essere estranei. Non possiamo avere che rispetto per tutto quanto si chiama vita: ecco l’inizio e il fondamento di tutta l’eticità». Questa voce illuminata si è spenta cinquant’anni fa ma parla ancora oggi: è straordinariamente attuale per chi la vuole ascoltare!

1. A. Guglielmi, Albert Schweitzer, Ventimiglia, Philobiblon, 2003.

2. A. Schweitzer, Filosofia della civiltà, traduzione di A. Guglielmi Manzoni, Roma, Fazi, 2014, pp. 380, euro 19,00. Il significato del termine tedesco Kultur è più ampio del corrispondente italiano «cultura» e si preferisce quindi tradurlo «civiltà».

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Paul Eddington #‎Quaker‬. ‪#‎Pacifist‬. Conscientious objector. Actor

Happy birthday, Paul Eddington (June 18, 1927 – Nov. 4, 1995)! ‪#‎Quaker‬. ‪#‎Pacifist‬. Conscientious objector. Actor. Best known for the characters he played on the British TV shows “The Good Life” and “Yes Minister.” Born and died in London, England.
~The Marginal Mennonite Society Heroes Series.

foto di Marginal Mennonite Society.

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Mary Dyer, quaker preacher

On this date in 1660 (June 1st), Mary Dyer was executed by hanging in ‪#‎Boston‬, Massachusetts. She was a ‪#‎Quaker‬ preacher, about 50 years old, one of several Quakers who repeatedly defied a Puritan law banning Quakers from Massachusetts Bay Colony. Some sources say her execution took place on Boston Common. Actually, it occurred in an area once known as Boston Neck, near the current intersection of West Dedham and Washington Streets.
~The Marginal Mennonite Society Martyrs Series.

foto di Marginal Mennonite Society.

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Lettera aperta ai soldati americani da un mondo senza guerra e violenza

26.05.2016 – Praga, Repubblia Ceca Mondo Senza Guerre e Senza Violenza

Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese

Lettera aperta ai soldati americani
(Foto di Mondo Senza Guerre)

Forze militari statunitensi attraverseranno dal 27 al 30 maggio il territorio della Repubblica Ceca all’interno dell’operazione Saber Srike. I media minimizzano l’avvenimento per non risvegliare quella sensibilità del popolo ceco che portò nel 2009 a impedire l’installazione di una base militare degli Stati Uniti. Erroneamente si parla di “transito” quando invece si svolgeranno esercitazioni congiunte dell’esercito USA e di quello ceco. Il ministro della difesa Martin Stropnicky erroneamente parla di un’esercitazione della NATO, quando in realtà è un’operazione militare dell’Esercito degli Stati Uniti in Europa (ESAREUR) che culmina con esercitazioni militari nei Paesi Baltici. Una delegazione di Mondo Senza Guerre e Senza Violenza consegnerà questa lettera all’ambasciata americana a Praga.

Gentili soldati,

Vogliate ricevere il nostro benvenuto in questo paese. Esprimiamo un’amicizia e una vicinanza che è dovuta a chi si trova, per qualsiasi ragione, lontano dalla propria terra e dai propri affetti più cari.

Questo messaggio vuole essere anche il modo di condividere con voi il nostro pensiero e le nostre inquietudini sulla situazione attuale e sulle questioni che sono senz’altro alla base della vostra presenza qui, in questi giorni.

Siamo certi, conoscendo la tradizione di democrazia e di amore per la libertà che anima i migliori ideali del vostro paese, che sarete in grado di comprendere le nostre richieste.

Già nel marzo 2015, un contingente di vostri commilitoni ha attraversato la Repubblica Ceca a bordo di mezzi da combattimento, in occasione dell’operazione denominata “Dragoon Rider”.

In quell’occasione molte persone sono accorse, alcune per darvi il benvenuto, e altre per protestare contro la vostra presenza. Increduli abbiamo assistito allo spettacolo di bambini che, con grande gioia, hanno avuto la possibilità di vedere di persona e toccare con mano mezzi ed equipaggiamenti da guerra, che probabilmente avevano visto soltanto nei film e nei videogiochi. Per molti di loro è stato un giorno di festa.

Una delle ragioni principali per cui i nostri bambini sono stati felici di visitare i vostri carri armati e di imbracciare i vostri fucili da combattimento risiede nel fatto che sono bambini nati in tempo di pace. Per loro i mitragliatori, i missili e i carri armati ricordano soltanto gli allegri pomeriggi passati al cinema con la famiglia e l’odore dei pop-corn caldi. Ed è giusto che sia così.

I nostri bambini sono nati in tempo di pace e non conoscono l’orrore della guerra, non sono mai stati terrorizzati dal rumore assordante dei cannoni, non hanno mai dovuto sentire l’odore acre di corpi bruciati e le urla disperate dei genitori che stringono tra le braccia i corpi senza vita dei propri figli.

Purtroppo questo è il vero volto della guerra e nessuno meglio di voi lo conosce bene. E se anche i nostri piccoli lo conoscessero, non sarebbero più affascinati dalle vostre divise e dai vostri carri armati, ma correrebbero a nascondersi al vostro passaggio.

I nostri bambini sono nati in tempo di pace. Ed è nostro dovere e nostra responsabilità di genitori e di esseri umani fare in modo che questa pace continui.

Ci dicono che la vostra presenza qui sia utile per mantenere la pace che in questo momento si trova in pericolo. Ci dicono che dobbiamo armarci ed essere preparati a difenderci dal pericolo di un’invasione.

In questa logica, voi sareste i “buoni”, che dovrebbero difenderci dai “cattivi”. Ma anche questo, e voi la sapete meglio di noi, è qualcosa che esiste soltanto nelle affascinanti produzioni di Hollywood tanto care ai nostri ragazzi.

Noi tutti sappiamo che la realtà è molto più complicata di così.

Noi, persone adulte, sappiamo benissimo -inoltre- che le potenti armi di cui i vostri gloriosi eserciti sono dotati sono state prodotte da qualcuno. Sappiamo benissimo che le persone che producono queste armi hanno l’interesse di creare le condizioni affinché esse siano vendute e affinché queste armi siano vendute devono sussistere necessariamente le condizioni per usarle. Sappiamo anche che le aziende che producono e vendono le armi hanno un potere sufficiente a influenzare gli avvenimenti per fare in modo di avere sempre clienti pronti ad acquistare i loro prodotti. Siamo abbastanza adulti da comprendere anche che aziende che producono armi non fanno grande differenza tra “buoni” e “cattivi”, giacché è proprio da questa contrapposizione che dipende la prosperità del loro commercio.

Speriamo che non vi sentiate offesi se affermiamo che la vostra presenza qui è utilizzata da qualcuno per pubblicizzare i propri prodotti e per stimolarne la vendita e, ahimè, l’utilizzo.

Se si trattasse di un dopobarba o di una bevanda gassata non avremmo nessun problema ad accettarlo, giacché vivendo nel libero mercato, ci risulterebbe perfettamente normale. Ma trattandosi di strumenti di morte, siamo costretti dalle circostanze a chiedervi gentilmente, ma con fermezza, di evitare di prestarvi a questo scopo, che è indegno della vostra missione e contrario ai principi della vostra democrazia, ispirata ai valori della pace e della libertà.

Vi chiediamo di rinunciare, in quanto uomini liberi, già da oggi stesso, ad assecondare i progetti delle fazioni che illegittimamente stanno utilizzando le proprie influenze politiche ed economiche al fine di inasprire i conflitti attualmente presenti.

Vi chiediamo, come uomini liberi, di fare pressione sui vostri governi e sui vostri superiori, affinché le ingenti risorse attualmente destinate agli armamenti siano riconvertite in mezzi e azioni in grado di produrre una soluzione diplomatica e nonviolenta dei conflitti in cui il vostro paese è direttamente o indirettamente coinvolto.

Siamo certi che non cadrete nel banale errore di interpretare questa richiesta come un atto di ostilità personale nei vostri confronti o del popolo americano, per il quale nutriamo una grande amicizia e una spontanea simpatia.

Durante la nostra storia recente abbiamo già conosciuto la censura intellettuale, in cui chiunque manifestava idee non allineate a quelle dell’informazione ufficiale veniva immediatamente bollato come “nemico della patria”.  Così, coloro che si sono opposti alla presenza sul suolo ceco dei carri armati russi sono stati accusati di essere filo-capitalisti o filo americani.

Oggi, paradossalmente, verremo accusati di essere filo-russi, o come si usa ancora dire da da queste parti, bolscevichi. Ma è inutile dirvi che se anche dai vostri blindati spuntassero le bandiere russe, o tedesche o magari i vessilli sconosciuti di qualche altro pianeta, per noi non farebbe alcuna differenza. Noi non siamo né a favore né contro qualche fazione in particolare e non vogliamo partecipare a questo gioco di contrapposizioni che rischia di farci precipitare velocemente verso l’abisso di un nuovo conflitto in seno all’Europa.

Come voi, noi amiamo con tutto il cuore la pace e ci adopereremo con tutti i mezzi democratici e nonviolenti per continuare a conservarla.

Ricevete, con la speranza di rivedervi al più presto nella nostra città come turisti, i nostri migliori saluti.

Tania Bednarova
Presidente

Mondo Senza Guerre e Senza Violenza

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Isabella Ford, quaker

Happy birthday, Isabella Ford (May 23, 1855 – July 14, 1924)! ‪#‎Quaker‬. ‪#‎Pacifist‬. ‪#‎Suffragist‬. ‪#‎Socialist‬. Labor organizer. Speaker. Writer. Buried in the Adel Friends Burial Ground, Leeds, England.
~The Marginal Mennonite Society Heroes Series.

foto di Marginal Mennonite Society.

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Happy birthday, Elizabeth Gurney Fry

Happy birthday, Elizabeth Gurney Fry (May 21, 1780 – Oct. 12, 1845)! ‪#‎Quaker‬ minister. Social activist. Prison reformer. Advocate for the homeless. Born in Norwich, England. Died in Ramsgate, England. Buried in the Friends Burial Ground in Barking, East London, England.
~The Marginal Mennonite Society Heroes Series.

foto di Marginal Mennonite Society.

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