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DiEM25: il “Green New Deal per l’Europa” diventa campagna di pressione

11.09.2019 – Dario Lo Scalzo

DiEM25: il “Green New Deal per l’Europa” diventa campagna di pressione
(Foto di Campagna GNDE)

Il caposaldo del programma politico di DiEM25, il “Green New Deal per l’Europa”, diventa una campagna. Abbiamo preso contatto con Antonella Trocino, membro del Collettivo Nazionale italiano di DiEM25, per approfondirne i temi ispiratori e per comprendere le motivazioni dal quale nasce. 

Il movimento DiEM25 è a lavoro per finalizzare una campagna “Green New Deal per l’Europa” (GNDE) che mira a mettere pressione sull’opinione pubblica e sulle istituzioni europee in materia di ambiente e clima. Di che si tratta e quali sono i suoi principi ispiratori?

DiEM25 co-coordina questa campagna assieme ad altre organizzazioni (fondazioni, ONG, Istituti di ricerca) per risolvere le due crisi gemelle che rischiano di condurci sull’orlo dell’estinzione, in un orizzonte temporale non troppo lontano: la crisi climatica e ambientale da un lato, e, dall’altro, quella socio-economica, che ha prodotto l’aumento delle disuguaglianze, della povertà, dell’insicurezza e della precarietà. La campagna propone un pacchetto politico programmatico per un nuovo patto sociale – il Green New Deal for Europe appunto – basato sull’attuazione dei principi fondamentali di giustizia ambientale e della giustizia sociale, attraverso un coraggioso programma di investimenti pubblici destinati alla decarbonizzazione dell’economia, all’inversione della perdita di biodiversità, alla salvaguardia dell’ambiente, all’efficientamento energetico delle case, alla rigenerazione infrastrutturale, alla valorizzazione dei lavori di cura dell’ambiente e delle persone, a una trasformazione della produzione e del consumo di cibo attraverso la permacultura e la rigenerazione delle comunità rurali, nonché attraverso la creazione di posti di lavoro dignitosi e di qualità. Il finanziamento di questo programma passa attraverso l’emissione di obbligazioni da parte della Banca Europea degli investimenti. La gestione e le scelte d’investimento del piano non sarebbero centralizzate – come nel caso delle grandi opere – ma sarebbero decentrate, coinvolgendo le città, le regioni e i cittadini in una cooperazione orizzontale con le Agenzie europee, che consentirebbe di condividere le migliori pratiche amministrative per la transizione ecologica. 

Nel report prodotto si individuano tre istituzioni ben distinte atte a implementare il Piano del Green New Deal. Come funzionerebbero e che ruoli avrebbero nella vision per il Green New Deal for Europe?

L’approccio descritto fa leva su tre istituti: 1) il Green Public Works (GPW – il “Lavoro pubblico verde”), un imponente programma d’investimenti – che si richiama al piano che negli anni ’30 risollevò l’economia americana dal disastro economico più prolungato e ampio del XX secolo,  la Grande depressione – per affrontare con decisione e radicalità la transizione ecologica; 2) l’Environmental Union (EnU – “l’Unione per l’ambiente”) una raccolta di disposizioni per adeguare il quadro normativo europeo alle priorità che il mondo scientifico da decenni esprime. L’EnU sancisce i principi di “emergenza”, “sostenibilità” e “solidarietà” – con un completo cambio di paradigma rispetto alla competizione intergovernativa, all’inazione o peggio ancora alle ricette sbagliate dell’austerità – per trasformare l’Europa nel continente leader mondiale della transizione verde. Introdurrà emendamenti alle norme prudenziali per penalizzare i combustibili fossili e per accelerare i progressi del gruppo di lavoro tecnico sulla finanza, introducendo sanzioni per chi inquina e istituendo il reato di “ecocidio”; 3) una Environmental Justice Commission (EJC – una Commissione di Giustizia Ambientale), un organismo indipendente che attribuisca autorevolezza, legittimazione e democraticità al Piano. Sarebbe formato da presidenti eletti da ciascuno Stato membro, da una Commissione con rappresentanze di alto livello europee e internazionali, da una sotto-commissione che svolga un ruolo di ricerca, monitoraggio e consulenza a favore dei policymaker europei per implementare la giustizia ambientale e da Comitati di cittadini per mettere al centro delle attività di tale istituzione la partecipazione dal basso. 

Quali sono i prossimi step preparatori al lancio ufficiale di questa campagna?

Il corposo rapporto Blueprint for Europe’s Just Transition, è attualmente in consultazione pubblica, fino alla metà del mese di settembre. A fine settembre, presumibilmente in concomitanza con il terzo sciopero globale per il clima, ci sarà il lancio di una versione che avrà recepito e armonizzato tutte le sollecitazioni e le indicazioni ricevute.

Che azioni intendete mettere in piedi per diffondere le vostre proposte e per farle giungere al nuovo esecutivo europeo recentemente costituito?

Il nostro compito è quello di ampliare il più possibile la coalizione di organizzazioni scientifiche, civili, sindacali, studentesche che aderiscono e sostengono questa visione per la “Transizione Equa”, per spostare il pensiero mainstream. Dobbiamo agire sia direttamente sulle istituzioni come una lobby “buona”, sia sull’opinione pubblica. Stiamo contattando tanti stakeholder, per far circolare il documento. Organizzeremo manifestazioni e dibattiti per far circolare le nostre idee.

Come si sta sviluppando la linea e l’azione politica di DiEM25 a livello europeo e in Italia più particolarmente?

DiEM25 è un giovane movimento transnazionale (nato a febbraio del 2016) che grazie a questa dimensione può innervare in maniera ampia e diffusa questa visione olistica di trasformazione dell’economia e della società europea. Nella primavera scorsa, durante la campagna elettorale per eleggere il nuovo Parlamento Europeo, attraverso la piattaforma “European Spring”, abbiamo convinto il milione e mezzo di europei che ci hanno votato, nei sette Paesi in cui ci siamo presentati con liste proprie o di forze che avevano aderito al nostro programma (in Italia dove non ci siamo presentati), che il GNDE era ed è la strada giusta da intraprendere per democratizzare le istituzioni e salvare il pianeta. Purtroppo non siamo riusciti a eleggere neanche un parlamentare, ma non abbiamo rinunciato a far prevalere le nostre idee, anzi. Proprio per questo DiEM25 sta guidando la campagna per il GNDE, senza atteggiamenti egemonici e prevaricatori nei confronti della vasta coalizione di organizzazioni, che travalicano DiEM25, che si sono unite alla nostra battaglia per una “Transizione Equa”. Politicamente ci sarà un importante momento di confronto interno e di elaborazione dei successi e delle sconfitte a fine ottobre a Praga. Sarà la prima assemblea transnazionale degli iscritti: DiEMers dai vari Paesi europei si incontreranno per definire insieme e democraticamente un percorso comune di sviluppo organizzativo e politico futuro.

 

Per ulteriori dettagli, contattare:

info@italia.diem25.org

www.diem25.org

http://www.gndforeurope.com

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Meeting minutes

Meeting Minutes del 11*9*2019

” Dobbiamo avere il coraggio di abbandonare tutto, ogni norma e appiglio convenzionale, dobbiamo osare il gran salto nel cosmo e allora, allora sí che la vita diventa infinitamente ricca e abbondante, anche nei suoi più profondi dolori ”

Etty Hillesum

“Gesù non chiama a una religione nuova, ma alla vita.

Dietrich Bonhoeffer

* 1973 Colpo di stato militare in Cile

* 2001 Tre attacchi terroristici sconvolgono gli Usa e il mondo.

L’uomo occidentale non accetta il “dolore”  come parte di questa vita:per questo non riesce mai a cavarne fuori delle forze positive.

Etty Hillesum

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Vergogna Italia

Conte, vicino al Opus Dei, si è già lavato le mani “«Non è oggetto del programma di governo»
 
La denuncia di Remo Cerato, ex consigliere comunale di Germagnano, venuto a mancare a 58 anni per una rara forma di malattia degenerativa
 
 
 
CIAO!
Il mio percorso in questa vita si sta per concludere e voglio salutarvi tutti personalmente.
Stanotte, con una crisi respiratoria, sono diventato ufficialmente un grosso problema per i miei ragazzi, problema che non posso più tamponare con adeguamenti al ribasso.
Grazie per avere condiviso qualche piccola o meno piccola cosa con me. Lascio il mio profilo ai miei figli, a mia moglie e l’utilizzo a scopo ludico al mio amico Gian.
Non siate sorpresi dell’epilogo che ho scelto, perchè è in linea con quello che sono sempre stato. Non posso permettere a questa terribile malattia di fare ancora di più. Ha già distrutto il mio fisico del quale ero orgoglioso, ha cancellato il mio lavoro, ha fiaccato la mia psiche con mesi di terrore conoscendone bene l’evoluzione, mi ha già allontanato dai miei affetti ed in futuro mi costringerebbe a diventare un peso dannoso per i delicati equilibri familiari. Ho ancora un ruolo ed una responsabilità: tutelare i miei figli a qualunque costo… e per farlo non devo danneggiare troppo il luogo sicuro della loro infanzia con una presenza sempre più destabilizzante. Loro sono il mio orgoglio, la mia proiezione nel futuro e sono stati la mia vita finchè è stata tale. Quindi… lo devo fare… è molto semplice! In verità, la mia decisione iniziale è sempre stata un’altra, ma continuando a rimandare una scelta che mi è oggettivamente difficile, sono giunto all’impossibilità di auto infliggermi proprio un bel nulla… Subentra il piano B.
Lancio, in qualità di parte in causa, un’accusa/appello affinchè la politica, già in colpevole ritardo per una legge sul fine vita che, se fosse stata in vigore, mi avrebbe regalato qualche sofferenza in meno, trovi il coraggio di affrontare e sanare una mancanza grave. Morire in ospedale… vuol dire farlo in diversi giorni, morendo di sete e di morfina. E’quello che chiamano suicidio assistito… cosa molto diversa dall’eutanasia legale. E’ il lavarsene le mani per mancanza di coraggio e lungimiranza politica, è fortemente deludente. Porterò con me i miei momenti più importanti e gli affetti più profondi. Spero di tornare in una qualche forma per stare vicino a coloro che ho amato e che devo lasciare con un dolore straziante. Me ne andrò incompiuto ed arrabbiato, assolutamente non in pace perchè subisco la mia morte come un’intollerabile ingiustizia. Lascio figli da crescere, lascio progetti incompiuti… nessuna compensazione di nessun’altra vita, compresa quella eventuale “eterna”, potrà mai risarcirmi di quanto sono obbligato a lasciare in questa!!!
Lascio a mia moglie un fardello enorme, ma confido che riuscirà a trovare forze e capacità per superare e tamponare il vuoto che si aprirà in famiglia anche grazie alla “precettazione” dei nonni che è già in corso. Grazie per tutto e per avere condiviso moltissimo con me e per i nostri ragazzi! Sei stata importante per la mia trasformazione in multipapà anche contro il mio pensiero… mi hai reso orgoglioso e completo. Raccogli tutte le tue forze ed affronta le prove difficili con coraggio, dopo un primo momento di sconforto troverete nuovi equilibri ed alla fine supererete le difficoltà. Davide, Anna… grazie dal profondo!
Un grazie speciale anche Luminita per molte cose e per gli sforzi che farà per Fabio
Un grande bacio ed un abbraccio a tutti i miei ragazzi. Siate sempre forti, coraggiosi e con la capacità di sostenervi a vicenda perchè la vostra forza sarà nell’unione e perchè mamma ha bisogno di tre ragazzi più giudiziosi e meno litigiosi. Grazie per ogni piccola emozione, avete riempito e dato uno scopo alla mia vita! Affrontate la vita a viso aperto e senza timore, abbiate sempre il desiderio di lottare per migliorare il vostro futuro, coltivate la qualità delle cose e ricordate sempre le vostre origini. Non potrò trasmettervi ciò che ho avuto da nonna Dorina e nonno Primo… questo è un mio grande cruccio. Abbiate voi attenzione alle grossissime radici che vi lascio.
Un altrettanto grande bacio ed abbraccio a tutte le persone che mi hanno voluto bene, in ogni forma si sia sviluppata. Siete stati preziosi! Auguro ad ognuno di voi ogni bene per i vostri progetti futuri… che possano essere pieni di grandi cose, di soddisfazioni, di desideri realizzati di sogni da compiere, di speranze da inseguire… di gratificazioni per i successi! Possiate avere la migliore vita possibile, la capacità di affrontarla con tanta positività e coraggio. Buon viaggio!
 
Remo, Papà

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Facebook e Instagram cancellano i profili di CasaPound e Forza Nuova. “Diffondono odio”

09.09.2019 – Graziella Di Mambro – Articolo 21

Facebook e Instagram cancellano i profili di CasaPound e Forza Nuova. “Diffondono odio”
(Foto di articolo 21)

Un altro tassello si aggiunge al percorso avviato contro il linguaggio dell’odio sui social. Poche ore fa tutte le agenzie, praticamente in contemporanea, hanno diffuso la decisione assunta da Facebook di cancellare le pagine di CasaPound presenti sul social network, compresa la principale, ossia CasaPound Italia. Stessa sorte è toccata a Forza Nuova.

In una nota Facebook ha dichiarato: “Le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram. Candidati e partiti politici, così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti su Facebook e Instagram devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia”. Secondo un portavoce della piattaforma “gli account rimossi violano questa policy e non potranno più essere presenti su Facebook o Instagram”. Dunque l’associazione di chiara ispirazione fascista avrebbe superato il limite della libertà di espressione e usato profili e pagine per diffondere sistematicamente odio e discriminazione.

La scelta è arrivata nelle stesse ore in cui i vertici dell’organizzazione e molti militanti partecipavano alla manifestazione di protesta contro la nascita del nuovo Governo. Per questa ragione Casapound, a caldo, ha commentato che si tratta di una forma di censura legata proprio a quella protesta. In realtà molti profili riferibili a Casapound o identificabili direttamente con la stessa erano stati segnalati ai responsabili della piattaforma proprio per le parole d’odio spesso riportate e l’incitamento alla discriminazione. In questo contesto va ricordato come Casapound abbia avuto nell’ultimo anno vistose protezioni politiche, come altre organizzazioni fasciste che in base alla Costituzione andrebbero sciolte, provvedimento sollecitato inutilmente da diverse associazioni tra cui l’Anpi.

Dunque una lezione di rispetto della libertà di espressione, ove essa rispetti il prossimo, e della democrazia arriva dalla rete, in attesa che anche nel mondo reale venga applicata la Costituzione repubblicana e antifascista, poiché proprio esponenti di CasaPound hanno occupato più volte le cronache per apologia di fascismo.

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