I quaccheri: eversione e nonviolenza

Bibliografia quacchera in italiano

  • Arcara, Stefania, Messaggere di luce. Storia delle quacchere Katherine Evans e Sarah Cheevers prigioniere dell’inquisizione, Trapani, Il pozzo di Giacobbe 2007.
  • Bori, Pier Cesare – Lollini, Massimo (edd), La Società degli amici. Il pensiero dei quaccheri da Fox (1624-1691) a Kelly (1883-1941), Milano, Linea d’ombra 1993.
  • Carter, Gail Irene, La cucina dei quaccheri, illustrazioni di Silvia Gallignani, Pasian di Prato, Campanotto, [2002].
  • Giorgio Fox e la religione laica degli Amici. Nel terzo centenario della origine del movimento. Contributo alla formazione di libere coscienze religiose, Sesto San Giovanni, G. Beveresco, [194?].
  • Grubb, Edward M. A., L’essenza del quaccherismo (traduzione di Ernesto Rutili), Torino, F.lli Bocca 1926.
  • Maros Dell’Oro, Angiolo, Giorgio Fox e i Quaccheri, Fossano, Esperienze, [1973].
  • Morganti, Martino, I quaccheri e la libertà dello spirito, Luxembourg, Rapid press, 1991.
  • Sykes, John, Storia dei Quaccheri (traduzione di Giuliana Dei), Firenze, Sansoni [1966].
  • Tassoni, Mario, La società religiosa degli amici chiamati anche quaccheri, Birmingham, Friends world Committee for consultation, 1961.
  • Traniello, Francesco (ed), Dai quaccheri a Gandhi. Studi di storia religiosa in onore di Ettore Passerin d’Entreves, Bologna, Il Mulino 1988.
  • Villani, Stefano, I primi quaccheri e gli ebrei, Roma, Edizioni di storia e letteratura, 1997 (Estratto da: Archivio italiano per la storia della pietà, 10).
  • –, I Quaccheri contro il Papa. Alcuni pamphlet inglesi del ‘600 tra menzogne e verità, Firenze, Olschki, 1998 (estratto da Studi secenteschi, 39 -1998).
  • –, Il calzolaio quacchero e il finto cadì, Palermo, Sellerio 2001.
  • –, Tremolanti e papisti. Missioni quacchere nell’Italia del Seicento, Roma, Edizioni di storia e letteratura, 1996.
  • Vola, Giorgio (ed), I quaccheri. Eversione e nonviolenza. Gli scritti essenziali (1650-1700), Torino, Claudiana [1980].
  • Woolman, John, Giornale. Vita di un quacchero, introduzione, traduzione e note a cura di Laura Coltelli, Pisa, Nistri-Lischi 1978.
  • Zaffrani, Giovanni, I quaccheri, San Ginesio, Tipografia Francescana 1940.

Una storia di Gerusalemme e di un ricercatore italiano

Agile libretto di 88 pagine di Stefano Villani edito da Sellerio di Palermo nel 2001 (acquistabile anche su www.IBS.it ) e che ha per titolo “Il calzolaio quacchero e il finto cadì”. Si ricostruisce la storia di George Robinson, quacchero inglese, che nel 1657 partì alla volta di Gerusalemme “per predicare ai turchi e ai papisti”. Il suo viaggio fu tempestato di disagi dal momento che il suo modo di vivere la fede cristiana – da quacchero, appunto, quindi riconoscendo importanza normativa alla luce interiore e non già ad agenti esterni di qualunque natura (compresa la chiesa o le Scritture che sono sempre secondarie) – creò imbarazzo in tutti quelli che incontrava (in Italia, a Malta, a Gerusalemme). I frati di Gerusalemme, però, non sapendo come sbarazzarsene inscenarono un inganno: travestirono da cadì (cioè da magistrato della amministrazione islamica, preposto alla giustizia e investito anche di autorità religiosa) un servo arabo del convento e fecero rimpatriare George Robinson.

Col suo ritorno a Londra ebbe occasione di riflettere a lungo sui personaggi inquietanti incontrati e scrivere la sua relazione che andava ben oltre i patimenti durante il viaggio.

Un testo interessante che da un lato pone l’accento sullo zelo di un rappresentante di un credo “minoritario” e, dall’altro, mette in luce il potere della chiesa “di maggioranza” che riduce al silenzio chi ha idee diverse.

Ovviamente la storia oggi si potrebbe modificare rispetto al medioevo ma di certo non la sostanza degli eventi: gli incontri del quacchero con un sufi o un’autorità islamica potrebbero avvenire anche senza le sue paure latenti, ma rimarrebbe l’inganno di chi autoproclama pacifista nonviolento e accetta – anche dai suoi superiori – la benedizione di navi da guerra, caserme, missioni armate “di pace” nel mondo. Le mura di un convento non lo proteggono dalla Verità. E i capitoli dei frati sono sempre più sotto il controllo stretto vescovile se non di Roma stessa.

Chi è l’autore?

Villani è nato a Genova nel 1968, laureato in Filosofia, ha successivamente ottenuto il dottorato in Storia alla Normale di Pisa. Prima come ricercatore e poi come professore ha partecipato a numerosi progetti con diverse Istituzioni (Folger Shakespeare Library, Accademia dei Lincei – British Academy, Catholic Record Society, Italienisch Deutsches Historisches Institut dell’ Istituto Trentino di Cultura a Trento, Fondazione Cini di Venezia). Ha lavorato nelle missioni quacchere del mediterraneo e a scritti diversi libri: Tremolanti e papisti (1996); Il calzolaio quacchero e il finto cadì (2001); A True Account of the Great Tryals and Cruel Sufferings Undergone by Those Two Faithful Servants of God, Katherine Evans and Sarah Cheevers. La vicenda di due quacchere prigioniere dell’inquisizione di Malta (2003). Ha contribuito alla traduzione in Italiano del Book of Common Prayer . Collabora in molte iniziative di studio e di ricerca alla Normale di Pisa e presso Enti culturali , istituzionali e universitari londinesi e non.

I quaccheri – Eversione e nonviolenza:  raccolta di Giorgio Viola

George Fox

Da

Come iniziò a diffondersi la verità, molti vennero gettati in prigione… (1676)

La verità scaturì dapprima nel Leicestershire nel 1644, nel Warwickshire nel 1645, nel Nottinghamshire nel 1646, nel Darbyshire nel 1647, nelle contee vicine nel 1648, 1649 e 1650, nello Yorkshire nel 1651, nel Lancashire e nel Westmorland nel 1653, a Londra e in quasi tutta l’Inghilterra, Scozia e Iralanda nel 1654.

Nel 1655 molti si recarono oltremare a diffondere la verità. Nel 1656 la verità si affermò in America e in molti altri luoghi.

E la verità non si piegò davanti a tutte le crudeli sofferenze imposte agli Amici durante il Long Parliament… e poi dal protettore Oliver e da tutte le leggi che questi e i suoi parlamentari emanarono, nonché da quelle promulgate anche da suo figlio Richard e dal Comitato per la sicurezza. Anche in seguito la verità non venne meno, nonostante le leggi e le delibere successive al ritorno del re nel 1660. Ancora oggi, nel 1676, la verità del Signore supera ogni ostacolo e il suo seme regna e si diffonde in abbondanza.

Gli Amici non ebbero mai timore delle leggi , del carcere , delle case di correzione, del bando , di essere spogliati dei propri beni: no, e neppure della morte. Mai ci furono persecuzioni che noi non vedessimo destinate a dare buoni frutti, perché le sapevamo inviate dal Signore. Ogni volta che fu in carcere o ebbi a soffrire, io trasformai queste esperienze in occasioni per convincere moltitudini di persone. Quelli che imprigionano la verità e soffocano lo spirito che pure è in loro, questo vorrebbero mettere in catene… Fu così che ci fu un periodo in cui le prigioni erano tanto piene che, a quel che si diceva, la verità la si poteva trovare solo in carcere.

… Molti hanno sofferto fino alla morte per aver reso testimonianza in Inghilterra e oltremare, sia prima che dopo il ritorno del re, come si vede da quanto segue. Al re e alle due camere del parlamento venne presentata una breve relazione, chiara e veritiera, su alcuni aspetti delle recenti e tragiche persecuzioni subite dal popolo di Dio, quelli scherniti col nome di quaccheri, per aver onorato il Signore e per essersi comportati secondo coscienza verso Dio e gli uomini. Per questi motivi, infatti, ottantanove persone hanno patito sino alla morte (trentadue prima del ritorno del re e cinquantasette successivamente); tra queste ultime, quarantatre sono morte a Londra e a Southwark, dopo l’emanazione della legge che vietava le riunioni, per la durezza del carcere e i maltrattamenti.

… Quando il re chiese al governatore di Dover Castle se avesse disperso e impedito tutte le riunioni dei dissidenti, quegli rispose che l’aveva fatto, ma che coi quaccheri non c’era stato verso, perché nemmeno il diavolo ci sarebbe riuscito ; quelli che disperdeva e imprigionava tornavano poi a riunirsi. Se li percuoteva e li faceva torturare , o addirittura li metteva a morte, era lo stesso: si riunivano di nuovo e non opponevano mai resistenza. Così lo Spirito del Signore sostenne gli Amici e fece aver loro ragione dei propri persecutori, si che questi dovettero infine rendere giustizia alla nostra pazienza e alla nostra indole mansueta. Ciò accadeva attorno al 1671.

…Quando la gloria del Vangelo e la verità si furono diffuse e la parola di vita venne accolta da molti, ovunque si cominciarono a tenere assemblee, prima trimestrali e qualche volta mensili; in seguito, col sempre maggiore diffondersi della verità, dal 1667 al 1668, le assemblee mensili ebbero luogo regolarmente.

Successivamente si istituirono anche delle assemblee di donne e, in un secondo tempo, tale pratica si diffuse anche all’estero, oltre che ovunque nel nostro paese. Molte volte andai a visitare gli ammalati; in una occasione mi recai a White Chapel, alle tre del mattino circa, a far visita a una donna e al suo bambino che stava morendo: La gente attorno piangeva. Dopo un momento mi sentii mosso (nel nome e nella potenza di Gesù Cristo) a parlarle. Ella e il bambino ne trassero giovamento e la mattina seguente, con grande stupore di tutti , entrando nella stanza la videro che si alzava, mentre il bambino era guarito.

Un giorno mi recai a casa di Ger. (ard) Roberts, verso le otto del mattino e colà incontrai Sarah Black bury che con me lamentò il gran numero di poveri e di Amici bisognosi. Il Signore mi indicò allora, nella sua saggezza e nel suo potere eterni, quel che dovessi fare. Dissi a Sarah di pregare una sessantina di donne di venire a un incontro con me verso le quattro del pomeriggio, in una locanda frequentata dagli Amici, all’insegna dell’Elmo. Vennero quelle tra loro che erano sensibili alla verità del Signore e vivevano nel timore del suo nome. Annunciai allora quanto il Signore mi aveva rivelato, e cioè che avrebbero dovuto riunirsi una volta alla settimana, tutti i lunedì, per prendere in considerazione e sopperire alle necessità degli Amici deboli, malati e bisognosi, o delle vedove e degli orfani della città e dei sobborghi.

…In seguito queste assemblee di donne ebbero luogo in tutto il paese e oltremare, alla presenza del Signore.

Onore, gloria e lode al Signore del cielo e della terra, al Signore della vita e della pace…

William Croch

Postuma Christiana (1712)

Dalla parte II

Così il Grande Reggitore di tutte le cose si compiacque , seguendo il proprio buon volere, di inviare i propri servi e le proprie serve nelle diverse parti di questa nazione, allo stesso modo, secondo il proprio nascosto intendimento, egli parlò al cuore di molti fra i suoi servi inducendoli a visitare altre nazioni, quali l’olanda e la Germania, o altri paesi stranieri e anche le colonie e gli insediamenti inglesi all’estero.

…Circa agli inizi del 1654 il potere della verità cominciò a farsi sentire, operando in alcune persone sensibili a Londra e nei dintorni; qualcuno si convinse e si convertì al Signore. In quel periodo giunsero in città, provenienti dal nord, due donne, Isabel Buttery e una sua compagna; queste conobbero poi, non so per quale caso fortuito , Amor Stoddart, già ufficiale dell’esercito parlamentare  – incarico che poi aveva abbandonato quando si era convinto della verità – e Simon Dring di Moor –Fields. Queste donne recavano con sé una lettera di testimonianza di George Fox, …intitolata A tutti coloro che vogliono conoscere la via del Regno del Signore,  per indirizzare le persone  all’ascolto della parola di Dio. Questo messaggio era stampato, ed esse lo diffusero a quanti erano disposti a riceverlo. Mentre Isabel Buttery e la sua compagna, insieme ad Amor Stoddart e a Simon Dring , procedevano a piedi per la campagna diretti a Stepney, furono raggiunti da Ruth Brown, che aveva allora circa sedici anni e che in seguito divenne mia moglie. Isabel Buttery la guardò diritta negli occhi e le porse uno dei messaggi: Ruth, dopo averlo letto, si convinse alla verità e si unì al piccolo gruppo dei credenti di allora. In seguito queste donne tennero delle riunioni in forma privata in casa di Robert Dring in Watling Street e in quella di Simon Dring a Mooi – Field, ove di quando si scambiavano qualche parola. In queste case mia moglie si recava con grandi aspettative e così incontrò Anne Dower, in seguito Anne Whitehead, una giovane donna degna di lode che divenne poi un importante strumento della mano del Signore.

… Nel mese di luglio, inoltre, piacque a Dio di inviare nella città di Londra due dei suoi fedeli messaggeri e capaci ministri, Francis Howgill e Eward Burrough, i quali furono i primi a dichiarare pubblicamente la verità in questi luoghi ; furono questi gli strumenti di cui il Signore si servì per fare parecchi proseliti.

…Ora, dopo che il Signore ebbe lietamente fatto crescere tutto questo tenero seme a Londra e nei dintorni , servendosi di questi suoi eletti strumenti, aprì anche i cuori di un piccolo gruppo ; costoro accolsero la parola di vita e aprirono le proprie case alle riunioni; e infatti per qualche tempo esse ebbero luogo di casa in casa.

E dopo che fu lanciato il segnale del risveglio  e proclamato il grande e memorabile giorno del Signore in città e nei dintorni, il Signore li mosse ad andare in Irlanda. Al momento di partire e di lasciare la città, ci fu un incontro nella casa di Robert Dring in Watlung Street, per prendere congedo dagli Amici e dai confratelli. In quell’occasione grandi furono la commozione e il dolore; lagrime in abbondanza sgorgarono dagli occhi di molti teneri virgulti; in essi così agiva la possente presenza di Dio.

… Durante la loro assenza e il loro soggiorno in Irlanda, il Signore si compiacque di inviare a Londra altri suoi messaggeri, e precisamente Thomas Aldam, Christopher Atkinson, Richard Thomas Salthouse e alcuni altri che resero testimonianza e pubblicamente annunciarono la Parola del Signore.

…Poiché in questo periodo il Signore aveva accresciuto il numero dei suoi, nel 1665 parte di un antico grande edificio di Aldergate fu adibito a un luogo di riunione; il resto della casa e il cortile già prima erano adibiti a locanda per corrieri e viaggiatori. L’albergo aveva per insegna un muso di toro, e quindi le riunioni che vi avevano luogo presero il nome di riunioni del Muso del Toro o semplicemente del Toro. Fu questo il primo luogo pubblico dedicato espressamente alle riunioni; si tenevano ogni domenica e ogni giovedì mattina, finché Londra non fu ridotta in cenere da un terribile incendio.

Venendo ora al 1656, di cui ho, in certo modo, personale conoscenza, ricordo che i due Amici sopra citati, Francis Howgill ed Edward Burrough, ritornarono dall’Irlanda e presero a frequentare le riunioni di Londra e dei dintorni; grande fu il loro prodigarsi… ed essi furono gli apostoli di questa città. Molti, sia uomini che donne, furono da loro raccolti e, mediante la grazia di Dio, resi saldi nella fede del Vangelo per l’efficace operare della parola di vita presente nel ministero e di altri servi del Signore. Il signore parlò attraverso alcuni abitanti di questa cittàper testimoniare della verità ora apparsa.

…Queste riunioni, che io presi a frequentare appena convertito, avevano luogo al Muso del Toro, da Sarah Yates in Aldersgate Street, eda Humphrey Back, un orefice che abitava in Tower Strett; si tenevano alla domenica e al venerdì, sempre di pomeriggio. Ci si riuniva pure in casa di Gerrard Roberts in una via chiamata Thomas Apostle; vi si ritrovarono a volte gli Amici in viaggio che giungevano dalla campagna al servizio della verità..

Sempre nel 1656, o pressappoco, vennero organizzate riunioni in John ‘s Street (il cosiddetto Peel Meeting, che ha luogo ancora oggi), e altre in Wstebury Street…., che in un primo tempo avevano avuto luogo in una stanza della casa di John Oakly. Poiché il numero dei partecipanti andava aumentando, fu aggiunta un’altra stanza; le riunioni, però, erano sempre più affollate, le due stanze erano troppo piccole, e quindi talvolta si stava all’aperto. Successivamente venne instillato in giardino un tendone fatto col tessuto delle vele finché non venne costruito un vero e proprio edificio che poi fu ingrandito per rendere più confortevoli le riunioni.

Nello stesso periodo si istituirono riunioni anche a Hammersmith, Hendon, Kingston, Wandsworth, Barking, Ham, fino a Plaistow e a Walthan Abbey.

In quel periodo il Signore elargì abbondanti benedizioni e favori ai propri figli a Londra  e dintorni, inviando molti messaggeri e servi a far loro visita per innaffiare e rinfrescare la piantagione, in modo che potesse crescere , fiorire e produrre frutti in sua lode. Fra questi George Whitehead, William Dewsbury, Stephen Crisp, John Crook, Josiah Coale, Samuel Fisher, John Whitehead, Richard Farnworth, George Fox il giovane e molti altri che aveva a suo tempo preparato e ammaestrato per la propria opera e servizio. Costoro proclamarono la salvezza mediante il pentimento a molte povere anime rese schiave dal peccato.

…Ora queste riunioni, che andavano istituendosi e moltiplicandosi in questi anni, costituiscono sufficiente testimonianza del progresso della verità avutosi a quel tempo ad opera dei messaggeri e servi dell’Altissimo, e di come altresì piacesse all’Onnipotente vedere prosperare la propria opera grazie a coloro che, scelti da lui stesso, erano divenuti fedeli lavoratori e ministri della Parola e della dottrina del Vangelo… Nonostante il grande amore e affetto per i propri vicini, essi operarono e raggiunsero diverse parti della Nazione, così come furono a Londra e nei dintorni, accolti con gioia e benevolenza da molti; spesso però furono anche trattati con perfidia da persone malvage e, come nell’antichità era successo ai primi cristiani, anche i servi e i messaggeri di Dio inviati fra la gente furono a volte percossi, lapidati e imprigionati; erano ovunque oggetto di maldicenza e spesso il popolo rumoreggiava e tumultuava contro di loro… E, come allora, anche adesso quelli che non credevano,… “infami del peggior genere”, si raccoglievano assieme, assaltavano le case e conducevano gli Amici ivi trovati davanti ai governanti gridando +: “Eccovi finalmente coloro che hanno messo il mondo sottosopra” E i preti e predicatori mercenari spesso li incensavano, per timore che la loro professione, da cui traevano ricchezza, finisse nel nulla.

Nel 1654 (all’epoca di Oliver Cromwell, che morì nel 1658) e da allora fino al 1660, grandi e svariate furono le sofferenze di molti del popolo di Dio, detti anche quaccheri, sebbene allora non ci fosse alcuna legge contro di loro. Oltre alle sofferenze inflitte dai malvagi, molto soffrimmo anche ad opera dei magistrati e del governo, e tutto ciò solo per pura coscienza verso Dio. Alcuni infatti vennero imprigionati per essersi rifiutti di giurare, altri per essersi rivolti con la forma semplice e appropriata del tu a una singola persona, e altri ancora , per aver tenuto il cappello in testa senza toglierselo davanti a un magistrato o a una corte di giustizia, furono condannati a pagare una multa e imprigionati. Prigione e sofferenze venivano anche imposte per non aver pagato le decime ai preti mercenari, per aver reso testimonianza contro di loro e il loro culto formale, oppure per aver annunciato pubblicamente il giorno del Signore nelle case del campanile, nei mercati e così via.

E sebbene i nemici della nostra pace e prosperità avessero ragione di alcune particolari persone che qualche erano venute alle nostre riunioni, il Signore si compiacque però di mantenere gli altri saldi nella verità.

Dalla parte III

Dopo che la casa all’insegna del Muso del Toro venne adottata come luogo di riunione, il nucleo originario degli Amici che vivevano nei dintorni della città si riuniva a volte – in otto o dieci e talvolta anche di più – in una stanza ai piani superiori ; si consultavano, consideravano la situazione, si comunicavano l’un l’altro ciò che Dio aveva loro rivelato per fortificarli e concertavano anche le misure necessarie e di volta in volta richieste dal servizio della comunità.

Si ritrovarono anche alcune donne, le prime a essersi convertite, per trattare le questioni che più le riguardavano da vicino, per esaminare le circostanze e le condizioni di coloro che erano in prigione per amore della verità e procurare il necessario onde sopperire ai loro bisogni. Si mettevano anche reciprocamente al corrente di quanto riguardava o poteva in breve riguardare gli Amici. Tutto ciò veniva fatto con amore e unità, senza che fra loro nascesse il minimo disaccordo o litigio, senza lamentele o mormorii: in ogni circostanza regnavano l’amore e l’accordo più dolci. Le donne si informavano anche dei bisogni e delle necessità dei poveri che si erano convertiti alla verità. Non aspettavano di udirne i lamenti, ma la loro carità le spingeva a conoscere le condizioni e a venire incontro alle necessità di chi immaginavano o scoprivano avesse bisogno di aiuto.

Era così che, fin dall’inizio, le cose procedevano, in serenità e gentilezze fraterne. Pettegolezzi e malignità erano banditi, e fra tutti regnavano amore e benevolenza.

In seguito, col crescere e col diffondersi della verità, quando i fedeli si fecero numerosi, le riunioni andarono organizzandosi, grazie alla provvidenza di Dio, secondo l’ordine e le modalità odierne.

DALLA PARTE IV

Nel maggio del 1660, Carlo II ritornò in Inghilterra, in un periodo agitato in cui sembrava che anche la natura fosse in tempesta: le acque si gonfiavano e invadevano le banchine , i venti soffiavano e il mare infuriava. Il popolo infatti era in tumulto, scoppiano disordini e c’era chi non aspettava altro che l’opportunità di distruggere ed eliminare le opere di Dio. Non riesco a dimenticare le bestemmie, le urla, le ubriacature, le gozzoviglie, le intemperanze, le stravaganze di quel periodo, le minacce e gli insulti delle folle contro la sobrietà della gente religiosa e contro le loro riunioni che ora speravano venissero completamente eliminate e soppresse. Subito dopo essere ritornato, il re ricevette molte lettere, indirizzate a lui o al suo consiglio con grande amore e benevolenza da parecchi servi del Signore (i cosidetti quaccheri); a ciò costoro erano mossi dallo spirito di Cristo, per ammonire e consigliare il re amorevolmente, in modo che non attirasse su di sé il giudizio severo che era caduto su quei principi che, seguendo il parere di cattivi consiglieri, avevano perseguitato il popolo di Dio. Tale invito trovò poca o nessuna accoglienza nel suo cuore. Allorché Richard Hubberthorne gli consegnò il messaggio di George Fox il giovane, intitolato Un nobile saluto e un nobile omaggio a te Carlo Stuart, ora proclamato re, ecc, egli promise che nessuno sarebbe stato perseguitato o chiamato in causa per le proprie opinioni religiose, purché non avesse disturbato la pace del regno. E tuttavia tenne in poco conto o nessuno queste promesse, perché , sebbene nessun quacchero fosse mai stato coinvolto in un complotto contro il re o il governo, né in alcun modo potesse minimamente venir sospettato di ciò, in brevissimo tempo venne promulgata una legge che ci bandiva dai nostri luoghi di residenza solo perché mantenevano pura la coscienza verso Dio e ci riunivamo per adorarlo secondo le nostre convinzioni.

Tanto severa e crudele fu l’applicazione di tale legge che molti furono arrestati nel corso delle nostre pacifiche riunioni religiose a Londra, nei dintorni e altrove, ed effettivamente banditi dal loro paese natale. I mariti furono strappati alle mogli, i padri ai figli, le donne alle loro case e alle loro famiglie… Così il re venne meno alla sua promessa.

…In molti luoghi le prigioni si riempirono di innocenti, ma il SIngore era sempre con loro per proteggerli e per tener loro sollevato il capo in modo che le ondate non potessero sommergerli e travolgerli; donò loro la forza necessaria e aprì le sorgenti della vita… affinché non venissero meno nei si sgomentassero.

…Fra le molte persone che in questo periodo vennero rinchiuse in carcere e in fetide segrete vi era Edward Burrough, eminente e degno servo del Signore, del quale mi sento in obbligo di dire qualcosa di particolare grazie al rapporto spirituale che a lui mi univa, come quello di un figlio con il padre. In effetti mi era molto caro e lo amavo e onoravo nel Signore e per amore della verità. Ebbi spesso occasione di intrattenermi con lui e scrissi molte cose che egli mi dettava e che vennero in seguito pubblicate nella raccolta delle sue opere. Era un uomo – ancorché giovane – di enorme coraggio; il Signor e lo aveva liberato dal timore dei nemici e io lo vidi spesso dotato del potere che dà il suo spirito. Ciò accadde ad esempio al Muso del Toro un giorno in cui la stanza delle riunioni, che era assai spaziosa, si era riempita di gente e molti strepitavano e litigavano fra di loro. Alcuni imprecavano contro i quaccheri, accusandoli e incolpandoli di eresia, di essere dei bestemmiatori, dei sediziosi e via dicendo: che ingannavano e deludevano il popolo, che negavano le Sacre Scritture e la Risurrezione. Altri invece cercavano di difenderli e ne parlavano in modo più favorevole. In mezzo a tanto frastuono e contendere, questo servo del Signore che era rimasto in piedi su una panca con in mano la Bibbia – generalmente la portava sempre con sé – si rivolse alla gente con grande autorità, citando le parole di Giovanni  (Cap 7,12) … Queste si adattavano talmente al dibattito di quel momento, che tutti ne furono colpiti e si fecero estremamente calmi e atttenti, andandosene poi in pace e con evidente soddisfazione.

In questa città egli svolse una grande attività ed ebbe così la sua parte di sofferenze. Nel 1662 fu arrestato durante una riunione al Muso del Toro e messo in prigione a Newgate, ove poco dopo cadde ammalato e in pochi mesi terminò il corso della propria vita riunendosi ai padri…

Thomas Ellwood

Dalla Biografia (1714) Prima parte

… In quel periodo, mentre mi trovavo a Londra, mi recai a una piccola riunione di Amici, che si teneva allora in casa di un certo Humphrey Bache, orefice, all’insegna della lumaca di Tower Street. Era quello un momento molto difficile, non tanto a causa di iniziative vessatorie del governo, quanto per le bande di delinquenti, uomini e ragazzi, che , data la confusione – il re era appena ritornato – , si prendevano la libertà di fare ogni sorta di prepotenze.

…Successivamente scrisse al mio amico Thomas Loe per fargli sapere che avevo trovato un luogo per le riunioni e che volevo invitarvi un gruppo di persone; gli chiedevano se voleva fissare la data e se mi dava qualche speranza che sarebbe intervenuto.

Questa lettera, invece di essere consegnata a chi era diretta, venne intercettata e portata – così mi dissero – a Lord Falkland, che era allora il governatore di quella contea.

Le lettere in quel periodo venivano intercettate a seguito della follia di quegli esaltati quintomonarchisti che, usciti armati dalla loro sede di Colemann Street a Londra, al comando del loro capo Venner, avevano tentato una insurrezione in città col pretesto di instaurare il regno di Gesù che – così si diceva- esse si aspettavano scendesse dal cielo per guidarli. Così poco comprendevano la natura del suo regno, che Cristo stesso aveva dichiarato non essere di questo mondo.

Il re, poco prima del suo ritorno in Inghilterra, aveva dato, con la dichiarazione di Breda, garanzia di libertà di coscienza; nessuno sarebbe stato perseguitato o chiamato in giudizio per diversità di opinione in materia di religione, salvo che ciò turbasse la pace del regno. I dissidenti di ogni tipo videro con favore questa dichiarazione e si ritennero al sicuro. Ora , però, a seguito del folle gesto di pochi esaltati, alcuni ritenevano che il re non fosse più vincolato alle promesse e alle parole della precedente pubblica dichiarazione. Di conseguenza le lettere venivano intercettate e aperte per scoprire presunti complotti e trame antigovernative. Non si limitavano solo a disturbare le riunioni dei dissidenti di ogni tipo, ma moltissimi quasi ovunque venivano imprigionati. In tutte le contee ci si dava alla caccia delle persone sospette; se non le trovava alle riunioni, venivano prelevate dalle proprie case. (Ellwood fu così imprigionato a Oxford).

… Dopo essere uscito di prigione, mi recai qualche volta in casa di Isac Pennington a Chalfont per far visita alla sua famiglia e agli Amici di quei luoghi. In questa casa avevano luogo in genere due riunioni alla settimana.

…Dopo il folle gesto di questi forsennati, il clima del paese si era fatto agitato e la calma tardava a tornare; la bufera, come le piogge temporalesche , si spostava da una costa all’altra. Non potevamo così aspettarci tranquillità e sicurezza durante le riunioni, anche se da un po’ di tempo non c’erano più state molestie. Un giorno, tuttavia, avvenne che un reparto di cavalleria, a ciò comandato, intervenne a sciogliere una riunione. Non ne sapemmo nulla finché non li udimmo e li vedemmo arrivare.

La partecipazione alla riunione era ancora scarsa quando arrivarono. Noi che stavamo con la famiglia e diversi altri eravamo riuniti in gran pace e tranquillità, quando all’improvviso gli zoccoli dei cavalli ci avvertirono che il fulmine era vicino…I soldati entrarono : erano un reparto dello squadrone della contea al comando di Matthew Archdale di Wycombe. Questi si comportò educatamente, dicendo che gli era stato ordinato di interrompere la riunione e di portare i partecipanti davanti al giudice di pace. Aggiunse tuttavia che non intendeva arrestare tutti, e quindi cominciò a scegliere a casaccio, perché suppongo che non conoscesse quasi nessuno.

Prese Isac Penington e suo fratello, e poi George Whitehead, l’amico di Colchester e me, oltre a tre o quattro persone della contea che erano intervenute a quella riunione.

Il giudice si comportò in modo civile con tutti noi, cortesemente con Isaac Penington , in quanto gentiluomo nei paraggi. Nulla ci venne imputato, se non che ci eravamo riuniti senza averne fatto richiesta. Essendo ciò contrario a una recente ordinanza, emessa in seguito all’insurrezione del quinto monarchisti, in cui si vietavano tutte le riunioni dei dissidenti, il giudice non poteva fare a meno di procedere nei nostri confronti.

Pertanto ci interrogò tutti uno per uno, dato che non ci si conosceva personalmente, chiedendoci il nome e il luogo delle nostre rispettive residenze. Quando li seppe e vide da quali distanze provenivamo, mostrò di meravigliarsi. Infatti G. Whitehead era del Westmorland, nell’Inghilterra del nord, c’era un droghiere dell’Essex, io sono dell’Oxfordshire e W, Penington di Londra.

Il giudice ci disse allora che la nostra situazione era critica e che ne era dispiaciuto. Come si poteva infatti pensare – egli continuò – che tante persone si trovassero tutte insieme in un luogo e in un momento determinati e che provenissero da parti così remote del regno, se non per un preciso appuntamento?

Incalzò quindi dicendo che di recente degli uomini armati avevano tentato un’insurrezione, pretendendo di essere più religiosi degli altri, che l’insurrezione era stata tramata e organizzata nelle case ove si riunivano col pretesto di pregare il Signore; e infine che dalle loro case erano usciti armati e avevano ucciso parecchie persone, tanto che il governo non poteva ritenersi sicuro finché tali riunioni non fossero state soppresse (Ellwood fu rilasciato dopo un paio di giorni)

… Dicevo prima che da ragazzo avevo fatto buoni progressi in fatto di cultura, ma che poi, prima di divenire adulto, avevo dimenticato tutto. Non ne fui del tutto consapevole finché non divenni quacchero. Solo allora mi accorsi di quanto avevo perduto e me ne dolsi. Ne avevo già parlato tristemente con Isac Penington, mio amico particolare, ma ora lo feci con maggiore franchezza, e con ciò lo indusse a cercare il modo di aiutarmi.

Egli era intimo amico del dottor Paget, professionista di fama a Londra, e questi di John Milton, gentiluomo assai noto per la sua cultura negli ambienti intellettuali, grazie all’importanza delle opere che, su diversi argomenti, aveva scritto in varie occasioni.

Tempo addietro aveva ricoperto un incarico pubblico, ma si era poi ritirato a vita tranquilla a Londra e, avendo completamente perso la vista, teneva sempre presso di sé qualcuno che gli leggesse. In genere si trattava del figlio di qualche gentiluomo di sua di sua conoscenza che, con grande cortesia, ospitava per migliorane la cultura.

… Andai quindi a cercare alloggio il più vicino possibile a casa sua (egli abitava allora in Jewen Street) e da quel momento mi recai ogni pomeriggio da lui, tranne il primo giorno della settimana; gli sedevo vicino in sala da pranzo e gli leggevo i libri in latino che egli desiderava.

La prima volta che andai a casa sua per leggergli, osservando che seguivo la pronuncia inglese, mi disse che, se volevo trarre beneficio dalla conoscenza del latino non solo per leggere e comprendere gli autori, ma anche per conversare con gli stranieri sia all’estero che in patria, dovevo imparare la vera pronuncia. Poiché ero d’accordo, cominciò coll’insegnarmi quella delle vocali.

Ma, quasi che per me la cultura fosse un frutto proibito, aveva appena iniziato il mio lavoro, quando mi trovai di fronte a un altro fatto che per me ne distolse completamente.

Per l’improvviso scoppio di una sommossa, non ricordo per quale aspetto sospetto di complotto e quindi di pericolo per il governo, vennero sciolte in tutte le città le riunioni dei dissidenti, quelle per lo meno che riuscirono a scoprire e che forse non erano molte oltre a quelle dei quaccheri; le prigioni si riempirono di Amici.

Quella mattina, e precisamente il 26 ottobre del 1662, mi trovavo alla riunione  presso il Muso del Toro ad Aldersgate, quando improvvisamente irruppe con grande frastuono una pattuglia di soldati al comando di un certo maggiore Rosewell, un farmacista – se ben ricordo – che all’epoca aveva la cattiva fama di essere un papista.

Appena entrato nella stanza, con alla calcagna una o due file di armati, costui comandò ai suoi uomini di puntare su di noi i fucili, con l’intento, suppongo, di seminare il terrore fra la gente. Poi proclamò che tutti quelli che erano quaccheri, se volevano, potevano andarsene.

…I soldati erano giunti così presto che, al loro arrivo, la riunione non era ancora affollati; quando gli ospiti non quaccheri furono usciti, rimanemmo talmente in pochi , e così sparsi in quella vasta sala, che furono in grado di distinguerci benissimo e chiamarci uno per uno, a loro piacimento.

Il comandante della pattuglia ci ordinò per prima cosa di uscire dalla stanza , ma noi, per volontà di Dio ci eravamo riuniti colà per venerarlo, non ci muovemmo… e restammo al nostro posto. Allora egli mandò fra di noi dei suoi soldati con l’ordine di trascinarci fuori, cosa che fecero abbastanza rozzamente.

….Ci condusse… davanti all’ingresso della prigione; dopo aver bussato, il portello venne aperto e il capo guardia, insieme al portiere, si apprestò a riceverci.

…La prigione di Bridewell era affidata alle cure di due donne oneste, serie, discrete e materne, entrambe vedove, che chiamavano Anne Merrick (in seguito Vivers) e Anne Travers.

Appena compresero che erano stati mesi in prigione degli Amici, procurarono cibi caldi, carne e brodo – il tempo era assai rigido – e, dopo aver ordinato ai servi di portarci le vivande con pane, formaggio e birra, vennero esse stesse. Dopo che il cibo fu posto su un tavolo, ci dissero che esso era stato procurato per tutti coloro che non avevano nessuno che si occupasse di loro o che non erano in grado di procurarselo da se stessi. Fra di noi non mancava certo un siffatto di ospiti….

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Ciò di cui ora avevo maggiormente bisogno era un lavoro, che a quasi nessun altro mancava, perché il resto della compagnia era formato in genere da artigiani che, dato il tipo di mestiere, potevano rimettersi subito all’opera. Parecchi erano sarti, alcuni padroni, altri garzoni, e con costoro io ero incline a sistemarmi ma, essendo troppo inesperto perché mi potessero affidare un lavoro senza correre il rischio di rovinare un vestito, mi misi ad aiutare un negoziante di Cheapside che confezionava degli indumenti di flanella rossa e gialla per donna e per bambino. Con ciò entrai a far parte del novero dei sarti e, stando seduto a gambe incrociate com’è loro uso, trascorsi quelle ore di ozio, che sarebbe state rese noiose dalla mancanza di lavoro, innocentemente e piacevolmente.

…In quel periodo mentre eravamo prigionieri nella nostra bella stanza, fu portato in carcere e messo con noi un Amico, mandato dal maggiore Brown a battere la canapa. Ecco la vicenda di costui.

Era un povero diavolo che viveva facendo il ciabattino. Un sabato , a notte tarda, un carrettiere, o qualcuno che faceva un lavoro di quel genere, gli aveva portato un paio di scarpe da riparare, pregandolo di aggiustargliele quella notte stessa in modo che potesse riaverle la mattina seguente, non possedendone altre. Il pover’uomo continuò a lavorare fin dopo la mezzanotte ma poi, vedendo che non avrebbe fatto in tempo a finirle, andò a letto con l’intento di proseguire il lavoro la mattina seguente.

Naturalmente si alzò di buonora e, pur lavorando in privato nella propria camera, in modo da non recare offesa a nessuno, non poté evitare che un vicino di cattiva indole se ne accorgesse e lo denunciasse perché lavorava anche di domenica. Per questo era stato condotto davanti a Richard Brown che l’aveva inviato a Bridewell per un certo periodo di tempo, condannandolo ai lavori forzati e precisamente a battere la canapa, lavoro che è alquanto duro.

Capitò che contemporaneamente fossero stati incarcerati, non ricordo più per quale motivo, due robusti giovanotti che si diceva fossero battisti, pure condannati al medesimo lavoro.

L’Amico era un povero omettino di bassa estrazione e di modesto aspetto, mentre i battisti erano di gagliarda corporatura , piuttosto arroganti e gradassi.  Si rifiutarono di battere la canapa e si comportarono sprezzantemente quando vennero portati davanti al palo ove si frustavano i malfattori. Appena però l’ebbero provato, gridarono subito “Peccavi” e si sottomisero docilmente alla punizione.

L’Amico, invece, per una questione di principio, e consapevole di non aver commesso male alcuno che meritasse una punizione, si rifiutò di lavorare. A seguito di ciò fu duramente frustato, cosa che sopportò con meravigliosa fermezza e risoluzione.

… Continuavamo intanto a essere tenuti in carcere in base ad un arbitrato, non essendo stati arrestati dall’autorità civile e senza vedere nemmeno l’ombra di un magistrato dal giorno in cui eravamo stati condotti in carcere dai soldati, il 26 di ottobre, fino al 19 di dicembre.

In quel giorno fummo condotti all’Old Bailey per l’udienza ma, non essendo stati chiamati, fummo riportati a Bridewell e li rimanemmo fino al 29 dello stesso mese, giorno in cui ci condussero in aula.

Mi aspettavo di venire chiamato per primo, perché il mio nome era stato il primo ad essere annotato, ma anmdò diversamente, e fui uno degli ultimi. Ciò mi offrì il destro di udire gli argomenti degli altri prigionieri e di intuire l’illegalità dell’arresto e desideravo conoscere il motivo che li faceva tenere tanto a lungo in carcere. La corte non prendeva in considerazione tali domande, né si curava di rispondere. “Perché – diceva il cancelliere – se ritenete di essere stati imprigionati ingiustamente, potete, se pensate ne valga la pena, fare un ricorso legale. La corte – continuò – può anche convocare il primo che passa per strada e chiedergli il giuramento; per questo non ci interessa come siete giunti qui, ma poiché qui siete, richiediamo il Giuramento di Fedeltà; se rifiutate di prestarlo, di nuovo vi arresteremo e da ultimo vi richiederemo anche di giurare secondo quanto previsto dal “Praemunire”. Poiché , naturalmente, tutti rifiutavano di prestare giuramento, li si metteva da parte e se ne chiamava un altro.

Da quanto avevo visto, era inutile che insistessi sulla carcerazione illegale o che chiedessi il motivo dell’arresto . Mi ero in precedenza fornito di fonti e sentenze sull’argomento, da far valere se ne avessi avuto l’opportunità; tenevo  il testo da cui le avevo estratte sul petto poiché , facendo molto freddo , indossavo un vestito dotato di ampia cintura sotto cui lo tenevo nascosto. Decisi poi di lasciar perdere tutto ciò e di insistere su un’altra linea di difesa che in quel momento mi era venuta in mente.

Appena quindi fui chiamato, mi avvicinai rapidamente alla sbarra, rimasi in piedi sul gradino in modo da udire e da essere udito meglio e, posando le mani sulla sbarra , mi disposi ad ascoltare ciò che volevo dirmi.

Suppongo che mi prendessero per un giovanotto sicuro di sé, poiché mi guardarono con molta attenzione; ci fissammo reciprocamente per un po’ senza pronunciare parola. Infine il cancelliere (che era Sir John Howell) mi chiese se volevo prestare il Giuramento di Fedeltà.

Alche risposi: “credo che questa corte non abbia il potere di richiedermi questo giuramento nella situazione in cui mi trovo”.

Tale inaspettata presa di posizione parve stupirli , tanto che si guardarono l’un l’altro. “Come ? Costui presenta un’eccezione sulla giurisdizione della corte?” .  Allora il cancelliere mi domandò se era questo che intendevo fare. “Non in senso assoluto – risposi – ma solo in riferimento alla mia attuale condizione e alle circostanze in cui mi trovo”. “Perché , qual è la vostra attuale condizione?” chiese il cancelliere. “Queòla di un prigioniero” replicai.

…”Ma – disse il cancelliere – prestereste il giuramento se foste messo in libertà?”.

Discutemmo un po’, finché da un lato cominciai a sentirmi stanco di questa schermaglia, e dall’altro mi venne anche il dubbio che i presenti sospettassero che io non avrei veramente prestato il giuramento una volta messo in libertà. Ragion per cui, quando il cancelliere mi ripeté la domanda, gli dissi semplicemente di no; pensavo solo che non avrebbero dovuto chiedermelo finché non fossi rimesso in libertà. Certo, se lo fossi stato, non avrei potuto prestare quel giuramento , né alcuno altro, perché il mio signore , Gesù Cristo, aveva espressamente ordinato ai suoi discepoli “Di non giurare, per nessuno motivo”. Il suo ordine era sufficiente per me, e così questa mia ammissione fu sufficiente per loto. “Portatelo via” dissero. Fui condotto via e messo dietro il banco degli accusati assieme agli Amici che erano stati chiamati prima di me. Appena gli altri furono chiamati ed ebbero rifiutato di giurare, fummo tutti condotti a Newgate e messi nella prigione comune.

Quando vi entrammo, vedemmo che quella parte del carcere era stracolma di Amici che già vi erano tenuti prigionieri (in queste condizioni a quell’epoca erano tutte le altri parti di quella prigione e di moltissime altre dei dintorni ); il nostro arrivo provocò una vera e propria calca in quel settore del carcere. Nonostant e ciò, fummo bene accolti dagli Amici colà e da loro fummo intrattenuti nei limiti delle circostanze, finché non ci fu concesso di tornare nella parte a noi destinata e di badare a noi stessi.

Ci avevano permesso di stare nell’ingresso e in alcune stanze sopra di esso, ove potevano passeggiare e camminare durante la giornata. Di notte però, eravamo tutti sistemati in un’unica stanza, vasta e circolare, che aveva al centro un grande pilastro di legno di quercia che sosteneva la cappella sovrastante.

… Sebbene la stanza fosse ampia e bene areata, pure il fiato e le esalazioni provenienti da tante persone di età, condizioni e costituzione diverse collocate così vicine le une alle altre, furono sufficienti a provocare fra di noi delle malattie, come credo avvenne. Molti si ammalarono e si indebolirono, sebbene non rimanessero a lungo in quel luogo , e in quel periodo morì uno dei nostri compagni di prigionia, disteso su uno di quei giacigli.

(…)

Sezione II

Il messaggio religioso

La teologia quacchera, non ha eccessive preoccupazioni di sistematicità e questo carattere è particolarmente evidente negli anni iniziali. I primi Amici, al di là delle personali analoigie e differenze, hanno in comune la provenienza dai ceti rurali: non sono degli incolti, ma la loro è una cultura non accademica, fondata in primo luogo, sulla lettura  – quotidiana e, diremmo noi oggi, quasi ossessiva – della Bibbia. Si tratta di una lettura di tipo letterale e fondamentalistico, semplice e che, volutamente, è rivolta ai semplici. E’ un intento ben chiaro, questo, che vuole polemicamente contrapporsi al colto disquisire dei dotti ministri di culto imbevuti della cultura delle università, che fanno un uso mistificatorio della Parola di Dio e ingannano il popolo dall’alto dei loro pulpiti. La parola di Dio, invece , è per i quaccheri dura e severa, anche se piena di speranza, e di essa si può fare un uso liberatorio, non oppiaceo.

Ogni messaggio religioso è datato e i due brani di questa sezione non costituiscono un’eccezione: ambedue risentono fortemente , oltre che della personalità degli autori, dei tempi e delle circostanze . E quindi in questa chiave che essi vanno intesi, senza pretendere che se ne possa derivare una lettura sempre chiara ed esauriente.

Il primo, dovuto a William Dewsbury, appartiene al filone dei proclamations tracts, dei proclami di tono accesamente profetico; è dal 1655 e ha un ritmo preciso che riusciamo a cogliere solo se immaginiamo per un momento di fare parte di un uditorio, anziché di leggerlo con lo sforzo che in ogni caso richiede. Il testo, in larga misura, è infarcito di citazioni e perifrasi bibliche, con una certa preferenza per l’Antico Testamento e per l’Apocalisse. Centrale è l’appello a seguire la luce della coscienza, in cui è presente il Dio che si manifesta, pur che lo si ascolti, a ogni essere umano e l’esortazione al ravvedimento, rivolta in primo luogo ai potenti , è motivata anche da un’urgenza che, in vista del giudizio divino, sfiora toni decisivamente terroristici. Accanto all’annuncio che “il Regno di Dio è nel profondo “ e che Gerusalemme non si edifica col sangue, appare tuttavia bellicoso il Signore degli Eserciti che spazzerà via e schiaccerà gli ingiusti e gli oppressori: un salto da un pacifico spiritualismo mistico a n linguaggio d’apocalittica minaccia, caro alle frange eversive e, certo, non destinato a tranquillizzare le autorità.

La confessione di fede di Edward  Burrough , del 1657, si presenta , all’inizio , secondo una quadro tradizionale; vie è negata la dottrina della predestinazione e affermata la possibilità della santificazione già su questa terra. E’ abbastanza curioso, però, notare che questo documento, rispondente a esigenza di difesa, slitta ben presto da forme e contenuti religiosi ad analisi e richieste di carattere prettamente etico-politico. Il passaggio è evidente e avviene a partire dal contesto della polemica sui ministri di culto; tuttavia la confessione di fede mantiene una sua equilibrata omogeneità, a riprova di quanto i quaccheri legassero immediatamente l’annuncio del messaggio cristiano al concreto operare di individui e di masse nella storia. A poca distanza dal processo e dalla condanna di James Nayler, Burrough è forse costretto dagli eventi a fornire, pur criticandole alcune assicurazioni alle istituzioni: le leggi e il potere hanno il compito di offrire protezione alle persone e alle proprietà, e ai superiori, che rispondono a Dio e agli uomini delle proprie azioni, si deve obbedienza e sottomissione. Sono comunque affermazioni che, proprio perché non insistite – secondo la consuetudine riguardo ai punti centrali – autorizzano il sospetto di essere state inserite un po’ a forza ; e vale sostenere questa ipotesi l’immediata precisazione di Burrough che, in caso di conflitto tra gli inferiori e superiori, l’obbedienza è dovuta in primo luogo a Dio: nel che potremmo anche individuare una nota ironica, se ricordiamo che il destinatario di queste parole, è per l’appunto, un recente potere che, proprio per affermare questo diritto-dovere, ha tagliato una testa di re.

William Dewsbury

Da

Un annuncio vero e profetico del possente giorno del Signore, che è imminente … (1655)

O Inghilterra, pentiti, pentiti, riavvicinati al Signore Iddio onnipotente , perché versi in grave stato di perdizione, ti sei allontanata dal vero Dio vivente a causa della tua iniquità e per l’esteriorità dei tuoi rituali, nonostante ogni tua professione di fede nel suo nome; Dio ti aspetta per donarti la sua grazia e per glorificarti davanti al mondo intero, se solo vorrai seguire con diligenza il suo consiglio, la luce che c’è in ognuno di noi, e se ti affiderai a Lui perché ti possa guidare con la sua potenza.

Questo ho da annunciarti da parte del Signore… Inghilterra: alcuni anni or sono, quando la mia anima evve conferma dell’eterno patto di vita nel Signor Gesù Cristo, in modo che andassi coi redenti del Signore a Sion, chiesi al mio Dio ove fosse per potervi far ritorno e adorarlo in spirito e verità; erano tempi di grande confusione, o Inghilterra, che pure professi di onorare l’unico vero Dio: e c’era chi diceva che Cristo era nelle pratiche dei presbiteriani, altri degli indipendenti , altri negli anabattisti; altri ancora con vuoti rituali proclamavano che Cristo era con loro. Si realizzava così pienamente quel che Cristo aveva predetto. Ma il Signore mi disse di non credere a nessuno di loro, perché il Regno di Dio è nel profondo. E questo io testimoniai e la parola del Signore assicurò al mio spirito che Cristo non era diviso e che non c’erano strappi msul suo mantello; Il Signore è uno e il suo popolo è uno, e tutte le forme esteriori di culto non le quali credi, Inghilterra, si servire Cristo, sono contrarie alla sua volontà.

… Tutti i tuoi rigidi rituali altro non sono che un’imitazione di quel che i santi facevano , secondo il tuo spirito idolatra e pagano; così, in te c’è solo confusione.

… La gloria del Signore mi venne da lui stessa rivelata ; essa si manifesterà anche agli abitanti dell’Inghilterra , se seguiranno diligentemente il consiglio di colui che è la luce delle loro coscienze  e se attenderanno che Dio li guidi con la sua potenza. Io attesi il consiglio di Dio , là dove la sua vocazione mi aveva posto, fino al 1652; nel mese di ottobre… sentii la parola del Signore che mi diceva: “Il mio popolo è sulla via dell’errore , a ciò condotto dai suoi governanti , lontano dalla luce della coscienza che porta alla consacrazione interiore… Così il mio popolo muore per mancanza di nutrimento. Liberamente tu hai ricevuto, liberamente dai, e professa alla luce del sole quel che ti ho rivelato in segreto”. La potenza di questo annuncio mi costrinse a lasciare moglie e figli e a correre senza posa per rivelare agli uomini ov’era il loro maestro, la luce della loro coscienza, che il Signore ha donato a tutti perché se ne servano a guida. Egli li avrebbe condotti alla sorgente di vita, ove le anime trovano ristoro alla presenza del Signore; là il nutrimento è sicuro e l’acqua non viene mai meno (come il Signore mi ha reso manifesto).

…E voi , governati d’Inghilterra, il cui nome sarà onorato se onorerete quello del Signore, seguendo il consiglio di Lui che è luce delle vostre coscienze , in modo che possa guidarvi in ogni azione , ecco ciò che Dio mi muove a dirvi; così vi parla il Signore onnipotente: “Io rovescerò e sconvolgerò ogni cosa sinché non avrò dato a chi ne ha diritto, perché possa farmene restituzione”.

Come già avete visto, il potere del Signore si è manifestato nei confronti di molti che erano ove voi siete ora, ed eravamo tanti : i vescovi e il re, i nobili e l’ultimo parlamento professavano tutti il nome di Cristo, senza sottoporsi però al suo consiglio, luce della loro coscienza. Essi seguirono invece il proprio cuore, ricercando il potere sempre di  più per usarlo per i propri fini, comportandosi da ipocriti con Dio e con il popolo. Ma Dio, nella sua giustizia, li ha travolti  a loro eterna vergogna.

Ora, se non seguirete la luce che è nella vostra coscienza per governare secondo la potenza dello spirito, per infrangere il giogo dell’ingiustizia … per liberare gli oppressi, porterete umili e potenti ad adorare l’immagine della bestia , poiché li costringete a ubbidire alle leggi ingiuste e pagane dell’orgoglioso Nacuccodonosor, che si fece re per opprimere e innalzò coloro che egli voleva regnassero con lui da tiranni crudeli e da iniqui oppressori.

Combattete con coraggio per la verità in terra e rinunciate a edificare Gerusalemme col sangue e con l’iniquità, secondo quel che han fatto in questo paese tutti coloro che hanno innalzato tale bandiera, la stessa che il Signore ha travolto, gettato ai vostri piedi, e che pure voi ancora seguite: è così che i magistrati giudicano a compenso, i preti predicano per mercede e i profeti divinano per denaro… Seguite la luce che è nella vostra coscienza, lasciate che essa sola vi guidi in tutte le vostre decisioni , e Cristo sia per tutti voi il Signore: allora la sua gloria sarà lo scopo delle vostre azioni e allo sguardo di Dio non si presenterà più l’abominevole spettacolo dei giudici che fanno sentenze per denaro, degli avvocati che difendono per lucro e dei preti che fan sermoni per compenso. A governare il popolo, a giudicare le loro cause, ponete persone che abbiano timore di Dio e aliene da ogni forma di cupidigia, perché giudichino senza avere ricompensa ; lasciate che il popolo venga istruito liberamente, e non per denaro, dallo spirito di Dio che è nel cuore dei suoi santi: costoro non possono che dare gratuita testimonianza, come gratuitamente hanno ricevuto.

Allora lo spirito onnipotente di Dio sarà ovunque con voi… i vostri nomi saranno annoverati , grazie alla potenza del Signore, fra quelli dei santi, come avviene per i nomi dei giusti. Parteciperete alla gloria del Signore che egli sta rivelando al popolo eletto di questa nazione, da lui scelto per far conoscere la propria potenza ed esaltare il Regno di Cristo… Noi siederemo nella nostra vigna e sotto alberi di fico, e non vi sarà più timore alcuno. Se rinnegherete voi stessi e seguirete attentamente il consiglio del Signore, la luce nella vostra coscienza , attingerete a questa coppa… Questo è il giorno in cui Iddio innalzerà il suo Regno che durerà in eterno; e questo non verrà concesso ad alcun altro popolo, ma ridurrà in frantumi e consumerà tutti i regni di questa terra.

… La mia coscienza è pura , poiché vi ho rivelato quel che Dio mi ha fatto sapere riguardo a voi e alla nazione e che fra poco si verificherà.

…Voi tutti, giudici che giudicate per lucro, avvocati che difendete per denaro, voi che distruggete il creato e suscitate la discordia del popolo, che mandate in rovina le famiglie e giote della vostra ingiustizia; voi oppressori piccoli e grandi, che tormentate i poveri e arrecate loro sofferenza con la vostra crudeltà, ascoltate la parola del Signore:

Piangete e urlate per le calamiutà che stanno per venirvi addosso; il grido degli oppressi è giunto al Signore ed egli viene per vendicarli e liberarli. L’amore per il denaro e per i gioielli consumerà la vostra carne come il fuoco poiché avete accumulato tesori per l’ultimo giorno ; e voi , alberi sterili che ingombrate il terreno , sarete abbattuti e buttati nello stagno , preparato per  voi e tutti i timorosi  e gli increduli. I malvagi , gli assassini , i fornicatori, i falsi profeti, gli idolatri , i mentitori avranno anch’essi il loro stagno ardente di fuoco e di zolfo che è la seconda morte. Pentitevi , dunque sinché siete in tempo, estirpate il male dal vostro cuore, volgetevi al Signore , seguite.. la luce nella vostra coscienza che vi fa vedere la malvagità delle vostre azioni. Amando quella luce e facendovi da essa guidare ritornerete alla vita; odiandola e allontanandovene , sarete perduti.

…Voi tutti che vi professate ministri di Cristo e vi ponete contro la sua dottrina occupando i posti più importanti nelle assemblee, mettendovi in evidenza nelle feste, facendovi salutare e riverire nelle piazze, cercando ovunque il guadagno , sarete maldetti da Cristo, come gli scribi e i farisei.

… Voi che ricercate pecore da tosare, che vi vestite di lana e vi nutrite anche del superfluo, voi depredate il popolo, come facevano i falsi profeti…come costoro predicate la pace, ma fate la guerra a chi non intende mantenervi. La fate chiamando in giudizio davanti alla legge per i poveri, per ottenere il pagamento delle vostre mercedi, o perseguitando chi non segue le vostre vane tradizioni; vi appropriate della parola del Signore prendendo brani delle Scritture e sovrapponendovi il vostro pensiero; parlate di santità senza che questa si realizzi in voi . Con la vostra falsa visione, frutto dei vostri cuori ingannevoli, con le vostre menzogne, con la vostra leggerezza, portate il popolo a perdersi, come fecero i falsi profeti.

… Niente nelle Scritture giustifica la vostra vocazione a ministri del Vangelo di Cristo secondo la sapienza umana e neppure gli affari che avete fatto per tanto tempo ai danni del popolo.

Nulla v’è nelle Scritture che vi consenta di spruzzare d’acqua il viso d’un bimbo e di chiamare ciò battesimo.

…In nessuna parte delle Scritture vi si permette di depredare la parola dei santi, prendendo brani a casaccio per snaturarli con la vostra cultura mondana, lacerandola in dottrine , ragioni , usanze , motivi secondo i capricci della vostra fantasia.

Non sta scritto che dobbiate avere case tutte per voi, nelle quali possono entrare solo coloro a cui vi compiacete di rivolgere i vostri sermoni, come voi li chiamate. E questa un’invenzione dei vostri cuori , rinnovata di giorno in giorno, un anno dopo l’altro.

Non sta scritto che dobbiate mettere la parola di Davide nella bocca di povera gente ignorante per cantare le lodi del Signore… quando costoro non sono in grado di testimoniare ciò che cantano; così li costringete a bestemmiare il nome di Dio. E quando la luce nella loro coscienza li accusa di mentire in presenza del Signore e di bestemmiare il suo nome grande e glorioso, dite loro che si tratta della luce della coscienza naturale, e così uccidete le loro anime, escludendole dal Regno di Dio.

…Ora che vi ho parlato chiaramente , mostrandovi la situazione in cui siete quale il Signore me l’ha rivelata, la mia coscienza è pura. Non avrete più alcuna scusa nel giorno del Signore che è tanto imminente , quando dovrete rendere conto del sangue delle anime che avete distrutto ed escluso dal Regno di Dio . Io parlo alla luce che c’è nella coscienza di ciascuno di voi, che è testimone di quanto affermo.

Pentitevi , pentitevi, smettete dunque di ingannare il popolo e di distruggere le anime , affrettatevi ad andare incontro al Signore , ritornate da Lui, fatevi guidare dal suo consiglio,  la luce nella vostra coscienza che avete soffocato; se continuerete a opporvi ad essa, perirete.

… A tutti i cittadini d’Inghilterra io dico: abbandonate Babilonia e tutti gli aspetti, le forme, le tradizioni  che sono pera della volontà umana. Rientrate in voi stessi e osservate la luce che c’è nella vostra coscienza ; ciò vi permetterà di vedere chiaro entro di voi e di capire ciò che vi può rallegrare . Il Signore desidera il vostro cuore , non vuole essere adorato solo a parole e in modo formale , ma in spirito e verità, vuole un culto sincero e profondo. Ciascuno cerchi pertanto di restare fedele alla luce nella conoscenza che il Signore ci ha donato perché ce ne servissimo nei confronti suoi e degli uomini. Se la osserverete con attenzione potrete riconoscere le forze del male che sono entro di voi ; la giusta legge di Dio entrerà nel vostro cuore  carnale e terreno e il giudizio , alla fine , potrà trionfare. La vostra volontà si sottometterà a quella di Dio e trarrete conforto dalla sua presenza che soccorre e nutre gli affamati. Guardatevi dal prestare ascolto ai suggerimenti della carne e cadrete nell’orgoglio e nella disobbedienza . La luce nella coscienza sia la vostra guida , perché , se l’amate e l’ubbidite, vivrete, se l’odiate e le disubbidite, sarete condannati. Io mi rivolgo a questa luce nella coscienza , che di quanto io dico mi sarà testimone in eterno , quando vi sarà rivelato il libro della coscienza. Siete ancora in tempo, , approfittatene per servire il Signore, per rafforzare la vostra vocazione; rinnegate l’uomo di prima e le sue azioni, per seguire in giustizia e santità Gesù Cristo, senza il quale nessuno può vedere il Signore. Così facendo sfuggirete all’ira divina che si scatenerà invece sui figli degeneri di questa e delle altre nazioni. Il Signore renderà la terra simi al Giardino dell’Eden e ha iniziato quest’opera grande e meravigliosa proprio in questa nazione…

Ove sta edificando il Regno di Gesù Cristo che porrà fine a tutti i regni del mondo e riempirà tutta la terra. Il giorno del Signore è vicino e vi brucerà, voi uomini orgogliosi e malvagi, come paglia; …di voi non rimarrà alcuna traccia alcuna, dice il Signore degli Eserciti. Per voi , invece, che temete il suo nome, sorgerà il sole radioso della giustizia ; crescerete come vitelli nella stalla e calpesterete i malvagi che diventeranno cenere sotto il vostro piede, nel giorno del Signore. Egli sta riunendo gli eletti, raccogliendo il proprio gregge che si disperse nei giorni oscuri e velati di caligene; egli li sceglierà e li raccoglierà per portarli alla terra promessa.

…O Inghilterra, la mia coscienza è tranquilla ora che ti ho rivelato quel che il Signore mi ha detto riguardo all’amore e alla grazia che intende dimostrarti se seguirai con diligenza il suo consiglio…per seguirlo e farti guidare dalla sua potenza. Voi tutti che non obbedite alla giusta legge di Dio sarete spazzati via dalla furia del Signore e per voi non ci sarà scampo perché è la bocca di Dio che ha pronunciato queste parole. Che voi udiate o, al contrario, dimentichiate, il vostro sangue non ricadrà su di me che vi ho fatto conoscere ciò che Dio mi ha rivelato. Chi piò accolga il messaggio.

2.

Edward Burrough

Da

Una confessione di fede e di ciò in cui crediamo rivolta a tutto il mondo … (1657)

Scrivo perché tutti su questa terra possano conoscere chi ci ha salvato e in che modo, quali siano le nostre speranze di vita eterna, ciò che noi crediamo riguardo a Dio, a Cristo, allo Spirito e a quel che è eterno, perché gli uomini sappiano e credano.

Riguardo a Dio, a Cristo e allo Spirito noi crediamo che: Esiste innanzitutto un solo Dio che è Spirito; la sua presenza riempie il cielo e la terra; egli è eterno e immortale, creatore e salvatore di tutte le cose; e il cielo e la terra e tutto ciò che essi contengono sono stati concepiti e creati da lui; è il suo potere che ha retto sin qui ogni cosa e tutto ciò che egli vuole in cielo e in terra si compie mediante la sua parola e la sua volontà. Solo questo Dio deve essere temuto , amato. Ubbidito e adorato da ogni creatura , lui solo, in cielo e in terra. Crediamo anche che culto, obbedienza, timore e amore gli debbano essere resi in Spirito , anche in ciò cui il suo Spirito stesso guida e conduce il suo popolo. Crediamo che il solo culto da lui voluto e accettato non sia quello dell’osservanza esteriore di tradizioni umane, in giorni e luoghi prestabiliti, ma che egli debba essere adorato solo in spirito e verità, senza riguardo al momento , al luogo e agli oggetti; e che nessuno possa adorarlo in purezza di cuore se non i suoi figli, coloro cioè che sono nati dal suo Spirito e da questo guidati.

Altresì crediamo che questo Dio abbia inviato nel mondo suo Figlio Gesù Cristo, libero dono a tutta l’umanità , che ogni creatura che viene al mondo riceva luce da lui e che ogni uomo possa salvarsi mediante la fede. Cristo è stato inviato per tutto il mondo, senza esclusione alcuna di nazioni, paesi o popoli… crediamo che abbia illuminato ogni uomo e che chiunque creda e accolga Cristo , che è la saggezza e la potenza del Padre, avrà l’eterna salvezza; chi non crederà in lui sarà condannato e conoscerà l’eterna infelicità. Crediamo che salvezza , giustificazione e santificazione siano solo in lui e da lui solo, da nessun altro , provengono. Ancora , tutti coloro che accolgono e credono in lui, con lui si riconciliano… per vivere in Dio in ogni cosa, ricevendo così la remissione dei peccati, liberati da ogni ingiustizia , dal corpo del peccato e della morte, giungendo ad avere in sé la testimonianza dello Spirito. Ed essi hanno ricevuto lo Spirito del Padre, che testimonia in loro la presenza sua e del Figlio e delle cose che vivono nella loro pace. Lo Spirito è la garanzia dell’eredità e il suggello della promessa di vita eterna ; per suo mezzo l’essenza profonda di Dio si rivela all’umanità , grazie allo Spirito il Padre e il Figlio vivono nei santi , per Lui si riuniscono l’uno all’altro e il Padre , il Figlio e lo Spirito sono un’unica cosa. Ciò, in tutta sincerità , noi crediamo.

E ancora , riguardo a Cristo , noi crediamo che sia uno con il Padre e che fosse con lui prima che il mondo esistesse; e ciò che il Padre fa , si compie mediante il Figlio , perché questi è il braccio della salvezza di Dio, è il potere e la saggezza del creatore… Tutti i profeti ne hanno reso testimonianza , ed egli si manifestò in Giudea e Gerusalemme e compì l’opera del Padre, fu perseguitato dagli ebrei, fu crocefisso dai suoi nemici, fu sepolto e risorse secondo quanto narrano le Scritture. Crediamo che ora sia asceso al Cielo, assiso in eterno alla destra del Padre ; che è glorificato nella medesima gloria di prima che il mondo esistesse.

… Crediamo pure che colui che era morto è vivo e vive in eterno; che egli viene e verrà per giudicare tutto il mondo secondo giustizia e ognuno secondo equità, dando a ciascuno in misura dei suoi meriti quando, nel giorno del giudizio, tutti risorgeranno , per essere condannati o giustificati; e chi ha agito secondo il bene riceverà vita e chi ha operato il male la dannazione eterna.

E crediamo che Cristo debba essere atteso in Spirito , conosciuto secondo lo Spirito, poiché egli era prima che il mondo fosse, e che coloro che credono in lui conosceranno la vita eterna. Egli domina la morte e vince colui Egli domina la morte e vince colui Egli domina la morte e vince colui Egli domina la morte e vince colui Egli domina la morte e vince colui Egli domina la morte e vince colui Egli domina la morte e vince colui Egli domina la morte e vince colui Egli domina la morte e vince colui Egli domina la morte e vince colui Egli domina la morte e vince colui Egli domina la morte e vince colui che ne ha il potere, fa rinascere dalla morte alla vita e ravviva col suo Spirito tutto ciò che il Padre gli ha dato . Coloro che egli giustifica e santifica ricevono la sua sapienza , ma egli condanna tutti coloro che non credono e al contrario perseverano nell’incredulità.

…. Crediamo anche che per tutti , in ogni parte del mondo , sia stabilito il giorno e il momento della visitazione , di modo che ognuno possa ravvedersi ed esser salvato da Gesù Cristo , inviato dal Padre a chiamare a ravvedimento i peggiori tra gli uomini ; che i peccatori più iniqui possano essere da lui convinti delle proprie azioni malvage, ricevere la fede, convertirsi e salvarsi. In ciò l’amore di Dio si manifesta a tutta l’umanità e nessuno è da lui escluso prima che venga al mondo, ma a tutti è dato un giorno in cui Dio verrà a visitarli; la morte è per coloro che non credono in Gesù Cristo ; gli uomini distruggono, ma Dio salva mediante suo Figlio, che toglie il peccato e da vita nuova nella propria immagine, in modo che tutti possano essere figli di Dio con lui.

E crediamo che sia data una corona di gloria e un’eredità di vita eterna a tutti quelli che credono e sono prescelti da Dio ; che infelicità eterna e distruzione attendano coloro che non credono, perseverano nell’errore e non si allontanano dalla via del peccato e della morte, ma seguono le voglie del proprio cuore, esaudendo la volontà della carne nel male di questo mondo… Su tutti costoro ha dimora la collera di Dio ed essi non hanno parte alcuna nella discendenza di Dio.

Solo chi è nato di nuovo mediante lo Spirito e vive secondo questo passa dalla morte alla vita, si toglie dal mondo e da tutto ciò che lo concerne . Solo costoro devono ereditare il regno di Dio, essi solo, e non altri ne hanno il diritto.

… Noi crediamo che i santi sulla terra possano ricevere la remissione dei peccati, ed essere completamente affrancati dal corpo di morte e di peccato; essi, in Cristo, possono essere perfetti e senza peccato, e per fede, riportare la vittoria su ogni tentazione. Ogni santo chiamato da Dio dovrebbe anelare alla perfezione e vincere il demonio e le sue tentazioni mondane; coloro che attendono a ciò, lo otterranno e potranno presentarsi al cospetto del Padre senza peccato. Costoro non seguono la carne ma lo Spirito , con loro Dio ha stretto un patto e i loro peccati sono cancellati, Né mai più verranno ricordati; essi infatti non peccano più, nati come seme di Dio.

Crediamo poi che il Vangelo di cristo sia la potenza di Dio che salva; esso dovrebbe essere predicato liberamente a tutte le genti, e di Cristo , mediante i ministri da lui inviati , si dovrebbe rendere testimonianza a tutta l’umanità. Questo ministero si riceve per dono dello Spirito: tutti coloro che hanno ricevuto questo dono sono con legittimità chiamati al ministero e possono così predicare liberamente l’Evangelo di Cristo, come liberamente l’hanno conosciuto.

… Non si esercita il ministero di Cristo senza il dono dello Spirito Santo, né si riceve l’evangelo mediante lo studio o l’educazione ; crediamo quindi che chi predica per denaro o è stipendiato a questo scopo non possa con legittimità definirsi ministro dell’Evangelo di Cristo; costo sono pieni d’orgoglio e presunzione , sono uomini avidi che non operano affatto per il bene del popolo, e si sono messi in vista senza che mai siano stati inviati da Cristo, che solo mediante il suo Spirito chiama all’opera i propri ministri.

… Riguardo ai governati e agli amministratori, noi crediamo che ogni nazione , ogni città, ogni contea o villaggio ne debba avere. Dovrebbero essere uomini che temono Dio e odiano qualsiasi forma di malvagità, che giudicano in nome di Dio e non dell’uomo …in modo saggio e giusto, senza lasciarsi corrompere e senza riguardo alcuno alle persone, che non valutano il ricco più del povero; devono lodare coloro che agiscono per il bene ed essere di terrore ai malfattori; chiunque essi siano , e conoscere ed esercitare la pura legge di Dio. Anche ogni legge degli uomini, noi crediamo , deve fondarsi sulla legge di Dio. Le leggi dovrebbero essere rese note a tutti prima di venire applicate, le pene devono essere commisurate all’entità della trasgressione e chi trasgredisce non deve sfuggire alla punizione. A nessuno per falsi sospetti o per invidia, si dovrebbero infliggere delle sofferenze , quando mancano vere testimonianze o ammissioni di colpa. Chi è incaricato di dar seguito alle leggi deve dar prova di equità , né ciò va affidato a presuntuosi o agli ubriaconi e ai malvagi ; i giudici andrebbero rinnovati ogni anno , o altrimenti , ma sempre con il consenso del popolo , a cui non va impedito di esprimere le proprie libere scelte. Chi governa o chi comanda noi crediamo debba render conto al popolo e ai propri successori di ogni sua azione ; su queste deve essere lecito indagare in ogni occasione e i più potenti devono risponderne davanti alle leggi, né più né meno del più umile dei cittadini. E così che la vera giustizia progredisce nel mondo.

… Riguardo alla religione , noi crediamo che solo lo Spirito del Signore renda gli uomini veramente religiosi e che non si debba costringere alcuno , o impedirne a chicchessia , mediante la legge, di avere una certa pratica religiosa; ognuno va in questo lasciato libero , perché sarà il signore a convincerlo ad accostarsi o meno a questa o a quella pratica religiosa. Ogni persona , a qualsiasi confessione appartenga, dovrebbe essere pacificamente protetto dall’esercizio di questa, sempre che egli stesso sia un uomo di pace e non si dia a far torto al altrui o alle altrui proprietà.

Noi crediamo che opporsi alle false credenze, combattere le dottrine e i principi corrotti  cercando di convincere chi se ne fa sostenitore e impiegando allo scopo esortazioni , rimostranze anche aspre, la parola e gli scritti , non andrebbe considerato contrario alla pace, né che andrebbe punito dai magistrati e dalla legge il discutere ciò che riguarda il regno di Dio, pur fra opposte opinioni e giudizi. Le leggi e il potere esteriori devono infatti servire su questa terra solo a offrire protezione alle persone e alle loro proprietà, non riparo alle loro opinioni; le leggi della nazione non dovrebbero venire imposte alle coscienze per legarle o meno a questa o a quella pratica religiosa; è Cristo soltanto – o tal dovrebbe essere – l’unico Signore e maestro della coscienza degli uomini e solo il suo spirito deve guidare alla completa verità.

Noi crediamo che i superiori debbano obbedienza e soggezione al Signore e che coloro che sono sottoposti ad essi debbano ubbidire nel signore a chi detiene il potere; i figli ai genitori, le mogli ai mariti, i servitori ai padroni, in ogni cosa che sia secondo il volere di Dio.

… Quando però chi governa , genitori, padroni o chiunque altro ordinano o pretendono di essere obbediti in contrasto col volere di Dio , in queste circostanze tutti sono liberi e meglio sarebbe ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini. Crediamo allora che Dio li giustifichi , poiché è il suo spirito che li guida verso il bene e li preserva dal male.

Riguardo all’elezione e alla dannazione , noi crediamo che esista uno stato di lezione e uno stato di dannazione , l’uno scelto e l’altro respinto da Dio; tutti gli uomini si trovano nell’una o nell’altra condizione. Tutti gli eletti lo sono in Cristo , e quelli che non sono in Lui ne sono rifiutati,  creature della collera e della disobbedienza , alienate da Dio, che vivono nel peccato senza essere riconciliate con lui… all’oscuro del suo potere e della sua sapienza; hanno una cortina davanti all’intelletto , che impedisce loro di vedere e di percepire le cose eterne. Allora anche le azioni migliori sono peccato e qualsiasi cosa si faccia non si può essere accettati da Dio , perché si è morti a lui mentre si è vivi al male, operando ogni cosa da fondamenta maledette.

Tale è la condizione di tutta l’umanità se ci riferiamo al primo Adamo… e tutti coloro che essa dimorano vengono respinti da Dio e non erediteranno mai la vita eterna, ma saranno perduti. Eppure verrà per tutti costoro il giorno in cui Dio li visiterà e allora potranno uscire da questo stato di perdizione; se invece… disprezzano l’amore di Dio essi restano nello stato precedente e la collera divina li accompagna. Quelli invece che Dio ha scelto, non incorrono nella sua ira, perché credono nella luce  e ne diventano figli , rinnovati nella mente e nel cuore per ricevere l’amore del Padre e radicarsi in Cristo, il secondo Abramo.

I loro frutti nascono allora da un terreno benedetto, perché sono guidati dallo Spirito del Padre. Sono questi gli eletti, quelli che sono eredi con Cristo dell’eterna eredità che mai non vacilla.

… E’ nostro intendimento che queste cose siano diffuse ovunque nel mondo , di modo che tutti possono comprendere la nostra fede e quel che abbiamo ricevuto da Dio… Molte altre cose si potrebbero scrivere, ma in breve  questo è il messaggio di chi ha creduto e ricevuto conoscenza di quelle cosa dal Signore.

Un uomo che è amico di tutti,

I quaccheri – Eversione e nonviolenza:  raccolta di Giorgio Viola

Sezione III

IL CASO NAYLER

Di Nayler si è già parlato abbastanza diffusamente , ma , in questa lettera di George Bishop, abbiamo una testimonianza di prima mano del suo ingresso a Bristol che, secondo gli intenti della sua piccola corte di seguaci, doveva riprodurre il clima della domenica delle Palme, Non si esagera affatto se si dice che il clamore suscitato dall’episodio fu enorme e divise in due l’Inghilterra.

Bishop, già capitano del New Model Army e, pare, anche agente segreto, si dimostra qui ben dotato di acume politico, da tutte le sue parole traspare la preoccupazione per le conseguenze sul movimento e chiaro è il proposito di dissociare in ogni modo possibile gli Amici di Bristol e di ogni altra parte da Nayler e dai suoi. I quali ultimi, a parte una breve prigionia, se la cavarono assai meglio del loro idolo, portato a Londra e sottoposto alla punizione terribile già riferita. Fu uno strano processo a Londra quello che gli intentò il Parlamento: l’unico precedente , forse, in cui la House of Commons aveva riunito i propri membri in corte di Giustizia s’era avuto nel 1649, quando i resti epurati dal Long Parliament avevano processato e condannato a morte Carlo 1. Quello che volle giudicare Nayler era il secondo il secondo Parlamento da quando, nel dicembre del 1653, Cromwell aveva assunto più larghi poteri come Lord Protettore all’interno del nuovo schema costituzionale conosciuto come Instrument of Govermment . La maggioranza conservatrice e intollerante , che in questo caso riuscì ad imporsi alle più larghe vedute di Cromwell in materia di religione, era schiacciante. Nayler ebbe si alcuni difensori  – il maggiore –generale Lambert, ad esempio , braccio destro di Cromwell, sotto il quale il nostro aveva servito come furiere – ma la canea conservatrice riuscì comunque a ottenere la colpevolezza per blasfemia; non passò invece la richiesta della pena di morte, giustificata addirittura , in mancanza di meglio , dal ricorso a un decreto il De haeretico comburendo, istituito a suo tempo per colpire i lollardi, gli eretici di John Wyclif.

Nayler fu, in ultima istanza , la vittima ingenua di un potere alla ricerca di pretesti per stroncare la dissidenza ; e ciò che gli rese anche più dura e amara la prigionia fu la consapevolezza che, all’interno del movimento,  ci fu a lungo chi si faceva forte del suo nome per creare divisioni , per disturbare le riunioni e le meditazioni , secondo quello spirito ranter che lui stesso combatteva. Il potere, intanto , rafforzando ad esempio le leggi contro il vagabondaggio proprio per colpire a discrezione l’itineranza quacchera , affilava le armi che avrebbe perfezionato di lì a poco con la Restaurazione.

 

George Bishop

Lettera a Margaret Fell, del 27 ottobre 1656, da Bristol

 

Cara sorella M.F. ,

nella verità eterna in cui siamo partecipi in diverso grado, ti saluto assieme ai tuoi figli, generati dal seme immortale, eredi di una eredità che non si corrompe e resta immutata, per la ricchezza della grazia di Dio benedetto ovunque e in eterno , che , scendendo con l’aurora dall’alto, ci ha visitato e accolto tra i suoi figli,  proteggendoci in questi momenti di gravi tentazioni, quando tra di voi s’è manifestato per il potere delle tenebre.

Devi sapere che venerdì della settimana scorsa, fra le due e le tre del pomeriggio, J.(ames) N. (ayler) e i suoi compagni, dopo essere stati rilasciati a Exter, sono venuti in questa città , decisi e risoluti a innalzare la propria immagine , a distruggere la verità, a schiacciare , calpestare e divorare (come già c’era stato annunciato) le tenere pianticelle del Signore nella sua stessa vigna, come traboccanti di ebrezza a causa dell’indignazione divina.

James procedeva a cavallo, le mani legate innanzi : Mart. (ha) Simmonds teneva una delle briglie, Han, (nah) Stranger l’altra. Alcuni camminavano ai lati, il marito di Hannah davanti a lui a capo scoperto, e Dorcas Erbury, assieme a un uomo dell’isola di Ely, seguiva a cavallo. Così lo guidavamo , e James procedeva attraverso la città mentre le donne cantavano “santo, santo, santo, osanna!”. Si fermarono al White Hart, un pessimo locale, ove già erano stati quando erano venuti la prima volta a Bristol, nel mese di luglio. Una gran folla (c’era tutta la città) li aveva seguiti per le strade , nonostante la forte pioggia, fino alla locanda e fine nelle camere. Qui , davanti a tutti, le donne si tolsero i mantelli per farli asciugare vicino al fuoco.

A seguito della gran confusione , i magistrati si riunirono e li fecero arrestare. Perquisendo James, trovarono alcune lettere a lui indirizzate da queste donne, in cui gli si rivolgevano chiamandolo Gesù (dicevano anche che da quel momento in poi il suo nome non sarebbe più stato James), unico figlio di Dio, re d’Israele , principi della Pace e in altri modi analoghi. Tutto ciò rivelava che i disegni e i misteri dell’iniquità che pensavamo di aver già giudicato e soffocato ora tornavano alla luce del sole: si stavano verificando le stesse iniquità che il mondo desiderava e che i nostri nemici andavano cercando . Assieme a quelle, furono trovate altre lettere, ove si giudicava e svelava lo spirito di cui James era pervaso e si cercava di ricondurlo sul retto cammino; fra queste una, scritta di mio pugno, che George Fox gli aveva inviata da Reading, dove ci trovavamo assieme il 12 corrente (te ne accludo una copia); e poi due tue e una di Eliz(abeth) Smith . Erano lettere al completo servizio della verità istituita dalla saggezza del Signore , nelle quali, prevedendo quanto stava per accadere, si cercava di salvare la verità stessa e di presentarci di fronte al mondo puri, innocenti e incontaminati rispetto al loro sbandamento.

Le donne (così mi han detto) ammisero che le lettere erano loro e si misero a cantare di fronte ai magistrati come avevano fatto in precedenza. Martha prese dolcemente per mano James, osannandolo. Li misero allora tutti in prigione, nonostante il lasciapassare del protettore Oliver.

Mentre erano davanti ai magistrati , noi tenevamo un’assemblea: e secondo i loro intenti , se i magistrati non li avessero fatti arrestare, ci sarebbe venuti con tutta quella folla al seguito; tra di noi, tuttavia , che eravamo riuniti in silenzio, grande era il senso della presenza del Signore.

E il Signore si manifestò in tutta la sua potenza per salvare i suoi agnelli e le sue creature, per spezzare il potere delle tenebre: furono messi in ceppi , in modo che gli Amici  non ne ricevessero male alcuno; nessuno di noi ha subito conseguenze e nessuno si reca a visitarli, per quanto ne so ; tutti coloro che sono nello spirito del Signore si sono mossi e si sono levati contro queste opere delle tenebre. Coloro che in segreto nutrivano amore di verità, senza averne mai fatto mostra, si resero manifesti; in tutta la città le persone vicine a Dio testimoniano per noi e per la nostra innocenza. Perfino nei nostri nemici cominciò a sorgere qualche simpatia verso di noi e si ebbe moderazione nei nostri confronti, assieme a una segreta gioia per la nostra purezza (anche alcuni dei nostri persecutori cominciarono a considerarci quali eravamo). Là dove ci si poteva aspettare una grande esplosione di collera, la potenza del Signore intervenne a calmare le acque. I preti , che speravano di colpire assieme a quelli la verità – che venne anzi onorate , con grande saggezza, sopra ogni cosa – sono stati delusi. La giustizia ha trionfato e il male ricacciato. Poiché è la sapienza del Signore che ha predisposto tutto questo e ciò che doveva avvenire , è meglio che queste vicende si siano verificate qui e in questo momento, piuttosto che diffondersi e contaminare altri luoghi. Ora tutto si è chiarito e si è resa testimonianza, davanti a tutti, mediante la presenza vivente del Signore, contro l’errore; le lettere degli Amici hanno fatto salva la verità, l’opera delle tenebre è stata stroncata e distrutta. Tutti gli Amici sono salvi e ora la loro purezza di cuore non è vilipesa , anzi testimonia contro il manifestarsi del male. L’opera del Signore è meravigliosa ai nostri occhi; a lui sia resa lode eterna. E’ la sua spada tagliente che abbatte i suoi nemici e rende vane le loro speranze… di distruggere Gerusalemme.

…Il giorno successivo J.N. fu condotto dinnanzi ai magistrati; erano presenti anche alcuni preti (anglicani) e gli venne letta dal principio alla fine la lettera di George >Fox. Gli fu chiesto se ne condivideva il contenuto ed egli rispose che lo condivideva solo in parte e che c’erano anche delle menzogne: ad esempio ove lo si ammoniva dicendo che quella era la parola del Signore a lui rivolta e si diceva che loro ritenevano che Martha Simmonds fosse Maria , la madre di Gesù, il che egli negò . Non riuscirono invece a cavar nulla dalle altre domande che gli fecero, perché era molto abile e di poche parole, che pronunciava in tono sommesso. Di questo interrogatorio e delle carte requisite sto cercando di avere delle copie, per conoscerne con esattezza il contenuto. Se riesco a procurarmele , è probabile che possa inviartele , informadoti anche di come procede la questione.

… Non credo però, stando così le cose , che la loro vita sia in pericolo , anche se i preti desiderano ardentemente una punizione esemplare.

Oggi Martha è stata interrogata da sola e sento dire che è stata molto vaga nelle risposte circa il suo primo incontro con J. E il modo di circuirlo; le è stato anche chiesto se James fosse già stato a Bristol e cose del genere. Tutto ciò a vantaggio degli innocenti che, non da oggi, hanno capito e testimoniato contro questo spirito. Le sono state lette anche le lettere di : Fox ; si è mostrata molto sicura e ha vantato senza ritegno gli esiti a venire della sua impresa , scagliandosi in modo eccessivo contro il pastore Farmer. A questo proposito, però, non posso dilungarmi , perché tutto è ancora in corso mentre scrivo e non sono sicuro dei particolari. I magistrati han detto a James che noi lo rinnegavamo, gli han letto le vostre lettere e interrogato su di esse; si sono resi conto che di lui diano giudizio negativo e che non siamo dalla sua parte. Il Signore ha fatto in modo che ogni cosa procedesse a vantaggio della sua verità , che ovunque si sta affermando e rende preziose le nostre riunioni. Queste, nella loro pratica severa (anche se ancora giovani e deboli), si propongono di vincere la potenza delle tenebre. E’ questo che vuole il Signore nella Sua misericordia ; io prego che si possa rimanere saldi e sicuri , lodando la sua grazia, in modo che il nome di Dio , re immortale e Signore di saggezza, sia onorato e benedetto in eterno.

Carissima , amata nel nome del Signore, ho ricevuto la tua lettera e il mio spirito ne è stato rinfrancato.

…Accludo una nota circa il denaro che ti ho inviato. A te tutto il mio affetto, ai tuoi bambini, a tuo marito e a tutti gli Amici. Mia moglie manda a tutti voi i suoi cari saluti—

Bristol, 27 ottobre 1656

Tuo fratello

  1. (eorge Bishop)