Meeting Minutes

Meeting Minutes

Noi ci gingilliamo e perdiamo tempo in inutili sottigliezze, che possono farci più dotti, non migliori. La saggezza è cosa più chiara e, soprattutto, più semplice. Basta poco studio per il perfezionamento morale; a noi, invece, anche la filosofia serve per perderci in inutili questioni. Come in tutto il resto, anche negli studi pecchiamo d’intemperanza: c’interessano le dispute scolastiche, non i problemi della vita.

Seneca, Lettere a Lucilio

Buon compleanno, Cyrus Pringle (6 maggio 1838-25 maggio, 1911). Quacchero. Pacifista. Botanico. Obiettore di coscienza durante la guerra civile.Dopo che Cyrus è stato redatto, gli amici lo hanno esortato a pagare solo i ′′ soldi della commutazione ′′ per non dover andare all’esercito. Ma si rifiutò, dicendo che era ′′ un mezzo più peccatore di quello di servire noi stessi, come rifornimento di denaro per assumere un sostituto.”Cyrus e due compagni quaccheri sono stati inviati in Virginia dove si sono rifiutati di tenere una pistola o di esercitare qualsiasi compito militare. Sono stati imprigionati e trattati crudelmente. Cyrus ha tenuto un diario pubblicato dopo la sua morte come ′′ The Record of a Quaker Conscience ′′ (1918).Nato a Charlotte, Vermont. Morto a Burlington, Vermont. Seppellito al cimitero di Morningside, Charlotte, Vermont.~ La serie degli eroi di Marginal Mennonite Society

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Buon 99° compleanno, Gloria Richardson (6 maggio 1922). Attivista per i diritti civili. Fondatore del Comitato d’azione non violento di Cambridge (Maryland). CNAC è stato l’unico affiliato adulto del Comitato di Coordinamento Studentesco (SNCC).Nonostante la parola ′′ nonviolent ′′ nel titolo dell’organizzazione, Gloria non si è mai completamente impegnata nella non violenza come tattica. Le proteste che ha guidato sono state più confrontate. Alla Marcia di Washington nel 1963, è stata mostrata sul palco come una delle sei ′′ Negro Women Fighters for Freedom.” Tuttavia, non le è stato permesso di rivolgersi alla folla.Nato a Baltimora, Maryland. Vive a New York City~ La serie degli eroi di Marginal Mennonite Society

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Buon compleanno, Martin R. Delany (6 maggio 1812-gennaio 1812 24, 1885). Abolizionista. Giornalista. Medico. Scrittore. Docente. Attivista di temperanza. Esploratore del continente africano. Conosciuto come il ′′ nonno del nazionalismo nero.”Nel 1843, mentre viveva a Pittsburgh, Martin inizia a pubblicare un giornale anti-schiavitù chiamato ′′ The Mystery.” Nel 1847 si unisce a Frederick Douglass e William Lloyd Garrison per iniziare il giornale ′′ North Star.” pubblicato a Rochester , New York. Autore di ′′ La condizione, l’elevazione, l’emigrazione e il destino del popolo colorato degli Stati Uniti, politicamente considerato ′′ (1852). Nel 1854, Martin ha aiutato ad organizzare la National Emigration Convention of Colored People, a Cleveland, Ohio, dove ha chiesto ai neri liberi di reinsediarsi in Africa, Caraibi, Centro o Sud America.Nato a Charles Town, Virginia (ora Charles Town). Morto a Wilberforce, Ohio. Seppellito al Cimitero di Massies Creek, Cedarville, Ohio.~ La serie degli eroi di Marginal Mennonite Society

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Report di Re:Common e Greenpeace su protezione delle foreste di ENI e greenwashing

05.05.2021 – Re: Common

Report di Re:Common e Greenpeace su protezione delle foreste di ENI e greenwashing

Gli investimenti di ENI in progetti di conservazione delle foreste sono solo una operazione di greenwashing. È quanto rivela “Cosa si nasconde dietro l’interesse di ENI per le foreste”, pubblicazione lanciata oggi da Recommon e Greenpeace Italia che analizza l’uso, da parte della più importante multinazionale italiana, dello strumento REDD+ (Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation in developing countries) per compensare le copiose emissioni causate dalle sue attività estrattive, acquistando crediti di carbonio da progetti di conservazione delle foreste.

Negli ultimi anni ENI ha annunciato di aver siglato accordi per progetti REDD+ in vari Paesi dell’America Latina e dell’Africa, tra cui il Luangwa Community Forests Project (LCFP), in Zambia. I progetti in questione dovrebbero impedire l’emissione di anidride carbonica (CO2) evitando la deforestazione. Il funzionamento dei crediti di carbonio è simile a quello dei titoli azionari, ma invece di quote societarie essi rappresentano il diritto ad emettere CO2.

La credibilità degli schemi di compensazione risulta però compromessa dal fatto che si basano su un assunto impossibile da verificare: si presumono riduzioni di emissioni sulla scorta di ciò che sarebbe accaduto se tali progetti non fossero stati realizzati. Stime aleatorie, che si rivelano di importanza fondamentale per tenere in vita ancora per decenni il modello dell’estrazione dei combustibili fossili.

«Acquistando crediti sul mercato del carbonio o investendo direttamente in presunti progetti di conservazione, aziende come Eni possono presentarsi come protettrici della biodiversità, nonostante le loro attività estrattive continuino a causare la distruzione degli ecosistemi su cui ricadono le loro concessioni, come per esempio nel Delta del Niger o in Mozambico” ha dichiarato Alessandro Runci di ReCommon.

Grazie a questa tipologia di progetti, l’Eni – ovvero l’azienda italiana con il più alto livello di emissioni di gas serra – è in grado di scrivere nel suo piano di decarbonizzazione che il gas fossile costituirà una parte centrale del proprio business persino oltre il 2050, affermando al contempo che, per quell’anno, la società avrà raggiunto l’obiettivo di emissioni nette zero. Alla base di questo paradosso c’è proprio il controverso meccanismo di compensazione della CO2, che consente alle multinazionali del fossile di riportare un volume di emissioni molto inferiore rispetto a quello di cui è effettivamente responsabile.

Malgrado sia noto che l’efficacia di questo meccanismo in termini di riduzione delle emissioni sia alquanto discutibile, specialmente se utilizzato a compensazione di emissioni generate, in numerose occasioni il REDD+ si è rivelato estremamente efficace nel ripulire l’immagine delle industrie più inquinanti, consentendo loro di nascondere il proprio impatto climatico. Nel frattempo, spesso accade che comunità locali, tradizionali e popoli indigeni interessati dai REDD+ non vedano riconosciuto il proprio diritto alla terra e, anzi, vengano rappresentati come una minaccia per la biodiversità e per le foreste, a causa di pratiche culturali o di sussistenza. Oltre al danno la beffa, dal momento che spesso sono invece proprio queste comunità a difendere le foreste dagli attacchi della grande industria estrattiva e agro-alimentare, anche a costo della vita.

«Ancora una volta ENI cerca di gettarci fumo negli occhi provando a farci credere di aver intrapreso una seria svolta green», commenta Martina Borghi di Greenpeace Italia. «Ma la verità è un’altra: investirà solo lo 0,8% del suo profitto lordo in progetti che non vanno alla radice del problema della deforestazione, riducendo le emissioni solo sulla carta e per di più con cifre che appaiono gonfiate. Il tutto mentre, nei prossimi quattro anni, prevede di aumentare le estrazioni di gas e petrolio. Siamo insomma di fronte all’ennesimo atto di greenwashing da parte dell’azienda, ovvero comunicazione verdi e investimenti neri. L’unica soluzione per contribuire davvero a contrastare la crisi climatica in corso è abbandonare i combustibili fossili, investendo in rinnovabili ed efficienza energetica” conclude Borghi.

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Insistiamo per Patrick Zaki

5 maggio.

452 giorni dall’arresto.

29 giorni dall’ultima udienza per il rinnovo della detenzione.

16 giorni alla prossima.Inizia un altro mese,

#PatrickZaki continua a essere in carcere, il nostro paese continua a fare affari con chi gli nega libertà e dignità.Insistiamo.

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Con Aned per non dimenticare nel solo giorno della Memoria

4 maggio 1945
Le forze britanniche liberano il campo di concentramento di Neuengamme, vicino ad Amburgo, in Germania.
Il campo fu aperto il 13 dicembre del 1938.
All’inizio dipendeva da Sachsenhausen, ma dal 4 giugno del 1940 divenne indipendente avendo superato i 1.000 prigionieri. Venne classificato di “livello II”, ovvero per prigionieri preventivi con accuse pesanti ma ancora con possibilità di rieducazione e recupero.
I deportati, nei primi anni, soprattutto criminali tedeschi, asociali ed ebrei, furono impiegati nell’ampliamento del lager, nello sfruttamento delle cave d’argilla, in una fabbrica di mattoni e nei lavori di ampliamento del canale sull’Elba, ma dal 1942 in avanti, con l’arrivo dei prigionieri politici dal Belgio, Francia, Danimarca, Polonia, Norvegia e Russia, vennero occupati soprattutto nell’industria bellica in un primo momento creata all’interno del campo.
Successivamente i prigionieri vennero inviati direttamente nelle varie fabbriche, e questo comportò la costruzione di 90 campi satellite in cui poterli alloggiare.
Di questi, 29 erano per donne e 56 per uomini, mentre 5 erano misti.
I prigionieri di 39 sottocampi furono utilizzati nelle industrie e nei cantieri navali, 27 in altri cantieri civili, 2 nel recupero di bombe, 7 nelle ferrovie, 3 raccoglievano gli ammalati, 2 erano per gli evacuati, mentre di 8 non si conosce i compiti assegnati. Dal 1938 al 1945, nel sistema concentrazionario di Neuengamme, vennero rinchiusi circa 101 mila prigionieri, dei quali 87.500 uomini e 13.500 donne. In totale ne morirono 55 mila.
Gli italiani iniziarono ad arrivare dopo l’8 settembre 1943, provenienti dai campi di Dachau, Buchenwald, Sachsenhausen e Flossembürg.
Si trattava di militari, ma soprattutto di partigiani e civili deportati per rappresaglia.
Molti giunsero dalla Slovenia e Croazia.
Complessivamente, nel campo principale e nei vari sottocampi, furono rinchiusi tra i 1.100 ed i 1.200 italiani. Di questo contingente nazionale, fecero parte dalle 66 alle 100 donne. I decessi raggiunsero le 344 unità.
Il 29 aprile del 1945 il lager fu evacuato ed il 4 maggio liberato.
Note
Joseph Mengele, di Kurt Heissmeyer e di pseudo-esperimenti scientifici condotti su ignare cavie umane
Diciannove piccoli innocenti, per condurre degli esperimenti sulla tubercolosi presso il campo di concentramento di Neuengamme.
Qui, infatti, dall’aprile 1944, Heissmeyer inoculava deliberatamente i bacilli della tubercolosi polmonare a prigionieri di guerra russi, tentando di dimostrare una teoria scientifica secondo la quale i linfonodi, infiammandosi, avrebbero generato essi stessi degli anticorpi con cui combattere la malattia.
Nonostante i risultati fallimentari dei suoi inumani esperimenti, chiese ed ottenne da Mengele, che conduceva esperimenti ancor peggiori nel campo di concentramento di Auschwitz, alcuni bambini, di età compresa tra i cinque e i dodici anni, per testare ancora una volta le sue teorie immunologiche prive di alcun fondamento.
Tra il 21 e il 26 di aprile del 1945, le SS trasferirono circa 10 000 prigionieri dal campo di Neuengamme a Lubecca dove vennero imbarcati su tre navi da trasporto, la Thielbek, la Athen e la Elmenhorst.
Molti vennero imbarcati sulla Cap Arcona che era ancorata nella baia di Lubecca al largo di Neustadt in Holstein.
Poco prima dell’ingresso delle truppe britanniche a Lubecca due delle navi, la Athen e la Thielbek si spostarono nella baia vicino alla Cap Arcona. Il 3 maggio aerei britannici attaccarono le tre navi pensando che fossero navi di trasporto truppe, la Athen si salvò ma la Thielbek e la Cap Arcona furono colpite e affondarono, morirono circa 7 000 persone.
Poche ore dopo le truppe inglesi entrarono nel campo di concentramento di Neuengamme, completamento vuoto
( Da Enciclopedia dell Olocausto -Aned -immagini -deportati di Neuengamme-i bambini vittime degli esperimenti -la nave Cap Arcona ammarata )

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Meeting Minutes delle donne

Meeting Minutes

Quakers ponder the ultimate religious question

Non parlare di Nonviolenza

Se non ami la vita, la gente,
la folla variopinta,
la libertà degli altri,
la follìa degli altri,
non parlare di nonviolenza.

Se non sei cittadino del mondo,
amico dei neri, dei gialli, di tutti,
non parlare di nonviolenza.

Se non denunci confini,
barriere, nazionalismi,
patrie, bandiere, galere,
non parlare di nonviolenza.

Se non ti opponi ad eserciti di ogni colore,
a corpi separati, consacrati,
ubriachi di potenza,
non parlare di nonviolenza.

Se non ti rivolti contro il verticismo,
il centralismo, l’ autoritarismo,
non parlare di nonviolenza.

Se non contesti il sacro che nasconde il vero,
il dio in terra che nasconde il cielo,
il consumismo che risucchia il sangue
dei dannati della terra,
non parlare di nonviolenza.

Se non ti getti nel folto della mischia,
come la dinamite nel pozzo di petrolio
per spegnere l’ incendio,
pronto a perir con esso,
non parlare di nonviolenza.

O, se ne parli,
di’ che stai favoleggiando
intorno a qualche cosa
che non sai.

(Sardegna, 14 agosto, 1976)

Buon compleanno, Del Martin (5 maggio 1921-Aug. 27, 2008). Femminista. Attivista per i diritti dei gay. Nel 1955, Del e la sua compagna Phyllis Lyon hanno co-fondato Figlie di Bilitis, il primo gruppo di sostenibilità per lesbiche. Nel 1972, Del e Phyllis hanno co-scritto il libro ′′ Lesbian / Woman.” Nel 1976 Del ha scritto ′′ Battered Wives ′′ nel 2004, quando San Francisco ha iniziato a rilasciare licenze di matrimonio a coppie dello stesso sesso , Del e Phyllis furono la prima coppia sposata. Nata e morta a San Francisco. (Foto: Phyllis è a sinistra, Del a destra. )~ La serie degli eroi di Marginal Mennonite Society

Buon compleanno, Sylvia Pankhurst (5 maggio 1882-sett. 27, 1960). Pacifista. Femminista. Suffragista. Anticolonialista. Fondatrice della Federazione di suffragio femminile (WSF) a Londra, Inghilterra. Fondatrice del giornale ′′ Dreadnought femminile.” successivamente ribattezzata ′′ Dreadnight dei lavoratori.” Sylvia e i suoi colleghi hanno aiutato a nascondere gli obiettori coscienziosi dalla polizia durante la prima guerra mondiale. Più tardi, Sylvia divenne amica di Haile Selassie, imperatore d’Etiopia. Alla fine si trasferì in Etiopia e fondò un giornale chiamato ′′ Etiopia Observer.”Nato a Manchester, Inghilterra. Morta ad Addis Ababa, Etiopia. Seppellita davanti alla Cattedrale di Trinità ad Addis Ababa.~ La serie degli eroi di Marginal Mennonite Society

Buon compleanno, Lucia Ames Mead (5 maggio 1856-1856 novembre) 1, 1936). Pacifista. Femminista. Internazionalista. Anti-imperialista. Educatrice. Scrittrice. Predicatrice. Membro fondatore del Partito della Pace femminile (un’organizzazione pacifista fondata per opporsi alla Prima Guerra Mondiale). Nel 1919 Lucia è stata delegata alla conferenza fondativa della Women’s International League for Peace & Freedom (WILPF) a Zurigo. Autore di ′′ Ciò che i giovani devono sapere sulla guerra e sulla pace ′′ (1916), tra le altre opere. Nata a Boscawen, New Hampshire. Morta a Boston, Massachusetts.~ La serie degli eroi di Marginal Mennonite Society

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Come il prepuzio di Gesù è diventato una delle reliquie più ambite del Cristianesimo… poi sparito

How Jesus' foreskin became one of Christianity's most-coveted relics — and then disappeared | CBC Radio

Chuck Fager 

Questa intervista canadese va al tappeto e porta un nuovo punto di vista appuntito su quello che all’inizio era un tema religioso molto doloroso. …
CBC: Idee
Come il prepuzio di Gesù è diventato una delle reliquie più ambite del Cristianesimo – e poi è scomparso
Nel medioevo, più di una dozzina di chiese in tutta l’Europa occidentale affermavano di avere il ′′ santo prepuzio ′′
Nicola Luksic @ Pubblicato: 27 aprile 4:00 2021 AM ET | Ultimo aggiornamento: 6 ore fa
La Circoncisione è un dipinto di Giovanni Bellini. Il Nuovo Testamento afferma che, dopo la nascita, Gesù fu circonciso secondo la tradizione ebraica (Luca 2:21). (Wikimedia Commons / Giovanni Bellini)
Idee53: 59
Idee dalle trincee: The Taboo Relic
Lo studente di dottorato dell’Università dell’Alberta James White inizia sempre con un rapido disclaimer prima di parlare alla gente della sua tesi.
′′ Di solito faccio un’introduzione di un minuto e li avverto che quello a cui sto lavorando è un po ‘ strano,” ha detto. ′′ E la tipica reazione è solitamente la risata o una specie di risposta di ′′ Davvero? Questo è esistito? Questo è successo? ‘′′
White è uno studente di dottorato di ricerca nel dipartimento di storia e classici, concentrandosi sugli studi religiosi. La sua tesi, che difenderà a settembre, si chiama Ring of Flesh: La devozione medievale tarda al Santo Prepuzio.
′′ Il mio compito è cercare di entrare nella testa dei medioevali e capire quali connessioni stavano creando e perché dice James White, un dottorato di ricerca all’Università dell’Alberta (Laura McLean)
′′ Il santo prepuzio è sia un oggetto che un’idea,” ha spiegato White alle IDEE della radio CBC.
′′ L ‘ idea è che Gesù, da ragazzo ebreo, sia stato circonciso quando aveva otto giorni, come lo sono i ragazzi ebrei. E nel Medioevo, la gente ha sviluppato questa idea che il suo prepuzio potesse esistere ancora sulla Terra. E hanno sviluppato una devozione ad esso.”
E non è stata considerata una strana devozione nella mente dei cristiani per quasi 1,000 anni.
′′ Penso che studiare il santo prepuzio sia un bel controllo dell’ego per tutti noi,” ha detto White. ′′ Le persone che 700 anni in futuro penseranno che anche noi siamo abbastanza strani. Non siamo l’ultimo essere umano moderno ed evoluto che a volte pensiamo di essere.”
Dice che le ossessioni contemporanee per gli oggetti di celebrità potrebbero essere viste come bizzarre per le persone esterne alla nostra cultura. Ad esempio, le ciabatte rubino di Judy Garland dal Mago di Oz hanno ora un valore stimato di 3 milioni di dollari statunitensi.
Prima menzione della circoncisione di Gesù
La prima menzione della circoncisione di Gesù si trova nel libro di Luca 2:21.
′′ Sai, quello che probabilmente è successo è che alcuni intelligenti collezionisti di reliquie stavano insultando nella Bibbia. Quando arrivarono al Libro di Luca, leggono la parte in cui Cristo venne circonciso il suo ottavo giorno,” ha detto David Farley, autore di Una curiosità irriverente: alla ricerca della più strana reliquia della Chiesa e della città più strana d’Italia.
′′ E uno di loro ha avuto un momento di lampadina e ha pensato: ′′ Wow, potremmo davvero fare una somma paradisiaca se, sai, lo dicessimo a monaci e sacerdoti e così via che abbiamo un pezzo della carne di Cristo in vendita! ′′ Non sorprendentemente, la reliquia aveva il miracoloso potere di duplicazione, e a seconda delle fonti che leggi, c’erano una decina o quasi due dozzine di posti in giro per l’Europa, per lo più in Francia per qualche motivo, che sostenevano di avere effettivamente il santo prepuzio.”
Cultura reliquiaria
Nel corso della storia del cattolicesimo, le reliquie – siano esse un presunto pezzo della santa croce o il dito o il dito di un santo – sono state considerate chiave per comunicare con il divino. Tali reliquie sante resistevano al naturale degrado e venivano considerate ′′ incorruttibili.”
′′ E, ovviamente, questo non è solo un santo, questo è il corpo di Gesù,” disse Bianco, riferendosi al santo prepuzio. ′′ Ha una super-incorruttibilità.”
Una di quelle presunte reliquie di prepuzio arrivò a Roma intorno al 799 d.C. quando il re Carlo Magno lo presentò in dono a Papa Leone III. Rimase nel reliquiario papale Sancta Sanctorum fino alla saccatura di Roma nel 1527. L ‘ invasione lasciò morta metà della popolazione e molte reliquie sacre furono distrutte o rubate.
Il matrimonio mistico di santa Caterina da Siena dipinto di Giovanni di Paolo, 1460. circa. Caterina di Siena ha avuto una visione in cui ha sposato Gesù Cristo e il suo prepuzio è servito come fede nuziale. (Wikimedia Comune)
Il santo prepuzio, insieme ad un pezzo della santa croce, si dice che fosse stato scoperto circa 30 anni dopo nel borgo di Calcata, poco a nord di Roma.
′′ Sarebbe come se qualche celebrità di serie A si trasferisse nel tuo quartiere,” ha detto Farley. ′′ Significava molto [per i paesani]. E come la storia narra, secondo i documenti storici, il Papa all’epoca alla fine ha stabilito che il destino ha fatto in modo che questa importantissima reliquia trovasse la sua casa in questo borgo di Calcata, così lo farà resta lì.”
La chiesa che ospitava il santo prepuzio si chiama Chiesa del SS. Nome di Gesù – o la Chiesa del Santo Nome, che è un riferimento alla circoncisione e al giorno del nome di Gesù. Ogni 1 gennaio, il sacerdote locale conduceva una processione intorno al villaggio con la sacra reliquia tenuta in alto.
Immagine: Papa Leone XIII, centro, con membri della Segreteria Papale nel giardino del Vaticano, Roma, 1900. circa. Ha emanato un decreto che minaccia la scomunica a chiunque parlasse o scrivesse del santo prepuzio. (Keystone / Archivio Hulton / Immagini Getty)
Sotto pressione per scacciare le pratiche cattoliche che potrebbero essere viste come culturalmente arretrate, il Vaticano ha emanato un decreto nel 1900 che minacciava la scomunica a chiunque avesse scritto sul santo prepuzio, ma ha permesso al villaggio di Calcata di continuare la sua processione annuale.
Nel 1983, poche settimane prima del gennaio. 1 Festa della Santa Circoncisione, il parroco del posto si è recato a controllare la reliquia ma mancava.
′′ La gente [al villaggio] era davvero sconvolta,” ha detto Farley, che ha trascorso un anno a Calcata cercando di risolvere il mistero della sua scomparsa. Alcuni sospettavano che il prete locale lo avesse restituito al Vaticano. Altri credono che sia stato rubato dai satanisti. Un’altra teoria è che sia stato rubato e venduto al mercato nero.
Il mistero non è mai stato risolto.
La reliquia e il suo significato
′′ In realtà non mi interessa se questo prepuzio esistesse o no,” ha detto White. ′′ Quello che conta per me è perché la gente ci crede? A che scopo è servito per loro? Cosa hanno tirato fuori a crederci? Che significato ci hanno attribuito?”
Miri Rubin, professore di storia medievale e moderna all’Università Queen Mary di Londra, afferma che il culto del santo prepuzio aveva un senso per le persone di quell’epoca, poiché i cristiani erano impegnati a comprendere Dio sulla Terra in forma umana.
Rubin è l’autore di un certo numero di libri sul cristianesimo medioevale tra cui Corpus Christi: L ‘ Eucaristia nella cultura tarda medievale.
Lei spiega che un focus sui genitali di Cristo lo avrebbe fatto sembrare tanto più umano.
Immagine: Circoncisione di Cristo, dettaglio dell’Altare dei Dodici apostoli, dipinto da Friedrich Herlin di N ördlingen, 1466. (Pubblico Dominio / Friedrich Erlin)
′′ Si basa anche sul pathos del bambino,” ha detto. Per le persone in epoca medievale, ha detto, la vulnerabilità del Cristo nudo in forma umana lo rendeva relazionabile.
Lei sottolinea che le fiale di quello che doveva essere il latte materno della Madonna erano considerate anche come reliquie preziose e preziose, e alcune chiese in giro per l’Italia sostenevano di possederne almeno una.
E il valore attribuito a tali reliquie non è dissimile da alcune ossessioni culturali contemporanee, ha detto.
′′ Si tratta di desiderio, di desiderio, di scarsità,” ha detto.
Immagine: la vergine e il bambino prima di un incendio, dipinto da un seguace di Robert Campin, circa 1440. Fiale di quello che si pensava fosse il latte materno di Maria erano anche reliquie molto preziose. (Pubblico dominio / National Gallery Londra)
Rubin ha detto che i pellegrinaggi in luoghi come la tenuta Graceland a Memphis, Tenn., per provare l’eredità di Elvis sono le moderne versioni secolari di questo fenomeno.
′′ Devi fare molta strada per vedere il sito, o devi pagare un sacco di soldi per andare al concerto, o devi spendere un sacco di soldi, per comprare una copia dell’abito di una certa celebrità,” Lei ha detto.
′′ Voglio dire, molti dei dispositivi di marketing che abbiamo appena perfezionato con le nostre tecnologie erano presenti anche nel Medioevo intorno ai siti di pellegrinaggio.”
White dice che per alcune persone, gli oggetti culturali contemporanei possono essere un ′′ tipo di religione.” Cita il primo fumetto di Superman del 1938, venduto su eBay per 3.2 milioni di dollari USA nel 2014, come buon esempio ..
′′ E la religione, ovviamente, è culturale. Quindi, comunicando con Dio o comunicando con… Superman, puoi provare sentimenti simili.”

Leggi in inflese l’articolo relativo

https://www.cbc.ca/radio/ideas/how-jesus-foreskin-became-one-of-christianity-s-most-coveted-relics-and-then-disappeared-1.6002421?fbclid=IwAR03j-BewGVg1EgWo_31zgvQWlpbjOag9NF3Ju9W3biSx5kuvLr1Ewb-ao4

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La piu’ bella preghiera laica di oggi è da San Marino

San Marino approva la legge per accogliere i minori stranieri non accompagnati presenti nei campi profughi

San Marino approva la legge per accogliere i minori stranieri non accompagnati presenti nei campi profughi
(Foto di Still I Rise)

Il progetto, nato dalla collaborazione con Still I Rise, permetterà alle famiglie e ai singoli residenti nella Repubblica di San Marino di prendere in affido i MSNA presenti anche sulle isole greche.

La Repubblica di San Marino ha approvato all’unanimità il progetto di legge che permetterà a singoli e famiglie di accogliere i minori stranieri non accompagnati che vivono nei centri per migranti o nelle strutture di accoglienza, ponendo la base giuridica per avviare il processo di affido anche dalle isole greche. La notizia è stata accolta con grande entusiasmo da Still I Rise: l’organizzazione non profit ha infatti seguito sin dall’inizio l’evoluzione del progetto di legge, che è stato portato in aula lo scorso 27 aprile, dopo l’approvazione dell’ordine del giorno presentato dalla Consigliera Sara Conti il 1° luglio 2020.

«Questa legge nasce da un sentire comune a varie persone, maturato dall’incontro pubblico che Nicolò Govoni tenne a San Marino più di due anni fa», racconta Paolo Berardi, Portavoce del Comitato Promotore. «L’estate successiva Antonella Mularoni, una cara amica, mi contattò dopo un mio viaggio a Samos per propormi un’idea bellissima, quella che pochi giorni fa è diventata legge. Abbiamo subito iniziato a lavorare alla bozza del progetto, dapprima con Nicolò Govoni e Riccardo Geminiani di Still I Rise, poi assieme alle associazioni sammarinesi e non solo. Il lavoro corale dei gruppi consiliari e il contributo degli uffici pubblici coinvolti sono stati fondamentali per raggiungere questo risultato storico».

Con la legge n.79 del 30 aprile 2021, la Repubblica di San Marino regolamenta lo status giuridico dei minori stranieri non accompagnati, a cui verrà assicurata la possibilità di essere inseriti e di crescere in un contesto familiare in grado di garantire tutto il supporto morale, educativo, formativo e materiale di cui hanno bisogno.

L’affido è consentito alla singola persona o ai coniugi, cittadini o residenti a San Marino, che abbiano compiuto i 25 anni di età e siano in grado di educare e mantenere i minori. Tra i requisiti, rientra la necessità che gli affidatari favoriscano – laddove possibile – il mantenimento dei contatti tra il bambino e la famiglia d’origine. I cittadini e i residenti che lo vorranno potranno poi accogliere più minori, privilegiando eventuali rapporti di fratellanza tra gli stessi.

E’ stato inoltre previsto un meccanismo di “solidarietà interna”: chi non riesce ad accogliere i bambini all’interno del proprio nucleo familiare, ma intende partecipare al progetto, può decidere di sostenere economicamente uno o più minori. Questi saranno affidati a famiglie o a singoli che invece possono accudirli, ma non sarebbero in grado di sostenerli economicamente.

Per facilitare e incoraggiare le pratiche di affido, la Repubblica di San Marino prevede che in futuro si possa costituire un Fondo per il sostegno economico alle famiglie affidatarie.

A gestire tutte le fasi dell’accoglienza, sotto la Direzione Affari Giuridici del Dipartimento Affari Esteri, saranno il Servizio Minori – U.O.S. Tutela Minori e l’Ufficio per le Adozioni e gli Affidamenti internazionali, con la collaborazione delle organizzazioni autorizzate e delle associazioni presenti sul territorio sammarinese.

«Questo progetto aggiunge un tassello fondamentale, fino ad ora mancante, alla nostra azione», dichiarano Nicolò Govoni e Riccardo Geminiani, Presidente e Vicepresidente di Still I Rise. «Grazie alla nuova legge, i minori non accompagnati presenti nelle nostre scuole in contesti di emergenza (come Mazì, a Samos) potranno continuare il proprio percorso di speranza anche al di fuori, in un contesto sicuro, all’interno di famiglie che si prendono cura di loro e assicurano i servizi necessari per la loro crescita. Siamo molto felici e profondamente grati alla Repubblica di San Marino per aver compiuto un passo importante come questo».

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Allarme giovanile inascoltato

Raccontare la precarietà giovanile. Il caso del bando “Time To Care”

03.05.2021 – Chiara Pagliuca

Raccontare la precarietà giovanile. Il caso del bando “Time To Care”

Il bando “Time To Care” continua a essere sconosciuto ad alcune persone, mentre per coloro che hanno fatto domanda, il solo sentirne il nome genera una smorfia sul viso accompagnata da un senso di amarezza e incompletezza.

Lanciato nel lontano mese di agosto 2020 dal Dipartimento delle Politiche Giovanili, il bando Time To Care mira a identificare 1.200 giovani under trentacinque da impiegare nel sostegno e nell’assistenza alle persone anziane. Il duplice obiettivo, in linea con la finalità di promuovere azioni di sistema nei territori, è quello di offrire attraverso il lavoro delle reti associative un’occupazione, seppur temporanea, ai giovani e di aumentare l’aiuto alle persone anziane in situazioni di vulnerabilità e fragilità. Così come vengono denominati dal bando, i giovani operatori dovranno essere “impegnati” con un contratto di collaborazione a 375 euro, per sei mesi, nelle attività che promuovono lo scambio intergenerazionale. Un contributo opinabile in termini di lavoro dignitoso, ma in assenza dell’inizio del progetto, coloro che sono stati selezionati non hanno nemmeno potuto percepirlo.

Arrivati ad aprile 2021, i progetti nell’ambito del bando Time to care non sono ancora stati avviati. Siamo quindi in presenza di un bando che è stato caratterizzato da una lunga attesa e da una protratta assenza di comunicazione e trasparenza amministrativa.

Dopo una proroga, le selezioni sono state chiuse alla fine di ottobre 2020 e, all’inizio del mese successivo, giovani e rappresentanti degli enti del terzo settore hanno iniziato a svolgere i colloqui. Il processo di selezione è proseguito, ma al termine della valutazione dei candidati, tutto è caduto nel silenzio, sperando in un’amnesia collettiva. Le graduatorie non sono state pubblicate e se alcuni sono stati avvisati per telefono o via mail, altri non hanno ancora ricevuto la lieta novella. In questo modo, si è articolata la tipica catena dei tempi di attesa in cui i giovani aspettano la pubblicazione ufficiale delle graduatorie e gli attori del terzo settore attendono la conferma dell’avvio dei progetti. Non bisogna inoltre dimenticarsi dei beneficiari, gli anziani, anche loro in attesa dei fantomatici aiuti.

Ad oggi, non siamo ancora riusciti a venirne a capo, il bando Time To care rimane un mistero, né avviato, né chiuso: nessuna comunicazione da parte dei dipartimenti coinvolti. «Se si perde altro tempo, un bando che nasce con requisiti di emergenza e necessità dovuti alla situazione epidemiologica, è destinato a perdere l’essenza stessa dei suoi presupposti», commenta una giovane ragazza che ha presentato domanda.

Parallelamente alla mancanza di comunicazione e trasparenza amministrativa, bisognerebbe quindi chiedersi che tipo di attenzione viene dataagli stati di precarietà giovanile durante questo anno pandemico. Come raccontano le frustrazioni dei giovani nella ricerca quotidiana di un lavoro? Chi si preoccupa della mancanza di feedback riguardo alle loro candidature? Rappresentare il fenomeno della disoccupazione giovanile significa anche andare oltre le statistiche nazionali o regionali, e pertanto interessarsi agli stati d’animo e ai nodi biografici di ogni giovane.

Raccontare la precarietà giovanile. Il caso del bando “Time To Care”

03.05.2021 – Chiara Pagliuca

Raccontare la precarietà giovanile. Il caso del bando “Time To Care”

Il bando “Time To Care” continua a essere sconosciuto ad alcune persone, mentre per coloro che hanno fatto domanda, il solo sentirne il nome genera una smorfia sul viso accompagnata da un senso di amarezza e incompletezza.

Lanciato nel lontano mese di agosto 2020 dal Dipartimento delle Politiche Giovanili, il bando Time To Care mira a identificare 1.200 giovani under trentacinque da impiegare nel sostegno e nell’assistenza alle persone anziane. Il duplice obiettivo, in linea con la finalità di promuovere azioni di sistema nei territori, è quello di offrire attraverso il lavoro delle reti associative un’occupazione, seppur temporanea, ai giovani e di aumentare l’aiuto alle persone anziane in situazioni di vulnerabilità e fragilità. Così come vengono denominati dal bando, i giovani operatori dovranno essere “impegnati” con un contratto di collaborazione a 375 euro, per sei mesi, nelle attività che promuovono lo scambio intergenerazionale. Un contributo opinabile in termini di lavoro dignitoso, ma in assenza dell’inizio del progetto, coloro che sono stati selezionati non hanno nemmeno potuto percepirlo.

Arrivati ad aprile 2021, i progetti nell’ambito del bando Time to care non sono ancora stati avviati. Siamo quindi in presenza di un bando che è stato caratterizzato da una lunga attesa e da una protratta assenza di comunicazione e trasparenza amministrativa.

Dopo una proroga, le selezioni sono state chiuse alla fine di ottobre 2020 e, all’inizio del mese successivo, giovani e rappresentanti degli enti del terzo settore hanno iniziato a svolgere i colloqui. Il processo di selezione è proseguito, ma al termine della valutazione dei candidati, tutto è caduto nel silenzio, sperando in un’amnesia collettiva. Le graduatorie non sono state pubblicate e se alcuni sono stati avvisati per telefono o via mail, altri non hanno ancora ricevuto la lieta novella. In questo modo, si è articolata la tipica catena dei tempi di attesa in cui i giovani aspettano la pubblicazione ufficiale delle graduatorie e gli attori del terzo settore attendono la conferma dell’avvio dei progetti. Non bisogna inoltre dimenticarsi dei beneficiari, gli anziani, anche loro in attesa dei fantomatici aiuti.

Ad oggi, non siamo ancora riusciti a venirne a capo, il bando Time To care rimane un mistero, né avviato, né chiuso: nessuna comunicazione da parte dei dipartimenti coinvolti. «Se si perde altro tempo, un bando che nasce con requisiti di emergenza e necessità dovuti alla situazione epidemiologica, è destinato a perdere l’essenza stessa dei suoi presupposti», commenta una giovane ragazza che ha presentato domanda.

Parallelamente alla mancanza di comunicazione e trasparenza amministrativa, bisognerebbe quindi chiedersi che tipo di attenzione viene dataagli stati di precarietà giovanile durante questo anno pandemico. Come raccontano le frustrazioni dei giovani nella ricerca quotidiana di un lavoro? Chi si preoccupa della mancanza di feedback riguardo alle loro candidature? Rappresentare il fenomeno della disoccupazione giovanile significa anche andare oltre le statistiche nazionali o regionali, e pertanto interessarsi agli stati d’animo e ai nodi biografici di ogni giovane.

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Felice per l’Inter vittorioso ma niente assembramenti!

Purtroppo le immagini di stamani della folla in Duomo hanno acceso un campanello d’allarme sul non rispetto delle norme sanitarie del non assembramento. Il 5 farò la seconda dose di vaccino Pfizer, dichiarando un trombo ancora aperto. Il giorno 8 prenderò un periodo di riposo fino al 18.

Abbiate cura di mantenere la libertà di poterci muovere fra regioni gialle dopo tanto tempo.

Abbiate cura della facoltà di rivedere il mare.

Ne abbiamo bisogno dopo una clausura obbligata. Noi non siamo suore o altro ma cittadini che sperano solo nella fine del coprifuoco.

W l’Inter ma festeggiamo con buon senso e responsabilità verso noi e il prossimo.

Vogliate scusare per il periodo di un uso solo del cellulare e per gli articoli non curati sul computer.

Abbiamo diritto a un futuro sereno anche per le zone ancora arancio o rosso. Non dimentichiamolo.


Buone vacanze 2021 a tutti*

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Bielorussia, clemenza per due condannati a morte

Bielorussia, clemenza per due condannati a morte
(Foto di Amnesty International)

Sembrava impossibile che dalla Bielorussia potesse arrivare una buona notizia in questo periodo di spietata repressione politica e invece è successo.

Il 30 aprile il presidente Lukashenka ha accolto la richiesta di clemenza di Illya e Stanislau Kostseu, due fratelli di 21 e 19 anni che erano stati condannati a morte il 10 gennaio 2020 per aver ucciso un loro ex insegnante.

In più di un quarto di secolo al potere, in una sola altra occasione Lukashenka aveva concesso la clemenza a un condannato alla pena capitale.

La Bielorussia è l’unico Stato europeo ad applicare la pena capitale. Secondo le organizzazioni non governative locali, dal 1991 – anno dell’indipendenza – sono state eseguite circa 400 condanne a morte.

03.05.2021 – Riccardo Noury

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