Sogni passati

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AUGURI
 serenità e pace
Gianni Rosario

 

Caro Maurizio, grazie per le belle parole d’augurio e soprattutto grazie per il tuo costante e faticoso lavoro per ecumenici.
Auguri cari.
Grazia Aloi

 Oggi non possiamo più vivere nel guscio rassicurante del nostro cortile o isolarci nel recinto delle piazzole paesane  o chiuderci nell’ovatta sentimentale del nostro piccolo mondo antico.
E non solo perchè la terra è divenuto un villaggio globale… Ma soprattutto perchè ormai i problemi sono così strettamente connessi tra loro, che l’apartheid del Sudafrica ha riverberi sulla qualità della vita perfino dell’Alaska.
E allora, l’apertura alla mondialità non è solo la contemplazione panoramica dei problemi del mondo dal bel vedere delle astrazioni accademiche.
E non è neppure la collocazione iper protetta sull’isola pedonale di uno studio sterile che, tutto sommato, ti preserva dalla minaccia di incroci pericolosi.
Apertura alla mondialità è sentirsi risucchiato dal traffico planetario e coinvolto da tutte le crescite, ma anche da tutte le tragedie del mondo…
… Aprirsi alla mondialità significa educarsi alla convivialità delle differenze. Non solo accogliendo in casa tua il maricchino, l’emarginato, il diverso… , ma soprattutto facendolo sedere a mensa con te!
Don Tonino Bello
 
BUON NATALE A TUTTI E A TUTTE!
 
Rosa & Marianna
 
PS: La segreteria di redazione resterà chiusa dal 24 dicembre al 7 gennaio 2009.
 
________________________________________
Mosaico di pace
Via Petronelli n.6
70052 Bisceglie (BA)
tel. 080-395.35.07
fax 080-395.34.50
www.mosaicodipace.it

 Caro Benazzi,

     In questa situazione, farsi gli auguri è davvero un’impresa utopica e surreale.

     Per questo ho pensato di  inoltrarvi queste immagini di un affascinante surrealista polacco a commento dei miei più sinceri e affettuosi

          AUGURI  DI  BUON  NATALE, BUONE  FESTE  E  BUON  ANNO .

     Un caro saluto.

      Alberto M.

P.S. (…) Approfittando della 13^ della mia modesta pensione, i prossimi giorni vi manderò un piccolo contributo.  Alberto

Cari amici, io ringrazio voi per la qualità del vostro impegno e vi auguro un meraviglioso 2009!
Daniele Gallo – Viator

 

 

A nome di tutti noi ricambio gli auguri,
Rossana Barbolla
istitutosamantabhadra@gmail.com
 
 
Non arrenderti mai

 

Indipendentemente da ciò che accade attorno

Non arrenderti mai.

Coltiva il tuo cuore

Nel tuo paese si sprecano troppe energie

per sviluppare la mente piuttosto che il cuore.

Sii compassionevole,

non solo con i tuoi amici,ma con tutti.

Sii compassionevole.

Adoperati per raggiungere la pace

Nel tuo cuore e nel mondo.

Impegnati per la pace.

Ancora una volta io ti dico:

non arrenderti mai,

indipendentemente da ciò che accade

o da quello che succede attorno a te.

Non arrenderti mai.

 

(Sua Santità il 14° Dalai Lama)

 

333

Centro Nazionale per il Volontariato
Via A. Catalani 158 – 55100 Lucca
tel. 0583 419500 fax 0583 419501
sito:
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e-mail cnv@centrovolontariato.it
Redazione “Volontariato Oggi”
e-mail
redazione@volontariatoggi.info

 
Con l’augurio a TUTTI di un sereno anno di pace, nel Nome di Dio. Gabriele Mandel Khàn; oggi, 1° muharrem

Non sono le meraviglie

che mancano a questo mondo….

manca la meraviglia

negli occhi che le osservano!

Buone feste…

Oriella

 

Contraccambio di cuore, a nome della Fondazione Balducci e dei “quaderni” gli auguri di buon natale
Andrea Cecconi

 

Chi, alla mangiatoia,

depone finalmente ogni violenza, ogni onore, ogni reputazione,

ogni vanità, ogni superbia, ogni ostinazione,

chi sta dalla parte degli umili e lascia Dio solo essere grande

chi, nel bambino nella mangiatoia, vede la magnificenza di Dio,

proprio nell’umiliazione, costui festeggerà l’autentico Natale.

(Dietrich Bonhoeffer, Meditazioni sul Natale)

Claudiana

 

Lettera aperta a Gesù in occasione del suo compleanno.

Milano, 23 Dicembre 2008
Caro Gesù, scrivo a te, perché so che tu, di sicuro, mi ascolti. In realtà vorrei scrivere a coloro che guidano la tua chiesa, ma so che queste persone di lettere ne ricevono tante e non hanno certo il tempo di leggere quello che scrivo io. D’altra parte non credo che loro riescano a capire la gravità dei problemi che la vocazione a cui tu mi hai chiamato mi mette di fronte ogni giorno.
A loro non telefona nessun omosessuale disperato perché si sente sporco a causa della suo specifico orientamento. A loro non si rivolge nessun omosessuale combattuto tra il desiderio di esplorare la propria affettività e il terrore di finire all’inferno. A loro non si rivolge nessun transessuale che, dopo aver lottato e sofferto per ritrovare la sua vera identità, si vede negata qualunque possibilità di vivere nella chiesa le scelte vocazionali a cui si sente chiamato. A loro non arrivano il dolore e la disperazione che nascono dalla solitudine e dal rifiuto di se stessi. A loro non arrivano l’amarezza e il rimpianto di chi ha dovuto rinunciare, a causa della propria omosessualità, alla confidenza delle persone che sentiva più vicine. Sono solo alcuni esempi, ma la lista, caro Gesù, é davvero tanto lunga. Ancora più lunga se si considerano poi le tante storie in cui, a un certo punto, le persone decidono abbandonare una chiesa che non riconoscono più come madre.
Probabilmente, ai successori dei tuoi apostoli, queste persone non interessano in maniera particolare perché di gente, nelle cerimonie che presiedono, ne vedono sempre tanta e sanno che, occupandosi di una minoranza particolare come la nostra, nel migliore dei casi dovrebbero iniziare un processo di totale ricomprensione della sessualità alla luce del Vangelo, mentre nel peggiore dei casi si ritroverebbero al centro di un vero e proprio scisma, qual è quello che sta sconvolgendo la comunione anglicana in questi ultimi anni. Sono infatti molti le persone che frequentano le nostre chiese e che si sono abituate a identificare l’annuncio cristiano con un determinato modello di famiglia e di società: non si può certo pretendere che, all’improvviso, cambino radicalmente il loro atteggiamento nei confronti delle persone omosessuali.
Ecco perché ho deciso di non scrivere più a nessuno dei tuoi vescovi. Mi sono reso conto che è inutile. Nella migliore delle ipotesi ti ascoltano e ti guardano imbarazzati per la loro impotenza. Nella peggiore delle ipotesi non ti rispondono nemmeno e negano, magari di aver mai ricevuto la lettera che hai scritto loro. Ho deciso di non scrivere più ai tuoi vescovi, perché da adesso in poi ho deciso di scrivere direttamente a te, convinto di aver finalmente fatto la scelta giusta.
Qualcuno mi prenderà per pazzo. Qualcun altro sorriderà e penserà che, pur non essendo pazzo, resto comunque un illuso che crede in qualche cosa che, nella storia, è stato contraddetto decine di volte. Io, invece, che amo la storia e che amo ancora di più la storia della tua Chiesa, credo davvero che dietro a questa storia ci sia comunque la tua mano che la guida e che, alla fine, cerca di impedirle di allontanarsi troppo dal messaggio che hai predicato nel Vangelo.
Naturalmente si tratta di una mano che è costretta ad agire tra mille difficoltà: perché da un lato c’è il profondo rispetto che tu hai per la libertà di ciascuno di noi, anche per la libertà di coloro che sono stati chiamati a rappresentarti tra le genti; dall’altro c’è sempre e comunque la discrezione con cui hai scelto di agire tra gli uomini. Come infatti ti dice con rabbia il Grande inquisitore di Dostoevskij: «Che libertà può mai esserci se l’obbedienza è comprata col pane?».
Ma quando perdiamo la fiducia nella tua azione che si snoda discreta nella vita di tutti noi e che guida con pazienza e con perseveranza la vita della tua Chiesa, rischiamo di uccidere la speranza che tu ci sei venuto a portare. Quando iniziamo a dubitare del fatto che, comunque, al di là delle cose brutte che i capi della tua chiesa dicono a noi omosessuali, ci sei tu che ci chiedi con insistenza di entrare nella nostra casa e di sedere a cena con noi, allora rischiamo di sederci di fronte a una tavola sterile, perché incapace di dare un significato alla quotidianità della nostra vita. Quando ci fermiamo e diciamo che non vale più la pena lottare, perché siamo destinati alla sconfitta, allora affermiamo in maniera inequivocabile l’inutilità del tuo sacrificio, l’inutilità della tua passione, l’inutilità dei passi che hai voluto fare vicino a noi, l’inutilità della tua nascita.
Ecco perché ti scrivo, mio caro Gesù. Perché io sono convinto, sono fermamente convinto, sono assolutamente convinto che ci sia un senso nei particolari che hanno accompagnato la tua venuta tra noi. Perché sono convinto che non è un caso se i vangeli ci dicono che sei nato da una donna che non era ancora sposata, una donna che, secondo quella legge mosaica che condanna a morte gli omosessuali, avrebbe dovuto essere lapidata, per distruggere con lei il frutto del suo concepimento. Non è un caso se i vangeli ci dicono che, quando i tuoi sono arrivati a Betlemme,«non c’era posto per loro»; in quel trovarsi stranieri in una terra che non conoscevano io leggo la condizione di tante omosessuali che, quando chiedono alla chiesa di essere accolti come religiosi o come consacrati, si sentono rispondere che non c’è posto per loro. Non è poi un caso se, ancora in fasce, sei stato costretto a emigrare e a cercare rifugio in una terra che non era la tua. Una circostanza che ti accomuna alle tante persone che sono costrette ad abbandonare la loro terra perché la fame, la violenza, i pregiudizi, le leggi ingiuste, gli egoismi che regolano l’economia non permettono loro di continuare a vivere nella terra in cui sono nati. Tra questi ci sono tanti omosessuali, mio caro Gesù: si tratta di quelli che fuggono dagli Stati dove verrebbero condannati a morte, o dove finirebbero in prigione se fossero scoperti; ma si tratta anche di quelli che dai loro paesi vanno nelle grandi città per nascondersi meglio e per poter costruire lì quella vita che nei loro luoghi d’origine incontrerebbe l’ostilità della gente. So benissimo che non sono gli unici. So anche che troppe volte ci sono degli omosessuali che non riescono a sentirsi solidali con i tanti immigrati che, per i motivi più diversi, sono spinti nel nostro paese. Ma so anche che tra i tanti profughi di cui tu hai condiviso la condizione quando sei stato costretto a fuggire in Egitto, ci sono anche loro.
Ecco perché Signore ti scrivo nel giorno del tuo compleanno. Perché vorrei che mi aiutassi a far capire alle tante persone omosessuali che si sentono rifiutate dalla tua chiesa che, a capo della chiesa, al di sopra delle sue gerarchie e, magari, contro i suoi stessi leader che, per paura o per ignoranza, ti tradiscono pronunciando parole che tu non avresti mai pronunciato, ci sei tu che li chiami e che continui a ripetere: «Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò».
Te lo posso dire per esperienza diretta: sono tantissimi gli omosessuali che sono affaticati dal clima di rifiuto di cui i capi della tua chiesa si fanno paladini; allo stesso modo sono tantissimi gli omosessuali che sono oppressi da un sentimento di disperazione in cui la prospettiva di incontrarti è stata definitivamente abbandonata. Ma io spero, io credo, io so che tu, per queste persone, hai una parola capace di infondere una nuova Speranza.
Per questo ti chiedo di portarmi un grande dono, in occasione del tuo Natale: quello di darmi la capacità e la forza di far capire a tutti costoro che, rivolgendosi direttamente a te, potranno trovare quell’accoglienza che spesso viene loro negata dai capi della tua chiesa. Pochi mesi fa mi hai salvato dalla morte. Adesso aiutami, o Signore, a mettere la vita che mi hai regalato, al servizio di questo grande ideale.

Buon compleanno Gesù. Buon Natale.

Gianni Geraci

Comune di Cassinetta di Lugagnano

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“La terra non l’abbiamo ereditata dai nostri padri ma l’abbiamo ricevuta in prestito dai nostri figli. La terra è la madre di tutti noi. Tutto ciò che di buono arriva dalla terra arriva anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi. Noi almeno sappiamo questo: la terra non appartiene all’uomo, bensì è l’uomo che appartiene alla terra.”

(dalla lettera del capo indiano Seattle al “Grande Bianco” di Washington, il presidente degli Stati Uniti che voleva acquistare i territori indiani. 1854)

BUONE FESTE E PACIFICO 2009

il sindaco

domenico finiguerra

**************************************

tel. 02-942410

e-mail, domenico.finiguerra@gmail.com

blog, http://domenicofiniguerra.wordpress.com/

facebook

 buon natale e felice anno nuovo!!!!

 VITO VIDALA’

FRATELLO MIO

fratello mio, se ci riesci
non interrompere il flusso dei sentimenti,
cerca per quanto puoi di essere coerente,
considera sempre la tua piccolezza,
non anteporre te stesso agli altri.
Raccogliti ora,
e guarda dritto negli occhi di chi ti sta di fronte,
amalo se puoi,
con un intensità e un trasporto superiori,
accoglilo nel tuo mondo,
vibra al risuonar delle sue parole
pensa sempre che davanti a te
c’è un mondo che si apre,
un cuore in cerca di ristoro.
Se puoi,
sii sempre presente a te stesso,
accetta della vita le sofferenze
che ti porrà davanti
e spera,
mi raccomando,
spera,
in un mondo migliore,
nella pace,
nella fraternità universale.
Ricorda che non sarai mai solo,
che ci sarà sempre qualcuno
che avrà un dolce pensiero per te,
anche per un attimo.
Ricorda che non c’è parola,
che non aspiri al cielo,
volatile e leggera,
sappi che ci incontreremo ancora
e ancora ritroveremo i suoni
che ci cullarono un tempo
quando felici e liberi ci lasciavamo bruciare
dal sole della speranza feconda.

Auguri da Enrico Costa – RC

Buon Natale. Giorgio Masili

Un sereno natale e un abbraccio. lorenza

ecco il buon natale infastidente di don Tonino Bello

io lo condivido e ve lo mando, come anche io, sul buon vero Natale

Sandro

 AUGURI   SCOMODI

 Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.

Io, invece, vi voglio infastidire.

Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.

Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali

e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.

I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.

Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.
Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.

I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora,

vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.

E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

Grazie per gli Auguri.
Buon Anno!

Partito marxista-leninista italiano

 

BUONE FESTE SOLSTIZIALI

 22

Nessun vincolo è eterno,

 ma si alternano vicissitudini di carcere e di libertà,

 di vincolo e di liberazione da vincolo…

E’…conforme a natura aspirare a liberarsi dai vincoli”

(nullum vinculum est aeternum, sed vicissitudines sunt carceri sed

libertatis vinculi et solutionis a vincolo (…) A vinculis, enim solvi ita naturale est appetire)

Giordano Bruno De vinculis, lib. II, art. XI,  opere magiche, p.467

 
Associazione Nazionale del Libero Pensiero
“Giordano Bruno”

Union Mondiale des Libres Penseurs e International Humanist and Ethical Union

www.periodicoliberopensiero.it

 

   Presidenza nazionale: avv. Bruno Segre, Via della Consolata,11 -10122 Torino

Telefax: 0115212000   –  e.mail: redincontro@gmail.com 

Presidenza romana e Vicepresidenza nazionale: prof.ssa Maria Mantello, Via Angelo Emo, 82  – 00136 Roma

tel: 3297481111 – e.mail: liberopensiero.giordanobruno@fastwebnet.it

 

 questa crisi nel mondo…dai paese ricchi.. e sempre nel terzo mondo…
    cresce la lotta… affrontiamo tutti insieme…
        Questo.. 2009 …con pià coraggio…
         BUON ANNO! 
             VIVA LA SOLIDARIETA! – Ulivia

UN

ALBERO

SPECIALE

COME OGNI ANNO

ARRIVA NATALE E UN

GRANDE ABETE VOGLIAMO

ADDOBBARE,BASTA PALLINE E

NASTRI LUCENTI,FACCIAMO UN ALBERO

DI SENTIMENTI !DELLE GRAN STRISCE DI

TRANQUILLITA’ CHE COINVOLGONO L’INTERA

UMANITA’, SFERE LUMINOSE PIENE DI SPERANZA CHE SPANDANO IN GIRO LA TOLLERANZA QUALCHE FIOCCO INTERMITTENTE E CHE CI SIA CIBO PER TUTTA LA GENTA INFINE IL PUNTALE PERCHE ‘NESSUNO STIA MALE E SE PROPRIO NON PUO ‘ FARE SENZA PRENDA AL MASSIMO L’INFLUENZA AUGURI A TUTTI E CHE SULLA TERRA ARRIVI UN GIORNO SENZA PIU

GUERRA

Auguri a tutti Patrizia e Beppe

Auguri di buone feste.

Gian Mario Gillio
direttore della rivista “Confronti”
edita dalla Coop. Com Nuovi Tempi arl
Via Firenze,38
00184 Roma
tel 06/4820503
fax 06/4827901
direttoreconfronti@yahoo.it
www.confronti.net
www.confrontiblog.it

 

Carissimo Maurizio,

volevamo inviarti i nostri più calorosi auguri di Buone feste, che domenica partirò per trascorrere il Natale in famiglia. Manu invece resterà a casa che per la settimana di Hanukkah c’è molto lavoro! Spero che tu possa trascorrere un Natale e una Hanukkah sereni! Un abbraccione, Roby e Manu 

Etz Cahol

P.S: per le traduzioni rimando a dopo le feste.

A tutti i nostri affezionati interlocutori giungano i più fervidi auguri di Buon Natale e un fraterno pensiero per un sereno e positivo 2009.
Marco Rossi
Centro Culturale Protestante Milano – CCP Webnews
 

 11

EMI – Editrice Missionaria Italiana
Via di Corticella 179/4
40128 Bologna
tel. 051.326027 – fax 051.327552

www.emi.it

 w1

Con l’augurio che le prossime festività
e il nuovo anno ci trovino sempre più uniti
nel costruire la pace e la comprensione
fra le diverse espressioni di fede e di culture,
diamo a tutti i nostri lettori un cordiale saluto
e un arrivederci a gennaio 2009.
 

www.avventisti.it

 w2

ADIMO – Associazione di Informazione sulla Medicina Omeopatica – attraverso tutte le persone del suo STAFF, coglie l’occasione per augurare un felice Natale e un buon 2009, invitando a partecipare alle iniziative che si stanno preparando per l’anno nuovo in tutte le sede.

Vi invitiamo a visitare il nostro sito web per essere sempre aggiornati in merito.

Lo STAFF ADIMO

Associazione Di Informazione sulla Medicina Omeopatica

Frohe Festtage und gutes 2009

Buone Feste e Buon Anno

 
Guglielmo Bozzolini

ECAP
Neugasse 116

Postfach 1363
8031 Zürich
Tel. ++41 43 444 40 77 – Fax ++41 43 444 40 78
www.ecap.ch

 

Vi dedico un pensiero tratto dalla predicazione di Kristine Markey nella terza di Avvento:

 

Quando camminando per strada vedrete le luminarie natalizie pensate alle tante zone d’ombra della nostra epoca, quando il male sembra prevalere, nella Vostra e nell’altrui vita. Osservatele e pregate Dio di allontanare l’ombra del male per fare risplendere la Luce!

Fraterni saluti

Roberto Ferro

Ringraziamo inoltre il Monastero di Bose, Amnesty International, il pastore Francesco Zenzale, l’arch. Giovanni Ferrario, il blog http://inlungoeinlargo.wordpress.com/ , Progetto Naussa, il Centro internazionale studenti G. La Pira,…

 auguri1

auguri

Nel giorno dello sciopero generale della CGIL un amico Valdese  che ha aderito allo sciopero mi ha mandato  questa toccante foto

auguro a tutt* un Natale migliore

Enzo

 

 Il giornale Lo Strillo ricambia e ringrazia

 

Auguri di buone feste 

www.ilcorano.it

ccib@libero.it

 

AUGURI
 serenità e pace
Gianni Rosario

 BUON NATALE anche a te, di tutto cuore, chissà un giorno ci conosciamo di persona!, Cris.

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