Archivi tag: acqua

Non solo i battisti: aderisce anche Ecumenici

Contro l’immobilismo dei partiti parlamentari d’opposizione (dal PD a IdV), ci sentiamo di esprimere un’indicazione in favore dei tre referendum proposti dal Movimento: se la politica italiana non cambia, possiamo cambiare Noi.

Firma anche tu.

“V’è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo,
un Dio unico e padre di tutti, che è sopra tutti fra tutti
ed in tutti”. (Efesini 4:5-6)

La Presidente
Anna Maffei

Roma, 29 aprile 2010

L’acqua appartiene a tutti

L’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia aderisce al referendum per l’acqua pubblica promosso dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, cui fanno capo centinaia di associazioni e comitati territoriali, riuniti nella rete per l’acqua bene comune, con l’obiettivo di fermare la privatizzazione dell’acqua potabile che arriva nelle nostre case.

Come credenti riteniamo che ci siano beni, e l’acqua è fra questi, che in quanto essenziali per la vita debbano essere amministrati con senso di responsabilità secondo l’ottica del rispetto per i diritti di tutti e di ciascuno. Per questo la loro gestione deve necessariamente essere sottratta alle logiche del mercato e del profitto.

L’acqua va dunque condivisa con equità e, come un dono prezioso che Dio ha affidato all’umanità, va preservata quanto più possibile intatta per le future generazioni.

Nell’aderire a questa battaglia di civiltà, l’Unione Battista invita le sorelle e i fratelli di chiesa a firmare per il referendum presso i banchetti indicati sul sito www.acquabenecomune.org  e a predisporre liturgie a tema nei culti domenicali.

Anna Maffei
I tre quesiti del referendum

· Con il primo quesito si propone l’abrogazione dell’ultimo decreto del governo (art. 23 bis della Legge n. 133/2008) che impone ai comuni la privatizzazione dell’acqua e della gestione dei rifiuti, dei trasporti, dell’energia e del gas.
· Il secondo quesito intende escludere le società di capitali dalla gestione dei servizi idrici e togliere l’acqua dalla speculazione delle società per azioni. Per questo propone l’abrogazione dell’art. 150 del D. Lgs. n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente).
· Il terzo quesito chiede l’abrogazione dell’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006. In questo modo si interviene alla radice del problema eliminando dalle bollette dell’acqua il rincaro del 7% a favore dei privati.

Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia
Piazza San Lorenzo in Lucina, 35
00186 Roma
ITALY
www.ucebi.it

Annunci

Commenti disabilitati su Non solo i battisti: aderisce anche Ecumenici

Archiviato in Creato

I cristiani si uniscono ai mussulmani per gli aiuti a Gaza

I Cristiani manifestano per chiedere la fine delle violenze a Gaza e si uniscono ai Mussulmani per coordinare gli aiuti

Johannesburg/Ginevra (ENI). Varie congregazioni e gruppi religiosi associati in tutto il mondo si sono mobilitati per inviare aiuti e assistenza a tutte quelle persone colpite dagli attacchi israeliani su Gaza e fare pressione sui propri governi affinché si adoperino a chiedere un cessate il fuoco immediato nel ristretto territorio della striscia di Gaza dove vivono circa un milione e mezzo di Palestinesi.

Tre autoambulanze che erano usate come ambulatori mobili, sostenute da Aiuti dalla Chiesa Danese  (DanChurchAid), una associazione internazionale danese per lo sviluppo di aree depresse e che fornisce aiuti alle popolazioni bisognose, sono state distrutte da un attacco israeliano nella notte del 5 gennaio scorso. Israele ha giustificato il proprio intervento sul territorio di Gaza per fermare i continui attacchi di Hamas per mezzo di missili verso Israele. L’associazione DanChurchAid attraverso il coinvolgimento di singole persone, gruppi, chiese e consigli ecumenici di vari credi religiosi, dal Kenia alla Svezia, passando per Stati Uniti d’America e Australia, stanno portando avanti moltissime azioni non violente che coinvolgono associazioni cristiane riguardanti la crisi politica di Gaza.

www.ecumenici.eu  rinvia per gli approfondimenti a questo link http://www.danchurchaid.org/sider_paa_hjemmesiden/where_we_work/middle_east/israel_palestine/read_more/health_clinic_blown_to_pieces di Copenhagen e a quelli collegati nella stessa pagina.

Gli aiuti di DanChurhAid (biscotti, latte e medicamenti), stanno affluendo all’ Ah Ahli Arab Hospital che accoglie in queste ore soprattutto bambini palestinesi feriti dalle bombe israeliane. In un articolo pubblicato poche ore fa sul loro sito si sottolinea ormai come si delinei una gravissima crisi di acqua potabile. L’energia elettrica è disponibile per solo per 4 ore al giorno mentre continua in maniera del tutto pretestuosa il boicottaggio israeliano degli aiuti umanitari e in particolare anche dei rifornimenti di diesel.

 

Si sottolinea che Eni è l’agenzia ecumenica luterana-riformata piu’ diffusa nel mondo. Abbiamo rinunciato da mesi a presentare altre Agenzie religiose protestanti in quanto insignificanti sullo scenario mondiale e quella italiana è di carattere marcatamente confessionale e fortemente discriminatoria – a più riprese -nei nostri confronti. Le traduzioni sono a cura del prof. Antonio Pinto, che si distingue sempre per la sua preziosa disponibilità e amicizia.

Doriana Goracci ci invita a sentire voci israeliane fuori dal coro al seguente link:

http://www.webmov.org/wpress/2009/01/14/pacifisti-israeliani-si-rifiutano-di-arruolarsi-per-combattere-a-gaza/

Christians rally for end to Gaza violence, join Muslims in aid drive

Johannesburg/Geneva (ENI). Churches and associated groups around the globe have mobilised to send aid and assistance to those affected by Israeli attacks on Gaza and to lobby their governments for a cease-fire in the tiny territory where 1.5 million Palestinians live. Three mobile health clinics, supported by DanChurchAid, a Danish aid and development group, were destroyed in a night-time Israeli air strike on 5 January. Israel says the aim of its campaign is to halt the continuous firing of rockets into its territory from Gaza. DanChurchAid along with individuals, groups, churches and councils of churches from Kenya to Sweden to the United States to Australia are carrying out hundreds of advocacy actions involving Christians concerned about the Gaza crisis.

Commenti disabilitati su I cristiani si uniscono ai mussulmani per gli aiuti a Gaza

Archiviato in Pace

Iniziamo la campagna per il boicottaggio di Nestlé

Da www.voceevangelica.ch

Critiche dopo l’assemblea della Federazione protestante
L’elezione di Roland Decorvet, chef di Nestlé, nel direttivo dell’ACES, suscita dissensi

Tutto era filato liscio e senza intoppi durante l’assemblea dei delegati della Federazione delle chiese evangeliche in Svizzera (FCES), svoltasi a Bellinzona lo scorso giugno. Calma piatta, tre giorni di pioggia, nessun tema di rilievo: un’assemblea di routine. Il vero temporale è scoppiato dopo, quando è stata diffusa dai media la notizia della nomina dello chef di Nestlé-Svizzera, Roland Decorvet, nel direttivo dell’ente di Aiuto delle chiese evangeliche svizzere (ACES/HEKS).

Puoi spedire messaggi di protesta a http://www.heks.ch/ a questi indirizzi e.mail: info@heks.ch ed eper@eper.ch

° Nel mondo, ogni 30 secondi un bambino muore perché in alternativa al latte materno ha ricevuto poco latte in polvere diluito con acqua non potabile in un biberon sporco ;
° milioni di bambini dei paesi poveri soffrono ogni anno di malnutrizione, diarrea ed altre infezioni per la stessa ragione. L’allattamento al seno, pulito e sicuro, eviterebbe tutto ciò in virtù delle sue proprietà nutritive ed anti-infettive ;
° le compagnie produttrici di sostituti del latte materno sanno bene tutto ciò, ma per aumentare i loro profitti continuano ad inondare i paesi poveri di latte in polvere, commercializzandolo spesso in maniera immorale, violando il Codice Internazionale per la Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno promulgato dall’Organizzazione della Sanità nel 1981 e sottoscritto dalle compagnie stesse

 

India: dietro quella strage

di Giuseppe Platone
Proponiamo in anteprima l’editoriale che verrà pubblicato sul prossimo numero del settimanale delle chiese battiste, metodiste e valdesi “Riforma”. L’autore è direttore del settimanale e pastore della chiesa valdese di Torino.
Nel momento in cui andiamo in stampa le vittime della furia induista contro i cristiani nella regione indiana di Orissa sono salite a quattordici. La lista è da bollettino di guerra: 42 chiese distrutte, 3 conventi, 5 ostelli, 7 centri pastorali, devastate circa 300 case private. La Farnesina ha convocato l’ambasciatore indiano. Il ministro degli Esteri Frattini presenterà un’interpellanza al Parlamento europeo per fermare questa ondata di violenza in un paese in cui, in molte regioni, religioni diverse convivono pacificamente da anni. Contro la mattanza in Orissa molti cristiani hanno manifestato, in questi giorni, pubblicamente in modo non violento.

Lo scrittore indiano S. Mehta, autore del volume sui contrasti dell’India Maximum City, Bombay città degli eccessi, attribuisce una delle cause dell’ondata di violenza all’eccesso di proselitismo – in particolare di segno protestante – dei cristiani nei confronti dell’induismo. In un’intervista ripresa dal quotidiano La Repubblica (27 agosto) lo scrittore nota che a spezzare il clima di pacifica convivenza tra religioni “sia stato l’arrivo dei protestanti delle chiese evangeliche, che dispongono di ingenti fondi e fanno proselitismo in maniera aggressiva (…); i missionari costruiscono ospedali, orfanotrofi, scuole”. Sulla stessa linea si è espresso padre Anand Mutungal, che ha spiegato a Radio vaticana come “le conversioni forzate siano molto poche in India e soprattutto nelle regioni Indù come l’Andra Pradesh, a praticarle – sostiene il prelato – sono soprattutto predicatori di chiese indipendenti di origine protestante-evangelica con base in Usa e Canada che spesso offrono in cambio aiuti materiali. Il lavoro di queste chiese deve essere fermato”. Ma al momento le vittime cristiane si contano soprattutto tra i cattolici.

La scintilla che ha scatenato l’ondata di violenze è stata l’uccisione del santone indù Swami Lakshamanand Saraswati. All’odio verso i cristiani coltivato da frange fondamentaliste indù fa da pendant una massiccia dose di intolleranza tra cattolici e protestanti. Secondo la monaca induista Hansananda Giri, vicepresidente dell’Unione induista italiana, il conflitto nel subcontinente indiano è soprattutto politico. “Si tratta – dice – di una volgare strumentalizzazione dell’ induismo per fini politici. Non è tanto la questione del proselitismo – anche se ogni forma di proselitismo aggressivo, da qualunque parte arrivi, è da condannare – quanto una questione economica”. In effetti il sottosuolo dell’Orissa è ricchissimo di materie prime ma la popolazione è tra le più povere del continente. Caos sociale e militarizzazione del territorio giovano alla causa degli estremisti. “Il cuore vero dell’induismo è la nonviolenza. L’India non ha mai invaso altri territori, ha saputo accogliere e integrare altre culture e religioni. Non c’è democrazia al mondo – conclude Hansananda Giri – le cui minoranze siano così ben rappresentante in Parlamento come in India”.

In buona sostanza nella regione di Orissa sarebbero in gioco gli interessi economici delle multinazionali, la religione è solo una copertura. Quando la politica usa la religione per raggiungere i propri scopi è sempre un disastro. E non solo in India. (NEV).

 

Ecumenici ha sottoscritto un abbonamento annuale in favore di questo settimanale in segno di incoraggiamento.

Commenti disabilitati su Iniziamo la campagna per il boicottaggio di Nestlé

Archiviato in Diritti civili