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Solo una domanda…

Non è un presa di posizione contro ma solo porre una domanda…

 

Ci sono giorni tristi per l’umanità e spesso non si comprende la ragione se non nell’odio mirato contro le persone di diverso orientamento sessuale. L’attacco odierno del quotidiano cattolico Avvenire non lascia alcun dubbio circa le reali intenzioni contro una semplice decisione amministrativa di non voler discriminare le coppie dello stesso sesso in caso di difficoltà economiche. Ciò al fine di ripartire i fondi anticrisi del Comune di Milano. Pisapia che non ha fatto proprio alcuna rivoluzione e non può di certo essere annoverato fra i rivoluzionari di questo secolo: si è limitato ad attenersi a un principio di buon senso, nel clima di isterie della sua stessa Giunta.

Con l’amico Claudio che ospitiamo sempre in italiano e in inglese sulla nostra ML nel caso di iniziative importanti come quelle sul Giappone ci permettiamo di esprimere le nostre perplessità sull’operato di organizzazioni importanti come la sua. A cui peraltro non aderisco da anni. Il silenzio di A.I. è assordante sulle vicende delle decisioni parlamentari in tema di legge contro l’omofobia. E’ una delusione e non te lo nascondiamo anche se siamo consapevoli che i “tempi” non sono alleati ideali per una struttura pachiderma come A.I., che forse non ha interesse ha sbilanciarsi su temi cd “costituzionali” ma che sul clima di violenza potrebbe dire e fare molto di più. Avete paura di urtare le sensibilità Vaticane?

 

In amicizia

Maurizio

 

Nel 2011, per la prima volta in vent’anni, non vi sono state esecuzioni in Giappone. Il merito va ascritto al Ministro della Giustizia e al Movimento Abolizionista giapponese, ma il Vostro aiuto è stato importante. Ora  però abbiamo un nuovo ministro (il quarto in due anni) che non è contrario alla pena di morte. Gli amici giapponesi hanno preparato una petizione e ci chiedono di firmarla.

PER FAVORE, FATELO SUBITO.

https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?hl=ja&formkey=dDVoV3I1d3J0bjhkUjVRaVZpdW95WGc6MQ#gid=0

POSSIAMO FARE ANCHE DI PIU’

Scrivete al sindaco, al vostro deputato, al presidente della regione e non dimenticate i giornali. Domandate un chiaro impegno abolizionista, chiedete che scrivano al primo ministro e a quello della giustizia seguendo le indicazioni fornite da Amnesty International.

http://www.amnesty.it/giappone_pena_di_morte

Scrivete in italiano, siate cortesi e seguite le nostre undici regole

http://www.astrangefruit.org/index.php/it/agisci-ora/608-undici-regole-per-scrivere-lettere-contro-la-pena-di-morte-negli-usa

http://www.astrangefruit.org/index.php/it/agisci-ora/607-regole-per-scrivere-lettere-per-i-diritti-umani

 

Claudio Giusti

e-mail  giusticlaudio@alice.it

http://www.astrangefruit.org/index.php/it/

 

 

 

 

Japan Death Penalty Action

http://www.astrangefruit.org/index.php/it/

Italiano in fondo

 

Dear Friends,

2011 was the first in twenty years without executions. The merit goes to the Justice Minister Hideo Hiraoka and the Japanese Abolitionist Movement, but your help was important.

Nevertheless now there is a new Justice Minister who is not against the death penalty.

Our friends in Japan prepared a petition and we are invited to sign it.

PLEASE, DO IT RIGHT NOW!

https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dHZpNXVHN2dnbzl2bVQxXy1iRVlYQnc6MQ

WE CAN DO SOMETHING MORE!

Please, write to your “elected people”: call your mayor, deputy, prime minister, etc.

Ask them to write to the Japanese Prime Minister and to the Minister of Justice, according to the Amnesty International instructions

http://amnesty.org/en/library/asset/ASA22/001/2012/en/1092e76e-5689-43eb-9c11-64960a4c6fd4/asa220012012en.html

http://www.astrangefruit.org/index.php/it/

DO IT NOW, THIS ACTION IS VERY URGENT

Write in your own language, be kind and polite according to our 11 rules.

http://www.astrangefruit.org/index.php/en/act-now/606-eleven-rules-for-writing-letters-against-death-penalty-in-usa

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Segnalazione

AD AUNG SAN SUU KYI IL PREMIO ‘AMBASCIATORE DELLA COSCIENZA’ DI AMNESTY INTERNATIONAL

Nel corso di una cerimonia svoltasi oggi a Dublino, alla presenza del gruppo rock irlandese U2, Amnesty International ha annunciato il conferimento del premio ‘Ambasciatore della coscienza’ per l’anno 2009 ad Aung San Suu Kyi. Gli U2, vincitori del premio negli anni passati, sono da lungo tempo sostenitori della causa della leader birmana.

‘Questo mese ricorre il ventesimo anniversario dell’arresto di Aung San Suu Kyi. In questo lungo periodo, spesso denso di oscurita’, Aung San Suu Kyi e’ rimasta un simbolo di speranza, coraggio e instancabile difesa dei diritti umani, non solo del popolo di Myanmar ma di chiunque nel mondo’ – ha dichiarato Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International.

Vaclav Havel, premio Nobel per la pace e primo vincitore, nel 2003, del premio ‘Ambasciatore della coscienza’ ha trasmesso il seguente messaggio:
‘So, grazie alla mia stessa esperienza, che l’attenzione internazionale puo’, in una certa misura, proteggere da punizioni che altrimenti verrebbero inflitte. Per questo, poco dopo essere stato eletto presidente, candidai Aung San Suu Kyi al Nobel per la pace, che poi le venne conferito. Dio solo sa cosa le sarebbe accaduto se la sua vicenda non fosse stata tenuta alla ribalta come di nuovo accade oggi. Ringrazio Amnesty International per la sua scelta e ammiro la solidarieta’ che voi e gli U2 state mostrando nei confronti di questa donna coraggiosa, ‘l’Ambasciatore della coscienza’ di ognuno di noi’.

Aung San Suu Kyi, leader della Lega nazionale per la democrazia, il partito di opposizione di Myanmar, ha trascorso in stato di privazione della liberta’ 13 degli ultimi 20 anni, buona parte dei quali agli arresti domiciliari. L’ultima ordinanza di arresti domiciliari avrebbe dovuto scadere il 27 maggio di quest’anno, ma prima di quella data e’ stata arrestata e, il 18 maggio, sottoposta a processo, tuttora in corso, per aver violato le norme sugli arresti domiciliari. Oltre 2100 persone sono attualmente in carcere nel paese asiatico a causa delle loro idee. Amnesty International continua a chiedere che siano rilasciate.

Ulteriori informazioni

Il premio ‘Ambasciatore della coscienza’, giunto al suo sesto anno, e’ un riconoscimento all’eccezionale leadership e all’impegno nella lotta per proteggere e promuovere i diritti umani. In passato, oltre agli U2, e’
stato conferito a Peter Gabriel, Nelson Mandela e Mary Robinson.

Ispirato da una poesia scritta per Amnesty International dal Nobel per la letteratura Seamus Heaney, il premio intende promuovere l’azione dell’organizzazione attraverso la vita, l’azione e l’esempio dei suoi ‘Ambasciatori’, che hanno fatto molto per sensibilizzare il mondo attraverso la loro azione e l’esempio personale.
Roma, 27 luglio 2009

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio stampa Tel. 06 4490224 – cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

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Le poesie e le lotte delle donne

Dorothee Soelle

Noi vediamo sempre solo due vie
scappare o la vendetta
farsi umiliare o rendersi grande
essere presi a calci o prendere a calci.

Gesù, hai percorso una via diversa
hai combattuto, ma senza armi
hai sofferto, ma senza confermare l’ingiustizia
sei stato contro la violenza non usando violenza per combatterla.

Noi vediamo sempre solo due vie,
essere senza fiato o strangolare un altro
avere paura o spargere paura
essere preso a botte o prendere a botte.

Tu hai tentato una terza via
e i tuoi amici l’hanno portato avanti
si sono fatti incarcerare
hanno fatto sciopero di fame
hanno allargato lo spazio d’azione.

Noi percorriamo sempre solo le vie già sperimentate
ci adattiamo ai metodi di questo mondo
essere derisi e poi deridere
prima gli altri e poi noi stessi.

Cerchiamo una nuova via
abbiamo bisogno di più fantasia di quella di un esperto dell’industria bellica
abbiamo bisogno di più furbizia di quella di un mercante di armi
sfruttiamo l’effetto sorpresa per una via mai conosciuta prima
e la vergogna che si nasconde in ognuno di noi.

La teologa Solle, tremendamente scomoda per molti

La teologa Solle, tremendamente scomoda per molti

 

Insegnaci, o Dio, a diventare minoranza,

in un paese troppo ricco, troppo xenofobo

e troppo ossequioso verso i militari.

Allineaci alla tua giustizia e non alla maggioranza,

preservaci dal desiderio eccessivo di armonia

e dagli inchini di fronte ai grandi numeri.

Guarda quanto siamo affamati della tua chiarezza.

Dacci degli insegnanti e delle insegnanti,

non soltanto conduttori televisivi

preoccupati dell’audience.

Guarda quanto siamo assetati della tua guida,

quanto vogliamo sapere quel che conta veramente.

Affratellaci/assorellaci con coloro che non hanno alcuna difesa,

alcun lavoro e alcuna speranza;

con coloro che sono troppo anziani o troppo

poco esperti per essere impiegati.

O sapienza divina, mostraci la felicità

di coloro che hanno voglia della tua legge

e che la meditano giorno e notte.

Essi sono come un albero piantato

Vicino all’acqua fresca.

Portano frutto al tempo dovuto.

Nata a Colonia nel 1929, si è laureata a Friburgo e a Gottinga in Filologia classica, in Filosofia, in Teologia e in Letteratura tedesca. Nel 1972 è stata abilitata all’insegnamento nell’Università di Colonia con una tesi di dottorato sui rapporti fra letteratura e Teologia dopo l’Illuminismo. In seguito è stata abilitata all’insegnamento anche alla Facoltà di Teologia evangelica dell’Università di Magonza. Dal 1975 al 1987 ha insegnato allo „Union Theological Seminary“ di New York. Nel semestre invernale 1987/88 è stata professore-ospite alla „Gesamthochschule“ di Kassel. Era sposata con un teologo americano Fulbert Steffensky: ha avuto due figlie e viveva come scrittrice e pubblicista free-lance ad Amburgo. E’ deceduta nel 2003. Nota ovunque per le sue posizioni femministe, è stata sempre una protagonista del movimento pacifista e ecologista a cui offriva le sue analisi taglienti e una speranza forte per un mondo migliore.

La sua bibliografia è vastissima e tradotta in molte lingue. In italiano sono state tradotte: Fantasia e obbedienza (1970), Rappresentanza (Queriniana 1970), I dieci comandamenti (Queriniana 1970), Sofferenza (Queriniana 1976), La pazienza rivoluzionaria. Meditazioni politiche (1977), Il ruolo sociale della religione – Saggi e conversazioni (Queriniana 1977) Teologia politica (Morcelliana 1982), Scegli la vita! (Claudiana 1984), Per lavorare e amare (Claudiana 1990), Teologhe femministe nei diversi contesti, in CONCILIUM, Brescia, (Queriniana, 1998)

Le sue opere fondamentali „Il pianto silenzioso: misticismo e resistenza“, „Contro la guerra“, „La disobbedienza creativa“ non risultano pubblicate da nessuna casa editrice in Italia. „Troppo“ scomoda e ribelle? Anche per la casa editrice Claudiana?

Un albero di fico

Ancora il nostro albero non porta alcun frutto,

ancora rispediamo indietro i senza patria,

non lasciamo lavorare le lavoratrici,

ancora forniamo ai torturatori

tutto ciò di cui necessitano

e strozziamo la gola ai più poveri,

affinché anche il loro grido non ci disturbi.

Ancora Dio aspetta invano,

ancora il nostro tempo sta nelle mani dei potenti,

che gettano veleno nei nostri fiumi,

ci fanno trovare roba divertente sugli schermi della tv,

immettono metalli pesanti nel nostro cibo

e infondono paura nel nostro cuore.

Ancora non gridiamo abbastanza forte.

Per quanto ancora Dio ?

Per quanto ancora tu guarderai tutto questo

senza abbattere il tuo albero di fico ?

Ancora non abbiamo imparato a ravvederci/tornare indietro.

Ancora piangiamo raramente.

Ancora…

————–

Io il tuo albero

Non tu devi risolvere i miei problemi,

bensì io debbo risolvere i tuoi,

o Dio di coloro che cercano rifugio.

Non tu devi saziare gli affamati,

ma io debbo accudire i tuoi figli,

proteggerli dal terrore delle banche e dei militari.

Non tu devi fare posto ai rifugiati,

ma io debbo accoglierli.

O tu, Dio, dei miseri.

Tu mi hai sognato, o Dio,

come vivo la natura ritta,

come imparo ad inginocchiarmi,

più bella di quanto sia adesso,

più felice di quanto osi essere,

più libera di quanto ci sia lecito.

Non smettere di sognarmi, o Dio.

Io non voglio smettere di ricordarmi

Che sono il tuo albero,

piantato lungo i corsi d’acqua della vita.

 

Diritti umani

L’8 marzo 1857 a New York, centinaia di operaie delle aziende tessili manifestarono per ottenere migliori condizioni lavorative, riduzione dell’orario di lavoro e parità di diritti tra uomini e donne. Cinquantuno anni dopo, l’8 marzo 1908, 15 mila operaie tessili marciarono di nuovo a New York chiedendo, questa volta, il diritto di voto, la chiusura definitiva delle cosiddette “fabbriche del sudore” e l’abolizione del lavoro minorile. Oggi la Giornata internazionale delle donne è ricordata in tutto il mondo, è celebrata dalle Nazioni Unite e in molti paesi è considerata festa nazionale.
Nell’ultimo secolo lo scenario relativo ai diritti delle donne è mutato drasticamente. Sono diventate protagoniste attive dei processi decisionali e hanno realizzato passi significativi verso l’eguaglianza economica. A livello globale esistono trattati giuridicamente vincolanti che proteggono e promuovono i loro diritti.

Tuttavia le donne continuano a essere vittime di violenza, in particolare violenza sessuale, diffusa in modo preoccupante.

In tempo di guerra, sono spesso considerate veri e propri obiettivi militari. Si stima che, durante il conflitto armato in Sierra Leone (1991-2002), almeno una donna/ragazza su tre abbia subito uno stupro o altre forme di violenza sessuale, da parte di tutti i principali attori degli scontri: forze governative, combattenti civili e fazioni armate avversarie.

La violenza sessuale è anche strettamente collegata al circolo vizioso che si crea tra povertà e insicurezza. A Haiti, per esempio, molte ragazze non possono permettersi di pagare le tasse scolastiche e sono quindi costrette a sottostare ad abusi sessuali e violenze in cambio di regali o soldi per garantirsi l’istruzione. Altre rimangono vittime di violenza sessuale mentre percorrono strade poco o per nulla illuminate.

LE DONNE ARTEFICI DEL CAMBIAMENTO.

Sebbene nel mondo dilaghino l’insicurezza e la violenza contro le donne, sono proprio loro che, superando enormi ostacoli, hanno ottenuto cambiamenti positivi per l’intera società. In Liberia, le donne che hanno combattuto come bambine-soldato stanno ora lavorando affinché tutte coloro che hanno subito violenza durante i conflitti armati (1989-1997 e 1999-2003) ottengano giustizia. Si stima che le donne rappresentassero oltre il 30 per cento delle forze armate. Durante il conflitto, Florence Ballah e Jackie Redd sono state portate via dalle loro abitazioni e hanno combattuto per fazioni rivali, adesso si sono unite e lottano per fare in modo che le donne della Liberia abbiano una vita migliore.

In Nepal, la violenza sulle donne è un fenomeno molto diffuso sebbene, a seguito della caduta della monarchia nel 2006, alcuni cambiamenti positivi siano avvenuti, soprattutto per quanto riguarda la presenza femminile nella sfera pubblica. Le donne che lottano in difesa dei diritti umani e contro ogni forma di violenza però sono ancora vittime di molestie e intimidazioni da parte di attori statali e non.

In Iran, le attiviste della Campagna per l’uguaglianza lottano perché venga messa fine alla discriminazione legale delle donne. Sono spesso vittime di attacchi da parte del governo: nel 2008, Parvin Ardalan, Nahid Keshavarz, Jelveh Javaheri e Maryam Hosseinkhah sono state condannate a sei mesi di carcere. Dal 2006 oltre 50 attiviste sono state detenute dalle autorità e a molte è stato vietato di lasciare il paese. Nonostante ciò, la loro lotta per il cambiamento continua.

In ogni paese donne coraggiose e determinate lavorano per costruire un mondo migliore. Le loro voci devono essere ascoltate. Il loro contributo deve essere riconosciuto e incoraggiato. Le violazioni dei diritti umani non possono essere fermate senza un’attiva partecipazione di chi ha subito in prima persona la violenza.

L’8 marzo aggiungi la tua voce a quella di Amnesty International. Firma perchè i diritti delle donne in Grecia, Venezuela, Haiti, Messico e Sudafrica siano rispettati!

Firma tutti gli appelli della campagna: http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/497/P/100

 

Clara Ragaz Nadig

(Ecumenici) Donna impegnata in favore della Pace e della Libertà nel mondo, nata a Coira (CH) nel 1874 ha continuato intrepida la sua preziosa testimonianza a Zurigo fino al 1957, anche dopo la scomparsa di Leonhard Ragaz, il suo compagno-marito per circa 60 anni. Pace e politica sono state per Lei il senso radicale di una vita contro l’ingiustizia, il militarismo e le guerre. Ha sempre concepito tutto questo come autentica sequela di Gesù. I comitati femminili della Lega internazionale delle donne hanno sostenuto le sue lotte per tantissimi decenni. Studiò Letteratura e Teologia evangelica e a chi le chiedeva chi fosse, rispondeva secca:

„Ich bin was ich bin” (Sono ciò che sono)

“… Gesù non ci insegna a pregare:” Prendi noi nel tuo regno “, ma” venga il tuo regno, per noi. “… e i criteri del regno di Dio sono una piena tensione di polarità: la libertà, l’autonomia, la veridicità, la dignità, l’amore di Dio, la giustizia, la solidarietà e la fratellanza degli esseri umani. Il regno di Dio è pacifico, non violento mentre l’impero mondiale ingiusto, disonesto e violento.“

 

Di quanti 8 marzo avremo ancora bisogno?
Di Normanna Albertini
Carissimi preti, pastori, imam, monaci, uomini tutti di qualsiasi religione, vorrei, se riuscite, voi che vi ergete a difensori della famiglia, voi che avete fatto della madre e della maternita’ un’icona sacra, ma che non riuscite ancora a concepire la donna come semplice compagna di viaggio, vorrei che rifletteste sul perche’ c’e’ ancora bisogno di una festa della donna.
Da “La Repubblica” di oggi [6 marzo 2009], una notizia giusta per festeggiare l’8 marzo: “Imbarazzo, rabbia, dolore, pieta’, ma anche una sola incrollabile certezza: ’Abortire e’ peccato. Sempre’. Queste le prime reazioni ’a caldo’ colte in Vaticano alla notizia che la Chiesa cattolica brasiliana ieri ha scomunicato i medici che qualche giorno fa hanno autorizzato l’aborto ad una bambina di 9 anni rimasta incinta in seguito alle violenze sessuali subite dal patrigno da quando aveva 6 anni.
’E’ una tragedia grandissima, specialmente per quella povera bambina, ma la pena della scomunica andava sanzionata perche’ lo prevede espressamente il Codice di Diritto Canonico di fronte ad un palese caso di aborto procurato’, spiegano riservatamente alla Pontificia Accademia per la Vita”.
Ancora notizie di questi giorni, cioe’: “non notizie”, perche’ quando non si tratta di rumeni, la violenza sulle donne perde di “valore”: “Stupri e violenze da persone conosciute: Carini (Palermo), maltrattamenti ad una donna da parte del figlio; Firenze, sette fiorentini accusati per lo stupro di gruppo avvenuto qualche tempo fa, nessun arresto; Cremona, un uomo – amico di famiglia – accusato di molestie ad una ragazza; Benevento, un uomo e’ stato accusato di aver stuprato per due anni una ragazzina che si e’ suicidata all’eta’ di 16 anni; Milano, violenta la figlia quattordicenne della sua compagna”.
Cultura? Si’, una cultura di violenza e sopraffazione che, a quanto pare, nemmeno l’atteggiamento di Cristo nei confronti delle donne, cosi’ diverso dal suo tempo e anche dai nostri tempi, e’ riuscito a cancellare completamente.
“Dalla donna ha avuto inizio il peccato, per causa sua tutti moriamo” (25, 24). Il libro del Siracide e’ stato scritto da un grande teologo, da un grande filosofo e da un grande letterato. Cultura dell’epoca. Continua, il Siracide: “E’ meglio la cattiveria di un uomo che la bonta’ di una donna, una donna che porta vergogna fino allo scherno” (42, 14). E Qoelet, termine che indica il “predicatore”, anch’egli un teologo, afferma ispirato che: “Un uomo su mille l’ho trovato, ma una donna fra tutte non l’ho trovata” (7, 28). Sempre Siracide insegna: “Una figlia e’ per il padre un’inquietudine segreta, la preoccupazione per lei allontana il sonno, nella sua giovinezza perche’ non sfiorisca, una volta accasata perche’ non sia ripudiata, finche’ ragazza si teme che sia sedotta e che resti incinta nella casa paterna, quando e’ con un marito che cada in colpa, quando e’ accasata che sia sterile” (42, 9-10).
Quando si parla di radici giudaico-cristiane, noi donne dobbiamo ricordare che significano anche questo. Siamo merce dell’uomo, uteri, forza-lavoro; nient’altro. E bugiarde, inaffidabili.
L’unica volta che Dio ha parlato a una donna e’ a Sara, la moglie di Abramo, quando le ha detto che il marito cosi’ vecchio avrebbe avuto un figlio da lei. Sara si scompiscia dalle risate. “Figurati, mio marito e’ vecchio, io ormai sono rinsecchita, come posso avere un figlio?”. Il Padre eterno si rivolge a Sara e dice: “Hai riso!”. “No, non ho riso”. Una bugia. Dio non parlera’ mai piu’ alle donne e da questa bugia di Sara nel trattato giuridico di Israele viene fuori che la donna non e’ credibile come testimone perche’ e’ tendenzialmente bugiarda.
E se il Corano va preso alla lettera, nonostante le nuove legislazioni sul diritto di famiglia di alcuni paesi musulmani, per le donne la completa parita’ con l’altro sesso e’ ben lungi da venire: Sura IV An-Nisa’ (Le Donne), 34: “Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perche’ spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate piu’ nulla contro di esse. Allah e’ altissimo, grande”.
Come si vede, la prevalenza dell’uomo dipende dalla volonta’ di Dio e dall’ordine sociale. Se la donna non si sottomette all’uomo, questi prima la rimprovera, poi interrompe i rapporti intimi con lei e alla fine passa alle botte. Se la donna pero’ si sottomette non deve essere piu’ maltrattata.
Vi prego, preti, pastori, imam, monaci, uomini tutti di qualsiasi religione: smettetela di preoccuparvi dei nostri peccati di donne, delle nostre povere anime che non volete dannate all’inferno. Preoccupatevi dei crimini, degli orribili reati che coloro che dovrebbero esserci compagni vanno diffondendo per il mondo. Pregate per le vostre e le loro anime. Noi, le donne, siamo state le uniche disposte a morire con Cristo, le uniche sotto la croce.
Davvero pensate che abbiamo bisogno di voi come tramite con Dio? Davvero pensate che una bambina violentata di soli nove anni sia una peccatrice se, per non morire, abortisce? Di quanti otto marzo ci sara’ ancora bisogno?
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La newsletter informa che oggi è stato effettuato un primo bonifico bancario on line di Euro 80,00 – in favore della Chiesa Battista di Milano – per il gruppo che si occupa nelle carceri delle persone transgender. Questa newsletter non ha orgogliosamente nessun otto per mille da difendere e/o da gestire (cattolico o protestante) e nessun contributo privato libero che non sia finalizzato a scopi sociali. Questo è IL NOSTRO BIGLIETTO DA VISITA della nostra attività formativa e informativa indipendente.
SOLI DEO GLORIA!

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La lobby internazionale della guerra legittima il fosforo bianco?

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«Tre bombe al fosforo bianco (http://it.wikipedia.org/wiki/Fosforo_bianco ) hanno raggiunto l’edificio dell’Unrwa- ha detto il portavoce dell’organizzazione Chris Gunness – e il deposito è andato in fiamme. Tre persone sono rimaste ferite fra il personale. Ancora una volta il lavoro del personale umanitario è sotto tiro».
 

Amnesty International ha chiesto l’avvio immediato di un’inchiesta indipendente sul bombardamento, avvenuto ieri mattina, della sede dell’Unrwa (l’agenzia dell’Onu per i rifugiati) di Gaza. L’attacco ha interrotto la distribuzione degli aiuti umanitari alla gia’ martoriata popolazione, ha provocato l’incendio di uno stabile in cui erano depositati generi di prima necessita’ e ha causato il ferimento di tre impiegati dell’agenzia.

Secondo l’Unrwa, che nei giorni scorsi aveva piu’ volte chiesto all’esercito israeliano di non aprire il fuoco nei pressi dei suoi uffici, nel corso dell’attacco e’ stato usato anche fosforo bianco.

‘L’attacco all’Unrwa, ufficio che notoriamente svolge attivita’ umanitarie, evidenzia la necessita’ di un’inchiesta approfondita e imparziale su tutta una serie di attacchi in cui sono stati feriti o uccisi civili e sono stati distrutti edifici e strutture civili’ – ha dichiarato Malcolm Smart, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

‘Siamo particolarmente preoccupati per l’uso da parte di Israele del fosforo bianco, una sostanza che procura gravi ustioni quanto entra in contatto con la pelle. Sebbene non proibito dal diritto internazionale, il fosforo bianco e’ un’arma incendiaria che, a causa dei suoi effetti devastanti, non dovrebbe essere mai usata in zone densamente popolate’ – ha aggiunto Smart.

‘Il diritto internazionale vieta inequivocabilmente attacchi contro personale, installazioni, materiali, unita’ e veicoli impegnati in missioni di assistenza umanitaria. Attacchi del genere possono costituire crimini di guerra’ – ha concluso Smart.

 

 

Continua la solidarietà alle donne del Nepal

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E’ stato un successo l’iniziativa di solidarietà in favore delle donne del Nepal. Ce lo comunica la gentilissima signora  Katrina di www.missionelebbra.org  contattabile per qualsiasi informazione a questo indirizzo e-mail: katrina@missionelebbra.org ; a dire il vero abbiamo trasgredito l’intesa con Lei di non parlare dell’iniziativa in data 19 novembre nella mailing list e sul nostro sito, ma non siamo proprio riusciti a non farlo e ripresentiamo nuovamente la proposta in considerazione che è in previsione un nuovo ordine di sciarpe dal Nepal. Forse scorrendo le pagine di www.ecumenici.eu  la signora Katrina comprenderà che non parliamo il politichese “corretto” (??) o equidistante allo stile moderatora valdese. Siamo partigiani della non violenza e in favore della vita. Sempre e comunque. Dei testardi ribelli per amore insomma…
In ogni caso se anche tu desideri regalare o regalarti qualcosa di unico – che abbia anche un significato più profondo delle apparenze –  invia un’offerta minima di € 20.00 e riceverai una bellissima sciarpa color verde mela (30% seta e 70% pashmina). Chi come me l’ha provata è rimasto pienamente soddisfatto. Calda e leggera, ben rifinita e curata in ogni dettaglio.
Queste sciarpe sono realizzate da ex ammalate di lebbra in seno ai programmi di riabilitazione socio-economica della Missione Evangelica Contro la Lebbra.

Il tuo dono permetterà alle donne del Nepal di continuare a lavorare e restituirà loro la dignità persa a causa della malattia che ha segnato la loro vita grazie al Centro di riabilitazione New SADLE di Kathmandu, Nepal. Questo centro offre assistenza medica e alloggio gratuiti alle persone affette dalla lebbra oltre ad offrire un programma di riabilitazione fisica e socio-economica. Tale riabilitazione avviene tramite essenzialmente la formazione professionale e l’impiego dei pazienti nella produzione di articoli artigianali. Questo centro commercia i seguenti prodotti equosolidali: articoli per la casa in legno, teli batik e stoffe intessute a mano.

Se desideri ricevere la sciarpa invia quindi una donazione tramite bollettino postale specificando come causale del versamento “sciarpa”, un simbolo di solidarietà che unisci al tuo sorriso.

 

Missione Evangelica Contro La Lebbra
Conto bancario INTESA SAN PAOLO Agenzia Luserna (TO)
IBAN: IT55 BO30 6930 6011  0000  0000 959

Sito www.missionelebbra.org
 
oppure
 
Conto Corrente Postale
IBAN: IT39 P076 0114 4000 0001 2278 057

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60esimo anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti umani

LE INIZIATIVE DELLA SEZIONE ITALIANA DI AMNESTY INTERNATIONAL IN OCCASIONE DEL 60° ANNIVERSARIO DELLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI. CONVEGNO INTERNAZIONALE A TORINO, NUMEROSE INIZIATIVE IN ALTRE CITTA’.

PARTE SUL SITO WWW.AMNESTY.IT ‘WRITE FOR RIGHTS’, UNA RACCOLTA STRAORDINARIA DI FIRME IN FAVORE DI DONNE VITTIME DI VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI IN CINA, ERITREA, IRAN E MESSICO. NEI NEGOZI DI DISCHI LA COMPILATION ‘17X60’

 

In vista del 10 dicembre, la Sezione Italiana di Amnesty International segnala le numerose iniziative con cui l’associazione intende ricordare il 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.

I Gruppi di attivisti di Amnesty International daranno vita per tutta la prossima settimana a incontri, convegni, concerti, cineforum, spettacoli e mostre per ricordare gli ideali e la visione della Dichiarazione di un mondo nel quale i diritti umani possano essere realmente rispettati.

L’elenco aggiornato delle iniziative e’ disponibile all’indirizzo http://www.amnesty.it/appuntamentincitta

A Torino, il 10 e l’11 dicembre, la Sezione Italiana di Amnesty International e il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Liberta’, con la prestigiosa collaborazione della Facolta’ di Economia dell’Universita’ degli Studi di Torino, terranno un Convegno internazionale, presieduto da Giancarlo Caselli, Procuratore Capo della Repubblica di Torino, che vedra’ la partecipazione di esperti autorevoli di diritto internazionale provenienti da prestigiose universita’ italiane, testimoni di varie nazionalita’ e vittime di violazioni dei diritti fondamentali, tra cui l’integrita’

fisica, la liberta’ di opinione e i diritti dell’infanzia.

Saranno presenti alla giornata del 10 dicembre Gina Gatti, vittima di tortura nel periodo della dittatura di Pinochet, Tenzin Samphel Kayta, del Tibet Office di Ginevra, portavoce di numerosi rifugiati politici che hanno manifestato per una maggiore autonomia del Tibet e John Baptist Onama, proveniente dall’Uganda e obbligato a imbracciare il fucile contro altri minori, durante i conflitti avvenuti nel proprio paese.

Nel corso della sessione pomeridiana del 10 dicembre, portera’ la propria coraggiosa testimonianza anche Marisela Ortíz Rivera, psicologa e presidentessa dell’Associazione Nuestras Hijas de Regreso a Casa, organizzazione messicana composta da familiari di ragazze vittime di uccisioni o sparizioni a Ciudad Juárez. Il 9 dicembre Marisela Ortíz Rivera ricevera’ dal Consiglio Comunale di Torino la cittadinanza onoraria, simbolo dell’impegno della citta’ nel dar voce a queste donne e nel sostenere la lotta di Marisela, vittima di numerose minacce.

Dal 6 al 14 dicembre prendera’ il via sul sito http://www.amnesty.it l’iniziativa Write for Rights – una lettera per i diritti umani, un evento mondiale cui parteciperanno milioni di persone in oltre 30 paesi nel mondo.

In Italia, Write for Rights – una lettera per i diritti umani e’ dedicata alla campagna ‘Mai piu’ violenza sulle donne’, lanciata da Amnesty International nel 2004. L’associazione si pone l’obiettivo di inviare il maggior numero possibile di appelli e raccogliere migliaia di firme in favore di donne che hanno subito e continuano a subire violazioni dei diritti umani in quattro paesi:

Le Madri di Tiananmen (Repubblica popolare cinese), che hanno perso figli e parenti durante la repressione del giugno 1989, in corrispondenza di tutti gli anniversari di piazza Tiananmen vengono poste sotto stretta sorveglianza e, in alcuni casi, costrette agli arresti domiciliari per evitare che manifestino. Amnesty International chiede la fine delle detenzioni arbitrarie e delle vessazioni nei loro confronti.

Aster Fissehatsion (Eritrea), detenuta in isolamento totale senza accusa ne’ processo dal settembre 2001. E’ stata arrestata insieme a numerosi dissidenti, aderenti a un organismo chiamato G-15 (Gruppo dei 15) di cui faceva parte anche il suo ex marito e vice presidente dell’Eritrea, Mahmoud Ahmed Sheriffo. Amnesty International chiede che sia rilasciata immediatamente.

Le attiviste della Campagna per l’uguaglianza (Iran), che dal 2006 vengono arrestate e minacciate a causa della loro azione in difesa dei diritti delle donne. Amnesty International chiede il rilascio di tutte le attiviste detenute e il rispetto dei diritti delle donne.

Bárbara Italia Me’ndez (Messico), arrestata il 4 maggio 2006 per aver preso parte alle proteste che stavano avendo luogo nella citta’ di San Salvador Atenco. Durante la sua detenzione ha subito abusi e violenza sessuale da parte delle forze di polizia. Amnesty International chiede che i responsabili siano assicurati alla giustizia.

Infine, Amnesty International ricorda che e’ in vendita nei principali negozi di dischi la compilation ‘17×60’: i 60 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani celebrati da 17 artisti italiani. Il Cd, patrocinato dal Segretariato Sociale della RAI, contiene brani di Ivano Fossati, Subsonica, Daniele Silvestri, Sud Sound System, Enzo Avitabile, Gianmaria Testa, Mariella Nava & Dionne Warwick, Samuele Bersani, Paola Turci, Giorgio Canali & Rossofuoco, Elena Vittoria, Eugenio Bennato, Max Gazze’, Modena City Ramblers, Niccolo’ Fabi, Antonella Ruggiero e Jovanotti.

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