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Mafiosi tremate: avete la concorrenza nell’accumulo delle ricchezze ingiuste…

“Fatevi degli amici con le ricchezze ingiuste;perché quando esse verranno a mancare  quelli vi ricevano nelle dimore eterne” (Luca 16,9) Con questo versetto biblico isolato e pretestuoso i battisti hanno rivendicato la scelta dell’8./..

Una scelta ipocrita che porta alla luce i finanziamenti richiesti ai valdesi sottobanco. Una scelta che svergogna la realtà evangelica in Italia. I fondamentalisti sanno fare di meglio!

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Giuseppe Gozzini (1936-2010), obiettore cattolico
(Vittorio Bellavite VE) Giuseppe Gozzini, di famiglia operaia, è nato nel 1936 a Cinisello Balsamo, vicino Milano, dove iniziò la sua attività di organizzatore di iniziative di base. La conoscenza con p. Camillo De Piàz della Corsia dei Servi di p. David Maria Turoldo, il rapporto con Jean Goss del Mir, la lettura di don Primo Mazzolari sono gli incontri che faranno di Gozzini un militante della nonviolenza e del pacifismo. Dopo aver aiutato disertori francesi della guerra d’Algeria, nel novembre del 1962, richiamato alle armi, si rifiutò di indossare la divisa militare.
Il processo e la condanna a sei mesi di carcere senza condizionale ebbero enorme risonanza. Testimone al processo fu, tra gli altri, Aldo Capitini. Ernesto Balducci prese le sue difese e fu, a sua volta, condannato. Successivamente, fu don Lorenzo Milani, anche in seguito alla vicenda di Gozzini (con cui tenne un contatto epistolare), con la sua “Lettera ai cappellani militari” a subire un processo e a dare una risonanza ancora più vasta alla questione dell’obiezione di coscienza. Si estese così un movimento antimilitarista che ebbe, alla fine, un positivo esito parlamentare con l’approvazione della legge 772 nel 1972 sull’obiezione di coscienza al servizio militare.
Intanto, per Gozzini uscito dal carcere nel 1963, si aprì una seconda stagione di vita; già prima dell’obiezione aveva letto non solo Tommaso d’Aquino o Agostino d’Ippona, ma anche Il Capitale di Karl Marx e gli scritti di Rosa Luxemburg, avvicinandosi al gruppo dei “Quaderni rossi” che proponevano una critica del Pci da sinistra.
Fino alle soglie del ’68, pur continuando a far parte del gruppo formatosi intorno ai Quaderni rossi, Gozzini mantiene i contatti con altri gruppi di impronta antimilitarista e conosce così, fra gli altri, Giuseppe Pinelli. La mattina dopo che Pinelli “è stato morto” nella Questura di Milano, sarà il primo a sostenere l’impegno nonviolento di questo sconosciuto ferroviere, con una lettera aperta pubblicata da decine di giornali e riviste.
In questi anni e in quelli che seguono, iniziò a domandarsi che senso avesse impegnarsi in gruppi che si occupano del problema della pace, quasi fosse una “specializzazione”, isolata dalle altre battaglie che si combattevano sul fronte culturale, politico, religioso. Anche lottare contro l’ingiustizia sociale, partendo da un’analisi di classe, è un modo per contribuire alla pace. Il superamento evangelico della contrapposizione fra amico e nemico non esclude la scelta “da che parte stare”, con chi impegnarsi per abbattere il “disordine costituito”. Anche Gesù stava dalla parte dei poveri, dei pubblicani, delle samaritane. Su questa convinzione di fondo (l’importanza della “nonviolenza di parte”), partecipa al ’68, impegnandosi soprattutto nella controinformazione di base, scrivendo e promuovendo iniziative editoriali per i movimenti, documentando, ad esempio, l’opposizione alla guerra nel Vietnam degli obiettori di coscienza negli Usa e di migliaia di soldati americani ammutinati e disertori.
Dopo la prima Guerra del Golfo (1991), riprende i contatti in Italia con l’area pacifista ed è tra i fondatori della rivista “Guerre & Pace”. L’ultimo suo impegno di un’abbondante produzione pubblicistica (dal punto di vista professionale Gozzini era copywriter e lavorava per agenzie di comunicazione) fu la redazione di una biografia di p. Camillo, pubblicata per le edizioni Scheiwiller, con il titolo Sulla frontiera. Camillo De Piàz: dalla Resistenza al Concilio. Giuseppe Gozzini è morto, all’età di 73 anni, il 13 maggio 2010 (Adista)

Satira tra Stato e Chiesa

Un insolito punto di vista offerto dalla satira illustrata italiana per analizzare i rapporti fra Stato e Chiesa e gli scontri più accesi fra cultura laica e quella clericale. È quello proposto dalla mostra storica “Asini, muli, corvi e maiali: la satira in Italia tra Stato e religioni dal 1848 ai giorni nostri”, organizzata dalla Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni.
La mostra, aperta fino al 31 luglio al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, è organizzata in collaborazione con il Comitato Provinciale dell’Aics – Associazione Italiana Cultura e Sport, la Fondazione Ernesto Rossi – Gaetano Salvemini di Firenze, la Fondazione Antonio Mazzotta di Milano e con il patrocinio della Regione Piemonte e del Comitato Italia 150.
L’esposizione presenta, attraverso uno sviluppo cronologico e tematico, riviste originali d’epoca, disegni originali e riproduzioni che raccontano la lotta politica e delle idee da una prospettiva di parte che non è mai stata analizzata e studiata a fondo, con l’obiettivo di capire la differenza tra l’esercizio retorico della satira anticlericale e la buona fede e le ragioni dei satirici laici. Inoltre, molte delle illustrazioni sono da considerarsi anche sotto l’aspetto artistico e della comunicazione politica.
Una sezione della mostra è dedicata alle confessioni religiose minoritarie storiche del nostro Paese (ebraismo e protestantesimo). Uno sguardo particolare è dedicato al Piemonte e ai suoi giornali satirici storici (quali Il Pasquino, Il Fischietto, Numero).

Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino
tutti i giorni: 10-19
giovedì: 10-22
chiuso il martedì
fino al 31 luglio 2010

Link: Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino

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I battisti di Livorno nel solco di M.L. King

Come cristiani appartenenti alla comunità Battista di Livorno, preoccupati per l’aumento di episodi di intolleranza e violenza razzista verificatesi nel nostro paese negli ultimi mesi, abbiamo aderito alla campagna contro il razzismo, l’indifferenza e la paura dell’altro “NON AVER PAURA – APRITI AGLI ALTRI – APRI AI DIRITTI”.

Il 2 luglio il governo italiano, che spesso fa leva sui principi cristiani sui quali fonda le sue battaglie, ha approvato definitivamente la legge sulla sicurezza; a questo proposito vogliamo esprimere la nostra rinnovata preoccupazione per la sorte di tutte quelle persone che emigrano nel nostro paese per cercare un futuro migliore, persone in fuga da miseria, guerre e persecuzioni, molte delle quali sono state respinte, come abbiamo visto, poche settimane fa in Libia, senza che della loro sorte si sia saputo più nulla. La nostra coscienza di cristiani/e che si fonda sulle Scritture ci spinge all’accoglienza dello straniero: “Quando qualche straniero abiterà con voi nel vostro paese, non gli farete torto. Tratterete lo straniero, che abita fra voi, come chi è nato fra voi; tu lo amerai come te stesso; poiché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto. Io sono il Signore vostro Dio” (Levitico 19, 33-34). Condividiamo il giudizio di Franca Di Lecce, direttrice del Servizio rifugiati e migranti (SRM) della FCEI (Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia) che si esprime così: “ L’approvazione del disegno di legge sulla sicurezza è una grave sconfitta culturale per l’intero paese. Si punisce non chi commette reato ma una semplice condizione esistenziale: essere migrante e aspirare a un futuro migliore è ora un crimine. Inoltre con la nuova legge il riconoscimento dei figli, il matrimonio, l’effettiva possibilità di essere curati senza paura di essere denunciati, il trasferimento di danaro nel proprio paese e tutti gli atti civili saranno subordinati al permesso di soggiorno, che sarà sempre più difficile da ottenere e così facile da perdere, grazie al sistema dei punti, ai costi sempre più alti, a improbabili indici di integrazione da raggiungere…….In questo contesto non è rincuorante la proposta di un provvedimento di urgenza sulla regolarizzazione delle colf e delle badanti. Da un lato ci si preoccupa delle famiglie italiane, e dall’altro lato si restringono i diritti delle famiglie dei migranti. Oltre a sentirlo come un rattoppo, è un tentativo di distrazione dalla legge disumana appena approvata ed è pericoloso per il messaggio che lancia: si salva chi serve i signori. La cultura della solidarietà e dei diritti su cui abbiamo fondato la nostra democrazia lascia il posto alla cultura della sudditanza e dell’umiliazione…..”

 Siamo convinti/e che ci sono momenti nella storia in cui siamo chiamati/e a decidere da che parte stare e quale legge seguire: la legge degli uomini o la legge di Dio?? Anche a questa domanda troviamo risposta nel libro degli Atti (cap.5,29): “Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini”, così come hanno risposto nel passato i tanti credenti perseguitati per la loro fedeltà alle Scritture.

 Anche l’art. 16 della confessione di fede delle chiese Battiste in Italia è orientata in questo senso:   “……Il ruolo della Chiesa di Cristo, distinto e separato da quello dello Stato, consiste nel perseguire la propria missione ora in coordinazione, con gli ordinamenti dello Stato, ora in contestazione delle sue degenerazioni che limitano la libertà e corrompono la giustizia”.  Noi pensiamo che come cristiani siamo chiamati dalla Parola dell’evangelo a stare dalla parte degli ultimi, di quelle donne e quegli uomini, cui vengono negati i diritti, che vogliamo chiamare con i loro nomi: Abdul-Nabruka-Vira-Irina-Mohamed-Murabu-Lena…………

Perciò vogliamo rifiutare la logica prodotta da una strategia della paura che porta a una tragica anestetizzazione dei sentimenti e delle coscienze – cosi prosegue Di Lecce – proprio a partire dall’elaborazione di quel dolore che proviamo per quelle storie di diritti negati, di vite spezzate e umiliate, di coscienze dilaniate, per cambiare questa società avvelenata, malata e anestetizzata. Invertiamo la rotta, è il tempo della disobbedienza civile.

 Vorremmo anche, tramite queste parole che esprimono la nostra posizione, rivolgere un appello a tutte le comunità religiose, associazioni laiche e comitati impegnati sul territorio, che si sentono chiamate alla cultura della solidarietà e dell’inclusione, al fine di realizzare una rete di confronto, collaborazione e appoggio reciproco, sollecitati/e dalle parole di M.L.King “ Non ho paura delle parole dei violenti ma del silenzio degli onesti”

 

Comunità Battista di Livorno

Via del Vecchio Lazzeretto

 

 

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Simposio internazionale a Roma

Ecumenici continua con successo la raccolta di firme per la petizione in favore delle cure mediche agli immigrati. Da ieri sera stiamo sempre più consolidando la posizione di secondo recruiter nazionale su Facebook.

 

CONFERENZA MONDIALE BATTISTA PER LA PACE

 

 

ROMA Si svolge a Roma e a Castelgandolfo dal 9 al 14 febbraio 2009 un incontro internazionale di battisti operatori di pace (Global Baptist Peace Conference) dal motto Vivi in armonia – Vivi in pace. Il raduno segna il quarto appuntamento mondiale di questo tipo ed il primo in Italia, dopo le conferenze tenutesi in Svezia (1988), Nicaragua (1992) e Australia (2000).

Inglese, italiano e spagnolo saranno le tre lingue ufficiali della conferenza, la quale vuole essere anche un contributo da parte dei battisti al Decennio contro la violenza, lanciato dal Consiglio Ecumenico delle Chiese, che si concluderà nel 2011. La con-ferenza, inoltre, darà inizio in Italia alle celebrazioni per il 400° anniversario della fondazione della prima chiesa battista, sorta in Olanda nel 1609, nella quale fu elaborato, per la prima volta nella storia, a cura di Thomas Helwys, il principio di libertà di coscienza e di religione.

Promotori della Conferenza sono, oltre l’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (UCEBI), varie altre organizzazioni internazionali quali l’Unione battista britannica, le American Baptist Churches, l’Unione Battista della Georgia, le Comunioni Battiste per la pace del Nord America e della Gran Bretagna, la Cooperative Baptist Fellowship e la statunitense Alliance of Baptists. Collaborano poi vari altri gruppi e movimenti battisti di tutto il mondo.

Scopo del Convegno internazionale è quello di far conoscere, valorizzare e incoraggiare esperien-ze di mediazione e trasformazione nonviolenta dei conflitti rafforzare le relazioni fra coloro che nel mondo, a partire dalla propria fede, vivono un impegno costante per la giustizia e la pace nei vari contesti in cui lavorano.

Le iscrizioni prevedono l’arrivo di 350 partecipanti provenienti da oltre 60 paesi diversi. Due terzi degli iscritti sono attivisti per la pace.

Anche se l’evento è a cura delle chiese e organizzazioni battiste, il convegno è aperto a tutti e vedrà anche la partecipazione di pacifisti provenienti da altre confessioni cristiane, di fede musulmana. Fra le delegazioni più numerose segnaliamo quelle indiana, birmana, nigeriana e cubana.

La Conferenza ha ottenuto il patrocinio della Regione Lazio, della Provincia di Roma e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Messaggi di saluto sono pervenuti dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Senato e dal Presidente della Camera dei Deputati.

Info su temi, programmi, costi e relatori sono sul sito della Conferenza sul sito dell’UCEBI  www.ucebi.it e link collegati.

 

Vi informiamo che su http://ecumenics.wordpress.com/  sono pubblicati:
 
Now an interisting movie about civil rights
 
Racism in Italy
 
International Baptist Peace Conference
 
The history of Moravians
 
The deterrence of the American death penalty ends with the Millennium Bug
 
Who is Maurizio Benazzi?
 
About our old contact with
www.mlp.org

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L’Alleanza mondiale Battista protesta contro il Governo italiano

ROMA, 30 luglio 2008 -L’Alleanza Mondiale Battista si è riunita a Praga dal 20 al 25 luglio scorso, l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (Ucebi) era presente all’evento nelle persone della presidente, Anna Maffei, del vicepresidente, Salvatore Rapisarda, e del past. Massimo Aprile. Tra le varie mozioni votate dal Consiglio Generale dell’AMB figura una condanna del rilevamento coatto delle impronte digitali dei Rom e Sinti presenti sul territorio italiano.

 

Mozione n. 8 – Rilevamento coatto delle impronte digitali dei Rom in Italia

 

Il consiglio generale della Alleanza Mondiale Battista, riunitosi a Praga, Repubblica Ceca, dal 25 al 28 luglio 2008; deplora che il governo italiano, senza obiezioni da parte dell’Unione Europea, stia praticando il rilevamento coatto delle impronte digitali di tutti i rom all’interno delle sue frontiere, compresi i bambini, atto da noi considerato alla stregua della schedatura su base etnica;

Riconosce che possano esservi motivi legittimi per la registrazione di persone, ma riconosce che la storia ci ha insegnato che selezionare, isolare e prendere di mira una minoranza o un gruppo di persone sulla base della cultura o dell’etnia è una pratica discriminatoria che giustifica atti di violenza;

Ricorda che i rom sono stati presi di mira e perseguitati molte volte nella storia fino al genocidio perpetrato nei loro confronti da parte del regime nazista;

Afferma che i battisti in tutto il mondo prendono posizione contro tutte le forme di discriminazione a favore della salvaguardia della dignità e dei diritti di tutti gli esseri umani, e in questo contesto, prende atto del fatto che l’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia si è opposta con decisione all’obbligo di rilevamento delle impronte digitali dei Rom;

Invita tutti i leader all’interno della Alleanza Mondiale Battista a sollecitare i rappresentanti delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e dei governi nazionali a protestare contro il governo italiano nei confronti di tali pratiche discriminatorie e a richiedere con fermezza la loro immediata cessazione.

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