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Botta e risposta

Non mi sembra che facciate un bel servizio di informazione girando quanto dicono i radicali italiani.

tra l’altro chiunque conosce le differenze tra vaticano e cei.

ognuno può avere le proprie ragione polemiche, anche in in parte condivisibili, tuttavia

meglio spendersi per la comprensione che porsi su un piano di scontro o di chi lotta

per togliere di mezzo chi ha un pensiero e una sensibilità religiosa.

 

marino galdiero

 

 

Egregio sig. Galdiero,

ho deciso di iscrivermi all’Associazione Enzo Tortora di Milano, di cui il sig. Valerio Federico è il coordinatore, a supporto dello sciopero della fame dell’On Marco Pannella e di molti altri dirigenti radicali, fatto mesi or sono in difesa della vita di un cristiano, pardon di un cattolico (il che fa la differenza per me e per molti!), il cui nome è Tareq Aziz.

Molti islamici aderenti a questa lista hanno potuto constatare come l’unico gruppo che si è mosso a Milano sul caso di Anna Politkovskaja sia proprio questo nucleo che Lei definisce senza sensibilità religiosa.

Di fronte ad una sinistra arrogante e presuntuosa in tema di medio oriente, i radicali sono un partito che da anni e senza mezzi termini si schiera in favore dell’esistenza di Israele e guarda caso i giovani della redazione ebraica di Ecumenici hanno preso posizioni aperte di simpatia sui siti radicali.

Poche settimane fa al parco Sempione con la comunità buddista tibetana non c’erano la destra, i democratici o i rifondaroli. C’erano i radicali che ho seguito.

Io non sono liberale, contrariamente al sig. Valerio Federico e ai radicali milanesi, ma come socialista alla Ragaz, debbo riconoscere che è l’unica forza a cui stanno a cuore le minoranze, anche quella a cui appartengo come omosessuale cristiano. Trovo squallore e delusione altrove.

Se le sembra poco…

Cordialmente

Maurizio Benazzi

PS: mi scusa una curiosità se le chiedo se Lei abbia avuto in questi ultimi 4 anni incarichi dalla CEI oppure si tratta solo di una caso di omonomia?

 

 

Gentile, ma non troppo, signor Galdiero
non ho ben capito da che parte del mio comunicato lei trae la conclusione che io, radicale, non avrei una sensibilità religiosa (?), forse per il solo fatto di essere un laico e un liberale?
ed, inoltre, chi ha una sensibilità religiosa ha forse una maggior predisposizione alla comprensione? la mia sensazione è che proprio dalla comprensione della diversità dell’altro e dell’intangibilità della libertà di scelta (conceda la provocazione) si genera la forza e la determinazione di contrastare le posizioni violente vaticane (Difficile non definire violenta una legittimazione di atti violenti).
Sulle “sostanziali…” differenze tra Vaticano e CEI in relazione alla penalizzazione del reato di un orientamento sessuale sono molto curioso delle informazioni che lei vorrà darmi.
Infine penso che sarebbe bastato replicare alle sue affermazioni invitandola a rileggere parte di quanto da lei scritto:” non mi sembra che facciate un bel servizio di informazione girando quanto dicono i radicali italiani”….alla faccia della comprensione signor Galdiero….!
 
Valerio Federico, radicale e credente

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I nuovi roghi

La newsletter ha in queste ore ricevuto la segnalazione di un Convegno fra la Cei e la FCEI: ci dispiace carissimo Pastore ma da qui non passa la notizia… il mondo protestante istituzionale non ha il consenso della base! Ogni iniziativa della CEI è del resto possibile leggerla sui siti controllati dal Vaticano.

DEPENALIZZAZIONE OMOSESSUALITÀ / DE LUCIA E FEDERICO (RADICALI ITALIANI): ERRARE È UMANO, PERSEVERARE È VATICANO. SANTA INQUISIZIONE 2008: I ROGHI ARDONO ANCORA, SOTTO NUOVE FORME

 

Dichiarazione di Valerio Federico, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e segretario dell’associazione Enzo Tortora – Radicali Milano e di Michele De Lucia, tesoriere di Radicali Italiani

 

Il Vaticano a fianco dei torturatori: nel 1252, con la bolla Ad extirpanda, Innocenzo IV autorizzò l’uso della tortura e Giovanni XXII, all’inizio del Trecento, estese i poteri dell’Inquisizione nella lotta contro la cosiddetta “stregoneria”. Ora, nel 2008, lo Stato Città del Vaticano prosegue quei roghi sotto nuove forme, legittimando l’uso della tortura (e della pena di morte) contro l’omosessualità da parte dei vari regimi inquisitori sparsi per il mondo: tra teocrazie ci si intende.

Lo Stato assoluto vaticano con la presa di posizione di ieri contro la depenalizzazione del reato di omosessualità assume una ulteriore posizione di inaudita ferocia. Mentre l’articolo 3 della Costituzione italiana recita “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, per il Vaticano alcuni cittadini del mondo per il loro orientamento sessuale sono talmente “diversi” da poter essere perseguiti, torturati e uccisi.

Ancora una volta si ha la dimostrazione che solo la laicità degli stati e delle istituzioni internazionali può arginare ogni forma di discriminazione, specie quando questa ha motivazioni religiose (o presunte tali). Se errare è umano, perseverare è Vaticano.

Roma-Milano, 2 dicembre 2008

 
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“Noi Siamo Chiesa”

Via N.Benino 3 Roma
Via delle Leghe 5 Milano
tel 02 2664753
cell.3331309765

E-mail <vi.bel@iol.it>

www.noisiamochiesa.org

 Il NO del Vaticano alla depenalizzazione dei comportamenti omosessuali è contro lo spirito di accoglienza e di carità di cui parla il Vangelo di Gesù.

Il portavoce nazionale di “Noi Siamo Chiesa” Vittorio Bellavite ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Dopo il fantasma “eutanasia”,  che ha innescato la campagna della CEI sul caso Englaro, ora è il fantasma “matrimonio omo” ad allontanare il Vaticano dal buonsenso e dalla carità cristiana e a fargli assumere una  posizione odiosa e  incomprensibile come quella di osteggiare la depenalizzazione universale dell’omosessualità, proposta all’ONU dalla Francia con il consenso di tutti i paesi dell’Unione Europea. Per chiarezza nella definizione delle responsabilità, mi sembra impensabile che una tale linea non sia diretta espressione di una decisone di Benedetto XVI, di cui l’arcivescovo Celestino Migliore è un semplice portavoce.

Mi chiedo se questa è la messa in pratica, all’oggi, delle tanto conclamate e sollecitate “radici cristiane” dell’Europa; mi chiedo perché si dicono cose di cui la Chiesa si dovrà pentire in un futuro, magari non troppo lontano.

Con Vito Mancuso (“Corriere della sera” di oggi 2 dicembre) mi sembra che “la Chiesa rischia di essere poco cattolica, poco accogliente, non cattolica, cioè non universale, in fin dei conti, poco cristiana”.

Ora “Noi Siamo Chiesa” e, in generale, i cattolici “del dissenso” o “critici” sperano che si esprimano con chiarezza e ad alta voce, individualmente o mediante le tante associazioni,  i molti credenti che si trovano a disagio di fronte a questa presa di posizione, che è estranea ad una autentica sensibilità evangelica, oltre che molto dannosa dal punto di vista pastorale.”

 

Roma, 2 dicembre 2008

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