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Quiz e premio

 

Il premio in palio per questo quiz è un dizionario di greco antico neotestamentario – italiano…  Vediamo se incrementiamo le risposte con una domanda aperta: ci si può dilungare. Vale sempre la prima risposta ampia e articolata. Non è gradita la mera nozione scolastica.

Perchè il principio comunista della comunanza dei beni è definito molti secoli prima dagli Hutteriti come principio cristiano?.

Pleonastico precisare che Marx conosceva probabilmente solo il cristianesimo ufficiale legato al  potere e comunque le sue conoscenze sul piano storico dei seguaci di Gesù erano oggettivamente molto limitate, almeno sotto il profilo scientifico.

La prima risposta ben argomentata è proclamata domani vincitrice. Auguri Ecumenici per l’undicesimo compleanno!
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Gli aiuti dati sull’argomento e postati sulle bacheche di Facebook:
GianLuca – provo col  riferimento alla descrizione della comunanza dei beni della comunità primitiva descritta in Atti degli apostoli?
Maurizio – parti bene ma sforzati di argomentare meglio… chi erano gli apostoli e cosa credevano di base? Quale era il principio teologico sottostante?
Gianluca – mi ricordo solo che erano concordi nella preghiera, nessuno riconosceva suo alcuno dei propri possessi, ma ogni cosa era deposta ai piedi degli apostoli ed erano distribuiti a chi ne aveva bisogno..uguali di fronte a Dio e ai beni concessi a tutti gli uomini.
Maurizio – perfetto ma c’è un presupposto culturale, teologico… che e’ contenuto nella loro formazione ebraica radicale. Io sono sicuro al 100% che lo sai e in questo momento tutto quello che hai detto è giusto ma manca proprio il punto di partenza diciamo … non l’arrivo (ossia le scritture del NT dove questi aspetti sono enunciati ; dovresti magari indicare anche dei versetti). Perchè ad esempio i beni serve distribuirli a chi ne ha bisogno e non tenerli per se? Ora mi metto a tacere altrimenti ti aiuto troppo
Gianluca – caro Maurizio ..sono con il cellulare… in giro… mi viene solo in mente il concetto di giustizia esposto nella formulazione del giubileo..tutto ritorna in giustizia a tutti…sarà che ho bevuto una grappa…ma stasera la mia formazione teologica lascia a desiderare :-) e mi viene anche in mente il grido dei profeti per la giustizia.
Maurizio – perfino i cattolici da qualche anno riconoscono il principio di fondo e potrebbe avere uno sviluppo interessante la cosa;  mi fermo qui e pubblico l’aiuto per tutt* in bacheca.  Si può rispondere al quiz ponendosi anche la seguente  domanda: ma alla fine che cosa siamo noi?

In risposta a Alberto sulle considerazione sugli Atti: La teologia incarnata dagli apostoli non ha come base se stessa e nemmeno il modello Gesù che avevano di fronte. C’era prima della consapevolezza messianica…

La risposta esatta è arrivata alle ore 23.35 da Lorenza, Curiosa Sempre… e ci mancava veramente il suo colpo maestro, come sempre. Bravissima ! Bravo anche Luca a cui verrà dato un premio di consolazione per le tante ulteriori argomentazioni secondarie ma utilissime. C’è chi conosce bene la teologia e non fa il compagno perchè la cellula di partito gli dice quello che deve pensare. Fa una scelta di fondo di Fede coerente.

“Le comunità Hutterite erano strutturate socialmente su norme di comunanza dei beni in base al principio di derivazione cristiana per cui l’individuo non può esser proprietario di beni, bensì solo amministratore.
Per la cerchia dei discepoli, soprattutto dei 12, valeva il principio della comunanza dei beni. la cassa era comune e tenuta da Giuda Iscariota (Giovanni 13,29).”

Sei perfetta è il principio dell’amministrazione del Creato e non della proprietà di esso il riferimento teologico di base (prima degli ebrei e poi delle comunità primitive cristiane)… e non a caso gli Apostoli erano ebrei ed ebree. Che poi l’ebraismo e il cristianesimo abbiano preso altre strade è un  punto di discussione, in parte oggi rivisto.

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Salvaguardia del creato

dalla-croce

Signore, guida tu stesso il carro;

altrimenti uscirà subito di strada

ciò spezzerà la furia del nemico

(Zwingli – Inno di Kappel 1526)

Sguardi svizzeri sulla salvaguardia del creato

Laureato in teologia evangelica, appassionato ciclista, Kurt Zaugg pubblica articoli e materiali di studio per la catechesi e la formazione degli adulti richiamando l’attenzione sulla responsabilità dei cristiani nei confronti dell’ambiente, organizza corsi per insegnare ai sagrestani come risparmiare energia, redige testi liturgici e meditazioni per il “tempo del creato”, è consulente dei vescovi e della federazione protestante svizzera in materia di politica ambientale.

Quando è nato l’Ufficio ecumenico Chiesa e Ambiente e per quale motivo?
L’Ufficio ecumenico Chiesa e Ambiente è stato fondato nel 1986. Erano gli anni in cui le chiese sviluppavano il programma ecumenico Giustizia, Pace e Integrità del Creato. In Svizzera ci si è resi conto che nelle chiese esistevano istituzioni che si occupavano della lotta per la giustizia sociale ed economica e altre che si impegnavano a favore della pace. Ma non esisteva nessuna istituzione che si occupasse di problematiche ambientali. Alcuni attivisti cristiani, tra i quali ad esempio Lukas Vischer e Christoph Stückelberger, lanciarono dunque l’idea di aprire un ufficio delle chiese per le questioni ambientali.

Chiesa e Ambiente è un’associazione ecologista cristiana. Ci sono delle radici bibliche alla base del vostro lavoro?
Nel primo racconto biblico della creazione si trova l’ordine di “assoggettare la terra”. Per me è importante che accanto a questo, nella Bibbia, si trovi anche un secondo racconto della creazione. Nel secondo racconto, al capitolo due della Genesi, si dice che all’uomo è affidato il compito di salvaguardare e di coltivare il giardino dove è stato posto a vivere. È importante che l’umanità faccia propria questa seconda interpretazione del compito che le è affidato sulla terra. Non ci è stato dato il compito di rovinare la terra, bensì di averne cura. Il giardino deve poter continuare a vivere e rimanere abitabile. L’essere umano non è il padrone assoluto del creato, piuttosto fa parte della creazione.

Le chiese cristiane e la teologia cristiana non sono però sempre state molto sensibili nei confronti del creato. Che cosa ha provocato l’attuale cambiamento di rotta?
La crisi ecologica, iniziata negli anni Settanta e che continua anche oggi, spinge le chiese e i teologi a rivedere il modo in cui considerano il creato e a correggere l’immagine del creato propagata per secoli dal cristianesimo. Il creato non è un semplice strumento a disposizione degli interessi dell’essere umano, esso è piuttosto una dimensione da salvaguardare e che ha dei diritti propri.

Ci può aiutare a capire ancora meglio in che direzione si muovono le vostre riflessioni e il vostro lavoro?
Noi dell’Ufficio Chiesa e Ambiente rifiutiamo l’interpretazione tradizionale secondo cui l’essere umano avrebbe ricevuto l’autorizzazione a usare il creato a proprio piacimento e a sfruttarlo senza limiti. E difendiamo una teologia che non teme di prendere posizione, anche politicamente, a proposito di questioni ambientali attuali, come ad esempio il cambiamento climatico. Noi in Svizzera non viviamo in modo responsabile, non rispettiamo i limiti del nostro ambiente. Basta vedere i risultati della nostra impronta ecologica. E siamo anche lontani dal realizzare gli obiettivi della cosiddetta società a 2000 watt. Per quanto concerne la distruzione di materie e il consumo di energia, viviamo largamente al di sopra delle possibilità offerteci dal creato.

Come dovrebbe vivere una società che cerca di avere cura della terra?
Una società che rispetta l’ambiente nel quale vive cerca di comportarsi in modo tale da rispettare i limiti imposti dal creato. Certamente noi viviamo in sistemi molto grandi e dinamici, e non sappiamo esattamente quanto sia in grado di sopportare il creato. Tuttavia oggi possiamo calcolare, con una certa approssimazione, che cosa è ragionevolmente tollerabile e che cosa non lo è: penso in particolare ai settori del consumo dell’energia e delle materie. Dovremmo usare solo le materie di cui abbiamo effettivo bisogno, e dovremmo usarle nel modo più efficiente e rispettoso possibile. Dovremmo cercare di sviluppare una economia basata sul riciclo, un’economia che produce la minor quantità possibile di scarti e rifiuti.

Che vie di uscita vede lei dall’attuale crisi ecologica, che è anche e soprattutto una crisi delle principali fonti energetiche?
L’economia umana ha sfruttato, per secoli e anzi per millenni, l’energia fornita dal sole. Con l’avvento dello sfruttamento del carbone, del petrolio e del gas, ci siamo allontanati dal sole e abbiamo sviluppato l’economia su larga scala. Ora ci rendiamo conto però che questo sviluppo ci porta verso limiti che è meglio non valicare. Oggi, contando sulla nostra buona tecnologia, l’obiettivo dovrebbe essere quello di riallacciarci all’antica economia del sole.

Lei elabora anche testi liturgici e meditazioni per il “tempo del creato”, il periodo che in molte chiese è dedicato, tra settembre e ottobre, alla riflessione sul nostro posto e il nostro ruolo nel creato. Che temi affronta, in quelle pubblicazioni?
Sollevo spesso domande su ciò che dà senso alla nostra vita quotidiana. Mi chiedo: troviamo il senso della vita solo in ciò che consumiamo? O siamo capaci di trovarlo magari altrove, nello stare insieme ad altri, o nel godere della bellezza della natura? O nel riuscire a utilizzare le nostre forze? Le forze del nostro corpo rimangono spesso inutilizzate: viaggiamo con l’auto o con altri veicoli e non sappiamo più come si possono utilizzare. Anche la riscoperta delle nostre forze può aiutare a trovare un senso da dare alla nostra vita.

(intervista di VE a cura di Paolo Tognina)

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Ecoteologia: è tempo di agire

Clima e teologia/1. Conclusa la VII Assemblea della Rete cristiana europea per l’ambiente

Le chiese europee chiamate ad una “conversione ambientale”

Roma (NEV), 1 ottobre 2008 – La VII Assemblea della Rete cristiana europea per l’ambiente (ECEN) – tenutasi dal 24 al 28 settembre a Triuggio, vicino Milano sul tema “La vera sfida del cambiamento climatico” – lancia un appello a tutti i cristiani: “È ora di agire!”, esortano i delegati dell’ECEN, sottolineando come la crisi ambientale non va contrastata con i soli buoni propositi, bensì attraverso comportamenti reali che mutano alla radice “il nostro modo di pensare, di sentire e di agire. Il nostro rapporto con il mondo – si legge nel documento finale – non può essere puramente utilitaristico e consumistico”.

L’invito rivolto ai leader di chiese, alle comunità e ai singoli cristiani di tutta Europa è quello di fare pressione sui rispettivi governi e rappresentanti politici del Parlamento Europeo, i quali nei prossimi mesi dovranno prendere importanti provvedimenti in merito alle emissioni di gas serra. Gli stessi leader religiosi sono incoraggiati anche a sviluppare delle vere e proprie road-map, con scadenze e obiettivi da raggiungere, con lo scopo di combattere il riscaldamento globale.

La VII Assemblea della ECEN si è conclusa con una cerimonia ecumenica nella Chiesa evangelica metodista di Milano gremita per l’occasione. Un centinaio di delegati di chiese e associazioni ecclesiali di 27 paesi d’Europa hanno partecipato insieme alla comunità e ai rappresentanti del Consiglio delle chiese cristiane di Milano ad una liturgia dedicata alla “Salvaguardia del Creato”.

Non a caso, infatti, l’Assemblea dell’organismo ecumenico, nato nel 1998 nell’ambito della Conferenza delle chiese europee (KEK), si è svolta in questo periodo dell’anno: “Esso coincide con il ‘Tempo per il Creato’, periodo liturgico che va dal 1 settembre al 4 ottobre, che è dedicato dalle chiese europee alla preghiera per la protezione della creazione ed alla promozione di stili di vita sostenibili” – ha spiegato il pastore luterano Ulrich Eckert della Commissione globalizzazione e ambiente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), che ha organizzato l’evento.

“Sono sempre più numerose le chiese in Europa che si occupano di tematiche legate alla cura della creazione di Dio. Pertanto diventa sempre più importante offrire anche uno spazio di scambio di esperienze e di decisione per un’azione comune, qual è appunto la nostra Rete”, ha dichiarato il segretario generale dell’ECEN, il pastore Peter Pavlovic.

“La nuova società che dobbiamo costruire deve essere basata su una conversione spirituale: una metànoia. Confessiamo a Dio e alla Creazione: Abbiamo peccato contro di Te, perdonaci, e dacci la forza di ricominciare”, con queste parole si conclude il documento finale della VII Assemblea ECEN, che ha eletto nel suo direttivo Antonella Visintin, coordinatrice della Commissione globalizzazione e ambiente della FCEI (vedi in documentazione il documento integrale).

 

Clima e teologia/2. “Le nostre chiese devono agire ora!”

Letizia Tomassone ha aperto la VII Assemblea della Rete cristiana europea per l’ambiente

Roma (NEV), 1 ottobre 2008 – “Il riscaldamento globale del pianeta provoca l’estinzione di specie animali e vegetali, sconvolge equilibri umani e sociali, provoca guerre, carestie, epidemie e catastrofi naturali soprattutto nelle regioni più povere del mondo. Per le nostre chiese questo significa agire ora”. Lo ha detto la pastora valdese Letizia Tomassone, vicepresidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), nel quadro della VII Assemblea della Rete cristiana europea per l’ambiente (ECEN) che si è tenuta a Triuggio (MI) dal 24 al 28 settembre.

Tomassone, che mercoledì 24 settembre ha aperto i lavori dell’Assemblea organizzata quest’anno dalla FCEI, ha sottolineato l’importanza di prendere sul serio i dati scientifici: “È necessario studiare e analizzare la situazione facendosi aiutare dagli scienziati. Insomma, non credere, per una volta, di conoscere già tutto, e di avere già la risposta pronta”.

Il 25 settembre i partecipanti – provenienti da tutta Europa e appartenenti a diverse denominazioni cristiane – hanno ascoltato una serie di interventi di scienziati sul tema del cambiamento climatico. “Ci sono modi per ridurre le emissioni di gas serra e le chiese possono contribuire nel proporre cambiamenti negli stili di vita e nei modelli di comportamento”, ha affermato il climatologo Jean-Pascal van Ypersele, vice presidente del Comitato intergovernativo delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (organismo insignito del premio Nobel per la Pace 2007), che ha tracciato un quadro globale della situazione “peggiorata drasticamente dal 2001”. Per l’urbanista Roberto Ferrero serve una “visione sacra” del mondo che si traduca in una “riformulazione etica e professionale che coinvolga tutti gli aspetti della produzione”. Il biologo svedese Stefan Edman ha invitato le chiese a disfarsi del suo “tetro moralismo”, per legare invece la questione ambientale alle tematiche dei diritti umani e della solidarietà. La serata del 25 ha inoltre visto una tavola rotonda dibattere sul cambiamento climatico in chiave ecumenica: sono intervenuti l’ortodosso Dimitri Oikonomou, il riformato Otto Schäfer, il cattolico romano Karl Golser, l’evangelico Alfredo Abreu e il laico Michael Slaby del programma ONU per l’ambiente.

“Le chiese in Italia cominciano a percepire che il cambiamento climatico tocca con urgenza il nostro agire come credenti. Allora diventa necessario ascoltare e predicare l’evangelo che ci parla di ‘conversione’, del cuore e degli stili di vita, e di un ‘regno’ nel quale l’armonia fra natura e umani è operata da Dio. La terra è l’unico ambiente che abbiamo in cui vivere, è espressione dell’amore di Dio per noi. Davvero non sapremo prendercene cura?” si è chiesta Tommassone, che ha apprezzato la presenza ai lavori assembleari di diversi delegati cattolici italiani che lavorano nella “pastorale del creato”. “Spero che possa nascere proprio sui temi dell’ambiente un nuovo e positivo dialogo ecumenico” ha concluso.

Il 26 settembre in piazza Duomo a Milano i delegati si sono riuniti insieme ai rappresentanti del Consiglio delle chiese cristiane del capoluogo lombardo per una “manifestazione del silenzio”: un’ora di preghiera a favore della salvaguardia del Creato.

L’ECEN, nata nell’ambito della Conferenza delle chiese europee, si occupa da 10 anni di questioni ambientali (www.ecen.org ).

 

Scheda di approfondimento

 

LA VERA SFIDA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO – UN APPELLO ALLE CHIESE

Documento finale dell’Assemblea ECEN – Triuggio (Milano), 24-28 settembre 2008

La VII Assemblea generale della rete cristiana europea per l’ambiente (ECEN) si è riunita a Triuggio, presso Milano, su invito della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, dal 24 al 28 settembre 2008. Tema dell’Assemblea era “La vera sfida del cambiamento climatico”, basato sul ruolo che l’ECEN ha avuto durante la III Assemblea ecumenica europea di Sibiu (Romania) nel settembre 2007, e le raccomandazioni adottate in quell’incontro, in particolare per quel che riguarda l’osservanza del “Tempo per il Creato” nelle chiese.

LA SCIENZA

Il riscaldamento globale è una realtà. E’ impossibile spiegare il cambiamento climatico soltanto considerando fattori naturali. Dal 20% al 30% delle piante e delle specie animali corrono un aumentato rischio di estinzione. Il cambiamento climatico sta già provocando conseguenze non più evitabili. Coloro che ne soffrono maggiormente sono le popolazioni povere del sud del mondo e non quelle che traggono profitto dalle emissioni dei gas serra, essenzialmente nelle nazioni ricche del nord del mondo.

Il Comitato intergovernativo delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (IPCC) ha calcolato che i paesi industriali del nord del mondo dovranno ridurre le loro emissioni di anidride carbonica tra l’80 e il 95% entro la metà di questo secolo, in modo da mantenere l’aumento medio della temperatura globale sotto i 2° centigradi. Ma anche questo obbiettivo può essere mancato se non iniziamo immediatamente. Oggi è il tempo di agire!

BASI TEOLOGICHE

I temi e le preoccupazioni del movimento ambientalista offrono molte opportunità per confessare la nostra fede cristiana e proclamare il messaggio di vita e di speranza secondo cui il Salvatore ha così tanto amato il mondo che, per salvarlo, è divenuto parte di esso.

Secondo la prospettiva cristiana, agire contro il cambiamento climatico è segno significativo – segno che Cristo, la Parola di Dio, viene nel mondo per portare vita e non morte. Il nostro compito è predicare questa buona notizia a tutta la creazione.

La distruzione dell’ambiente provocata dagli esseri umani non si riscontra solo in azioni concrete, ma trova radici nei nostri atteggiamenti più profondi. Non basta più vivere attingendo dal mondo circostante; gli esseri umani hanno bisogno di una relazione con il mondo che non sia puramente utilitaristica e basata sul mercato.

Il termine “crisi ambientale” non è propriamente accurato. La crisi attuale non viene realmente dal di fuori (una crisi che riguarda l’ambiente fisico che ci circonda), ma è una crisi che parte dall’interno di noi stessi, dal nostro modo di pensare, di percepire e di agire.

RETI E DIALOGHI

Costruiamo nuove reti ed intraprendiamo nuovi dialoghi. Costruiamo ponti tra “religioso” e “secolare”, come nella nostra rete ecumenica abbiamo abbattuto le barriere tra denominazioni. Troviamo un terreno comune con gli scienziati, arricchendoci reciprocamente delle nostre visuali diverse sulla meraviglia della creazione, e proteggendoci gli uni gli altri dai pericoli dell’antropocentrismo e dell’arroganza. Lavoriamo con i politici e i governi, i responsabili nel compito di ridare forma alla società, offrendo loro con coraggio parole profetiche di critica e di incoraggiamento.

IL CONTRIBUTO DELLE CHIESE

E’ imperativo che le chiese accettino la sfida di ritrovarsi insieme per superare la minaccia della carenza d’acqua, il diminuire dei raccolti, i disastri naturali, le malattie, le migrazioni e molti altri effetti provocati dai cambiamenti del clima. Incoraggiamo i responsabili delle chiese a sviluppare una propria strategia complessiva, con tempi e obbiettivi chiari, per contribuire a migliorare la situazione del surriscaldamento globale.

– E’ vitale che l’educazione ispiri il cambiamento, che sentiamo urgente nelle società consumistiche dominanti, verso uno stile di vita più semplice e verso macro cambiamenti in politica e nell’economia. L’ecologia e il cambiamento climatico devono essere inclusi nella formazione di ogni tipo di ministero.

– Molti progetti significativi sono già stati attivati nelle chiese. Raccomandiamo alle chiese di collegarsi le une con le altre e con altre comunità di fede. Raccomandiamo inoltre che esse continuino a risparmiare e a usare l’energia in modo efficiente, e di orientarsi verso energie rinnovabili. Esortiamo ogni chiesa locale a promuovere, prima del 2010, nuovi programmi di “eco-management” nell’ambito delle proprie chiese locali. Le incoraggiamo a investire nelle necessità legate alla crescita spirituale, all’educazione e alla cultura piuttosto che in cose materiali.

– Ogni chiesa nella sua vita comunitaria deve essere un modello di comportamento per un nuovo tipo di mobilità nel quale si passi dal paradigma della velocità delle automobili, degli aerei e delle navi a modelli di trasporto più puliti e meno rischiosi.

– E’ essenziale che le nostre chiese affrontino i problemi legati all’acqua come un’espressione della chiamata evangelica a prendersi cura del presente e del futuro del pianeta. In particolare, le chiese dovrebbero proporre cambiamenti nel modo di vivere per proteggere le risorse d’acqua, riducendone la nostra necessità personale e il nostro uso di acqua potabile, agendo attivamente per la giustizia di coloro le cui risorse idriche sono in pericolo a causa del cambiamento climatico, e facendo passi concreti per il riciclo e il riuso dell’acqua degli edifici e della campagna.

– Invitiamo le chiese a godere della diversità e della bellezza della creazione e a sentire responsabilità verso di essa. Raccomandiamo a ogni chiesa locale e comunità di iniziare progetti pratici o di sensibilizzazione sulla biodiversità prima del 2010. Le organizzazioni per la tutela della natura hanno in questo ambito molta esperienza e sono disponibili a fornire assistenza. La preoccupazione per la preservazione della biodiversità è anche un contributo al dibattito condotto all’interno del “Decennio per sconfiggere la violenza”.

– Invitiamo le chiese a monitorare i governi nazionali, e le discussioni e le decisioni dell’Unione europea (UE) e delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico e su questioni ad esso collegate. Le chiese delle nazioni dell’UE dovrebbero rivolgersi ai propri governi e ai rappresentanti politici nel Parlamento europeo, in vista di importanti decisioni che verranno prese nei prossimi mesi. Gli impegni dell’UE non devono essere ottenuti tramite concessioni: significativi tagli di gas serra devono essere ottenuti attraverso degli impegni immediati.

IMPEGNO

La nuova società che dobbiamo costruire deve essere basata sulla metanoia, cioè sulla conversione spirituale. Confessiamo quindi a Dio e alla Creazione: Abbiamo peccato contro di te; perdonaci, e donaci la forza per ricominciare.

Diventiamo dunque testimoni di speranza in un tempo in cui molte persone disperano, predicando la buona notizia che Dio ha così tanto amato il mondo da diventare parte di esso per salvarlo.

(traduzione a cura dell’Agenzia stampa NEV – notizie evangeliche)

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Un tempo per il creato

Clima. Verso la VII Assemblea della Rete cristiana europea per l’ambiente

A Milano cristiani europei parleranno della “vera sfida” del cambiamento climatico

Roma (NEV), 10 settembre 2008 – “La vera sfida del cambiamento climatico”: questo il tema della VII Assemblea della Rete cristiana europea per l’ambiente (ECEN), che si svolgerà dal 24 al 28 settembre a Triuggio (Milano). Stili di vita eco-compatibili, emergenza idrica, chiese ed eco-management, biodiversità, mobilità, elaborazione di liturgie apposite, sono solo alcuni tra i temi che saranno al centro dell’attenzione dei 100 delegati provenienti da tutta Europa ed appartenenti a chiese e associazioni ecclesiastiche di ogni denominazione.

Quest’anno, e per la prima volta, l’Assemblea ECEN è organizzata dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), partner italiano della rete. Il momento scelto coincide opportunamente con il “Tempo per il Creato” (1 settembre – 4 ottobre) dedicato dalle chiese europee alla preghiera per la protezione della creazione ed alla promozione di stili di vita sostenibili. In Italia già da alcuni anni la FCEI, la Conferenza episcopale italiana (CEI) e la Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia hanno inserito il Tempo per il Creato nel proprio anno liturgico.

Interverranno all’Assemblea esperti internazionali, tra cui il climatologo Jean Pascal van Ypersele, membro del Comitato intergovernativo delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico; il biologo Stefan Edman, autore di numerosi saggi sul cambiamento climatico; l’architetto del paesaggio Roberto Ferrero. Previsto il coinvolgimento delle comunità locali dell’area milanese.

“La partecipazione della FCEI e delle chiese milanesi contribuirà a illustrare l’impegno delle chiese evangeliche italiane e del movimento ecumenico sui temi della salvaguardia del Creato – ha spiegato all’Agenzia NEV Laura Casorio, segretario esecutivo della FCEI -. Partendo dalla decima raccomandazione del messaggio finale della Terza Assemblea ecumenica europea di Sibiu (Romania) molte chiese locali, insieme a fratelli e sorelle del movimento ecumenico, hanno dato vita ad alcune iniziative. Ci auguriamo che anche in Italia, quello che è stato denominato ‘Tempo per il Creato’ possa diventare uno stimolo in un percorso comune tra le confessioni cristiane, ma anche che questa VII Assemblea dell’ECEN abbia una ricaduta nella vita e nel lavoro delle nostre chiese”.

L’Assemblea sarà preceduta da una Giornata di riflessione su “Ecoteologia. Una fede nel tempo che cambia”, promossa dal Centro culturale protestante di Milano in collaborazione con la Commissione globalizzazione e ambiente (GLAM) della FCEI. Quali sono le implicazioni del passaggio dalla teologia della creazione all’ecoteologia? È possibile parlare di una teologia della liberazione per l’ambiente? A queste, ed altre domande cercheranno di rispondere Sigurd Bergmann, docente di studi religiosi all’Università di scienze e tecnologia di Trondheim (Norvegia) e componente del Forum europeo di studi religiosi e ambientali; Jutta Steigerwald della GLAM, nonché componente del Gruppo di lavoro sul cambiamento climatico del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC); Letizia Tomassone, pastora valdese e vicepresidente FCEI; e Paolo Colombo del Centro ecumenico europeo per la pace. Il 20 settembre dalle 16.30, in via Francesco Sforza 12a, Milano.

L’ECEN è una rete ecumenica fondata nel 1998 in seguito al grande risalto dato dalle prime due Assemblee ecumeniche europee (Basilea 1989 e Graz 1997) alla questione della salvaguardia del Creato, www.ecen.org .

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Rabbi Michael Lerner di Tikkun ci chiede una mano…

E’ in corso una traduzione accurata della lettera di rav Michael Lerner da parte del generoso Antonio Pinto, per la newsletter Ecumenici: ci sembra importante sostenere tutti gli sforzi della comunità di Tikkun anche in Italia. Siamo pienamente solidali con l’impegno che l’amato rabbino americano sta compiendo da anni per il cambiamento delle prospettive etiche nel Grande Creato.

Affidiamo questa lettera innanzitutto a Te: portala nella Tua comunità di fede, diffondila sulle liste di amici e conoscenti, inviala personalmente agli Uffici di Presidenza delle Chiese cristiane presenti in Italia, ai gruppi religiosi ebraici e a quelli islamici, alle comunità di fede buddiste, induiste, Bahá’í e non trascurarne nessuna per favore. Nemmeno quelle che qui non abbiamo indicato per motivi di sola sintesi del messaggio di invito.

Unisci quello che è sparso nel tuo piccolo.

Ecumenici raggiunge oggi solo 3.687 lettori, in gran parte residenti in Italia. Solo una goccia nel mare.

Per questo abbiamo bisogno anche di Te. In piena estate.

Noi non andiamo in vacanza e restiamo a tenerTi compagnia. Per dare un contributo a trasformare il mondo.

http://it.groups.yahoo.com/group/newsletter_ecumenici/

Tikkun, per guarire, riparare e trasformare il mondo

Appunti del rabbino Michael Lerner

27 luglio 2008

Caro Maurizio,

anche se tu non sei personalmente collegato a nessuna particolare comunità religiosa, probabilmente hai amici o contatti che vorrebbero sotto firmare questa lettera. Se ce li hai potresti gentilmente contattarli e invitarli a firmare? E se facessero ciò puoi dire loro di inviare i loro nomi e come potrebbero essere identificati? Poiché questo sforzo  è  soprattutto  rivolto  a  rappresentanti  di  comunità religiose, non prenderemo in considerazione seminaristi o capi religiosi il cui orientamento religioso non è ben definito, ad eccezione di capi religiosi o comunità come quelle dei Quaccheri che non hanno strutture verticistiche al loro interno, così  come prenderemo in considerazione capi di locali comunità. Dica loro di contattarmi al seguente indirizzo di posta elettronica:

RabbiLerner@gmail.com

Nel frattempo, se vuole mettere anche lei la sua firma a questa lettera, e apportare delle aggiunte o osservazioni, lo faccia, poi la mandi direttamente all’indirizzo del Comitato Generale per l’elezione di Obama a Chicago.

 

 

Cordiali saluti, Michael.

Rabbi Michael Lerner   Autore del testo, Tikkun

RabbiLerner@Tikkun.org 

 

P.S.   Conosce o lavora con persone che potrebbero essere interessate a fare parte di uno sforzo che si sta sviluppando attualmente per cambiare l’etica del loro lavoro o il contesto in cui quel determinato lavoro si è costretti a svolgerlo –  andando dal  Materialismo  basato  sul massimo sfruttamento del danaro,  del potere e  della  fama,  da un  lato,  fino ad arrivare, dall’altro,  alla  Base della Nuova Indigenza, fatta di generosità, prendersi cura degli altri, amore, gentilezza, sensibilità etica ed ecologica, rispetto  e  stupore  reverenziale  per il Gran Creato? Se sì, vorrebbe comunicargli che la Rete per gli Sviluppi Spirituali fra Fedi Religiose sta promuovendo una conferenza presso l’Università Berkley della California per le sopraelencate figure professionali da tenersi il prossimo 21 settembre 2008, e che se non possono parteciparvi, possono comunque farne parte mettendosi in contatto tramite il seguente indirizzo di posta elettronica   dlapedis@tikkun.org     – Dica prima loro di visitare il nostro sito  www.spiritualprogressives.org   per guardare in maniera dettagliata come fare l’iscrizione al convegno o come semplicemente registrarsi.

Siete interessati a creare con me un seminario di scambio interreligioso della durata di una settimana da tenersi durante l’estate 2009 e indirizzato a persone d’età compresa tra i 20 e i 40 anni  che sia una valida alternativa  al Burning  Man  [l’Uomo  che brucia]  (l’annuale evento religioso di Novembre  che conduce  qui  40.000-50.000 giovani —  organizzato e controllato  da Googling  it, e se voi non sapete come farlo, beh allora non siete le persone giuste per aiutarci ad organizzare questa manifestazione). La nostra riunione vorrebbe essere una celebrazione degli Spiriti Progressisti il cui impegno verso Dio, lo Spirito e l’Amore li conduca e sostenga il loro lavoro fino a Tikkun Olam (il luogo della guarigione e della trasformazione del mondo). Se siete intenzionati a sostenere e costruire con me ciò, vi prego di contattarmi. Non siamo sicuri al 100% di poter realizzare tale evento entro il 2009, ma realizzeremo sicuramente la nostra conferenza di Washington di primavera (che dobbiamo fare). Lo faremo solo se avremo tutto l’appoggio economico, spirituale e organizzativo dei nostri sostenitori (indicateci pure cosa siete capaci di fare, sarà più semplice nel distribuire incarichi o nel reclutare altri volontari e sostenitori).

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