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Quiz e premio

 

Il premio in palio per questo quiz è un dizionario di greco antico neotestamentario – italiano…  Vediamo se incrementiamo le risposte con una domanda aperta: ci si può dilungare. Vale sempre la prima risposta ampia e articolata. Non è gradita la mera nozione scolastica.

Perchè il principio comunista della comunanza dei beni è definito molti secoli prima dagli Hutteriti come principio cristiano?.

Pleonastico precisare che Marx conosceva probabilmente solo il cristianesimo ufficiale legato al  potere e comunque le sue conoscenze sul piano storico dei seguaci di Gesù erano oggettivamente molto limitate, almeno sotto il profilo scientifico.

La prima risposta ben argomentata è proclamata domani vincitrice. Auguri Ecumenici per l’undicesimo compleanno!
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Gli aiuti dati sull’argomento e postati sulle bacheche di Facebook:
GianLuca – provo col  riferimento alla descrizione della comunanza dei beni della comunità primitiva descritta in Atti degli apostoli?
Maurizio – parti bene ma sforzati di argomentare meglio… chi erano gli apostoli e cosa credevano di base? Quale era il principio teologico sottostante?
Gianluca – mi ricordo solo che erano concordi nella preghiera, nessuno riconosceva suo alcuno dei propri possessi, ma ogni cosa era deposta ai piedi degli apostoli ed erano distribuiti a chi ne aveva bisogno..uguali di fronte a Dio e ai beni concessi a tutti gli uomini.
Maurizio – perfetto ma c’è un presupposto culturale, teologico… che e’ contenuto nella loro formazione ebraica radicale. Io sono sicuro al 100% che lo sai e in questo momento tutto quello che hai detto è giusto ma manca proprio il punto di partenza diciamo … non l’arrivo (ossia le scritture del NT dove questi aspetti sono enunciati ; dovresti magari indicare anche dei versetti). Perchè ad esempio i beni serve distribuirli a chi ne ha bisogno e non tenerli per se? Ora mi metto a tacere altrimenti ti aiuto troppo
Gianluca – caro Maurizio ..sono con il cellulare… in giro… mi viene solo in mente il concetto di giustizia esposto nella formulazione del giubileo..tutto ritorna in giustizia a tutti…sarà che ho bevuto una grappa…ma stasera la mia formazione teologica lascia a desiderare :-) e mi viene anche in mente il grido dei profeti per la giustizia.
Maurizio – perfino i cattolici da qualche anno riconoscono il principio di fondo e potrebbe avere uno sviluppo interessante la cosa;  mi fermo qui e pubblico l’aiuto per tutt* in bacheca.  Si può rispondere al quiz ponendosi anche la seguente  domanda: ma alla fine che cosa siamo noi?

In risposta a Alberto sulle considerazione sugli Atti: La teologia incarnata dagli apostoli non ha come base se stessa e nemmeno il modello Gesù che avevano di fronte. C’era prima della consapevolezza messianica…

La risposta esatta è arrivata alle ore 23.35 da Lorenza, Curiosa Sempre… e ci mancava veramente il suo colpo maestro, come sempre. Bravissima ! Bravo anche Luca a cui verrà dato un premio di consolazione per le tante ulteriori argomentazioni secondarie ma utilissime. C’è chi conosce bene la teologia e non fa il compagno perchè la cellula di partito gli dice quello che deve pensare. Fa una scelta di fondo di Fede coerente.

“Le comunità Hutterite erano strutturate socialmente su norme di comunanza dei beni in base al principio di derivazione cristiana per cui l’individuo non può esser proprietario di beni, bensì solo amministratore.
Per la cerchia dei discepoli, soprattutto dei 12, valeva il principio della comunanza dei beni. la cassa era comune e tenuta da Giuda Iscariota (Giovanni 13,29).”

Sei perfetta è il principio dell’amministrazione del Creato e non della proprietà di esso il riferimento teologico di base (prima degli ebrei e poi delle comunità primitive cristiane)… e non a caso gli Apostoli erano ebrei ed ebree. Che poi l’ebraismo e il cristianesimo abbiano preso altre strade è un  punto di discussione, in parte oggi rivisto.

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Un tempo per il creato

Clima. Verso la VII Assemblea della Rete cristiana europea per l’ambiente

A Milano cristiani europei parleranno della “vera sfida” del cambiamento climatico

Roma (NEV), 10 settembre 2008 – “La vera sfida del cambiamento climatico”: questo il tema della VII Assemblea della Rete cristiana europea per l’ambiente (ECEN), che si svolgerà dal 24 al 28 settembre a Triuggio (Milano). Stili di vita eco-compatibili, emergenza idrica, chiese ed eco-management, biodiversità, mobilità, elaborazione di liturgie apposite, sono solo alcuni tra i temi che saranno al centro dell’attenzione dei 100 delegati provenienti da tutta Europa ed appartenenti a chiese e associazioni ecclesiastiche di ogni denominazione.

Quest’anno, e per la prima volta, l’Assemblea ECEN è organizzata dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), partner italiano della rete. Il momento scelto coincide opportunamente con il “Tempo per il Creato” (1 settembre – 4 ottobre) dedicato dalle chiese europee alla preghiera per la protezione della creazione ed alla promozione di stili di vita sostenibili. In Italia già da alcuni anni la FCEI, la Conferenza episcopale italiana (CEI) e la Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia hanno inserito il Tempo per il Creato nel proprio anno liturgico.

Interverranno all’Assemblea esperti internazionali, tra cui il climatologo Jean Pascal van Ypersele, membro del Comitato intergovernativo delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico; il biologo Stefan Edman, autore di numerosi saggi sul cambiamento climatico; l’architetto del paesaggio Roberto Ferrero. Previsto il coinvolgimento delle comunità locali dell’area milanese.

“La partecipazione della FCEI e delle chiese milanesi contribuirà a illustrare l’impegno delle chiese evangeliche italiane e del movimento ecumenico sui temi della salvaguardia del Creato – ha spiegato all’Agenzia NEV Laura Casorio, segretario esecutivo della FCEI -. Partendo dalla decima raccomandazione del messaggio finale della Terza Assemblea ecumenica europea di Sibiu (Romania) molte chiese locali, insieme a fratelli e sorelle del movimento ecumenico, hanno dato vita ad alcune iniziative. Ci auguriamo che anche in Italia, quello che è stato denominato ‘Tempo per il Creato’ possa diventare uno stimolo in un percorso comune tra le confessioni cristiane, ma anche che questa VII Assemblea dell’ECEN abbia una ricaduta nella vita e nel lavoro delle nostre chiese”.

L’Assemblea sarà preceduta da una Giornata di riflessione su “Ecoteologia. Una fede nel tempo che cambia”, promossa dal Centro culturale protestante di Milano in collaborazione con la Commissione globalizzazione e ambiente (GLAM) della FCEI. Quali sono le implicazioni del passaggio dalla teologia della creazione all’ecoteologia? È possibile parlare di una teologia della liberazione per l’ambiente? A queste, ed altre domande cercheranno di rispondere Sigurd Bergmann, docente di studi religiosi all’Università di scienze e tecnologia di Trondheim (Norvegia) e componente del Forum europeo di studi religiosi e ambientali; Jutta Steigerwald della GLAM, nonché componente del Gruppo di lavoro sul cambiamento climatico del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC); Letizia Tomassone, pastora valdese e vicepresidente FCEI; e Paolo Colombo del Centro ecumenico europeo per la pace. Il 20 settembre dalle 16.30, in via Francesco Sforza 12a, Milano.

L’ECEN è una rete ecumenica fondata nel 1998 in seguito al grande risalto dato dalle prime due Assemblee ecumeniche europee (Basilea 1989 e Graz 1997) alla questione della salvaguardia del Creato, www.ecen.org .

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