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Un eroe in punta di piedi

Ecumenici è entrato ieri sera nella c.d. “hall of fame” di Facebook per la Petizione contro l’abolizione delle cure primarie agli immigrati: un grande grazie a tutt* per il segno di civiltà dimostrato contro la barbarie governativa. Noi non consideriamo conclusa l’iniziativa. A presto, dunque!

 

(Ecumenici) “Negli ultimi tempi si abusa della parola eroe, ma Beppino Englaro è davvero un eroe contemporaneo. Un eroe in punta di piedi, che non fa chiasso o rumore. Uno che combatte strenuamente la sua battaglia nella legalità. Il caso di Eluana, sua figlia, in coma oramai dal 1994, e mantenuta in vita artificialmente è noto. Beppino si è battuto per tutti questi anni, nel campo del diritto, per far valere la volontà di sua figlia, cioè di staccare l’alimentatore. Un segno di civiltà e di enorme pietà. La corte di cassazione gli ha dato ragione, ma nonostante ciò la politica gli impedisce di esercitare i suoi inalienabili diritti. Forza Beppino, non ti arrendere. testimoniamo l’affetto e la solidarietà nei suoi confronti.

Perchè l’ Italia diventi un paese civile ci vogliono milioni di Beppino Englaro”.

Così è scritto in una breve presentazione di un gruppo a sostegno del padre di Eluana Englaro. Ecumenici continua a preferire il silenzio su questa vicenda ma non può non esprimere anche la propria solidarietà cristiana a un uomo che cerca di rispettare semplicemente la volontà della figlia, mentre i vassalli politici della corte vaticana sono ormai in uno stato di delirio quotidiano pur di guadagnare spazio sui media. Ho perfino la sensazione – come osservatore credente – che questi strani personaggi della commedia italiana (da Formigoni alla Binetti, passando per il Premier) di fatto negano l’esistenza della vita eterna, aggrappati come sono alle loro poltrone di gestione del potere. Perfino in veste di scienziati. Ne hanno in qualche modo perfino timore e non provano alcuna vergogna ad invadere un territorio strettamente familiare provato dal dolore.

Noi su questo argomento lasciamo parlare la coscienza di ciascuno e di ciascuna. Ma vi invitiamo a mettere per iscritto le vostre determinazioni in casi eventualmente analoghi in modo che sciacalli e avvoltoi di ogni tipo non irrompano nella vita dei vostri cari. Delle persone che veramente amate. Insomma non lasciatele sole in quei sempre possibili momenti, fra gli artigli di questi personaggi rozzi, insensibili e spregiudicati, con la pretesa di rappresentare il cristianesimo. Evidenziamo a tal proposito che l’organizzazione cattolica “Noi siamo chiesa” ha diffuso un comunicato stampa in cui (ri)presenta in Italia un’interessante proposta; ecco i passi per noi più significativi:

“(…) i vescovi italiani farebbero bene ad informarsi di quanto sostiene il documento “Christliche Patientenverfugung” (Disposizioni sanitarie del paziente cristiano). Si tratta di un testo firmato congiuntamente nel 1999 (e rivisto nel 2003) dalla Chiesa cattolica tedesca e da tutte quelle evangeliche, proposto ai cristiani tedeschi e contenente un testo con disposizioni sul fine vita (una specie di testamento biologico).

Pare che esso sia già stato sottoscritto da più di tre milioni di persone (allego, per opportuna conoscenza, il formulario proposto alla firma). Vi si dicono, tra l’altro, cose chiarissime sul rispetto della volontà del malato, sulla differenza tra eutanasia attiva e eutanasia passiva e sull’accanimento terapeutico. Cose del tutto diverse di quelle di cui straparlano gli organizzatori della campagna in atto nel nostro paese”.

DISPOSIZIONI ASSISTENZIALI-SANITARIE DEL PAZIENTE CRISTIANO

CON PROCURA PREVENTIVA

E ISTRUZIONI VINCOLANTI PER ASSISTENZA E CURE MEDICHE

2. edizione

*

*Formulario

*

*I.* *Disposizioni assistenziali-sanitarie del paziente cristiano

*Per il caso in cui io non possa dare forma o esternare la mia volontà, dispongo quanto segue:

Non mi possono essere messe in atto misure intese a prolungare la vita se viene constatato, secondo scienza e coscienza medica, che ogni provvedimento per il prolungamento della mia vita è privo di prospettiva di miglioramento clinico e solamente ritarderebbe la mia morte.

In questo caso assistenza e trattamenti medici, come anche cure premurose, devono essere diretti al lenimento delle conseguenze del male, come p. es. dolori, agitazione, ansia, insufficienza respiratoria o nausea, anche se la necessaria terapia del dolore non esclude un accorciamento della vita.

Io voglio morire con dignità e in pace, per quanto possibile vicino e a contatto dei miei congiunti e delle persone che mi sono prossime e nel mio ambiente familiare.

Desidero assistenza spirituale. La mia confessione è ……………………..

*Spazio per disposizioni aggiuntive:

*

…………………………………………………………………………….……

*II. Procura preventiva

*

/La procura preventiva riguarda esclusivamente il campo della salute.

Altre disposizioni per questioni private, economiche e finanziarie in situazione di vecchiaia, malattia e morte non vengono trattate qui.

/Per il caso in cui io non possa più dare forma o esprimere la mia volontà do qui procura a rappresentarmi, quale persona di mia particolare fiducia, a:

Nome:

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Data di nascita:

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Via:

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Città:

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Telefono/Cellulare:…………………………………………………………………………………………………………..

La persona titolare della procura deve prendere in mia vece tutte le decisioni necessarie circa il mio trattamento sanitario e accordarsi con il medico curante. Di conseguenza ella deve tenere conto prima di tutto dei miei desideri e delle mie idee, come li ho esposti nelle Disposizioni assistenziali-sanitarie del paziente.

Il procuratore/trice può esaminare la documentazione sanitaria e autorizzare la sua consegna a terzi. A questo scopo dispenso tutti i medici che mi assistono e l’altro personale non medico dall’obbligo del segreto professionale nei confronti della persona mia procuratrice.

Il mio procuratore/trice può rifiutare o fissare l’interruzione di singole misure mediche dirette all’analisi dello stato di salute, di interventi [chirurgici] e del trattamento terapeutico, anche se da queste risoluzioni dovessero seguire la mia morte o danni gravi o durevoli alla mia salute (§ 1904 Bürgerliches Bundesgesetz – Codice Civile della Repubblica Federale Tedesca).

Il procuratore/trice può decidere sulla mia sistemazione in una Casa-ospizio o in un’altra istituzione con effetto privativo della mia libertà e circa misure [sanitarie] che mi privino della libertà (p. es., applicazione di cinghie toraciche e grate per il letto e somministrazione di medicinali), finché è indispensabile per il mio bene (§ 1906 Bürgerliches Bundesgesetz – Codice Civile della Repubblica Federale Tedesca).

*Procura suppletiva

*Se la persona sopra nominata fosse impedita nell’esercizio del mandato, nomino al suo posto procuratore/trice:

Nome:

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Data di nascita:

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Via:

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Città:

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Telefono/Cellulare:…………………………………………………………………………………

*III. Istruzioni vincolanti per assistenza e cure mediche

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Se fossero necessarie Istruzioni vincolanti per assistenza e cure mediche le Disposizioni assistenziali-sanitarie del paziente valgono in loro vece. Nelle Disposizioni ho definito ciò che desidero per il mio trattamento e assistenza. Per il Giudice tutelare sse sono vincolanti come espressione della mia volontà.

Come assistente deve essere nominato/a:

Nome:

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Data di nascita:

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Via:

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Città:

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Telefono/Cellulare:………………………………………………………………………………………….

Desidero che la seguente persona *NON* sia nominata:

Nome:

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Data di nascita:

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Via:

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Città:

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Telefono/Cellulare:…………………………………………………………………………………………..

*IV. Firme*

 

Un valdese interroga un teologo sulla reincarnazione

Sono un credente che frequenta la chiesa valdese e per me la domanda è seria e per niente provocatoria. Ultimamente ho letto parecchio sulla reincarnazione e sull’ipnosi di regressione alle vite passate, e ho constatato che il tutto non è così assurdo come potrebbe sembrare a prima vista, ma plausibile e naturale (non c’entra niente con sedute spiritiche e altre cavolate esoteriche). Anzitutto, ci sono dei passi del Nuovo Testamento che possono essere letti in chiave di reincarnazione: a esempio Luca 1, 17; Matteo 11, 14; 17, 11-13; Giovanni 3, 5-8. In secondo luogo i primi cristiani credevano nella rinascita delle anime fino all’anno 553, quando il concilio di Costantinopoli condannò Origene, uno dei padri della Chiesa, perché predicava la preesistenza delle anime, dotate di libero arbitrio: quelle che non sceglievano di avvicinarsi a Dio, venivano punite nel senso che venivano legate a un corpo e alla legge della rinascita fino a che esse sarebbero tornate pure. In terzo luogo, le religioni orientali considerano il passaggio dell’anima da un corpo morto a una nuova nascita come la cosa più normale del mondo (specialmente l’Induismo). Per noi è difficile perché abbiamo il cervello condizionato dal 553. In quarto luogo ci sono medici, psicologi, terapeuti e altre persone serissime che sono in possesso di centinaia di testimonianze relative a esperienze nelle quali vi sono tracce della vita precedente o anche di più vite di una stessa persona. Infine, la dottrina della reincarnazione o trasmigrazione delle anime è stata sostenuta da antichi pensatori come Pitagora, Platone e Plotino, oltre che da vari testi religiosi orientali antichi. C’è anche un passo del Corano (Sura 2, versetto 28) che può essere interpretato come un accenno alla reincarnazione.

La dottrina della reincarnazione dà una speranza a tutte le migliaia di bambini morti alla nascita, oppure nati ciechi, sordi, menomati, nonché ai giovani soldati caduti, alle mamme morte di parto, e così via: non è forse giusto che tutte queste vite spezzate abbiano un’altra possibilità, una seconda chance? Non è forse vero che con la reincarnazione la loro morte sarebbe molto meno traumatica, ingiusta e terribile?

A mio avviso può essere naturale e voluto da Dio il lento evolversi delle anime attraverso differenti corpi, finché essa sia degna di stare vicino a lui e non incarnarsi più. Un’evoluzione simile a quella materiale (quasi darwiniana) di tutte le piante, degli animali e degli uomini. Penso che ciò sarebbe in armonia con tutto il creato di Dio misericordioso.

Chiedo l’opinione valdese su questa ipotesi. Grazie.

Adolfo Seibig – Torino

 

Questa lunga lettera affronta un tema antico e controverso, sul quale il nostro lettore chiede «l’opinione valdese». Potrò fornirgli solo l’opinione di un valdese, cioè del sottoscritto, dato che non mi risulta che il Sinodo – che è l’unico organo che può esprimere il pensiero della Chiesa valdese nel suo insieme su questioni di fede, dottrina e morale – si sia mai pronunciato al riguardo. In assenza di un pronunciamento sinodale, si può supporre quel che la Chiesa valdese potrebbe pensare e dire sulla reincarnazione, mettendo questa dottrina a confronto con la Sacra Scrittura, che per noi è la norma della fede, e quindi anche delle sue formulazioni dottrinali.

Ma prima di tutto occorre cercare di chiarire bene che cos’è questa dottrina. Il suo presupposto fondamentale è (per quel che ne ho capito) che corpo e anima sono due realtà che vivono esistenze autonome: mortale quella del corpo, immortale quella dell’anima. Quando una nuova vita viene concepita, e poi nasce, nasce il corpo, ma non l’anima; quella che il corpo poi riceve è un’anima preesistente e immortale (non però quella dei genitori), che entra in quel corpo e convive con esso fino alla morte, staccandosene poi al momento della morte, e incarnandosi poi in nuovi corpi, che possono essere umani, ma anche animali o vegetali (secondo la qualità della vita vissuta fino ad allora e in base alla «legge del karman», cioè della esatta retribuzione delle azioni buone o malvagie in questa vita o in una futura).

Lo scopo della catena delle successive reincarnazioni è la progressiva purificazione dell’anima attraverso l’espiazione di colpe commesse nella vita precedente e il sempre maggiore amore per il bene: le reincarnazioni durano finché l’anima non è perfettamente purificata e cessano quando la perfezione è raggiunta e l’anima può riunirsi a Dio. Questa dottrina (qui molto sommariamente riassunta; ne esistono diverse varianti) pare al nostro lettore «plausibile e naturale», anche se alla fine la presenta – se ho letto bene – solo come «ipotesi»: un’ipotesi, comunque, che egli trova convincente. Che dire al riguardo? Farò due osservazioni, diciamo così, oggettive, e altre due invece critiche.

1. La prima osservazione oggettiva è questa: è verissimo quanto afferma il nostro lettore circa l’antichità e la diffusione si può dire mondiale di questa dottrina che si ritrova, in forme diverse, in molte culture religiose antiche (in Africa, a esempio, è collegata al culto degli antenati), ma ha la sua patria d’elezione in India. Fu professata da alti esponenti della filosofia greca, come Platone, che dedica le ultima pagine della Repubblica proprio al tema dell’anima immortale, che entra successivamente in diversi corpi, ma può essere contemplata nella sua purezza solo quando è staccata dal corpo. Le anime scelgono il loro destino futuro nei diversi corpi secondo le esperienze fatte nella vita precedente, poi bevono un po’ d’acqua dal fiume Amelete, dimenticando così il proprio passato e rinascendo in un nuovo corpo, per una nuova vita.

Nel Medioevo europeo si sono avute trasposizioni «cristiane» della dottrina della reincarnazione, non solo tra i Catari: se ne hanno tracce presso popolazioni visigote in Prussia e in narrazioni mitiche irlandesi, come quella di un giovane che nel corso di secoli visse come cervo, cinghiale, falco e salmone, prima di rinascere come figlio del re Carell ed essere convertito al cristianesimo da San Patrizio. L’ultima rinascita è resa possibile dal fatto che la madre umana del figlio del re ha mangiato il salmone, corpo della reincarnazione precedente. Questa dottrina ha dunque trovato qualche spazio persino nel Medioevo cristiano.

Non è però vero quello che suggerisce il nostro lettore, e cioè che la dottrina della reincarnazione è stata professata dai cristiani fino al 553. Questo non mi risulta affatto. A mia conoscenza, nessun «padre della Chiesa» la fa propria e neppure la menziona, tranne Origene (185-254 ca.), di cui parlerò tra un istante. E veniamo all’oggi. Oggi la situazione è cambiata o sta cambiando, nel senso che sembra in aumento il numero dei cristiani che, come il nostro lettore, non considerano incompatibile l’idea della reincarnazione con la loro fede.

2. La seconda osservazione oggettiva è questa: la dottrina della reincarnazione ha dalla sua un notevole vantaggio: offre una risposta a molte domande che, altrimenti, restano inspiegabili. In particolare: [a] spiega perché tante sofferenze si abbattono su una persona nel corso della sua vita senza ragioni plausibili (le ragioni vanno cercate in una vita precedente); [b] fornisce una consolazione alle tante vite spezzate o neppure sbocciate, dischiudendo per loro una prospettiva di risarcimento (in una vita futura, in questo mondo); [c] stabilisce un principio rigoroso di giustizia distributiva: ogni azione sarà premiata (se buona) o punita (se cattiva). Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato, come dice anche l’apostolo Paolo (Galati 6,7-8): se non in questa vita, raccoglierà, in bene o in male, in quella prossima.

Questi sono solo alcuni cenni. Ci sono molte pubblicazioni serie su questa dottrina, che riportano esperienze di persone che, in vari momenti della loro vita (compresi alcuni vissuti sul confine tra la vita e la morte), hanno acquistato la certezza di aver vissuto già altre vite. Chi vuole documentarsi sull’argomento, può farlo senza difficoltà.

Veniamo ora alle osservazioni critiche.

A. La prima riguarda Origene e la sua condanna. Effettivamente, un editto dell’imperatore Giustiniano (527-565 d.C.) del 543, poi letto pubblicamente al Concilio di Costantinopoli del 553, condanna la dottrina della preesistenza delle anime le quali, «avendo preso disgusto della visione divina», sono state «per punizione mandate giù nei corpi». Qui, a rigore, è condannata la dottrina della preesistenza delle anime, non quello della loro trasmigrazione in diversi corpi successivi. Origene (185-254 ca.) sosteneva la prima, ma non è certo che professasse la seconda. Ma anche se l’avesse professata, la sua condanna non ha certo avuto gli effetti dirompenti che il nostro lettore immagina, per il semplice fatto che allora la dottrina della reincarnazione non era diffusa nella popolazione (più o meno cristiana), al massimo lo era in pochi circoli di intellettuali influenzati dal neoplatonismo.

Ma qual è la ragione della condanna ? È che l’idea di anime preesistenti che per punizione sarebbero state precipitate in corpi umani non trova alcun riscontro nella Sacra Scrittura e quindi è priva di autorità per la fede cristiana.

Si tratta di una dottrina filosofico-religiosa degna di ogni considerazione, ma che, essendo priva di fondamento biblico, non si capisce perché la fede dovrebbe farla propria. La visione biblica dell’uomo è diversa. In primo luogo l’essere umano è visto come un’unità di anima e corpo, pur nella loro ovvia differenza. Un’anima che abiti successivamente in più corpi è un’ipotesi biblicamente impensabile: Giovanni Battista non è la reincarnazione di Elia, ma è «l’Elia che doveva venire» (Matteo 11, 14), secondo la profezia di Malachia 4, 5, cioè colui che, nei tempi finali, deve svolgere una funzione analoga a quella svolta a suo tempo dal profeta Elia.

In secondo luogo la fede cristiana afferma la risurrezione dei corpi e quindi l’unicità di ogni creatura umana. È il corpo che in questa vita individua inconfondibilmente ogni persona e che è destinato, come «corpo spirituale» (I Corinzi 15, 44), non alla distruzione, ma alla vita eterna: non è quindi un semplice involucro provvisorio senza futuro.

B. La seconda osservazione critica riguarda l’idea di fondo che governa la dottrina della reincarnazione, e cioè quella dell’anima che, attraverso una lunga catena di incarnazioni successive, progressivamente si purifica fino a raggiungere la perfezione. La fede cristiana afferma invece che Cristo, con il dono della sua vita, «purifica le nostre coscienze dalle opere morte» (Ebrei 9, 14). Mentre la dottrina della reincarnazione propone una via (nobile) di autopurificazione delle anime, l’Evangelo è che Cristo «ci purifica da ogni peccato» (I Giovanni 1, 7).

Che dire in conclusione? Dirò che la dottrina della reincarnazione contiene pensieri buoni, come quello che le vite spezzate dovranno in qualche modo essere risarcite, quello secondo cui ciascuno di noi raccoglie quello che avrà seminato, e quello dell’unità stretta tra vita spirituale e vita morale. Questi pensieri sono anche cristiani. Ha però il torto, secondo me, di separare quello che Dio ha unito, ipotizzando un momento in cui il corpo è senz’anima e l’anima senza il corpo, e di lasciare completamente sullo sfondo (anzi, di ignorare del tutto) la grande purificazione delle anime e dei corpi, avvenuta per tutti e una volta per sempre sulla croce del Golgotha, negli anni Trenta della nostra era.

Prof. Paolo Ricca

(fonte: Riforma)

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Sinodo valdese: cultura teologica e presenza pastorale femminile

 

 

Non ha lasciato margini di equivoci la predicazione odierna del pastore Paolo Ribet su Deuteronomio 6,4-9:

 

cultura teologica e donne pastore sono il biglietto da visita del popolo protestante. E l’immagine di questo popolo, che non si limita più alle valli piemontesi, si concretizza allorquando sia all’interno del Tempio (stracolmo di persone in ogni ordine di posto) che all’esterno, nel giardino, si levano le mani in alto per accompagnare la discesa dello Spirito santo sulle tre giovani donne pastore consacrate oggi. Giuseppina Bagnato, Joylin Galapon e Caterina Griffante sono emozionate ma non troppo. Hanno già sottoscritto l’antica confessione di fede del 1655.

Nel Sermone perfino una citazione di Benedetto XVI e il valore del confronto non solo con le realtà cristiane ma anche con le altre Fedi viventi. Tutti, o quasi, sperano nelle parole del pastore allorquando si auspica un confronto serrato e perfino duro sul piano teologico in merito alle tematiche all’ordine del giorno, fermo restando il clima di fraternità dell’Assemblea. Sembra quasi di vivere fuori del mondo di plastica a cui siamo ormai abituati dai media di regime. Dove tutto e’ concordato e il copione è già scritto in favore di miracoli e delle icone dell’idolatria c.d. popolare. A partire da Padre Pio, citato dallo stesso Ribet.

Sono posti all’attenzione dei ministri della parola e di tutti i laici convenuti al Tempio la questione del testamento biologico, col caso di Eluana Englaro,  e il grido di dolore degli immigrati in balia delle onde nel canale di Sicilia. Sono in realtà molti altri i nodi da sciogliere. In primis la militarizzazione del territorio nazionale, i diritti civili, le politiche di pace, la povertà nel mondo ma anche in Italia. Hanno partecipato al culto anche diversi ospiti italiani e stranieri, rappresentanti di diverse chiese evangeliche ed organismi ecumenici dell’Europa e degli USA.

Fuori dal Centro culturale valdese – tra l’altro –  una banda di trombettieri della chiesa evangelica del Baden (Germania) suona “Lode all’Altissimo” e molte altre musiche della Riforma. Le persone si fermano ad applaudirli. Domani, in ogni caso, occorre mettersi al lavoro per ascoltare il grido di Dio rivolto non solo a Israele ma a tutti, ciascuno con le proprie responsabilità.

E il compito non è certo semplice. Ma chi ha quasi un millennio di storia può forse farsi intimorire dalle sfide dei tempi? Può permettersi di lasciare il campo a forze evangeliche che vietano la preghiera alle donne nei templi (come capita spesso di constatare nei “Fratelli”), all’isterismo dei fanatici che pensano di disporre, quasi come fosse una proprietà privata, lo Spirito Santo o a lasciare il monopolio del dibattito pubblico agli affaristi conservatori di Comunione e liberazione?

I valdesi partono – a ben vedere – con una mossa di vantaggio: il loro popolo mastica teologia più che le sacrestie del potere. Per un cristiano è tutto quello che gli occorre per poter dire ancora che “la luce brilla nelle tenebre”.  Il compito sta ora ai Sinodali capire dove Dio ha urlato e non è stato capito. Spesso nemmeno dagli stessi cristiani… la Parola non può mai essere incatenata!

 

E lo Spirito ha soffiato. Eccome!

 

Il sito ufficiale che segue l’evento è a questo link http://www.chiesavaldese.org/pages/archivi/evidenza_commenti.php?scelta=comunicati

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