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Il Dio del nord…

Ultime Notizie!

La Chiesa di Scozia sostiene la chiamata pastorale di un reverendo apertamente omosessuale!

 Edimburgo, Scozia


Il Reverendo Lindsay Louise Biddle, cappellano della Chiesa “Affirmation Scotland”, autore del Corso di Autodifesa su basi bibliche e già membro del Congresso Nazionale MLP, ci ha fatti partecipi di questa buona notizia proveniente dalla Congregazione delle Chiese Scozzesi:

 “Dopo 3 ore e mezza di dibattito, l’Assemblea Generale delle Chiese Scozzesi, riunitesi ad Edimburgo lo scorso sabato sera, 23 maggio 2009, con 326 voti a favore e 267 contrari ha approvato l’azione condotta avanti dal Presbiteriato di Aberdeen (intrapresa nel gennaio del 2009) per appoggiare pienanamente la chiamata pastorale (proposta nel novembre del 2008) da parte della Chiesa Parrocchiale Croce della Regina Celeste ad Aberdeen, a sostegno del Reverdo Scott Rennie, un prete apertamente omosessuale all’interno della Congregazione delle Chiese Scozzesi, il quale vive un rapporto di convivenza con il suo compagno cattolico cristiano David, che lavora come insegnante di educazione religiosa.
Rendiamo grazie a Dio per una chiesa tollerante nella quale tutti sono i benvenuti!

“Gesù mi ama!”, è ciò che mi dice la Bibbia. “Apparteniamo tutti a Cristo, qualsiasi sia il nostro orientamento sessuale! Gesù mi ama! Questo afferma la Bibbia! Dio ci ha creato tutti buoni, ed è ciò che è stato fatto! Sì, Gesù mi ama! Sì, Gesù mi ama! Tutto ciò me lo dice la Bibbia!”

 

Messaggio inviato dall’orgoglioso Cappellano della Chiesa Affirmation Scotland, reverendo signor Lindsay Louise Biddle,
30 Ralston Avenue , Glasgow G52 3NA 0141- 883-7405
Rendiamo grazie a Dio per questa giusta, Straordinaria decisione piena di fede presa il giorno 23 di maggio 2009 dalla Congregazione delle Chise Scozzesi e preghiamo per la sua testimonianza e perchè ispiri la Chiesa Presbiteriana d’America (negli Stati Uniti) e tutte le altre comunità religiose di base Cristiana.

con gratidudine e speranza,

Michael

Michael J. Adee, M.Div., Ph.D., Executive Director & Field Organizer

More Light Presbyterians, 369 Montezuma Avenue # 447, Santa Fe, New Mexico 87501 USA (505) 820-7082, michaeladee@aol.com, www.mlp.org 

 ab

 

Ecumenici aderisce dal 2007 a MLP.

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La Cina vista dall’interno

Tutte le religioni di Pechino

Uno sguardo alla realtà religiosa cinese

(VE) Il pastore evangelico svizzero Tobias Brandner vive e lavora a Hongkong da dodici anni. Brandner si trova in Cina su incarico dell’organismo di partenariato tra chiese Mission 21, con sede a Basilea. A Hongkong è cappellano nelle carceri. Il settimanale svizzero Reformierte Presse lo ha intervistato a proposito della situazione religiosa in Cina.

Perché il governo cinese non vede di buon occhio le religioni?
Le religioni sono guidate e governate da un’altra autorità. Il governo cinese è abituato a pretendere di essere l’autorità più alta. Le religioni non rispettano ovviamente questa pretesa.

La Cina non gode di una buona immagine, in Occidente, per quanto concerne la libertà religiosa e il rispetto dei diritti umani. A torto o a ragione?
A mio parere, a ragione. La classe dirigente attualmente al potere si preoccupa del dissenso e cerca in ogni modo di vietarlo. La crescente disparità tra ricchi e poveri provoca molta instabilità. Le autorità cinesi affrontano il problema aumentando e irrigidendo i controlli.

In Occidente abbiamo l’impressione che il governo cinese se la prenda più con i tibetani che con i cristiani. Come giudica la situazione?
La situazione dei cristiani è in effetti diversa da quella dei tibetani. Nei confronti dei tibetani il governo attua una vera e propria repressione, perché teme il pericolo di una secessione. Per quanto concerne i cristiani, questo timore non c’è. La maggior parte dei cristiani appartiene all’etnia Han che rappresenta oltre il 90% dell’intera popolazione cinese. Inoltre la maggior parte dei cristiani non si interessa di politica – almeno fino a quando il governo li lascia in pace. Lo Stato cinese sostiene addirittura la chiesa protestante patriottica, allo scopo di guadagnarla alla propria causa e legarla a sé.

I buddisti possono vivere liberamente la loro fede in Cina?
Per i buddisti vale ciò che ho detto per i cristiani. Se mantengono un atteggiamento patriottico e non esprimono critiche contro il governo, vengono lasciati in pace o addirittura sostenuti. È raro che abbiano delle critiche da muovere al governo.

Qual è la situazione della minoranza musulmana degli Uguri?
La paura, diffusa in Occidente, nei confronti di gruppi islamici radicali, ha dato al governo di Pechino la legittimazione per procedere contro la minoranza degli Uguri. Quella popolazione non si sente cinese e questo accresce nelle autorità il timore di una secessione. Il Tibet, il territorio uguro dello Xijiang e Taiwan sono le minacce più rilevanti all’integrità dello Stato. A Taiwan, diversamente che nel Tibet e nello Xinjiang, l’indipendenza è già una realtà.

Il cristianesimo e la mentalità cinese sono compatibili?
Assolutamente sì. Del resto, non conosco nessuna cultura che sia incompatibile con il cristianesimo. Forse si potrebbe dire che la mentalità cinese è anche più compatibile con il cristianesimo che non l’arida razionalità europea. In Cina i racconti di guarigioni spirituali, della cacciata dei demoni, dello Spirito santo che trasforma la vita delle persone trovano un terreno più favorevole.

La religione dominante in Cina è il buddismo?
No, la religione dominante è il culto degli antenati, una forma di animismo. Il buddismo si è diffuso amalgamando elementi di quella tradizione.

E il cristianesimo? Si parla di 60-100 milioni di credenti. È più presente il protestantesimo o il cattolicesimo?
Il protestantesimo è più presente. È anche più capace di adattarsi in modo flessibile alle diverse circostanze contestuali. Il problema, per il cattolicesimo, consiste nel fatto di essere controllato dall’esterno, da un altro centro di autorità. E ciò non piace ai cinesi, i quali da questo punto di vista sono molto sensibili (trad. it. P. Tognina)

 

Ecumenici segnala che il pastore presbiteriano Mark Phillips dall’Ohio (USA) ha accettato l’invito di accompagnarci nel cammino. Sarà nostra cura garantirgli un adeguato servizio di traduzione che consentirà a tutt* di apprezzare il suo servizio.

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