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In Forum di Indipendenza sul Congresso del PRC

Invitato dalla redazione di Indipendenza ho detto la mia sul Congresso del PRC: chi ha qualcosa di interessante da dire, scriva su http://indipendenza.lightbb.com/index.htm

 

Sono stato colpito dalla reazione negativa della componente congressuale sconfitta; coloro che si autoproclamano pronti al dialogo con chiunque si sono arroccati in una sterile e inconcludente polemica post-congressuale che non gli fa onore personale e politico, ammesso che rivendicano ancora l’appartenenza alla casa comunista.

Chi mi conosce sa che preferisco come socialista alla Ragaz  il confronto con le componenti anarchiche, comuniste, radicali rispetto a qualsiasi atra posizione c.d. riformista. In Italia c’è il caso Di Pietro ma è un fenomeno politico tipicamente nazionale, non riscontrabile altrove. Del resto ricordo bene – in ogni caso – le foto di un compagno del PDCI, noto sul web per diverse mailing list,  che mostravano un simpatico Di Pietro in ex terra sovietica… ma non è questo l’argomento su cui desideravo farvi sapere la mia opinione.

Sono contento che anche Rifondazione comunista abbia ritrovato il sale dell’identità propria con uno slancio di tutto rilievo, visto che si è mobilitata tutta la stampa borghese (in primis Repubblica ma anche la “rossa” Rai tre) per mettere in risalto i pericoli della svolta a sinistra, in primis per la temuta impossibilità di ricostituire un fronte di governo alternativo al PdL e secondariamente per la possibile scissione interna.

Francamente non sono preoccupato dell’arcipelago a sinistra ma  semmai della mancanza di un protagonista politico nelle lotte sindacali, ecologiste, femministe e libertarie. Si ho scritto bene intendevo proprio libertarie. In quanto ritengo che il non aver mandato a casa il Governo Prodi sulla questione delle libertà civili e sulla mancata abolizione della Legge 30 sia stata la ragione principale della sconfitta di questo partito alle ultime elezioni. Sicuramente io non l’ho piu’ votato e come me molte altre persone che conosco e che ho invitato all’astensione politica consapevole. Non è un caso che abbia ricevuto nella mia cassetta postale molte lettere di dissenso che affermavano che ero un complice della strategia veltroniana. Quando la sinistra ragiona col paraocchi anziché col cuore e col la testa può essere che gli sfugga il controllo della situazione. Soprattutto dimenticavano di considerare che le Assemblee romane anarchiche si coagulavano intorno a questo pensiero. Che non c’entrava nulla con quello  scritto o detto dal comico Grillo, dimostrando – tra l’ altro – che chi voleva occuparsi di politica non era nemmeno in grado di vedere e ascoltare quello che avveniva intorno.

Ho grande stima di una persona politica come Ferrero che di certo non si inchinerà al Papa di turno e saprà meglio garantire la laicità di un partito che è schierato per una visione laica della vita politica. Lo racconta la sua storia e la sua formazione personale. Anche nella FGEI.

Dico questo come compagno che ha il suo principale interesse nella teologia sociale e che conosce altrettanto bene i compromessi di un partito che ha tentato invano e in malo modo di costruirsi qualche credenziale nel mondo cattolico. Lo posso dire perché per un anno sono stato iscritto al PRC ed ho conosciuto i goffi tentativi locali nel contrastare lo strapotere di Comunione e liberazione nell’alto milanese.

La tattica utilizzata era il silenzio. Mi ha colto francamente il dubbio se non fosse un silenzio complice o peggio un silenzio comprato.

Trovo in ogni caso positivo che le minoranze si siano aggregate sulla base di una ricerca d’ identità. Non essendo piu’ un iscritto non ho il diritto di partecipare a questo momento di ricostruzione di un percorso politico ma mi sento di dire ai comunisti: non mollate per favore.

L’Italia ha ancora bisogno dei comunisti. In questo momento sento a sinistra la mancanza di un riferimento forte ma sento anche l’assenza di una chiara e decisa presa di posizione sulle tematiche etiche, in una visione laica dello Stato, e delle libertà civili. Mi riferisco alla tematica del testamento biologico (che oggi riguarda ben 7000 persone che lo hanno depositato presso Associazioni e medici), alle lotte per rivendicare il matrimonio civile gay, alla ricerca scientifica mirata al progresso, ecc.

Posso dire con certezza che non mancherò di ascoltare la voce che i comunisti sapranno esprimere nei prossimi mesi, anche se questo significherà perdere il saluto di compagni come Enzo di Como e altri ancora, che si riconoscono più nelle esercitazioni di fine Congresso per l’isola dei famosi che su temi qualificanti la storia di un partito che vuol rivendicare con orgoglio la bandiera dell’eguaglianza.

A questa gente io mi sento vicino. Come socialista cristiano. Non è molto la vicinanza, lo so. Ma non è poi nemmeno trascurabile.

 

Saluti socialisti.

Maurizio Benazzi

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