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Buone notizie dal New York Times

Buone notizie dalla Chiesa Episcopale!

dal New York Times

15 luglio 2009

La Chiesa Episcopale Americana chiede la fine della scomunica per i Vescovi Omossessuali  (articolo di Laurie Goodstein)  Anaheim, California.  – I Vescovi della Chiesa Episcopale Americana hanno votato al convegno della loro chiesa lunedì scorso per estendere anche a omosessuali e lesbiche la possibilità di diventare “sacerdoti ordinati”, una mossa che potrebbe effettivamente indebolire una moratoria sull’ordinamento dei vescovi omosessuali che la chiesa aveva votato nel precedente convegno tre anni fa. 

 

La risoluzione votata lunedì scorso è stata scritta in modo che possa permettere alle diocesi che lo vogliano di prendere in considerazione anche candidati omosessuali per il ruolo di cardinali, ma non ha ordinato a tutte le diocesi di fare così.

Una misura simile è stata votata domenica scorsa dall’altro corpo legislativo della Chiesa Episcopale, la Casa dei Deputati, che è composta da legislatori e clero. Martedì prossimo, la versione dei vescovi sarà probabilmente rinviata alla Casa dei Deputati per un riesame.

La risoluzione, se approvata, probabilmente si andrebbe ad aggiungere alla lunga serie di diatribe all’interno della Comunità Anglicana d’America, la terza più grande famiglia di Chiese Cristiane, di cui la Chiesa Episcopale è uno dei rami.
La battaglia sul tema dell’omosessualità nella Chiesa Episcopale è stata seguita da vicino da altre Chiese protestanti americane che sono esse stesse divise al loro interno sul tema. La maggior parte di loro stanno guardando alla Chiesa Episcopale come a una campana il cui rintocco possa predire se la loro denominazione possa sopravvivere intatta alla tempesta sull’omosessualità.

Alcune provincie più conservative della Comunità Anglicana, specialmente quelle africane, hanno rotto i loro legami con la Chiesa Episcopale in anni recenti soprattutto quando la chiesa ha consacrato il vescovo Gene Robinson, il primo vescovo apertamente omosessuale della comunità, che fu eletto nella diocesi del New Hampshire sei anni fa.

(traduz. Prof. Antonio Pinto – la versione integrale come altri articoli e preghiere sono a disposizione sul sito www.ecumenici.eu )

 

Circolo di preghiera:

Preghiamo per la sorella e madre Tina colpita da un’ischemia invalidante

affinchè possa ritrovare presto la luce fuori dal tunnel

Dammi il supremo coraggio dell’Amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose,
o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi,
onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell’amore,
e dell’amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita nella morte,
alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore,
che accetta l’offesa,
ma disdegna di ripagarla con l’offesa.
Dammi la forza di amare
sempre
e ad ogni costo.

Tagore

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Il Dio del nord…

Ultime Notizie!

La Chiesa di Scozia sostiene la chiamata pastorale di un reverendo apertamente omosessuale!

 Edimburgo, Scozia


Il Reverendo Lindsay Louise Biddle, cappellano della Chiesa “Affirmation Scotland”, autore del Corso di Autodifesa su basi bibliche e già membro del Congresso Nazionale MLP, ci ha fatti partecipi di questa buona notizia proveniente dalla Congregazione delle Chiese Scozzesi:

 “Dopo 3 ore e mezza di dibattito, l’Assemblea Generale delle Chiese Scozzesi, riunitesi ad Edimburgo lo scorso sabato sera, 23 maggio 2009, con 326 voti a favore e 267 contrari ha approvato l’azione condotta avanti dal Presbiteriato di Aberdeen (intrapresa nel gennaio del 2009) per appoggiare pienanamente la chiamata pastorale (proposta nel novembre del 2008) da parte della Chiesa Parrocchiale Croce della Regina Celeste ad Aberdeen, a sostegno del Reverdo Scott Rennie, un prete apertamente omosessuale all’interno della Congregazione delle Chiese Scozzesi, il quale vive un rapporto di convivenza con il suo compagno cattolico cristiano David, che lavora come insegnante di educazione religiosa.
Rendiamo grazie a Dio per una chiesa tollerante nella quale tutti sono i benvenuti!

“Gesù mi ama!”, è ciò che mi dice la Bibbia. “Apparteniamo tutti a Cristo, qualsiasi sia il nostro orientamento sessuale! Gesù mi ama! Questo afferma la Bibbia! Dio ci ha creato tutti buoni, ed è ciò che è stato fatto! Sì, Gesù mi ama! Sì, Gesù mi ama! Tutto ciò me lo dice la Bibbia!”

 

Messaggio inviato dall’orgoglioso Cappellano della Chiesa Affirmation Scotland, reverendo signor Lindsay Louise Biddle,
30 Ralston Avenue , Glasgow G52 3NA 0141- 883-7405
Rendiamo grazie a Dio per questa giusta, Straordinaria decisione piena di fede presa il giorno 23 di maggio 2009 dalla Congregazione delle Chise Scozzesi e preghiamo per la sua testimonianza e perchè ispiri la Chiesa Presbiteriana d’America (negli Stati Uniti) e tutte le altre comunità religiose di base Cristiana.

con gratidudine e speranza,

Michael

Michael J. Adee, M.Div., Ph.D., Executive Director & Field Organizer

More Light Presbyterians, 369 Montezuma Avenue # 447, Santa Fe, New Mexico 87501 USA (505) 820-7082, michaeladee@aol.com, www.mlp.org 

 ab

 

Ecumenici aderisce dal 2007 a MLP.

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Grazie a Paolo e a Franco

(Ecumenici) Franco Barbero non teme più di uscire fuori dal seminato: alla precisa domanda di Ecumenici su come si senta dopo che Benedetto XVI ha revocato la scomunica ai quattro vescovi ultratradizionalisti ordinati illegittimamente da Marcel Lefebvre il 30 giugno 1988, risponde senza esitare “non è una sorpresa!” , “a Roma sono più lefebvriani di Lefevre, intendo il Vaticano”, “loro sono cattolici – romani, anzi direi romani e basta”. “Io rimango cattolico”. Il concetto viene poi ripreso durante la presentazione del libro “vangelo e omosessualità” e ne nasce un interessante dibattito e confronto di idee e esperienze. La sala è gremita, il campanello continua a suonare. Arrivano persone anche da fuori confine. Il Guado ha senza dubbio colto nel segno invitando Barbero nel giorno della pubblicazione sul Corriere della sera della versione di Luca Di Tolve del gruppo Lot sulla “guarigione” dall’omosessualità con tre rosari al giorno.

Barbero riscuote un successo trasversale fra i protestanti e i cattolici convenuti. Gli applausi sembra non terminare alla chiusura dell’incontro. Persone in piedi lo hanno ascoltato per circa tre ore, in un silenzio impressionante. Si è parlato di teologia e di cristologia. Barbero incanta quasi la platea. “Gesù aveva quattro fratelli e delle sorelle, Maria non era affatto vergine. Si tratta insomma di leggende che fanno da cornice al contesto storico. Del resto le leggende sono presenti in ogni religione”. Ricorda il giubileo da lui organizzato delle persone omosessuali come segno di ringraziamento anche del dono dell’omosessualità. E poi puntualizza che dopo il IV Concilio praticamente il cristianesimo ha abbandonato il monoteismo per divenire politeista.

Franco ha ragione da vendere. L’idolatria è visibile a chiunque senza particolari commenti di parte. Basta entrare in un tempio cattolico-romano per rendersene conto. Altro che rosari dagli effetti miracolistici. Gli islamici per ragioni di quieto vivere purtroppo non sollevano mai la questione teologica qui posta e gli ebrei – pur pensandolo fra loro – non hanno quasi mai il coraggio di affermarlo direttamente a certi cristiani. C’è sempre un rabbino romano pronto a fare da croce rossa al moribondo spirituale sul Tevere.

Basta andare in Ticino e “le cose cambiano profondamente”, fa notare una cattolica svizzera convenuta con altri amici per l’occasione a Milano. Una rete di psicologi, psicanalisti e psichiatri si sta intanto organizzando grazie all’impegno anche di Paolo Rigliano, coautore del libro presentato. Si cerca insomma di contrastare una lotta che si preannuncia dura e senza esclusioni di colpi contro i poteri forti lombardi di Comunione e Liberazione e dell’Opus Dei, che organizzano anche nelle più sperdute periferie ecclesiastiche convegni non pubblicizzati sulla stampa per “indottrinare” anche su questioni di carattere etico-biologico e/o di orientamento sessuale.

Le esperienze raccontate dai ragazzi convenuti sono tutte caratterizzate da eventi traumatizzanti o comunque di sofferenza. Qualcuno non ha nemmeno il coraggio di parlare. Lo fa un suo amico ex seminarista che punta il dito sulle sette cattoliche catecumenali e dintorni. La persona interessata è scura in viso e annuisce. Non riesce proprio a trovare le parole. Lo fa in sua vece Barbero che precisa che qualche giorno fa ricevette una e.mail da una catecumenale lesbica che aveva osato dichiarare il proprio orientamento sessuale. E’ stata immediatamente insultata ed espulsa dal gruppo. Per solidarietà le sue amiche hanno abbandonato anch’esse l’associazione e si sono incontrate a Torino con il “Don” Franco, per ricevere forse un po’ di consolazione.

Il gruppo evangelico “Il varco” mette in difficoltà Barbero allorquando fa notare che non si capiscono le ragioni per le quali un omosessuale cattolico debba rimanere ancora all’interno della chiesa di Roma oggi, nonostante tutto; Barbero fa fatica a trovare delle risposte convincenti a questo proposito. Di certo lo psichiatra Paolo Rigliano dimostra, con un’ analisi sempre lucida (nel testo di Quaranta e durante tutta la conferenza), di comprendere bene che il problema si pone anche per gli evangelici fondamentalisti ad esempio negli USA. Il professore ignora solo che l’unione di tutti i fondamentalisti di fatto si verifica anche in Italia (si veda ad es. il sito evangelicale http://www.icn-news.com  che sembra avere agganci con l’Agenzia di stampa NEV e quindi con ambienti del protestantesimo storico). Di certo possiamo confermare che il nostro carissimo pastore Mark Phillips, amico di MLP (www.mlp.org  ), ha delle difficoltà a ricollocarsi dopo 15 anni di servizio in una comunità liberal, vista la massiccia campagna mediatica dei fondamentalisti in America, che anche secondo Rigliano vede impegnati milioni di dollari statunitensi. A partire dalla California…

Barbero riesce a malapena a trattenere le lacrime per ringraziare tutti. A volte Milano è così. Non sempre in tempi di lega, a dir il vero. Ma a volte capita. Milano ha un cuore grande ed orecchie attente. E poco importa se non ci sono le sedie per ascoltare… si sta in piedi!

Franco oggi ha avuto la conferma definitiva del perché Dio gli abbia suggerito alla coscienza di non accettare per ben 2 (due!) volte delle offerte di denaro da parte del Vaticano per ritrattare le tue tesi sull’omosessualità.

La Milano cristiana ha saputo risposto al don Adriano Bianchi della diocesi di Brescia, che ha avuto dalla sua parte solo le sirene del Corriere e del peggiore fronte di centrosinistra che l’Italia poteva mai augurarsi di avere. Vendola compreso e tutta la banda di delinquenti politici (e non) romani associati.

Maurizio Benazzi

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Franco Barbero e le terre lontane dall’Italia…

Terre lontane dall’Italia….

 

Germania: diritti coppie pastorali omosessuali
17 gennaio 2009 – (ve/dpa) Pastori evangelici omosessuali al servizio della Chiesa evangelica nella Renania, uomini e donne, che vivono in un’unione registrata, avranno diritto da ora in poi a un trattamento salariale uguale a quello applicato per le coppie pastorali composte da moglie e marito. Lo ha deciso ieri il sinodo della Chiesa evangelica nella Renania. Coppie pastorali omosessuali avranno dunque diritto ad esempio alle medesime rendite, attualmente in vigore per le coppie pastorali eterosessuali, in caso di decesso del partner. Si tratta, hanno precisato i responsabili della Chiesa renana, “di una decisione di principio”. La decisione riguarda attualmente dodici casi di coppie registrate e comporta una spesa, per la chiesa, di poco meno di 20’000 euro l’anno.
La Chiesa evangelica nella Renania comprende l’intero territorio dell’antica provincia prussiana della Renania e dunque parti degli attuali Land Nordrhein-Westfalen, Hessen, Rheinland-Pfalz e Saarland.

Il sito della Chiesa evangelica nella Renania
http://www.ekir.de/ekir/ekir.php

 
La newsletter invierà già dalle prossime ore dei biglietti di invito personali per l’adesione al gruppo Ecumenics di Facebook, chiunque puo’ aderire a questo gruppo previa l’iscrizione su quel portale, attraverso questo link
http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/group.php?gid=59416993134  ; questo primo gruppo dialoga solo in lingua inglese ed ha 3 moderatori, fra cui un giovane olandese; il prossimo mese – sempre su Facebook – verrà attivato il gruppo in lingua italiana. …

Per il francese, lo spagnolo bisognerà attrezzarsi col tempo e strada facendo. Offrite la Vostra disponibilità fin da ora.

Chiediamo cortesemente di aderire a questa prima opportunità solo se effettivamente interessati alla partecipazione di un gruppo internazionale che si esprime in una lingua differente da quella italiana.

Grazie a tutt* e buona partecipazione diretta

 
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Al dibattito partecipa Ecumenici …

 

Gruppo del Guado – Via Soperga 36 – Milano
Sabato 24 Gennaio – Ore 17.00

Dentro il cammino di Abramo
Tavola rotonda di presentazione del libro Omosessualità e Vangelo
don Franco Barbero
CDB Viottoli di Pinerolo – Autore del libro
Pasquale Quaranta
Giornalista – Curatore del libro
Paolo Rigliano
Psichiatra e psicoterapeuta – Autore della postfazione

Tutti sono invitati
Infoline 347 73 45 323
Infomail gruppodelguado@gmail.com

 

(Ecumenici 21/10/08) Pochi giorni fa è uscito in libreria il testo ben curato da Pasquale Quaranta “Omosessualità e Vangelo – Franco Barbero risponde”, edito da Gabrielli. Lo trovate anche su IBS a 14 euro: nessuna scusa dunque per i nostri lettori e lettrici che in montagna o in alcune aree geografiche del sud si lamentano che non esistono – purtroppo – librerie ben fornite nelle vicinanze. 

Quaranta ha affinato lo stile dello scrivere e si rimane piacevolmente sorpresi dalla trasparenza, efficacia ed essenzialità della riflessione che precede la corrispondenza indirizzata a Franco Barbero con il mondo cattolico LGBT in Italia. Finalmente una voce coraggiosa che guarda in faccia la realtà senza inutili contorsioni apologetiche ma semmai con lo sguardo mirato all’analisi profonda del disagio, della sofferenza e della paura. Molto interessante è anche la postfazione di Paolo Rigliano che con la biografia apre l’ultima sezione del testo di 159 pagine complessive.

Dalle lettere pubblicate emerge una realtà di gay e lesbiche spesso incapaci di mettere insieme il mosaico di una positiva percezione di se stessi e talvolta incapaci di arrivare a un’identità di orientamento sessuale serena, vissuta nella Fede cristiana in modo maturo e consapevole. L’aspetto positivo di queste testimonianze è che si tratta generalmente di persone in fase di ricerca e di confronto anche se il pericolo paventato dallo stesso Barbero di rappresentare lui stesso in un certo senso la “carrozza della verità” o il “trono infallibile” è spesso sfiorato dai suoi interlocutori. Ma la responsabilità di ciò dipende essenzialmente dal fatto che generalmente si trova troppo faticoso un cammino di ricerca personale, esperienziale o di un approfondimento diretto ad esempio dei testi biblici e si preferisce la delega o il suggerimento continuo della guida spirituale o di quella del confessore.

Il processo di una fede adulta richiamato proprio da Barbero obbliga in qualche molto ad avventurarsi nel libro dei libri senza timore di scoprire l’erotismo del Cantico dei cantici da un lato o talune frasi dell’apostolo Paolo, figlio del suo tempo culturale e dell’antigiudaismo ormai di maniera che lascia ben poco  spazio alla tenerezza, al perdono e alla scelta degli esclusi da parte di Gesù. Ma quella del Figlio di Dio non è “un” ma “il” messaggio d’amore nonviolento e non sessista, mai escludente. Non lo fu nemmeno per il malfattore crocefisso.

Pasquale Quaranta riesce a parlare di temi come la masturbazione o quella della procreazione con un approccio ad ampio respiro. Non fa il teologo ma il giornalista. Colui che sa porre sul tavolo la sua analisi lucida ma anche consapevole della miseria intellettuale che caratterizza il panorama italiano. Sa prendersi ovviamente le sue responsabilità e non a caso i primi commenti negativi che ho letto di un paio di preti omosessuali su una mailing list, sono di per sé espressivi della situazione all’interno dell’ambiente ecclesiale: loro preferiscono l’anonimato e magari lo “sfogo” sessuale nella clandestinità piuttosto che esprimere posizioni di denuncia a viso aperto. Si potrebbe perdere del resto – con molta probabilità – il posto di lavoro…

Coloro che esprimano queste valutazioni senza aver mai letto il libro non sono persone serie. Vogliono sentenziare giudizi sul modo di fare, la “prassi” hanno scritto di Quaranta e Barbero. Ma non mi risulta che Quaranta e Barbero siano agli occhi di Dio (quelli delle tonache a noi non francamente non interessano poi molto…) meno amati del Papa, dei sinodali valdesi o di qualche vescovo ortodosso.

E’ stato scritto nel libro di Quaranta che le lettere inviate a Barbero sono uno spaccato delle dinamiche dell’auto-oppressione e dell’avvilimento, dell’interiorizzazione di tutti i giudizi squalificanti l’attività affettiva  LGBT che di fatto circolano in famiglia, a scuola, in oratorio, nella chiesa o fra i papaboys. Sono d’accordo ma non mi è molto chiara la scelta proposta come alternativa, con l’affermazione generica di “popolo di Dio”. Si corre il rischio di creare sulla carta un’illusione che da qualche parte vi siano comunità pronte a celebrare il matrimonio omosessuale e/o a ordinare/consacrare pastori apertamente omoaffettivi.

Siamo in Italia e non in Canada o nell’Europa settentrionale. Con tutto il rispetto, l’ammirazione, la stima e l’attenzione che ho ad es. verso le comunità di base ritengo che il percorso personale di Barbero e quello comunitario di Viottoli a Pinerolo dimostrino semmai la difficoltà del cammino di crescita, i tempi lunghi e spessi del tutto incerti. Dobbiamo invece come credenti saper pronunciare come fece il IV Concilio, Lutero e molti altri ancora a oriente e a occidente che anche “fuori dalla chiesa” c’è la salvezza, poiché il soffio santo agisce nei credenti nella sua libertà, senza discriminazioni. L’amore divino ha, infatti, come direzione tutte le creature umane senza distinzioni di sorta, compresa quella dell’orientamento sessuale.

Ciascuno di noi deve saper dare fiducia al fratello e alla sorella, aiutandola – per quanto ci sia possibile – nello sviluppo autonomo della crescita dell’autostima e della relazione diretta con Dio. E’ solo Lui la nostra roccia, il nostro punto di riferimento affidabile e allo stesso tempo la nostra forza, di fronte agli smarrimenti e alle contraddizioni, fra istinto e creatività innate.

La nostra consapevolezza di credenti si fonda proprio su questa capacità di Dio di trasformarci nel tempo. Di sentirci amati anche quando si è nella distretta. Di costruire progetti che contrastino ad esempio violenza e pornografia con scelte di amore per un partner, pur in assenza di quadro normativo nel paese in cui viviamo e di modelli culturali latini. Viviamo in un paese in cui c’è ancora bisogno che un Pasquale Quaranta dica al Presidente del Consiglio di turno: perché ci negate di amare alla luce del sole come fanno gli altri? E’ questa la mia Patria e sono ancora un cittadino uguale agli altri?

Il nostro suggerimento è di acquistare il libro domani mattina stessa sul nostro sito www.ecumenici.eu , utilizzando il link per IBS. Aiuterai Pasquale, Ecumenici e le voci libere, fuori dal coro.

E bravo Pasquale!

Maurizio Benazzi

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Continuano le proteste dei cristiani…

Gli omosessuali cristiani di Nuova Proposta e i pregiudizi della gerarchia cattolica 

Noi di Nuova Proposta, gruppo di omosessuali cristiani che da 20 anni a Roma porta avanti un cammino di sensibilizzazione sulla tematica “Fede e Omosessualità”, leggiamo costernati le notizie relative alla recente presa di posizione di monsignor Celestino Migliore in merito alla proposta di depenalizzare il reato di omosessualità , presentata dalla Francia in sede ONU.

E’ avvilente constatare come i vertici della Chiesa Cattolica siano inesorabilmente prigionieri di un terribile pregiudizio sull’omosessualità e tenuti in scacco da un paradosso insostenibile.

Da un lato paventare la discriminazione degli Stati che criminalizzano l’omosessualità , che scaturirebbe dalla proposta risoluzione ONU, e dall’altro sostenere, di conseguenza, la discriminazione dei moltissimi omosessuali che si trovano a vivere in quegli Stati, in molti casi, è bene ricordarlo, rischiando la pena di morte a causa del loro semplice e naturale orientamento sessuale.

E’ altrettanto avvilente pensare come ancora oggi sull’omosessualità ci si possa spingere a verbalizzazioni di una tale gravità.

Per capire quanto sosteniamo, basti pensare allo scandalo che si genererebbe se la parola omosessualità fosse sostituita con “di colore”, paventando la discriminazione che deriverebbe agli Stati, che eventualmente sostenessero l’apartheid, in caso ci fosse ancora bisogno di una risoluzione che vietasse l’apartheid in tutto il mondo.

Crediamo si alzerebbero le grida di sdegno in ogni dove. E allora, perché sul tema omosessualità , invece, parole simili non generano sgomento? La discriminazione dell’omosessualità è forse meno grave?

Come Omosessuali Cristiani, speriamo ardentemente che, vista l’indifendibilità di una tale posizione, contraria a qualsiasi concetto evangelico di Amore, carità e fratellanza, e l’assoluta risibilità ed inconsistenza delle motivazioni addotte, quanto riportato dai quotidiani venga prontamente smentito da monsignor Migliore o dalle competenti gerarchie d ella Santa Sede.

 

Nuova Proposta, gruppo di donne e uomini omosessuali cristiani di Roma

Via dei Banchi Vecchi 116, Roma

Sito web: www.nuovapropostaroma.it  – e-mail: info@nuovapropostaroma.it

 

 

I gay cristiani del Varco di Milano, dopo le dichiarazioni del Vaticano, chiedono una posizione ufficiale alle chiese evangeliche 

Lettera aperta inviata dal gruppo Varco-REFO (Gruppo di Valorizzazione della Comunità Omosentimentale) di Milano inviata al Concistoro di Milano e alla tavola Valdese, al Concistoro della Chiesa Valdese di Milano, alla Tavola Valdese e alla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI) il 2 dicembre 2008 

Le dichiarazioni di mons. Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, in merito alla contrarietà del Vaticano alla mozione presentata all’Onu  dalla Francia a nome dell’Unione Europea, per depenalizzare a livello mondiale l’omosessualità come reato, di fatto si oppongono alla proposta di salvare milioni di vite umane.

Tale dichiarazione, se verrà oltretutto confermata dalla Sede Apostolica, rappresenta e rappresenterà un tacito assenso da parte del Magistero della Chiesa cattolica Romana alle violenze, oppressioni, discriminazioni a carico di persone omosessuali in 91 paesi del Mondo, e la pena capitale in 10 paesi islamici.

Pur sapendo che il Vaticano non fa parte dell’Unione Europea e quindi non abbia potere decisionale in merito alla mozione presentata dalla Francia, e riconoscendo a quest’ultimo il diritto di esprimere le proprie opinioni a livello internazionale, la dichiarazione del presule cattolico resta tuttavia una inaccettabile attacco discriminatorio a carico delle persone omosessuali da parte della gerarchia vaticana.

Tale rifiuto viene giustificato affermando che “ si chiede in realtà agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni”.

Queste affermazioni risultano a nostro avviso gravi e profondamente estranee al messaggio evangelico fondato sull’amore e sul rispetto del prossimo. Nessun distinguo è possibile dove siano in gioco le vite degli esseri umani. Le chiese dovrebbero sempre stare dalla parte degli ultimi, dei poveri e dei perseguitati così come Gesù ci insegna.

Si afferma inoltre che la proposta, se accettata, creerebbe una discriminazione “ implacabile” nei confronti di quei paesi che non adottano legislazioni in favore delle unioni gay. Si tratta di affermazioni volte a confondere gli spiriti e gli animi.

Nessuno, infatti, toglierebbe la libertà di esprimere le proprie opinioni anche contrarie sull’omosessualità alle persone, poiché si tratta invece di restituire a un clima di serenità milioni di esseri perseguitati dall’odio e dalla morte.

Chi ha diritti, nello specifico il diritto di amare qualcuno senza per questo morire, non può dirsi discriminato nel momento in cui tali diritti vengono estesi ad altre categorie sociali.

Tali dichiarazioni ledono a nostro avviso lo status confessionis. Ci chiediamo infatti se chi sostiene tali posizioni possa ancora considerarsi cristiano, nella stessa misura in cui non erano cristiani coloro che appoggiarono l’apartheid o fomentarono la schiavitù nei secoli passati.

Chiediamo pertanto al Concistoro e alla Tavola Valdese una chiara e netta presa di posizione a riguardo, ricordando come ancora oggi in Italia il presunto reato di discriminazione nei confronti di chi è avverso all’omosessualità venga agitato come un pericolo per impedire una qualunque legge contro l’omofobia.

La richiesta che avanziamo è confortata dal recente documento sinodale delle chiese valdometodiste e battiste approvato nel 2007 che negli articoli 4,5,6 e 7 dichiara quanto segue:

La 4a sessione congiunta dell’Assemblea generale dell’UCEBI e del Sinodo delle Chiese valdesi e metodiste:

4.    mentre confessa il peccato della discriminazione delle persone omosessuali e delle sofferenze imposte loro dalla mancanza di solidarietà condanna ogni violenza verbale, fisica e psicologica, ogni persecuzione nei confronti di persone omosessuali;

5.    invita tutte le credenti e tutti i credenti a sostenere quelle iniziative tese a costruire una cultura del rispetto, dell’ascolto e del dialogo;

6.    invita le chiese ad accogliere le persone omosessuali senza alcuna discriminazione;

7.    invita le chiese, nell’ottica di uno stato laico, a sostenere e promuovere concretamente progetti e iniziative tesi a riconoscere i diritti civili delle persone e delle coppie discriminate sulla base dell’orientamento sessuale;

Nessuna proposta di legge volta a tutelare la vita degli esseri umani e il rispetto può dar luogo a discriminazioni di qualunque tipo e meno che mai tali affermazioni contro la vita dovrebbero trovarsi tra i rappresentanti di un’istituzione che si dice seguace del messaggio evangelico.

Riteniamo che l’accoglienza, la condivisione e il rispetto di cui hanno dato prova le nostre comunità nei confronti delle persone omosessuali con il recente documento sinodale debba fattivamente accompagnarsi ad una loro piena e totale difesa anche sul piano pratico qualora la loro dignità e persino vita umana corrano grave pericolo e che quindi, alle parole di condanna, debbano seguire segnali concreti e simbolici di netto rifiuto alle dichiarazioni vaticane

Un abbraccio in Cristo

Salamone Rosa Elena vicepresidente nazionale REFO,

Alessandro Andò per la segreteria REFO e per il gruppo Varco di Milano

Gruppo Varco di Milano (Gruppo di Valorizzazione della Comunità Omosentimentale)

Email \ chiesavaldese.varco@yahoo.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.        – Sito internet www.gruppovarco.altervista.org   

 

 

Ogni campo è fertile: dai seminari ai Parlamenti nazionali, dai pulpiti alle Nazioni Unite. Nell’intervista rilasciata oggi da mons. Celestino Migliore ad una agenzia francese, si legge che la Santa Sede è fortemente critica sul progetto di depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo.

Ma quello che stupisce è la motivazione adotta da mons. Migliore: “si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni.”

Qui non solo si disprezzano i diritti umani, ma la stessa ragione umana, che pure il Magistero della chiesa tiene in gran considerazione…

Come può la cancellazione di una discriminazione crearne un altra? Oppure la paura di mons. Migliore è forse che Il Vaticano e le truppe clericali non potranno più criminalizzare la più grande minoranza della terra, dopo le donne?

Come LiberaMenteNoi non crediamo che un ampliamento della libertà, della non discriminazione, dell’uguaglianza possa portare a nuove discriminazioni. Anzi.

Pensiamo solo alla sostituzione, nella proposta di dichiarazione, alla parola “omosessuali” con “neri” o “ebrei” se le ragioni di mons Migliore sarebbero lo stesso difendibili. Ancora di più pensando poi che in Vaticano è solo osservatore permanente all’ONU non avendo firmato la dichiarazione dei dirtti umani.

Ulteriore prova di quanto oltreTevere la difesa dei diritti sia una priorità! O forse una delle priorità è non minare un eventuale asse Vaticano – Islam?

 Associazione LiberaMenteNoi

Sito web www.liberamentenoi.it  – Email segreteria@liberamentenoi.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 L’associazione LiberaMenteNoi è nata a Roma dalla riflessione di alcuni amici e amiche che da strade diverse avevano compiuto un cammino di consapevolezza all’interno di un progetto di fede, coniugando insieme dignità, libertà, orientamento sessuale e fede in Cristo.

LiberaMenteNoi nasce dalla convinzione che nessun cristiano è schiavo, nessun uomo e nessuna donna, figli e figlie di Dio devono avere catene. Cristo ci libera dai vincoli e dalle sovrastrutture di legami che annientano la persona… “non c’è qui né giudeo né greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù” (Gal. 3,28).

 

 

Piango per queste parole che gridano vendetta al cospetto di Dio 

Riflessioni di Carlo, volontario del progetto gionata

 

Con grande incredulità, sconforto e nausea ho appreso dell’ennesima presa di posizione della gerarchia vaticana contro le persone omosessuali. Mi chiedo se, nella gerarchia vaticana, si rendono conto delle sofferenza diretta e indiretta che provocano in milioni di uomini e donne. Ovviamente sì! Non li faccio così stolti.

La ricchezza di umanità del Concilio Vaticano II, l’apertura alle aspirazioni di ogni uomo, le speranze di comunione che ho assaporato nella mia vita di cristiano cattolico sono sempre più annichilite.

Queste parole sono state un faro nella mia vita: “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore.”

Cosa rimane di tutto questo, dopo le inumane parole del portavoce del papa tedesco?

Quelle posizioni ideologiche, quello sfigurare il messaggio di Cristo in una prassi politica retriva, mi lasciano allibito.

E piango.

Piango per le migliaia di persone che sono umiliate, torturate e uccise senza colpa alcuna.

Piango per le famiglie di coloro che si trovano coinvolti nell’abominio della persecuzione.

Ancor di più piango per le milioni di persone che si allontanano dal messaggio di salvezza di Gesù Cristo, dalla Buona Notizia che Dio è amore.

Mi rivolgo a Dio – l’Abbà di Gesù – gridandogli: quando finirà tutto questo?

Quando finirà questa notte plumbea e asfissiante, in cui anche la fiammella della fede vacilla?

 

Carlo, volontario di www.Gionata.org

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I nuovi roghi

La newsletter ha in queste ore ricevuto la segnalazione di un Convegno fra la Cei e la FCEI: ci dispiace carissimo Pastore ma da qui non passa la notizia… il mondo protestante istituzionale non ha il consenso della base! Ogni iniziativa della CEI è del resto possibile leggerla sui siti controllati dal Vaticano.

DEPENALIZZAZIONE OMOSESSUALITÀ / DE LUCIA E FEDERICO (RADICALI ITALIANI): ERRARE È UMANO, PERSEVERARE È VATICANO. SANTA INQUISIZIONE 2008: I ROGHI ARDONO ANCORA, SOTTO NUOVE FORME

 

Dichiarazione di Valerio Federico, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e segretario dell’associazione Enzo Tortora – Radicali Milano e di Michele De Lucia, tesoriere di Radicali Italiani

 

Il Vaticano a fianco dei torturatori: nel 1252, con la bolla Ad extirpanda, Innocenzo IV autorizzò l’uso della tortura e Giovanni XXII, all’inizio del Trecento, estese i poteri dell’Inquisizione nella lotta contro la cosiddetta “stregoneria”. Ora, nel 2008, lo Stato Città del Vaticano prosegue quei roghi sotto nuove forme, legittimando l’uso della tortura (e della pena di morte) contro l’omosessualità da parte dei vari regimi inquisitori sparsi per il mondo: tra teocrazie ci si intende.

Lo Stato assoluto vaticano con la presa di posizione di ieri contro la depenalizzazione del reato di omosessualità assume una ulteriore posizione di inaudita ferocia. Mentre l’articolo 3 della Costituzione italiana recita “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, per il Vaticano alcuni cittadini del mondo per il loro orientamento sessuale sono talmente “diversi” da poter essere perseguiti, torturati e uccisi.

Ancora una volta si ha la dimostrazione che solo la laicità degli stati e delle istituzioni internazionali può arginare ogni forma di discriminazione, specie quando questa ha motivazioni religiose (o presunte tali). Se errare è umano, perseverare è Vaticano.

Roma-Milano, 2 dicembre 2008

 
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“Noi Siamo Chiesa”

Via N.Benino 3 Roma
Via delle Leghe 5 Milano
tel 02 2664753
cell.3331309765

E-mail <vi.bel@iol.it>

www.noisiamochiesa.org

 Il NO del Vaticano alla depenalizzazione dei comportamenti omosessuali è contro lo spirito di accoglienza e di carità di cui parla il Vangelo di Gesù.

Il portavoce nazionale di “Noi Siamo Chiesa” Vittorio Bellavite ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Dopo il fantasma “eutanasia”,  che ha innescato la campagna della CEI sul caso Englaro, ora è il fantasma “matrimonio omo” ad allontanare il Vaticano dal buonsenso e dalla carità cristiana e a fargli assumere una  posizione odiosa e  incomprensibile come quella di osteggiare la depenalizzazione universale dell’omosessualità, proposta all’ONU dalla Francia con il consenso di tutti i paesi dell’Unione Europea. Per chiarezza nella definizione delle responsabilità, mi sembra impensabile che una tale linea non sia diretta espressione di una decisone di Benedetto XVI, di cui l’arcivescovo Celestino Migliore è un semplice portavoce.

Mi chiedo se questa è la messa in pratica, all’oggi, delle tanto conclamate e sollecitate “radici cristiane” dell’Europa; mi chiedo perché si dicono cose di cui la Chiesa si dovrà pentire in un futuro, magari non troppo lontano.

Con Vito Mancuso (“Corriere della sera” di oggi 2 dicembre) mi sembra che “la Chiesa rischia di essere poco cattolica, poco accogliente, non cattolica, cioè non universale, in fin dei conti, poco cristiana”.

Ora “Noi Siamo Chiesa” e, in generale, i cattolici “del dissenso” o “critici” sperano che si esprimano con chiarezza e ad alta voce, individualmente o mediante le tante associazioni,  i molti credenti che si trovano a disagio di fronte a questa presa di posizione, che è estranea ad una autentica sensibilità evangelica, oltre che molto dannosa dal punto di vista pastorale.”

 

Roma, 2 dicembre 2008

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Col pensiero a Los Angeles e a Massimo Consoli

Corrispondenza di qualche giorno fa di Rav Lerner – Traduzione a cura di Roberto Pavan, ebreo riformato che salutiamo con grande affetto e lo ringraziamo per il suo atteso e gradito rientro nella Redazione di www.ecumenici.eu .

Ecumenici diffonde questo scritto in segno di solidarietà alle giovani donne e uomini che stanno manifestando in queste ore nelle strade di Los Angeles e San Francisco contro la negazione in California del matrimonio fra persone dello stesso sesso: i nostri cuori sono con i loro cuori e la nostra lotta è la loro lotta.

 la

(Ecumenici) Ci sono due questioni  in California che hanno larghe implicazioni sociali che potrebbero sorgere in altre forme e in altri stati nei prossimi anni. Nel mio libro “The left hand of God[1]” approfondisco queste questioni in più grande dettaglio e con più precisione di quanto abbia modo di fare in questa e.mail. Ma nel dare la mia opinione, voglio parlare per me stesso, non per Tikkun o per la rete di Spiritual Progressives, nell’affrontare le questioni che sembrano strettamente divise in California.

MATRIMONIO OMOSESSUALE (La Proposta numero otto, se passasse, vieterebbe che il matrimonio omosessuale venga riconosciuto come un “vero” matrimonio dallo Stato della California).

Dal momento che divenni rabbino, ho sempre celebrato matrimoni omosessuali nella mia sinagoga, sebbene con cambiamenti nella liturgia e nella ketubah[2] (non vengono riconosciuti come ke’dat moshe ve Ysrael[3], ma sono sacri kiddushin[4] e trattati in quanto tali). Per i letterali della Torah e per i fondamentalisti, affermo nel mio libro “Jewish Renewal” che ciò che i fondamentalisti non riescono a fare è proprio leggere le effettive parole letterali: che un uomo non debba giacere con un uomo come giace con una donna. Le parole sono impressionanti poiché nel contesto tutti gli altri comandamenti sul comportamento sessuale sono categorici, e non si qualificano dicendo “nel modo che x sta con y”. Ma in questo caso non esiste un divieto categorico, ma solo un divieto di stare in un qualche modo con un uomo. Così mi trovo d’accordo con la Torah: gli uomini  dovrebbero giacere con gli uomini in modo diverso da come giacciono con le donne, riconoscendo  e onorando l’unicità di tale relazione. Gesù non dice nulla contro gli atti omosessuali. Ma Paolo si scaglia contro, forse intendendo il modo in cui l’omosessualità veniva abusata a Roma in quel tempo. Niente nella bibbia ebraica proibisce il matrimonio gay. E nessuno dei testi religiosi proibisce le relazioni e i matrimoni tra lesbiche.

E allora perché tante storie? Ho cercato di analizzare ciò in Tikkun e nei miei libri, intendo la fonte dell’omofobia. “The left hand of God” dà un contributo alla materia, come “Spirit Matters” e anche “The politics of Meaning”. Secondo me non esiste una ragione legittima per la quale uno stato debba proibire il matrimonio gay. Tutte le presunte ragioni razionali sono evidentemente fasulle – come la prova che le famiglie gay non siano in grado di crescere i figli come le coppie eterosessuali è insufficiente, tranne che per le coppie gay che vivono in contesti sociali dove l’omofobia gioca un ruolo formativo nelle vite dei genitori gay e dei loro figli.  La prova invece che ho maggiormente visto io mostra il contrario – che la fascia di famiglie omosessuali sane e nevrotiche ha la stessa identica distribuzione di quelle eterosessuali, che solitamente affrontano gli stessi seri problemi  che ognuno ha nel mantenere relazioni d’affetto in una società che privilegia l’egoismo e il materialismo.

Non esiste una ragione legittima per negare agli omosessuali gli stessi diritti concessi agli eterosessuali in ogni  contesto, ciò incluso il matrimonio. Ma negare tali diritti è proprio ciò che la Proposta numero otto cerca di fare.

(…)

Rabbi Michael Lerner

Editore di Tikkun Magazine (www.tikkun.org )

 

 

In ricordo di Massimo, un amico di molte persone libere.

 consoli

 

Il 4 novembre 2007 e all’età di 62 anni veniva a mancare all’ospedale san Raffaele di Velletri, a causa di un cancro al colon che lo aveva colpito nel 2001, il fondatore del movimento gay italiano Massimo Consoli.

Ho conosciuto Massimo il 16 novembre del 1996 ad una inaugurazione del circolo del Partito della Rifondazione Comunista a S. Maria delle Mole (frazione del Comune di Marino dove anche Massimo viveva), e sin dalla prima volte che lo vidi, mi resi subito conto di aver incontrato una persona di una cultura immensa e di una umanità incredibile.

 Da quel giorno abbiamo avuto una totale assonanza di idee e una assidua frequentazione fraterna spezzata solamente dalla sua prematura morte. La comunità varia italiana (come Massimo amava definire il variegato mondo gay), ha perso la persona più lucida dal punto di vista politico, culturale ed umano, che abbia mai avuto. Un uomo che per questa comunità tanta vituperata dall’ignoranza del razzismo omofobico, figlio di una società profondamente condizionata dall’odio del Vaticano verso i gay, ha combattuto mille battaglie molte delle quali nella quasi completa solitudine. 

Questo pioniere del movimento gay italiano si è sempre contraddistinto proiettando all’esterno la sua proverbiale etica politica, difendendo contro anche gli stessi rappresentanti istituzionali del movimento, i suoi ideali senza cedere mai a nessun tipo di compromesso al ribasso e a nessuna svendita delle sue rivendicazioni. Una persona integerrima verso se stesso e nei rapporti con gli altri e profondamente innamorato della vita.

 Delle sue battaglie politiche a favore del raggiungimento dei diritti dei gay parlano abbondantemente i suoi libri che speriamo verranno letti dalle nuove generazioni di ribelli, quindi su questi temi invito i lettori interessati alla conoscenza del Consoli pensiero, a leggere i seguenti testi: Affetti Speciali (Massari editore), Homocaust (Kaos edizioni), Killer Aids (Kaos edizioni), Indipendece gay  (Massari editore), Bandiera gay (Fabio Croce editore), Manifesto gay (Mala tempora edizioni). Ma oggi nel ricordare Massimo attraverso queste poche righe, vorrei a quanti non hanno avuto la possibilità di conoscerlo e ai giovani che iniziano per curiosità ad incontrare per la prima volta Massimo attraverso i suoi scritti, presentare il Consoli quotidiano come il sottoscritto ha avuto la fortuna di conoscere.

Molte volte delle persone pubbliche che di se stesse hanno fatto parlare libri e giornali di tutto il mondo come nel caso di Massimo, ci facciamo una visione idealistica che il più delle volte non corrisponde  alla realtà. In questo devo dire che per me è stata una piacevole sorpresa scoprire il Consoli privato, quello di tutti i giorni, come una persona semplice ma allo stesso tempo anche molto orgoglioso di se stesso, sicuramente un egocentrico ma nel senso positivo del termine, un ottimo cuoco e buongustaio.

La sua dimora era, prima della ristrutturazione avvenuta dopo aver adottato Lorenzo, il figlio da lui sempre sognato, una casa piena di libri, in ogni angolo della stessa sempre aperta ai vari viandanti del movimento dove spesso e volentieri chi si presentava a casa Consoli senza preavviso, vi trovava soprattutto a pranzo, Anselmo Cadelli, Riccardo Peloso, Enrico Verde, Luigi Ferdinando (detto la Phonola), Antonio di Giacomo, tutti insieme appassionatamente a discutere del più e del meno tra il serio e il faceto.

 Era una festa ogni volta che si andava a casa Consoli, dove si poteva consultare l’archivio gay più grande d’Europa, leggere i suoi numerosi libri, discutere con lui per ore su ogni tipo di argomento (ad eccezione di quelli sportivi), prendere visione in anteprima come a me è capitato molte volte di fare, dei libri che stava scrivendo sui quali con molta umiltà ti chiedeva sempre un parere o un consiglio.

Dire che Massimo mi manca è dire poco, ma non credo di dire una ovvietà se sostengo che la perdita di un intellettuale come Massimo sia una perdita non solo per il movimento gay ma per l’intera umanità che non potrà più leggere le sue lettere, articoli, libri estremamente documentati con i quali ha decisamente contribuito ad abbellire il mondo per liberarlo da ogni sorta di schiavitù.

Ci manchi papamax, ci manchi come intellettuale, come studioso, come rivoluzionario incallito, ma soprattutto sento la tua mancanza come eterosolidale che non si sente più chiamare stella del paradiso. 

 

L’eterosolidale Andrea Furlan.

 

Il Guado – Gruppo di ricerca su Fede e Omosessualità

Via Soperga 36 – Milano – Telefono 3463081901 – Email: gruppodelguado@gmail.com

Venerdì 7 Novembre ore 21.00 – Sede di Via Soperga 36 – Milano
La finestra di fronte
di Ferzan Ozpetek

Giovanna, una giovane donna sposata e con due figli, si ritrova in casa un uomo molto anziano che ha completamente perso la memoria. Cercando di ricostruire la sua identità e il segreto del suo passato, Giovanna con l’aiuto di Lorenzo, che abita nel palazzo di fronte, scopre piano piano che lei stessa ha smarrito il ricordo dei propri sentimenti e delle proprie passioni. L’indagine su quell’uomo misterioso diventa così per Giovanna una vera e propria indagine su se stessa, in un mondo che sta perdendo la capacità di riconoscere la forza dei sentimenti più profondi.

Per saperne di più vai sul nostro sito: http://www.gaycristiani.it/

 

 

 

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[1] “La mano sinistra di Dio” (N.d.T)

[2] Il contratto matrimoniale ebraico (N.d.T)

[3] “in accordo con la legge di Mosè e Israele”, in questo modo viene definito un matrimonio ebraico (N.d.T)

[4] Prima fase del processo matrimoniale, riconosciuto comunemente come “fidanzamento”, anche se formalmente molto più vincolante di un fidanzamento inteso all’occidentale. (N.d.T)

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E bravo Pasquale !

(Ecumenici) Pochi giorni fa è uscito in libreria il testo ben curato da Pasquale Quaranta “Omosessualità e Vangelo – Franco Barbero risponde”, edito da Gabrielli. Lo trovate anche su IBS a 14 euro: nessuna scusa dunque per i nostri lettori e lettrici che in montagna o in alcune aree geografiche del sud si lamentano che non esistono – purtroppo – librerie ben fornite nelle vicinanze. 

 

Quaranta ha affinato lo stile dello scrivere e si rimane piacevolmente sorpresi dalla trasparenza, efficacia ed essenzialità della riflessione che precede la corrispondenza indirizzata a Franco Barbero con il mondo cattolico LGBT in Italia. Finalmente una voce coraggiosa che guarda in faccia la realtà senza inutili contorsioni apologetiche ma semmai con lo sguardo mirato all’analisi profonda del disagio, della sofferenza e della paura. Molto interessante è anche la postfazione di Paolo Rigliano che con la biografia apre l’ultima sezione del testo di 159 pagine complessive.

Dalle lettere pubblicate emerge una realtà di gay e lesbiche spesso incapaci di mettere insieme il mosaico di una positiva percezione di se stessi e talvolta incapaci di arrivare a un’identità di orientamento sessuale serena, vissuta nella Fede cristiana in modo maturo e consapevole. L’aspetto positivo di queste testimonianze è che si tratta generalmente di persone in fase di ricerca e di confronto anche se il pericolo paventato dallo stesso Barbero di rappresentare lui stesso in un certo senso la “carrozza della verità” o il “trono infallibile” è spesso sfiorato dai suoi interlocutori. Ma la responsabilità di ciò dipende essenzialmente dal fatto che generalmente si trova troppo faticoso un cammino di ricerca personale, esperienziale o di un approfondimento diretto ad esempio dei testi biblici e si preferisce la delega o il suggerimento continuo della guida spirituale o di quella del confessore.

Il processo di una fede adulta richiamato proprio da Barbero obbliga in qualche molto ad avventurarsi nel libro dei libri senza timore di scoprire l’erotismo del Cantico dei cantici da un lato o talune frasi dell’apostolo Paolo, figlio del suo tempo culturale e dell’antigiudaismo ormai di maniera che lascia ben poco  spazio alla tenerezza, al perdono e alla scelta degli esclusi da parte di Gesù. Ma quella del Figlio di Dio non è “un” ma “il” messaggio d’amore nonviolento e non sessista, mai escludente. Non lo fu nemmeno per il malfattore crocefisso.

Pasquale Quaranta riesce a parlare di temi come la masturbazione o quella della procreazione con un approccio ad ampio respiro. Non fa il teologo ma il giornalista. Colui che sa porre sul tavolo la sua analisi lucida ma anche consapevole della miseria intellettuale che caratterizza il panorama italiano. Sa prendersi ovviamente le sue responsabilità e non a caso i primi commenti negativi che ho letto di un paio di preti omosessuali su una mailing list, sono di per sé espressivi della situazione all’interno dell’ambiente ecclesiale: loro preferiscono l’anonimato e magari lo “sfogo” sessuale nella clandestinità piuttosto che esprimere posizioni di denuncia a viso aperto. Si potrebbe perdere del resto –  anzi con molta probabilità – il posto di lavoro…

Coloro che esprimano queste valutazioni senza aver mai letto il libro non sono persone serie. Vogliono sentenziare giudizi sul modo di fare, la “prassi” hanno scritto di Quaranta e Barbero. Ma non mi risulta che Quaranta e Barbero siano agli occhi di Dio (quelli delle tonache a noi francamente non interessano poi molto…) meno amati del Papa, dei sinodali valdesi o di qualche vescovo ortodosso.

E’ stato scritto nel libro di Quaranta che le lettere inviate a Barbero sono uno spaccato delle dinamiche dell’auto-oppressione e dell’avvilimento, dell’interiorizzazione di tutti i giudizi squalificanti l’attività affettiva  LGBT che di fatto circolano in famiglia, a scuola, in oratorio, nella chiesa o fra i papaboys. Sono d’accordo ma non mi è molto chiara la scelta proposta come alternativa, con l’affermazione generica di “popolo di Dio”. Si corre il rischio di creare sulla carta un’illusione che da qualche parte vi siano comunità pronte a celebrare il matrimonio omosessuale e/o a ordinare/consacrare pastori apertamente omoaffettivi.

Siamo in Italia e non in Canada o nell’Europa settentrionale. Con tutto il rispetto, l’ammirazione, la stima e l’attenzione che ho ad es. verso le comunità di base ritengo che il percorso personale di Barbero e quello comunitario di Viottoli a Pinerolo dimostrino semmai la difficoltà del cammino di crescita, i tempi lunghi e spessi del tutto incerti. Dobbiamo invece come credenti saper pronunciare come fece il IV Concilio, Lutero e molti altri ancora a oriente e a occidente che anche “fuori dalla chiesa” c’è la salvezza, poiché il soffio santo agisce nei credenti nella sua libertà, senza discriminazioni. L’amore divino ha, infatti, come direzione tutte le creature umane senza distinzioni di sorta, compresa quella dell’orientamento sessuale.

Ciascuno di noi deve saper dare fiducia al fratello e alla sorella, aiutandola – per quanto ci sia possibile – nello sviluppo autonomo della crescita dell’autostima e della relazione diretta con Dio. E’ solo Lui la nostra roccia, il nostro punto di riferimento affidabile e allo stesso tempo la nostra forza, di fronte agli smarrimenti e alle contraddizioni, fra istinto e creatività innate.

La nostra consapevolezza di credenti si fonda proprio su questa capacità di Dio di trasformarci nel tempo. Di sentirci amati anche quando si è nella distretta. Di costruire progetti che contrastino ad esempio violenza e pornografia con scelte di amore per un partner, pur in assenza di quadro normativo nel paese in cui viviamo e di modelli culturali latini. Viviamo in un paese in cui c’è ancora bisogno che un Pasquale Quaranta dica al Presidente del Consiglio di turno: perché ci negate di amare alla luce del sole come fanno gli altri? E’ questa la mia Patria e sono ancora un cittadino uguale agli altri?

Il nostro suggerimento è di acquistare il libro domani mattina stessa sul nostro sito www.ecumenici.eu , utilizzando il link per IBS. Aiuterai Pasquale, Ecumenici e le voci libere, fuori dal coro.

E bravo Pasquale!

Maurizio Benazzi

 

 

Innocenzo Pontillo ci segnala il prossimo appuntamento segnalato da Gionata: http://www.gionata.org/eventi/segnalazioni/7-9-novembre-2008-a-firenze-convegno-refo-su-chiese-e-omosessualit.html

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