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Perché ‘Google Earth’ non ti mostra Israele?

Con Google Earth ci sono problemi oggettivi di rispetto della privacy che riguardano la vita di ciascuno di noi: non ho personalmente ad esempio gradito che la fotografia della mia abitazione fosse diffusa nel circolo di lettura dei quaccheri senza il mio preventivo consenso.  La risposta banale che ricevetti allora non riguardava eventuali scuse per l’occorso ma bensì la possibilità di fruire di quella immagine semplicemente cercando nel web questo programma. Logico che in quel caso si manda a quel paese l’allegra combriccola impicciona e tutto finisce lì.

E’ evidente però che la situazione di Israele e della striscia di Gaza sono ben diverse: ci sono problemi oggettivi di mancata informazione  che richiedono strumenti adeguati per la verifica degli omicidi di Stato, dell’uso di impianti nucleari militari o le violazioni dei diritti umani. Ma anche le attività terroristiche o comunque di natura violenta.

Speriamo allora che ben presto arrivino  i turchi…

MB

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Invito

«Il conflitto israelo-palestinese raccontato da operatori di pace»

Incontro pubblico promosso da Confronti

in collaborazione con

Fondazione, Centro Internazionale Studenti e Opera per la gioventù Giorgio La Pira; Amicizia ebraico cristiana

Coordinamento riviste italiane di cultura (CRIC)

Corso di Laurea Operazioni di pace, gestione e mediazione dei conflitti – Università di Firenze

Circolo Fratelli Rosselli

 24 febbraio – ore 18

con

Asher Salah (critico e docente di cinema – israeliano)

e

Mohammad Bakri (regista, attore palestinese) 

Modera l’incontro  –  Valdo Spini

Presiede  –  Mario Primicerio

presso Fondazione Giorgio La Pira

Via La Pira, 5 . Firenze

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Teste vuote ed esaltate pro Israele

Ricevo questa corrispondenza da una persona a me sconosciuta collegata nella rete di Facebook: si tratta di un esaltato militarista israeliano o pro Israele. Preciso altresì che come misura cautelativa ho depennato dalla lista dei mie contatti un suo amico che deve avergli riferito di me e che abita proprio nei miei paraggi (un certo signore Maurizio Friggi) e tutti gli Amici in comune che avevo con questo signore. Persone che conosco anche da tempo ma che probabilmente non sanno pesare il valore e il contenuto dell’amicizia. Non ho comunque niente da perdere e non cerco numeri per ingrossare le file. Anzi!Di sale in zucca  questo sig. Boaz Senator (uno pseudo, utilizza da buon vigliacco) ne ha ben poco e men che meno capacità di analisi e autocontrollo. Purtroppo constatiamo che questo genere di utenti proviene generalmente da un’Associazione denominata Amici di Israele,  che gravita intorno anche alle comunità ebraiche ortodosse, alle loro feste e ritrovi ed eventi… Foraggiati e difesi, insomma.Mando la lettera in archivio ma è opportuno evidenziare  anche il tipo di corrispondenza che si riceve come operatore d’informazione. Non si fa teologia col copia incolla come fanno tanti valdesi, cattolici, qui su Facebook presumendo di azzeccarci se postano il Ricca o il Sequeri di turno. Ci si deve sporcare le mani con tanti personaggi squallidi come questo, che strumentalizzano la loro religione  per fini di espansione militare, per giustificare i piu’ efferati crimini contro l’umanità. Come è recentemente accaduto.Direi di piu’ sotto altri aspetti o si ha il coraggio diretto di conosce persone,  del calibro ad es. di Cossiga o si stia zitti se si vuol parlare di argomenti di cui non si ha la piu’ pallida idea se non quella fornita dai media di regime. Lo dico a Lei al sig. Caviglia e ai tanti che fanno ricerche su internet ma che non hanno mai letto libri e men che meno parlato con chi i libri li ha scritti. Che non conoscono i propri interlocutori. Non ci hanno mai parlato! Il lavoro che Ecumenici fa sul campo è stato sempre serio e documentato. Costosissimo. In termini di denaro e tempo. In Sardegna non esiste nessun prelato di lingua italiana di matrice anglicana, come nella maggior parte della penisola. La liturgia funebre cattolica è ammessa. Bisogna entrare nei templi Caviglia, anche quelli anglicani per capire molte cose.MB.

Boaz Senator16 agosto 2010 alle ore 20.56

(nessun oggetto)

salve Maurizio
l’esercito israeliano si sta organizzando per respingere una pioggia di missili, l’arma che negli ultimi anni, con l’aiuto dell’Iran, è diventata parte della strategia più odiosa: i Kassam, i Fajar, i Grad che piovono sui civili. Gli Hezbollah, che usavano sparare sulle cittadine del Nord fino alla guerra del 2006, sembra abbiano ricostruito un arsenale di 50mila missili compresi quelli che, come gli Scud, possono arrivare fino a Tel Aviv; la Siria è piena di postazioni balistiche contro Israele. Iran e Turchia hanno appena stretto un patto per aiutare gli Hezbollah a ottenere nuove armi. Il Libano è l’avamposto della nuova strategia iraniana contro Israele.

Il maggiore Hai Lugasi, 35 anni, sposato e con figli che vivono nelle vicinanze della base, proviene dalle Forze Aereonautiche, il gioiello dell’esercito, e ci accoglie a Biranit, il comando dell’esercito israeliano del Nord, dove siamo stati tante volte durante la guerra del 2006, dopo il rapimento di Regev e Goldwasser: «Guardi, è cambiato» dice. É vero. A prima vista vedi le colline morbide come sempre, a sinistra Aita a-Shaab, paesotto shiita, e a destra Kfar Remesh, villaggio cristiano. Però nel mezzo, oltre il recinto e oltre il confine internazionale segnato dall’Onu, vedi le auto bianche dell’Unifil, più in là c’è l’esercito libanese, il Laf.

Non ci sono più gli Hezbollah armati e in divisa, con le bandiere gialle che scorrazzano lungo il confine, non più il rivoltante manifesto con la testa spaccata di un soldato israeliano. Di giorno gli israeliani lo buttavano giù, di notte lo rimettevano in piedi gli uomini di Nasrallah, il leader sciita più bizzarro, violento e determinato del Medio Oriente, ormai il vero padrone del povero Libano ferito. Unifil doveva impedire l’affermarsi di qualsiasi organizzazione armata fuori dell’esercito, ma non ce l’ha fatta: le regole di ingaggio sono restrittive. «Unifil – dice Hai – non ha evitato che Hezbollah ricevesse le armi iraniane dalla Siria, non ha evitato l’altro giorno che l’esercito libanese, in gran parte sciita e amico di Nasrallah ci tendesse un vero agguato, non ha evitato che quel paese che lei vede, Aita a-Shaab, e tutti i 160 paesi sciiti della zona, siano diventati fortezze pronte alla prossima guerra, piene di scudi umani, scuole, ospedali, seduti sui loro missili. Ma hanno taciuto, per quattro anni anche noi abbiamo fatto buon uso della tranquillità» dice Hai.

Nell occidente del 2000 esiste la libertà di religione. esiste eccome.
Tuttavia ce un gruppo etinco che ha legato il suo modus viventi, la vita quotidiana alla sua religione, essa fa parte della vita , l’ambiente, e il rapporto con i suoi vicini ovunque essi siano. Questo gruppo etnico NON vive in pace ovunque si trova. In nigeria i christiano son massacrati quotidianamente dall islam, idem in Egitto, sud est asiatico, Iraq ecc. Perfino a Parigi in ogni bus che collega centro città con les Banlieux ci sono due poliziotti . A milano La via Padova si è svuotata da “cristiani” e radical chic compresi. il degrado regna sovrano ovunque nsi trovano. La loro intoleranza e sopratutto la loro prepotenza fanno si che non esiste nessuna possibilità d’integrazione
i chic radical possono blaterare all infinito gridando alla “libertà socio religiosa” rimane il fatto che la situazione è di non beligeranza , nothing more.
Tornando a New york, io non ho sentito NESSUN mussulmano a protestare o a malledire Al queda dopo il disastro del 2001. Mentre ero a Copenhagen ho notato migliaia di mussulmani che festeggiavano per le strade alla vista della tragedia in TV.
Una moschea nel ground zero non è indispensabile.
To get you must also give. Loro pretendono ovunque, che cosa danno in compenso?
la religione c’entra nei loro conflitti eccome. Hezbollah sono fanatici mussulmani cosi come Al quaeda, Hamas, Erdogan in Turchia, Ahmadinajad , l’islam francese che da la caccia agli ebrei in francia e l’islam newyorchese. e non son altro che un cavallo di Troya .
grazie.

 

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Messaggio all’Ambasciata turca, all’Ufficio cultura e informazione

Segnaliamo che il sito fondamentalista evangelico http://www.icn-news.com/ in cui hanno ampio spazio anche valdesi, luterani, e altre chiese storiche protestanti sta diffondendo la propaganda di guerra di un sito politico. Condanniamo l’uso strumentale dei mezzi d’informazione cristiana ai fini della propaganda e ribadiamo che le chiese dovrebbero essere strumento di pace e di riconciliazione, non causa di conflitti ulteriori. I morti e i feriti dei giorni scorsi non verranno da noi dimenticati.

 

Inviate i vostri messaggi  di solidarietà anche a turchia@turchia.it

 

Ecumenici www.ecumenici.eu esprime al popolo turco e alle sue Istituzioni la piena solidarietà per l’attacco militare israeliano subito in acque internazionali da nave battente bandiera turca e  avente aiuti umanitari per il popolo di Gaza. Noi come cristiani per il dialogo fra le religioni auspichiamo che le ragioni della speranza non cessino con questo atto di guerra sconsiderato e inaccettabile. Desideriamo con Voi e insieme a Voi la costruzione di una società semplicemente umana, senza aggettivi di sorta, rispettosa quindi delle diversità culturali, religiose, nazionali, che sono patrimonio dell’Europa e dell’umanità intera.

Preghiera degli uomini

(Antonio Blunda)

 

Signore,

proteggi mio fratello

con la più grande ragione

di questo Tuo Universo.

Proteggi il nostro cuore

con la ragione silente

che commuove e spezza

qualunque pietra.

Tra mille anni

 o tra un giorno

quel giorno è uguale

come l’acqua del fiume

I suoi occhi, e i miei

sorridono dello stesso conforto

Tutto, e ovunque

avrà avuto lo stesso significato

Se guarderemo indietro

Sarà per spendere un fiore

e ritrovare soltanto

i nostri passi insieme

su questa ruvida terra.

Alcuni messaggi ricevuti dai nostri lettori:

Ho molti amici in turchia e questo paese, che amo per i sui profumi, per le sue contraddizioni, per l’affetto che mi è stato donato, merita pace ma soprattutto giustizia come i deportati ed esiliati di Palestina o dei morti che camminano della striscia di Gaza. L’orrore dovrebbe far riflettere e tracciare nuove vie ma a quanto pare non sempre è così. Un caro saluto
marcantonio lunardi

Sono indignato come cristiano per l’attacco contro flotta pacifista internazionale,ma grazie a Dio non tutti gli israeliani sono d’accordo con politica aggressiva del loro Governo. Guido Ghiani del Movimento Nonviolento da Nuoro

Dell’amica Angela Lano nessuna notizia
Davide Pelanda
[ 31 Maggio 2010 ] fonte: http://www.tempidifraternita.it

(ANSA) – TORINO, 31 MAG – C’e’ anche una giornalista di Torino su una nave del convoglio umanitario, diretto a Gaza, assaltato questa notte dalla marina militare israeliana. Angela Lano, 47 anni, era a bordo della ”8000 – Freedom for prisoners. Freedom for Gaza” con alcuni colleghi. ”Di lei – dicono adesso alla Infopal, l’agenzia di stampa on line di cui e’ direttore – non abbiamo notizie. L’ultima telefonata alle due: diceva ‘gli israeliani ci stanno intercettando’. Poi, il nulla”.(ANSA)

Angela Lano, giornalista torinese,è amica e collaboratrice di Tempi di Fraternità da molti anni. Proprio grazie alla nostra testata è potuta diventare giornalista-pubblicista. Chi scrive da anni la conosce molto bene e le sono molto amico.
Anche noi tutti della redazione di Tempi di Fraternità siamo costernati ed allo stesso tempo attoniti. E ci uniamo al dolore della famiglia con il comunicato qui sotto. Seguiremo la vicenda da vicino su questo sito.
Comunicato della famiglia di Angela Lano

Scritto il 2010-05-31 in News
Malgrado le varie agenzie stampa italiane ripetano che gli italiani sequestrati dalle autorità israeliane “stanno bene”, la famiglia di Angela Lano, direttrice di Infopal.it, informa che la Farnesina e l’Ambasciata d’Italia in Israele non sono in possesso di informazioni al riguardo.

I cittadini italiani a bordo della Freedom Flottilla sono pertanto “spariti” a tutti gli effetti.

Il porto di Ashdod, infatti, dove sono state condotte la navi della Freedom Flotilla, è stato dichiarato “zona militare” dalle autorità israeliane e nessuno può entrarvi, tanto meno i giornalisti.

Israele si rifiuta inoltre di fornire la nazionalità dei sequestrati, pertanto le stesse

Grazie per quello che state facendo. La Turchia è un paese che amo per molte ragioni. Non ultima che là ho dei fratelli e delle sorelle d’elezione. Mi auguro di poter sentire presto il racconto di questo episodio tremendo dalla voce di Angela Lano

Gentile Ambasciatore,

la presente per manifestare lo sdegno e la ferma condanna dell’Associazione Skanderbeg della comunità albanese del territorio metropolitano di Bologna e mio personale, per il criminale attacco subito dalla nave battente bandiera Turca, da parte delle forze armate dello stato di Israele.

L’attacco alla nave Turca, carica di generi di prima necessità, farmaci ed ausili ortopedici, che ha causato molti morti e feriti tra gli accompagnatori, in spregio alle più elementari norme internazionali, si inquadra nelle azioni di mantenimento nell’altrettanto criminale embargo che da anni viene mantenuto a danno della popolazione civile palestinese abitante nel territorio di Gaza.

Certi che la Turchia saprà prendere le misure appropriate per rispondere a questa orrenda provocazione, inviamo con la presente la solidarietà dell’Associazione Skanderbeg ed assieme l’umana vicinanza ai parenti dei morti ed ai feriti impegnati in una così alta e nobile causa.

Distinti saluti

Presidente

Giuseppe Chimisso

Associazione Skanderbeg di Bologna

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Incontri per la pace

Jeff Halper sarà in Italia dall’11 al 24 settembre per una serie di incontri promossi da: rivista Una città; Testimone di Pace; zeitun.ning.com, Fondazione Langer; Rete Ebrei Contro l’Occupazione; Fondazione Alfred Lewin. Parlerà dell’attuale situazione in Medio Oriente, confrontandosi su alcune domande cruciali: è ancora possibile uno Stato palestinese dopo anni di continua espansione degli insediamenti, la costruzione delle bypass road e l’innalzamento di un muro gigantesco? E cosa potrà succedere se i palestinesi si convinceranno che non c’è più speranza per un loro Stato?
***
Jeff Halper, ebreo americano originario del Minnesota, vive in Israele, a Gerusalemme, dagli anni 70. Urbanista e antropologo, già docente all’Università Ben Gurion del Negev, oggi coordina il Comitato israeliano contro la demolizione delle case palestinesi (Icahd).
Nel settembre 2007, ha ricevuto ad Ovada il Premio Rachel Corrie come Testimone di Pace. Ha partecipato al primo viaggio di Free Gaza nell’agosto del 2008 che ha rotto il blocco navale israeliano che durava da oltre 40 anni. È cittadino onorario di Gaza.

CALENDARIO
*11 settembre: Bolzano*
ore 17, Sala Kolping
*13 settembre: Vicenza*
ore 11, Festival NodalMolin, Area Dibattiti
*14 settembre: Brescia*
ore 17 Sala Romanino, Missionari Saveriani,Via Piamarta 9
*15 settembre: Alessandria*
ore 21, Associazione Cultura & Sviluppo, piazza Fabrizio De Andrè, 76 (davanti al Politecnico)
*16 settembre: Torino*
ore 20.45, Scuola per l’Alternativa, Via Cialdini 4
*17 settembre: Genova*
ore 11 Polo delle Facoltà Letterarie e Umanistiche, Via Balbi ore 17.30, Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale ore 20 Cena di solidarietà al Circolo Zenzero
*18 settembre: Savona*
ore 12 conferenza stampa (luogo in via di definizione)
*18 settembre: Pisa*
Via Battisti 51 (c/o Centro Sociale Rebeldia) ore 21: proiezione del documentario “Building resistance” di Giuliano Marrucci (Israele e Palestina, 2008) ore 21.30: conferenza “Israeliani contro l’occupazione. Strategie di resistenza all’Apartheid”
*19 settembre: Rimini*
ore 21.15, Sala degli Archi, piazza Cavour
*20-22 settembre: Roma*
(programma in via di definizione)
*23 settembre: Napoli*
(programma in via di definizione)

Per ulteriori info: www.unacitta.itunacitta@unacitta.it – 0543.21422

Aderiscono: Berretti Bianchi, Missione Oggi, Associazione di Amicizia Italia-Palestina, Pax Christi, Fondazione Micheletti, No dal Molin, Ics, Coordinamento provinciale Palestina, Genova pro Palestina, Gruppo BDS-Pisa per la Palestina, Un ponte per…, Rimini Gaza, Rete Radiè Resch, Centro Gandhi Edizioni, Centro Sereno Regis, Comitato di Solidarietà con il Popolo palestinese, eccetera.

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Invito e un ringraziamento

Ecumenici ringrazia sentitamente l’amico Giorgio Saglietti di Tempi di fraternità www.tempidifraternita.it  per la consistente donazione: quest’anno le offerte sono tutte destinate al gruppo battista che opera nelle carceri milanesi in favore dei transgenders. Esperienza unica nel nostro paese per l’attività cristiana di base.

Aiutateci a metterne nel salvadanaio piccole o grandi offerte. E’ tutt’altro che una passeggiata impegnarsi dentro il carcere. Vi sono mille problemi pratici e tante richieste e difficoltà da superare, con limitate risorse umane e finanziarie.

Aiutaci con un bollettino postale a favore di Maurizio Benazzi, Via A. Vespucci, 72 – 20025 Legnano MI, con causale Ecumenici, sul conto numero 30592190. In alternativa è possibile fare un bonifico a Maurizio Benazzi, con causale ecumenici, sulla Banca Popolare di Milano con le seguenti coordinate: IBAN IT62 Y 05584 20200 000000003084; per l’estero: BIC BPMIITM1106. Infine puoi ricaricare la carta postepay numero 4023 6004 6886 1754 intestata al presidente fondatore di Ecumenici Maurizio Benazzi.

Il nostro nuovo sito in inglese è a questo link: http://ecumenics.wordpress.com

 

Invito

SOTTO TREGUA

GAZA

Altre voci da Palestina-Israele

16 febbraio 2009, ore 21.00

Centro Congressi, Via Corridoni 16, Milano

Ingresso libero

 

Sandro Lombardi legge Omri Evron (video di Mara Chiaretti)

Marco Baliani legge Mustafa Barghouti

Anna Nogara legge Rashid Khalidi

Giuseppe Cederna legge Sam Bahour

Maria Grazia Mandruzzato legge Gideon Levy

Licia Maglietta legge John Berger

Silvia Gallerano e Andrea Lupo leggono Irit Gal e Ilana Hammerman

Pippo Delbono legge Ghassan Kanafani

Musiche di Danilo Rossi, viola

Musiche di Carlo Boccadoro, pianoforte

Iniziativa organizzata da

Action for Peace – Libera università delle donne, Milano – “Lo Straniero”

In collaborazione con il Settore Cultura della Provincia di Milano

Si ringraziano

Casa della Cultura, Milano

Libri Scheiwiller

“Internazionale”

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Grazie Becky !

Arrivederci signora Becky

Apprendiamo con grande ritardo della morte della signora Becky Behar, ultima sopravvissuta all’eccidio di ebrei italiani a Meina. L’avevamo incontrata nella sinagoga riformata di Milano circa un anno fa, proprio in questo periodo dell’anno. Ci ricordiamo della sua indignazione nei confronti del regista Carlo Lizzati e della sua falsa ricostruzione storica nel film “Hotel Meina” (2007), ispirato all’omonimo libro di Marco Nozza. Non ci sorpresero le sue affermazioni: ci rendevamo perfettamente conto che era già in atto da anni un tentativo generale di manipolazione della storia a più mani e con diversi fini. Non tutti propriamente artistici.

Questa gentile signora cercava di trasmetterci una testimonianza autentica sulla barbarie vissuta in Italia nel 1943, durante il primo eccidio di ebrei da parte di nazisti. Parlava con orgoglio di un incontro con gli studenti del Liceo classico della città di Busto Arsizio, in provincia di Varese. L’abbiamo ascoltata con attenzione e compreso il suo dramma, come figlia del proprietario dell’Hotel Meina. Come donna ebrea scampata alla strage.

Possiamo ancora garantirLe gentilissima signora Becky la nostra alta vigilanza per denunciare in ogni circostanza qualsiasi pericolo che possiamo avvertire nei confronti degli ebrei, in segno d’amicizia rinnovata con tutto il popolo ebraico. Pur dichiarandoci autonomi e critici rispetto alle politiche governative di Israele (a maggior ragione se un Governo si dice laico!), siamo in grado di assumerci le nostre responsabilità umane, civili e religiose in difesa della sua esistenza.

Non temiamo oggi in Italia né l’opportunistica e strumentale posizione servile destrorsa né il silenzio o peggio il non detto della sinistra contro regimi tirannici come quello iraniano e la sua fede cieca nel crimine sistematico. Lei ha conosciuto semplicemente dei cristiani che hanno fatto tesoro per sempre della chiesa confessante fin dal dicembre 2002 quando apparivamo con qualche decina di iscritti su internet sotto il nome di “Orientamenti ecumenici”, scegliendo teologicamente di schierarsi per l’attuazione di questo testo di Bonhoeffer, che qui riproponiamo come momento di riflessione collettiva per migliaia di persone che adesso ci seguono. Ancora fuori dalle sacrestie e senza paura di dire quello che si deve dire.

Grazie Becky! Veramente tante grazie per la tua vita piena di passione per la Storia.

“Fare e osare non qualunque cosa, ma la cosa giusta;
non restare sospesi nel possibile, ma afferrare arditi il reale;
non della fuga dei pensieri, ma nell’azione soltanto è la libertà.
L’obbedienza sa cosa è bene,
e lo compie,
La libertà osa agire, e rimette a Dio il giudizio
su ciò che è bene e male.
L’obbedienza segue ciecamente,
la libertà ha gli occhi ben aperti.
L’obbedienza agisce senza domandare,
la libertà vuole sapere il perché.
L’obbedienza ha le mani legate, la libertà è creativa.
Nell’obbedienza l’uomo osserva i comandamenti di Dio,
nella libertà l’uomo crea comandamenti nuovi.
Nella responsabilità trovano realizzazione entrambe, l’obbedienza è libertà.”
(Dietrich Bonhoeffer)

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Manda la tua protesta all’Ambasciata d’Israele: press-coor@roma.mfa.gov.il

bolle

 

Grafica: Massimo Aprile

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I cristiani si uniscono ai mussulmani per gli aiuti a Gaza

I Cristiani manifestano per chiedere la fine delle violenze a Gaza e si uniscono ai Mussulmani per coordinare gli aiuti

Johannesburg/Ginevra (ENI). Varie congregazioni e gruppi religiosi associati in tutto il mondo si sono mobilitati per inviare aiuti e assistenza a tutte quelle persone colpite dagli attacchi israeliani su Gaza e fare pressione sui propri governi affinché si adoperino a chiedere un cessate il fuoco immediato nel ristretto territorio della striscia di Gaza dove vivono circa un milione e mezzo di Palestinesi.

Tre autoambulanze che erano usate come ambulatori mobili, sostenute da Aiuti dalla Chiesa Danese  (DanChurchAid), una associazione internazionale danese per lo sviluppo di aree depresse e che fornisce aiuti alle popolazioni bisognose, sono state distrutte da un attacco israeliano nella notte del 5 gennaio scorso. Israele ha giustificato il proprio intervento sul territorio di Gaza per fermare i continui attacchi di Hamas per mezzo di missili verso Israele. L’associazione DanChurchAid attraverso il coinvolgimento di singole persone, gruppi, chiese e consigli ecumenici di vari credi religiosi, dal Kenia alla Svezia, passando per Stati Uniti d’America e Australia, stanno portando avanti moltissime azioni non violente che coinvolgono associazioni cristiane riguardanti la crisi politica di Gaza.

www.ecumenici.eu  rinvia per gli approfondimenti a questo link http://www.danchurchaid.org/sider_paa_hjemmesiden/where_we_work/middle_east/israel_palestine/read_more/health_clinic_blown_to_pieces di Copenhagen e a quelli collegati nella stessa pagina.

Gli aiuti di DanChurhAid (biscotti, latte e medicamenti), stanno affluendo all’ Ah Ahli Arab Hospital che accoglie in queste ore soprattutto bambini palestinesi feriti dalle bombe israeliane. In un articolo pubblicato poche ore fa sul loro sito si sottolinea ormai come si delinei una gravissima crisi di acqua potabile. L’energia elettrica è disponibile per solo per 4 ore al giorno mentre continua in maniera del tutto pretestuosa il boicottaggio israeliano degli aiuti umanitari e in particolare anche dei rifornimenti di diesel.

 

Si sottolinea che Eni è l’agenzia ecumenica luterana-riformata piu’ diffusa nel mondo. Abbiamo rinunciato da mesi a presentare altre Agenzie religiose protestanti in quanto insignificanti sullo scenario mondiale e quella italiana è di carattere marcatamente confessionale e fortemente discriminatoria – a più riprese -nei nostri confronti. Le traduzioni sono a cura del prof. Antonio Pinto, che si distingue sempre per la sua preziosa disponibilità e amicizia.

Doriana Goracci ci invita a sentire voci israeliane fuori dal coro al seguente link:

http://www.webmov.org/wpress/2009/01/14/pacifisti-israeliani-si-rifiutano-di-arruolarsi-per-combattere-a-gaza/

Christians rally for end to Gaza violence, join Muslims in aid drive

Johannesburg/Geneva (ENI). Churches and associated groups around the globe have mobilised to send aid and assistance to those affected by Israeli attacks on Gaza and to lobby their governments for a cease-fire in the tiny territory where 1.5 million Palestinians live. Three mobile health clinics, supported by DanChurchAid, a Danish aid and development group, were destroyed in a night-time Israeli air strike on 5 January. Israel says the aim of its campaign is to halt the continuous firing of rockets into its territory from Gaza. DanChurchAid along with individuals, groups, churches and councils of churches from Kenya to Sweden to the United States to Australia are carrying out hundreds of advocacy actions involving Christians concerned about the Gaza crisis.

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Infanzia negata di Israele: a cura di Doriana Goracci

 

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Delle bambine israeliane  scrivono  messaggi sulle bombe,  che stanno per essere lanciate, sorridono…è agghiacciante, tanto quanto le  immagini dei corpi  devastati dalle armi. Infanzia negata su tutti i fronti.

” E’ possibile cantare in tempi oscuri?- si domandava Bertolt Brecht- Si può cantare l’oscurità dei tempi?”  Alessandra Borsetti Venier  se lo chiede, con un commento ad un articolo da lei   inviato a Tellus folio

“E’ la domanda che mi assilla di fronte al massacro nella Striscia di Gaza. Eventi che sconvolgono e ribadiscono la mia incapacità nel trovare ragioni per comprendere le atrocità di uomini verso altri uomini…

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(A un assassino) Se avessi contemplato il volto della vittima
E riflettuto, ti saresti ricordato di tua madre nella camera
A gas, avresti buttato via le ragioni del fucile
E avresti cambiato idea: non è così che si ritrova un’identità…

dalla poesia Stato d’assedio di Mahmoud Darwish

L’articolo da lei scritto il 7 gennaio, era intitolato Kufia, canto per la Palestina . Ci dà l’opportunità di sentire, vive, le voci di un Coro di bambini palestinesi “Al Aqsa”, registrate vent’anni fa  su un 45 giri in vinile,  ormai  introvabile: oggi hanno intorno ai trent’anni. Il testo era  tratto dallo stesso poeta, da lei citato, Mahmoud Darwish  :

Sogno dei gigli bianchi
strade di canto e una casa di luce
Voglio un cuore buono
e non voglio il fucile
Voglio un giorno intero di sole
e non un attimo di una folle vittoria razzista
Voglio un giorno intero di sole
e non strumenti di guerra
Le mie non sono lacrime di paura
sono lacrime per la mia terra
Sono nato per il sole che sorge
non per quello che tramonta.

Ascoltateli!

http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=151846166

e DISERTATE RIFIUTATE LA GUERRA!

Doriana Goracci

Abbiamo un paese che è di parole

E tu parla, perchè io possa fondare la mia strada

pietra su pietra

abbiamo un paese che è di parole

perchè si conosca dove termina il viaggio

Mahmud Darwish

da KUFIA 100 disegnatori per la Palestina

palestinesi

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