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Donne in movimento

PROGETTO NAUSSA E ARCILESBICA MEDITERRANEA BARI
Insieme nella preparazione dell’ incontro con
 Don Franco Barbero a Bari l’11-12 maggio

 

Si inaugura così nel capoluogo pugliese una nuova stagione di confronto sulla tematica “Omosessualità e Spiritualità”, invitando Don Franco Barbero a presentare il suo libro “Omosessualità e Vangelo”: un’occasione  per chiarire alcuni punti fondamentali del messaggio evangelico rispetto ad una questione così tanto dibattuta…

Per Progetto Naussa – Laboratorio Lesbico di Spiritualità – è un punto forte di arrivo, dopo due anni di impegno nel cercare di prospettare una via ‘spirituale’ più autentica e ’nostra’ ed aprire così spazi di dialogo con alcune donne lesbiche di Bari, quelle mostratesi più interessate all’argomento. Questo purtroppo – urge sottolineare – non è diventato così ‘ostico’, a causa dello Spirito Santo! – permettetemi l’ironia intrinseca nel gioco di parole -, ma a causa delle posizioni storiche e formali delle gerarchie cattoliche, nonché della protratta assuefazione popolare a standard educativi e culturali impartiti. Comunque, accolliamoci tutte e tutti la responsabilità storica di questo divario, e cerchiamo di rimetterci in cammino verso la Verità.
Oltre il punto di arrivo, torna ad essere, questo, un punto di partenza per gli sviluppi che questa iniziativa sta già provocando in noi, ora , mentre ci affaccendiamo a prepararla, e, successivamente, come frutto dell’elaborazione di questa esperienza di confronto tra noi, donne lesbiche credenti e non, gli altri e le altre partecipanti e don Barbero.
Ne risulterà un’ulteriore impegno in questo senso per Progetto Naussa – salute della sottoscritta permettendo!
In fase di preparazione, stiamo registrando tanto entusiasmo e confronto dentro Arcilesbica, per le motivazioni e le modalità con cui procedere. Devo ricordare che in questo lavoro siamo affiancate anche dalla collaborazione del gruppo cristiani omosessuali Rosa di Gerico e Biblioteca Vivente. I contributi che ne vengono, in fase di preparazione dell’evento, sono tanti e, certamente, nell’incontro con esperienze e vissuti diversi, non possiamo che celebrare la gioia di stare insieme, approfondire la conoscenza reciproca e quindi far qualcosa che possa rendere questa vita, già così difficile e aspra, un po’ più gioiosa e solidale!

L’impegno primario di Progetto Naussa è ora risolvere l’apparente e millantata distanza-incompatibilità tra dimensione spirituale e vita lesbica, chiarendo tanto per iniziare, l’infondatezza della condanna ‘spirituale’ proprio a partire dal vangelo stesso, dove non compare alcuna esplicitazione in questo senso…. Al contrario, da un’attenta lettura, che chiunque può fare, emerge sempre e chiaramente solo un fatto da parte di Gesù :
la sua assoluta determinazione a rompere pregiudizi e categorie umane, per affermare un solo principio, quello dell’amore incondizionato.

L’incompatibilità non sussiste tra essere ‘spirituale’ o essere omosessuali/lesbiche o quello che si vuole…, ma tra l’essere amorevoli e solidali da un lato e dall’altro – all’opposto! – l’essere offensive/vi e violente/ti. A questo punto chi è in difetto per primo è proprio chi pretende di essere l’erede formale di quel Gesù, così ricco nel Cuore, quanto povero nell’esteriorità.  Progetto Naussa sostiene la necessità di fare una differenza tra Vita di Gesù e pratica cattolica apostolica e romana… esortare a usare il senso critico per non perdere il tesoro più grande racchiuso nella Spiritualità : l’unica vera inesauribile fonte di Energia e di guarigione dalle nostre più profonde e radicate sofferenze, dai nostri vizi, non di sesso, ma di mente, dai nostri pensieri inutili e violenti, egoisti e prepotenti. A questi veri mali solo l’Amore Giusto può porre rimedio: questa è l’unica ‘fede’ che può avere un senso e un’utilità, questa è la vera spiritualità, una spiritualità che migliori la qualità della nostra vita, ci renda più leggere/ri, la vera ‘rissurrezione dei corpi nei corpi… un inizio!’

“Il Regno è qui e non lo vedete”… diceva Gesù, esortandoci ad andare oltre le mere apparenze… a cogliere l’Invisibile nel visibile, la ‘parte’ spirituale in noi stesse/si, e il ‘significato’ spirituale in tutto il resto.

Dal vangelo gnostico di Maria (vangelo giudicato eretico dai cattolici e da loro.… fatto sparire!, fin quando non ne furono ritrovati alcuni frammenti a fine ottocento – Papiro di Berlino, 1896), vi propongo una riflessione sul seguente passo:

Ciò detto il Beato li salutò tutti e disse: “La pace sia con voi! Abbiate la mia pace!  STATE ALL’ERTA PERCHE’ NESSUNO VI INGANNI CON LE PAROLE…vedete qui o vedete là. Il figlio dell’uomo è infatti dentro di voi. Seguitelo, chi lo cerca lo trova. Andate dunque e predicate il vangelo del regno.  NON HO EMANATO ALCUN PRECETTO ALL’INFUORI DI QUELLO CHE VI HO STABILITO; NE’ VI HO DATO  ALCUNA LEGGE, COME UN LEGISLATORE, AFFINCHE’ NON VI CAPITI DI NON ESSERE CAPITI”
Ciò detto se ne andò.
……….
Essi rimasero tristi e piangevano forte.
S’alzò Maria e disse “non piangete, la sua grazia sarà con voi tutti e vi proteggerà”………… Così dicendo Maria volse al bene la loro mente……

Tratto da ‘Tutti gli Apocrifi del nuovo Testamento’ a cura di L.Moraldi, ed. Piemme

E ora vi attendo sul sito di Progetto Naussa, per aggiornamenti sui lavori o, meglio ancora a Bari, perché no? di persona, in occasione delle nostre iniziative. Per ulteriori dettagli:

INFO:   Progetto Naussa   www.naussa.altervista.org  
        

 

 

 persone1

Complimenti a Gruppo Ecumenici e agli amici di Maurizio Benazzi per le tantissime firme raccolte per l’abolizione della pena di morte in Iran contro il mondo LGBT: rispettivamente 2 e 3 recruiter internazionali

 

 

Marinella Pepe

 

LA PRATICA

DELLA DISTINZIONE

Uno studio sull’associazionismo

delle donne migranti

 
“Generazioni”  – pp. 290 – euro 15,00
 

In un contesto epocale di profondi e irreversibili cambiamenti un ruolo decisivo è svolto dalle migrazioni transnazionali, le quali intervengono ridisegnando gli equilibri globali e gli assetti locali. In particolare, tre processi si intrecciano articolando ancora di più lo scenario: la femminilizzazione dei flussi migratori; l’emergere crescente del ruolo della società civile; il protagonismo esercitato dai nuovi arrivati, che nella pratica associativa danno saggio di creatività e di capacità di autorganizzarsi. Il testo si sofferma su tali questioni, mettendo in luce i risultati relativi alla ricerca sull’associazionismo delle donne migranti. Lo studio empirico – condotto partendo da una cornice teorica sul tema ed eleggendo quale prospettiva d’analisi privilegiata il modello di Pierre Bourdieu, così come proposto ne La distinzione – ha preso in esame, grazie ad un approccio biografico, le modalità attraverso le quali la pratica associativa viene tematizzata dalle migranti stesse. Dallo studio emerge come un diverso capitale biografico dia corpo a esperienze associative profondamente distinte per contenuti e per obiettivi (le Streghe, le Fate, le Nomadi, le Tessitrici). Desiderio di cura e bisogno distintivo, poi, accomunano i diversi vissuti, configurando la pratica associativa come un’esplicita risorsa di senso in un’epoca di legami deboli.

 

Marinella Pepe, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Roma Tre, è dottore di ricerca in Servizio sociale. Si occupa di processi culturali e migratori, laicità e dialogo interreligioso; su queste tematiche ha pubblicato saggi in riviste scientifiche. Ha curato, insieme a C.C. Canta, Abitare il dialogo. Società e culture dell’amicizia nel Mediterraneo (F. Angeli 2007).

 

 

Indice

 

Prefazione, di C.C. Canta

 

1. Introduzione

 

I. UNO SGUARDO TEORICO

2. Dalla crisi al kairòs. 3. Dinamiche migratorie

 

II. DENTRO LA RICERCA

4. Il disegno della ricerca. 5. Questioni di metodo. 6. L’oggetto della ricerca.

7. Il modello teorico di Pierre Bourdieu

 

III. LA PRATICA DELLA DISTINZIONE

8. L’associazionismo delle donne migranti: uno sguardo introduttivo.

9. Gli aspetti convergenti . 10. Gli snodi nei percorsi di vita. 11. Le tipologie associative

 

IV. conclusioni

12. Un universo multiforme

 

Riferimenti bibliografici e sitografici

 

Edizioni Unicopli, via Festa del Perdono 12, 20122 Milano

tel. 02/42299666, redazione@edizioniunicopli.it

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Franco Barbero e le terre lontane dall’Italia…

Terre lontane dall’Italia….

 

Germania: diritti coppie pastorali omosessuali
17 gennaio 2009 – (ve/dpa) Pastori evangelici omosessuali al servizio della Chiesa evangelica nella Renania, uomini e donne, che vivono in un’unione registrata, avranno diritto da ora in poi a un trattamento salariale uguale a quello applicato per le coppie pastorali composte da moglie e marito. Lo ha deciso ieri il sinodo della Chiesa evangelica nella Renania. Coppie pastorali omosessuali avranno dunque diritto ad esempio alle medesime rendite, attualmente in vigore per le coppie pastorali eterosessuali, in caso di decesso del partner. Si tratta, hanno precisato i responsabili della Chiesa renana, “di una decisione di principio”. La decisione riguarda attualmente dodici casi di coppie registrate e comporta una spesa, per la chiesa, di poco meno di 20’000 euro l’anno.
La Chiesa evangelica nella Renania comprende l’intero territorio dell’antica provincia prussiana della Renania e dunque parti degli attuali Land Nordrhein-Westfalen, Hessen, Rheinland-Pfalz e Saarland.

Il sito della Chiesa evangelica nella Renania
http://www.ekir.de/ekir/ekir.php

 
La newsletter invierà già dalle prossime ore dei biglietti di invito personali per l’adesione al gruppo Ecumenics di Facebook, chiunque puo’ aderire a questo gruppo previa l’iscrizione su quel portale, attraverso questo link
http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/group.php?gid=59416993134  ; questo primo gruppo dialoga solo in lingua inglese ed ha 3 moderatori, fra cui un giovane olandese; il prossimo mese – sempre su Facebook – verrà attivato il gruppo in lingua italiana. …

Per il francese, lo spagnolo bisognerà attrezzarsi col tempo e strada facendo. Offrite la Vostra disponibilità fin da ora.

Chiediamo cortesemente di aderire a questa prima opportunità solo se effettivamente interessati alla partecipazione di un gruppo internazionale che si esprime in una lingua differente da quella italiana.

Grazie a tutt* e buona partecipazione diretta

 
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Al dibattito partecipa Ecumenici …

 

Gruppo del Guado – Via Soperga 36 – Milano
Sabato 24 Gennaio – Ore 17.00

Dentro il cammino di Abramo
Tavola rotonda di presentazione del libro Omosessualità e Vangelo
don Franco Barbero
CDB Viottoli di Pinerolo – Autore del libro
Pasquale Quaranta
Giornalista – Curatore del libro
Paolo Rigliano
Psichiatra e psicoterapeuta – Autore della postfazione

Tutti sono invitati
Infoline 347 73 45 323
Infomail gruppodelguado@gmail.com

 

(Ecumenici 21/10/08) Pochi giorni fa è uscito in libreria il testo ben curato da Pasquale Quaranta “Omosessualità e Vangelo – Franco Barbero risponde”, edito da Gabrielli. Lo trovate anche su IBS a 14 euro: nessuna scusa dunque per i nostri lettori e lettrici che in montagna o in alcune aree geografiche del sud si lamentano che non esistono – purtroppo – librerie ben fornite nelle vicinanze. 

Quaranta ha affinato lo stile dello scrivere e si rimane piacevolmente sorpresi dalla trasparenza, efficacia ed essenzialità della riflessione che precede la corrispondenza indirizzata a Franco Barbero con il mondo cattolico LGBT in Italia. Finalmente una voce coraggiosa che guarda in faccia la realtà senza inutili contorsioni apologetiche ma semmai con lo sguardo mirato all’analisi profonda del disagio, della sofferenza e della paura. Molto interessante è anche la postfazione di Paolo Rigliano che con la biografia apre l’ultima sezione del testo di 159 pagine complessive.

Dalle lettere pubblicate emerge una realtà di gay e lesbiche spesso incapaci di mettere insieme il mosaico di una positiva percezione di se stessi e talvolta incapaci di arrivare a un’identità di orientamento sessuale serena, vissuta nella Fede cristiana in modo maturo e consapevole. L’aspetto positivo di queste testimonianze è che si tratta generalmente di persone in fase di ricerca e di confronto anche se il pericolo paventato dallo stesso Barbero di rappresentare lui stesso in un certo senso la “carrozza della verità” o il “trono infallibile” è spesso sfiorato dai suoi interlocutori. Ma la responsabilità di ciò dipende essenzialmente dal fatto che generalmente si trova troppo faticoso un cammino di ricerca personale, esperienziale o di un approfondimento diretto ad esempio dei testi biblici e si preferisce la delega o il suggerimento continuo della guida spirituale o di quella del confessore.

Il processo di una fede adulta richiamato proprio da Barbero obbliga in qualche molto ad avventurarsi nel libro dei libri senza timore di scoprire l’erotismo del Cantico dei cantici da un lato o talune frasi dell’apostolo Paolo, figlio del suo tempo culturale e dell’antigiudaismo ormai di maniera che lascia ben poco  spazio alla tenerezza, al perdono e alla scelta degli esclusi da parte di Gesù. Ma quella del Figlio di Dio non è “un” ma “il” messaggio d’amore nonviolento e non sessista, mai escludente. Non lo fu nemmeno per il malfattore crocefisso.

Pasquale Quaranta riesce a parlare di temi come la masturbazione o quella della procreazione con un approccio ad ampio respiro. Non fa il teologo ma il giornalista. Colui che sa porre sul tavolo la sua analisi lucida ma anche consapevole della miseria intellettuale che caratterizza il panorama italiano. Sa prendersi ovviamente le sue responsabilità e non a caso i primi commenti negativi che ho letto di un paio di preti omosessuali su una mailing list, sono di per sé espressivi della situazione all’interno dell’ambiente ecclesiale: loro preferiscono l’anonimato e magari lo “sfogo” sessuale nella clandestinità piuttosto che esprimere posizioni di denuncia a viso aperto. Si potrebbe perdere del resto – con molta probabilità – il posto di lavoro…

Coloro che esprimano queste valutazioni senza aver mai letto il libro non sono persone serie. Vogliono sentenziare giudizi sul modo di fare, la “prassi” hanno scritto di Quaranta e Barbero. Ma non mi risulta che Quaranta e Barbero siano agli occhi di Dio (quelli delle tonache a noi non francamente non interessano poi molto…) meno amati del Papa, dei sinodali valdesi o di qualche vescovo ortodosso.

E’ stato scritto nel libro di Quaranta che le lettere inviate a Barbero sono uno spaccato delle dinamiche dell’auto-oppressione e dell’avvilimento, dell’interiorizzazione di tutti i giudizi squalificanti l’attività affettiva  LGBT che di fatto circolano in famiglia, a scuola, in oratorio, nella chiesa o fra i papaboys. Sono d’accordo ma non mi è molto chiara la scelta proposta come alternativa, con l’affermazione generica di “popolo di Dio”. Si corre il rischio di creare sulla carta un’illusione che da qualche parte vi siano comunità pronte a celebrare il matrimonio omosessuale e/o a ordinare/consacrare pastori apertamente omoaffettivi.

Siamo in Italia e non in Canada o nell’Europa settentrionale. Con tutto il rispetto, l’ammirazione, la stima e l’attenzione che ho ad es. verso le comunità di base ritengo che il percorso personale di Barbero e quello comunitario di Viottoli a Pinerolo dimostrino semmai la difficoltà del cammino di crescita, i tempi lunghi e spessi del tutto incerti. Dobbiamo invece come credenti saper pronunciare come fece il IV Concilio, Lutero e molti altri ancora a oriente e a occidente che anche “fuori dalla chiesa” c’è la salvezza, poiché il soffio santo agisce nei credenti nella sua libertà, senza discriminazioni. L’amore divino ha, infatti, come direzione tutte le creature umane senza distinzioni di sorta, compresa quella dell’orientamento sessuale.

Ciascuno di noi deve saper dare fiducia al fratello e alla sorella, aiutandola – per quanto ci sia possibile – nello sviluppo autonomo della crescita dell’autostima e della relazione diretta con Dio. E’ solo Lui la nostra roccia, il nostro punto di riferimento affidabile e allo stesso tempo la nostra forza, di fronte agli smarrimenti e alle contraddizioni, fra istinto e creatività innate.

La nostra consapevolezza di credenti si fonda proprio su questa capacità di Dio di trasformarci nel tempo. Di sentirci amati anche quando si è nella distretta. Di costruire progetti che contrastino ad esempio violenza e pornografia con scelte di amore per un partner, pur in assenza di quadro normativo nel paese in cui viviamo e di modelli culturali latini. Viviamo in un paese in cui c’è ancora bisogno che un Pasquale Quaranta dica al Presidente del Consiglio di turno: perché ci negate di amare alla luce del sole come fanno gli altri? E’ questa la mia Patria e sono ancora un cittadino uguale agli altri?

Il nostro suggerimento è di acquistare il libro domani mattina stessa sul nostro sito www.ecumenici.eu , utilizzando il link per IBS. Aiuterai Pasquale, Ecumenici e le voci libere, fuori dal coro.

E bravo Pasquale!

Maurizio Benazzi

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