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Fratello e sorella liberati dalle catene

Nella schiettezza amicale che ci è propria con l’amico don Franco Barbero vorremmo chiedergli di andare ad ascoltare il feed-back del giovane frate cattolico a cui abbiamo consigliato di ascoltare in procinto all’avvicinamento ad una comunità valdese del nord.  Lui si era espresso – a nostro avviso, forse, precipitosamente – in modo favorevole. Un esterno non conosce mai a sufficienza la vita interna di una comunità ecclesiale, tra l’altro particolarmente chiusa al di fuori dei canali ufficiali. E lo invitiamo a rimanere lui stesso saldamente cattolico. Chi del resto non è per la chiesa universale (e non etnica!) nella sua molteplicità di espressioni socio-culturali?

In ogni caso non siamo noi a dover commentare quella situazione specifica ma la giovanissima persona direttamente interessata. Constatiamo solo che non servono a niente gli appelli del passato della Refo (Rete Evangelica Fede e Omosessualità) o di altri minuscoli gruppi che fanno comunque riferimento ad essa.

Noi siamo felici solo di essere fuori da quella chiesa e vivere liberamente il cristianesimo. I nostri biglietti da visita recano oggi non a caso una frase del teologo Leohnard Ragaz, lui che per primo decise di vivere la sua testimonianza cristiana e riformata fuori dalla chiesa istituzionale di Zurigo.

 
 « Cristo è più grande del cristianesimo, ed è diverso dal cristianesimo. Dio può essere là dove la religione non è, e può non essere là dove la religione è. Egli è presente dove è fatta la sua volontà in verità, libertà, umanità e amore, nella giustizia del suo Regno. Dio odia il credo, odia la teologia, odia l’erudizione dei dottori della Legge, odia la pietà, odia il culto dove non è fatta la sua volontà nella giustizia, ma è presente dove è fatta la sua volontà anche se egli non è conosciuto o nominato. Dio si serve dei non credenti per giudicare i credenti, si serve dei pagani per svergognare i cristiani. Non il cristianesimo, ma il Regno, e nel Regno l’uomo. »
 
 
 (Leonhard Ragaz)
 

Anche allora la chiesa era occupata dagli on. Malan di turno e dall’estremismo borghese, che ha così fortemente caratterizzato l’area riformata anche nei periodi infausti della storia d’Italia; ad es. durante il periodo fascista in cui la vita della chiesa alpina era in cerca di un’accettazione da parte del regime. La stessa cosa valeva anche per le altre minoranze religiose, salvo forse i pentecostali. Le minoranze antifasciste evangeliche non hanno mai inciso realmente ed hanno riguardato frange assolutamente marginali. La signora Bonafede di certo non ha oggi alcun coraggio nell’ opporsi alla deriva reazionaria nella chiesa che presiede. I comunicati patetici della Refo a questo proposito fanno semplicemente sorridere mentre fa riflettere seriamente il comunicato emesso recentemente dalla moderatora sui matrimoni fra persone dello stesso sesso (Il caso riguardava due lesbiche). E’ una presa di distanza nettissima e chiara. Solo i ciechi non vedono ancora!

Questo è il documento che circola in queste ore sui siti valdesi: pare abbiano già raccolto molte adesioni, non sappiamo esattamente quante firme dei sinodali (che hanno quindi diritto di voto) ma ce ne è a sufficienza per delineare una chiesa di facciata contro le discriminazioni ma nella sostanza proiettata verso scenari bui e tremendi. Con tanto di sostegno da parte dei gruppi cattolici cd progressisti e magari ancora dell’Arcigay!

Non seguiremo i lavori del prossimo Sinodo, conosciamo già le conclusioni: si rimanderà il tutto ad altri tempi, ufficialmente per non rompere l’unità (come del resto nella piu’ borghese e microcosmica comunità ebraica di Bologna). Noi tutto questo lo conosciamo già. E’ solo un dèjà vue. Cambiano i soggetti ma non cambia la realtà.

Noi sottoscritti, membri della Chiesa Valdese,

consapevoli che – come scrisse Giosué Gianavello nelle Istruzioni – “se la nostra Chiesa è stata ridotta in ”queste“ contingenze, causa prima ne sono i nostri peccati, dobbiamo quindi umiliarcene quotidianamente e sempre di più innanzi a Dio, chiedendogli perdono”;

certi che la Confessione di Fede del 1655, mai mutata da alcun Sinodo, sia il fondamento incrollabile della Chiesa Valdese;

ribadendo, in particolare, con gli articoli 2 e 3 di essa, che “Iddio s’è manifestato agli huomini nelle sue opere della Creazione e della Provvidenza, di più nella sua Parola rivelata dal principio con oracoli in diverse maniere, poi messa in iscritto ne’ libri chiamati la Scrittura Santa” (“nessuna profezia della Scrittura proviene da un’interpretazione personale, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo” 2 Pietro 1,20-21) e “che conviene ricevere, come riceviamo, questa Santa Scrittura per divina e canonica, ciò è per regola della nostra fede e vita; e ch’ella è pienamente contenuta ne’ libri del Vecchio e Nuovo Testamento” (“se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema” Galati 1,9);

ritenendo che l’ordinamento valdese sia un prezioso strumento per custodire la buona dottrina che viene tramandata di generazione in generazione, da tempo immemorabile, poiché esso regola il nostro essere chiesa;

avendo a mente che la storia della Chiesa Valdese, di tanti uomini e donne che per secoli tutto hanno fatto, tutto hanno rischiato, tutto hanno dato, inclusa la vita, per restare fedeli alla propria fede, sia un patrimonio incomparabile, di cui è forse impossibile essere degni, ma che impone di fare del nostro meglio perché non paia vano;

rammaricandoci del fatto che da tempo la Chiesa Valdese, sola o insieme ad altre, impegna il proprio nome in iniziative, a volte anche lodevoli, almeno nelle intenzioni, che per la loro fallacia creano divisioni e non hanno nulla a che fare con ciò che essa deve essere: “la compagnia de’ fedeli” che “vengono ad unirsi per seguitare la Parola di Dio; credendo ciò ch’egli vi ci insegna e vivendo nel suo timore” (articolo 25 della Confessione di Fede);

affermiamo la verità di quanto Gesù disse: “I cieli e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Matteo 24,35), mentre sappiamo che le umane dottrine che oggi trionfano domani cadono nell’oblio o nel discredito, come tante volte abbiamo visto accadere, anche di recente; e riteniamo pertanto che la Chiesa possa sì prendere posizione su temi dove l’Evangelo indichi inequivocabilmente la strada; ad esempio, contro il razzismo o a favore della libertà religiosa; quanto, però, ad essere pro e contro partiti o specifiche iniziative, riteniamo che la prudenza debba essere massima per non nuocere, con scelte imprudenti, all’unica missione della Chiesa: essere testimoni di Gesù Cristo fino alle estremità della Terra (Atti 1,8) e cooperare a far risplendere la Luce nelle tenebre (Giovanni 1,5); resta sempre ai singoli membri di chiesa la possibilità di impegnarsi su qualunque tema, assumendosene personalmente le responsabilità, senza farsi scudo della Chiesa o, peggio ancora, della Parola di Dio;

constatiamo inoltre che nella Chiesa si affermano progressivamente interpretazioni sempre più personali di ciò che essa debba fare o 

credere: apprendiamo che un pastore nega pubblicamente la Trinità e la divinità di Cristo (in aperto contrasto con l’articolo 1 della Confessione di Fede);

apprendiamo anche che, facendosi forti di un documento sinodale che parla di “accoglienza” delle persone omosessuali, quello stesso pastore, con l’appoggio del Consiglio di Chiesa, ha celebrato a Trapani ciò che gran parte dei mezzi di informazione e lui stesso hanno definito “matrimonio” tra due donne, neppure appartenenti alla Chiesa Valdese, che egli ha poi affermato di essere consapevole che ciò “può provocare una spaccatura in seno alle nostre chiese” e “incrinare i rapporti ecumenici e inter-evangelici”, ma che “questa spaccatura può anzi deve essere provocata”, che la Moderatora, pur riconoscendo che “nelle nostre chiese si è” solo “cominciato a dibattere della possibilità di testimoniare anche a livello liturgico dell’accoglienza e del riconoscimento di unioni di vita di persone dello stesso sesso” ha difeso tale atto affermando che si era solo “pregato con convinzione e affetto per due persone che si impegnavano a vivere insieme la loro vita”, che a Roma un altro pastore ha amministrato il battesimo a due bambini su richiesta del padre di uno di loro e del suo compagno presentati davanti all’assemblea come “genitori”, benché la donna che aveva partorito i bambini fosse presente; autorevoli esponenti della Chiesa chiedono ora che il Sinodo “aggiorni” le norme in modo da rendere leciti, sia pure ex post, parte o tutti questi comportamenti;

ci appelliamo umilmente al Sinodo affinché:

non si allontani mai dalla Confessione di Fede e vegli perché essa non venga mutata nella lettera, o vanificata nei fatti con la tolleranza o il riconoscimento di comportamenti che la contraddicono;

ricordi qual è la ragion d’essere della Chiesa e sia attento a non gettare discredito sulla sua dottrina quando prende posizione su temi politici e di attualità;

prenda adeguati provvedimenti verso i comportamenti che violano l’ordinamento valdese, per evitare che la prassi del fatto compiuto e delle decisioni unilaterali sopprimano nei fatti quel modo di prendere le decisioni in modo collegiale e democratico, che si conservò anche nelle circostanze in cui il pericolo dell’annientamento totale era imminente;

esaminando la questione omosessualità, ricordi i numerosi passi biblici che la condannano e temperino la tendenza a ritenerli semplicemente riflessi di una società non abbastanza evoluta, considerando che il principale di questi passi, Levitico 18, che riassume tutti i divieti biblici in materia sessuale, ne include solo sei: incesto, rapporti durante il ciclo mestruale, adulterio, sacrificio dei primogeniti, omosessualità, accoppiamento con animali; ricordi altresì le parole del pastore Alessandro Esposito, secondo il quale questo argomento “può provocare una spaccatura in seno alle nostre chiese” e “incrinare i rapporti ecumenici e inter-evangelici” e valuti se è conforme ai nostri fondamenti creare quella spaccatura.

Possa la Grazia di Dio essere sempre su tutti noi e sulle nostre chiese e illuminare in particolare coloro cui sono affidate le decisioni più importanti.

Primi firmatari:

Ivan Caradonna ,  Chiesa di Trapani e Marsala ( ivan.caradonna@gmail.comQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Fabrizio Malan , Chiesa di Luserna San Giovanni

Lucio Malan , Chiesa di Luserna San Giovanni

Sergio Malan , Chiesa di Luserna San Giovanni

Giorgio Mathieu , Chiesa di Pramollo

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Veglia di preghiera per i giudici

Notte di preghiera per i giudici della Corte Costituzionale…

La stretta della tua mano

 

Ti prego:
non togliermi i pericoli,
ma aiutami ad affrontarli.
Non calmar le mie pene,
ma aiutami a superarle.

Non darmi alleati nella lotta della vita,
eccetto la forza che mi proviene da te.

Non donarmi salvezza nella paura,
ma pazienza per conquistare la mia libertà.

Concedimi di non essere un vigliacco
usurpando la tua grazia nel successo,
ma non mi manchi la stretta della tua mano
nel mio fallimento.

 

Tagore

 

Aumentano in queste ore le firme raccolte per la causa “Sì ai matrimoni fra gay”. Ringrazio le amiche e gli amici che mi stanno dando una mano nell’abbattere questo muro medioevale col loro nome e cognome: i lettori e le lettrici della newsletter Ecumenici hanno del resto in Italia una marcia in più rispetto a tutti agli altri. Qui non abbiamo un otto per mille da barattare, promesse elettorali da marinaio e/o giochi di prestigio da fare come foche da palcoscenico. Ci sono solo le nostre facce pulite (non spinellate o sballate), le nostre casse vuote (rubare è un crimine e non solo un peccato) e la nostra passione per il prossimo, senza distinzione alcuna.

Non sappiamo ancora l’esito della decisione della Corte costituzionale ma è facile immaginare ulteriori rinvii o soluzioni incapaci di comprendere la realtà di oggi, per pressioni a vario livello. Dal Vaticano è pronta l’artiglieria pesante… Questa volte dalla nostra parte (che non è quella valdese, sig. Segretario dell’Arcigay, stasera ospite della Claudiana) ci sono soprattutto i credenti cattolici. Quelli che non delegano altri, ad essere i loro portavoce su questo tema. Fanno semplicemente distinzione fra qui è onesto e credibile e chi non lo è.

Al fuoco pieno di veleni e odio innalzeremo i nostri inni e canti di resistenza.

Una cosa è certa:  non ci fermeremo qui.

M.B.

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Invito per spedire e-mails ai parlamentari europei

Spettabile Europarlamentare,
mi chiamo ************, cittadin* italian* e quindi europe*,
vorrei sottoporre alla Sua attenzione un caso molto importante e urgente,
le scrivo di seguito un appello di due ragazzi italiani ormai al 16° giorno di sciopero della fame:

“Siamo Manuel e Francesco i due ragazzi gay di Savona “Italia” che hanno cominciato il 4 gennaio 2010
davanti a Montecitorio Roma uno sciopero della fame che si sta prolungando a oltranza da 16 giorni,
nella quasi totale indifferenza delle istituzioni italiane e soffocato dalla censura giornalistica, sopratutto della carta stampata.

Abbiamo già scritto due volte al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano ma per il momento non abbiamo ancora avuto alcuna risposta.

Chiediamo in virtù dei trattati internazionali e del trattato di Lisbona che la Comunità Europea intervenga con forza nei confronti del governo italiano al fine di colmare questo vuoto legislativo che condanna le minoranze in Italia e che costringe i cittadini Europei a perdere alcuni dei loro diritti nel momento in cui oltrepassano il confine italiano.

Vi chiedo di intervenire con la massima urgenza le mie condizioni di salute peggiorano e non so quanto possa ancora resistere.

Potete vedere in diretta lo sciopero della fame dall’indirizzo http://www.glbt-tv.it 24\24 il mio telefono +39 3348914655.
Cordialmente Francesco Zanardi ”

Attendo fiduciosa una Sua risposta ed un intervento concreto su questo tema così delicato ma che vede l’Italia come fanalino di coda europeo e mondiale riguardo a diritti umani negati.

Per vedere lo stato attuale dell’Italia rispetto al resto d’Europa Le segnalo un sito internazionale: http://ilga.org

Cordiali Saluti

INVIATE QUESTA MAIL A QUESTI INDIRIZZI:

roberta.angelilli@europarl.europa.eu
alfredo.antoniozzi@europarl.europa.eu
paolo.bartolozzi@europarl.europa.eu
carlo.casini@europarl.europa.eu
francesco.deangelis@europarl.europa.eu
leonardo.domenici@europarl.europa.eu
roberto.gualtieri@europarl.europa.eu
claudio.morganti@europarl.europa.eu
alfredo.pallone@europarl.europa.eu
niccolo.rinaldi@europarl.europa.eu
potito.salatto@europarl.europa.eu
david.sassoli@europarl.europa.eu
marco.scurria@europarl.europa.eu
silvia.costa@europarl.europa.eu
guido.milani@europarl.europa.eu
sergio.berlato@europarl.europa.eu
luigi.berlinguer@europarl.europa.eu
mara.bizzotto@europarl.europa.eu
antonio.cancian@europarl.europa.eu
salvatore.caronna@europarl.europa.eu
giovanni.collino@europarl.europa.eu
luigi.demagistris@europarl.europa.eu
herbert.dorfmann@europarl.europa.eu
lorenzo.fontana@europarl.europa.eu
elisabetta.gardini@europarl.europa.eu
tiziano.motti@europarl.europa.eu
vittorio.prodi@europarl.europa.eu
amalia.sartori@europarl.europa.eu
giancarlo.scotta@europarl.europa.eu
debora.serracchiani@europarl.europa.eu
antonello.antinoro@europarl.europa.eu
rita.borsellino@europarl.europa.eu
rosario.crocetta@europarl.europa.eu
salvatore.iacolino@europarl.europa.eu
giovanni.lavia@europarl.europa.eu
giommaria.uggias@europarl.europa.eu
pino.arlacchi@europarl.europa.eu
raffaele.baldassarre@europarl.europa.eu
andrea.cozzolino@europarl.europa.eu
paolo.decastro@europarl.europa.eu
luigiciriaco.demita@europarl.europa.eu
vincenzo.iovine@europarl.europa.eu
clemente.mastella@europarl.europa.eu
barbara.matera@europarl.europa.eu
erminia.mazzoni@europarl.europa.eu
aldo.patriciello@europarl.europa.eu
mario.pirillo@europarl.europa.eu
gianni.pittella@europarl.europa.eu
crescenzio.rivellini@europarl.europa.eu
sergio.silvestris@europarl.europa.eu
salvatore.tatarella@europarl.europa.eu
gabriele.albertini@europarl.europa.eu
sonia.alfano@europarl.europa.eu
magdicristiano.allam@europarl.europa.eu
francesca.balzani@europarl.europa.eu
vito.bonsignore@europarl.europa.eu
mario.borghezio@europarl.europa.eu
sergio.cofferati@europarl.europa.eu
lara.comi@europarl.europa.eu
carlo.fidanza@europarl.europa.eu
mario.mauro@europarl.europa.eu
cristiana.muscardini@europarl.europa.eu
pierantonio.panzeri@europarl.europa.eu
fiorello.provera@europarl.europa.eu
licia.ronzulli@europarl.europa.eu
oreste.rossi@europarl.europa.eu
matteo.salvini@europarl.europa.eu
francescoenrico.speroni@europarl.europa.eu
gianluca.susta@europarl.europa.eu
patrizia.toia@europarl.europa.eu
gianni.vattimo@europarl.europa.eu
iva.zanicchi@europarl.europa.eu

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Benedetti da Dio questi Quaccheri inglesi: sì al matrimonio fra gay

(Ecumenici 1-agosto 2009) Documento ufficiale.

 

Traduzione di www.ecumenici.eu , Prof A. Pinto

Sul nostro  sito anche  la coraggiosa posizione dei Battisti di Livorno nel solco di Martin Luther King. Ci sentiamo vicini spiritualmente e nella preghiera alla loro Voce di Dio.

 
 I Quaccheri concludono oggi in Gran Bretagna un lungo e approfondito processo di riflessione sul modo di avvicinarsi al matrimonio e alla convivenza con un compagno dello stesso sesso.

Il documento riporta le loro decisioni in questo modo: Documento numero 25 dell’Assemblea Annuale della Sofferenza del 31 luglio 2009, con riferimento al Documento numero 17 (accluso); si è tenuto un incontro lo scorso martedì pomeriggio durante il quale alcuni relatori hanno condiviso le personali esperienze dei loro anniversari e ammissioni pubbliche sugli scambi dei reciproci impegni d’amore. Questi Amici si sono sentiti sostenuti dai partecipanti ai vari incontri nei loro rapporti, ma hanno espresso rammarico sul fatto che laddove c’è un percorso chiaro e delineato a sostegno delle coppie formate da rappresentanti di sesso opposto, non sono altrettanto chiare le possibilità di riconoscimento di coppie formate da rappresentanti dello stesso sesso ed esse possono cambiare ampiamente da incontri a incontri.  Amici che  sentono che il loro rapporto di coppia è normale e privato piuttosto che fuori dal normale e pubblico; essi si sono sentiti chiari pionieri nel raccontare e testimoniare le loro esperienze.

 Questa pubblica condivisione di esperienze nei rapporti personali ci ha spinti ad aggiungere al nostro chiaro senso che, a 22 anni di distanza dall’aver delineato alcune linee guida all’Assemblea della Sofferenza, consideriamo allo stesso modo sia le coppie formate da rappresentanti dello stesso sesso di quelle rappresentate da matrimoni di rappresentanti di sesso opposto, riaffermando la nostra visione centrale che il rapporto di coppia o il matrimonio è prodotto dal Signore e noi siamo semplici testimoni di tutto ciò. Il problema di un riconoscimento legale da parte dello Stato è una faccenda secondaria.

  Noi perciò chiediamo all’Incontro della Sofferenza di prendere posizione per mettere in pratica questa presa di posizione e di mettersi d’accordo per delineare una revisione delle parti principali della fede e della pratica dei Quaccheri, in modo tale che matrimoni tra membri dello stesso sesso possano essere preparati, celebrati con testimoni, legalmente legittimati dallo Stato, tanto quanto lo sono quelli tra membri di sesso opposto. Noi ancora chiediamo all’Assemblea della Sofferenza di intraprendere con i rappresentanti dei nostri Governi di cercare di trovare un cambiamento determinante nella legislazione corrente in modo tale che matrimoni dichiarati tra membri dello stesso sesso siano riconosciuti come legalmente validi, senza ulteriori sviluppi, allo stesso modo dei matrimoni tra membri di sesso opposto celebrati nei nostri incontri. Noi non chiederemo per ora ai nostri ministri di operare contro la legge, ma è comprensibile che la legge non deve precludere loro il fatto di giocare un ruolo centrale nella celebrazione e registrazione dei matrimoni con membri dello stesso sesso.

  Abbiamo ascoltato voci dissenzienti durante la fase di passaggio che ci hanno portato a prendere una tale decisione e ci è stato ricordato della necessità di esprimere tenerezza verso coloro che non sono con noi e che troveranno questo cambiamento difficile. Ma noi abbiamo anche bisogno di ricordare, inclusa  nella nostra revisione della fede e pratica quacchera, quegli Amici che vivono da soli, che lo facciano o no per scelta personale.

  Noi sentiamo il bisogno di spiegare la nostra decisione alle altre comunità cristiane, a comunità di altre fedi religiose e certamente ad altre Assemblee Annuali quacchere, e pregare perché ci sia un dialogo continuativo d’amore, persino con coloro che probabilmente dissentono fortemente con ciò che affermiamo come nostra interpretazione della volontà di Dio per ora e per noi.

  Come conseguenza di tale decisione, Martin Ward, ministro dell’Assemblea Annuale Quacchera, ha affermato: “Questo documento è il risultato di un lungo periodo di consultazioni e di ciò che noi chiamiamo trebbiatura nei nostri incontri locali, culminate in due Assemblee Annuali di raccolta. Durante tali incontri, secondo la pratica, abbiamo ascoltato la voce di un ministro levarsi alta nel silenzio di una funzione religiosa per guidarci nell’interpretazione della volontà di Dio per una società religiosa e l’abbiamo registrata in questo documento”.

 

Media Information

Anne van Staveren

 

Ecumenici utilizzerà questo mese di agosto per valutare anche con i Vostri pareri personali l’ipotesi di creare un gruppo di Amici, con incontri del silenzio la domenica pomeriggio.  Scriveteci a ecumenici@tiscali.it

 

 

 

TRIBUNALE VENEZIA: IRRAGIONEVOLE DIVIETO DI MATRIMONIO TRA GAY

 

STORICA SENTENZA! QUALCOSA SI MUOVE

 

 

ROMA – Non ha “alcuna giustificazione razionale”, la norma , “implicita nel nostro sistema, che esclude gli omosessuali dal diritto di contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso”. E’ quanto scrive il tribunale di Venezia nell’ordinanza con la quale il 3 aprile scorso ha sollevato davanti alla Consulta la questione di legittimità degli articoli del codice civile che non consentono le nozze tra gay. I

 

l testo del provvedimento, che ipotizza il contrasto di quelle disposizioni con più principi della Carta, a cominciare da quello di uguaglianza (articolo 3) e dal riconoscimento dei diritti fondamentali dell’uomo (art 2), è pubblicato sul sito dell’Aduc (Associazione diritti utenti e consumatori). Al tribunale si era rivolta una coppia di omosessuali che si era vista negare le pubblicazioni di matrimonio dall’ufficiale di stato civile. E il ragionamento dei giudici parte dalla constatazione del “superamento” nella società “del monopolio detenuto dal modello di famiglia normale, tradizionale”. “Il diritto di sposarsi configura un diritto fondamentale della persona, riconosciuto sia dalla Costituzione sia a livello sovranazionale” scrive il tribunale, citando la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. E argomenta:” la libertà di sposarsi (o di non sposarsi) e di scegliere il coniuge autonomamente riguarda la sfera dell’individualità”; é perciò “una scelta sulla quale lo Stato non può interferire, a meno che non vi siano interessi prevalenti incompatibili”. E nel caso di matrimoni tra persone dello stesso sesso “il Tribunale non individua alcun pericolo di lesione ad interessi pubblici o privati di rilevanza costituzionale, quali potrebbero essere la sicurezza o la salute pubblica”. I giudici fanno esplicito riferimento anche all’ art. 3 della Costituzione, “che vieta ogni discriminazione irragionevole, conferendo a tutti i cittadini …pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, e che impegna lo Stato a “…rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini”. Visto che “il diritto di contrarre matrimonio è un momento essenziale di espressione della dignità umana, si ritiene che esso debba essere garantito a tutti, senza discriminazioni derivanti dal sesso o dalle condizioni personali (quali l’orientamento sessuale).Se dunque lo scopo dell’articolo 3 “é vietare irragionevoli disparità di trattamento”, ne consegue che la norma che esclude il matrimonio tra gay “non abbia alcuna giustificazione razionale, soprattutto se raffrontata con l’analoga situazione delle persone transessuali, che, ottenuta la rettificazione di attribuzione di sesso in applicazione possono contrarre matrimonio con persone del proprio sesso di nascita”

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Il Dio del nord…

Ultime Notizie!

La Chiesa di Scozia sostiene la chiamata pastorale di un reverendo apertamente omosessuale!

 Edimburgo, Scozia


Il Reverendo Lindsay Louise Biddle, cappellano della Chiesa “Affirmation Scotland”, autore del Corso di Autodifesa su basi bibliche e già membro del Congresso Nazionale MLP, ci ha fatti partecipi di questa buona notizia proveniente dalla Congregazione delle Chiese Scozzesi:

 “Dopo 3 ore e mezza di dibattito, l’Assemblea Generale delle Chiese Scozzesi, riunitesi ad Edimburgo lo scorso sabato sera, 23 maggio 2009, con 326 voti a favore e 267 contrari ha approvato l’azione condotta avanti dal Presbiteriato di Aberdeen (intrapresa nel gennaio del 2009) per appoggiare pienanamente la chiamata pastorale (proposta nel novembre del 2008) da parte della Chiesa Parrocchiale Croce della Regina Celeste ad Aberdeen, a sostegno del Reverdo Scott Rennie, un prete apertamente omosessuale all’interno della Congregazione delle Chiese Scozzesi, il quale vive un rapporto di convivenza con il suo compagno cattolico cristiano David, che lavora come insegnante di educazione religiosa.
Rendiamo grazie a Dio per una chiesa tollerante nella quale tutti sono i benvenuti!

“Gesù mi ama!”, è ciò che mi dice la Bibbia. “Apparteniamo tutti a Cristo, qualsiasi sia il nostro orientamento sessuale! Gesù mi ama! Questo afferma la Bibbia! Dio ci ha creato tutti buoni, ed è ciò che è stato fatto! Sì, Gesù mi ama! Sì, Gesù mi ama! Tutto ciò me lo dice la Bibbia!”

 

Messaggio inviato dall’orgoglioso Cappellano della Chiesa Affirmation Scotland, reverendo signor Lindsay Louise Biddle,
30 Ralston Avenue , Glasgow G52 3NA 0141- 883-7405
Rendiamo grazie a Dio per questa giusta, Straordinaria decisione piena di fede presa il giorno 23 di maggio 2009 dalla Congregazione delle Chise Scozzesi e preghiamo per la sua testimonianza e perchè ispiri la Chiesa Presbiteriana d’America (negli Stati Uniti) e tutte le altre comunità religiose di base Cristiana.

con gratidudine e speranza,

Michael

Michael J. Adee, M.Div., Ph.D., Executive Director & Field Organizer

More Light Presbyterians, 369 Montezuma Avenue # 447, Santa Fe, New Mexico 87501 USA (505) 820-7082, michaeladee@aol.com, www.mlp.org 

 ab

 

Ecumenici aderisce dal 2007 a MLP.

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Col pensiero a Los Angeles e a Massimo Consoli

Corrispondenza di qualche giorno fa di Rav Lerner – Traduzione a cura di Roberto Pavan, ebreo riformato che salutiamo con grande affetto e lo ringraziamo per il suo atteso e gradito rientro nella Redazione di www.ecumenici.eu .

Ecumenici diffonde questo scritto in segno di solidarietà alle giovani donne e uomini che stanno manifestando in queste ore nelle strade di Los Angeles e San Francisco contro la negazione in California del matrimonio fra persone dello stesso sesso: i nostri cuori sono con i loro cuori e la nostra lotta è la loro lotta.

 la

(Ecumenici) Ci sono due questioni  in California che hanno larghe implicazioni sociali che potrebbero sorgere in altre forme e in altri stati nei prossimi anni. Nel mio libro “The left hand of God[1]” approfondisco queste questioni in più grande dettaglio e con più precisione di quanto abbia modo di fare in questa e.mail. Ma nel dare la mia opinione, voglio parlare per me stesso, non per Tikkun o per la rete di Spiritual Progressives, nell’affrontare le questioni che sembrano strettamente divise in California.

MATRIMONIO OMOSESSUALE (La Proposta numero otto, se passasse, vieterebbe che il matrimonio omosessuale venga riconosciuto come un “vero” matrimonio dallo Stato della California).

Dal momento che divenni rabbino, ho sempre celebrato matrimoni omosessuali nella mia sinagoga, sebbene con cambiamenti nella liturgia e nella ketubah[2] (non vengono riconosciuti come ke’dat moshe ve Ysrael[3], ma sono sacri kiddushin[4] e trattati in quanto tali). Per i letterali della Torah e per i fondamentalisti, affermo nel mio libro “Jewish Renewal” che ciò che i fondamentalisti non riescono a fare è proprio leggere le effettive parole letterali: che un uomo non debba giacere con un uomo come giace con una donna. Le parole sono impressionanti poiché nel contesto tutti gli altri comandamenti sul comportamento sessuale sono categorici, e non si qualificano dicendo “nel modo che x sta con y”. Ma in questo caso non esiste un divieto categorico, ma solo un divieto di stare in un qualche modo con un uomo. Così mi trovo d’accordo con la Torah: gli uomini  dovrebbero giacere con gli uomini in modo diverso da come giacciono con le donne, riconoscendo  e onorando l’unicità di tale relazione. Gesù non dice nulla contro gli atti omosessuali. Ma Paolo si scaglia contro, forse intendendo il modo in cui l’omosessualità veniva abusata a Roma in quel tempo. Niente nella bibbia ebraica proibisce il matrimonio gay. E nessuno dei testi religiosi proibisce le relazioni e i matrimoni tra lesbiche.

E allora perché tante storie? Ho cercato di analizzare ciò in Tikkun e nei miei libri, intendo la fonte dell’omofobia. “The left hand of God” dà un contributo alla materia, come “Spirit Matters” e anche “The politics of Meaning”. Secondo me non esiste una ragione legittima per la quale uno stato debba proibire il matrimonio gay. Tutte le presunte ragioni razionali sono evidentemente fasulle – come la prova che le famiglie gay non siano in grado di crescere i figli come le coppie eterosessuali è insufficiente, tranne che per le coppie gay che vivono in contesti sociali dove l’omofobia gioca un ruolo formativo nelle vite dei genitori gay e dei loro figli.  La prova invece che ho maggiormente visto io mostra il contrario – che la fascia di famiglie omosessuali sane e nevrotiche ha la stessa identica distribuzione di quelle eterosessuali, che solitamente affrontano gli stessi seri problemi  che ognuno ha nel mantenere relazioni d’affetto in una società che privilegia l’egoismo e il materialismo.

Non esiste una ragione legittima per negare agli omosessuali gli stessi diritti concessi agli eterosessuali in ogni  contesto, ciò incluso il matrimonio. Ma negare tali diritti è proprio ciò che la Proposta numero otto cerca di fare.

(…)

Rabbi Michael Lerner

Editore di Tikkun Magazine (www.tikkun.org )

 

 

In ricordo di Massimo, un amico di molte persone libere.

 consoli

 

Il 4 novembre 2007 e all’età di 62 anni veniva a mancare all’ospedale san Raffaele di Velletri, a causa di un cancro al colon che lo aveva colpito nel 2001, il fondatore del movimento gay italiano Massimo Consoli.

Ho conosciuto Massimo il 16 novembre del 1996 ad una inaugurazione del circolo del Partito della Rifondazione Comunista a S. Maria delle Mole (frazione del Comune di Marino dove anche Massimo viveva), e sin dalla prima volte che lo vidi, mi resi subito conto di aver incontrato una persona di una cultura immensa e di una umanità incredibile.

 Da quel giorno abbiamo avuto una totale assonanza di idee e una assidua frequentazione fraterna spezzata solamente dalla sua prematura morte. La comunità varia italiana (come Massimo amava definire il variegato mondo gay), ha perso la persona più lucida dal punto di vista politico, culturale ed umano, che abbia mai avuto. Un uomo che per questa comunità tanta vituperata dall’ignoranza del razzismo omofobico, figlio di una società profondamente condizionata dall’odio del Vaticano verso i gay, ha combattuto mille battaglie molte delle quali nella quasi completa solitudine. 

Questo pioniere del movimento gay italiano si è sempre contraddistinto proiettando all’esterno la sua proverbiale etica politica, difendendo contro anche gli stessi rappresentanti istituzionali del movimento, i suoi ideali senza cedere mai a nessun tipo di compromesso al ribasso e a nessuna svendita delle sue rivendicazioni. Una persona integerrima verso se stesso e nei rapporti con gli altri e profondamente innamorato della vita.

 Delle sue battaglie politiche a favore del raggiungimento dei diritti dei gay parlano abbondantemente i suoi libri che speriamo verranno letti dalle nuove generazioni di ribelli, quindi su questi temi invito i lettori interessati alla conoscenza del Consoli pensiero, a leggere i seguenti testi: Affetti Speciali (Massari editore), Homocaust (Kaos edizioni), Killer Aids (Kaos edizioni), Indipendece gay  (Massari editore), Bandiera gay (Fabio Croce editore), Manifesto gay (Mala tempora edizioni). Ma oggi nel ricordare Massimo attraverso queste poche righe, vorrei a quanti non hanno avuto la possibilità di conoscerlo e ai giovani che iniziano per curiosità ad incontrare per la prima volta Massimo attraverso i suoi scritti, presentare il Consoli quotidiano come il sottoscritto ha avuto la fortuna di conoscere.

Molte volte delle persone pubbliche che di se stesse hanno fatto parlare libri e giornali di tutto il mondo come nel caso di Massimo, ci facciamo una visione idealistica che il più delle volte non corrisponde  alla realtà. In questo devo dire che per me è stata una piacevole sorpresa scoprire il Consoli privato, quello di tutti i giorni, come una persona semplice ma allo stesso tempo anche molto orgoglioso di se stesso, sicuramente un egocentrico ma nel senso positivo del termine, un ottimo cuoco e buongustaio.

La sua dimora era, prima della ristrutturazione avvenuta dopo aver adottato Lorenzo, il figlio da lui sempre sognato, una casa piena di libri, in ogni angolo della stessa sempre aperta ai vari viandanti del movimento dove spesso e volentieri chi si presentava a casa Consoli senza preavviso, vi trovava soprattutto a pranzo, Anselmo Cadelli, Riccardo Peloso, Enrico Verde, Luigi Ferdinando (detto la Phonola), Antonio di Giacomo, tutti insieme appassionatamente a discutere del più e del meno tra il serio e il faceto.

 Era una festa ogni volta che si andava a casa Consoli, dove si poteva consultare l’archivio gay più grande d’Europa, leggere i suoi numerosi libri, discutere con lui per ore su ogni tipo di argomento (ad eccezione di quelli sportivi), prendere visione in anteprima come a me è capitato molte volte di fare, dei libri che stava scrivendo sui quali con molta umiltà ti chiedeva sempre un parere o un consiglio.

Dire che Massimo mi manca è dire poco, ma non credo di dire una ovvietà se sostengo che la perdita di un intellettuale come Massimo sia una perdita non solo per il movimento gay ma per l’intera umanità che non potrà più leggere le sue lettere, articoli, libri estremamente documentati con i quali ha decisamente contribuito ad abbellire il mondo per liberarlo da ogni sorta di schiavitù.

Ci manchi papamax, ci manchi come intellettuale, come studioso, come rivoluzionario incallito, ma soprattutto sento la tua mancanza come eterosolidale che non si sente più chiamare stella del paradiso. 

 

L’eterosolidale Andrea Furlan.

 

Il Guado – Gruppo di ricerca su Fede e Omosessualità

Via Soperga 36 – Milano – Telefono 3463081901 – Email: gruppodelguado@gmail.com

Venerdì 7 Novembre ore 21.00 – Sede di Via Soperga 36 – Milano
La finestra di fronte
di Ferzan Ozpetek

Giovanna, una giovane donna sposata e con due figli, si ritrova in casa un uomo molto anziano che ha completamente perso la memoria. Cercando di ricostruire la sua identità e il segreto del suo passato, Giovanna con l’aiuto di Lorenzo, che abita nel palazzo di fronte, scopre piano piano che lei stessa ha smarrito il ricordo dei propri sentimenti e delle proprie passioni. L’indagine su quell’uomo misterioso diventa così per Giovanna una vera e propria indagine su se stessa, in un mondo che sta perdendo la capacità di riconoscere la forza dei sentimenti più profondi.

Per saperne di più vai sul nostro sito: http://www.gaycristiani.it/

 

 

 

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[1] “La mano sinistra di Dio” (N.d.T)

[2] Il contratto matrimoniale ebraico (N.d.T)

[3] “in accordo con la legge di Mosè e Israele”, in questo modo viene definito un matrimonio ebraico (N.d.T)

[4] Prima fase del processo matrimoniale, riconosciuto comunemente come “fidanzamento”, anche se formalmente molto più vincolante di un fidanzamento inteso all’occidentale. (N.d.T)

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