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La violenza vinta solo dall’amore

Ringraziamo Alberto per la testimonianza che ci propone come antitesi radicale alle logiche di violenza imperanti in questi giorni in Medio Oriente.

Ricevo e inoltro. Alberto Milazzo

TESTIMONIANZE. MARINO PARODI INTERVISTA SUOR EMMANUELLE (2008) [Dal sito della Libreria delle donne di Milano (www.libreriadelledonne.it) rirpendiamo la seguente intervista apparsa su “Club3”, anno XX, n. 11, novembre 2008 col titolo “Una vita accanto ai piu’ poveri”]

L’hanno ribattezzata la “Madre Teresa del Cairo”, figura alla quale viene sovente accostata.
In effetti, suor Emmanuelle e’ per tanti Paesi in via di sviluppo, a cominciare dall’Egitto, cio’ che Madre Teresa e’ stata per l’India.
Francese di origine, anche se la madre e’ belga, suor Emmanuelle Cinquin e’ una straordinaria figura di religiosa e di donna. Icona francese della solidarieta’ e del sostegno ai poveri, si e’ spenta, il 20 ottobre, nella casa di riposo in cui viveva. Il 16 novembre avrebbe compiuto cento anni.
Figura di primissimo piano nel campo della spiritualita’ mondiale, e’ stata un’affascinante “grande vecchia” lucida fino all’ultimo respiro. In mezzo alla tragedia delle bidonville africane, suor Emmanuelle ha fondato scuole, ricoveri, ospedali e centri di formazione professionale. Ha mobilitato cattolici, ortodossi, musulmani, nonche’ molti uomini di buona volonta’, formando eserciti di volontari e creando tante associazioni allo scopo.
Come se tutto cio’ non bastasse, l’infaticabile religiosa e’ stata pure un’apprezzata giornalista, nonche’ una gettonata conferenziera pronta a saltare su un aereo per testimoniare il suo impegno e la sua fede in ogni luogo.
Abbiamo incontrato suor Emmanuelle nel Sud della Francia nella casa di riposo in cui viveva dal 1993. Questa e’ la sua ultima intervista rilasciata a “Club3”.
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– Marino Parodi: Dove ha trovato la forza per il suo impegno a favore del prossimo?
– suor Emmanuelle: Le do la stessa risposta che diedi a un giornalista, il quale, intervistandomi, mi chiedeva come potessi sopportare l’inferno delle bidonville, restando sempre cosi’ serena, addirittura felice. Ebbene, l’amore e’ piu’ forte della morte, piu’ forte del denaro, della vendetta e del male: alla base della mia missione vi e’ sempre stata questa consapevolezza. Non a caso, nelle mie bidonville ho sempre incontrato piu’ sorrisi e gioia di quanti ne abbia trovati ovunque in Europa e in America.
Ho viaggiato a lungo in tutti e cinque i continenti: nei Paesi devastati dalla guerra, dalla fame, dalla violenza, dalla prostituzione. Ebbene, dovunque ho incontrato donne e uomini capaci di lavorare per la pace e l’amore, malgrado tutto. Dovunque imperversasse la violenza, ho assistito alla fioritura della vita. Persino negli angoli piu’ bui non mancavano mai oasi di Paradiso e cio’ proprio in virtu’ dell’amore.
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– Marino Parodi: Qualcosa mi dice comunque che lei ha pure un segreto da svelarci al riguardo…
– suor Emmanuelle: Si’, qualunque sia l’inferno nel quale siamo precipitati, e’ sempre possibile uscirne. Non solo: e’ persino possibile creare un paradiso sulla terra, benche’, naturalmente, non sara’ mai perfetto come quello che ci attende in Cielo. Basta smettere di preoccuparsi per se stessi per dedicarsi agli altri, sorridendo e donando loro la gioia. Ecco che la nostra vita diventera’ piu’ interessante e felice. Io corrispondo tuttora con donne e uomini di tutto il mondo. Molti mi fanno sapere quanto soffrono, sentendosi imprigionati in un’esistenza che a loro pare priva di significato. Al che io rispondo con questo messaggio: davvero non avete ancora compreso che la vostra felicita’ dipende da voi? Non da vostra moglie, ne’ da vostro marito, ne’ dalla bellezza o dalle dimensioni della vostra casa, ne’ dalla vostra carriera, ne’ dal vostro stipendio. Dipende soltanto da noi, dal nostro atteggiamento nei confronti della vita, dalla nostra capacita’ di ascoltare il prossimo, in una parola sola: dal nostro cuore. Sa che le dico, sulla base della mia esperienza di tanti anni di condivisione fraterna della vita di tanti poveri? Non ho mai incontrato donne e uomini piu’ felici dei miei amici delle bidonville. Prendiamo, ad esempio, l’emancipazione femminile che abbiamo conosciuto in Occidente.
Sicuramente un grande passo avanti. Tuttavia, se guardiamo alle donne del nostro Occidente moderno o postmoderno, constatiamo che esse godono si’ di margini di liberta’ per lo piu’ sconosciuti a tante donne del globo, sconosciuti del resto pure alle loro madri, nello stesso Occidente, cio’ nonostante nella stragrande maggioranza dei casi non sembrano ne’ felici ne’soddisfatte.
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– Marino Parodi: Mentre nel Terzo mondo la situazione e’ diversa?
– suor Emmanuelle: In linea generale, direi proprio di si’. Non dimentichero’ mai, al riguardo, un’esperienza straordinaria che vissi diversi anni fa in Senegal. Mi trovavo in una capanna coi muri di cartone, in compagnia di un gruppo di donne le quali mi raccontavano in tutta tranquillita’ che, non disponendo di un lavoro, si arrabattavano raccogliendo un po’ di frutta e di verdura da vendere al mercato. Eppure, durante tutta la durata del mio soggiorno, quelle donne non cessarono un solo istante di sorridere e di divertirsi. Davvero mi sono sembrate le donne piu’ felici del mondo. Tutto cio’ e’ dovuto alla fede sincera degli africani in Dio che e’ amore, un Padre a cui la felicita’ dei suoi figli sta veramente a cuore.
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– Marino Parodi: Suor Emmanuelle, non di rado lei e’ stata al centro di iniziative clamorose, vero?
– suor Emmanuelle: Lei si riferisce, immagino, alla lettera aperta da me indirizzata una quindicina di anni orsono al nostro beneamato Giovanni Paolo II…
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– Marino Parodi: Si’, proprio a quella. Vogliamo brevemente spiegare di che cosa si tratto’?
– suor Emmanuelle: Si trattava di una lettera in cui invitavo l’allora Santo Padre ad autorizzare e financo a incoraggiare la distribuzione di strumenti contraccettivi in alcune regioni del globo particolarmente segnate da una certa ben nota malattia.
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– Marino Parodi: Questa non e’ stata certo l’unica sua iniziativa eclatante.
Vogliamo ricordarne un’altra, risalente piu’ o meno allo stesso periodo, particolarmente attuale in tempi come questi, in cui tanto si parla di Islam?
– suor Emmanuelle: Avevo organizzato una colletta per permettere a una piccola comunita’ musulmana di edificare un minareto. Sono contenta di averlo fatto e lo rifarei. Infatti, la preghiera e’ un diritto che va assolutamente riconosciuto a tutti. Conoscendo il mondo musulmano da ormai tantissimi anni, sono in grado di garantire che, al di la’ di ogni apparenza e delle paure di tanti occidentali, i fondamentalisti musulmani non sono in realta’ che una piccola minoranza. Invece i musulmani, nella stragrande maggioranza, sono assolutamente aperti al dialogo e all’amore nei confronti delle altre religioni, ne’ piu’ ne’ meno di quanto d’altra parte siano i cristiani autentici nei loro confronti.
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– Marino Parodi: L’ecumenismo e’ sempre stato, non a caso, un suo cavallo di battaglia…
– suor Emmanuelle: Sicuramente, a livello non solo teorico ma possibilmente anche pratico e questo gia’ in tempi, precedentemente al Concilio, in cui non era certo ancora di moda. Ho sempre ritenuto ogni religione ricca di luce e, per tornare ancora una volta all’Islam, non sono affatto d’accordo con coloro che pretendono di “convertire” i musulmani. Illudersi in tal senso non significa rendere un buon servizio ne’ alla fede cristiana ne’ all’Islam. Sarebbe come pretendere di sradicare un albero dalla sua terra.
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– Marino Parodi: Proprio grazie a questo amore senza frontiere per la famiglia umana lei e’ riuscita a scuotere tante coscienze in Occidente, realizzando imprese che nessuno sino a quel punto era riuscito ad attuare…
– suor Emmanuelle: Sia chiaro che io non mi attribuisco alcun merito, il quale caso mai va a nostro Signore nonche’ agli uomini (e soprattutto alle donne) di buona volonta’. Sono partita da una semplice constatazione di fatto, per scuotere le coscienze dell’opulento Occidente: l’egoismo dei ricchi e’ in fondo affar loro, ma come e’ possibile dirsi cristiani e mettersi a posto la coscienza andando a messa, davanti ai problemi del Terzo mondo? E’ inaccettabile. Leggiamo il Vangelo di Matteo: avevo fame e mi avete sfamato… Si tratta di decidersi ad amare il prossimo: soltanto cosi’ si realizza il cristianesimo. Con queste premesse, siamo allora riusciti a motivare tanti giovani di vari Paesi occidentali a condividere per qualche tempo la vita dei diseredati del Terzo mondo.
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– Marino Parodi: Varie associazioni da lei fondate offrono da decenni a chiunque di vivere la straordinaria esperienza di una “vacanza-volontariato” in diversi Paesi del Terzo mondo. Lei e’ da sempre una grande amica dei giovani…
– suor Emmanuelle: Certo, io amo moltissimo i giovani e le diro’ di piu’: la stragrande maggioranza di loro mi sembra assai piu’ aperta e solidale, nei confronti della sofferenza e in particolare dei poveri, di quanto lo fosse, in linea generale, la mia generazione. Oggi i giovani partono, zaino in spalla. Non hanno paura di nulla. Insomma sono meravigliosi i nostri giovani! Le ragazze, poi, se la sanno sbrigare ancor meglio dei ragazzi!
Dobbiamo veramente essere grati al Signore per il fatto di vivere in un’epoca in cui i giovani hanno compreso un punto essenziale: se vuoi vivere un’esistenza piena e autentica, non puoi far a meno di uscire da casa, varcare le frontiere.
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– Marino Parodi: E siamo giunti pure a un importante consiglio di suor Emmanuelle per mantenersi giovani…
– suor Emmanuelle: La maggior parte della gente vive ancora rinchiusa entro i limiti della propria testa, per cosi’ dire, ossia frequentano soltanto la propria famiglia e un ristretto gruppo di amici, leggendo un solo giornale, pochi libri, non andando al di la’ del proprio lavoro. Col risultato, appunto, di finire inscatolati in un piccolo mondo. Invece, i giovani d’oggi giungono alla nostra missione con una conoscenza dell’essere umano assai piu’ profonda di quella di cui disponevo alla loro eta’. Bene, mi permetto di fare una proposta a tutti i giovani, termine che certo non e’ da intendersi soltanto in senso anagrafico: andate a vivere per qualche mese in un villaggio del Terzo mondo, oppure condividete lo stesso periodo di tempo con una famiglia completamente priva di mezzi! Vi renderete ben presto conto di aver ricevuto assai piu’ di quanto abbiate dato.

3. MEMORIA. SUOR EMMANUELLE
[Dal sito http://www.santiebeati.it riprendiamo la seguente notizia del 21 ottobre 2008]

Suor Emmanuelle del Cairo (Madeleine Cinquin), Bruxelles, Belgio, 16 novembre 1908 – Callian, Francia, 20 ottobre 2008.
Nata a Bruxelles ma francese d’adozione, avrebbe compiuto cent’anni il 16 novembre prossimo. Conformemente alla sua volonta’, le esequie avranno luogo nel piu’ stretto riserbo. Una Messa di suffragio verra’ celebrata nei prossimi giorni a Parigi.
“L’Osservatore Romano” ricorda che nel 1971, quanto aveva 63 anni, suor Emmanuelle scelse di condividere la propria vita con quella degli straccivendoli del Cairo, e per tale motivo venne soprannominata la “petite soeur des chiffonniers”.
“Parlava in modo schietto, senza giri di parole, ed era questa una delle caratteristiche che la faceva amare da tutti”, sottolinea il quotidiano vaticano.
“Nella bidonville di Ezbet el-Nakhl, al Cairo, diede tutta se stessa per far costruire scuole, asili e ricoveri. L’associazione che porta il suo nome (“Asmae – Association Soeur Emmanuelle”), da lei fondata nel 1980, continua ad aiutare migliaia di bambini poveri in tutto il mondoî.
La religiosa lascio’ l’Egitto nel 1993, a 85 anni, e torno’ in Francia, stabilendosi nella comunita’ di Notre-Dame de Sion e dedicando il suo tempo alla preghiera e alla meditazione, senza abbandonare il sostegno a senzatetto e immigrati irregolari.
Laureata alla Sorbona, suor Emmanuelle insegno’ lettere e filosofia a Istanbul, Tunisi, Il Cairo e Alessandria.
Era anche scrittrice: il suo ultimo libro, J’ai cent ans et je voudrais vous dire, e’ stato pubblicato due mesi fa.
Il 31 gennaio scorso il Presidente francese Nicolas Sarkozy l’aveva elevata al rango di Grande ufficiale della Legion d’onore.
Secondo un recente sondaggio, ricorda “L’Osservatore Romano”, era la donna piu’ popolare e amata di Francia.
“Icona della solidarieta’ e del sostegno ai poveri e agli emarginati”: cosi’ il quotidiano vaticano ha ricordato questo lunedi’ suor Emmanuelle del Cairo, scomparsa all’eta’ di 99 anni.
Suor Emmanuelle, al secolo Madeleine Cinquin, si e’ spenta nella notte fra domenica e lunedi’ nella casa di riposo di Callian, nel Var, dove risiedeva.
Fonte: http://www.zenit.org

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L’invito alla folla stanca e scoraggiata

Il sito di www.ecumenici.it  è pronto per accogliere le iniziative mirate al nostro impegno referendario in favore de la giustizia è uguale per tutti. Anche per il Premier, il Presidente della Repubblica e i Presidenti del Parlamento: chi desidera assumere da settembre la gestione diretta della pagina è invitato/a a comunicare adesso la sua disponibilità in modo che sia istruit* su come fruire dell’opportunità offerta nel gestire in piena autonomia la responsabilità della campagna via web. Gradita – ma non indispensabile – la vicinanza a Italia dei Valori, per meglio coordinarsi coi referenti locali in Italia e all’estero.

Cerchiamo di organizzare un interessante rientro a chi pensa di fare a meno della voce dei Cittadini, non narcotizzati dai TG nazionali.

Chi è sensibile a questa campagna si faccia avanti. Grazie.

 

 

 

In breve dal Ticino

 

 

 

 

Gesù percorreva città e villaggi, insegnava nelle sinagoghe e annunziava il regno di Dio, guariva tutte le malattie e tutte le sofferenze. Vedendo le folle Gesù ne ebbe compassione, perché erano stanche e scoraggiate, come pecore che non hanno un pastore. Allora disse ai suoi discepoli: “La messe da raccogliere è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone del campo perché mandi operai a raccogliere la sua messe” (Matteo 9,35-38)

Permettetemi di iniziare con una protesta: vorrei protestare contro la “riduzione clericale” che di solito viene fatta dell’invito a pregare il Signore affinché spinga operai nella sua messe. Questo testo, infatti, è utilizzato di solito per la “domenica delle vocazioni” o per simili circostanze, ritenendo che gli “operai” siano sostanzialmente i preti, i pastori, i religiosi, coloro i quali hanno ricevuto una particolare vocazione al ministerio. Ora, se è vero che il termine “operai” è un termine tecnico che designa in particolare coloro a cui è affidato un ministero apostolico, è anche vero che le parole di Gesù sono rivolte a tutti i discepoli. Si potrebbe certo obbiettare che subito dopo queste parole Gesù manda in missione un gruppo ristretto di discepoli, i 12; ma essi non hanno l’esclusiva della missione; tanto è vero che, nel Vangelo di Luca, l’invito di Gesù a pregare perché giungano altri operai nella messe del Signore è inserito nel contesto della più ampia missione dei 72 discepoli, inviati a due a due a predicare e a guarire (Luca 10,1-2).

Insomma, l’intero popolo di Dio è un popolo di sacerdoti; tutti i discepoli di Cristo dovrebbero essere operai nel suo campo. Dobbiamo recuperare seriamente la dimensione del sacerdozio universale dei credenti,e pregare il Signore perché invii tanti operai nella messe, a compiere le tante operazioni che sono necessarie. Come vediamo infatti non si tratta solo di predicare il Vangelo del Regno, ma anche di servire il prossimo, di alleviare le sofferenze di una folla “stanca e scoraggiata, come pecore senza pastore”, insomma di un ministerio al tempo stesso di parola e di servizio concreto.

Vedete, allora, che ce n’è per tutti. Il problema è che anche oggi la messe è grande, e gli operai sono pochi, ma non per mancanza di manodopera disponibile: no, di manodopera ce ne sarebbe tanta. Teoricamente, ci sono milioni di operai. Se tutti i credenti in Cristo raccogliessero la chiamata del Signore, la messe sarebbe raccolta in un battibaleno. Il problema è che gli operai se ne restano inoperosi, perché pensano che la chiamata riguardi qualcun altro: chi ha una “vocazione” specifica, dimenticando che vi è un’unica vocazione, anche se vi è varietà di ministeri, di operazioni.

E’ proprio per questo che oggi è ancor più urgente che il Signore spinga operai nella sua messe. Spinga, non solo mandi. Il verbo greco usato da Gesù (ekbàllo) ha infatti un suono sorprendentemente forte: vuol dire letteralmente cacciar fuori, ed è lo stesso verbo che Gesù usa per indicare la cacciata degli spiriti impuri (10,1) e dei demoni (10,8).

Curioso, no? Sembra che fra i due usi del termine non ci sia nessun rapporto. Eppure forse lo spingere operai nella messe e lo scacciare i demoni un parallelismo c’è, anche se antitetico. Da un lato, infatti, ci sono spiriti maligni, demoni negativi che vanno scacciati perché nuocciono all’essere umano; ma dall’altro ci sono spiriti buoni – non dimentichiamo nell’antichità il dèmone poteva anche avere un significato positivo, il dèmone della poesia, ad esempio. Ebbene, anche questi vanno buttati fuori, ma in senso positivo: sono i talenti sotterrati che vanno dissotterrati, è la nostra vocazione che non può rimanere sopita al fondo del nostro cuore.

Dobbiamo pregare il Signore perché ci aiuti a cacciar fuori lo spirito buono, il talento nascosto che non viene utilizzato per tanti motivi: per paura e timidezza, per pigrizia e quieto vivere, per paura delle responsabilità, perché aspettiamo sempre che qualcun altro faccia il primo passo, perché la chiesa stessa è organizzata in modo tale da non incoraggiare l’uso dei talenti che il Signore distribuisce a piene mani. Gli operai che sarebbero perfettamente adatti alla mietitura, se sono discepoli di Cristo, devono perciò essere letteralmente buttati fuori da se stessi, devono essere spinti nell’arena.

Preghiamo dunque perché il Signore spinga nuovi operai nella sua messe: ma non limitiamoci a pregare. Operiamo concretamente in coerenza con questa preghiera, facendo sì che le nostre chiese non siano luoghi in cui i talenti restano nascosti, ma al contrario diventino scuole di formazione al servizio, di valorizzazione dei doni che il Signore ha sparso largamente su tutte e tutti i credenti. Amen.

(il testo è stato diffuso nell’ambito del programma “Tempo dello Spirito”, in onda ogni domenica, alle ore 8.05 ca. su Radio Svizzera Italiana 2)

 

Programma per la Biblioteca islamica di Chiasso

 

 

Fino a dicembre 2008

 
Vi ricordo che la Biblioteca rimarrà chiusa durante tutto il mese di agosto. Per qualsiasi informazione siete pregati di scrivere a: islamsf2@bluewin.ch o citicinese@bluewin.ch

 

Ramadan

 

La Biblioteca rimarrà aperta durante tutto il mese di Ramadan, ma si consiglia comunque di avvisare, specie per gruppi.
“Iftar” ossia il pasto di rottura del digiuno con gli asilanti del Centro di registrazione di Chiasso durante il mese di Ramadan.
(02.9.08 – 1.10.08).
Il “tarawih” 10 minuti dopo la preghiera dell’Ishaa presso i centri di Lugano e Giubiasco.
 

Altri eventi

 

Organizziamo visite culturale per l’Egitto per piccoli gruppi o individuali, su misura, sia con corso di arabo o solo incontri culturali per una vera immersione nella vita quotidiana egiziana al Cairo. Per informazioni scrivere a: corsodiarabo@bluewin.ch.
Corso d’italiano da inizio ottobre presso il centro di Lugano. Informazioni via mail a citicinese@bluewin.ch.
Dall’8 al 12 di ottobre, settimana delle porte aperte al centro di via Maggio 21 a Lugano. Nella serata si terranno diversi incontri con esponenti della politica, dei media e delle diverse confessioni. Informazioni più dettagliate verranno date in seguito con comunicato stampa. Ulteriori informazioni possono essere richieste via mail a citicinese@bluewin.ch.
 

Corsi di arabo

 

Da martedì 2 settembre, e per 8 settimane consecutive, ricominceranno i corsi di arabo presso la Biblioteca islamica a Chiasso con il seguente programma:

Martedì:     20:30 – 22:00 Corso Libro 1, livello 1, parte II

Mercoledì:   17:30 – 19:00 Corso Libro 1, livello 1, parte II

             20:30 – 22:00 Corso Libro 1, livello 2, parte I

Giovedì:     20:30 – 22:00 Corso per principianti

Per chi lo desidera, alla fine delle lezioni si terrà una mezz’ora di riflessione sulla cultura islamica.

A chi si iscrive si richiedono 120 franchi a copertura delle spese amministrative.

Per 50 franchi è disponibile il testo arabo delle lezioni.

 

Settimana al Cairo

 

Corso “full immersion” di lingua e cultura araba al Cairo dall’1.11.08 al 09.11.08.
Costo per persona 500 Euro.
Il costo comprende:
Alloggio (in appartamento al Cairo)
Trasporto con autista bilingue
Corso di arabo con docente esclusivo
Incontri culturali con gli abitanti
Agli interessati sarà inviato un programma più dettagliato.
La settimana è aperta anche per chi non intende seguire il corso di arabo con riduzione del costo.
Su www.volagratis.it si trovano voli per Il Cairo a partire da 260 Euro p.p. a/r.
 

Con i nostri auguri

Hassan El Araby

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