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Grazie a Paolo e a Franco

(Ecumenici) Franco Barbero non teme più di uscire fuori dal seminato: alla precisa domanda di Ecumenici su come si senta dopo che Benedetto XVI ha revocato la scomunica ai quattro vescovi ultratradizionalisti ordinati illegittimamente da Marcel Lefebvre il 30 giugno 1988, risponde senza esitare “non è una sorpresa!” , “a Roma sono più lefebvriani di Lefevre, intendo il Vaticano”, “loro sono cattolici – romani, anzi direi romani e basta”. “Io rimango cattolico”. Il concetto viene poi ripreso durante la presentazione del libro “vangelo e omosessualità” e ne nasce un interessante dibattito e confronto di idee e esperienze. La sala è gremita, il campanello continua a suonare. Arrivano persone anche da fuori confine. Il Guado ha senza dubbio colto nel segno invitando Barbero nel giorno della pubblicazione sul Corriere della sera della versione di Luca Di Tolve del gruppo Lot sulla “guarigione” dall’omosessualità con tre rosari al giorno.

Barbero riscuote un successo trasversale fra i protestanti e i cattolici convenuti. Gli applausi sembra non terminare alla chiusura dell’incontro. Persone in piedi lo hanno ascoltato per circa tre ore, in un silenzio impressionante. Si è parlato di teologia e di cristologia. Barbero incanta quasi la platea. “Gesù aveva quattro fratelli e delle sorelle, Maria non era affatto vergine. Si tratta insomma di leggende che fanno da cornice al contesto storico. Del resto le leggende sono presenti in ogni religione”. Ricorda il giubileo da lui organizzato delle persone omosessuali come segno di ringraziamento anche del dono dell’omosessualità. E poi puntualizza che dopo il IV Concilio praticamente il cristianesimo ha abbandonato il monoteismo per divenire politeista.

Franco ha ragione da vendere. L’idolatria è visibile a chiunque senza particolari commenti di parte. Basta entrare in un tempio cattolico-romano per rendersene conto. Altro che rosari dagli effetti miracolistici. Gli islamici per ragioni di quieto vivere purtroppo non sollevano mai la questione teologica qui posta e gli ebrei – pur pensandolo fra loro – non hanno quasi mai il coraggio di affermarlo direttamente a certi cristiani. C’è sempre un rabbino romano pronto a fare da croce rossa al moribondo spirituale sul Tevere.

Basta andare in Ticino e “le cose cambiano profondamente”, fa notare una cattolica svizzera convenuta con altri amici per l’occasione a Milano. Una rete di psicologi, psicanalisti e psichiatri si sta intanto organizzando grazie all’impegno anche di Paolo Rigliano, coautore del libro presentato. Si cerca insomma di contrastare una lotta che si preannuncia dura e senza esclusioni di colpi contro i poteri forti lombardi di Comunione e Liberazione e dell’Opus Dei, che organizzano anche nelle più sperdute periferie ecclesiastiche convegni non pubblicizzati sulla stampa per “indottrinare” anche su questioni di carattere etico-biologico e/o di orientamento sessuale.

Le esperienze raccontate dai ragazzi convenuti sono tutte caratterizzate da eventi traumatizzanti o comunque di sofferenza. Qualcuno non ha nemmeno il coraggio di parlare. Lo fa un suo amico ex seminarista che punta il dito sulle sette cattoliche catecumenali e dintorni. La persona interessata è scura in viso e annuisce. Non riesce proprio a trovare le parole. Lo fa in sua vece Barbero che precisa che qualche giorno fa ricevette una e.mail da una catecumenale lesbica che aveva osato dichiarare il proprio orientamento sessuale. E’ stata immediatamente insultata ed espulsa dal gruppo. Per solidarietà le sue amiche hanno abbandonato anch’esse l’associazione e si sono incontrate a Torino con il “Don” Franco, per ricevere forse un po’ di consolazione.

Il gruppo evangelico “Il varco” mette in difficoltà Barbero allorquando fa notare che non si capiscono le ragioni per le quali un omosessuale cattolico debba rimanere ancora all’interno della chiesa di Roma oggi, nonostante tutto; Barbero fa fatica a trovare delle risposte convincenti a questo proposito. Di certo lo psichiatra Paolo Rigliano dimostra, con un’ analisi sempre lucida (nel testo di Quaranta e durante tutta la conferenza), di comprendere bene che il problema si pone anche per gli evangelici fondamentalisti ad esempio negli USA. Il professore ignora solo che l’unione di tutti i fondamentalisti di fatto si verifica anche in Italia (si veda ad es. il sito evangelicale http://www.icn-news.com  che sembra avere agganci con l’Agenzia di stampa NEV e quindi con ambienti del protestantesimo storico). Di certo possiamo confermare che il nostro carissimo pastore Mark Phillips, amico di MLP (www.mlp.org  ), ha delle difficoltà a ricollocarsi dopo 15 anni di servizio in una comunità liberal, vista la massiccia campagna mediatica dei fondamentalisti in America, che anche secondo Rigliano vede impegnati milioni di dollari statunitensi. A partire dalla California…

Barbero riesce a malapena a trattenere le lacrime per ringraziare tutti. A volte Milano è così. Non sempre in tempi di lega, a dir il vero. Ma a volte capita. Milano ha un cuore grande ed orecchie attente. E poco importa se non ci sono le sedie per ascoltare… si sta in piedi!

Franco oggi ha avuto la conferma definitiva del perché Dio gli abbia suggerito alla coscienza di non accettare per ben 2 (due!) volte delle offerte di denaro da parte del Vaticano per ritrattare le tue tesi sull’omosessualità.

La Milano cristiana ha saputo risposto al don Adriano Bianchi della diocesi di Brescia, che ha avuto dalla sua parte solo le sirene del Corriere e del peggiore fronte di centrosinistra che l’Italia poteva mai augurarsi di avere. Vendola compreso e tutta la banda di delinquenti politici (e non) romani associati.

Maurizio Benazzi

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