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Contro la violenza

Il messaggio di Anne Zell al popolo valdese di Milano 

 

“Sono forse il guardiano di mio fratello?”

Accade nella nostra città, che un ragazzo 19 enne dal Burkina Faso viene ucciso per motivi futili. La storia di Abdul, della sua morte violenta e assurda, è un segnale preoccupante del clima di intolleranza e di disprezzo che vediamo crescere anche nella nostra città. E’ l’ennesimo episodio che ci parla della paura e della violenza che attraversa i quartieri e le strade.

Questo clima viene alimentato da campagne di odio e di pregiudizio contro chi è diverso, o perché è straniero, o perché non vive secondo certi schemi, e così si lascia che metta radici una cultura del disprezzo per l’altro. “L’insegnamento del disprezzo,” diceva Giorgio del Zanna della comunità di S. Egidio nella veglia contro il razzismo all’indomani della morte di Abdul ”l’idea che l’altro non conta quanto me, non vale come tutti, non è degno di essere compreso, sta scavando un solco profondo nella città, divide le persone, le rende sempre più sole e aggressive. Il disprezzo passa attraverso le parole e i gesti, s’insinua nei pensieri e nel cuore, è come un veleno che “ finisce per inquinare la vita di tutti i giorni, i rapporti tra la gente, fino a indebolire e lacerare il tessuto prezioso della convivenza.”

Il disprezzo – e insieme l’aggressività – infatti dilaga, è contagioso. Bisogna opporsi e resistere. C’è però un atteggiamento meno vistoso, più sottile, ma altrettanto serpeggiante, quello della indifferenza. Preoccupati e occupati di noi stessi, insediati da mille impegni camminiamo senza vedere gli altri, siamo troppo distratti per accorgerci di loro e finiamo di non riuscire più a partecipare alla loro vita e a condividere le loro preoccupazioni e i loro sogni.

 

Sono forse il guardiano di mio fratello?

Devo forse sentirmi responsabile in prima persona per il mio prossimo? Respingiamo la tentazione di sottrarci alla responsabilità e di porci questa domanda. Anche se tante volte ci sentiamo impotenti di fronte ai fatti e subiamo questo clima di disprezzo e indifferenza, non rassegniamoci.

Impegniamoci affinché sempre di più le nostre comunità divengano luogo di ospitalità e di dialogo, spazio per un incontro libero e un confronto sereno.

Rafforziamo il nostro impegno concreto per una convivenza rispettosa, che valorizzi la diversità:

* Nel Forum delle Religioni, che promuove il dialogo fra le diverse realtà religiose presenti a Milano e che ha chiesto è ottenuto un incontro con il sindaco sul tema della convivenza in questa città.

* Nell’attività del doposcuola in un quartiere con tanti ragazzi della seconda generazione dell’immigrazione, dando un contributo concreto alla loro piena integrazione.

* Nel lavoro dell’associazione “diaconia”, casa di seconda accoglienza per giovani lavoratori immigrati.

* Nella programmazione delle attività del centro culturale protestante, continuando a promuovere iniziative che mirano non solo alla conoscenza delle nostre radici culturali ma a un confronto franco e costruttivo con diverse realtà.

* Nelle nostre attività “tradizionale” – scuola domenicale, catechismo, studi biblici ecc. – gettando anche lì il seme dell’ospitalità, del dialogo della valorizzazione del diverso,

come recentemente avvenuto nella formazione dei monitori su come comunicare l’Islam ai nostri bambini.

Spesso siamo vinti dall’imbarazzo, dal senso di inutilità, da un sentimento di grande impotenza di fronte a tanta violenza e ingiustizia. Ma noi siamo qui perché non vogliamo rassegnarci

davanti al grande male che è nella città e in noi. Non vogliamo rassegnarci alla normalità di tanta violenza, davanti al peccato dell’inospitalità verso gli altri.

Anne Zell

 

Chi desidera incontrarla al di fuori del tempio valdese puo’ farlo al termine dell’incontro di sabato 4 Ottobre – Ore 15.00 – Sala verde Corsia dei Servi – Corso Matteotti 14 – Milano (MM San Babila)  in occasione di un dibattito de Il guado sul primo numero 2008 di Concilium. Ecumenici segnala che questo numero dedicato a “Le omosessualità”  risulta esaurito e che la casa editrice si è rifiutata perfino di indicarci se sono previste possibili ristampe.  Anne Zell non ha ovviamente  bisogno di presentazioni: chi la conosce sa apprezzarla per la schiettezza, la simpatia e l’amicizia disinteressata.

 

Iniziativa a Torino 

Giovedì 2 ottobre

Giornata Internazionale della Nonviolenza

Primo incontro del Convegno “Dal sessantotto all’ottantanove, una lezione per l’oggi”

Organizzato da Centro studi “Sereno Regis”, MIR-MN, Libera, ACMOS

c/o Fabbrica delle “e” – Gruppo Abele , corso Trapani, 91/b – Torino

Ore 8,30-11

Dalla Lettera di don Milani ai cappellani militari, al Servizio Civile, oggi

– Introduzione al convegno

Nanni Salio, Presidente del Centro Studi Sereno Regis, Torino

– L’obbedienza non è più una virtù? Obiettare per scegliere

Davide Mattiello, ACMOS, Libera Piemonte

– Quando l’obiettore alle armi andava in prigione: il movimento italiano per l’obiezione di coscienza.

Sergio Albesano (Movimento Nonviolento)

intervista gli avvocati Bruno Segre e Bianca Guidetti Serra

Intervallo

Ore 11,15-12,15

Gruppi di confronto e discussione

Ore 12,15-13

Restituzione in plenaria

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Il Gandhiday a Torino

TORINO 2 OTTOBRE

PALAZZO LASCARIS, CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE,

SALA VIGLIONE ORE 17,30

GANDHIDAY
GIORNATA MONDIALE DELLA NONVIOLENZA
 

   Il 2 ottobre, anniversario della nascita del Mahatma Gandhi, è stato recentemente dichiarato dalle Nazioni Unite Giornata Mondiale della Nonviolenza.

   In un secolo come quello da poco trascorso, più di ogni altro segnato dallo scatenarsi di terrificanti potenze distruttive, la figura di Gandhi è un esempio luminoso di quanto può fare l’uomo per amore della verità, della giustizia e della pace. Cittadino a pieno titolo della comunità degli uomini giusti e santi, che in ogni tempo e cultura hanno offerto se stessi in dono ai loro simili, egli ha dunque meritato di diventare il simbolo di una via in cui l’umanità ripone le sue speranze più profonde.

   Anche il nuovo secolo si è aperto con l’incubo di nuove distruzioni, e tutt’oggi l’inquietudine si rinnova. In questi giorni in India, nella patria stessa di Gandhi, le violenze dei fondamentalisti indù contro i cristiani hanno fatto percepire il lato oscuro che ogni cultura porta in sé, contro il quale è chiamata a fare argine.

   In un mondo sempre più interdipendente, le tensioni che lo scuotono mostrano dunque l’urgenza di riferimenti unificanti e condivisi, a cui le decisioni politiche possano ispirarsi. La nonviolenza, o meglio ciò che Gandhi intendeva con satyagraha, cioè forza della verità, può essere il primo di questi riferimenti.

   Possa il riferimento a Gandhi essere fonte d’ispirazione per l’umanità odierna.

 

Intervengono:

Mariacristina Spinosa e Giampiero Leo, Consiglio Regionale del Piemonte

Bruno Mellano, presidente del Partito Radicale Nonviolento

Don Aldo Bertinetti, sacerdote diocesano

Giuseppe Platone, pastore valdese

Elvio Arancio, European Muslim Network

Ven. Lobsang Sanghye, monaco buddhista

Svamini Hamsananda Giri, monaca induista

Moderatore:

Claudio Torrero, associazione Interdependence

La Comunità Ebraica di Torino aderisce all’iniziativa, pur non intervenendo a causa della concomitanza con le celebrazioni del capodanno ebraico.

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Moratoria della pena di morte anche per Tareq Aziz !

Il fondatore di questa Mailing list, Maurizio Benazzi, come segno di solidarietà alla campagna non violenta di Marco Pannella in favore di una Moratoria della pena di morte anche per Tareq Aziz ha effettuato stasera l’iscrizione all’Associazione radicale milanese Enzo Tortora, ritenendo che l’indipendenza di questa newsletter non sia messa in discussione ma anzi ne tragga beneficio dall’adesione a un’Associazione che ha come punta di diamante della propria lotta il tema dei diritti civili.

 

La recente e vergognosa campagna di aggressione mediatica contro il testamento biologico testimonia semmai la necessità di una riaggregazione politica su temi prioritari delle libertà civili e religiose. Ci rendiamo conto che ci troveremo anche a contatto con esponenti di un’associazione nazionale atea (UAAR) ma Lutero ci ricorderebbe che è meglio la maledizione degli atei agli alleuia dei bigotti.

 

Invitiamo a manifestare la propria solidarietà all’iniziativa dello sciopero della fame di Marco Pannella firmando la petizione su www.radicali.it o a esprimere la propria simpatia ai radicali in qualsiasi altro modo che riteniate possa essere utile alla causa di civiltà dell’Italia nel mondo. Secondo la Vostra coscienza. Come sempre.

 

Coraggio Marco, resisti anche per noi tutt* !

 

Con affetto la redazione di Ecumenici

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