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Riflessioni sul dopo Basilea: dove siete cristiani?

All’incontro tenutosi ieri a Milano sui 20 anni dall’Assemblea ecumenica di Basilea ha destato una certa sorpresa ascoltare le parole del Metropolita di Acaia, rappresentante della Chiesa ortodossa di Grecia presso l’Unione Europea a Bruxelles, Athanasios Hatzopoulos, sul tema della Pace e dell’obiezione di coscienza.  Ha confessato il suo limite (possiamo definirlo culturale o di mancata testimonianza cristiana?) nel doversi cimentare all’inizio della sua formazione ecumenica sulla tematica qui menzionata in quanto “monopolio” – nel suo paese e fino all’inizio degli anni 90 – delle tesi del c.d. blocco prosovietico.

 
Dopo la caduta del muro di Berlino ha subito precisato che gli sforzi dei teologi cristiani d’oriente si sono indirizzati nella ricerca, con esito positivo, dello studio dei Padri della Chiesa  per approfondire le motivazioni teologiche che portarono all’adesione dell’impegno per la Pace, la giustizia e la salvaguardia del creato, che era proprio il tema della prima Assemblea ecumenica dell’Europa, che ha conosciuto anche una partecipazione (molto limitata a dir il vero) di popolo. Il rappresentante ortodosso è stato comunque sincero. Di questo bisogna dargli atto. E proprio per questo dobbiamo considerarlo vero fratello ed essere disponibili alla piena riconciliazione. Sincera e incondizionata.

Di certo ci domandiamo che peso abbia avuto il Vangelo prima dei fatti della caduta del muro dell’1989, al di là ovviamente delle forme di pietismo intimistico (certamente legittime ma non esaustive del cristianesimo), in tutti quei cristiani che hanno disertato ma che continuano a disertare ancora oggi il messaggio del Regno di Dio.  Possibile che la metodologia non violenta di Gesù non abbia suggerito e non suggerisca alcuna riflessione? Che cosa ci ha insegnato il rabbi crocefisso ? La domanda la poniamo evidentemente ai cristiani d’occidente (poco importa la chiesa di appartenenza). Di certo la nonviolenza del Cristo non è mai stata rassegnazione allo status quo, anzi! Ma proprio quelle sfide al potere politico e religioso lanciate allora, sono rimaste nella Storia e nella memoria collettiva  a causa della sola forza del sostegno dell’opera dello Spirito Santo.

 
A Basilea nelle loro dissertazioni con J.M. Lochman (noto per la tesi che l’essere di Dio è nella sofferenza),  i due teologi coreani CHUNG Kwun Mo e KIM Won Bae si sono ad esempio riferiti in modo approfondito a Ragaz, per parlare di Pace. Questo non è stato ricordato a Milano ma lo facciamo noi che di documentazione ne abbiamo a sufficienza. In questi giorni la Corea è del resto ritornata prepotentemente sulle prime pagine dei giornali, per via dei test missilistici nucleari: la Pace si potrà fondare solo sulla Giustizia…. Questo sarà anche il tema della prossima assemblea ecumenica del 2011 che si svolgerà in Giamaica.

Il regno di Dio, è bene ribadirlo, comincia già qui, ed è presente in mezzo a noi ovunque venga realizzata la volontà di Dio.  Il rifiuto delle armi e del riarmo è – in primis – un atto di sequela di Cristo non una moda radical chic o uno scimmiottamento di culture esotiche.  E’ nelle nostre radici profonde e sempre vive, nonostante i duemila anni trascorsi dai fatti di Gerusalemme. Il Metropolita Hatzopoulos per questo va ringraziato pubblicamente, in quanto ha interrogato se stesso e ha cambiato modo di vedere le cose.

Allo stesso tempo ci rendiamo conto che una società priva di violenza o di potere è una mèta escatologica che può essere raggiunta solo approssimativamente. Là conduce, tra l’altro, l’ “Höhenweg der Pioniere der Zukunft” (La somma via dei pionieri del futuro), i quali percorrono la Via con la rinuncia alla violenza. Insomma discorsi che non si ascoltano sui media. Così poco moderni. Così contrastanti l’orgoglio umano.

Ma proprio per questo ci domandiamo in tema di Pace, disarmo e obiezione di coscienza: dove siete cristiani?

Riteniamo che sia una domanda pienamente legittima. Le chiese o alcune di esse possono anche aver taciuto o tacere a questo proposito ma i cristiani devono rispondere alla loro coscienza.

Domani è il giorno conclusivo di questo evento di Facebook programmato per il 2 giugno a Novara, ma colgo l’occasione per augurare una buona festa della Repubblica  a tutt*. La nostra Costituzione laica cita all’articolo 11:

Art. 11
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

 
Che grandi Padri, questi italiani degli anni quaranta…

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