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Speriamo che… posta

Da Flavia Dragani:

Essere penisole 

Ho esordito dicendo che il fanatismo prende sovente le mosse in casa. Permettetemi di concludere dicendovi che anche l’antidoto è reperibile in casa, letteralmente a portata di mano. Nessun uomo è un’isola, dice John Donne in questa meravigliosa frase cui umilmente oso aggiungere: nessun uomo e nessuna donna è un’isola, siamo invece tutti penisole, per metà attaccate alla terraferma e per metà di fronte all’oceano, per metà legati alla famiglia e agli amici e alla cultura e alla tradizione e al paese e alla nazione e al sesso e alla lingua e a molte altre cose. Mentre l’altra metà chiede di essere lasciata sola di fronte all’oceano. Credo che ci si debba lasciare il diritto di restare penisole. Ogni sistema sociale e politico che trasforma noi in un’isola darwiniana e il resto del mondo in un nemico o un rivale è un mostro. Ma al tempo stesso ogni sistema sociale, politico e ideologico che ambisce a fare di noi null’altro che una molecola di terraferma, non è meno aberrante. La condizione di penisola è quella congeniale al genere umano. E’ quello che siamo e che meritiamo di restare. Così, in un certo senso, in ogni casa, famiglia, in ogni relazione umana, stabiliamo un contatto con un certo numero di penisole, e faremmo meglio a rammentare tutto questo, prima di tentare di foggiare l’altro, di farlo voltare e pretendere che imbocchi la nostra strada quando invece ha bisogno di trovarsi di fronte all’oceano, per un certo tempo.
Ciò vale per gruppi sociali e culture e civiltà e nazioni e certamente anche per israeliani e palestinesi. Nessuno di loro è un’isola e nessuno di loro potrà mai amalgamarsi completamente con l’altro. Queste due penisole dovrebbero essere in contatto e al tempo stesso sole con se stesse. So bene che è un messaggio insolito, in questi tempi di violenza e rabbia e ritorsioni e fondamentalismo e fanatismo e razzismo sfrenati in Medio Oriente, così come altrove. Ma il senso dell’umorismo, l’immaginare l’altro, riconoscere la comune natura di penisole possono rappresentare una parziale difesa dal gene fanatico, che tutti abbiamo insito in noi.

Amos Oz, Contro il fanatismo

Da  Atena Bianchi

Ciao ecco la mia recensione sul libro che ti avevo detto:  Ipazia di J.Toland

Intanto chi è l’autore. È un giovane intellettuale nato e vissuto nel secolo dei Lumi; è pervaso di un ottimismo caratteristico dell’epoca; ha una vasta cultura storica e filosofica. Quindi non stiamo parlando di un semplice intellettuale ma di un profondo conoscitore delle idee di Cartesio e di Giordano Bruno. Infatti, non a caso è uno dei pochi, se non l’unico biografo di Ipazia. J.Toland sceglie di scrivere la biografia di Ipazia per dimostrare e confermare ancora una volta quanto la chiesa cattolica sia stata cieca e ingiusta verso una donna così particolare. Stiamo infatti parlando di una delle poche intellettuali dell’Antichità. Una donna nata e vissuta ad Alessandria d’Egitto che era chiamata la filosofa. Governatori e magistrati la consultavano per la sua saggezza e per ascoltare le sue lezioni si era pure a pagare ! Una donna dalla vasta cultura ma anche modesta e riservata. Ma come ce la racconta questa donna il nostro buon J.Toland ? Come farebbe un padre verso una figlia. Con un atteggiamento paterno. Quindi dando per scontato le fonti perché il suo obiettivo è elogiare questa donna di cui ci continua a ripetere quanto fosse colta e in gamba ma non riporta mai quello i suoi scritti. Insomma l’idea di fondo è interessante ma difettosa perché non riesce a trasmettere nei lettori di oggi il valore per questa donna. Siamo con in mano il libro e ci chiediamo continuamente dove sta la sua saggezza e la sua bravura come filosofa. Manca quindi un lavoro di esegesi, che J.Toland accenna solo quando cita allievi e collaboratori che l’hanno frequentata. Anche qui però ci sarebbe piaciuto una ricerca più approfondita invece abbiamo solo accenni.

Da Mosè Dileren

Se curi la malattia puoi vincere o puoi perdere,
se curi la persona vinci sempre!

Penso in particolare a Welby ed a Eluana!
I familiari di Welby ed il Dott. Riccio, come anche il padre di Eluana hanno curato la persona, per amore, …hanno vinto!

Caro Endry, io avendo visto coi miei occhi le reazioni di mia madre in coma profondo (status 3-4 su una scala di 15, ove lo stadio 15 è l’essere svegli) che i medici chiamano non ragionate: dalla crisi di pianto, alla stretta della mano di mia sorella, ai movimenti del corpo col sollecito delle carezze, al tentativo di emissioni di suoni dopo la visita eccezionale di suoi fratelli e sorelle, alle smorfie del viso, al movimento libero degli occhi… No. Non potrei mai chiedere l’interruzione dell’alimentazione per la persona cara. Anzi dentro di me cova il pensiero che il lunedì prima, per un problema di diarrea, fu interrotta l’alimentazione tramite PEG e conoscevo  bene la possibile reazione di mamma in stato di coscienza nel toglierle il cibo… diceva sempre che la cosa le faceva venire mal di testa e che non poteva mai rimanerne senza. Ho pensato che forse Dio ha ascoltato questo suo attaccamento alla terra e la ha liberata dal suo bisogno materiale.
Buona giornata caro.
PS: non avrei mai voluto un padre come quello di Eluana. Se non voleva più lottare doveva farsi semplicemente da parte…C’è chi è disponibile invece.  La sua battaglia e’ stata ideologica e non umana. Diventerei cattolico (non romano beninteso) solo per questa ragione, qualora nel mondo evangelico si sposasse la causa valdese-radicale. Cosa che non è! Nev può creare tutte le vagonate di comunicati stampa che vuole… Molti evangelici dentro questo Mailing List sono stufi della politica della Moderatora e dei suoi supporti. E su questo punto è anche bene affermare che non siamo un forum: chi  non condivide è invitato ad uscire da Ecumenici. Non ci fa nessun dispetto, anzi! Preferisco non avere simili amicizie. Speriamo che nel Lazio vinca la Polverini: è più attenta al sociale e alle persone.

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Riceviamo e diffondiamo

Care amiche, cari amici,

vi scrivo a titolo personale per comunicarvi che il mio servizio televisivo intitolato “Dopo Rosarno” messo in palinsesto all’interno della puntata di Protestantesimo (RAIDUE) di domenica 21 febbraio (repliche il 22 ed il 1 marzo), non andrà in onda.

La ragione è che l’ufficio legale della RAI ha valutato il servizio in contrasto con la normativa vigente relativa alla programmazione televisiva nel corso della campagna elettorale. In particolare una norma ammonisce le rubriche non giornalistiche – Protestantesimo è rubrica religiosa – a non affrontare temi collegati o collegabili alla campagna elettorale.

Pertanto il mio servizio – a quanto mi dicono decisamente apprezzato per qualità giornalistica e capacità d’inchiesta da parte della stessa direzione di rete non è andato in onda perché affrontava un tema “politico”.

Precisazioni di rito: nel programma non appariva alcun politico né alcun candidato ad alcuna carica; non esprimevo giudizi politici né su temi locali né nazionali. Semplicemente facevo parlare alcune persone e mostravo alcune immagini della realtà di Rosarno di oggi.

Ad esempio quelle delle ruspe della protezione civile che “bonificavano” – ed ancora una volta le parole sono pietre – l’area dell’ex Opera Sila dove negli ultimi anni si sono concentrati migliaia di immigrati. Le telecamere mostravano gli oggetti di vita quotidiana di migliaia di braccianti africani – quelli che la cronaca solitamente definisce “clandestini” – gettati dalle finestre e raccolti da una pale meccanica. Pezzi di vita dissacrati e gettati in una discarica insieme a mille speranze.

Mostravo anche le immagini della rivolta disperata seguita a due sparatorie che avevano portato in ospedale alcuni braccianti africani: li chiamerò così per restituire con il lessico quella dignità che la società e la politica hanno tolto loro. Brutte e tristi immagini di violenza, di chi non sa più distinguere tra il mafioso e la vittima della mafia, tra il rosarnese democratico e civile e quello che imbraccia il fucile per “andare a sparare ai negri”. Come in Alabama negli anni ’30 e ’40.

Inoltre raccoglievo delle testimonianze: quella del rosarnese furioso con i media per l’immagine che avrebbero dato della sua città, che testimonia con Indulgenza razzista che in fin dei conti chi ha sparato lo ha fatto “soltanto con fucili ad aria compressa, a pallini…”.

Raccontavo ovviamente anche l’altra Rosarno, quella che ha paura di se stessa. delle sue pulsioni razziste e violente e che prova a costruire un altro rapporto con i braccianti neri: Giuseppe ha una storia dolorosa alle spalle e, forse proprio per questo, ha tentato la strada del dialogo e dell’amicizia con gli immigrati. “Con loro ho vissuto il più bel capodanno della mia vita” affermava di fronte alle telecamere. E mi mostra un video girato con il telefonino in cui balla, canta e prega in mezzo a centinaia di amici africani.

Raccontavo anche la solidarietà delle chiese evangeliche della Calabria e della Sicilia che seguivano gli africani quando erano a Rosarno e cercano di farlo ancora oggi mentre sono in temporanea diaspora: da Siracusa ad Amsterdam, da Roma a Bergamo.

Il documentario proponeva anche le considerazioni tecniche di una sindacalista e di un economista – Tonino Perna – i quali descrivevano il sistema di sfruttamento della manodopera immigrata: 20-25 euro al giorno al meglio, senza contributi né assicurazioni. Un sistema – spiegava Perna – che si potrebbe trasformare, come ad esempio è accaduto nella vicina Riace, costruendo cooperative di consumo, accorciando la filiera dei passaggi di intermediazione, migliorando il prodotto ed aprendo nuovi mercati.

Un’altra Rosarno, insomma, è possibile. E “dopo Rosarno” non c’è solo violenza e disperazione ma anche un impegno e una speranza. Lo spiegava con parole teologicamente molto intense il pastore Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. E proprio per questo il 17 febbraio, ricordando le libertà civili concesse da Carlo Alberto ai valdesi, gli evangelici italiani hanno riflettuto anche di Rosarno, di quello che è successo e del futuro che si può provare a costruire.

Non so che cosa questo c’entri con le imminenti elezioni. Di Rosarno – ormai metafora de un’Italia incapace di gestire le immigrazioni – nessuno vuole parlare. So che la rubrica cattolica “A sua immagine”, solo qualche giorno fa era incappata nella stessa norma ma alla fine, grazie a un intervento del Quirinale, il servizio era andato in onda ugualmente. Protestantesimo ovviamente non ha analoghi sostegni istituzionali.

Concludento: il mio servizio voleva buttare un piccolo fascio di luce su questa realtà. Ma nell’Italia di oggi anche pochi minuti di una rubrica religiosa nascosta nelle pieghe più remote del palinsesto televisivo desta sospetti e si espone alle censure di chi controlla culturalmente e politicamente il sistema della comunicazione. Questa è l’Italia di oggi. Ed allora meglio guardare Sanremo ed abbandonarsi alle nostalgie patriottico nazionalistiche di Emanuele Filiberto. E tra poco ricomincia l’Isola dei famosi. Allegria! avrebbe detto il grande Mike.

Un caro saluto,

Paolo Naso

Quando posso seguo “Protestantesimo” da anni, da cattolico fortemente simpatizzante della realtà protestante italiana. Rimpiango che non ci sia in Italia un bravo 15% di protestanti con cui confrontarsi e magari ogni tanto scontrarsi, ma per poi sempre proseguire nella fede e nella dialettica un cammino comune. La Rai ha relegato la bella rubrica nelle ore più nascoste, privandoci di ottime opportunità di conoscenza e di dialogo.

Auguri per la puntata su Rosarno, cittadina che io conosco come la più triste che abbia mai visitato, ma che nasconde, come leggo, anche storie di grande umanità. Speriamo venga riproposta.

Vincenzo Tedesco

Chieri, Piemonte

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Caro Vincenzo,

ti ringrazio del messaggio; mi limito a esprimere una solidarietà sia a protestantesimo che a sorgente di vita, relegate in orari da sonnanbuli.

Non pensare che siano comunque tutte rose e fiori oltre il tuo giardino non particolarmente felice di questi tempi. Noi di Ecumenici siamo stati sempre ignorati dall’Agenzia di stampa NEV anche quando gravitavamo nell’orbita delle chiese storiche protestanti.

Ad esempio in occasione del congresso Sufi in cui presentavamo un’ importante relazione di aggiornamento del dialogo cristiano islamico a livello Europeo.

Chissà se il prof Naso apprende qualche cosa da questa lezione che gli ha impartito un suo ex studente…

Nel caso concreto poi di Rosarno, il regime necessita una risposta politica su cui dobbiamo seriamente riflettere. Anche se temo che dovremo andare a votare turandoci il naso. In lombardia e nel lazio, sia pure per ragioni diverse…

Ma non ti nascondo che la tentazione dell’astensione è forte

Con amicizia e in fraternità

Maurizio Benazzi

Legnano

.

Questo fatto merita una grande diffusione

Lo pubblico sulla mia bacheca

Daniela Agostini

.

Ciao e grazie per la tua opera di divulgazione di notizie interessanti e, tutto sommato, di speranza.

sai se è possibile scaricare/vedere da qualche parte il servizio di cui si parla in questo messaggio? e se sia possibile organizzare qualche proiezione pubblica, magari con il regista?

ancora grazie e un @bbraccio,

Lia Didero

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Salve.
Vi chiediamo autorizzazione a pubblicare sulle pagine della ns rivista on line Fuoriregistro la denuncia di Paolo Naso.
Ringraziandovi
la Redazione

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“Esprimo piena solidrietà a Paolo Naso e vi chiedo di sponsorizzare il sito

con cordialità.

Giovanni Bianco

www.ideesocietacivile.it

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Lettere dall’Italia e dal mondo

Mi chiamo Lance Muteyo, e sono nato il 22 di agosto 1982 ad Harare, la capitale dello Zimbabwe, nell’Africa meridionale. Sono un poeta e suono ben sette strumenti tradizionali del mio paese. Alcuni miei lavori (poesie e opere di teatro) sono pubblicate sul sito www.poetry.com . Sono autore del libro chiamato “African Prophecies” (Profezie africane). Ho vissuto in Italia per un anno e mezzo e ho partecipato alla Conferenza per la Pace Mondiale delle Chiese Battiste.

Sono uno dei coordinatori di un Programma per le adozioni a distanza che è sostenuto dall’associazione UCEBI, in collaborazione con la Convenzione delle Chiese Battiste dello Zimbabwe. Tantissime famiglie italiane sostengono all’incirca un migliaio di orfani, i cui genitori sono morti di AIDS. In più, qui in Zimbabwe si è verificata da poco una epidemia di colera che ha ucciso alcune centinaia di persone. la maggioranza della popolazione, incluso me, non ha accesso ad acqua potabile. Di conseguenza, è stata creata una associazione tra la Emmanuel Baptist Church di Harare, la mia chiesa, nella persona del Reverendo Chiromo e l’UCEBI. Questo progetto ha permesso la realizzazione di due pozzi, da cui hanno tratto beneficio circa 150.000 abitanti di due zone residenziali.

Lavoro anche come volontario in funzione di Direttore del Gruppo d’Arte dei Cristiani africani per la lotta all’AIDS (AChrA Network), un gruppo autonomo sotto il coordinamento della Emmanuel Baptist Church. Utilizziamo saperi di cultura locale per combattere questa pandemia. Perciò, cerchiamo di ricostruire il tessuto sociale tra i Cristiani e la comunità in generale per cercare di capire soluzioni casalinghe che sono facilmente accessibili ed economiche. Molti giovani stanno assassinando la loro cultura a causa delle forze livellatrici della globalizzazione e sfortunatamente la chiesa viene usata come uno strumento di erosione culturale per uccidere la cultura natia. Sì, questa è la mia trovata e la base per la rivelazione spirituale partita dal reverendo C. Chiromo, il mio pastore.

Sono un Cristiano e sono pienamente coinvolto nella vocazione sacerdotale. Ho trascorso la maggior parte del mio tempo libero nella recitazione di poesie e nella scrittura di opere teatrali.

Sono uno dei maggiori scrittori della mia generazione in Zimbabwe e tutte le mie storie cercano di preservare le credenze africane o ciò che noi chiamiamo “ubuntu”. 

Possiedo una laurea in Sociologia ed Antropologia ottenuta presso l’Università dello Zimbabwe. Svolgo l’attività di terapeuta di famiglia, di psicologo, di “counsellor” e di professionista in ricerche di risorse umane.
 
La situazione in Zimbabwe è per ora sotto controllo rispetto a due mesi fa. La situazione politica è migliorata ma quella economica è ferma, giacché circa il 90 % della popolazione non ha assolutamente forme di sostentamento. In Harare, il problema principale è l’approvvigionamento idrico e della sanità, ma ci stiamo attivando per sconfiggere il colera e migliorare l’igiene pubblica. Usando le parole di Martin Luther King, ciò che deve succedere succeda. La situazione è veramente dura, ma noi siamo più forti.

Il futuro della popolazione ad Harare è luminoso e io ti darò ulteriori informazioni fra tre mesi.

Il problema in Zimbabwe sono le sanzioni politiche provenienti dai governi Europei e dal governo Americano, ma noi tutti speriamo che le cose miglioreranno, come sembra stia succedendo. Noi diciamo, sfortunatamente quando due elefanti combattono a soffrirne di più le conseguenze è l’erba che calpestano, e in questo momento lo Zimbabwe è l’erba che viene calpestata.

I bambini come gli adolescenti spesso vanno avanti per due o tre giorni senza mangiare niente di decente.

Speriamo di unirci al di là delle differenze, c’è potere nella differenza. Dopo tutto siamo tutte persone con un sola anima che non è né ebrea, né musulmana né cristiana.

Mazvita è la parola della lingua Shona, il mio dialetto, per dire “grazie”.

Speriamo di sentirci presto,  Lance Muteyo

 

Rinviamo i nostri lettori per gli  aggiornamenti della situazione in Zimbabwe anche all’ultimo numero di Internazionale. Traduzione della lettera a cura del prof. Antonio Pinto.

 

Sushmit ci ha segnalato stasera molte irregolarità nel voto in corso in India. La sua intera famiglia e’ stata esclusa per “errore” ma il dubbio di discriminazioni in base alla casta di appartenza e’ forte. Gli abbiamo chiesto di scriverci al piu’ presto. 

 

ll 24 Febbraio scorso il Governo Italiano e la Presidenza Francese hanno stipulato i c.d. “Accordi di Roma”, ovvero due memorandum of understanding con i quali Enel ed Edf si impegnano per la costituzione di una joint-venture paritetica che sarà responsabile dello sviluppo degli studi di fattibilità per la realizzazione di 4 centrali nucleare sul suolo italiano. Nonostante i pur scarsi guadagni in termini di produzione di energia elettrica derivanti dalla costruzione di queste centrali, gli inconvenienti economici, ma anche ambientali ed etici sono sotto gli occhi di tutti, anche se il Regime di Berlusconi, usufruendo del monopolio dell’informazione di cui gode, spesso e volentieri ha cercato di nasconderli. Ragioniamo invece insieme…
 

Considerazioni economiche

1) Costi per materie prime: l’Uranio attualmente costa $ 130 al kg, prezzo che immancabilmente sarà destinato ad aumentare con il diminuire delle scorte (vedi sotto). Questo però è il costo della “materia grezza”, infatti per ottenere un tonnellata di concentrato di Uranio naturale (ovvero quello che verrà utilizzato nei reattori) ne occorrono da 500 a 3͘500. Se poi si considera che i costi totali per materie prime (cioè oltre all’Uranio, tutti i materiali che vengono utilizzati per la lavorazione dell’Uranio e per permetterne la fissione), secondo l’agenzia Moody’s, sono cresciuti negli ultimi 9 anni del 173%, mentre i costi totali per materie prime per la costruzione di torri eoliche sono aumentati del 108%, e del 90% i costi per materie prime necessarie per la costruzione di centrali a gas tutto ciò già farebbe pensare che sarebbe più conveniente optare per le energie rinnovabili. Inoltre secondo il sito australiano dell’Uranium Information Center (attualmente l’Australia è la maggior esportatrice di Uranio) le scorte mondiali di Uranio si aggirano intorno a 3,6 milioni di tonnellate, considerando che il consumo annuale è di 67͘000 tonnellate, ciò vuol dire che le scorte mondiali (supponendo costante il consumo annuo) si esauriranno in 53 anni. Ora considerando che per costruzione della centrale di Olkiluoto in Finlandia l’iter burocratico è iniziato nel 1998 e l’inizio lavori è stato concesso dal Governo solamente nel Maggio 2002 (cioè 4 anni di iter burocratico) e che il fine lavori è previsto per il 2012, si trattano complessivamente di 14 anni di lavori. Supponendo che gli italiani saranno “rapidi” come i finlandesi per la costruzione delle centrali (cosa poco probabile se si considera che per la costruzione dell’Autostrada Palermo-Messina hanno impiegato circa mezzo secolo), tralasciando che si brancola ancora nel buio per la decisione dei siti per la costruzione delle centrali, vuol dire che una volta finiti tutti i lavori avremmo a disposizione solamente 39 anni per usufruirne prima che finissero le scorte di Uranio (sempre nelle più rosee delle ipotesi).

2) Costi di impianto. Le spese preventivate per la messa in opera di una centrale secondo il Governo è di 3 miliardi di euro, ma secondo la già citata agenzia Moody’s per la costruzione di un impianto di mille megawatt occorrono 7 miliardi di euro, quindi 28 miliardi di euro investiti in centrali poco convenienti, infatti per Green Peace, il ritorno del capitale, ovvero il tempo necessario per cui i guadagni supereranno i costi, per le centrali attuali è di 20 anni circa, cioè chi investe nella costruzione di centrali (il nostro Stato) subirà per circa vent’anni perdite, e poi comincerà a guadagnare. Un caso esemplificativo è la Progress Energy Florida, la quale per poter attenuare le perdite è stata costretta ad aumentare dell’11% le bollette degli utenti.

Ricapitolando, l’Uranio non è tra le materie “energetiche” prime più economiche, la scorta mondiale dovrà esaurirsi fra circa 50 anni, anche se i più ottimisti parlano di 70 anni, il costo per un centrale è di circa 7 miliardi di euro per un periodo di costruzione di 15-20 anni.

Considerazioni ambientali

Tra i problemi legati al Nucleare, vi è quello fondamentale dello smaltimento delle scorie di Uranio impoverito, ma non è l’unico, infatti già dall’estrazione si creano scorie radioattive di quantità non indifferente le quali dovranno essere smaltite.

Durante la lavorazione l’Uranio deve essere arricchito, cioè deve essere aumentata la percentuale di isotopo fissile 235. Durante questo processo vengono prodotte altre scorie, il famoso Uranio Impoverito, che viene smaltito sotto forma di barre. L’Uranio impoverito viene considerato lievemente radioattivo dagli esperti del campo, dove con “lievemente radioattivo” si intende che non è particolarmente pericoloso maneggiare le barre di Uranio, ma diventa tale nel momento in cui viene respirato o ingerito sotto forma di polveri sottili,  in questo caso può causare leucemia o linfoma di Hodgkin. Per dare un valore numerico, nell’Europa dei 25 vengono prodotte 40͘000 m3 di scorie l’anno, ovvero 90 cm3 di scorie per persona. Di questo quantitativo però solo 4͘000 m3 viene considerato ad alto tasso di radioattività.

Un altro problema legato allo smaltimento di scorie riguarda le “scorie di fissione”, ovvero quelle che si producono all’interno del processo di fissione degli atomi. Queste scorie vengono prodotte in grande quantità, sono altamente radioattive e hanno tempo di dimezzamento piuttosto lungo. Per la loro pericolosità devono essere custoditi in luoghi a prova di terremoto, scoperta accidentale e attacchi terroristici, per un periodo di tempo lungo un era geologica. L’unico luogo al mondo che per ora rispecchia tutti assieme questi requisiti è nella Yucca Mountain, nel Nevada (USA).

Infine non bisogna dimenticare il sempre presente rischio di incidenti legati al reattore che potrebbero causare la fuoriuscita di sostanze radioattive nell’atmosfera come accadde nel 1986 a Chernobyl. Gli esperti del settore ci rassicurano che la probabilità di incidenti gravi è piuttosto bassa, ma è pur sempre presente. Inoltre la logica vuole che in sistemi elevatamente complessi la probabilità di errori umani o di progettazioni crescono esponenzialmente.

Considerazioni etiche

I maggiori esportatori di Uranio attualmente sono l’Australia e il Canada, ma il mercato si sta spostando sempre più velocemente verso il Kazakhstn e il Niger, paesi dove i costi per la manodopera sono molto più bassi rispetto ai primi due per via della scarsa presenza di diritti civili o di leggi per la tutela dei lavoratori. Per quanto riguarda il Niger in particolare, la società francese Criad ha documentato le condizioni di lavoro nelle miniere, gestite da Areva e ha scoperto, tra le altre cose, montagne di materiale radioattivo abbandonato intorno ai cantieri, che ha contaminato le falde acquifere e l’atmosfera circostante facendo aumentare vertiginosamente il tasso di mortalità della zona.
Conclusioni

Considerando la scarsa convenienza economica, considerando che la costruzione di queste 4 centrali copriranno solamente il 14% del fabbisogno nazionale energetico, rendendoci dipendenti da altri Stati per due volte (perché saremo di fatto costretti non solo a comprare l’energia elettrica come facciamo per ora, ma anche l’Uranio), considerando inoltre che anche gli USA di Obama hanno optato per l’energia pulita e rinnovabile, iniziamo a gridare a gran voce il “no” al nucleare e chiediamo che il Governo opti per scelte più pulite e sostenibili, sia sul piano economico che sul piano ambientale.

 

Gabriele De Biase

Castelvetrano TP

 

 

E un “terremoto” di indignazione, un coro di proteste. É quello che la società civile è chiamata, ora più che mai, ad esprimere dopo che il 7 e 8 aprile 2009 le commissioni Difesa di Camera e Senato hanno espresso parere favorevole al «Programma pluriennale relativo all’acquisizione del sistema d’arma Joint Strike Fighter JSF», il faraonico progetto che il Governo intende lanciare mediante la produzione e acquisizione di 131 cacciabombardieri JSF completi di relativi equipaggiamenti, supporto logistico e basi operative. Costo stimato: oltre 13 miliardi di euro, nel periodo 2009-2026. «É inammissibile e immorale che il Governo si impegni ad investire decine di miliardi di euro per acquistare cacciabombardieri». Firma anche tu la petizione…
Leggi tutto:
http://www.grillonews.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=3055
Firma la petizione on-line
http://www.firmiamo.it/campagnaindignazionenazionale
Io ho firmato 1316  firma e lasciato un commento: “Non solo mi indigno e firmo ma mi ostino come al momento in coda a oltre i mille, a stanarvi, a dare la caccia a chi distrugge ogni barlume di dignità umana, a renderlo noto, a diffondere queste infami notizie.”
Detto e fatto, ci vogliono  pochi secondi, quanti  un’arma ad uccidere.

Doriana Goracci.

 

Invito

 

Venerdì 24 aprile, Catania, Palazzo della Cultura, via Landolina:

 

L’Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica (in collaborazione con Assisi Institute; Istituto di Ortofonologia; Associazione Crocevia), organizza il convegno “Campi Energetici tra Psiche e Materia”.
 PROGRAMMA
9.00- 9.30 Apertura dei lavori – Fabio Fatuzzo, Fulvio Giardina; 9.30-10.00 Introduzione – Riccardo Mondo, Luigi Turinese; 10.00-10.30 Riflessioni sulla mediterraneità – Pietrangelo Buttafuoco
Campi energetici nella stanza d’analisi
Moderatore: Santo Di Nuovo
10.30-11.30 La soglia: l’archetipo dell’inizio – Michael Conforti; 11.30-12.00 Coffee-break; 12.00-12.30 L’unità psicosomatica come campo di espressione della sincronicità – Luigi   Turinese ; 12.30-13.00 La fragilità dell’Io e le possessioni archetipiche – Riccardo Mondo; 13.00-13.30 Sezione video; 15.30-16.00 Sezione video
Campi energetici: espressioni, cure, terapie                                
16.00-16.30 Attrattori, ripetitività e sinergie destiniche – Antonella Adorisio; 17.00-17.30 Colori e campo archetipico – Magda Di Renzo;
17.30-18.00 Campi energetici nel sufismo – Gabriel Mandel
18.00-18.30 Desiderio come parola-evento d’arte (ricordando la Lussuria futurista) – Vitaldo  Conte
18.30-19.00 Lucia Sardo commenta il video di Enrique Pardo Immaginazione magica (Pantheatre Parigi)
Coordinamento scientifico: Riccardo Mondo, Luigi Turinese
Coordinamento sezione video: Giuseppe Castagnola, Salvo Pollicina
Si Ringrazia per il contributo: Comune di Catania, Edizioni Magi, Obtain Health, Ordine degli Psicologi Regione Siciliana.
La partecipazione è gratuita. A richiesta sarà rilasciato certificato di partecipazione. La partecipazione è valida per il tirocinio interno dei Corsi di Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche e Specialistica in Psicologia
Per informazioni rivolgersi a: Segreteria organizzativa, Dott.ssa Silvia Alaimo, 3482210667
Dott.ssa Gabriella Toscano, Tel: 3497042484
PARTECIPANTI
Antonella Adorisio: Psicologo Analista CIPA, Art Psychoterapist, Docente Movimento Autentico; Pietrangelo Buttafuoco: Giornalista, Scrittore; Giuseppe Castagnola: Psichiatra, Psicoterapeuta
Michael Conforti: Psicologo Analista , Presidente Assisi Institute; Vitaldo Conte: Critico e curatore d’arte, Saggista ; Santo Di Nuovo: Professore ordinario di Psicologia – Università di Catania, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Catania, Vice-Presidente dell’IRRE della Sicilia
Magda Di Renzo: Psicologa, Psicoterapeuta, Psicologa Analista CIPA, Direttrice Istituto Ortofonologia 
Fabio Fatuzzo: Assessore alla Cultura del Comune di Catania; Fulvio Giardina: Presidente Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana; Gabriel Mandel: Psicoterapeuta, Direttore della facoltà di Psicologia presso l’Università Europea di Bruxelles, Vicario generale per l’Italia Confraternita Sufi Jerrahi-Halweti
Riccardo Mondo: Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo Analista AIPA, Presidente Associazione Crocevia
Enrique Pardo: Attore, regista, fondatore del Pantheatre; Salvo Pollicina: Neuropischiatra infantile
Lucia Sardo: Attrice, Scuola di recitazione Lucia Sardo
Gianna Tarantino: Fotografa; Luigi Turinese: Medico, Psicoterapeuta, Psicologo analista AIPA, , Presidente Istituto Mediterraneo Psicologia Archetipica.

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