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Itinerari spirituali: da Francesco d’Assisi ai quaccheri, passando per i valdesi

Esperienze quacchere in Italia: gli Amici di Perugia hanno creato un loro blog con le proprie riflessioni personali. Molte storie si ripetono: dal cattolicesimo francescano ai valdesi per abbandonare poi le chiese storiche e iniziare un cammino spirituale autonomo. E’ la libertà dello Spirito che porta molte persone alla ricerca. Una scelta per nulla facile ma anche fortemente motivata.

http://appuntiquaccheri.blogspot.com/
La necessità del silenzio

Ricordo dai miei studi di bambino e poi negli approfondimenti successivi che in Gesù Dio si è fatto Abbà – Padre – , prossimo nell’amore.

Oggi, guardando in tv la messa officiata dal papa, in più di un’occasione mi sono soffermato a riflettere sullo sfarzo non solo della cerimonia in sé, quanto piuttosto dei particolari. Molto oro, sintomo e testimonianza del divino, coreografie di lettura difficile, il solenne latino. Se Gesù ha chiamato Dio Padre avvicinandoLo a Sé, l’uomo con la sua teologia, umana e mai divina, Lo ha relegato in un empireo irraggiungibile. Se Dio è lontano, Lo è Cristo e lo è la chiesa – corpo mistico di Cristo – e lo è il pontefice. La distanza viene sancita da un linguaggio arcaico, incomprensibile ai più, solenne, ma non prossimo. Volutamente.

Il fedele può sbalordirsi di fronte al luccichio degli ori, alla maestà ieratica dei sacerdoti di vario ordine e grado, ma perde lo Spirito. Lo perde guardando. Lo perde ripetendo formule incomprensibili sedimentate nei secoli. La fede si riduce ad atto di obbedienza, la libertà che lo Spirito ha di ispirare si scioglie nella meccanica ripetizione di parole che nel loro ricorrere perdono ogni senso e non conducono alla meditazione.

In una tale ottica il silenzio in quanto vacuità assume una valenza negativa. Ma è nel vuoto che trova posto il pieno. La vacuità quando è vissuta con consapevolezza è viatico verso l’accoglienza della Parola di Dio, è la disposizione umile ad essere permeati dallo Spirito. Nel vuoto, una volta pacificato il moto ondoso della coscienza risplende la scintilla del divino, ma bisogna fare silenzio. Bisogna saper fare silenzio.

Cogliamo l’occasione data dalla richiesta del nostro lettore Pietro Capriata di aver un po’ di informazioni su una…
Bibliografia quacchera in italiano

•Arcara, Stefania, Messaggere di luce. Storia delle quacchere Katherine Evans e Sarah Cheevers prigioniere dell’inquisizione, Trapani, Il pozzo di Giacobbe 2007.
•Bori, Pier Cesare – Lollini, Massimo (edd), La Società degli amici. Il pensiero dei quaccheri da Fox (1624-1691) a Kelly (1883-1941), Milano, Linea d’ombra 1993.
•Carter, Gail Irene, La cucina dei quaccheri, illustrazioni di Silvia Gallignani, Pasian di Prato, Campanotto, [2002].
•Giorgio Fox e la religione laica degli Amici. Nel terzo centenario della origine del movimento. Contributo alla formazione di libere coscienze religiose, Sesto San Giovanni, G. Beveresco, [194?].
•Grubb, Edward M. A., L’essenza del quaccherismo (traduzione di Ernesto Rutili), Torino, F.lli Bocca 1926.
•Maros Dell’Oro, Angiolo, Giorgio Fox e i Quaccheri, Fossano, Esperienze, [1973].
•Morganti, Martino, I quaccheri e la libertà dello spirito, Luxembourg, Rapid press, 1991.
•Sykes, John, Storia dei Quaccheri (traduzione di Giuliana Dei), Firenze, Sansoni [1966].
•Tassoni, Mario, La società religiosa degli amici chiamati anche quaccheri, Birmingham, Friends world Committee for consultation, 1961.
•Traniello, Francesco (ed), Dai quaccheri a Gandhi. Studi di storia religiosa in onore di Ettore Passerin d’Entreves, Bologna, Il Mulino 1988.
•Villani, Stefano, I primi quaccheri e gli ebrei, Roma, Edizioni di storia e letteratura, 1997 (Estratto da: Archivio italiano per la storia della pietà, 10).
•–, I Quaccheri contro il Papa. Alcuni pamphlet inglesi del ‘600 tra menzogne e verità, Firenze, Olschki, 1998 (estratto da Studi secenteschi, 39 -1998).
•–, Il calzolaio quacchero e il finto cadì, Palermo, Sellerio 2001.
•–, Tremolanti e papisti. Missioni quacchere nell’Italia del Seicento, Roma, Edizioni di storia e letteratura, 1996.
•Vola, Giorgio (ed), I quaccheri. Eversione e nonviolenza. Gli scritti essenziali (1650-1700), Torino, Claudiana [1980].
•Woolman, John, Giornale. Vita di un quacchero, introduzione, traduzione e note a cura di Laura Coltelli, Pisa, Nistri-Lischi 1978.
•Zaffrani, Giovanni, I quaccheri, San Ginesio, Tipografia Francescana 1940.

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Una storia da Gerusalemme e di un ricercatore italiano

Agile libretto di 88 pagine di Stefano Villani edito da Sellerio di Palermo nel 2001 (acquistabile anche su www.IBS.it ) e che ha per titolo “Il calzolaio quacchero e il finto cadì”. Si ricostruisce la storia di George Robinson, quacchero inglese, che nel 1657 partì alla volta di Gerusalemme “per predicare ai turchi e ai papisti”. Il suo viaggio fu tempestato di disagi dal momento che il suo modo di vivere la fede cristiana – da quacchero, appunto, quindi riconoscendo importanza normativa alla luce interiore e non già ad agenti esterni di qualunque natura (compresa la chiesa o le Scritture che sono sempre secondarie) – creò imbarazzo in tutti quelli che incontrava (in Italia, a Malta, a Gerusalemme). I frati di Gerusalemme, però, non sapendo come sbarazzarsene inscenarono un inganno: travestirono da cadì (cioè da magistrato della amministrazione islamica, preposto alla giustizia e investito anche di autorità religiosa) un servo arabo del convento e fecero rimpatriare George Robinson.

Col suo ritorno a Londra ebbe occasione di riflettere a lungo sui personaggi inquietanti incontrati e scrivere la sua relazione che andava ben oltre i patimenti durante il viaggio.

Un testo interessante che da un lato pone l’accento sullo zelo di un rappresentante di un credo “minoritario” e, dall’altro, mette in luce il potere della chiesa “di maggioranza” che riduce al silenzio chi ha idee diverse.

Ovviamente la storia oggi si potrebbe modificare rispetto al medioevo ma di certo non la sostanza degli eventi: gli incontri del quacchero con un sufi o un’autorità islamica potrebbero avvenire anche senza le sue paure latenti, ma rimarrebbe  l’inganno di chi autoproclama pacifista nonviolento e accetta – anche dai suoi superiori – la benedizione di navi da guerra, caserme, missioni armate “di pace” nel mondo.  Le mura di un convento non lo proteggono dalla Verità. E i capitoli dei frati sono sempre più sotto il controllo stretto vescovile se non di Roma stessa.

Chi è l’autore?

Villani è nato a Genova nel 1968, laureato in Filosofia, ha successivamente ottenuto il dottorato in Storia alla Normale di Pisa. Prima come ricercatore e poi come professore ha partecipato a numerosi progetti con diverse Istituzioni (Folger Shakespeare Library, Accademia dei Lincei – British Academy, Catholic Record Society, Italienisch Deutsches Historisches Institut dell’ Istituto Trentino di Cultura a Trento, Fondazione Cini di Venezia). Ha lavorato nelle missioni quacchere del mediterraneo e ha scritto diversi libri: Tremolanti e papisti (1996); Il calzolaio quacchero e il finto cadì (2001); A True Account of the Great Tryals and Cruel Sufferings Undergone by Those Two Faithful Servants of God, Katherine Evans and Sarah Cheevers. La vicenda di due quacchere prigioniere dell’inquisizione di Malta (2003). Ha contribuito alla traduzione in italiano del Book of Common Prayer . Collabora in molte iniziative di studio e di ricerca alla Normale di Pisa e presso Enti culturali , istituzionali e universitari londinesi e non.

Di rientro da una visita dei quaccheri di Mosca avremo il piacere di ospirare su Facebook Marisa Johnson, di origini italiane, segretario esecutivo del Comitato mondiale della Società degli Amici – sezione Europa e Medio Oriente, che parteciperà alle attività di Ecumenics, mailing list in lingua inglese che vede quasi raddoppiate le adesioni in meno di un mese.  Proprio quest’ultimo!

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“Quaccheri e pellerossa” di Giovanni Pioli (da Aldo Capitini, “Le tecniche della nonviolenza”)

George Fox, predicatore inglese nato nel 1624 e fondatore dei Quaccheri, formulò per essi la cosiddetta “dottrina degli amici” articolata in tre punti: 1) amarsi gli uni gli altri. 2) Amare i propri nemici. 3) Non usare mai le armi e non difendersi mai dalle aggressioni.

Benché non s’ispirasse che alle parole dell’Evangelo, la dottrina fu duramente avversata sia dallo Stato che dalla Chiesa Anglicana.

Fox e molti suoi seguaci vennero imprigionati e condannati a grosse ammende. Tutti quanti si rifiutavano di pagarle. Dicevano d’essere pronti a passar tutta la vita in carcere piuttosto che versare denari ai violenti.

Dinanzi alla loro resistenza, e dinanzi al loro gran numero, le autorità dovettero cedere. Nel 1696 una legge riconobbe il loro diritto di non prestar giuramento di fedeltà al re.

Il più illustre discepolo di Fox fu William Penn. Figlio d’un ricchissimo ammiraglio col quale il re aveva un debito, alla morte del padre propose al sovrano di condonargli il debito se gli avesse ceduto una parte dell’America del Nord per andarci a vivere con alcuni Quaccheri e attuare lì l’ideale della nonviolenza.

Raggiunto l’accordo col re, nel 1673 partì con cento Quaccheri per l’America. Giunsero nell’attuale Pennsylvania e presero contatto con le popolazioni locali. Ad esse, intimorite, Penn dichiarò che erano disarmati e che non avevano intenzione di prender le loro terre, ma solo di acquistare quelle che avrebbero voluto vendere.

Fu così che i cento esuli pagarono due volte i loro possedimenti: al re e agli indiani. E nel pagarle a questi ultimi furono assai generosi. L’acquisto dei termini avveniva allora in largo e in lungo la superficie in trattazione e, in base alle giornate occorse, si calcolava il prezzo. L’acquirente aveva quindi tutti l’interesse a camminare svelto. Temendo di commettere ingiustizie, William Penn fece questa singolare misurazione camminando lentamente, fumando, chiacchierando e fermandosi spesso.

Le relazioni che i nuovi venuti stabilirono con gl’indigeni erano improntate all’assoluto rispetto del loro modo di vivere, delle loro tradizioni e delle loro credenze religiose, senza discriminazioni né alcuno sfruttamento palese od occulto. “Il Grande Spirito, padre di tutti gli uomini, vuole che bianchi ed indigeni vivano insieme, e non solo come fratelli, ma come se avessero un’unica testa, un unico cuore e un unico corpo”: In quel trattato Penn, mentre s’impegnava per sé e per i compagni a non usare mai le armi, chiedeva agl’indigeni che anch’essi convenissero su questi tre punti: nessun padrone e nessun schiavo, nessuna divisione in classi, nessuna lotta di religione.

Articolo condiviso col gruppo dei Nativi americani

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Denaro pubblico sperperato e miti della devozione popolare

Nota sull’evento della Sindone a Torino

La spesa preventivata dalle istituzioni locali (Regione Piemonte, Comune e Provincia di Torino) è di 10 milioni di euro: soldi pubblici, versati dai contribuenti – cattolici e non – e utilizzati per finanziare un evento che attirerà nel capoluogo piemontese centinaia di migliaia di pellegrini da tutto il mondo. Le critiche da parte del protestantesimo  investono anche questioni teologiche molto importanti e assai delicate sul piano del dialogo ecumenico. «Come protestanti che non hanno né il culto delle immagini», «né praticano la venerazione di oggetti o reliquie né lucrano indulgenze – ha affermato il pastore valdese Platone – prendiamo distanza da certe pratiche religiose. Dal sangue di san Gennaro al culto di Padre Pio, le cui spoglie mortali sono state riesumate e finemente restaurate a uso dei fedeli, sino al “sacro lenzuolo” di Torino emerge una teologia dell’immagine che intercetta un profondo bisogno di religione».

«Appare, una volta di più – ha aggiunto Platone – l’enorme distanza che ci separa dalla Chiesa di Roma. Al di là della considerazione che il denaro pubblico potrebbe essere meglio investito rispetto all’alimentare queste pratiche devozionali popolari, non credo che i cristiani debbano arrendersi al prorompente bisogno religioso di toccare, vedere, sentire la divinità. Quasi che Dio fosse questione d’immagine. La Parola di Dio da sola, testimoniata nelle Scritture, non è forse sufficiente? L’immagine ha solo un valore pedagogico, didattico. Non mi sembra che l’evangelo vada nella direzione del culto o se si vuole della venerazione di raffigurazioni. Contemplare un ipotetico volto di Cristo, pregare davanti a una reliquia non aggiunge nulla alla fede».

Come quaccheri, rispetto alla posizione valdese, desideriamo solo precisare che “le sacre scritture”  non sono esclusivamente la Bibbia ebraica e il “Nuovo Testamento” ma ogni testo che parla a ciascun* della bontà e dell’immensità del Dio creatore, che sappiano risvegliare i cuori delle persone alla spiritualità, al servizio della Pace, della Giustizia e della Salvaguardia del creato. Osiamo dire anche il cuore di chi non si considera credente, nel rispetto delle sue libere scelte individuali. La ricchezza del mondo quacchero in Europa è quello di comprendere anche chi pensa che “Il Regno di Dio” e’ un impegno a vivere secondo le testimonianze di Verita’, Integrita’, Pace, Uguaglianza, Semplicita’ e Comunita’ a prescindere dalla tradizione religiosa in cui uno e’ nato, come Cristiano, Ebreo, Musulmano, Buddista, Pagano o secolare, ma accetta l’esempio delle vite sacre come Gesù, Maometto, Buddha, etc.,  come esempio e ispirazione. Esiste perfino un ramo universalista che tende al non-teismo, e in alcuni casi fino all’a-teismo (vi sono paralleli con la teologia di Eckhart, particolarmente la Via Negativa). Sono persone comunque molto attive nei campi dei diritti umani, progetti di riconciliazione e lavoro per la pace, oltre che nei movimenti ecologici.

Se – come sostengono i fondamentalisti – la Parola di Dio, contenuta nella Bibbia, sia da considerarsi  “sufficiente, infallibile e pienamente autorevole”, constatiamo come orami questa riesca a non suscitare emozioni, comprensione e senso profondo, anche per chi un tempo era cristiano e – dopo aver frequentato i templi o percorso le proprie esperienze di vita – preferisce la strada dell’abbandono delle Istituzioni. Il movimento di fuoriuscita dalle chiese cristiane in Europa non riguarda più in modo massiccio solo il cattolicesimo (in particolare quello tedesco) ma anche quello di area evangelica (riformata e luterana!).

La nostra certezza di Fede è che il Dio della luce rimane comunque in eterno, oltre le nostre classificazioni e dottrine, oltre i teologici e la loro incomprensione.

Il Dio della Risurrezzione abbraccia tutti gli uomini e le donne del mondo abitato, nonostante la Sindone e il papa di carta. Nonostante, possiamo dire,  i cristiani.

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Ma cosa è rimasto del Concilio Vaticano II?

In redazione è diffusa il  materiale distribuito da Giovanna Corchia, che ringraziamo per la sua preziosa vicinanza.

 Scrivere a ecumenici@tiscali.it
Invito

Gruppo del Guado – Cristiani Omosessuali – Via Soperga 36 – Milano

SABATO 6 FEBBRAIO – ORE 17.00 – TEATRO S. MARIA BERTRADE – VIA OXILIA 8 – MILANO

A tu per tu con un vescovo che ha partecipato al Concilio
INCONTRO CON MONSIGNOR LUIGI  BETTAZZI

Le sue prese di posizione non sono mai passate inosservate e dalla diocesi di Ivrea, di cui é stato vescovo per molti anni, ha rappresentato un importante punto di riferimento per molti cattolici italiani. Negli anni scorsi, mentre la Chiesa manifestava la sua contrarietà su alcuni temi, tra i quali il disegno di legge sulle coppie di fatto, lui commentava: «Mi pare sia una cosa abbastanza ben fatta». Affermazioni che se arrivano da un Vescovo, certo richiamano attenzione. Si tratta di monsignor Luigi Bettazzi, Vescovo emerito di Ivrea, a lungo presidente di Pax Cristi, ed una delle personalità più note della Chiesa italiana. Di recente ha pubblicato un libro dal titolo significativo: «In dialogo con i lontani. Memorie e riflessioni di un vescovo un po’ laico». Gli abbiamo chiesto di venirci a trovare e di raccontarci gli anni del Concilio Vaticano II che lui ha vissuto in prima persona di fianco ad alcuni dei protagonisti come il cardinal Lercaro e Giuseppe Dossetti.

Infomail: gruppodelguado@gmail.com

Infoline: 347 73 45 323

All’incontro partecipa Ecumenici

Posta

Caro Maurizio, mi é piaciuta molto mail sul silenzio e “la via dei bambini”. Come credente evangelico mi piace molto il”metodo” dei quaccheri di pregare e ascoltare la Parola di Dio nel silenzio. Vorrei trasmettere questo metodo a altri amici credenti . Potresti inviarmi qualche opuscolo, o meglio scritto breve (tipo volantino) che spiega chi sono e come operano, per il Regno di Dio, i Quaccheri ? 

Guido Ghiani

Come gia’ proposto da Maurizio, il sito degli amici di Bologna, www.amicidelsilenzio.it, e’ la miglior risorsa per informazioni sui Quaccheri in Italiano. Le Amiche che hanno scritto i brani sul silenzio e sui bambini appartengono al gruppo di Amici in Finlandia.

Le informazioni sui Quaccheri che la mia organizzazione mette a disposizione sono sul sito www.fwccemes.org, ma solo in Inglese, Francese, Tedesco e Russo – per il momento non ho informazioni in Italiano. Questo sito da’ anche informazioni su tutti i gruppi di Amici (Quaccheri) che esistono in Europa e nel Medio-Oriente. Teologicamente, i Quaccheri sono un gruppo estremamente eterogeneo, e si divide in tre gruppi principali:

Quaccheri Liberal: si trovano in Europa (soprattutto in Gran Bretagna). Mantengono la tradizione degli incontri basati sul silenzio, non hanno pastori, e teologicamente accettano fonti al di fuori della tradizione Cristiana.  Il ramo universalista tende al non-teismo, e in alcuni casi fino all’a-teismo (paralleli con la teologia di Eckhart, particolarmente la Via Negativa). Tra questi Quaccheri “Il Regno di Dio” e’ un impegno a vivere secondo le testimonianze di Verita’, Integrita’, Pace, Uguaglianza, Semplicita’ e Comunita’ a prescindere dalla tradizione religiosa in cui uno e’ nato, es. Cristiano, Ebreo, Musulmano, Buddista, Pagano o secolare, ma accetta l’esempio delle vite sacre come Gesu’, Maometto, Buddha etc. come esempio e ispirazione. Sono molto attivi nei campi dei diritti umani, progetti di riconciliazione e lavoro per la pace, e nei movimenti ecologici.

Amici Evangelici Programmati: Questo e’ il gruppo piu’ grande, con origine negli Stati Uniti, e molto prevalente in Sud America e in Africa. Il culto si basa sulla Parola Biblica, e il silenzio e’ ridotto a spazi anche brevi di “adorazione libera”. Le comunita’ si chiamano Chiese e sono servite da pastori professionali. In Europa ci sono Chiese Quacchere di questo tipo principalmente in Ungheria e Romania. Informazioni si possono trovare sul sito http://www.evangelicalfriends.org/Europe (in Inglese)

Quaccheri Conservatori: Questo e’ il gruppo piu’ piccolo. Mantiene la tradizione dell’incontro nel Silenzio, e l’assenza di pastori. Teologicamente accetta la salvezza esclusivamente attraverso Cristo e l’autorita’ della Bibbia. Ci sono gruppi molto piccoli di questi Amici in Europa. Il gruppo con cui noi siamo in contatto si trova ad Atene: http://www.fwccemes.org/fam?mg=18 . Gli Amici in Irlanda mantengono tradizioni che sono un misto tra i Quaccheri Liberal e questi Quaccheri Conservatori: http://www.quakers-in-ireland.ie/home/ (in Inglese).

Spero che queste informazioni aiutino Guido ed altri nella loro ricerca della Verita’. Nelle parole di Geremia 29-13 “Mi cercherete, e mi troverete, quando mi cercherete con tutto il cuore”

In amicizia,

Marisa Johnson

Executive Secretary

FWCC-EMES

P.O. Box 1157

Histon

Cambridge

CB24 9XQ

+44 1223 479585

+44 7949 190465 (mobile)

www.fwccemes.org

emes@fwcc.quaker.org

Friends World Committee for Consultation – Europe and Middle East Section

Scottish Charity number:  SC 036528

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Esperienze del silenzio

Grazie a chi inviterà propri i amici ad iscriversi alla newsletter ecumenici.

La presente pagina è dedicata a mamma Tina, che dal 22 dicembre scorso è in coma profondo. 
La tua preghiera silenziosa sia rivolta a Dio; è Dio che si prende cura di lei.

Un ringraziamento sincero alle persone che pregano con noi.
Scriveteci se avete bisogno di una mano… siamo in grado di aiutarvi

Silenzio

Nel silenzio, le differenze esteriori tra le persone perdono di significato. Il silenzio consente a chiunque uno spazio in cui potersi alzare e parlare ( e consente ad un amico di tradurre per gli altri….) Quando ci riuniamo in circolo, con le punte del naso rivolte all’interno, in realtà  ci volgiamo l’uno verso l’altro e verso la Luce.
Succede lo stesso nei raduni d’affari dei Quaccheri. Ritengo che l’adorazione sia fondamentale per far andare gli affari per il verso giusto. Il momento del silenzio ci dà la possibilità di scrollarci di dosso i pesanti fardelli che  portiamo sulle spalle arrivando all’incontro, e di volgere gli occhi l’uno verso l’altro e verso ciò che ci accomuna. Cioè  Dio, che ode il nostro bussare e risponde a Suo modo a chi ha la pazienza di vedere e sentire…C’è la speranza che il Dio dell’amore ci guidi come comunità verso l’amore, anche nella riunione d’affari di ogni giorno.
A livello personale riconosco maggiormente l’importanza del silenzio quando lo vivo di meno. Mi accorgo che  pensieri inutili mi affollano la mente, non riesco a concentrarmi, e i pensieri negativi attecchiscono con maggiore facilità. La fiducia nella vita , che è nelle mani del mio Signore, viene rimpiazzata da preoccupazioni non necessarie. Ma nel silenzio posso lasciar andare tutti i pesi, e lasciare che la pace, la fiducia e la gratitudine aumentino, e per un attimo riesco a smettere di guardarmi l’ombelico e ricordare che ci sono i presenti, nonché i parenti, gli amici e i vicini e riesco a pregare per loro. Riesco a cercare, a bussare, a udire la risposta e a vedere la porta che si apre.

Aino Versanen
                

La Via del Bambino

Jaana Erkkila scrive :

La Via del Bambino è il nome di un corso, della durata di un weekend, svoltosi presso il  Woodbroke Quaker Study Center nello scorso  marzo 2009. Il corso era rivolto ai bambini e ai loro genitori, e a membri di comunità religiose che svolgono attività per bambini e giovani.
Micke ed io abbiamo avuto l’opportunità di partecipare al corso con l’aiuto del Catchpool Fund ed eravamo gli unici partecipanti non inglesi.
Le leader del weekend erano Wynn Mc Gregor e Sheila Hoyer dagli Stati Uniti.. Wynn  è un pastore  Presbiteriano e Sheila è una quacchera che si occupa di bambini e giovani. La maggioranza dei partecipanti al corso erano quaccheri liberal, e vi erano alcuni altri di denominazioni diverse.
Tutti quelli che hanno avuto dei contatti con loro sanno che i quaccheri liberal ed evangelici hanno una terminologia diversa rispetto al classico linguaggio cristiano. Così ,direttamente dalla presentazione del corso ci è stato detto di avere una mente aperta e di non farci bloccare dalle espressioni linguistiche. Il metodo chiamato “La Via del Bambino” è stato sperimentato in diverse chiese cristiane-metodiste, battiste, episcopali, presbiteriane e anche chiese evangeliche degli Amici. Ed ora anche tra i quaccheri liberal inglesi, dato che pare che abbia suscitato interesse questo metodo di portare i bambini a contatto con Dio.
Cos’è in sintesi La Via del Bambino? E’ aiutare i bambini a sperimentare Dio, e si concentra sul sostegno alla crescita spirituale dei bambini. Il programma si basa sui seguenti concetti:

•           I bambini hanno una connessione innata con Dio.
•           I bambini sono naturalmente aperti al mistero.
•           I bambini hanno una incredibile capacità di provare rispetto.
•           I bambini sono recettivi.
•           I bambini amano ciò che è reale.
•           I bambini sono umili in modo ammirevole.
Secondo Wynn McGregor vi sono due lati nell’educazione cristiana, uno intellettuale ed un altro da sviluppare. La Via del Bambino offre l’opportunità di sperimentare Dio meditando in silenzio tramite diversi esercizi. E’ un tempo di  lontananza dal caos e dà l’opportunità di provare modi diversi di stare in silenzio e concentrarsi su domande spirituali.
Il leader ha un grande impatto sull’andamento dell’attività dei bambini. E’ importante perciò  che si prepari spiritualmente su base quotidiana per il tempo di silenzio settimanale. Supervisionare i bambini, così come ogni altra partecipazione adulta ai raduni di adorazione, richiede che si abbiano cuore e mente preparati. E’ una sorta  di pellegrinaggio spirituale o di viaggio con i bambini.
Durante il weekend  abbiamo discusso molto tra noi  su come i quaccheri parlino con i bambini, i loro e quelli degli altri, delle loro vedute spirituali. In molte famiglie, la riunione familiare di adorazione è storia passata  e discutere di religione è vietato. Ma i bambini stessi dovrebbero assorbire la spiritualità dal nostro modo di vivere, o dalle riunioni silenziose settimanali. Un partecipante ha fatto notare che se noi non siamo in grado di dare ai bambini altri valori o informazioni circa la vita spirituale, allora vi sono altre comunità, sia spirituali che secolari, che hanno del materiale che permetterebbe loro di assimilare i concetti basilari.. E’ importante che i nostri bambini sappiano in cosa crediamo e perché.
Se qualcuno volesse leggere di più su La Via del Bambino ho del materiale e dei libricini che descrivono come agire sia praticamente che dal punto di vista teologico.
Altre informazioni sono reperibili sul web al link :
http://www.upperroom.org/companions/wayofthechild.asp

Traduzione curata da Flavia Dragani – Iniziativa a cura di www.ecumenici.eu in collaborazione con Marisa Johnson di http://www.fwccemes.org/ – Pubblicato originalmente in Inglese su Among Friends (Tra Amici) No. 116, Autunno 2009 da FWCC-EMES

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Quaccheri in Italia

Il quaccherismo nella vita quotidiana

Vorrei dividere questo discorso in tre parti: i fondamenti, cioè la base delle nostre convinzioni di Quaccheri; il culto silenzioso; e le conseguenze pratiche di una tale fede nella vita quotidiana.

C’è in ognuno una scintilla divina, una luce che è Dio. Questa luce è la nostra autorità principale e il nostro criterio, e ci orienta nella vita. Si chiama anche luce di Cristo nel cuore.

I primi Quaccheri dicevano che Cristo era venuto a insegnare al suo popolo Lui stesso – senza l’intermediario delle chiese con le loro gerarchie, senza l’uso dei sacramenti esterni, senza sacerdoti, anche senza fare ricorso a un libro, per quanto esso sia sacro o speciale.

Questa luce può brillare in chiunque, sia cristiano che non cristiano; ma noi cristiani ne vediamo i raggi soprattutto nella vita, nell’insegnamento e nella morte di Gesù di Nazaret. Lui è l’esempio che noi cerchiamo di seguire – e qui poniamo l’accento non sulla dottrina della chiesa, non sui credi, ma sul modo di vivere.

Per noi le azioni sono più importanti delle parole. Le formule con cui si tenta di descrivere le realtà più profonde sono sempre limitate; le parole posssono dividere le persone, nonché condurle ad uccidersi a vicenda, mentre le azioni animate dal senso di rispetto per tutto il creato sono capaci di conciliare.

Vediamo nella storia del cristianesimo troppi esempi di odio e di rivalità fra gruppi che si sono opposti gli uni agli altri, e questo a causa delle parole di cui si sono serviti per fare della loro verità parziale un grido di guerra.

Amiamoci gli uni gli altri, ecco il nuovo comandamento di Gesù.

L’amore è il contrassegno di una vita vissuta secondo le direttive di questa luce interiore.

Ma, mi chiederete, come sappiamo che questa luce viene da Dio e non dalla propria volontà? Come possiamo constatare che la voce interiore che ci parla e ci guida è veramente una voce divina?

La convinzione della luce interiore in ognuno può portare a uno sfrenato soggettivismo – e di quando in quando mi pare di far parte di un gruppo tanto individualistico da temere che non saremo mai d’accordo – ma, malgrado tutto, ci sono momenti in cui sentiamo fra di noi una forza che ci unisce, una forza divina che opera nel silenzio.

Tale unità risulta dal fatto che vediamo, oppure tentiamo di vedere i raggi di questa luce divina non solo nel nostro cuore ma anche nel cuore altrui. Come dicevano i primi Quaccheri, l’eterno in me si rivolge all’eterno in te. L’unità risulta dal fatto che aspettiamo insieme nel silenzio della riunione di culto.

Che cosa aspettiamo? Aspettiamo che le esigenze della vita quotidiana si plachino, che i rumori della vita affaccendata tacciano; che possiamo sentire quella voce calma che ci parla di cose importanti, anzi essenziali. Naturalmente questa voce non si fa sempre sentire; possiamo partecipare al culto senza che niente sembri succederci, ma per lo meno seduti lì con gli altri Amici che condividono l’attesa con noi, possiamo dichiarare a Dio con una voce interiore: « sono qui, perdonami di non essere stato quanto avrei potuto essere; ti ringrazio di tutto ciò che hai fatto per me; aiutami, perché senza di te non trovo il mio cammino. »

A me, per esempio, piace sentire il silenzio stesso. Rendo più regolare il respiro, svuoto la mente per quanto sia possibile. E così creo uno spazio affinché lo Spirito lo riempia.

Benché ciò non accada spesso, ci sono momenti in cui mi sento liberato da tutti i rumori del mondo, circondato da una amichevolezza preziosa, e molto vicino al silenzio stesso di Dio (un silenzio che non è assenza, ma pienezza di possibilità).

Qui non c’è bisogno di preghiere prestabilite, né di cerimonie che distraggono la mente da quella luce che brilla in tutti i partecipanti al culto, da quella piccola voce calma che ci parla sempre – benché a volte non vediamo brillare questa luce in tutta la sua energia né tendiamo l’orecchio a quella voce.

Luce, voce – immagini del rapporto sacro fra Dio e noi, immagini che per i Quaccheri rappresentano lo Spirito Santo che adoriamo con amore e verità.

Tale silenzio è alla base delle nostre riuniuni di lavoro, in cui il gruppo decide le priorità per l’avvenire: esse si svolgono nella stessa maniera delle riuniuni del culto.

Per gli Amici la vita non si divide in due aspetti – non c’è contrasto fra sacro e profano, fra religioso e quotidiano – e tutti abbiamo una parte da svolgere, donne e uomini, tanto nelle riunioni di lavoro che in quelle del culto.

Siamo tutti uguali, possiamo tutti dare un contributo, ciascuno ha diritto di parlare – e di essere ascoltato con rispetto e con amore. Cerchiamo di esprimere per gli altri e per noi stessi la volontà di Dio. Se nelle riunioni di lavoro non si può giungere ad una decisione unanime, la questione si ripropone in seguito. Spesso ci vuole una attesa più lunga.

Non si ricorre a una votazione; non si tratta di maggioranza o di minoranza – la voce della persona più modesta può essere il mezzo col quale si fa sentire la voce di Dio. Tutto stà nell’ascolto, e per essere Quaccheri bisogna saper ascoltare.

Quest’accettarsi gli uni gli altri è la forza dell’azione Quacchera, quella della semplicità, della pace, della schiettezza, quella della uguaglianza di tutti (donna e uomo, persona di colore e bianco, bambino e adulto), del darsi del tu, derivano tutte da questa vita vissuta in armonia con Dio, con il prossimo e con l’ambiente.

Non siamo semplicemente un’organizzazione di lavoro assistenziale, né di pacieri: siamo un piccolo gruppo (circa duecentomila nel mondo), ma facciamo parte di un’avventura spirituale.

Le sue fonti sono religiose, le sue conseguenze sono sociali. Se tentiamo di trovare una pace interiore, possiamo lavorare per una pace sociale e internazionale; se cerchiamo segni divini in tutto il creato, possiamo lavorare per la salvaguardia della natura e contro l’inquinamento del pianeta; se trattiamo il vicino da uguale, da immagine di Dio, possiamo aiutare nelle loro lotte per i diritti umani quelli che sono più lontani.

Ci adoperiamo per costruire, per così dire, una città nuova spirituale, umana, libera, in mezzo alla città vecchia materialistica, consumista, disumana.

A volte ci sentiamo troppo stanchi, troppo pochi, e gli ideali sembrano impossibili; ma il nostro cammino di Quaccheri è di vivere come se questi ideali fossero attuabili. E non agiamo da soli.

di Harvey Gillman
[ da: I Piccoli Quaderni Quaccheri – Resp: Luciano Masolini ]


Pagina curata da Simon Grant, per sua gentile collaborazione e concessione.

Chi desidera entrare in contatto con gruppi quaccheri di Bologna o Brescia è invitato a scriverci una e-mail. I gruppi riprendono a ritrovarsi dal mese di settembre, nei prossimi giorni.

Per l’area metropolitana milanese Ecumenici provvederà a costituirsi come gruppo con riferimento al lavoro della newsletter.

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Benedetti da Dio questi Quaccheri inglesi: sì al matrimonio fra gay

(Ecumenici 1-agosto 2009) Documento ufficiale.

 

Traduzione di www.ecumenici.eu , Prof A. Pinto

Sul nostro  sito anche  la coraggiosa posizione dei Battisti di Livorno nel solco di Martin Luther King. Ci sentiamo vicini spiritualmente e nella preghiera alla loro Voce di Dio.

 
 I Quaccheri concludono oggi in Gran Bretagna un lungo e approfondito processo di riflessione sul modo di avvicinarsi al matrimonio e alla convivenza con un compagno dello stesso sesso.

Il documento riporta le loro decisioni in questo modo: Documento numero 25 dell’Assemblea Annuale della Sofferenza del 31 luglio 2009, con riferimento al Documento numero 17 (accluso); si è tenuto un incontro lo scorso martedì pomeriggio durante il quale alcuni relatori hanno condiviso le personali esperienze dei loro anniversari e ammissioni pubbliche sugli scambi dei reciproci impegni d’amore. Questi Amici si sono sentiti sostenuti dai partecipanti ai vari incontri nei loro rapporti, ma hanno espresso rammarico sul fatto che laddove c’è un percorso chiaro e delineato a sostegno delle coppie formate da rappresentanti di sesso opposto, non sono altrettanto chiare le possibilità di riconoscimento di coppie formate da rappresentanti dello stesso sesso ed esse possono cambiare ampiamente da incontri a incontri.  Amici che  sentono che il loro rapporto di coppia è normale e privato piuttosto che fuori dal normale e pubblico; essi si sono sentiti chiari pionieri nel raccontare e testimoniare le loro esperienze.

 Questa pubblica condivisione di esperienze nei rapporti personali ci ha spinti ad aggiungere al nostro chiaro senso che, a 22 anni di distanza dall’aver delineato alcune linee guida all’Assemblea della Sofferenza, consideriamo allo stesso modo sia le coppie formate da rappresentanti dello stesso sesso di quelle rappresentate da matrimoni di rappresentanti di sesso opposto, riaffermando la nostra visione centrale che il rapporto di coppia o il matrimonio è prodotto dal Signore e noi siamo semplici testimoni di tutto ciò. Il problema di un riconoscimento legale da parte dello Stato è una faccenda secondaria.

  Noi perciò chiediamo all’Incontro della Sofferenza di prendere posizione per mettere in pratica questa presa di posizione e di mettersi d’accordo per delineare una revisione delle parti principali della fede e della pratica dei Quaccheri, in modo tale che matrimoni tra membri dello stesso sesso possano essere preparati, celebrati con testimoni, legalmente legittimati dallo Stato, tanto quanto lo sono quelli tra membri di sesso opposto. Noi ancora chiediamo all’Assemblea della Sofferenza di intraprendere con i rappresentanti dei nostri Governi di cercare di trovare un cambiamento determinante nella legislazione corrente in modo tale che matrimoni dichiarati tra membri dello stesso sesso siano riconosciuti come legalmente validi, senza ulteriori sviluppi, allo stesso modo dei matrimoni tra membri di sesso opposto celebrati nei nostri incontri. Noi non chiederemo per ora ai nostri ministri di operare contro la legge, ma è comprensibile che la legge non deve precludere loro il fatto di giocare un ruolo centrale nella celebrazione e registrazione dei matrimoni con membri dello stesso sesso.

  Abbiamo ascoltato voci dissenzienti durante la fase di passaggio che ci hanno portato a prendere una tale decisione e ci è stato ricordato della necessità di esprimere tenerezza verso coloro che non sono con noi e che troveranno questo cambiamento difficile. Ma noi abbiamo anche bisogno di ricordare, inclusa  nella nostra revisione della fede e pratica quacchera, quegli Amici che vivono da soli, che lo facciano o no per scelta personale.

  Noi sentiamo il bisogno di spiegare la nostra decisione alle altre comunità cristiane, a comunità di altre fedi religiose e certamente ad altre Assemblee Annuali quacchere, e pregare perché ci sia un dialogo continuativo d’amore, persino con coloro che probabilmente dissentono fortemente con ciò che affermiamo come nostra interpretazione della volontà di Dio per ora e per noi.

  Come conseguenza di tale decisione, Martin Ward, ministro dell’Assemblea Annuale Quacchera, ha affermato: “Questo documento è il risultato di un lungo periodo di consultazioni e di ciò che noi chiamiamo trebbiatura nei nostri incontri locali, culminate in due Assemblee Annuali di raccolta. Durante tali incontri, secondo la pratica, abbiamo ascoltato la voce di un ministro levarsi alta nel silenzio di una funzione religiosa per guidarci nell’interpretazione della volontà di Dio per una società religiosa e l’abbiamo registrata in questo documento”.

 

Media Information

Anne van Staveren

 

Ecumenici utilizzerà questo mese di agosto per valutare anche con i Vostri pareri personali l’ipotesi di creare un gruppo di Amici, con incontri del silenzio la domenica pomeriggio.  Scriveteci a ecumenici@tiscali.it

 

 

 

TRIBUNALE VENEZIA: IRRAGIONEVOLE DIVIETO DI MATRIMONIO TRA GAY

 

STORICA SENTENZA! QUALCOSA SI MUOVE

 

 

ROMA – Non ha “alcuna giustificazione razionale”, la norma , “implicita nel nostro sistema, che esclude gli omosessuali dal diritto di contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso”. E’ quanto scrive il tribunale di Venezia nell’ordinanza con la quale il 3 aprile scorso ha sollevato davanti alla Consulta la questione di legittimità degli articoli del codice civile che non consentono le nozze tra gay. I

 

l testo del provvedimento, che ipotizza il contrasto di quelle disposizioni con più principi della Carta, a cominciare da quello di uguaglianza (articolo 3) e dal riconoscimento dei diritti fondamentali dell’uomo (art 2), è pubblicato sul sito dell’Aduc (Associazione diritti utenti e consumatori). Al tribunale si era rivolta una coppia di omosessuali che si era vista negare le pubblicazioni di matrimonio dall’ufficiale di stato civile. E il ragionamento dei giudici parte dalla constatazione del “superamento” nella società “del monopolio detenuto dal modello di famiglia normale, tradizionale”. “Il diritto di sposarsi configura un diritto fondamentale della persona, riconosciuto sia dalla Costituzione sia a livello sovranazionale” scrive il tribunale, citando la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. E argomenta:” la libertà di sposarsi (o di non sposarsi) e di scegliere il coniuge autonomamente riguarda la sfera dell’individualità”; é perciò “una scelta sulla quale lo Stato non può interferire, a meno che non vi siano interessi prevalenti incompatibili”. E nel caso di matrimoni tra persone dello stesso sesso “il Tribunale non individua alcun pericolo di lesione ad interessi pubblici o privati di rilevanza costituzionale, quali potrebbero essere la sicurezza o la salute pubblica”. I giudici fanno esplicito riferimento anche all’ art. 3 della Costituzione, “che vieta ogni discriminazione irragionevole, conferendo a tutti i cittadini …pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, e che impegna lo Stato a “…rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini”. Visto che “il diritto di contrarre matrimonio è un momento essenziale di espressione della dignità umana, si ritiene che esso debba essere garantito a tutti, senza discriminazioni derivanti dal sesso o dalle condizioni personali (quali l’orientamento sessuale).Se dunque lo scopo dell’articolo 3 “é vietare irragionevoli disparità di trattamento”, ne consegue che la norma che esclude il matrimonio tra gay “non abbia alcuna giustificazione razionale, soprattutto se raffrontata con l’analoga situazione delle persone transessuali, che, ottenuta la rettificazione di attribuzione di sesso in applicazione possono contrarre matrimonio con persone del proprio sesso di nascita”

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La signora Gloria Sala del Corriere e la setta

Gloria Sala scrive per il magazine del Corriere della sera. Non ha alcuna cognizione delle religioni ma si deve occupare di Barak Obama, il presidente americano. Il suo articolo pubblicato il 22 gennaio scorso “la scuola dei quaccheri” può rappresentare il classico esempio della disinformazione forzata che l’italiano medio deve subire quotidianamente. Quando si parla di religioni sono infatti ben poche le persone in grado di conoscere dal di dentro quello di cui devono scrivere. Parlano per sentito dire, con una formazione ridotta ai minimi termini, spesso acquisita mediante metodi discutibili e fonti inadeguate.

Non mi interessa conoscere le scelte confessionali della persona di cui stiamo parlando. E’ indifferente in fin dei conti che si autodichiari cattolica o non credente. Di certo conosce male e in modo contradditorio quello di cui vuole presentare. Definisce “setta” i quaccheri.

Dall’articolo si evince che la scuola scelta da Obama per le figlie è ispirata ai “principi della multiculturalità e dell’eguaglianza” propri della Società degli Amici , non portano il grembiulino (questo è un rammarico in stile tipicamente italiano?) e che tale setta ha avuto “un’influenza decisiva nell’abolizione della schiavitù, nell’emancipazione femminile e nell’istruzione in tutta America”. La signora Sala non spiega altro: si dilunga sul menù del pranzo della scuola e sulle materie insegnate a Malia e Sasha, le bambine di cui il padre cerca di proteggere in qualche modo la privacy.

La libertà di religione è un concetto molto distante dalla mentalità della signora Sala. Lei preferisce non approfondire le scelte protestanti della famiglia, i principi etici ed educativi a cui si ispira. Costa troppa fatica. L’articolo deve essere piazzato e basta. Portare a casa il denaro è l’unica preoccupazione che si pone. Chi saranno mai poi questi del 17° secolo che grazie a William Penn hanno fondato lo stato della Pennsylvania? Meglio non capire.

O forse fa paura la teoria degli Amici che sostiene che “per troppo tempo Cristo è stato chiuso nella Bibbia e nei riti religiosi, sia Egli il vostro profeta, il vostro sacerdote ?”

Peccato. Era un’occasione per parlare anche della non violenza. Ma a questo alla signora non settaria non interessa. Che importanza fa se si definisce cattolica, agnostica o atea? Non è un tema nell’assise congressuale di qualche partito di regime (di governo o di opposizione). Serve solo per fare da colore ad annoiati lettori sempre più disinformati. Sempre più ignoranti.

A proposito signora Sala questo è un sito di qualche setta strana? Indaghi, la prego. E poi ci informi sul Corriere. Grazie.

Maurizio Benazzi

Ecumenici ringrazia Alberto Milazzo, Lorenza Giangregorio e Doriana Goracci per i contribuiti donati alla newsletter. Ci spiace non aver potuto pubblicare una tesi di laurea a cui ci tenevamo particolarmente su IBM e Shoah. L’estensore ci ha chiesto somme di denaro di cui non disponiamo. Non abbiamo accettato neanche la proposta di un traduttore professionista di Gionata per la lingua inglese.

Gratuitamente abbiamo ricevuto e gratuitamente offriamo. I soldi percepiti sono stati spesi per la distribuzione delle bibbie e una piccola parte per l’acquisto dei domini web. Qualora dovessimo ricevere contributi nel 2009 saranno rimessi in favore del gruppo battista della chiesa di Milano che si occupa dei detenuti transgender delle carceri milanesi. Si tratta dell’unica presenza evangelica in questo tipo di sezioni speciali delle carceri. Per favore – se vi ricordate – dite anche una preghiera in favore dei volontari e delle volontarie. Grazie.

Aiutaci con un bollettino postale a favore di Maurizio Benazzi, Via A. Vespucci, 72 – 20025 Legnano MI, con causale Ecumenici, sul conto numero 30592190. In alternativa è possibile fare un bonifico a Maurizio Benazzi, con causale ecumenici, sulla Banca Popolare di Milano con le seguenti coordinate: IBAN IT62 Y 05584 20200 000000003084; per l’estero: BIC BPMIITM1106. Infine puoi ricaricare la carta postepay numero 4023 6004 6886 1754 intestata al presidente fondatore di Ecumenici Maurizio Benazzi.

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Veglia: continuiamo nonostante gli insulti di Alleanza Nazionale

“Io non vi chiamo più servi; perché il servo non sa quel che fa il suo signore; ma voi vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio” (Gv 15,15)

 

VEGLIA ECUMENICA PER IL CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO A GAZA

 

Christian peacemakers teams
È un’iniziativa della Chiesa di fratelli, dei quaccheri e mennoniti, con il supporto di cattolici ed ortodossi. A seguito degli arresti, espulsioni e deportazioni e delle restrizioni imposte dall’esercito israeliano agli osservatori internazionali, incluso il team CPT di Hebron, i Christian Peacemakers Team sottolineano come la presenza di osservatori internazionali dei diritti umani nei territori occupati è qualcosa che ogni governo democratico dovrebbe accogliere come parte di una struttura che protegge i diritti civili.. Il Comitato centrale mennonita e il Team di Hebron hanno riferito per primi di demolizioni di case palestinesi avvenute anche dopo l’approvazione del piano di pace “Road Map”, che nella prima fase tra l’altro chiede al Governo israeliano di porre fine a tutte le azioni che “compromettono la fiducia, incluso l’attacco alle aree civili e la confisca e demolizione di case e proprietà palestinesi”. Sostiene la Campagna per la ricostruzione delle case palestinesi (Rebuilding Homes Campaign) promossa insieme da israeliani e palestinesi (Comitato israeliano contro la demolizione delle case, Rabbi for Human Rights, etc. ). 

Dalle informazioni di Ecumenici fra le ultime notizie avute direttamente dai Christian peacemakers team anche un quacchero italiano ha partecipato in questi ultimi anni alle attività non violente in Palestina e Israele insieme ad altri volontari di altri paesi. Lui ha affermato telefonicamente di non credere nelle attività via web e non si è reso disponibile per un’intervista. Comprendiamo l’isolamento mediatico subito in particolar modo in Italia. L’abbandono a se stessi dei volontari  è gravissimo e le parole da salotto che circolano in Italia sono davvero troppe. Insopportabili. Ancora oggi. Preghiamo per lui e per i volontari. Ricordiamo i loro martiri uccisi e perseguitati soprattutto da una stampa sempre più sprezzante del valore della persona umana. Da quella asservita al potere politico a quella delle logiche di schieramento opposto. Comprendiamo i limiti del web e per questo chiediamo scusa. Pensiamo anche che il sacrificio dell’americano Tom Fox sarebbe sconosciuto agli stessi evangelici in Italia senza l’informazione dal basso e non dai pulpiti. Ne è la riprova la reazione stizzita di qualche ora fa di un italiano in Australia, scrivano anche del giornale fascista via web “il popolo d’Italia” (incredibile!) e ora rappresentante di Alleanza Nazionale che mi ha coperto d’insulti in inglese… sperando forse di intimorire o di rendersi noto a più persone. Il suo sito contiene come sfondo infatti la piazza del Vaticano … forse è solo in cerca di anelli da baciare.

Noi continuiamo con la lettura di Davide Melodia.

 

I Quaccheri e la riconciliazione


Per vocazione e per scelta, i quaccheri sono il popolo della riconciliazione. Sul piano religioso, come elemento fondamentale di un corretto rapporto con Dio, Creatore e Padre, con cui è follia avere un rapporto di conflittualità, di rigetto e di lontananza arrogante; con gli uomini, quali coeredi di una identica figliolanza divina, egualmente fruitori di una scintilla divina, partecipi attivi o passivi di una sola fratellanza universale.

Sul Piano sociale, come impegno a riportarla fra gli uomini in lotta fratricida, la riconciliazione è per i quaccheri un aspetto della testimonianza di pace. Detto questo, di fatto, come si svolge e si articola l’opera di riconciliazione?

In primis, senza prendere le parti di uno dei due (o più) contendenti. Ciò non per evitare rischi e stare comodamente a guardare con atteggiamento neutrale, ma per dare all’intervento di riconciliazione attiva presso tutte le parti in conflitto la garanzia della imparzialità, la trasparenza dell’azione e la credibilità per fungere da ponte.

Secondariamente, lasciando in disparte ogni pregiudizio verso coloro in cui vuole fare sbocciare il fiore del rispetto reciproco, dell’ascolto e della collaborazione, il quacchero deve per primo vivere fiducia, rispetto, ascolto, accettazione del prossimo.

La parola nemico deve scomparire dal suo vocabolario, sì da renderla inattuale nella bocca e nell’atteggiamento di coloro che vivono ancora la tensione, l’angoscia, il rancore e l’odio provocati dal conflitto.

Il problema, per il quacchero che ha ben maturato il concetto della pace spirituale e sociale che emana dalla luce interiore di Cristo, non è quello del suo rapporto con la religione, la cultura o l’etnia con cui viene a contatto per operare in vista della riconciliazione – perché è superato dal suo genuino rispetto per l’altro come lui – quanto indicare la via del rispetto a quelli che sono in lotta fra loro. Ad esempio portare vera pace ecumenica fra cristiani e musulmani, fra cristiani ed ebrei, fra musulmani ed ebrei, là dove quelli si mantengono su fronti opposti e polemici.

Lasciando a chiunque, quacchero o simpatizzante, di affrontare politicamente i problemi che travagliano e dividono gli uomini, purché lo facciano a titolo e responsabilità personale, i quaccheri come comunità intervengono nelle aree di conflitto cercando il contatto con la gente comune, con la base e non con il vertice della piramide sociale, con le persone di buona volontà che vogliono collaborare alla riconciliazione.

Gli stati e i governi passano, la gente resta, con i suoi problemi.

Alla gente e ai problemi va dato il massimo di attenzione. Ai governi, quando si è capaci e qualificati per farlo, si potranno in alcuni casi inviare delegazioni con documenti emessi da un’assemblea responsabile e preparata, miranti a sottolineare un’ingiustizia, una forma di violenza, una trasgressione verso i diritti inalienabili dell’essere umano.

Questo modo di operare non è raro in casa quacchera. Tutte le forze vengono da sempre dirette senza deviazioni politiche alla persona, affinché ritrovi in se stessa e nell’Altro quel « tanto di Dio » che alberga in entrambi, offrendo collaborazione nell’istruzione, nei Kindergarten, nel lavoro, nell’addestramento alla nonviolenza a tutte le parti coinvolte.

Quando e se tale risultato viene raggiunto fra gli uomini prima in conflitto, il resto viene da sé, perché la riconciliazione è benedetta da Dio.

Davide Melodia

 

Avevo una scatola di colori
brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori:
alcuni caldi altri molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti
,
non avevo il nero
per il pianto degli orfani,
non avevo il bianco
per le mani e il volto dei morti,
non avevo il giallo
per le sabbie ardenti.
Ma avevo l’arancio
per la gioia della vita
e il verde
per i germogli e i nidi
e il celeste
dei chiari cieli splendenti
e il rosa per i sogni e il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la
pace

(Tali Sorex)

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