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Piedi e pedate

Caro Pastore Cavallo,

sapevamo qui tutti della situazione determinatasi nella Chiesa Cristiana Protestante in Milano da diversi mesi, pur nella situazione di silenzio – riteniamo complice – della chiesa cattolica ambrosiana e di quella valdese, ci riferiamo in primis a livello istituzionale. Diversi sono gli interessi in gioco: da quelli diplomatici con la madre patria dell’attuale pontefice, ai dialoghi bilaterali luterano-cattolici, fermi sostanzialmente dal 2000, agli interessi spiccioli da parte dei calvinisti milanesi e non, che si pongono sotto il nobile nome di Valdo, ma di cui non condividono certo lo Spirito delle origini… Per quest’ultimi è molto meglio infatti occuparsi del Centro Melantone in Facoltà a Roma, alle necessità finanziarie dei loro ospedali coperte anche dalla ELKI (i luterani in Italia), alle sorti della casa editrice Claudiana e dei relativi soci della “santa alleanza protestante” (sigh!), ai finanziamenti provenienti dagli enti ecclesiastici dei vari Laender, che – come sa bene – non sono affatto riformati. Cioè affini alle sue scelte teologiche di fondo.

E’ stato sempre così del resto in via Marco de Marchi, nel tempio costruito in stile gotico-lombardo nel 1864 da riformati svizzeri. I migliori pastori della CCPM sono stati messi alla  porta allorquando nel dopoguerra non sono risultati più graditi alla nuova maggioranza luterana tedesca, che detta legge. Soprattutto col denaro e le pressioni dirette e indirette anche attraverso il Decano di turno. Ne so qualcosa personalmente come candidato alla formazione pastorale circa 10 anni fa.  La ricca borghesia germanica e il corpo pastorale che la esprime mantengono inossidabile il controllo ecclesiastico: tenga presente che da quella porta che domani varcherà per l’ultima volta, prima del congedo finale, sono passati piedi di tutti i tipi. Da quelli di un figlio di un proletario socialista come me, a quelli del coraggioso pastore Banse o del Pastore De Petris, a tanti ex cattolici in cerca di un’alternativa anche all’epoca del volto dialogante del Cardinale Martini, per non parlare poi di ex avventisti  anche della mia città, di curiosi, ecc. ecc. Perfino i piedi che indossavano gli stivali neri luccicanti delle truppe di occupazione nazista, durante il secondo conflitto mondiale… Non frequentavano solo il tempio tedesco cattolico. Sono proprio liberali, vero?

Milano e noi in particolare ci ricorderemo della sua iniziativa di caffè e coperte per l’inverno ai senzatetto della metropoli. Non ci era mai capitato di sostenere un pastore evangelico per un’iniziativa così densa di significato e testimonianza, come cristiani evangelici uniti al di là delle rispettive posizioni sulla questione ecclesiologica. Ma proprio su questo tema ci uniamo al messaggio di Vittorio Tozzini e di tantissimi altri riformati e luterani che Le hanno espresso solidarietà e un messaggio di saluto, anche per dire no alla “chiesa del dominio”, alle religioni delle bandiere,o peggio all’ufficio ecclesiastico del Consolato milanese di Berlino. E tutto ciò proprio sul bollettino parrocchiale…  Noi siamo nati nel laboratorio cristiano di quella comunità. Siamo figli della provetta pluriconfessionale e della nostra ricerca di libertà nello Spirito di Gesù liberatore e guaritore dalle sovrastrutture.

Noi continueremo in ogni caso la nostra testimonianza a Milano e abbiamo bisogno a nostra volta anche dei suoi auguri. Perché se non diamo voce a queste persone firmatarie della lettera, di fatto isolate, non lo farà nessun altro. Non c’è proprio nessuna “Riforma” oggi nelle chiese.

Ci rifletta. E proprio come anche per Lei,   non ci sarà nessun Consolato svizzero che esprimerà una pubblica opinione di dissenso. Qui siamo soltanto ribelli per amore del rabbi crocefisso e abbandonato. Prendiamo solo pedate e basta.

Una questione di piedi, insomma . A Berna hanno infatti accettato una pastora luterana ad interim!

Con stima

Maurizio Benazzi

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Secondo incontro ciclo Etica delle religioni

Cara  Amica, Gentile Amico,

a fine novembre si è svolto il primo degli otto incontri del programma “Etica delle Religioni”, in particolare il primo di quelli previsti sul Cristianesimo.

E’ stato molto bello osservare e cogliere il sentimento e la passione che Maurizio Benazzi metteva nelle sue parole, caricandole di quel senso di umanità di cui tutti abbiamo molto bisogno.

Dal punto di vista dei contenuti, la sua relazione è stata brillante e competente, oltre che istruttiva ed interessante.

Abbiamo trascorso insieme più di due ore in totale rilassatezza e amicalità, nonostante la (o forse per merito della)  pregnanza dell’argomento.

Le domande hanno trovato esauriente spiegazione in termini chiari, senza mai trascurare la loro correttezza.

Infine, la grande umanità ed esperienza relazionale e intellettuale dell’amico Maurizio hanno fatto da ottima cornice.

Bravo Maurizio e grazie ancora da parte dei presenti di quella sera.

Ora sta per arrivare la seconda serata: come si può vedere dal sito www.officinadellapsiche.it essa si terrà martedì 15 dicembre 2009, sempre alle 20.30 presso la sede di via Carducci, 8 – Milano.

Stiamo raccogliendo le adesioni per le presenze e ci piacerebbe contare molto sulla tua, di te che stai leggendo.

Iscritivi presso info@officinadellapsiche.it .

Il costo è di 20,00 euro se parteciperai solamente a questo incontro, oppure di 15,00 se acquisterai una tessera (da 4, da 8, da 10 ecc partecipazioni) che potrai utilizzare sia per questo programma che per gli altri previsti dal calendario dell’Officina.

Per favore, comunicaci la tua risposta in ogni caso; noi ci auguriamo che essa sia positiva e ti ringraziamo.

Cordialità.

g.a.

Grazia Aloi – Psicoanalista
Via Carducci 8 – Milano
Telefono/Fax 02/80.53.925
http://www.officinadellapsiche.it
g.aloi@officinadellapsiche.it

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Ci vediamo !

Stimati amici,

mi permetto di informare le vostre comunità, i vostri gruppi, la cittadinanza milanese che nel quadro delle conferenze ETICA DELLE RELIGIONI: ALLA CONOSCENZA DELLE RELIGIONI – otto incontri da martedì 24 novembre a martedì 9 marzo 2010 – eventi organizzati dalla dottoressa Grazia Aloi, sono previste due serate per analizzare la questione del lavoro e la riforma luterana (martedì 24  novembre) e l’emergere dell’impegno etico nella riforma svizzera (15 dicembre).

Ulteriori informazioni saranno disponibili anche mediante contatto diretto e personale.

L’approccio alle tematiche si fonderà oltre che sul contributo scientifico e della letteratura anche sull’esperienza personale vissuta in ambito ecclesiastico.

Le attività della newsletter Ecumenici riprenderanno dopo il primo incontro. E’ attivo il sito http://www.officinadellapsiche.it/index.php

Ci vediamo a Milano la sera del 24 novembre in via Carducci nr. 8.

Un cordiale saluto di Pace.

Maurizio Benazzi

392 1943729 orario serale

http://www.officinadellapsiche.it/index.php?idsec=810&lg=italiano&idref=41

Etica delle Religioni
 

ALLA CONOSCENZA DELLE  RELIGIONI

RELATORE DOTT MAURIZIO BENAZZI

CRISTIANESIMO MODERNO E ESPERIENZE DI VITA VISSUTA:

MARTEDI’ 24 NOV 2009       Da Lutero a Bonhoeffer: il mondo è diventato sempre più adulto

MARTEDI’ 15 DIC 2009       La riforma svizzera: l’emersione dell’impegno etico dalla societa’ dell’intolleranza religiosa al laicismo di oggi

MARTEDI’ 12 GENN 2010       Movimenti religiosi radicali e fenomeni attuali dell’integralismo, che attraversano anche le chiese storiche.

MARTEDI’ 26 GENN 2010       Anglicanesimo e movimenti pre riforma e post riforma in Europa e nel mondo

ORTODOSSIA:

MARTEDI’ 2 FEBBR 2010 –  Le sostanziali differenze che emergono fra il cristianesimo d’Occidente e quello d’ Oriente, in una miriade di chiese autocefale

ISLAM:

MARTEDI’ 16 FEBB 2010 – Il Dio che arriva dall’Oriente: l’islam. 

BUDDISMO:

MARTEDI 23 FEBB 2010 – Il buddismo: una religione senza Dio

INDUISMO:

MARTEDI’ 9 MARZO 2010 – La lunga vita dell’ induismo.

COSTO:

SINGOLO INCONTRO: EURO 20,00

SINGOLO INCONTRO CON TESSERA PREPAGATA: EURO 15,00

INTERO CICLO OTTO INCONTRI PREPAGATI : EURO 110,00

MINIMO 10 PARTECIPANTI

ISCRIZIONI PRESSO info@officinadellapsiche.it  NON OLTRE 7 GIORNI DALLA DATA di inizio

prenotazioni tessere prepagate: info@officinadellapsiche.it ; ritiro presso Officina della Psiche – via Carducci, 8 (dott. Grazia Aloi);

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Officina della psiche: un grande rilancio

Ecumenici è lieta di presentare questo primo convegno di Officina della Psiche: in futuro è stato programmato col sito http://www.officinadellapsiche.it/ un ponderoso programma di conferenze a Milano sul cristianesimo moderno e sulle religioni orientali.

Dopo decenni di cammino personale attraverso chiese, templi, sinagoghe è venuto il tempo di esporre le esperienze vissute: le sofferenze e la gioia; entrambe possono servire a tutt*, non solo per comprende gli aspetti chiaro oscuri della teologia e delle dottrine, dell’arroganza di pastori e teologi incontrati, dei sistemi fallimentari di gestione del denaro pubblico e privato. Insomma si vuol parlare in modo diverso della riforma luterana, calvinista, anglicana, popolare, dei movimenti integralisti (che condizionano lo scenario a livello trasversale) ma anche di Islam, Buddismo e Induismo, con le varie frange fondamentaliste. Un viaggio dentro il mondo religioso visto con gli occhi di un quacchero. Una credente che vede ormai con occhi diversi. Non quelli di un invasato ma di un semplice laico che parla di storia e di etica, senza apologetica.

Che offre insomma un aiuto per capire e far conoscere quello che non viene scritto o detto sui libri o giornali.

Per godere della libertà di essere cittadini oltre che discepoli. Anche oggi 31 ottobre, festa della Riforma, dell’uomo che diventa sempre piu’ adulto.

INVITO AL CONVEGNO:

“Officina della Psiche: come, quando, perché……. ne abbiamo necessità”

GRAZIA ALOI , mercoledì 11 novembre 2009 ore 20,00

Salone Radetzky del Circolo di Presidio di Milano – Via del Carmine, 8.

seguirà  buffet. contributo euro venti (all’ingresso)

Il Circolo Ufficiali è Presidio Militare: presentarsi con documento d’identità. Richieste giacca e cravatta.

Confermare la propria partecipazione entro e non oltre domenica 8 novembre per la convalida dei nominativi.  info@officinadellapsiche.it

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La signora Gloria Sala del Corriere e la setta

Gloria Sala scrive per il magazine del Corriere della sera. Non ha alcuna cognizione delle religioni ma si deve occupare di Barak Obama, il presidente americano. Il suo articolo pubblicato il 22 gennaio scorso “la scuola dei quaccheri” può rappresentare il classico esempio della disinformazione forzata che l’italiano medio deve subire quotidianamente. Quando si parla di religioni sono infatti ben poche le persone in grado di conoscere dal di dentro quello di cui devono scrivere. Parlano per sentito dire, con una formazione ridotta ai minimi termini, spesso acquisita mediante metodi discutibili e fonti inadeguate.

Non mi interessa conoscere le scelte confessionali della persona di cui stiamo parlando. E’ indifferente in fin dei conti che si autodichiari cattolica o non credente. Di certo conosce male e in modo contradditorio quello di cui vuole presentare. Definisce “setta” i quaccheri.

Dall’articolo si evince che la scuola scelta da Obama per le figlie è ispirata ai “principi della multiculturalità e dell’eguaglianza” propri della Società degli Amici , non portano il grembiulino (questo è un rammarico in stile tipicamente italiano?) e che tale setta ha avuto “un’influenza decisiva nell’abolizione della schiavitù, nell’emancipazione femminile e nell’istruzione in tutta America”. La signora Sala non spiega altro: si dilunga sul menù del pranzo della scuola e sulle materie insegnate a Malia e Sasha, le bambine di cui il padre cerca di proteggere in qualche modo la privacy.

La libertà di religione è un concetto molto distante dalla mentalità della signora Sala. Lei preferisce non approfondire le scelte protestanti della famiglia, i principi etici ed educativi a cui si ispira. Costa troppa fatica. L’articolo deve essere piazzato e basta. Portare a casa il denaro è l’unica preoccupazione che si pone. Chi saranno mai poi questi del 17° secolo che grazie a William Penn hanno fondato lo stato della Pennsylvania? Meglio non capire.

O forse fa paura la teoria degli Amici che sostiene che “per troppo tempo Cristo è stato chiuso nella Bibbia e nei riti religiosi, sia Egli il vostro profeta, il vostro sacerdote ?”

Peccato. Era un’occasione per parlare anche della non violenza. Ma a questo alla signora non settaria non interessa. Che importanza fa se si definisce cattolica, agnostica o atea? Non è un tema nell’assise congressuale di qualche partito di regime (di governo o di opposizione). Serve solo per fare da colore ad annoiati lettori sempre più disinformati. Sempre più ignoranti.

A proposito signora Sala questo è un sito di qualche setta strana? Indaghi, la prego. E poi ci informi sul Corriere. Grazie.

Maurizio Benazzi

Ecumenici ringrazia Alberto Milazzo, Lorenza Giangregorio e Doriana Goracci per i contribuiti donati alla newsletter. Ci spiace non aver potuto pubblicare una tesi di laurea a cui ci tenevamo particolarmente su IBM e Shoah. L’estensore ci ha chiesto somme di denaro di cui non disponiamo. Non abbiamo accettato neanche la proposta di un traduttore professionista di Gionata per la lingua inglese.

Gratuitamente abbiamo ricevuto e gratuitamente offriamo. I soldi percepiti sono stati spesi per la distribuzione delle bibbie e una piccola parte per l’acquisto dei domini web. Qualora dovessimo ricevere contributi nel 2009 saranno rimessi in favore del gruppo battista della chiesa di Milano che si occupa dei detenuti transgender delle carceri milanesi. Si tratta dell’unica presenza evangelica in questo tipo di sezioni speciali delle carceri. Per favore – se vi ricordate – dite anche una preghiera in favore dei volontari e delle volontarie. Grazie.

Aiutaci con un bollettino postale a favore di Maurizio Benazzi, Via A. Vespucci, 72 – 20025 Legnano MI, con causale Ecumenici, sul conto numero 30592190. In alternativa è possibile fare un bonifico a Maurizio Benazzi, con causale ecumenici, sulla Banca Popolare di Milano con le seguenti coordinate: IBAN IT62 Y 05584 20200 000000003084; per l’estero: BIC BPMIITM1106. Infine puoi ricaricare la carta postepay numero 4023 6004 6886 1754 intestata al presidente fondatore di Ecumenici Maurizio Benazzi.

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La Cina vista dall’interno

Tutte le religioni di Pechino

Uno sguardo alla realtà religiosa cinese

(VE) Il pastore evangelico svizzero Tobias Brandner vive e lavora a Hongkong da dodici anni. Brandner si trova in Cina su incarico dell’organismo di partenariato tra chiese Mission 21, con sede a Basilea. A Hongkong è cappellano nelle carceri. Il settimanale svizzero Reformierte Presse lo ha intervistato a proposito della situazione religiosa in Cina.

Perché il governo cinese non vede di buon occhio le religioni?
Le religioni sono guidate e governate da un’altra autorità. Il governo cinese è abituato a pretendere di essere l’autorità più alta. Le religioni non rispettano ovviamente questa pretesa.

La Cina non gode di una buona immagine, in Occidente, per quanto concerne la libertà religiosa e il rispetto dei diritti umani. A torto o a ragione?
A mio parere, a ragione. La classe dirigente attualmente al potere si preoccupa del dissenso e cerca in ogni modo di vietarlo. La crescente disparità tra ricchi e poveri provoca molta instabilità. Le autorità cinesi affrontano il problema aumentando e irrigidendo i controlli.

In Occidente abbiamo l’impressione che il governo cinese se la prenda più con i tibetani che con i cristiani. Come giudica la situazione?
La situazione dei cristiani è in effetti diversa da quella dei tibetani. Nei confronti dei tibetani il governo attua una vera e propria repressione, perché teme il pericolo di una secessione. Per quanto concerne i cristiani, questo timore non c’è. La maggior parte dei cristiani appartiene all’etnia Han che rappresenta oltre il 90% dell’intera popolazione cinese. Inoltre la maggior parte dei cristiani non si interessa di politica – almeno fino a quando il governo li lascia in pace. Lo Stato cinese sostiene addirittura la chiesa protestante patriottica, allo scopo di guadagnarla alla propria causa e legarla a sé.

I buddisti possono vivere liberamente la loro fede in Cina?
Per i buddisti vale ciò che ho detto per i cristiani. Se mantengono un atteggiamento patriottico e non esprimono critiche contro il governo, vengono lasciati in pace o addirittura sostenuti. È raro che abbiano delle critiche da muovere al governo.

Qual è la situazione della minoranza musulmana degli Uguri?
La paura, diffusa in Occidente, nei confronti di gruppi islamici radicali, ha dato al governo di Pechino la legittimazione per procedere contro la minoranza degli Uguri. Quella popolazione non si sente cinese e questo accresce nelle autorità il timore di una secessione. Il Tibet, il territorio uguro dello Xijiang e Taiwan sono le minacce più rilevanti all’integrità dello Stato. A Taiwan, diversamente che nel Tibet e nello Xinjiang, l’indipendenza è già una realtà.

Il cristianesimo e la mentalità cinese sono compatibili?
Assolutamente sì. Del resto, non conosco nessuna cultura che sia incompatibile con il cristianesimo. Forse si potrebbe dire che la mentalità cinese è anche più compatibile con il cristianesimo che non l’arida razionalità europea. In Cina i racconti di guarigioni spirituali, della cacciata dei demoni, dello Spirito santo che trasforma la vita delle persone trovano un terreno più favorevole.

La religione dominante in Cina è il buddismo?
No, la religione dominante è il culto degli antenati, una forma di animismo. Il buddismo si è diffuso amalgamando elementi di quella tradizione.

E il cristianesimo? Si parla di 60-100 milioni di credenti. È più presente il protestantesimo o il cattolicesimo?
Il protestantesimo è più presente. È anche più capace di adattarsi in modo flessibile alle diverse circostanze contestuali. Il problema, per il cattolicesimo, consiste nel fatto di essere controllato dall’esterno, da un altro centro di autorità. E ciò non piace ai cinesi, i quali da questo punto di vista sono molto sensibili (trad. it. P. Tognina)

 

Ecumenici segnala che il pastore presbiteriano Mark Phillips dall’Ohio (USA) ha accettato l’invito di accompagnarci nel cammino. Sarà nostra cura garantirgli un adeguato servizio di traduzione che consentirà a tutt* di apprezzare il suo servizio.

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Una riflessione di Don Franzoni

Cara Maria Mantello ti ringrazio di questi spunti interessanti di cui sono certamente a conoscenza l’Associazione 31 ottobre (http://www.associazione31ottobre.it/ ), a cui questa newsletter è vicina. Il problema in Italia è che purtroppo non è previsto alcun insegnamento di Storia delle religioni nelle scuole pubbliche e che – salvo casi sporadici – come Ecumenici, tutto sia affidato all’iniziativa di singoli privati o microassociazioni, con scarsissimi mezzi.

C’è anche da osservare che la battaglia laica in Italia è stata spesso confusa e fraintesa per decenni come “lotta contro le religioni”, dimenticando che solo il pluralismo anche religioso  garantisce la democrazia partecipativa in uno Stato libero e forte. Il resto è ateismo che poco ha a che fare con lo spirito di questa newsletter. Se me lo consenti ti suggerisco di parlare nel titolo di” insegnanti del dio in sottana ecclesiastica”. Fortunatamente il nostro è il Dio di Abramo, di Isacco e Giacobbe che poco aveva a che fare con le stanze del potere. Anzi… E’ il Dio predicato dalla chiesa confessante sotto il regime delle camicie brune. Insomma è un’altra storia… un altro Dio se me lo consenti. Non è imparentato con quello di Papa Benedetto XVI e dei governi di centrodestra e centrosinistra.

Un cordiale saluto

Maurizio Benazzi

 

 

Tagli per tutti, tranne per gli insegnanti di dio.

E questo mentre diminuisce il numero di chi sceglie religione cattolica

 

 

Zona protetta, qui non si taglia. E neanche si riordina. 125.694 insegnanti di religione nella scuola pubblica sono al riparo dallo tsunami di tagli e proteste che l’ha investita. Anzi sono destinati ad assumere un peso crescente, essendo le loro ore intoccabili nella generale riduzione dell’orario delle lezioni in classe: Lo dice anche la Gelmini: macché maestro unico, c’è anche l’insegnante di religione. Che alle elementari e alle materne fa due ore a settimana per classe. Solo che adesso sono due su 30 (o 40 se c’è il tempo pieno), dall’anno prossimo saranno 2 su 24: l’8,3 per cento dell’orario curricolare.

(…) Tra il 2004 e il 2007 sono stati assunti oltre 15 mila tra maestri e professori di religione. Adesso superano i 25 mila, e cifra più cifra meno costano costano 800 milioni all’anno.

(…) mentre da tutte le parti ci si affanna per razionalizzare, accorpare risparmiare, l’insegnante di religione è attribuito rigidamente per classe. Questo vuol dire che c’è sempre, anche se solo uno studente di quella classe opta per l’insegnamento della religione.  (..) se ci sono due classi con dieci studenti ciascuna che scelgono la religione, queste non si possono accorpare per quell’ora. Un meccanismo che moltiplica le ore e le cattedre.

(…) Vale la rassicurazione del ministro Gelmini: “gli insegnanti di religione non si toccano”.

(…) l’insegnante di religione immesso in ruolo non perde il posto, ma può far valere i suoi titoli per insegnare altre materie:scavalcando altri precari con meno santi in paradiso.>>

(da dio non si taglia, di Roberta Carlini, L’espresso, 27 – 11 – 2008, p. 89)

 

 

SU   IMMISSIONE IN RUOLO E STIPENDI INSEGNANTI RELIGIONE CATTOLICA:

http://www.periodicoliberopensiero.it/voci/voci_0805_insegnanti.htm

http://www.periodicoliberopensiero.it/news/news_20080928_insegnanti.htm

http://www.periodicoliberopensiero.it/news/news_20081027_stipendio.htm

 

 

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A proposito della preghiera cattolica per la conversione degli Ebrei, invio la bella riflessione di Giovanni Franzoni apparsa su Micromega 5/2008.

Ciao

Gigi Ranzani

 

 

CONVERSIONE O APOSTASIA?

Alla luce dell’autentico messaggio di Gesù ogni forma di attività missionaria tesa al proselitismo è problematica. Saprebbero i cristiani dividere il loro pane e il loro amore con i poveri, senza promuovere delle conversioni? Come il papa e i pastori delle varie Chiese, e con essi tutti i membri delle comunità cristiane, debbono convertirsi all’insegnamento di Gesù e seguirlo con coerenza e rigore, così gli ebrei debbono convertirsi alla Torah, gli islamici al Corano e così via. Questa è l’autentica conversione.

 

don GIOVANNI FRANZONI

Quando, nei nostri giorni, la Congregazione della Santa Sede che presiede alla formulazione e alla riformulazione delle formule liturgiche è tornata sulla tormentata invocazione della liturgia del Venerdì Santo (il ve­nerdì che precede la celebrazione della Pasqua) in cui, dopo aver prega­to per la Chiesa e per il mondo, si prega anche per gli ebrei, grazie a Dio, non è tornata a galla la terribile espressione preghiamo per i perfidi giudei che per secoli aveva attraversato le Chiese cattoliche, le coscienze dei cristiani e le carni degli ebrei e che, con fermezza e non senza opposizio­ni, papa Giovanni aveva fatta rimuovere dalla liturgia.

È rimasta però in vita un’altra invocazione, che ancora ha suscitato turbamento nelle comunità ebraiche: la preghiera che invoca la conversione degli ebrei e l’accettazione della fede cristiana.

Certamente Gesù di Nazaret desiderò essere accolto come luce in Israele, parola del Padre, salvatore dalla schiavitù del peccato e molto probabilmente Messia annunciatore di una nuova legge, come disse Geremia, scritta nei cuori, e di una salvezza del mondo, ma tutto questo non signi­ficava l’abbandono dell’ebraismo per convertirsi a una altra Chiesa.

La sequela di Gesù sulla via della radicalità evangelica comportava l’abbandono degli interessi mondani e una profonda ìnterpretazione della Legge, come amore, ma non la pretesa di fondare una comunità escludente, quasi una sorta di nuova arca della salvezza rispetto all’incom­bente giudizio di Dio. Perciò sia i giudeo-cristiani della Chiesa primitiva, sia, oggi, gli ebrei-messianici che considerano Gesù il Messia senza con questo aderire alla teologia dogmatica delle Chiese ufficialmente cristiane, possono aver creato e creare dissensi e conflitti – questo alla fin dei conti potrebbe essere proficuo per tutti — ma sono considerati veri ebrei. Perché non dovrebbero essere considerati veri cristiani?

Quando Gesù – secondo le narrazioni evangeliche – disse alla donna cananea che gli aveva strappato un prodigio con la sua fede: «La tua fede è grande. Sia come tu vuoi!» e quando rimandò al suo villaggio l’indemoniato di Gerasa o proclamò che un odiato centurione romano aveva manifestato una fede rara in Israele, pretese che questi cambiassero religione? Che lo seguissero come discepoli? Che ricevessero il battesimo? Questi frequenti atteggiamenti in Gesù di Nazaret pongono degli interro­gativi su cosa potesse significare un invito: «Vieni e seguimi», fatto ad alcuni, mentre ad altri era dato di godere di una comunione universale fatta di apertura e fiducia nel Signore della vita e Creatore dell’Universo.

Molti teologi sono oggi convinti che Gesù distinguesse fra il gruppo ristretto dei suoi seguaci che chiamava «la mia Chiesa» e un ampio Regno di Dio, aperto a tutti indipendentemente dalle forme religiose, dalle ritualità e dalle lingue liturgiche.

Questo rende problematica ogni forma di attività missionaria tesa al proselitismo fra varie Chiese cristiane e fra cristiani e ebrei. Ancora più problematica l’attività di proselitismo in aree culturali e religiose profondamente diverse come quelle islamiche, quelle induiste e oggi, col risveglio delle religioni animiste, anche quelle considerate letteralmente «pagane» e idolatriche.

La recente insurrezione anticristiana nello Stato indiano di Orissa, indubbiamente addebitabile nei suoi eccessi e nelle sue violenze a elementi nazionalisti condannabili senza attenuanti, chiede un ripensamento ben più profondo ed esteso di quanto si sia fatto con la mobilitazione promossa dall’onorevole Adomato in favore dei cristiani perseguitati, senza porsi il problema di quale reazioni susciti, in altre aree culturali, la conversione di persone fragili, spinte forse dal bisogno di un pugno di riso e di una carez­za. Saprebbero i cristiani dividere il loro pane e il loro amore con i poveri, senza promuovere o anche solo accettare delle conversioni?

Che significa dunque oggi, annunciare il messaggio evangelico a persone e popoli di altre culture e di altre religioni?

Se apparteniamo a una area culturale, politica o religiosa, dovremo seriamente impegnarci in un impietoso esame di coscienza per sapere se siamo stati coerenti ai princìpi etici che sono stati alle fondamenta della nostra appartenenza e della nostra identità pubblicamente professata.

Da qui il bisogno di convertirci, rivedendo con rigore i nostri comporta­menti e facendoci aiutare sia da chi ci sta accanto come solidale nel no­stro cammino, sia da chi ci guarda, per così dire, dall’esterno.

Secondo una antica prassi liturgica, il giorno di inizio della Quaresima, stagione per i cristiani dedicata appunto all’esame di coscienza e alla conversione, il celebrante della liturgia, impone ai fedeli le ceneri sulla fronte, esortandoli a ricordarsi che «cenere siamo e cenere ritorneremo» e pertanto dobbiamo porci sulla via del ravvedimento.

Il papa, uomo fra gli uomini e cristiano fra i cristiani, non si sottrae a questa prassi liturgica e quindi, all’inizio della Quaresima, i nostri telegiornali hanno visto il cardinale celebrante imporre le ceneri al papa e indirizzargli questo severo messaggio: «Convertiti e credi nell’evangelo!».

È lecito pensare che, come il papa e i pastori delle varie Chiese, e con essi tutti i membri delle comunità cristiane, debbono convenirsi all’insegnamento di Gesù e seguirlo con coerenza e rigore, così gli ebrei debbo­no convenirsi alla Torah, gli islamici al Corano, gli induisti alle verità profonde del brahamanesimo, i jainisti a Mahavira e a Gandhi, i buddisti al dharma dell’Illuminato. Coloro che non hanno una «norma normante» di origine religiosa, troveranno nella loro coscienza e negli esempi dei loro padri e delle loro madri, da Socrate a Simone Weil, la preziosa traccia alla conversione. Da questa pratica morale e non da rabbiose affermazioni identitarie, nascerebbero speranza e fiducia per le nuove generazioni e un mondo più giusto e solidale.

Più utile che il passaggio da una Chiesa all’altra, da una religione all’altra, sarebbe la creazione di spazi di dialogo interreligioso nei quali, andando al cuore della propria religione, si scopra l’essenziale, su quello ci si confronti e si constati che cambiare abito e collocazione istituzionale è secondario e talvolta strumentale.

 

 

 

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Un’occasione di crescita per Milano

Milano: dal 13 al 23 ottobre 2008

La Confraternita dei sufi Jerrahi-Halveti in Italia
e l’Associzione culturale “Le Ultime carovane”

organizzano a Milano un Simposio internazionale
di Cultura e Spiritualità:

Le Grandi Religioni per la Pace
(Films, concerti, conferenze, mostra e tavole rotonde).

(Tutte le manifestazioni sono
con ingresso gratuito)

Sufismo e Cinema
Rassegna del film sufi diretto da Mohammed Challouf

 

L’Associazione Culturale “Le Ultime Carovane”
sotto l’alto patronato della Provincia di Milano
presenta:

Lunedì 13 ottobre 2008
Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto, 2 – Milano
Ore 21.00
Wejd – Le mille e una voce
di Mahmoud Ben Mahmoud
Segue incontro con il regista

Martedì 14 ottobre 2008
Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto, 2 – Milano
Ore 21.00
Takva – L’uomo che temeva Dio
di Özer Kiziltan
Segue incontro con lo sceneggiatore Önder Çakar

Martedì 21 Ottobre 2008
Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto, 2 – Milano
Ore 21.00
Il sufismo: la via verso la pace
di Omar Agustoni
Niente è come sembra
di Franco Battiato
Segue incontro con Omar Agustoni
e con il maestro Gabriele Mandel Khân

Giovedì 23 ottobre 2008
Cinema Gregorianum, via Settala, 27 – Milano
Ore 21.00
Bab’ Aziz
di Nacer Khémir
Segue incontro con il regista
La Confraternita dei Sufi Jerrahi in Italia presenta:

Bellezza è Pace (Concerti e spettacoli)
Auditorium Don Alberione delle Edizioni san Paolo
(“Famiglia Cristiana”, “Jesus”) via Giotto 36,

nei giorni 15, 16 e 17 ottobre
 
a) alle ore 21: Concerti, mostre e recite teatrali

tra cui: Un insieme ebraico;
Concerto del Maestro Fakhraddin Gafarov,
già direttore del Conservatorio di Stato di Baku;
“Sette racconti sufi” di Paola Mandel,
già recitati a Kabul (Afghànistàn);
Awahoshi Kavan suonerà le campane di cristallo.
Canti gregoriani e canti cattolici;
Dhikr dei Sufi Jerrahi,
(per la prima volta in pubblico in Italia).
Davide Ursi e coro Ave Maria: “Negro Spiritual”,
Ospite d’onore: Doroty Fisher, la più importante
cantante afroamericana di Negro Spirituals.
Proiezioni:
Sua Santità Shinso Ito in visita in Italia.
Intervista a Raymond Panikkar

b) alle ore 17: Tavole rotonde e conferenze. Interverranno (per ordine alfabetico):
BENAZZI Maurizio, teologo zwingliano, specializzato in Omiletica, presidente fondatore di “Ecumenici”.
  I segni della speranza: Parole, progetti e musica – Auditorium Don Alberione delle Edizioni San Paolo (“Famiglia Cristiana”, “Jesus”, “Il Giornalino”). Via Giotto 36, Milano.

BOTTONI don Gianfranco, responsabile diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo intrreligioso.
BRUSA-ZAPPELLINI Gabriella, fondatrice e direttrice dell’Istituto di Paletnologia e dei Congressi di
Paleoentipologia.
CIN, Sua Eccellenza Halil, rettore di Università, Membro direttivo del Parlamento turco.
CORALLINI Shihan N. Paolo, presidente TAAI (Takemusu Aikidô Ass. It.).
DE BENEDETTI Paolo, teologo e docente di teologia ebraica.
DOUSSE Michel, professore di Storia delle Religioni alla Sorbona di Parigi, membro dell’Istituto di Ricerche per lo
Studio delle Religioni. La pazienza e la Pace nel Corano.
EGLOGHIOS Sua Beatitudine Kirios metropolita di Milano e Aquleia.
HOSOE Isao, direttore Istituto Universitario Fac. Architettura di Milano, in rappresentanza della Confraternita
Shri Chin Moy (Giappone).
KARMELI Eliahu Khodabash, rabbino capo della Comunità israelitica iraniana.
MARHABA Sadi, direttore di Istituto alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Padova.
MATVEJEVIC’ Predrag, scrittore, professore Università La Sapienza (Roma); commendatore al merito della
Repubblica italiana.
OVADIA Moni, attore-autore del Teatro Ebraico, Maestro d’Arte.
PALGIN Tulku Rimpoce, venerabile Lama tibetano, presidente Centro Màndala (Milano).
QUIRINO rev. padre Salomone, francescano, Presidente della “Fondazione Studi Celestiniani per la Pace”
SARUBBI Giovanni, giornalista, direttore de “Il Dialogo”.
TARZIA don Antonio, direttore di “Jesus”.
VENCESLAI Stelio W., Gran Priore  S. M. T. H.
YALÇINTAŞ Mehmet , Docente di Pedagogia Islamica e Sociologia all’Universita’ del Bosforo ad  Istanbul;
 responsabile della Sezione Giovanile dell’Unione dei Musulmani d’Europa (Berlino)
Moderatore: prof dott Mohsen Mouelhi, Gran Muftì della Confraternita; Ambasciatore di Religions for Peace.
c) Nel Ridotto dell’Auditorium Don Alberione:
Mostra multireligiosa e plurietnica
Pittori, incisori e scultori da varie parti del mondo

 

 
Espongono:
 
BATTIATO Franco – Italia
BEN RIMINIS J. – Israele
BŰYŰKÇANGA  Mehmet –
                                   Turchia
COFFANI Cristiana – Italia
CRIDA Piero – Italia
DAMIRI cAzim – Iran
DARVISH Parvis – Iran
DURRA Mohanna – Giordania
EFFAT  Abd El CAzim– Egitto
GAIDIM Eugeniu – Moldavia
KEICH Gideon – Israele
MANDEL Khân Gabriele –
                            Afghànistàn
MANDEL Max – Italia
MASTER BEE – Apolide
METOUI Lassad – Tunisia
MINOZZI Shamira – Italia
MONTI Enrico – Italia
NASTASIO Alessandro – Italia
NQAVANQ Lodve – Tibet
OSUCHOWSKA Maria –
                                 Polonia
PROCOPIO Antonietta – Italia
RAGGI Andrea – Italia
SACCHI Andrea – Italia
SALEH Musa Abdallah – Cina
SALMOIRAGHI Giorgio – Italia
SARDARI Kasim – Apolide
VINCI Pier Giorgio – Italia
 

*
 

d)  Concorso Biennale di Poesia mistica e religiosa
Nell’Auditorium Don Alberione, il giorno 16 alle ore 21
avranno luogo le Premiazioni
e la lettura di testi declamata dall’attore Andrea Riva de’ Onestis.

Seguirà la presentazione del volume
Musica e Spiritualità
Con testi e illustrazioni di Franco Battiato,
Moni Ovadia, Angelo Branduardi,
e introduzione di Daniela Benelli.
Collana “Quaderni Nangeroni”
*

Pubblicazioni e cataloghi a cura di:
“Sufismo”, periodico trimestrale;
Quaderni Fondazione Nangeroni.
Verrà dato ampio resoconto delle manifestazioni
nel numero di ottobre di “Sufismo”
rivista trimestrale di cultura e spiritualità.

*
Sotto l’alto patronato di:
Fondazione ARBOR, Lugano; CADR, Milano;
Mevleviyya della Città di Konya (Turchia).
        
Posta e comunicazioni: Confraternita dei Sufi Jerrahi – Viale Piceno 18 – 20129 Milano.
Ufficio stampa: Dottor Aldo Strisciullo – Telefono 3475280713 – aldo.str@libero.it
Informazioni generiche: Telefono       02 719439       – gabriele.mandel@fastwebnet.it.

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