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Babilonia

“Stiamo parlando di persone che non hanno ancora sottoscritto la dichiarazione sulla libertà di religione e il decreto sugli ebrei” Così si esprime Il teologo cattolico Hans Kueng sugli ultratradizionalisti lefebvriani riammessi in Vaticano, avendo come punto di riferimento specifico i documenti conciliari della chiesa di Roma.

Non si tratta a ben vedere e ad avviso di questo illustre intellettuale critico di un sostanziale riposizionamento conservatore o restauratore di una chiesa (sempre più dai caratteri locali o meglio particolari) ma di una messa in discussione dei contenuti che hanno basato ossia fondato e alimentato il dialogo negli ultimi decenni con le altre religioni e le altre confessioni religiose.

L’immagine della chiesa moderna nel mondo. E non soltanto quindi il rapporto che intercorre con gli ebrei…

Francamente, da più parti, ci si chiede – a solo titolo di esempio – che valore autentico possano avere le scuse espresse da Bernad Fellay della Confraternita di mons. Richard Williamson, noto  negazionista, per le interviste di questo spregiudicato e diabolico religioso rilasciate recentemente ai media.

Per Roma da domani non sarà nemmeno più sufficiente l’elezione – già avvenuta – di un patriarca moscovita ultraconservatore e reazionario al fine di promuovere un cammino solitario di progressiva integrazione con Mosca (già esclusa in una recente intervista dallo stesso Kirill, anche se non si escludono – a priori – reciproci scambi di visite pastorali o intese su singole tematiche etiche).  Che il Papa parlerà solo di omosessualità da condannare e di aborto è possibile ma non dimentichiamoci che Roma per sua propria natura tende ad acquisire e gestire denaro e a condizionare le lobbies politiche internazionali, non solo nel sud Europa. E difficilmente potrà sperare di farlo ad est.

Si insinua il dubbio – sempre più insistente per molti osservatori – che il Vaticano abbia imboccato una via senza alcuna uscita e che serviranno a poco le attuali sostituzioni in Olanda nei confronti dei preti e vescovi liberals così come in altri paesi dei cinque continenti. La bancarotta della chiesa di Roma negli States è un dato di fatto che condiziona fortemente il suo agire. Non c’è alcun otto per mille – grazie a Dio! – negli USA.

Il problema tutto interno al cattolicesimo è la tenuta complessiva di questo sistema gerarchico e il potere complessivo che lo caratterizza ancora oggi. L’organizzazione insomma. Quello che per molti e per circa due millenni hanno individuato proprio come il suo principale punto di forza.

La postmodernità potrebbe riservare insomma amare, amarissime sorprese al rappresentante ecclesiastico di origine bavarese. E non serviranno i patti col diavolo questa volta. Come in una scacchiera il re non riesce a muoversi liberamente. E se lo fa rischia di farsi mangiare i pedoni. Da altri cristiani e perfino da ebrei e dagli islamici e non solo dal mondo secolarizzato.

Si iniziano a sentire le prime crepe fra le mure vaticane…  Lutero aveva quindi ragione?

Io mi auguro solo che Oscar Cullman sia già un autore da considerarsi superato nel Protestantesimo moderno. Almeno per quanto concerne la sua visione ecumenica. Diciamo per cause di forza maggiore. Quello che non aveva proprio previsto si sta delineando all’orizzonte.

Teniamo gli occhi ben aperti. E auguriamoci di avere presto profeti, che ci indichino il nuovo cammino.

 

Maurizio Benazzi

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I preganti che fanno tremare il potere

 quieti

Acquistabile mediante il link IBS sulla nostra home page di www.ecumenici.it

Titolo
 I quieti della terra. Gli stundisti: un movimento evangelico-battista nella Russia del XIX secolo
 
Autore
 De Giorgi Roberta
 
Prezzo
 € 15,00

Dati
 2005, 168 p., brossura
 
Editore
 Claudiana  (collana Studi storici)
 

Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi
  

Roberta De Giorgi propone una scrupolosa ricostruzione della storia dello stundismo, movimento religioso di origine protestante nato nella seconda metà dell’Ottocento in alcuni villaggi contadini del governatorato di Cherson, nell’attuale Ucraina. Lo stundismo trae il suo nome dal termine tedesco che indica le ore in cui alcuni protestanti tedeschi – discendenti di quelli chiamati a fine Settecento a colonizzare le regioni meridionali dell’Impero Russo – si riunivano per pregare. Esaurito l’iniziale slancio pietista ed estesosi a macchia d’olio in gran parte della Russia meridionale, lo stundismo confluì nel battismo e, stando ai parametri zaristi, si trasformò in una setta “estremamente nociva”.

Nel testo sono raccolte: le accuse di eresia, di comunismo e le persecuzioni. Le denunce, i rapporti della polizia e i verbali dei processi. Le tragiche vicende, le suppliche, la dottrina e la corrispondenza degli stundisti.
Si tratta di una scrupolosa ricostruzione della storia dello stundismo, e dell’emancipazione dei servi della gleba ma anche di una testimonianza sulla traduzione delle Scritture in russo, che determinò una massiccia ondata di conversioni dall’ortodossia. Kiev era il centro di questo movimento religioso che ha stravolto per sempre la geografia religiosa monolitica russa.

 

Sono disponibili ancora dei testi della Bibbia, nella traduzione Nuova riveduta: per chi ne è sprovvisto a casa lo segnali in redazione ecumenici@tiscali.it ; non abbiate vergogna a richiederla. E’ un dono della newsletter.

Ci è stato comunicato – proprio in queste ore – che la consegna è prevista entro 10 giorni. Sotto il tuo albero c’è posto anche per un regalo essenziale? …

 

INVITO

 

Mercoledì 26 novembre, ore 20,45

Aula Magna Università dell’Insubria  Via Ravasi 2- Varese

 

Presentazione del libro di

 

MAURIZIO FEA

RIPARATORI  DI  DESTINI

Dipendenze, etica e biologia

 

Discutono con l’autore del problema delle dipendenze

VINCENZO MARINO Direttore Dipartimento Dipendenze ASL Varese

GIORGIO BONO Docente all’Università dell’ Insubria

DORIANA GIUDICI  Presidente Centro culturale Dietrich  Bonhoeffer

Coordina il dibattito

MARCO GIOVANNELLI  Direttore di “VareseNews”

 

La Presidente di Universauser

Bruna Brambilla

 

Si può dire che il destino del tossicomane sia caratterizzato da quella propensione a modulare chimicamente le proprie emozioni ? Possiamo pensare che l’uso di sostanze sia una forma di adattamento darwiniano ? Che effetti produce l’adozione del paradigma evoluzionistico nell’interpretare la preoccupante diffusione dell’uso di sostanze psicotrope. ? Quali responsabilità etiche e professionali si affacciano all’orizzonte se consideriamo la vulnerabilità come il principio basilare per orientare le pratiche cliniche e le strategie di prevenzione ?

Questo libro suggerisce delle coordinate scientifiche e culturali, dalle neuroscienze alla filosofia, per interpretare un fenomeno come quello della tossicodipendenza,  che generalmente suscita atteggiamenti emotivi e risposte ideologiche, piuttosto che una ricerca di senso  ancorata a ciò che le evidenze ci dicono e a ciò che le nostre ragionate passioni ci inducono a cercare.

Il libro nasce da osservazioni cliniche e professionali maturate negli anni, che hanno generato il desiderio di proporre suggestioni e argomenti di discussione, non solo alla comunità scientifica, ma anche a coloro che frequentano questi temi con la curiosità da cittadini del mondo e di ciò si sentono responsabilmente partecipi.

 

Edoardo Boncinelli insigne genetista e biologo, nella prefazione argomenta che “non c’è probabilmente parola più suggestiva, ma allo stesso tempo più elusiva di ‘destino’. Destino è ciò che accade inevitabilmente, ma che non si palesa finché non accade. È una condanna a vita pronunciata prima della vita, ma valutabile solo al momento della morte. È insomma una parola  inutile, priva di ogni fondamento predittivo o esplicativo. Ma che a noi piace tanto. Ci piace tanto, quando crediamo che si realizzi, come per decreto superno, ma ci piace ancora di più quando qualcuno riesce a forzarlo: il destino più bello è quello che non si realizza, per l’opposizione, a volte eroica, di qualcuno, il soggetto stesso o altri umani intorno a lui, operanti per lui. Questo libro è la storia di tante possibili forzature di altrettanti destini, supremi atti di eroismo intellettuale e materiale, che si consumano quotidianamente. Di non meno tratta questo libro, che vuole essere un omaggio alla dedizione e alla competenza dell’operatore individuale, inquadrato contro lo sfondo di un patrimonio conoscitivo ed esperienziale collettivo.

 

Maurizio Fea , Psichiatra, Direttore fino al 2003 del Dipartimento Dipendenze della ASL di Pavia, autore di numerose pubblicazioni e libri nel campo delle dipendenze, dirige attualmente l’European Society in Addiction Research and Education.

 

info   335-8035919 (Gisella Incerti)  333-4169612(Bruna Brambilla) e-mail  brambilla.bruna@gmail.com

 

Il testo di riferimento della conferenza è venduto anche sul link IBS della nostra home page di www.ecumenici.eu

 destini

 

Titolo
 Riparatori di destini. Dipendenze, etica e biologia
 
Autore
 Fea Maurizio
 
Prezzo
Sconto 10%
 € 11,70
(Prezzo di copertina € 13,00 Risparmio € 1,30) 

 
Dati
 2008, 96 p.
 
Editore
 Franco Angeli  (collana Clinica dipend. e dei comp. d’abuso.Quad.)
 

Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi

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