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SAE: Il De profundis

(Ecumenici) Il Segretariato delle Attività Ecumeniche è giunto al collasso: ormai è praticamente scomparso dalla scena del dialogo fra le chiese cristiane in Italia, nell’epoca di papa Ratzinger. E’ riuscito a raccogliere qualche mese fa solo poche centinaia di persone in tutta Italia durante l’ultimo incontro annuale della sessione di formazione ecumenica. Solite facce presenzialiste e nessuna novità di rilievo.

Il S.A.E., nacque, come movimento di laici di diverse confessioni cristiane impegnate nel dialogo fra le chiese, a Venezia nel 1947 per iniziativa di Maria Vingiani. Nel 1959, all’annuncio del Vaticano II, il S.A.E. si trasferì a Roma, dove, con l’incoraggiamento di Papa Giovanni XXIII, fu trasformato in Movimento nazionale, interconfessionale e laico. Nel 1966 si costituì in Associazione nazionale di laici, articolata per gruppi locali. Dal 1983 promosse la Settimana Ecumenica per la Pace.

Mai, in tanti decenni, l’attività del gruppo ha registrato un livello così basso di gradimento fra i membri delle diverse confessioni cristiane. E le prospettive di ripresa sono totalmente assenti. Fulvio Ferrario professore presso la Facoltà Valdese di teologia a proposito di ecumenismo – inteso come dialogo fra le chiese – afferma “parlare di una «crisi»…beh l’espressione suggerisce l’idea di una difficoltà passeggera. Ci troviamo invece in una fase di lungo periodo” e precisa subito dopo “A mia conoscenza, i dialoghi bilaterali di Roma con luterani, riformati, battisti, non hanno in agenda passi avanti clamorosi; con gli anglicani è subentrato un grande gelo, perché essi non si sono allineati con sufficiente prontezza alle posizioni romane, a esempio in materia di ministero femminile; più vivace, forse, il dialogo con il Consiglio mondiale metodista”.

Insomma tempi tremendamente duri per i cattolici impegnati nel dialogo fra le chiese.  Ammesso che esistano ancora dei gruppi che non siano stati ingabbiati nell’isolamento delle prigioni dell’autoritarismo ideologico vaticano.  Questa newsletter si limita in questi casi a recitare il salmo 129, ma non intende snaturare la sua essenza di ponte d’incontro fra le religioni e le culture soprattutto nel sociale.  Se il SAE è morto, anche il suo silenzio fa notizia. Non ci interessa in ogni caso riempire spazi vuoti. Con questo papa nessun dialogo è possibile e nemmeno auspicabile.

 

Appello di Paolo Farinella

farinella

 

A tutte le Amiche e Amici,

 

come tutti (o quasi) sapete il Benedetto XVI con una iniziativa che crea un precedente pericoloso, ha scritto una prefazione in forma di lettera ad un saggio del sen. Marcello Pera, il capostipite degli “atei devoti” in Italia. In questa lettera il papa fa una equazione tra cristianesimo e liberalismo, ponendo così le premesse teoriche per una religione civile e giustificando tutte le ingiustizie economiche di cui è causa il liberalismo che genera l’aberrazione economica del libero mercato. Poiché non rappresento alcuno e non voglio dare adito ad accuse di complotto, dopo essermi consultato con alcuni amici, per la terza volta, mi assumo personalmente e pubblicamente la responsabilità di contestare al papa affermazioni opinabili e criticabili, sulle quali egli non esercita alcun magistero. Sì, su tante materie, anche il papa sbaglia: sbaglia quando vuole riportare la liturgia al passato; sbaglia quando permette di fare leggere pubblicamente la Bibbia a personaggi politici che sono la negazione della Parola di Dio; sbaglia  quando fa affermazioni che contraddicono il Concilio ecumenico Vaticano II e sbaglia quando contraddice se stesso, come dimostro nell’appello pubblicato.

Poiché nel mondo cattolico, non ho visto eccessive prese di distanza dalla prefazione del papa al saggio di Pera che secondo me è grave e densa di conseguenze negative, offro a quanti lo vorranno un breve testo di risposta. Chi lo condivide, può firmarlo, chi non lo condivide può passare oltre. Le firme raccolte non hanno lo scopo di essere spedite, ma hanno solo la funzione di una testimonianza personale davanti alla propria coscienza, alla Chiesa e al Mondo. Verrà un giorno in cui i credenti e anche i non credenti di questi tempi verranno accusati di avere taciuto, rassegnati di fronte ad una situazione disastrosa di Chiesa e di civiltà. Non voglio essere tra gli accusati, ma voglio porre una pietra a sigillo di una presenza sofferta, eppure piena di speranza.

Invito tutti coloro che sono attenti e sensibili a queste cose a diffondere il documento e il link seguente di Arcoiris dove è possibile firmare in tempo reale.

 

Per firmare, qui:  http://appelli.arcoiris.tv/risposta_prefazione/

 

A tutti e a tutte un abbraccio sincero

 

Paolo Farinella, prete – Genova

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