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IACAT Italia – Bolzaneto ed il reato di tortura

Ecumenici ha aderito anche quest’anno, nella giornata odierna, all’Associazione 31 ottobre http://www.associazione31ottobre.it/ : per noi è una piccola diga di fronte allo straripare del potere clericale nella scuola e alle incursioni del cattolicesimo istituzionale dentro la struttura formativa ed educativa pubblica in Italia. Grazie anche alla  complicità del maggior partito di opposizione e troppo spesso di tutta la sinistra, senza distinzioni.

Non deleghiamo ad essi alcuna funzione particolare beninteso ma – come dire – è un segno del nostro incoraggiamento a proseguire nella campagna di controinformazione. Perché siamo ormai al regime: è inutile nasconderlo e non solo per le recenti vicende sconcertati del colpo di mano governativo in tema di elezioni (con la grave complicità politica del Presidente della Repubblica!).

Abbiamo altresì confermato l’adesione alla Società Biblica in Italia http://www.societabiblica.it – E’ anche il modo migliore per rispondere alle intimidazioni scritte subito dopo il servizio su protestantesimo; in occasione della domanda del nostro quiz storico. Il sig. Roberto Di Fede, detentore dell’ indirizzo elettronico cubimmigrazione@yahoo.it (disponiamo anche del cellulare), è stato infatti diffidato dall’utilizzare i nostri recapiti.

Anche un gioco come un quiz può dare fastidio nelle nebbie di menti anestetizzate e/o senza proprie capacità critiche?  E pensare che dobbiamo ancora iniziare a parlare dei crimini efferati del regime cubano… Amici di Cuba permettendo.
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La Corte d’Appello del Tribunale di Genova ha confermato quanto risultava evidente a tutti: durante il G8 del 2001, nella caserma “Bolzaneto”, i giovani fermati sono stati sottoposti a “trattamenti inumani e degradanti” ed anche a “tortura”. La sentenza dichiara colpevoli i 44 imputati, tra cui ci sono agenti di polizia, carabinieri, guardie carcerarie, militari ed anche i medici che erano presenti in quella notte.

ACAT denuncia la gravità dei fatti di Genova e, soprattutto, denuncia che la maggior parte delle pene sono andate in prescrizione perché l’Italia non prevede nel proprio Codice Penale il “reato di tortura”, reato che non avrebbe alcuna prescrizione.

La sentenza di ieri dimostra che questo vuoto legislativo non può più andare avanti: l’Italia adesso deve adempiere agli impegni assunti da oltre venti anni con l’ONU.

La nostra petizione per l’introduzione del reato di tortura nel codice italiano prosegue fino al 15 aprile.

Il sito www.acatitalia.it consente di firmare on-line la petizione, oppure di scaricare i moduli per la raccolte delle firme.

Alleghiamo il comunicato stampa che ACAT ha emesso oggi, relativamente alla sentenza di Genova ed all pressante necessità di introdurre in Italia il reato di tortura.

Collaboriamo a migliorare la situazione in Italia.

A Presto. – Massimo Corti

www.acatitalia.it

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Domani primo marzo molti di noi solidarizzeranno con i migranti nel primo sciopero c.d. degli stranieri: ottima iniziativa! Ma forse è il caso che ci occupiamo seriamente anche di noi italiani. Introducendo il reato di tortura nel nostro ordinamento penale. La riforma dell’azione politica in Italia parte dal terreno dei diritti. In primis il diritto ad un ordinamento democratico in cui non si debba più assistere alle violazioni della legalità da parte dello Stato e dei suoi organi e dove non vi sia la compiacenza del silenzio oltre all’inerzia dei partiti di governo (di destra e di sinistra) su questo fronte.

Affermiamo che  l’unica sicurezza della democrazia sia la democrazia stessa anche contro il terrorismo di tutte le matrici e le bande criminali travestite da impegno politico. Noi non riusciamo proprio a dimenticare Genova, in tutti i sensi….

Lo diciamo a chi a mandato a morire un giovane e a chi ha usato la barbarie per fare sfoggia di forza, in nome dei potenti.

www.ecumenici.eu

61° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948

 

APPELLO PER L’INTRODUZIONE NEL CODICE PENALE ITALIANO DEL

REATO DI TORTURA

fino al 14-3-2010

 La tortura, e con essa i trattamenti crudeli inumani e degradanti, sono violazioni inaccettabili dei diritti umani.
La “Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti”, firmata a New York il 10 dicembre 1984, impone agli Stati che la ratificano l’obbligo di legiferare affinché qualsiasi atto di tortura, come pure il tentativo di praticare la tortura o qualunque complicità o partecipazione a tale atto, siano espressamente previsti come reato nel diritto penale interno.
Nonostante abbia sottoscritto e ratificato la Convenzione sin dall’11 febbraio 1989, l’Italia non si è ancora dotata di uno strumento legislativo che esplicitamente definisca il reato di tortura prevedendo severe pene per chi lo commette .
In occasione del 61° anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, ACAT Italia indice una Petizione per chiedere al Presidente della Repubblica, ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, di adoperasi affinché si introduca nel diritto penale italiano il reato di “tortura”, dando positivo sbocco agli specifiche proposte di legge giacenti nei due rami del Parlamento, superando le resistenze che finora hanno impedito la loro approvazione.

Così facendo l’Italia

  1. manterrebbe fede agli impegni internazionali assunti da oltre vent’anni,
  2. si doterebbe di uno specifico strumento indispensabile per prevenire e combattere questa grave violazione dei diritti umani,
  3. darebbe un forte messaggio di sostegno e di speranza a quanti oggi sono vittime di tortura o altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti.

L’appello è promosso da ACAT Italia, in partnerscip con:

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