Archivi tag: Trocmé

Quando un pastore di provincia e sua moglie sono più grandi di un papa

Il Pastore Trocmé e sua moglie Magda, la toscana.

 

 

Pastore del villaggio francese di Le Chambon-sur-Lignon, André Trocmé ha guidato una “cospirazione del bene” allo scopo di salvare dallo sterminio nazista circa cinquemila persone

 

Ecumenici mette a disposizione di scuole, gruppi e associazioni un paio di DVD in lingua francese che raccolgono le interviste e la storia del villaggio durante la guerra

Scrivere a ecumenici@tiscali.it 

 (VE) Tutto cominciò una notte dell’inverno 1940/41 quando qualcuno bussò alla porta di André Trocmé, pastore riformato di Le Chambon-sur-Lignon. Quando aprì, si trovò di fronte una donna, affamata e infreddolita. Era una profuga, ebrea, in fuga dai nazisti, che cercava un riparo.

A quel gesto di accoglienza fece seguito un’intensa attività di aiuto a favore di migliaia di persone perseguitate dal governo francese di Vichy e dall’occupante nazista. Gli abitanti di Chambon diedero ospitalità a circa cinquemila profughi ebrei, li ospitarono, si presero cura di loro, si occuparono dell’educazione dei bambini, organizzarono la fuga di centinaia di ebrei verso la Svizzera e la Spagna.

André Trocmé, aiutato dalla moglie e coadiuvato dal collega pastore Édouard Theis, fu la guida spirituale e morale del villaggio. Era nato nel 1901, in una famiglia dalle radici ugonotte e tedesche. Nella sua formazione era stato profondamente colpito dalla testimonianza, ricevuta da adolescente, negli anni della prima guerra mondiale, di un soldato tedesco obiettore di coscienza. Divenuto pacifista, decise di andare a Le Chambon, in una regione discosta, per poter liberamente vivere la propria scelta non-violenta. Nel 1938 fu tra i fondatori di una scuola pacifista internazionale a Le Chambon. E quando una personalità di spicco del protestantesimo francese chiamò Trocmé, durante la guerra, chiedendogli di smettere la sua attività di aiuto a favore degli ebrei – attività che, riteneva, avrebbe danneggiato i protestanti in Francia – egli rispose con un categorico rifiuto.

André Trocmé mostrò agli abitanti di Le Chambon una via pratica ed efficace di resistenza a Vichy e ai nazisti. Il personale della scuola rifiutò di prestare giuramento di incondizionata fedeltà al capo dello stato e la campana della chiesa non suonò – trasgredendo l’ordine ricevuto – in occasione dell’anniversario della presa di potere del maresciallo Pétain. Trocmé rispose a tutte le richieste che gli furono rivolte di mettere in salvo o trovare un riparo per gli ebrei in fuga, anche se questo comportava dei pericoli per lui, per la sua famiglia e per i membri della sua chiesa.

I profughi erano accolti nelle case degli abitanti del villaggio, nelle fattorie, negli edifici scolastici. E quando c’erano dei rastrellamenti, venivano mandati nei boschi.

Le autorità di Vichy intuirono presto quello che stava succedendo a Le Chambon – del resto non sarebbe stato possibile tenere completamente nascosti i movimenti di tante persone. Ma quando chiesero esplicitamente di cessare ogni aiuto ai profughi, il pastore rispose: “Queste persone sono venute da me in cerca di aiuto e rifugio. Io sono il loro pastore. Un pastore non abbandona il suo gregge. Non so che cosa sia un ebreo. Conosco soltanto esseri umani”.

Nell’estate del 1942, degli autobus della polizia di Vichy arrivarono a Le Chambon. Il capitano di polizia chiese a Trocmé una lista completa dei nomi dei rifugiati presenti nel villaggio e l’immediata consegna dei profughi. La lista non fu consegnata e l’indomani gli autobus della polizia se ne andarono, vuoti.

André Trocmé fu arrestato e minacciato, ma non firmò l’impegno a seguire le direttive del governo relative all’atteggiamento da assumere nei confronti degli ebrei. Suo cugino, Daniel, fu arrestato e internato nel campo di concentramento di Majdanek, dove fu ucciso. Sul finire della guerra, André Trocmé dovette passare nella clandestinità, per evitare l’arresto da parte dei nazisti.

Nel 1990 i cittadini di Le Chambon-sur-Lignon sono entrati nella lista dei Giusti delle nazioni e la loro opera è stata riconosciuta da Yad Vashem e dalla Holocaust Martyrs’ and Heroes’ Remembrance Authority di Gersalemme. E nell’estate del 2004 il presidente francese Jacques Chirac si è recato a Le Chambon, in visita ufficiale, per rendere omaggio al coraggio di chi salvò tante vite umane.

 
 

(Peacelink) Animatori di una strordinaria esperienza di resistenza nonviolenta al nazismo. “Andre’ Trocme’ ha svolto la sua missione evangelizzatrice come pastore riformato a Le Chambon sur Lignon, un villaggio francese nelle Chevennes, la cui popolazione durante l’ultima guerra ha salvato la vita a migliaia di profughi anzitutto ebrei, tra i quali molti bambini. Le Chambon sur Lignon ha avuto una lunga storia di persecuzioni: la sua popolazione riformata, nel passato aveva sofferto molto per la sua fede. In questo villaggio Andre’ Trocme’ e sua moglie Magda, una toscana, avevano fondato il Collegio Cevenol, scuola internazionale di educazione alla pace, alla comprensione di tutte le idee, razze, nazioni. Dopo la sconfitta della Francia, sotto il governo di Vichy, in una notte scura di tempesta un’ebrea austriaca, sfinita, bussa alla porta della casa pastorale di Le Chambon e Magda Trocme’ l’accoglie con amore. La domenica seguente il pastore Trocme’ predica sulle “citta’ rifugio” descritte in Deuteronomio cap. XIX. Il Concistoro si riunisce ed inizia ad organizzare la resistenza nonviolenta contro la persecuzione dei profughi: migliaia di loro vengono ospitati dalle famiglie, nella scuola, vengono nutriti, nascosti e poi condotti alla frontiera. Molti sono i ragazzi, addirittura i bambini, del villaggio che conoscono le stradine per le montagne e conducono i profughi. Al centro di tutta la vicenda e’ la famiglia pastorale: Andre’ e Magda con i loro quattro figli ancora giovanissimi, con la casa sempre piena di ospiti da nascondere. E’ una vera lotta nonviolenta condotta con amore e tenacia che dura degli anni; solo dopo molto tempo vengono arrestati i pastori Trocme’ e Theis, ma grazie a Dio ritornano vivi. Purtroppo non succede cosi’ per il cugino Daniel Trocme’. Per molti anni Andre’ Trocme’ e’ stato uno dei responsabili del Movimento Internazionale della Riconciliazione” (Hedi Vaccaro). Opere di Andre’ e Magda Trocme’: Magda e Andre’ Trocme’, Una scuola, un villaggio contro il nazismo, Edizioni Qualevita, Torre dei Nolfi (Aq) 2000: “Una storia come quella narrata nelle pagine di questo libro dimostra se non altro una cosa, elementare ma fondamentale: l’Evangelo della pace puo’ essere non solo predicato ma praticato, non solo prospettato ma vissuto. Gia’ in questo mondo e in questa vita la pace e’ possibile perche’ e’ possibile viverla non solo nel segreto della propria anima ma anche nell’intreccio delicato (e spesso tormentato) dei rapporti umani, non solo di quelli tra persone ma anche di quelli tra Stati, popoli, razze e culture. Andre’ Trocme’ con sua moglie Magda s’e’ forgiato come testimone della pace e della nonviolenza negli anni bui della seconda guerra mondiale e della guerra civile: in quel contesto di odio e di morte ha maturato la sua vocazione pacifista, vissuta poi fino alla fine della sua vita. Leggere un libro come questo significa apprendere una lezione di pace, e apprendere una lezione di pace significa imparare la cosa piu’ bella che ci sia, e cioe’ imparare a costruire il nuovo in questo vecchio mondo” (Paolo Ricca). Cfr. anche Andre’ Trocme’, Gli asini e gli angeli (Racconti di Natale e di altri tempi dell’anno), Edizioni Qualevita, Torre dei Nolfi (Aq) 2000.

Commenti disabilitati su Quando un pastore di provincia e sua moglie sono più grandi di un papa

Archiviato in Pace