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Insegnamento delle religioni

L’avvicinarsi delle prossime elezioni regionali richiede a tutt* un atto sia di maturità che di responsabilità che suggerisca la partecipazione attiva al voto. L’astensione cronica come protesta non ha senso per chi è legato ai principi della libertà e dell’eguaglianza, della legalità e della democrazia formale e sostanziale. Gli amici dei potenti troveranno in ogni caso chi farà pesare il “loro” voto. E la protesta nella diserzione della cabina elettorale sparirà dopo pochi giorni dalle elezioni, da tutte le prime pagine dei giornali; rimarranno invece le scelte di chi ci governerà!

Certo, quasi mai ci troviamo di fronte a candidature di elevato livello sociale e culturale del centrodestra come avviene nella regione Lazio. La candidata Polverini merita non solo il rispetto e la stima personale ma – per chi lo ritiene utile contro il liberismo – anche il voto. Altrove le scelte devono tenere conto della legge elettorale e dell’attuale rapporto di forze, tentando di liberarci da questa ubriacatura collettiva che è il frutto del potere esercitato in Italia dal Premier. Riteniamo utile indicare Italia dei valori come attuale preferenza di partito. E’ stato oggettivamente capace di fare opposizione in questi mesi e ha le potenzialità per essere forza non subalterna al partito democratico, che pensa erroneamente di rappresentare in qualche modo ciò che resta della cultura della solidarietà. Io ricordo invece la loro battaglia in favore della proprietà di Sky o contro il matrimonio dei gay.

L’Italia ha tanto bisogno di onestà e di democrazia, in primis, ma anche attenzione al mondo del lavoro: molti dei miei amici  sono ormai senza lavoro o precari cronici come a me.  Spariscono anche dai contatti personali con la mancanza di politiche industriali e di sviluppo, con le agitazioni lollarde contro le rotaie o qualsiasi cosa che si chiami progresso tecnologico. Oggi hanno perfino paura di esplicitare il loro nuovo status.

Scegliete dunque donne e uomini che Vi tutelino anche come lavoratrici e lavoratori, perché questo siamo o vorremmo essere. Prima ancora di essere riconosciuti come discepole e discepoli.

Buon voto cittadine e cittadini!

Maurizio Benazzi


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Se avete voglia di leggere  un file di word con tante riflessioni e appunti richiedetelo in redazione.

Buona serata di domenica

Giovanna Corchia

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“Tutti sanno in cuor loro quanto sia vano cercare di riempire quel che non si può trattenere: non è possibile raccogliere l’acqua versandola in un setaccio. Si può vivere in pienezza il presente solo se lo si accetta come un passaggio. Di contro, la sfida disperata del carpe diem sta nello sforzo di vivere il presente come un tutto perennemente insidiato dalla precarietà. (…) Chiedere al Signore di insegnarci a contare i nostri giorni per avere un cuore saggio (Sal 90,12) equivale a domandargli di essere in grado di compiere un’imitatio Dei.” –

Piero Stefani Articolo in Il Regno-Attualità, 15-12-2008

http://www.facebook.com/l/e1f85;www.ilregno.it/php/view_pdf.php?md5=82f51de6aaff44904509bb2f90e9f548

«Signore, insegnaci a contar i giorni della nostra vita, per raggiungere la pienezza del cuore.» [Salmo 90,12] – Da Giordano Censi

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Sono aperte le iscrizioni al Convegno di maggio della 31 ottobre

Associazione 31 Ottobre per una scuola laica e pluralista

PER UN INSEGNAMENTO CURRICOLARE DELLE RELIGIONI

Convegno nazionale

15 maggio 2010

Roma – Chiesa metodista – via XX Settembre, ang. via Firenze

ore 15,30

Apertura dei lavori

Nicola Pantaleo – Presidente dell’Associazione 31 Ottobre

“Toledo chiama Roma. Per una cultura religiosa secondo la Costituzione”

Flavio Pajer – docente di pedagogia e didattica delle religioni – Pontificia Università Salesiana di Roma

“Religione a scuola: dal corridoio all’aula scolastica”

Ermanno Genre – docente di teologia pratica – Facoltà Valdese di Teologia di Roma

“Insegnare il pluralismo religioso. La storia delle religioni a scuola e Università”

Maria Chiara Giorda – ricercatrice in storia del cristianesimo e delle religioni – Università di Torino

ore 18,00

Dibattito e conclusioni

La sede del Convegno si trova nei pressi della stazione Termini (MM Repubblica).

Per informazioni, pastore Eric Noffke, tel. 06.4814811.

Chi avesse necessità di pernottamento può rivolgersi alla Foresteria dell’Esercito della Salvezza, via degli Apuli, 40 (dir. Emanuele Pavoni, 06.44.51.351 / 44.67.482, foresteriaroma@esercitodellasalvezza.org ) nei pressi della sede del Convegno.

Associazione 31 Ottobre

per una scuola laica e pluralista promossa dagli evangelici italiani

sede legale: Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, v. Firenze 38 00184 Roma

www.associazione31ottobre.it  – info@associazione31ottobre.it

la partecipazione è libera e gratuita

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Una profezia di Martin Luther King divenuta realtà

Dateci il voto e trasformeremo la nazione!

La vittoria elettorale di Barack Obama
 

ROMA, 5 novembre 2008 – E’ il titolo solo leggermente emendato di un famoso discorso di Martin Luther King nel 1957 a tre anni dalla storica dichiarazione della Corte Suprema che aveva abolito la segregazione nelle scuole. “Dateci il voto” (“Give us the ballot”) chiedeva King e i neri che hanno tanto sofferto sapranno cambiare il volto di questa nazione. Questo per rimarcare un obiettivo politico strategico, che come sappiamo fu raggiunto solamente nel 1965. Ma tra l’avere il diritto di voto e saperlo esercitare restava ancora una lunga strada. La vittoria di Barak Obama è la vittoria del voto, non solo delle minoranze. E’ la vittoria della democrazia praticata e non semplicemente formale e spesso vuota. Barak Obama diventa presidente degli Stati Uniti proprio nell’anno del 40° anniversario dell’assassinio di King. Le immagini di repertorio in cui King, la sera prima di essere ammazzato, fa il discorso del “Mountain top”, in cui dice di aver visto la Terra Promessa, nella quale, si dice certo, il popolo entrerà, e che come Mosè, forse lui vedrà soltanto da lontano, ci consegnano un King dal volto teso e dallo sguardo lucido, cosciente della tragica fine imminente. Oggi dopo 40 anni (vi dice niente il numero 40?), l’incubo viene trasformato in sogno. Oggi vince il voto e la democrazia. Quando abbiamo visto eleggere uno dietro l’altro dei presidenti sostanzialmente perché sostenuti da potenti lobbies economiche (pensiamo al peso della lobby delle armi a favore di Bush padre e figlio), abbiamo disperato per la democrazia. Essa appariva negli USA, come in molti altri posti, sempre più solo formale, perché in verità quel che contava in realtà erano solo i soldi. Con quelli ti compri tutto, la reputazione, i giudici, i parlamentari, il potere politico… è una storia che conosciamo bene e da vicino.

Anche Barak ha avuto la sua lobby: la gente comune che con i suoi dieci e venti dollari di donazione ha fatto la differenza. Se da una parte non è stato possibile sfuggire alla logica di una campagna elettorale miliardaria, dall’altra è stato possibile finanziarla coi soldi della gente comune. E perciò Obama è un presidente più libero, che non solo ha delle idee e dei valori per il paese, ma ha anche una forte base popolare per poterli attuare. Non è ostaggio di potentati economici o lobby militariste.

Michael Eric Dyson è un pastore battista, professore di teologia, ma soprattutto pubblicista di libri di grande popolarità. Nel 40° della morte ha scritto un saggio che si intitola “La morte di Martin Luther King e come questa ha cambiato (changed) l’America”*. In appendice, di questa interessante rivisitazione della vita di King e di come nei 13 anni del suo ministero e attività politica egli sia stato costantemente accompagnato dalla probabilità di una morte violenta, Dyson, profondo conoscitore del movimento dei diritti civili, scrive un’intervista impossibile, fingendo che King sia ancora vivo. Un’intervista fatta in occasione del suo 80° compleanno. In questo modo, da attento esegeta del pensiero di King, Dyson gli può fare domande anche sull’attualità dell’America e immancabile arriva la domanda su Barak Obama. Ecco la risposta virtuale di King, ma che ho trovato, molto realistica:

“Barak Obama è una forza della natura. Negli anni sessanta dissi che nei circoli neri non eravamo ancora riusciti a produrre una personalità politica che avesse qualcosa del magnetismo e del grande rispetto di un John F. Kennedy. Credo di poter dire che oggi abbiamo trovato quella persona proprio nel senatore Obama. E’ incredibilmente preparato, brillante, riflessivo, e senza spocchia, sebbene per natura, ogni politico debba mettersi in vetrina dicendo quel che ha fatto e quel che intende fare per il Paese.
Il solo pensiero di avere una simile persona nell’ufficio più alto della Nazione è meraviglioso. Al fascino del suo carisma e del magnetismo della sua personalità egli aggiunge un forte senso delle aspettative e delle speranze del suo elettorato, e tutto questo, testimoniarlo, è semplicemente sorprendente, per me che sono un nero di quel Sud dove fino alla metà degli anni sessanta non era concessa la facoltà di voto. Desidero comunque frenare le eccessive aspettative della gente nei confronti del Senatore Obama, se fosse eletto presidente. Un presidente nero non fermerà all’istante le sofferenze del popolo nero, tuttavia potrà usare il suo pulpito per rapportarsi a questioni sociali che sono rilevanti per noi, e potrà sicuramente aiutarci a mettere in atto una legislazione indirizzata ai bisogni urgenti del popolo, a partire da una assistenza sanitaria per tutti, al taglio delle tasse per i ceti più poveri, a opportunità di lavoro e di carriera per i meno abbienti. Tutto questo però, sia ben chiaro, non renderà superfluo il bisogno che continueremo ad avere, di profeti che parlino fuori dal sistema.
Dunque, dobbiamo sostenerlo e incoraggiarlo, come dovremmo fare per un qualsiasi altro presidente. Ora questo sarebbe un vero segno di progresso tra le razze: dare ad un presidente nero, impegnato nel suo confronto quotidiano con le materia spinose della politica, una forte voce profetica proveniente dalla comunità afroamericana.”

Massimo Aprile
Segretario del Dipartimento di Teologia dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia

*Michael Eric Dyson, April 4, 1968: Martin Luther King’s Death and How it Changed America, New York: Basic Civitas Books, 2008

 

Ecumenici si stringe alla comunità evangelica battista domenica prossima come segno di lode e di ringraziamento all’Onnipotente: è cambiata l’America ma è stato vinto anche il nostro scetticismo nel contrastare un’aggressiva campagna estremista di pentecostali e evangelicali che qui in Italia trova inquietanti presenze anche sul web, appoggiate perfino da settori deviati e devianti del protestantesimo storico.  Proprio quelli che ci ignorano sistematicamente. Abbiamo motivo di rallegrarci per una profezia che viene da oggi scritta anche nei libri di storia e non solo sulle pagine dei giornali…

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