Hutteriti

Hutter, Jakob (m. 1536) e Hutterian Brethen (Fratellanza hutterita)

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La vita

Jakob Hutter nacque a Moos (Moso) in Val Pusteria (Alto Adige), vicino a Saint Lorenzen (San Lorenzo di Sebato) in un anno imprecisato. Si sa pochissimo della sua vita prima della conversione all’anabattismo, se non che aveva studiato da ragazzo a Brunico e che da adulto si era recato a Praga per imparare il mestiere di cappellaio, da cui il soprannome di Hutter.

Fu convertito all’anabattismo a Klagenfurt, in Austria, e dal 1529 si fece notare per l’intensa attività di predicatore nella sua valle d’origine. Tuttavia, a causa della crescente attività della repressione cattolica, scatenata dalla rivolta del 1525 dei contadini comandati da Michael Gaismair, gli anabattisti tirolesi incominciarono a valutare la possibilità di trasferirsi in Moravia. Qui, infatti, grazie soprattutto all’instancabile attività di Balthasar Hübmaier a Nikolsburg, già dal 1526 si era creata una situazione di tolleranza per gli anabattisti, favorita dalla nobile famiglia locale dei Liechtenstein, anch’essa convertita e ribattezzata da Hübmaier.

Gli anabattisti ad Austerlitz

Dopo le tragiche morti di Hübmaier nel 1528 e di Hans Hut nel 1527, la maggior parte degli anabattisti residenti si erano trasferiti in un ambiente più a loro favorevole ad Austerlitz, protetti dal signore locale Ulrich von Kaunitz (m. 1570). Qui, tuttavia, si svilupparono dei gravi contrasti all’interno della comunità tra il capo, Jakob Wideman, detto Jakob il guercio (m.1535 ca.) ed il noto teologo anabattista Wilhelm Reublin, che accusava Widemann di gestire la comunità di Austerlitz in malo modo.

Lo scontro tra Widemann e il gruppo dissidente capitanato da Reublin e dal tirolese Jörg Zaunring (m.1533 ca.) sfociò in un esodo di questi ultimi verso la comunità anabattista di Auspitz, sempre in Moravia, dove però rimasero tensioni a causa di Reublin, che, in contrasto con le rigide leggi della comunità in tema di gestione di tutti i beni in comune, si era fatto beccare con un gruzzolo personale di denaro in casa e per questo era stato espulso con ignominia dalla comunità stessa. Lo stesso Zaunring, colpevole di aver riaccolto in casa la moglie adultera senza il consenso preventivo della comunità, fu successivamente scomunicato e scacciato.

  1. ad Austerlitz

Fu quindi necessario chiamare dal Tirolo H., che giunse a svolgere la sua attività di predicatore nella Pasqua 1531. Egli ricompattò la comunità anabattista della zona, che arrivò a sfiorare i 4.000 fedeli ed organizzò l’esodo degli anabattisti tirolesi nel 1533-1534.

L’emigrazione della primavera 1534 attirò tuttavia l’attenzione di Ferdinando d’Asburgo (n. 1503, imperatore 1558-1564), che aveva dimostrato il suo profondo odio verso di loro sin dal 1529 quando con la Dieta di Spira decretava la morte di ogni anabattista senza che vi fosse necessità di alcun processo. Egli, vista la difficoltà di arrestare gli emigranti, decise di obbligare i nobili moravi ad espellere nel 1535 gli anabattisti dal loro territorio.

La fine

 

Purtroppo il destino di H., perseguitato personalmente e con accanimento da Ferdinando d’Asburgo, fu molto amaro: il 25 novembre 1535 H. fu catturato assieme alla moglie ed ad alcuni amici a Chiusa (Klausen), qualche mese dopo il suo rientro in Tirolo.

Trasferito ad Innsbruck, non furono lesinate le più atroci torture per farlo parlare e svelare la sua attività missionaria, ma H., eroicamente e stoicamente, non cedette e fu quindi bruciato sul rogo il 25 gennaio 1536. La moglie, evasa, fu catturata e giustiziata (pare per annegamento) due anni dopo.

 

Hutterian brethen (fratellanza hutterita)

In seguito all’ordine d’espulsione del 1535, anche i seguaci di H., chiamati Fratelli hutteriti, dal nome del loro organizzatore, nonostante un disperato ed accorato appello al governatore della Moravia, furono obbligati o ad andarsene o a cercare di confondersi, spezzettandosi in gruppetti poco appariscenti, nelle zone più isolate della Moravia e della Slovacchia.

Dopo la morte di Ferdinando d’Asburgo nel 1564, iniziò per gli hutteriti il cosiddetto periodo d’oro con la costituzione di centinaia di Bruderhof (fattorie comunitarie) che portò la popolazione degli Hutteriti a circa 20-30.000 adepti. In seguito, tuttavia, essi dovettero intraprendere una serie di migrazioni: circa 200 famiglie hutterite si trasferirono nel 1621 in Transilvania su invito del principe Gabor II Bethlen (1613-1630), con la promessa di una sostanziale libertà religiosa. Fu un bene per loro, perché i confratelli rimasti in Moravia e Slovacchia furono quasi completamente sterminati durante la guerra dei Trent’anni (1618-1648) o dovettero accettare delle conversioni (spesso di facciata) al cattolicesimo.

Le successive emigrazioni portarono gli hutteriti transilvani in Valacchia, un amministratore Ucraina, e, grazie alla loro fama di ottimi contadini, nel 1770, a Molotschna (vicino ad Odessa sul Mar Nero), da dove, nel 1874, a causa dell’introduzione della leva militare obbligatoria in Russia, essi decisero di recarsi in Stati Uniti (principalmente nel Sud Dakota) ed in Canada nel 1918.

 

Gli hutteriti in America settentrionale

Oggigiorno nell’America settentrionale vivono circa 45.000  hutteriti, prevalentemente agricoltori, in circa 434 colonie, divisi in tre gruppi, denominati dai nomi dei loro fondatori e divisi non solo geograficamente ma anche nel metodo di conduzione delle rispettive colonie:

  • Schmiedeleut [in Canada (Manitoba) e USA (North Dakota, South Dakota e Minnesota)] ulteriormente divisi dal 1992 con la scissione dei Committee Hutterites,
  • Dariusleut [in Canada (Saskatchewan, Alberta, British Colombia) e USA (Washington e Montana)],
  • Lehrerleut (come Dariusleut).

Ogni colonia agricola hutterita consta di circa 60/160 persone (quando si supera questo numero, la colonia si divide e genera un’altra colonia “figlia”), che vivono in comunione dei beni, e basa la propria economia sulla coltivazione di campi e allevamento di bestiame. Inoltre alcune colonie provvedono alla fabbricazione di attrezzature e materiale da costruzione utile per le altre colonie. La colonia è gestita da un consiglio formato da un capo colonia, un capo fattoria, e due o tre diaconi, che prendono tutte le più importanti decisioni in tema di lavori da svolgere e disciplina della colonia.

Gli hutteriti parlano ancora un antico dialetto sud-tirolese, ma usano il tedesco per le cerimonie, gli uomini adulti portano la barba ma non i baffi poiché li vedono come un odiato simbolo militarista (sono tutti rigorosamente antimilitaristi e obiettori di coscienza), vestono con vestiti semplici fatti in casa e passano il tempo libero praticando moderne attività sportive ed hanno una passione per il canto in coro.

Confrontando con le (apparentemente simili) colonie degli amish, gli hutteriti praticano la comunione dei beni, non disdegnano l’uso di macchinari moderni, praticano sport e attività ludiche mentre gli amish accettano la proprietà privata, rifiutano i macchinari, e non indulgono in attività come sport e canto. La filosofia hutterita è quella della vita comunitaria frugale e non del rifiuto totale della vita moderna, tipico degli amish.

Il sito ufficiale degli hutteriti è http://www.hutterites.org

Infine la vita semplice e isolata degli hutteriti ha attratto la cinematografia americana e sono stati girati almeno due film con riferimenti:

  • 49th parallel (49° parallelo) di Michael Powell (1941)
  • Holy matrimony (Marito a sorpresa) di Leonard Nimoy (1994)

Si ringrazia la supervisione di anabattismo@gmail.com e contiamo già 42 partecipanti alla Casa di Preghiera su Facebook – La crescita di visite su internet ci dirà il riscontro in rete…

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Ho chiesto all’amico Anabattista la traduzione del credo dei Fratelli Hutteriti perché avverto come Quacchero la mancanza di uno snodo centrale della testimonianza di Gesù fra i riferimenti quaccheri. Essendo un libero teologo non ho difficoltà a superare gli orientamenti degli Amici, come ho fatto per il rispetto e l’onore del Sabato.  Fermo restando il mio riferimento alla Luce interiore in me e al considerare i Sacramenti come interpretazione umana, ritengo che il tesoro evangelico Hutterita della condivisione dei beni come testimonianza e sequela sia insuperabile.

Fa niente se non mi iscrivo alla Società degli Amici come ha fatto Bori, un animatore quacchero deve rispondere solo a Dio. Non alle nostre organizzazioni umane … Men che meno da una novarese a Londra colla quale abbiamo interrotto i rapporti da anni per assoluta incompatibilità caratteriale oltre che rigetto di certe dottrine liberali. I sono rimasto quacchero cristiano senza loro.

Io pratico già da tempo il comunismo cristiano con voi.

 

Le nostre convinzioni

 

I Fratelli Hutteriti o Hutteriti sono un gruppo religioso che deriva dalla Riforma radicale del 16° secolo

Hutteriti e Mennoniti (e quindi anche gli Amish che sono di discendenza mennonita) condividono radici comuni. Entrambi questi gruppi sono anabattisti ed entrambi fanno risalire le loro origini alla stessa epoca e allo stesso movimento, nato durante la Riforma.

I principi guida dei primi anabattisti sono indicati nel Fraterno Accordo di Schleitheim. Nel 1527, un gruppo di anabattisti svizzeri guidati da Michael Sattler, riunito a Schleitheim, in Svizzera, approvarono all’unanimità i seguenti principi:

–  Battezzare i bambini non è biblico (Matteo 28).

– La Bibbia richiede la separazione tra Chiesa e Stato.

– I cristiani non devono maneggiare la spada (non possono esercitare alcuna forma di violenza. n.d.r.).

– La Cena del Signore è il simbolo della sofferenza di Gesù, e deve essere celebrata in memoria di Lui.

– La scomunica, o bando, deve essere applicato a quei membri battezzati che cadono più volte in peccato (Mt 15).

– I Pastori della Chiesa hanno la responsabilità per l’insegnamento, la disciplina, il bando o scomunica, ed altri doveri.

– I cristiani non possono giurare.

Dossier: la fuga dal Tirolo della fratellanza hutterita

 

Prima parte: la fuga dalla Val Pusteria anche dell’altoatesino Hutter e degli hutteriti

 

 

 

 

È un’assunzione falsa considerare il semplice e autodidatta cappellaio Jakob Hutter il fondatore e iniziatore dell’Anabattismo in Tirolo; poiché il movimento Anabattista stava prosperando da molto quando Hutter vi entrò. Ma è sicuro che nessuno dei suoi predecessori o successori nel movimento Anabattista orientale l’uguagliò in importanza; nessuno aveva successo creando e riformando.

 

Lui non solo permise alla causa un appoggio forte quando aveva cominciato ad oscillare in momenti estremamente difficili ma era anche il fondatore di quell’organizzazione particolare che si preservò in Moravia col suo carattere comunista e  alla fine, fu il fondatore della fratellanza chiamò come lui, quale ancora delle colonie crescono oggi sul continente americano. È perciò facile capire quando Libri di Storia degli Anabattisti parlano di lui con l’encomio più alto, e cominciano “A quello tempo venne, dal nome di Jakob”

 

Lui era un nativo del piccolo villaggio di Moos vicino a San Lorenzo vicino Brunico, nella Valle Pusteria (Alto Adige) del Tirolo. Scarsamente istruito dalla scuola a Brunico, andò a Praga ad imparare l’arte del cappellaio. Poi lui cominciò i suoi viaggi nell’interesse del suo mestiere e finalmente si stabilì a Spittal a.d. Drau in Carinzia. In Klagenfurt probabilmente fece il suo primo contatto con gli insegnamenti dell’Anabattisti e divenne così significativo per il suo sviluppo interiore. Lui non era mai stato in Slesia o Baviera, e con

 

obbe dotto  Gabriel Ascherham ed i suoi slesiani solamente quando nel 1529 venne in Moravia per trovare un luogo quieto per la sua piccola congregazione. Non si sa nemmeno quando lui fu (ri)battezzato, ma è certo che fu dopo che lui aveva accettato l’alleanza della grazia di una buona coscienza in battesimo cristiano, con la vera volontà a condurre una vita devota a Dio

 

In questa posizione prima viaggiò attraverso la Val Pusteria, Tirolo. Una delle prime piccole congregazioni che lui ha capeggiato era quella a Welsperg. Qui i suoi aderente assemblarono  alternativamente nella casa di suo parente, Balthasar Hutter, o Andreas Planer, un falce di fabbro. Nel luogo, secondo lui, battezzò dieci persone in un giorno. Il governo conobbe questa “sinagoga” nel maggio 1529 ed ordinò Christoph Herbst, lo sceriffo a Toblach-Welsberg  di sorprendere ed afferrare gli Anabattisti. Alcuni furono catturati, ma Hutter ed altri scapparono. Le dichiarazioni dei prigionieri furono spedite ad Innsbruck. Loro raggrupparono da loro che Jakob Hutter, un vero leader “battezzò gli altri per soldi”; quello che si è voluto dire è che ognuno doveva fare un contributo alla tesoreria comune.

 

Sebbene il leader scappò in quel momento, le autorità afferrarono la suo suora Agnese nel  1529. Lei prima si pentì per un breve periodo di tempo, ma subito ritornò alla fratellanza. Da questo atto la sua sentenza  fu pronunciata. La persecuzione del “pio nella terra” gradualmente crebbe nell’ intolleranza. Su ogni lato si vide il sangue dei martiri ed i pali che bruciano, le prigioni riempirono coi catturati, bambini desolati ed affamati a casa, con mai un raggio della speranza eccetto in Dio.

 

Poi alcuni ricordarono che il Signorotto di Osti aveva raggruppato un po’ di persone nel Suo nome nella città di Austerlitz in Moravia. Gli anziani decisero di spedire i Fratelli Jakob e Sigmund Schützinger da loro per raccogliere informazioni. Dopo avere sentito il loro rapporto favorevole, la fratellanza in Tirolo decise di associarsi a quella in Moravia. Hutter nominò un collega di lavoro Jörg Zaunring (o Zaunried) per condurli, e spedì un piccolo gruppo dopo l’altro in Moravia. La maggior parte di loro erano membri della congregazione orfana di Georg Blaurock (lui era stato arso al palo a Klausen 6 Settembrino 1529). Singolarmente ed in gruppi, guidato da Dio dalla persecuzione che prevaleva in tutta la terra, gli Anabattisti cercarono la strada a Moravia. Non c’era proprio un’alternativa.

 

La grande fuga dal cattolicesimo in Europa della fratellanza Hutterita (seconda parte)

 

Un lavoro impegnativo quello della traduzione ma ci credo

 

Seconda parte: l’emigrazione dalla Moravia degli Hutteriti verso nuove terre passando dal Liechtenstein

Il governo indicò in una lettera al Re Ferdinando a Vienna che “da due anni a quella parte non passava proprio un giorno che le questioni Anabattiste non pervenivano al Consiglio “e più di 700 persone erano state in parte condannate, in parte espulsi, in parte è fuggite, col disagio di lasciare le loro proprietà così come i loro bambini.” Tutte le sentenze erano senza profitto. “Queste persone non solo non hanno nessun orrore della punizione, ma si comportano fra loro in modo eguale; raramente uno si è convertito al cattolicesimo; quasi tutti desiderano morire per la loro fede.”

Hutter lavorò senza paura. Nell’inizio dell’estate del 1530 scrisse una lettera in Moravia. Ma mentre stava dedicando tutta la sua energia alla cura dei suoi confratelli a casa, i conflitti sorsero in Austerlitz nell’ inverno del 1530, che minacciarono la stessa esistenza della congregazione e  divisero in due campi ostili l’assetto interno. Le cause di questa divisione erano un uso erroneo delle regolamentazioni ecclesiastiche dei ministri ordinati, l’ irregolarità nella disciplina di chiesa, la cattiva amministrazione di possessi, la mancanza di tatto in casi critici, l’ambizione di certi individui di tutto, che Reublin (rumeno)criticò bruscamente nella sua lettera a Pilgram Marpeck 1531.

Una parte della congregazione andò poi ad Auspitz, ma non senza avere spedito un messaggero a Hutter, chiedendo a lui di investigare le difficoltà. Il gruppo di Austerlitz faceva lo stesso. Perciò Hutter e Schützinger ritornarono in Moravia:  investigarono  su”dove c’era l’errore nella disputa, e accertò che il gruppo di Austerlitz meritava per la maggior parte di essere biasimato.”

Dopo che loro avevano placato la disputa, tornarono in Tirolo, ma dovevano ritornare in Moravia l’anno successivo per ristabilire ancora una volta l’ordine. A questo punto l’Anabattismo entrò nel pieno fiore in Moravia. Dalla Slesia, Svevia, il Palatinato, e in Tirolo avvenne un  lungo flusso verso la Moravia.

A questo punto comincia la lotta Anabattista tirolese per la loro stessa esistenza.

L’anno 1533 segnò il clima della persecuzione degli Anabattisti in Tirolo e il governo non trascurò misure per la loro soppressione. Sforzi speciali furono fatti per catturare Hutter “che aveva portato così molte persone del distretto nella setta”. Ma nessuno si trovò che potesse chiedere la ricompensa offerta per la sua cattura. Quando finalmente fu deciso dagli Anabattisti nella regione di Gufidaun che la tirannia era arrivata al grado più alto, così che non era più possibile per “i santi” vivere là, Hutter fu incaricato di andare in Moravia per preparare  una casa nuova per gli emigranti.

11 agosto 1533, Hutter arrivò ad Auspitz con un compagno. La maggioranza della fratellanza desiderò accettare Hutter che fu conosciuto, per la sua azione energica, come il loro leader in quella situazione, contro leader correnti, come Schützinger, Philipp, e Gabriel. Questi leader si erano mostrati incapaci di una esecuzione energica della dottrina originale Anabattista. Loro non avevano nessuna presa chiara sulla vera fratellanza, e tesero ad aggrapparsi a simboli di famiglia, che erano incompatibili con dottrina Anabattista pura. Vi erano le lagnanze di Reublin sull’istruzione dei bambini, la differenza nel trattamento dei membri in cibo e vesti e mostravano la inadeguatezza rispetto al ruolo.

L’attacco di Hutter sul problema era diverso. I registri riferiscono che lui distribuì ai poveri i soldi raccolti dai membri: “Questo Jakob”, dice il libro di storia “portò anche un regalo temporale, un dolce sacrificio, un piccolo cibo affinché anche loro potevano rimborsare il loro debito del tempo di bisogno.” Più importante per  Hutter per la scelta dal destino fu il risveglio interno: “Lo Spirito Santo lo richiese, lo comandò.” Lui non poteva fuggirgli. Era il suo dovere riformare le questioni. Lui affermò enfaticamente questo, nel suo primo indirizzo di fronte alla fratellanza.

Dopo alcuni giorni, cominciarono i miglioramenti. Nonostante l’opposizione a  Lui di Schützinger e divenne il loro vescovo e pastore.

Gli Hutteriti formavano così una fratellanza e Hutter fu capace di condurli con una mano fissa. Dicono i Libri di Storia, “Lui mise la vera chiesa nel bel buon ordine dall’aiuto e della grazia di Dio, da allora in poi sono stati chiamati Hutteriti.” La perdita creata dal prelevamento di Schützinger e degli elementi insoddisfatti sotto il suo comando fu sostituito da somme fresche dal Tirolo.

In una lettera immediatamente scritta dopo che la separazione, Hutter attrasse da 120 a 130 persone, che erano entrate nelle ultime settimane. I rapporti che lui ha spedito dalla chiesa “santa” ad Auspitz e nel  Tirolo provocarono una vera migrazione di massa di Anabattisti in Moravia: vennero singolarmente ed in gruppi

Hutter dovette provvedere per la crescita continua e fu costretto a cercare case nuove; così nello stesso anno (1533), si stabilì a Schäckowitz, a sud di mezzo miglio da Auspitz. L’unica difficoltà seria sorse dalla loro rapporti con gli aderenti di Philipp, il suo oppositore che visse anche lui in Auspitz. Le somme dal Tirolo continuarono con cifre in aumento; nobili del Tirolese, come il von di Sigmund Wolkenstein, fecero pellegrinaggio ad Auspitz.

All’inizio del 1534 il movimento anabattista si diffuse  in tutto il Tirolo. Presto il governo fu scioccato da rapporti che quasi tutte le valli nel distretto di Sterzing erano piene di loro riferimenti; tre leader erano stati in Moravia e stavano operando nella regione di Schwatz. Allo stesso tempo fu riferito come diceria che il Hans Anion stava progettando di far emigrare le persone  che lui aveva fuorviato dalla vera fede nella Valle Pusteria e in altri luoghi”.  In Moravia , prossima alla primavera,. anche se gli ordini continuarono ad essere pubblicati per proteggere le barche sul Fiume,  gli emigranti riuscirono ad arrivarci. Può essere immaginato che piacere il rapporto – falso, sicuramente – creato in Brixen che Hutter e Hans Amon erano stati afferrati a Linz.

Un numero considerevole di confratelli fu catturato alla valle di Hohen nell’ Austria più Bassa; a loro Hutter scrisse una lettera lunga di consolazione. Qui in Auspitz, lui disse, c’era anche una grande tribolazione. In Tirolo erano molti di più i fratelli. Anche, questi stavano preparandosi per andare in Moravia sotto il comando instancabile di Hans Amon

Ma gli affari in Moravia aveva preso anche una svolta al peggio per gli Anabattisti. Il colpo che stava per colpirli era stato preparato da molto tempo in conseguenza degli eventi che avevano avuto luogo in Münster; ma non si materializzò fino a che ne 1535 la dieta di Moravia, alla quale fu presente Ferdinando I  in persona, accolse il suo augurio di  avere tutti gli Anabattisti espulsi. Invano quest’ultimi si lamentarono, dicendo che non erano illegali i loro possessi.

Nessuno in Moravia in precedenza aveva mai avuto motivo di lagnanza contro il  governo. Ma se il sovrano o le autorità feudali richiedessero un tributo o tasse, loro erano disposti a pagare tanto quanto loro era in grado, se gli fossero permessi di tenere solamente  il loro lavoro e la loro religione. Una petizione arrivò davvero alla Corte, ma fu trascurata. Marshall Johann von che Lipa,  che li prese nella sua protezione, fu minacciato ed ebbe lo sfavore del Re. Loro dovevano emigrare a povertà disgraziata in Europa.

 

Parte conclusiva: La morte atroce di Hutter e la diffusione della fratellanza col suo nome

 

Hutter prese la sua fascina sulla sua schiena, come fecero i suoi assistenti; i confratelli e sorelle coi loro bambini e andarono via in coppia. “Loro erano così”, i loro Geschichts-Bücher o libri di storia riferiscono, “guidati nel campo come un armento di pecora. In nessun luogo era loro permesso di accamparsi finché arrivarono al villaggio di Tracht, nei possessi del signore del Liechtenstein. Là loro posarono in giù le fascine,  sulla brughiera larga, sotto il cielo aperto, con molte vedove disgraziate e bambini, ammalate con infanti.”

Con parole commoventi Hutter scrisse al governatore  von di Kuna Kunstadt: “Ora noi ci stiamo accampando sulla brughiera, senza svantaggio ad alcun uomo. Noi non vogliamo offendere o danneggiare alcun essere umano, così come anche per il nostro peggiore nemico. La nostra passeggiata nella vita è vivere nella verità e la rettitudine di Dio, in pace ed unità. Noi non esitiamo a dare conto della nostra condotta a chiunque. Ma chiunque dice che noi ci siamo accampati su un campo con così molti migliaia di persone, come se noi volessimo guerra o ci piacciano trattative, io sono un bugiardo ed una canaglia. Se tutto il mondo fosse come noi non ci sarebbe nessuna guerra e nessuna ingiustizia. Noi possiamo anche andare “in nessun luogo”; Dio in cielo ci mostra dove noi andremo. Noi non possiamo essere interdetti dalla terra, perchè la terra è del Padre paradisiaco; Lui possa fare di noi quello che vuole.”

Il passo diede luogo soltanto a più grandi sforzi per catturare Hutter

La fratellanza stessa insistette con Hutter per farlo andare via. Lui consegnò il suo ufficio a Hans Amon ed offrì il suoi addio ai parenti; con dolore, ed il dolore fu grande perchè lo videro andare via. Quelli che rimasero furono sparsi, alcuni qui ed alcuni là. Una parte del gruppo si stabilì a Steinabrunn nella Austria più bassa, alcuni sugli appezzamenti di terreno di signori che non si sentirono limitati dall’ultima delibera. L’ideale di Hutter , “la fratellanza”, fu separata, ma si preservò in piccoli gruppi numerosi. Molti che non erano capaci di sopportare le prove dei confratelli ritornarono a casa.

Così molti ritornarono in Tirolo. Là, condotte da Hutter, cominciarono di nuovo la loro evangelizzazione. “I tiranni irreligiosi”, lui scrive alla sua chiesa desolata, non “sanno ancora che noi siamo qui. Concessione di Dio che loro non lo scoprono.” Ma ancoraprima che Hutter apparve in Tirolo il suo intendimento ha riecheggiato ovunque, “gli Anabattisti della Moravia stanno errando attraverso il paese!” Gli ordini pubblici subito furono emanati per il loro arresto. Durante il periodo, da inizio Settembre alla fine di novembre 1535, Hutter scrisse tre lettere ai confratelli in Moravia. Nell’uno lui scrisse, “Dio ha preparato di nuovo una chiesa. La sua gente sta aumentando in gran numero quotidiano. Il raccolto è quasi maturo, ma i lavoratori sono pochi”; in un altro lui parlò del “furioso” nemico. “Loro minacciano con il boia e gli ufficiali giudiziari.” “Il mare malvagio sta infuriando pazzamente. Io temo

L’ultima lettera di Hutter, scritta poco prima della sua cattura indica il grande pericolo che lo circondava. Con così molti nemici  non poteva sperare di rimanere inosservato. Quando lui e la sua moglie incinta stavano passando la notte nella casa di Hans Steiner, un primo sagrestano, a Clausen ,  sono stati sorpresi dall’impiegato di Seber ed dal giudice urbano Riederer ed insieme con Anna Steiner di St. Giorgio e la moglie anziana del sagrestano, sono stati portati alla fortezza episcopale vicina di Brandzell.

La cattura di Hutter  fu riportata a Brixen e da là il 1 dicembre ad Innsbruck, dove le notizie furono ricevute con piacere, e gli ordini furono subito pubblicati per trasferire Hutter ad Innsbruck, perchè lui non era un prigioniero comune, ma un leader; il destino di sua moglie era di succedergli di fronte al giudice urbano in Clausen. Nella borsa di Hutter furono trovate lettere da Hans Amon in Moravia, che furono spedite ad Innsbruck con le asserzioni sulle donne arrestate.

Hutter fu imprigionato poi ad Innsbruck sotto forte scorta il 9 dicembre,  in un clima severamente freddo, e fu interrogato due giorni dopo. I tentativi fatti da Dott. Gallus Müller per convertirlo risultarono infruttiferi. Anche se lui avesse ritrattato, il suo tragico fato non sarebbe stato distolto, per la finale decisione di Ferdinando, “Noi siamo determinati che anche se Hutter dovrebbe riconoscere il suo errore, noi non lo perdoneremo, perchè lui ha fuorviato molto lontano troppi,  noi lasceremo la sanzione penale che lui ha meritato per aver  fatto il suo corso.” Lui doveva essere interrogato da vicino sulla sua attività con e senza la terra, e tutte le precauzioni dovevano essere prese per non lasciare che fosse sostituito con gli altri leader della Moravia; ordini a questo scopo  erano già stati spediti in Moravia.

Apparentemente  si aspettava che Hutter sarebbe stato convertito all’ultimo, ma questo non fu realizzato, né dai tormenti dell’imprigionamento né dalla fustigazione barbara. Hutter fu risoluto fermamente nelle questioni della fede né tradì i suoi confratelli. Lui sopportò ogni grado di tortura terribile e “rimase fermo fino alla fine.” La sentenza lo condannò alla morte da fuoco. La corte aveva dubbi riguardo all’opportunità di un’esecuzione pubblica; ma il re non avrebbe acconsentito nell’averlo giustiziato con la spada nella quiete di un alba; lui insistè su un’esecuzione pubblica al palo. Morì 25 febbraio 1536, e nelle parole di Hans Amon, “lui diede un grande sermone attraverso la sua morte, per Dio era con lui.” Un fratello fidato subito fu spedito in Moravia dalla fratellanza orfana per rinascere li

La moglie di Hutter era stata esaminata nel frattempo in Brandzell, ma come dice il rapporto ufficiale, persistè “in lei l’opinione sciocca ed ostinata.” Lei fu trasferita a Gufidaun, dove un uomo dotto ed accorto fu assegnato per convertirla dal suo errore, ma lei scappò prima che lui arrivò. Due anni più tardi lei cadde di nuovo nelle mani del governo e fu giustiziata a Schöneck

La morte di Hutter fu commemorata in una canzone dai suoi aderenti alla confraternita. Ma i suoi vecchi oppositori – un certo Gabriel Ascherham – portò il rancore anche oltre la sua morte. Solamente Filippo Plener, anche lui un oppositore nel periodo Moraviano di Hutter, diede un verdetto di giusto: “Nessuno provvide così fedelmente per le persone in questioni temporali o spirituali come Hutter. Mai non era lui stato trovato infedele. Attraverso lui il Dio raggruppò e preservò la sua gente.” In generale i suoi fratelli riconobbero il suo servizio dei Anabattisti moraviani nel riattivare disciplina ed ordine, confermando la “comunità” in opposizione alle ambizioni private e distruttive, pulendolo da elementi impuri, e distogliendo gli abusi che hanno portato risoluzione dei gruppi negli altri luoghi.

La replica ad un’indagine riguardo il contenuto del suo insegnamento, è concentrato  sugli Articoli di Fede di Schleitheim (Libri storici 41 -44), comune all’Anabattisti della Germania meridionale e Austria. Anche Jeronyme Kräls Bekanntnuss e  l’etica di Rechenschaft il christlichen di Artikel betreffend di Glaubens che Kräl presentò al governo a Vienna nel 1536, può essere considerato una riflessione delle parole personali di Hutter. Il suo spirito è rivelato ulteriormente nel Rechenschaft e sia Zeugnuss dei confratelli che furono portati da Steinabrunn a Trieste come schiavi nel 1540; il completamento del suo sistema dottrinale è trovato nella Rechenschaft unserer Religione, e in Lehr Glaubens, scritto nel 1540 da Pietro Riedemann.

La fratellanza degli Hutteriti, dopo la morte del suo fondatore, ha sviluppato e ha mantenuto il suo carattere comunista definito al tempo presente.

Degli scritti di Hutter solamente  otto epistole sono state preservate

 

 

 

Frontespizio del ”Fraterno accordo” di Schleitheim, 1527

 

Questi principi  sono divenuti la base di questo nuovo movimento. I suoi seguaci sono conosciuti come  Anabattisti (Ribattezzatori). Si chiamano così perchè sono stati ribattezzati in età adulta. [Infatti considerano  nullo il battesimo ricevuto inconsapevolmente da infatti. n.d.r.].

La religione degli Hutterites è unica, in quanto credono alla comunione dei beni considerando in comune ogni bene materiale. Questo valore si fonda su diverse fonti bibliche. Nel corso della storia biblica, Dio ha separato il suo popolo dal mondo. Abramo fu chiamato da Dio e gli fu chiesto di lasciare il suo popolo e la sua patria per  meglio servirLo. Gli Israeliti storicamente si sono considerati dei separati.

Possiamo anche leggere che Gesù e i suoi discepoli condividevano tutto (Giovanni 12) e tenevano una cassa comune. In Matteo 19, Gesù spiega al giovane ricco la necessità di osservare i comandamenti e di dare tutto ciò che possiede ai poveri e poi di seguirlo. In tutto il Vangelo, Cristo ci insegna ad “amare il nostro prossimo” e la manifestazione di questo amore si concretizza nel provvedere l’uno all’altro e nel condividere i beni. La Comunione dei beni è stata praticata nel chiesa primitiva: gli apostoli e i primi cristiani possedevano ogni cosa in comune (Atti 2: 44-47, Atti 4: 32-35). Pertanto, gli Hutteriti credono nella comunione dei beni e del lavoro per essere fedeli al più alto dei comandamenti, quello dell’amore.

Tutti i membri della Comunità sono considerati allo stesso modo ed il frutto delle loro attività non deve essere considerato come un guadagno personale. Gli Hutteriti non hanno conti bancari personali;  piuttosto tutti i guadagni sono considerati comuni, mentre disponibilità finanziarie e quanto necessita sono distribuiti in base alle esigenze di ciascuno. Gli Hutterites credono che tutto il loro lavoro sia destinato a beneficio della comunità e sia una forma di servizio a Dio.

Gli Hutterites partecipano ogni giorno al Culto comune della durata di circa mezz’ora, oltre al Culto domenicale  che dura da un’ora a un’ora e mezzo, nonchè a quello delle festività religiose di Natale, Pasqua, Epifania, Ascensione e Pentecoste. Inoltre, particolari Culti sono previsti per i battesimi, i  matrimoni e i funerali.

 

 

Articolo di Roberto De Rossi

 

Decker Brüderhof

Nel 1528 un gruppo di circa 200 anabattisti fu costretto a lasciare la città morava di Nikolsburg (oggi Mikulov) alla ricerca di un luogo ospitale che li accogliesse. Nonostante avessero venduto tutto ciò che era possibile, non disponevano di molti mezzi. Tra di loro c’erano anche delle vedove e molti orfani. Quando fecero la prima sosta in un villaggio abbandonato, narra la Grande Cronaca Hutterita, “…questi uomini stesero un mantello dinnanzi a tutto il popolo ed ognuno vi mise sopra i suoi possessi, volenterosamente e senza costrizione, ed essi fecero questo per il sostegno dei bisognosi secondo gli insegnamenti dei profeti e degli apostoli ”. Quest’atto confermò la loro decisione di stare insieme e di assumersi la responsabilità dell’intero gruppo, mettendo in comune tutto quello che possedevano secondo l’esempio di Atti 2:44.
Poco dopo riuscirono a stabilirsi nel territorio di Austerlitz, accolti benignamente dai signori feudali del luogo. Le terre abbandonate non mancavano ed evidentemente vi era grande bisogno di braccia. Trovato lavoro, protezione e soprattutto garanzia d’indipendenza il gruppo restò fedele alla vita comunitaria instaurata. Era il primo esperimento di un Brüderhof cioè di una Fattoria Fraterna.
Gli inizi di questo esperimento comunitario non furono però privi di difficoltà, sia per la presenza di gruppi troppo eterogenei sia perché la pratica della comunanza dei beni era troppo nuova perché fosse accettata senza riserve. I continui arrivi di anabattisti comportarono inoltre la nascita di due nuovi Brüderhof di cui uno ad Auspitz nel 1531. Anche qui presto si rinnovarono incomprensioni e discordie e, poiché la comunità era formata per la maggior parte da tirolesi, si rese necessario chiamare dal Tirolo Jakob Hutter per risolvere le varie questioni sorte. Hutter aveva non solo eccezionali doti di leader ed evangelizzatore, ma era anche un grande organizzatore che percepiva chiaramente che una comunità fondata sulla comunanza dei beni poteva reggersi e giustificarsi solo sulla base di un più profondo ed attivo senso della fratellanza, che a sua volta poteva alimentarsi soltanto alla fonte della più pura dottrina anabattista. Dottrina che si doveva ispirare scrupolosamente agli Articoli di Schleitheim.

Dopo essersi recato in Tirolo per organizzare l’esodo totale dei fratelli della zona di Guffidaun, sopra Chiusa in Valle Isarco, (luogo dove era stato martirizzato il primo anabattista, Blaurock), Jakob Hutter per circa due anni, dall’estate del 1533 alla fine della primavera del 1535, si dedicò interamente a organizzare il Brüderhof. Ciò nonostante non tralasciò i contatti con gli altri anabattisti rimasti in Tirolo, molti dei quali lo raggiunsero poi ad Auspitz.
Nell’estate del 1535 Hutter si ritenne pronto a tornare in Tirolo per evangelizzare e ricostruire le congregazioni disperse a causa dalla persecuzione. Preavvisate del suo ritorno, le autorità austriache gli diedero una caccia spietata. La notte del 25 novembre 1535, mentre con la moglie incinta si trovava nella casa di Hans Steiner a Chiusa, venne sorpreso ed arrestato con la moglie, il padrone di casa con la sua anziana moglie ed una certa Anna Steiner.
Il 9 dicembre Jakob Hutter venne trasferito a Innsbruck dove si tentò con ogni mezzo di convertirlo. Dopo i soliti tentativi conditi da blandizie e ricatti, si ricorse alla consueta tortura riservata agli eretici, riservandogli però un trattamento speciale. Non soltanto gli furono inflitti tutti i gradi delle usuali forme di tortura, compresa una barbara fustigazione, ma col pretesto di esorcizzarlo lo si tenne legato nell’acqua gelida (si era in pieno inverno) per farlo poi passare quasi congelato in una stanza surriscaldata, e versargli infine, sulle carni lacerate, dell’alcool al quale si diede poi fuoco. Hutter, nonostante le orribili sofferenze, rimase costante sino alla fine e fu condannato ad essere arso vivo. Venne bruciato pubblicamente a Innsbruck il 25 febbraio 1536.
Qui il 25 febbraio 1536

JAKOB HUTTER ANABATTISTA TIROLESE

VENNE ARSO SUL ROGO

(La targa posta a ricordo nel luogo ove venne martirizzato ad Innsbruk).

 

Alla notizia del martirio del loro apostolo, i fratelli dei Brüderhofe vollero subito chiamarsi Fratelli Hutteriti.
Oggi le Fattorie Fraterne (Brüderhofe) sono circa 500 (per un totale di oltre 45.000 credenti) localizzate nella quasi totalità in Nord America e soprattutto in Canada, dove il loro elevato numero ha causato non pochi problemi, tanto da indurre il Governo canadese a proibire l’insediamento di un nuovo Brüderhof se questo non è a una distanza di almeno 80 chilometri da quello più vicino.

Il nostro credo apostolico

Questi sono i Valori Anabattisti in cui credono gli Hutteriti e simili a quelli dei Mennoniti e degli Amish (basati sul Fraterno Accordo di Schleitheim del 1527, vedi foto). Unica loro distinzione è quella di testimoniare il Vangelo vivendo in comunione di beni come descritto in Atti 2:44-47
“Tutti i credenti stavano poi riuniti insieme ed avevano tutto in comune e vendevano le loro proprietà e i loro beni e ne facevano parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno; erano assidui ogni giorno nel frequentare insieme il tempio e spezzando il pane nelle case prendevano il cibo con gioia e semplicità di cuore lodando Dio…”

http://www.hutterites.org/our-beliefs/

Ma che ne sapeva Jacob Hutter, tre secoli prima che fosse scritto “Il manifesto”?

Il comunismo degli hutteriti non nasce da una analisi del sistema economico, ma dall’intento di seguire il comando evangelico di fraternità tra gli uomini.

Tuttavia viene chiamato comunismo…
Non è Marx che ha usato per primo questo termine. Si usava già durante la Riforma per indicare il rapporto esistente tra i fedeli della prima comunità cristiana di Gerusalemme.

Storia della Riforma popolare: creiamo una pagina di comunismo cristiano su Ecumenici.it

(…)E’ interessante notare che gli hutteriti non costruivano locali adibiti specificamente a usi religiosi come le chiese cattoliche o protestanti: i locali dei servizi erano usati anche per il culto. (…)
Si noti la produzione relativamente abbondante di scritti religiosi, di inni, di raccolte di lettere edificanti che circolava fra gli hutteriti del Cinquecento. Si trattava di una circolazione manoscritta, in mancanza di tipografia. Ma è pur sempre l’indice di una dimestichezza abituale con l’alfabeto.
In queste opere si insisteva su temi caratteristici dell’ideologia hutterita, come l’abbandono (Gelassenheit) del credente alla volontà di Dio e come i suoi corollari, la comunanza dei beni (Gtitergemeinschaft) e la rinunzia a opporsi alla violenza con la violenza. Come gli altri anabattisti, gli hutteriti erano convinti che al cristiano non fossero lecite né la guerra, né la partecipazione alle magistrature o il ricorso ai tribunali. Va sottolineato però che malgrado questi tratti comuni gli hutteriti restarono sempre divisi dagli altri anabattisti, a cominciare dai mennoniti, a causa del proprio attaccamento intransigente al comunismo.
Fuggirono dall’Europa e dal’Ucraina verso gli USA: nelle praterie del South Dakota sembrò che gli hutteriti avessero trovato una sede ideale. Di fatto vi prosperarono moralmente e materialmente per decenni. Ma nel 1917 gli Stati Uniti entrarono in guerra e gli hutteriti ebbero serie difficoltà a ottenere l’esenzione dal servizio militare. Vi furono anzi casi di brutalità molto gravi contro hutteriti renitenti alla leva. Così, per l’ennesima volta, gran parte di loro partì alla volta del Canada, ove era più sicuro il riconoscimento della obiezione di coscienza. Da allora pertanto gli hutteriti vivono pacificamente, in gran parte in Canada e in parte minore negli USA, conservando gelosamente la loro fede, le loro strutture collettiviste, le loro tradizioni secolari. Sono cresciuti tanto da essere alcune decine di migliaia ma parlano ancora lo stesso dialetto tedesco dei loro padri del secolo XVI.
Attorno al 1922 nacque in Germania un movimento che si proponeva di rinnovare il collettivismo cristiano degli hutteriti, guidato da Eberhard Arnold (1883-1935). Il curioso è però che Arnold e i suoi non sapevano dell’esistenza di colonie hutterite in Nord America. Credevano che il movimento fosse stato distrutto dalle persecuzioni e ne cercarono il modello sui libri soltanto. L’avvento di Hitler, cui presto seguì anche la morte di Arnold, indusse la maggior parte dei neohutteriti a lasciare la Germania e a riparare in Inghilterra. Qui però, essendo tedeschi, comunisti e antimilitaristi, si trovarono così poco a loro agio, che ripartirono quasi tutti alla volta del Paraguay. Anche in questo caso, l’ambiente si rivelò così poco congeniale che i più dei neohutteriti se ne andarono e rifluirono negli Stati Uniti. Qui appresero dell’esistenza degli hutteriti veri e propri e cercarono di unirsi a loro. Però la convivenza si rivelò impossibile fra gli hutteriti vecchi e nuovi: gli uni erano contadini, ancorati a tradizioni patriarcali e vissuti per secoli tagliati fuori dal resto del mondo; gli altri erano gente moderna, avvezza alla vita di città e per lo più intellettuali. I neohutteriti pertanto finirono con l’andarsene a New York, dove crearono una comunità, la quale gestisce attività collettive di carattere industriale, specie per la fabbricazione di giocattoli. La comunità neohutterita ha sviluppato anche una certa attività proselitistica. Tra Stati Uniti, Canada, Paraguay, Inghilterra, Germania, i neohutteriti sono un paio di migliaia e il loro numero sta crescendo ulteriormente, sia pure con ritmo tuttavia modesto.

Questo testo è una libera riduzione della narrazione della storia degli hutteriti contenuta in Giorgio Spini, Le origini del socialismo, ed. Einaudi,1992.

L’esodo degli hutteriti

Relazione del prof. Christoph H. von Hartungen tenutasi il giorno 18 maggio 2010 a Merano, nell’ambito del ciclo di conferenze intitolato: “Il cammino degli oppressi”

Da oltre vent’anni TANGRAM ( www.tangram.it ) è un’agenzia no profit di educazione permanente, riconosciuta dalla Provincia Autonoma di Bolzano.

Molte sono le attività svolte a beneficio di una crescita culturale dei suoi utenti.

 

La nascita del movimento anabattista

Man muß Gott gehorchen denn den Menschen” (si deve obbedire più a Dio che agli uomini): è questo il motto che forse caratterizza al meglio il precetto di vita degli hutteriti, un movimento religioso che ha da sempre ha posto la fede al di sopra di tutto e per questo disposto a seguire i precetti di vita biblici, nonostante sacrifici e persecuzioni.

Gli hutteriti fanno parte di un gruppo nato nell’ambito del grandissimo movimento riformista iniziato con Martin Lutero il 31 ottobre 1517 con l’affissione delle sue novantacinque tesi alla porta della chiesa di Wittenberg. Lutero si era apertamente schierato contro i peccati della chiesa, contro la pessima situazione ecclesiastica e religiosa del tempo. Il suo movimento venne per questi motivi indicato dai detrattori e in particolar modo dalla chiesa di Roma come “protestante”.

Lutero costituiva però solo la punta dell’iceberg di un fortissimo movimento popolare attivo soprattutto in Germania e caratterizzato da moltissime correnti, a volte anche in aperta concorrenza l’una con l’altra. Gli hutteriti sono, in questo senso, figli di quella riforma definita “popolare”, che ha origine proprio dalle posizioni di Lutero.

Lutero è il più grande intellettuale del mondo germanico, è un letterato, scrive in modo eccellente e ha dato avvio alla riforma della lingua tedesca moderna. Ha scritto parecchi libelli e trattati teologici tra cui il famoso “Von der Freiheit eines Christen Menschen“ (Della libertà del cristiano) del 1520. La libertà è qui intesa in senso teologico – religioso: il cristiano non necessita di sacerdoti, di preti, di cardinali o papi che lo indirizzino verso la giusta fede, come invece pretende la chiesa cattolica, ma è immediato a Dio, segue i precetti della Bibbia e perciò ha la libertà di credere senza intermediari.

Il popolo ha però inteso il programma di Lutero in modo letterario dando avvio nel 1523 alla più grande rivolta verificatasi nel mondo germanico di allora, la cosiddetta Bauernkrieg, la rivolta dei contadi contro i signori, oggi definita “Rivolta dell’uomo comune” perché in realtà vi hanno preso parte anche moltissimi abitanti delle città. Lutero, che godeva proprio dell’appoggio di principi e di potenti perché aveva “promesso” loro una nuova fede con conseguente maggiore libertà da Roma, ha preso le distanze in modo molto netto dalle posizioni del movimento contadino cercando in tutti i modi di fermarne la diffusione attraverso prediche e libelli.

Il movimento contadino prende comunque la sua linfa proprio dalla Riforma e cioè da motivazioni di carattere religioso: c’è la volontà di tornare alla chiesa primitiva, quando Gesù girava in povertà per il mondo con i suoi discepoli, quando non esisteva la gerarchia e non si era mai parlato di un cardinale o di un papa, quando la comunità cristiana aveva tutto in comune. Questo era più che altro il sogno della gente di quei tempi.

In questo contesto di correnti e pensieri, la riforma si espande assumendo varie sfaccettature: c’è Lutero, c’è la riforma di Ulrich Zwingli, riformatore di Zurigo, che, predicando fuori dall’ambito dell’Impero Germanico, riuscì ad attuare la riforma in modo più radicale in quanto la città di Zurigo era come una piccola repubblica, e c’è la riforma degli anabattisti.

È proprio a Zurigo che ha origine il movimento degli anabattisti, termine coniato dalla Chiesa cattolica e che in tedesco si traduce con il termine “Wiederteufer” – ribattezzati. Tre sono i personaggi fondamentali di questa riforma: Konrad Grebel e Felix Manz di Zurigo, e l’ex sacerdote cattolico Blaurock, romancio dei Grigioni.

Il caposaldo della loro ideologia è il totale rifiuto del battesimo infantile perché partono dal concetto che essere cristiani significhi essere coscienti di se stessi, nel senso che si può far parte della chiesa di Cristo solo se si è decisi di propria spontanea volontà. Ne consegue che ai bambini viene imposta una cosa da loro forse non voluta ed è per questo che gli anabattisti chiedono il battesimo degli adulti. Questa posizione li ha subito messi in contrasto non solo con la chiesa cattolica ma anche con Zwingli che si sentiva minacciato nel suo progetto politico.

La repressione è immediata: Grebel deve fuggire e morirà presto di peste, Manz verrà condannato a morte, ufficialmente dal Consiglio Comunale di Zurigo anche se dietro in realtà c’era Zwingli, ed annegato nel 1527 nel fiume Limmat di Zurigo. Fu il primo martire anabattista. Blaurock fugge, ripara dapprima nei Grigioni e poi in Tirolo dove, continuando a predicare, viene arrestato e bruciato vivo a Chiusa vicino a Bressanone. Il movimento degli anabattisti comincia così già sotto brutti auspici, ma nonostante ciò, si diffonde in modo molto vigoroso e fulmineo trovando numerosi sostenitori.

 

La situazione in Tirolo

 

Il Tirolo è una Contea principesca che fa parte dei territori degli Asburgo già dal 1363 al cui interno sono presenti due territori ecclesiastici: il principato vescovile di Trento e quello di Bressanone. Sotto l’imperatore Massimiliano I e grazie al boom delle miniere, il Tirolo è una delle regioni più ricche d’Europa, ma già verso il 1520 si sentono le prime avvisaglie che questo bene sta per esaurirsi; serpeggia una crisi latente che scoppierà in tutta la sua veemenza con la Riforma e anche con il movimento dei contadini.

Cinque anni dopo, nel 1525 scoppia infatti la cosiddetta “Guerra Rustica”, la guerra dell’uomo comune prima a Bressanone con Gaismair e nell’alta valle dell’Inn, poi in una seconda fase verso Rodengo, Fiè e soprattutto nel Trentino, in primo luogo in Val di Sole e in Valsugana. I moti contadini vengono però subito soppressi. In realtà l’arciduca Ferdinando, fratello dell’Imperatore Carlo V, e soprattutto il principe-vescovo di Trento Bernardo Cesio, uno dei personaggi più importanti del vescovato di Trento, avevano cercato di andare incontro ad alcune richieste della popolazione che potevano essere soddisfatte senza scombussolare troppo l’apparato amministrativo e territoriale, ma la gente era comunque frustrata e depressa perché nonostante la rivoluzione nulla era cambiato.

In una tale situazione di scontento generale, la reazione tipica della gente è quella di rivolgersi verso altre mete scoprendo una maggiore religiosità, ma non quella tradizionale cattolica bensì le ideologie della Riforma Protestante degli anabattisti.

Portavoce in Tirolo di questo programma radicale è Jacob Hutter, originario di Moso presso San Lorenzo di Sebato in Val Pusteria. Di lui non si conosce il cognome ma solo la professione: faceva il cappellaio (Hut in tedesco significa cappello) e questo spiega anche il nome dei suoi seguaci “hutterer” – cappellai. Come lavorante cappellaio, Hutter è spesso in viaggio per compiere l’apprendistato, e forse proprio in uno dei suoi viaggi ha conosciuto Blaurock. Dopo la morte di quest’ultimo è infatti Hutter ad emergere come guida spirituale, teologica ed anche organizzativa di questo nuovo movimento che mira al ritorno alla chiesa semplice delle origini.

Capisaldi del pensiero hutterita sono innanzitutto il rifiuto del battesimo infantile, la consapevolezza che ogni cristiano è sacerdote di se stesso, senza la necessità di ricevere una particolare ordinazione così come avviene nella chiesa cattolica, e il fatto che il cristiano non appartiene a questo mondo. Egli ha come meta finale l’aldilà per cui non si interessa né di politica né di stato, non giura all’Imperatore, ma solo a Dio; questo mondo è solo un momento di passaggio. Con simili posizioni le due grandi potenze di stato (che sta andando a formarsi attraverso l’operato dei principi che chiedono sempre più potere con nuove leggi ed ordinamenti per diventare stati forti e sotto un dominio assoluto – il preassolutismo) e chiesa si sentono rifiutate reagendo contro il movimento in modo molto violento.

Gli hutteriti tirolesi rifiutano totalmente la violenza e vivono in comunione dei beni basandosi sul precetto della Bibbia in cui Gesù esorta chi vuole seguirlo a vendere tutti i beni e a distribuirli ai poveri. Da qui si capisce come il fulcro centrale del movimento anabattista hutterita sia la Bibbia, l’unica e suprema autorità.

Il movimento trova molto seguito, ma già dal 1529 per i seguaci di questa nuova fede si ha la sensazione che vivere in Tirolo sia pericoloso. Si cercano dunque delle zone dove vivere in tranquillità e portare avanti la propria fede.

La nuova zona viene individuata nella Moravia, oggi regione della Repubblica Ceka, al confine con l’Ungheria. Sotto dominazione turca, è una zona molto disastrata e poco abitata, i cui Conti sono simpatizzanti della nuova riforma e interessati ai nuovi coloni, tra cui Hutter che vi si trasferisce come predicatore nel 1532.

L’imperatore, venuto a conoscenza della situazione della Moravia, preme sui nobili locali affinché blocchino il movimento anabattista eliminandone i capi. Nel 1535 Hutter è costretto a tornare in Tirolo con la moglie in stato interessante, viene arrestato vicino a Chiusa, incarcerato e portato a Innsbruck, poi torturato e arso vivo. Il movimento anabattista chiaramente non è finito con la morte di Hutter, anche se la repressione si fa sempre più cruenta.

Dal 1539 al 1560 si verifica, infatti, una certa stagnazione nel senso che il richiamo verso questo movimento scema vistosamente. Lo stato e la chiesa temono che le fughe degli anabattisti facciano fuoriuscire dalle loro terre anche tutti i loro beni e le ricchezze e che il gettito fiscale ne possa risentire. Le comunità hutterite sono infatti ricchissime perché tutti lavorano (il lavoro è un modo per lodare il Dio) e tutti contribuiscono alla vita della comunità; non prelevando denaro per sé, le comunità riescono ad accumulare molte ricchezze. In concomitanza con il Concilio di Trento inizia così un’azione di maggiore clemenza e apertura nei loro confronti. Nel periodo 1560 – 1627 sia una sola notizia di un sospetto anabattista presso Innsbruck.

Nel 1618 scoppia la Guerra dei Trent’anni; nel 1621 i cattolici riescono a vincere i protestanti in Boemia e in Moravia e da lì parte la ricattolicizzazione dei territori. Gli anabattisti non hanno altra scelta che iniziare a migrare soprattutto in Transilvania sotto il dominio turco notoriamente molto tollerante, dove vivono indisturbati fino al 1767. Ma già con il principe Eugenio di Savoia, l’Austria aveva sconfitto i turchi ed era riuscita a riconquistare tutta l’Ungheria compresa la Transilvania. Nel 1767, con Maria Teresa d’Austria, parte una fortissima ondata di cattolicizzazione e gli hutteriti si vedono nuovamente minacciati e costretti a fuggire in Valacchia, un territorio che oggi fa parte della Romania ma che allora era un principato sotto il dominio turco. La Valacchia è una zona molto povera e gli hutteriti vi restano per soli tre anni. Nel frattempo l’imperatrice Caterina di Russia aveva sottratto ai turchi l’Ucraina, un territorio scarsamente popolato, ma molto fertile. Per lavorare la terra e produrre ricchezza, l’imperatrice vi fa arrivare persone provenienti dall’Impero germanico e soprattutto le minoranze religiose oppresse (mennoniti, anabattisti) assicurando a tutti che non sarebbero diventati servi della gleba. In Ucraina gli hutteriti vi restano per circa cento anni quando lo zar introduce la leva obbligatoria ed essi, contrari alla violenza e all’uso delle armi, sono nuovamente costretti ad andarsene. Iniziano così i viaggi degli hutteriti verso le grandi praterie degli Stati Uniti e in Canada dove fondano le loro colonie presenti ancora tutt’oggi.

hutterita

Ritorno alle origini Bressanone, hutteriti in visita

Gli hutteriti furono perseguitati nel Cinquecento Due loro esponenti saranno giovedì a Bressanone

  • Corriere dell’Alto Adige
  • 27 Sep 2015
  • Dal Lago Veneri

«Anche Dio era migrante?», questa una delle considerazioni o meglio sollecitazioni che il Centro per la Pace ha raccolto con la proposta di esporre a Bolzano la mostra itinerante

Weltelthos, promossa dalla Fondazione per l’etica mondiale (Weltethos Stiftung), per discutere oggi su etica laica ed etica religiosa. Sono previste manifestazioni, relazioni importanti come quella, (la settimana scorsa), del teologo della liberazione Marcelo Barros, del vescovo emerito di Ivrea Luigi Bettazzi. Il 1° ottobre, la mostra traslocherà a Bressanone dove ci saranno incontri programmati con la testimonianza di due coppie di hutteriti provenienti dal Canada.

Chi sono gli hutteriti, nostri fratelli migrati nel mondo nel XVI secolo? Ci furono migrazioni forzate anche nel 1500? Migrazioni per fedi religiose? Il mondo non cambia mai. Certo è che la storia degli hutteriti, è da sempre stata un argomento caro al cuore di queste terre dove, se da un lato le minoranze sono state escluse e perseguitate, da un altro lato la vita è stata da sempre improntata alla pluralità e all’apertura verso nuove idee.

Ma veniamo a un po’ di storia. Nel 1986, a 450 anni dall’anniversario della morte di Jakob Hutter, la Provincia di Bolzano indisse un convegno al quale parteciparono tre fratelli hutteriti. Grande fu la sorpresa nell’udire una lingua tedesca-tirolese antica di quasi cinquecento anni e i tre rappresentanti vestiti come si vestiva nel XVI secolo. Seguirono mostre, convegni, ultimo a Castel Tirolo nel 2009. Il movimento hutterita, fu un movimento anabattista dove per anabattismo si intende un «di nuovo battezzati», in tedesco Wiedertäufer, cioè quel movimento religioso di matrice cristiana nato in Europa nel XVI secolo nell’ambito della riforma protestante.

Gli anabattisti non usarono mai questo nome per definirsi. Tra loro si chiamarono semplicemente Fratelli in Cristo. Il termine fu coniato dai loro nemici ed è mistificante. Infatti non di un re-battesimo si tratta. Il battesimo impartito ai bambini, senza una volontà o un’adesione, era ritenuto nullo. Il credo anabattista prevede la separazione fra chiesa e stato, il rifiuto del battesimo degli «infanti» e la celebrazione del battesimo dei credenti, la chiesa intesa nella sua interezza come comunità locale fra eguali, l’interpretazione biblica, lo stretto biblicismo con il ruolo predominante del Nuovo Testamento sull’Antico, il rifiuto di ogni tipo di violenza, il rifiuto a assumere cariche politiche, il rifiuto al giuramento e, pur accettando il principio luterano della giustificazione per sola fede, la necessità e la possibilità, per il credente, di vivere secondo Cristo. La comunità si formò in Moravia intorno al 1528 ma nel 1529 un gruppo di circa 200 anabattisti fu costretto a lasciare la città morava di Nikolsburg (oggi Mikulov) alla ricerca di un luogo ospitale che li accogliesse. Nonostante avessero venduto tutto ciò che era possibile, non disponevano di molti mezzi. Tra di loro c’erano anche delle vedove e molti orfani. Quando fecero la prima sosta in un villaggio abbandonato, narra la Grande Cronaca Hutterita, «…questi uomini stesero un mantello dinnanzi a tutto il popolo ed ognuno vi mise sopra i suoi possessi, volenterosamente e senza costrizione, ed essi fecero questo per il sostegno dei bisognosi». Quest’atto confermò la loro decisione di stare insieme e di assumersi la responsabilità dell’intero gruppo.

Poco dopo questi fratelli in Cristo riuscirono a stabilirsi nel territorio di Austerlitz, accolti benignamente dai signori feudali del luogo. Ma torniamo al nostro concittadino, Jakob Hutter. Non si conosce il suo anno di nascita, forse il 1500, e l’unica informazione certa della sua infanzia è che studiò a Brunico. Fu convertito all’anabattismo a Klagenfurt, in Austria e dal 1529 divenne un predicatore molto attivo nella sua terra d’origine. Nel 1531 si trasferì nella comunità anabattista di Austerlitz, in Moravia, per svolgere la sua attività di teologo e predicatore; dal suo cognome il gruppo prese il nome di Fratellanza Hutterita. Della sua persecuzione e morte narra ancora la Grande Cronaca Hutterita: «Nell’estate del 1535 Hutter si ritenne pronto a tornare in Tirolo per evangelizzare e ricostruire le congregazioni disperse a causa dalla persecuzione. Preavvisate del suo ritorno, le autorità austriache gli diedero una caccia spietata. La notte del 25 novembre 1535, mentre con la moglie incinta si trovava nella casa di Hans Steiner a Chiusa, venne sorpreso ed arrestato con la moglie. Il 9 dicembre Jakob Hutter venne trasferito a Innsbruck dove si tentò con ogni mezzo di convertirlo. Dopo i soliti tentativi conditi da blandizie e ricatti, si ricorse alla consueta tortura riservata agli eretici. Venne bruciato pubblicamente a Innsbruck il 25 febbraio 1536. Alla notizia del martirio del loro apostolo, i fratelli dei Brüderhöfe vollero subito chiamarsi Fratelli Hutteriti».

Gli hutteriti furono a lungo perseguitati da cattolici e protestanti e costretti a drammatici esodi e migrazioni in Cecoslovacchia, Transilvania, Ucraina.

Quando gli hutteriti dovettero, nel 1874, lasciare la Russia degli zar, trovarono una nuova patria nel Nordamerica. Inizialmente si stabilirono nel South Dakota, più tardi nel North Dakota, nel Montana, Washington e Minnesota e nelle province canadesi di Alberta, Manitoba e Saskatchewan. Oggi sono divisi in colonie agricole chiamate Bruderhöfe, fattorie dei fratelli, varianti da 60-70 fino a un massimo di 125 membri l’una.

«Arche nel mare del peccato» così vengono chiamate dai fratelli hutteriti le loro comunità agricole. Pochissimi sono i contatti con il mondo. Tutti devono lavorare, uomini e donne, grandi e piccoli, a seconda delle capacità. Il principale sostentamento proviene dall’agricoltura, ma ci sono anche fratelli che allevano il bestiame e che fanno gli artigiani. Così una colonia si garantisce l’autosufficienza per quanto riguarda i bisogni primari. L’unica concessione che gli hutteriti fanno al mondo della tecnica è l’uso dei mezzi meccanici più moderni applicati all’agricoltura. Gli uomini lavorano nei campi o nelle stalle, le donne si preoccupano della cucina, degli orti, filano, tessono.

I costumi degli hutteriti sono poco mutati nei secoli. Gli uomini portano calzoni e giacche nere, un cappello nero a larghe falde; i loro visi sono ornati da grandi barbe da patriarchi (obbligatorie per gli uomini sposati); proibiti i baffi, perché considerati militareschi. Le donne hanno abiti lunghi alle caviglie, grandi grembiuli e, in testa, sempre, un fazzoletto o una cuffia. Un’isola folkloristica? Forse, o forse un’isola di pace. È ancora così o qualcosa è mutato? Siamo curiosi delle notizie che i fratelli hutteriti ci porteranno giovedì a Bressanone.

Storia del fenomeno comunitario: esiti comunitari del protestantesimo radicale.

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http://www.viverealtrimenti.com/storia-del-fenomeno-comunitario-esiti-comunitari-del-protestantesimo-radicale/

 

«Città di merda, Wittenberg. Miserabile, povera, fangosa.
Un clima insalubre e aspro, senza vigneti né frutteti, una birreria fumosa e gelata.
Che cosa c’è a Wittemberg, se togli il castello, la chiesa e l’università?
Vicoli sudici, strade piene di mota, una popolazione barbara di commercianti di birra e di rigattieri.
[…]
Martin Lutero, la sua fama è volata sulle ali del vento, anzi sui torchi degli stampatori che hano reso famoso questo posto, fino a un paio di anni fa dimenticato da Dio e dagli uomini».
(Luther Blisset, Q, Einaudi, Torino, 2000, p. 29)

Dopo aver considerato, in un post precedente, gli esseni, superati con una lunga falcata l’epoca classica ed il medioevo, ha un interessante esito comunitario l’anabattismo, movimento fondato tra il 1523 ed il 1525 da Conrad Grebel in Svizzera.
Nella seconda metà del cinquecento il fenomeno verrà identificato dal riformatore svizzero Heinrich Bullinger, successore del celebre Ulrich Zwingli, con la “Riforma radicale”, ovvero con una corrente estremista della Riforma Protestante.
Gli anabattisti, in opposizione a Zwingli, non conferivano alcun valore al battesimo dei bambini, non documentato, sostenevano, nei vangeli.

«Grebel [ne] negava la validità […], ritenendo che tale sacramento potesse essere somministrato soltanto agli adulti e, più precisamente, a quelli che avessero scelto liberamente di imitare la vita di Cristo: di conseguenza i convertiti dovevano essere ri-battezzati […] da cui il termine anabattista»
(Mircea Eliade, Storia delle credenze e delle idee religiose, vol. III, Sansoni, Milano, 1983, p. 271).

Allo stesso tempo, Grebel chiedeva la totale separazione fra le autorità religiosa e secolare oltre ad una rapida e radicale de-cattolicizzazione della fede protestante. Il radicalismo degli anabattisti diviene presto motivo di persecuzioni ed esecuzioni capitali ma non manca di diffondersi fuori dei confini svizzeri, in Germania, Alsazia, Moravia (regione dell’attuale repubblica Ceca) ed in Olanda.
L’espansione degli anabattisti sul territorio mitteleuropeo non li preserva, in breve tempo, da nette divisioni interne.

La principale è tra coloro che credono nella lotta violenta (primo tra tutti Jan Bockelson che, a partire dal 1534, occupa per un paio di anni la città tedesca di Münster, proclamandosi “re di Sion” e reintroducendo pratiche vetero-testamentarie come la poligamia) e l’ala maggioritaria, radicalmente pacifista.
Da quest’ultima origineranno correnti “a vocazione” comunitaria: gli amish e gli hutteriti.
Iniziamo, tuttavia, a considerare le prime esperienze comunitarie anabattiste, all’indomani della morte del fondatore, Conrad Grebel, nel 1526.
È bene premettere che gli anabattisti coltivavano un esplicito rifiuto del mondo e, volendosi dissociare dalla chiesa “caduta”, riconoscevano potere assoluto solo alla Parola di Dio ed allo Spirito Santo (sulla comunione del quale, nell’uguaglianza e nella libertà, avrebbe poggiato la loro cultura comunitaria) costituendosi in Sonderkirche, “chiesa a parte”.
Coerentemente con questi presupposti gli anabattisti crearono, in Moravia, le prime comuni contadine dell’era moderna, fondate su un radicale comunismo di produzione e di consumo. Non è arbitrario dire che, da un punto di vista organizzativo, queste e quelle delle successive espressioni del movimento anabattista, si sarebbero ispirate, direttamente o indirettamente, all’esperienza degli esseni e dei cristiani delle origini.
Tra il 1528 ed il 1529 sorgono tre Bruderhöfe (fattorie fraterne): nel territorio di Austerlitz, a Rossitz (una cittadina ad ovest di Brno) e ad Auspitz.
I problemi, ad Austerlitz e a Rossitz, non tardano a presentarsi.
I capi carismatici non lo sono a sufficienza, le predicazioni non soddisfano gli auditori, l’educazione dei bambini lascia a desiderare e l’eguaglianza, lamentano in particolare alcuni comunitari di Austerlitz, non è del tutto autentica, “perché gli anziani [permettono] ai più ricchi di avere le loro proprie case ed un vitto ed un vestiario migliori” (Ugo Gastaldi, Storia dell’anabattismo, Claudiana, Torino, 1992, p. 368).
Anche nel territorio di Auspitz, dove alcuni secessionisti di Austerlitz fondano un nuovo Bruderhof , il principio della comunanza dei beni non manca di generare attriti.
Viene scoperta una modesta somma di denaro in casa di uno dei due capi carismatici e gli costa l’espulsione dalla comunità.
L’altro capo carismatico si ritrova invece coinvolto in uno scandalo perché tradito dalla moglie.
Non investe del caso l’assemblea dei fratelli, come avrebbe dovuto e perdona “l’adultera” riprendendola con sé, subendo anch’egli la scomunica.
Tuttavia, malgrado litigi e contraddizioni, nel giro di pochi anni le comunità anabattiste, in Moravia, iniziano a prosperare.
Nel 1531 giunge ad Austerliz, dal Tirolo, il teologo Jakob Hutter cui faranno seguito, nel giro di 2-3 anni, la totalità degli anabattisti tirolesi.
L’incidenza di Hutter sull’intero movimento anabattista sarà notevole, dando vita al filone cosiddetto hutterita, cui abbiamo già accennato, particolarmente orientato alla vita comunitaria.

Gli hutteriti iniziano dunque ad organizzarsi in fattorie che, nella maggior parte dei casi, contano circa trecento persone (per quanto, nel tempo, ci saranno insediamenti con circa mille membri residenti) e sono orientate alla comunanza dei beni ed alla piena autosufficienza. Si ottiene cibo dall’agricoltura e dall’allevamento di animali e, per la quasi totalità degli oggetti di uso quotidiano, viene valorizzato l’artigianato. Viene stabilito che chiunque debba compiere un lavoro manuale, almeno per un certo periodo di tempo, anche chi proviene da ambienti nobiliari od ecclesiastici o coloro che esercitino professioni intellettuali, ad esempio di ministro, medico o insegnante.
L’ultima migrazione tirolese (nel 1534) non sfugge all’attenzione di Ferdinando d’Asburgo — sotto la cui giurisdizione ricade il territorio moravo — che obbliga i nobili locali ad espellere gli hutteriti. Siamo nel 1535; l’anno successivo è l’ultimo della vita di Jakob Hutter che, catturato a Chiusa, dopo feroci torture viene arso vivo ad Innsbruck. A seguito di questa persecuzione, vengono ricreate comunità hutterite in zone isolate della Moravia o in Slovacchia. La condizione degli hutteriti migliora nel 1564, a seguito della morte di Ferdinando d’Asburgo e la fondazione di centinaia di nuovi Bruderhöfe.
Nel 1621, duecento famiglie hutterite si trasferiscono in Transilvania, invitate dal principe Gabor II Bethlen mentre la Guerra dei trent’anni (1618-1648) determina la quasi “estinzione” degli hutteriti moravi.
Dalla Transilvania gli hutteriti raggiungeranno, nel tempo, la Valacchia, l’Ucraina ed Odessa da cui si trasferiranno, nel 1874, negli Stati Uniti (nel 1877 vengono fondati tre Bruderhöfe in Sud Dakota e presto il numero delle fattorie comunitarie si moltiplica, fino ad arrivare a contare quattrocento unità con circa quattromila residenti) e, successivamente, in Canada a seguito dell’introduzione, negli USA, della coscrizione militare obbligatoria.
Nel 1922 solo un terzo degli Hutteriti che avevano abbandonato gli Stati Uniti fa ritorno ai Bruderhöfe fondati in Nord e Sud Dakota, Montana, Minnesota e nello stato di Washinghton.
Ancora oggi, dunque, gli hutteriti vivono soprattutto in Canada e, in misura minore, negli Stati Uniti, preservando la loro fede e le loro strutture collettiviste. Sono diverse decine di migliaia ed ancora parlano il dialetto tedesco dei loro fondatori del sedicesimo secolo.
L’organizzazione interna della Fratellanza hutterita — non del singolo Bruderhof; credo meriti sottolineare, con Ugo Gastaldi, che in ambito hutterita «la comunità è una sola» — prevede, tradizionalmente, un capo carismatico e vitalizio, il Vorsteher cui si affiancano i ministri della parola di Dio (Diener des Wortes) ed i ministri della gestione economica (Diener der Notdurf).

«In ogni Bruderhof v’era almeno un “Diener des Wortes”, affiancato da assistenti e da anziani, mentre i “Diener der Notdurf” potevano essere più d’uno, sebbene normalmente vi fosse un unico responsabile con vari collaboratori strettamente dipendenti, cui erano affidati differenti compiti, come quello di addetto alle opere (Einkaüfer) o preposto ad una delle attività artigianali (Fürgestellte), o a uno dei rami della produzione agricola (Meier e Kellner).
La spina dorsale della Fratellanza era naturalmente costituita dai “Diener des Wortes”, che avevano il compito di tener desta la coscienza delle ragioni spirituali della vita comunitaria […].
La procedura della loro scelta rispecchia la prudente cautela che caratterizza tutta la vita della Fratellanza. Gli aspiranti, che erano sempre numerosi, dovevano essere attentamente vagliati e presentati all’assemblea, che ne eleggeva quanti ne occorrevano sorteggiandoli […].
Dopo un periodo di prova si aveva conferma dell’ufficio, che avveniva in forma solenne dinanzi all’assemblea mediante l’imposizione delle mani da parte degli anziani. I “servitori della parola” erano tenuti in grande onore e ad essi si riserbava un trattamento di riguardo per quanto concerneva la mensa, il vestiario e l’abitazione, cosa che sollevava non poche critiche da parte degli anabattisti degli altri gruppi, che erano più rigorosamente egualitari»
(Ugo Gastaldi, Storia dell’anabattismo, Vol. II, Claudiana, Torino, 1981, pp. 507-508).

La disciplina, nei Bruderhöfe, è sempre stata piuttosto rigorosa avvalendosi, talora, del provvedimento di espulsione di membri poco inclini a rispettarla.
Da secoli i Bruderhöfe, oltre ad essere in grado di provvedere al sostentamento dei propri membri, producono merci di buona qualità che poi mettono sul mercato a prezzi ragionevoli. Tra queste: birra, ceramiche, oggetti di metallo, tessuti, vetri ed orologi. I Bruderhöfe, inoltre, sono sempre stati autonomi sul fronte della scolarizzazione dei più piccoli avendo, ciascuno, una «scuola piccola» per i fanciulli da due a sei anni ed una «scuola grande» per quelli da sei a dodici anni, garantendo a tutti un istruzione primaria, cosa senz’altro degna di nota se consideriamo che le prime comunità hutterite risalgono alla prima metà del sedicesimo secolo. Superati i dodici anni tutti venivano e vengono ancora oggi avviati, indistintamente, ad imparare un mestiere, in virtù della profonda valorizzazione del lavoro manuale cui abbiamo già accennato.
In chiusura due parole sulla gütergemeinschaft — “comunità di beni” —, ovvero sul «completo comunismo di produzione e di consumo nell’ambito di una comunità volontaria di credenti» cui fà da corollario la messa in comune dei beni dei nuovi membri ammessi. Questa è sempre stata considerata «la perfetta attuazione dell’ascesi cristiana e dell’amore dei fratelli» ed un ottimo antidoto, nell’ambito di uno stile di vita austero e frugale, all’egoismo ed al narcisismo.
Una prospettiva che aveva ed ha ancora oggi, molto probabilmente, un suo fascino ma che non ha mancato di creare problemi, come del resto è accaduto nell’ambito di scelte comunitarie radicalmente collettiviste.
Ad esempio, citando ancora Gastaldi:

«[Nei Bruderhöfe] i ministri avevano un mezzo disciplinare per allontanare coloro che si mostravano indegni o incapaci di adattarsi: la facoltà di proporre alla comunità la loro esclusione (Ausschluss). Era qualcosa di simile al bando (Bann) praticato dalle comunità anabattiste, ma con la differenza che alla sanzione di carattere religioso si abbinava quella di carattere economico e sociale, perché l’escluso cessava anche di far parte della comunità dei beni. D’altra parte chi voleva andarsene spontaneamente era padronissimo di farlo in ogni momento, perché l’appartenenza alla comunità era del tutto volontaria». (Ivi, p. 508)

Siamo dunque di fronte ad un caso che io definisco di “difficile reversibilità della scelta comunitaria”, in ragione , tra le altre cose, di una penalizzazione economica. Questa non può non avere ripercussioni sulla sfera psicologica, contribuendo fortemente a demotivare la persona che vorrebbe uscire dalla comunità a compiere la sua scelta. E’ una questione che, in ambito comunitario, non ha riguardato e non riguarda solo gli hutteriti ma anche, per riportare un esempio celebre, molti kibbutzim ed è stata una delle ragioni che ne ha determinato, come vedremo, lo spostamento su posizioni più “privatiste”.
Al riguardo credo meriti riportare un caso, citato sul testo di Gastaldi, dell’abbandono di una comunità hutterita da parte di un membro:

«Un ticinese, Alessio Todeschi, che fu per qualche tempo tra gli hutteriti di Moravia, riferì quanto segue in una deposizione processuale: “…quelli che entrano in quella [congregation del ben comun] vendono tutto quello che hanno et dano li denari del tratto a beneficio della congregation….; et s’alcuno vuol poi uscir fuori non puol rehaver pur un bagarino, se ben avesse sborsato diece mile ducati”» (Ibidem)

Oggi l’esperienza hutterita è ben lungi dall’essersi esaurita. Stando ai dati più aggiornati che si possono trovare in rete — it.wikipedia.org/wiki/Hutteriti — In America del Nord vivono circa 45.000 hutteriti, divisi in tre grandi gruppi:

  • Schmiedeleut, presenti in Canada, Minnesota , North Dakota e South Dakota
    • Dariusleut, presenti in Canada, Washington e Montana
    • Lehrerleut, anch’essi presenti in Canada, Washington e Montana

 

 

Sempre la fonte inglese è la Marginal Mennonite Society che si avvale del portale Gameo, oggi con qualche problema di rete.

In questa data nel 1536 (31 marzo ), tre. #.Hutteriti. furono arsi al palo in. #.Vienna., Austria. I loro nomi erano: Hieronymus Kals, Michael Seifensieder, e Hans Oberecker.

Loro stavano passando solo attraverso la città, a loro modo andavano in Tirolo (Austria occidentale) quando loro furono catturati. Hieronymus era un insegnante fra i Confratelli in Moravia

 

foto di Marginal Mennonite Society.
In  questa data nel 1565 (26 febbraio), il  Francesco della  Sega fu stato giustiziato affogato in. #.Venezia., Italia. Come un normale giovane adulto, era caduto sotto l’influenza della folla di antitrinitari a Venezia. Si crede che lui fu ri-battezzato mentre vive in Italia.
Pìù tardi lui sentì circa gli. #.Hutterites. e viaggiò in Moravia per visitare molte delle loro sistemazioni. Lui fu entusiasmato, decidendo di stare e richiederne l’appartenenza. Probailmente  lui si sposò all’interno della comunità degli Hutteri e divenne un sarto. Lui fu catturato ed arrestato durante un viaggio di ritorno ad Italia nel 1562.
foto di Marginal Mennonite Society.
In questa data nel 1536 (25 febbraio), Jacob Hutter fu arso al palo nella piazza della città di. #.Innsbruck., Austria. Lui aveva approssimativamente 35 anni, un cappellaio di mestiere e un leader del. #.Anabattisti. nel Tirolo. I suoi seguaci abbandonarono più tardi la regione, e durante il corso degli anni sperimentarono molte privazioni e persecuzioni. Ma loro sopravvissero come una comunità e furono conosciuti nella storia come gli. #.Hutteriti. Oggi loro sono stanziati nei Grandi Piani degli USA ed nel Canada Occidentale (approssimativamente 45,000 persone in 460 colonie). Loro praticano la comunione totale dei beni, il pacifismo assoluto, e la semplicità in modo di vivere.
foto di Marginal Mennonite Society.

Ed ecco un  videotape …

Meghan Roberts parla di una squadra di hockey delle donne Hutterite allacciata sui loro pattini per una partita amichevole di lunedì.
Le donne panettiere che infornano (punti) incorporarono le loro gonne tradizionali nelle loro uniformi di hockey portandoli sopra pattini ed imbottitura. Maendel disse che le loro uniformi aiutano il loro gioco. ‘È un vantaggio. I pantaloni di hockey sarebbero un pezzo equo più grosso. E è anche agile. Quindi io penso che noi possiamo pattinare più veloci a causa delle gonne.’ … Sebbene il gioco era amichevole, qualcuno doveva allontanarsi con una vittoria. La squadra di Colonia del Baker Hutterite prese il gioco, con un risultato finale di 6-1
Un torneo di hockey annuale tra le Fanciulle MacGregor di Ferro e le donne dalla Colonia Baker Hutterite determinò  una folla enorme su “Luigi Riel day”.
In data incerta nel febbraio 1571,Wolf Binder è stato giustiziato decapito in. #.Scharding. a Inn, Austria. Lui era un. #.Hutterita.. (litografia di Jan Luiken per uno specchio dei martiri.)
foto di Marginal Mennonite Society.

 

In questa data nel 1528 (30 gennaio), due uomini e tre donne furono arse al palo in. #.Bamberg., Germania (Baveria). Loro erano. #.Anabattisti.. I loro nomi erano: Endres Weiss, Hans Weischenfelder, Elise Koch, Margarethe Petz e Katharina Rosner. Hans testimoniò che lui era stato in viaggio per la  Moravia per associarsi agli Hutteriti quando fu arrestato.

 

foto di Marginal Mennonite Society.

In questo giorno nel 1559 (4 gennaio.), Tillmann Schneider e Mathias Schmidt furono giustiziati in. #.Aachen., Germania. Loro erano. #.Hutteriti, parte di un più grande gruppo nel quale era stato arrestato ad Aachen 1558. (litografia  di Jan Luiken per uno Specchio dei Martiri.

foto di Marginal Mennonite Society.

 

In  questa data nel 1546 (22 Nov), quattro. #.Hutteriti. furono decapitati a. #.Vienna., Austria. I loro nomi erano: Blasius Beckh, Anthoni Keim, Leonhard Schneider, e Hans Staudacher.

foto di Marginal Mennonite Society.

 

In questa data nel 1538 (31 Ottobre). #.Hutterite. leader Onophrius Griesinger fu arso al palo in. #.Brixen., Italia.

 

foto di Marginal Mennonite Society.

 

In questa data del 1558 (21 Ottobre), Hans Weckh e suo cognato Heinrich Adams furono giustiziati in. #.Aachen., Germania. Loro erano. #.Hutteriti.
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(source/fonte : www.gameo.org ora con problemi sulla rete)

foto di Marginal Mennonite Society.
Il sospetto ed opposizione che salutarono Hutteriti quando  arrivarono in Canada in 1918 si concretizzò  nell’Atto di Proibizione di Vendite dei Terreni (1942.1947) di Alberta e l’Atto di Proprietà Comunale (1947.1973), i quali ora sono descritti dal sito web dei Diritti umani canadesi   ‘fra i pezzi discriminatori e più chiassosi di legislazione in storia canadese.’ Quello è perché “i niqab femminili  elevano così molte bandiere rosse per me, personalmente.”

 

Come una donna dalla cultura Hutterite io ho speso la mia carriera di scrittura che tenta di riabilitare decadi di azioni di guerra ed i travisamenti sulla mia gente…
RLINGTON, S.D. il Suo benessere degli occhi è  con ferite lacere, Simon Decker richiamò il colpo devastatore inflitto quasi cinque mesi fa quando l’influenza aviaria annientò 65,000 tacchini e 40,000 polli su suo orientale…

In questa data nel 1585 (13 agosto), tre. #.Hutteriti. fu eseguita decapitazione in. #.Burghausen., Germania. I loro nomi erano: Hans Aichner, Jan Raufer, e Jörg Bruckmaier.

foto di Marginal Mennonite Society.

In questa data nel 1592 (27 luglio), un. #.Hutterita. chiamato Matthias Mair è stato giustiziato affogato in qualche luogo nella regione di Baden della Germania meridionale. Lui era un nativo di Tirolo, Austria ed era un diacono di Hutterita da quattro decadi. (Litografia di Jan Luiken per uno specchio dei martiri.””)

foto di Marginal Mennonite Society.

In questa data nel 1560 (19 luglio), Hans Leitner e Klaus Felbinger furono decapitati in. #.Landshut., Baviera, Germania. Loro erano. #.Hutteriti..

foto di Marginal Mennonite Society.

 

In  questa data nel 1585 (5 luglio ), Leonhard Summerauer fu decapitato in. #.Burghausen., Germania. Lui era un. #.Hutterita..

foto di Marginal Mennonite Society.

In questa data nel 1561 (10 giugno), tre. #.Hutteriti. furono giustiziati in. #.Innsbruck., Austria. Eustachius Kotter, un muratore della pietra, è stato  messo a morte, decapitandolo . Jörg Rack, un diacono Hutterita fu decapitato dopo. Hans Mandl, un cestaio fu allacciato ad una scala e gettato vivo sopra un fuoco coi cadaveri dei suoi fratelli.

 

foto di Marginal Mennonite Society.

In questo giorno Commemorativo, ecco i nomi di alcuni obiettori il cui valore è da ricordare  coscienziosamente, alcuni di loro abbandonarono le loro vite perché loro rifiutarono a possedere una uniforme da college militare e a andare a guerreggiare:

 

Cyrus Pringle (May 6, 1838 – May 25, 1911) (Quaker)
Archibald Baxter (Dec. 13, 1881 – Aug. 10, 1970) (Socialist)
Arthur Eddington (Dec. 28, 1882 – Nov. 22, 1944) (Quaker)
Roger Nash Baldwin (Jan. 21, 1884 – Aug. 26, 1981) (Unitarian)
Mark Briggs (April 6, 1884 – March 15, 1965) (Socialist)
Michael Hofer (July 13, 1893 – Dec. 2, 1918) (Hutterite)
Harold S. Gray (Feb. 23, 1894 – April 5, 1972)
Joseph Hofer (Oct. 25, 1894 – Nov. 29, 1918) (Hutterite)
Floyd Schmoe (Sept. 21, 1895 – April 20, 2001) (Quaker)
Paul Comly French (March 19, 1903 – June 3, 1960) (Quaker)
Arndt Pekurinen (Aug. 29, 1905 – Nov. 5, 1941)
Kenneth Rexroth (Dec. 22, 1905 – June 6, 1982)
Bennett W. Andrews (Sept. 13, 1906 – May 2, 1994)
Franz Jagerstatter (May 20, 1907 – Aug. 9, 1943)
Wally Nelson (March 27, 1909 – May 23, 2002)
Julien D. Cornell (March 17, 1910 – Dec. 2, 1994) (Quaker)
Glenn E. Smiley (April 19, 1910 – Sept. 14, 1993) (Methodist)
William Stafford (Jan. 17, 1914 – Aug. 28, 1993) (Church of the Brethren)
Sun Ra (May 22, 1914 – May 30, 1993)
Wilhelm Kusserow (Sept. 4, 1914 – April 27, 1940) (Jehovah’s Witness)
George Willoughby (Dec. 9, 1914 – Jan. 5, 2010) (Quaker)
Ralph DiGia (Dec. 13, 1914 – Feb. 1, 2008)
James Peck (Dec. 19, 1914 – July 12, 1993)
David Dellinger (Aug. 22, 1915 – May 25, 2004)
George Houser (June 2, 1916 – ) (Methodist)
Igal Roodenko (Feb. 8, 1917 – April 28, 1991)
Gordon Zahn (Aug. 7, 1918 – Dec. 9, 2007)
Alex Comfort (Feb. 10, 1920 – March 26, 2000)
Wolfgang Kusserow (March 1, 1922 – March 28, 1942) (Jehovah’s Witness)
Ernie Goertzen (Feb. 14, 1926 – July 22, 2004) (Mennonite)
Paul Eddington (June 18, 1927 – Nov. 4, 1995) (Quaker)
James Lawson (Sept. 22, 1928 – ) (Methodist)
Staughton Lynd (Nov. 22, 1929 – ) (Quaker)
Muhammad Ali (Jan 17, 1942 – )
Steve Reid (Jan. 29, 1944 – April 13, 2010)

Altro…

foto di Marginal Mennonite Society.

Quale lingue parlano gli Hutteriti?
Manitoba Hutterite Linda Maendel lo spiega:

http://amishamerica.com/hutterite-language/

foto di Amish America.

Amish America

considerati chiesa sorella

 

Top this, praise bands.

Sung at Steinbach Evangelical Free Church – February 15th 2009 by The Prairie Praise hutterite youth choir

 

Da 1855 al 1890 questa struttura (poi nota come Giardino del Castello) nel Parco Batteria era usata  per trattanere gli  immigranti, precedentemente a Ellis Island. Il 17 luglio 1874, il primo Hutterita arrivare nell’U.S.  nel porto di NY sulla nave “Hammonia” e sarebbe stato trattato in questo edificio prima di capeggiare a  ovest, per stabilire la loro rete di colonie comuniste.
foto di Charlie Kraybill.

Charlie Kraybill

Castle Clinton, Battery Park, 2:40 pm

Fotografie assordanti da una colonia (il Green Acres Colonia in Manitoba) di Hutteriti, da un fotografo Hutterito che fu costretto ad andare via a causa della sua abitudine di fotografia. Per rispetto della privacy comunitaria.

 

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Kelly Hofer fu forzato ad uscire dalla sua gente e famiglia all’età di 19 anni a causa del suo amore per la fotografia anche intima

In questo giorno del 1559 Tillmann Schneider e Mathias Schmidt furono giustiziati in ‪#‎Aachen‬, Germania. Erano  ‪#‎Hutteriti‬.

foto di Marginal Mennonite Society.

Schneider, Tillmann (d. 1559)

Cattura di Hans Smit, Hendrik Adamsz, Hans Bek Matthijs Smit, Dileman Snijder e 7 altri, Aachen 1558. Litografia di Jan Luiken in, v. 2, p. 209 di edizione olandese. Scansione provveduta da [http://www.bethelks.edu/mla/holdings/scans/martyrsmirror/ Mennonite Biblioteca ed Archivi]

Tillmann Schneider, (Dileman Snijder) un martire deglii Hutteriti, è stato messo a morte il 4 gennaio 1559, ad Aachen, Germania insieme con Matthias Schmidt. Bibliografia Braght, Thieleman J.

 

Braght, Thieleman J. van. The Bloody Theatre or Martyrs’ Mirror of the Defenseless Christians Who Baptized Only upon Confession of Faith and Who Suffered and Died for the Testimony of Jesus Their Saviour . . . to the Year A.D. 1660. Scottdale, PA: Herald Press, 1951: 588. Available online at: http://www.homecomers.org/mirror/index.htm.

Wolkan, Rudolf. Geschicht-Buch der Hutterischen Brüder. Macleod, AB, and Vienna, 1923: 299.

Zieglschmid, A. J. F. Die älteste Chronik der Hutterischen Brüder: Ein Sprachdenkmal aus frühneuhochdeutscher Zeit. Ithaca: Cayuga Press, 1943: 393.

Date Published 1959
 Cite This Article

MLA style
, . (1959). Schneider, Tillmann (d. 1559). Global Anabaptist Mennonite Encyclopedia Online. Retrieved 26 April 2016, from http://gameo.org/index.php?title=Schneider,_Tillmann_(d._1559)&oldid=130101

In questa data, nel 1918 Giuseppe Hofer (il 25 ottobre 1894 – novembre 29 1918), un pacifista di “Hutteriti e C.O.”, morì come risultato di trattamenti disumani sofferti nelle  prigioni militari US. Giuseppe e tre altri Hutteriti (due di chi erano i suoi fratelli) furono chiamati alle armi nell’Esercito nell’ estate del 1918. A loro fu ordinato di  Campeggiare a Lewis, ma al loro arrivo rifiutarono di stare in piedi in formazione, portare l’uniforme, o cooperare con ufficiali in alcun modo. Dopo un paio di mesi  mesi… non-cooperazione, i quattro uomini furono processati e condannarono a 20 anni. Loro furono inviati via ad Alcatraz, alla Baia di San Francisco dove il loro rifiuto per rispettare ordini dati luogo a molti mesi di trattamento abusivo (segregazione cellulare, shackling, bastonate, diete di fame, esposizione agli elementi nocivi). A novembre 1918, gli uomini furono trasferiti a Forte Leavenworth, Kansas. Giuseppe morì nella mattina del 29 novembre, subito dopo sua moglie, Maria, arrivata per visitare. Quando Maria era capace di vedere il corpo di suo marito, lei notò che lui fu vestito nell’uniforme militare che lui aveva rifiutato di porsi mentre era vivo. Il fratello di Giuseppe, Michael (il 13 luglio 1893 – dicembre 2 1918), morì alcuni giorni più tardi. Dopo le morti dei fratelli di Hofer, molte colonie di Hutterite fecero bagagli e si trasferirono in Canada per evitare la persecuzione per il loro pacifismo  verso nord.

 

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New Testament trivia question: Who said this line: “Jesus, remember me when you come into your kingdom.”? And what was said in response?

Sung at Steinbach Evangelical Free Church – February 15th 2009 by The Prairie Praise hutterite youth choir.
youtube.com

This is why I’d rather hang out at a Hutterian conference, or a Beachy Amish conference. I’m just not hip enough for the Mennonite Church USA with their “christian” “rappers” and their “christian” “hippity-hoppers.”

Sung at Steinbach Evangelical Free Church – February 15th 2009 by The Prairie Praise hutterite youth choir.
youtube.com

Hutteriti affrontano le persecuzioni dal governo per le loro credenze religiose. I Repubblicani verranno alla loro difesa come loro facevano per la chiesa cattolica?

Helena, Mont. . Colonie religiose di Hutteriti in Montana rurale stanno lottando contro i tentativi dello stato di imporre una legge di lavoro: sono appoggiati da aziende che si lagnano loro che non possono superoffrire il costo basso dei lavoratori comunali. I Hutteriti sono i protestanti.

 

GLI ARTICOLI (Confessione) DI SCHLEITHEIM

– Il Manifesto Anabattista –
Ad appena due anni dalla nascita, a Zurigo, del Movimento “anabattista”, così etichettato dai suoi nemici, i rappresentanti delle varie Comunità si videro costretti a riunirsi a Schleitheim, in Svizzera, per evitare che si infiltrassero tra loro personaggi e dottrine che nulla avevano a che fare con le caratteristiche del movimento e che anzi avrebbero potuto vanificare la testimonianza del loro annuncio evangelico.
Grazie al Fraterno Accordo che ne scaturì, siamo in possesso delle originarie istanze di questo Movimento che ad altro non mirava se non a rendere il messaggio di Gesù aderente al suo Vangelo. Gli Articoli sono ancor oggi parte fondamentale dell’identità cristiana di coloro che compongono la famiglia anabattista: Mennoniti, Amish e Hutteriti.
Il redattore dei Sette Articoli concordati a Schleitheim fu Michael Sattler, una delle figure più significative del Gruppo iniziatore del Movimento.
Scoperta la sua attività di evangelizzatore, Sattler venne individuato ed arrestato a Horb con la moglie e altri fratelli, mentre ritornava da Schleitheim portando con sé i “ Sette Articoli ”.

Venne martirizzato il 20 maggio 1527, a meno di tre mesi dalla stesura dell’Accordo Fraterno.

Derossi Roberto
Testo integrale

FRATERNO ACCORDO
DI ALCUNI FIGLI DI DIO
CONCERNENTE SETTE ARTICOLI
– Schleitheim – (Canton Schaffhausen, Switzerland)
24 febbraio 1527

Gioia, pace e misericordia dal nostro Padre per l’opera espiatrice del sangue di Cristo Gesù, insieme ai doni dello Spirito, che è inviato dal Padre a tutti i credenti per dare loro forza, costanza e consolazione in ogni tribolazione sino alla fine, Amen.
Ciò auguriamo a tutti coloro che amano Dio, figli della luce, sparsi ovunque, come è stato disposto da Dio nostro Padre, e ovunque radunati con un medesimo zelo in un solo Dio e Padre di tutti noi: la grazia e la pace del cuore sia con tutti voi, Amen.
Diletti fratelli e sorelle nel Signore, ci sta a cuore sommamente, ed in primo luogo, il vostro conforto e il rafforzamento della vostra coscienza (che talvolta è stata turbata), affinché non siate separati da noi come stranieri, quasi esclusi, e possiate rivolgervi di nuovo alle vere membra piantate da Cristo, che sono pazienti e armate della Sua conoscenza, e così possiate riunirvi di nuovo a noi in forza dello spirito divino e cristiano e dello zelo verso Dio.
E‘ anche manifesto con quanta astuzia il diavolo ci abbia sviati, per distruggere e porre termine all’opera di Dio che è stata in parte avviata tra noi con misericordia e grazia. Ma Cristo, il vero Pastore delle nostre anime, che ha iniziato quest’opera in noi, di certo la guiderà e l’insegnerà per il suo onore e la nostra salvezza, Amen.
Amati fratelli e sorelle, noi che ci siamo riuniti nel Signore a Schleitheim, possiamo comunicare a tutti coloro che amano Dio, che ci siamo accordati su alcuni punti e articoli ai quali dobbiamo attenerci nel Signore, quali obbedienti bambini di Dio. Come figli e figlie che sono, e devono essere, separati dal mondo in ogni cosa, completamente in pace. A Dio sia l’unica lode e gloria poiché ciò è avvenuto con piena soddisfazione e senza alcun contrasto tra i fratelli. In questo abbiamo percepito l’unità dello Spirito, del nostro Padre e del nostro comune Cristo con noi. Infatti il Signore è il Signore della pace e non della discordia, come ci ricorda Paolo (1).

Ciò premesso vi informiamo su quali articoli è avvenuto il nostro accordo.
Da alcuni falsi fratelli è stato introdotto tra noi uno scandalo molto grave, alcuni infatti si sono allontanati dalla fede ritenendo erroneamente di poter usare e praticare la libertà dello spirito e di Cristo. Costoro però hanno smarrito la verità e si sono abbandonati alla lussuria, alla libertà carnale e hanno creduto che la fede e l’amore possono fare e tollerare tutto, e che ciò non sia per loro né dannoso né riprovevole, dal momento che hanno la fede.
Badate, voi membra di Dio in Cristo Gesù, che la fede nel Padre celeste mediante Gesù Cristo, non ha questa forma, non opera né produce cose simili, come questi falsi fratelli e sorelle fanno e insegnano. State in guardia e siate ammoniti di fronte a gente simile, poiché essa non serve il Padre nostro, ma il loro padre, il diavolo.
Ma non così voi. Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la loro carne insieme a tutte le loro passioni e desideri (2). Voi ci capite bene e riconoscete i fratelli a cui noi pensiamo. Separatevi da loro perché sono perversi. Preghiamo il Signore perché riconoscano la verità e facciano penitenza, e per noi, affinché possiamo avere la perseveranza di mantenere la strada presa secondo l’onore di Dio e del suo figlio Cristo, Amen.

Gli articoli che abbiamo trattato e sui quali ci siamo trovati d’accordo sono questi:
1. il Battesimo
2. la Scomunica
3. lo Spezzare del pane
4. la Separazione dagli abomini
5. i Pastori della comunità
6. la Spada
7. il Giuramento

1. In primo luogo così pensiamo del Battesimo:
il battesimo deve essere dato a tutti coloro che hanno imparato il pentimento e il mutamento di vita e credono veramente che i loro peccati sono stati tolti da Cristo, e a tutti quelli che vogliono camminare nella resurrezione di Gesù Cristo, perché con lui vogliono essere sepolti nella morte per poter con lui risorgere, e a tutti coloro che con questo significato ce lo chiedono, lo desiderano da noi e lo esigono nel loro intimo. Per questo viene escluso ogni battesimo degli infanti, il primo ed il più grande abominio del papa. Di ciò abbiamo fondamento e conferma nella Scrittura e negli apostoli (3).
A ciò vogliamo attenerci con semplicità, e tuttavia con fermezza e certezza.

2. In secondo luogo così ci siamo trovati d’accordo sulla Scomunica:
la scomunica deve essere usata con tutti coloro che si sono consacrati a Dio per camminare nei suoi comandamenti, e con tutti coloro che sono stati battezzati nel medesimo corpo in Cristo, facendosi chiamare fratelli e sorelle, e che tuttavia talvolta scivolano o cadono in qualche mancanza o peccato, o ne sono inconsciamente sorpresi. Costoro dovranno essere ammoniti per due volte in segreto e la terza volta pubblicamente di fronte alla Comunità, penitenziati o scomunicati secondo il comandamento di Cristo (4). Ma ciò deve essere fatto, secondo l’ordine dello Spirito di Dio (5), prima che si spezzi il pane, in modo che si possa spezzare e mangiare di un solo pane e bere da un medesimo calice.

3. In terzo luogo ci siamo trovati d’accordo e abbiamo concordato sullo Spezzare del pane:
tutti coloro che desiderano spezzare un medesimo pane in memoria del corpo spezzato di Cristo e tutti quelli che vogliono bere da un medesimo calice in memoria del sangue versato di Cristo, devono prima essersi congiunti con il battesimo in un solo Corpo di Cristo, cioè nella Comunità di Cristo della quale Egli è il capo. Come sottolinea Paolo (6), non si può allo stesso tempo essere partecipi alla mensa del Signore e a quella del demonio; allo stesso tempo non si può bere dal calice del Signore e da quello del diavolo. Tutti coloro che hanno comunione con le opere morte delle tenebre, non partecipano affatto alla luce; così tutti quelli che seguono il diavolo e il mondo non fanno parte di coloro che sono chiamati a Dio, fuori da questo mondo. Tutti coloro che giacciono nel male, non hanno parte nel bene. Così dunque può e deve essere: chi non è stato chiamato da un unico Dio ad un’unica fede, ad un unico battesimo, ad un unico spirito, ad un medesimo corpo (7), con tutti i figli della Comunità di Dio, non può diventare un unico pane con loro, come deve accadere, se si vuole veramente spezzare il pane secondo il comando di Cristo.

4. In quarto luogo ci siamo trovati d’accordo sulla Separazione:
dobbiamo separarci dal male e dalla cattiveria che il diavolo ha piantato nel mondo, di modo che non si abbia alcuna comunione con i malvagi e non ci si mescoli a questi nei loro abomini. Infatti tutti coloro che non vivono nell’obbedienza della fede, e non si sono uniti a Dio per adempiere alla sua volontà, sono un grande abominio di fronte a Dio; perciò non possono che scaturire e crescere da loro che opere abominevoli. Ora nel mondo e in tutto il creato non vi sono che buoni e malvagi, credenti e increduli, tenebre e luce, quelli che sono del mondo e quelli che non lo sono, templi di Dio e idoli, Cristo e Belial. Nulla di ciò può confondersi (8). Ora può essere chiaro il comando del Signore, quando ci invita ad essere separati dal male, Egli, così, potrà essere il nostro Dio e noi i suoi figli e figlie (9).
Egli ci esorta ad uscire da Babilonia e dall’Egitto terreno, per non essere partecipi delle sofferenze e degli affanni che il Signore arrecherà loro. Da tutto ciò dobbiamo imparare che tutto quello che non è con Dio e con Cristo non è altro che abominio ed è ciò che dobbiamo evitare e fuggire. Con ciò intendiamo tutte le opere papiste e neopapiste (10), i servizi divini, le adunanze, i pellegrinaggi, i bagordi, le connivenze e i patti con gl’infedeli e altre cose simili, che il mondo tiene invece in alta considerazione ma che sono totalmente opposte ai comandi di Dio, e conformi a tutta l’ingiustizia presente nel mondo.
Da tutte queste cose dobbiamo essere separati senza averne parte alcuna perché sono un abominio che ci fa odiare di fronte al nostro Cristo Gesù, che ci ha liberato dalla schiavitù della carne e ci ha costituiti al servizio di Dio per mezzo dello Spirito che ci ha dato. Perciò saranno da noi respinte, necessariamente, anche le armi non cristiane, anzi diaboliche, della violenza, come lo sono le armi, in ogni loro uso, anche a favore degli amici contro i nemici, in forza della parola di Cristo: “ non dovete resistere al malvagio “ (11).

5. In quinto luogo ci siamo trovati d’accordo sui Pastori della Comunità di Dio:
Il pastore della Comunità di Dio deve essere, sulla base di quanto prescrive Paolo (12), una persona che abbia in tutto e per tutto una buona testimonianza da coloro che non sono credenti. Il suo ufficio consiste nel leggere, esortare ed insegnare, ammonire, punire, scomunicare a nome della Comunità, ed insegnare a tutti i fratelli e le sorelle a pregare per il proprio emendamento. Esso sarà il primo a spezzare il pane e dovrà avere cura di tutte le cose del Corpo di Cristo, perchè possa crescere e svilupparsi, così da ammutolire i calunniatori. Dovrà essere mantenuto, se fosse privo di mezzi, dalla Comunità che lo ha eletto, in modo che chi serve il Vangelo viva del Vangelo, come il Signore ha ordinato (13).
Se però un pastore facesse qualcosa che comportasse un’ammonizione, non gli deve essere fatto nulla senza che vi siano due o tre testimoni, e se ha peccato deve essere punito di fronte a tutti, così che gli altri abbiano timore. Se poi un pastore fosse destituito o fosse condotto al Signore attraverso il martirio, subito deve esserne eletto un altro al suo posto affinché il piccolo gregge e popolo di Dio non sia distrutto.

6. In sesto luogo ci siamo trovati d’accordo sulla Spada:
la spada è disposta da Dio al di fuori della perfezione di Cristo. Essa punisce e uccide i malvagi e protegge e difende i buoni.
Sotto la Legge, la spada è stata disposta a punizione e morte dei malvagi ed il suo uso è stato rimesso al potere secolare (14).
Nella perfezione di Cristo però è usata solo la scomunica, per richiamare ed escludere colui che ha peccato, senza ucciderne il corpo (15), ma semplicemente mediante il rimprovero e l’invito a non peccare più (16).
Ora molti che non riconoscono che questa sia la volontà di Cristo per noi, si chiedono se un cristiano possa e debba usare la spada contro i malvagi per la protezione e la difesa del bene e per amore. La risposta, all’unanimità, è questa: Cristo ci insegna e ci comanda che dobbiamo imparare da Lui, il quale è mite e umile di cuore, e così troveremo quiete per le nostre anime (17). Ora Cristo non dice alla donna colta in adulterio, che deve essere lapidata secondo la Legge dei padri, (ed aggiunge: “Come il Padre mi ha comandato, così io faccio” (18), ma parla secondo la misericordia e il perdono e l’ammonizione a non più peccare (19), anche noi dobbiamo adottare un atteggiamento simile in merito alla scomunica.
In secondo luogo viene chiesto a proposito della spada, se un cristiano deve pronunciare giudizi o sentenze nelle contese e nei litigi secolari, che i non credenti hanno l’uno contro l’altro. Questa è la nostra risposta unitaria: Cristo non ha voluto decidere o giudicare tra fratelli e fratelli a causa di un’eredità, ma si è rifiutato di farlo (20). Pertanto anche noi dobbiamo fare altrettanto.
In terzo luogo ci è stato chiesto a proposito della spada, come deve comportarsi un cristiano se fosse eletto ad una funzione politica? La risposta è la seguente: volevano che Cristo diventasse il loro re, ma egli fuggì (21) perché non riteneva che ciò fosse la volontà del Padre suo; anche noi dobbiamo comportarci così, imitandolo, per non camminare nelle tenebre. Egli stesso dice (22): “ Chi vuol venire dietro me rinunzi a se stesso, prenda la sua croce su di sé e mi segua “. Inoltre egli vieta la violenza delle armi e dice (23). “ I principi secolari signoreggiano… ma non così voi “. Paolo, poi, dice (24): “ Quelli che egli ha predestinato, li ha anche chiamati perché devono essere conformi all’esempio di suo figlio…”. Anche Pietro dice (25): “ Cristo ha patito, non signoreggiato e ci ha lasciato un esempio perchè voi seguiate le sue orme “. Infine si deve osservare che a un cristiano non è permesso di ricoprire cariche di governo nello stato, per i seguenti motivi: il potere politico è secondo la carne, mentre il cristiano è secondo lo spirito; le sue case e le sue dimore sono materiali in questo mondo, ma la casa del cristiano è in cielo (26); le armi delle sue contese e delle sue guerre sono carnali e solo contro la carne, ma le armi del cristiano sono spirituali e contro la forza del diavolo. Le autorità di questo mondo sono munite con ogni sorta di armi, ma i cristiani sono muniti coll’armatura di Dio, con la verità, la giustizia, la pace, la fede, la salvezza e con la Parola di Dio (27). In breve, quali sono le intenzioni di Cristo, nostro capo, tali, per suo mezzo, devono essere quelle delle membra del suo corpo, così che non vi sia nel corpo nessuna separazione che lo possa distruggere, perché ogni regno in sé diviso, verrà distrutto (28).
Ora poiché Cristo è tale come di Lui è scritto, così devono essere le sue membra, affinché il suo corpo resti integro e unito per l’emendazione e l’edificazione.

7. In settimo luogo siamo stati concordi sul Giuramento:
il giuramento è una conferma tra quelli che litigano o fanno promesse, ed è stato imposto dalla Legge che si debba fare unicamente nel nome di Dio, in modo veritiero e non falso. Cristo, che insegna la perfezione della Legge, vieta ai suoi ogni giuramento, o vero o falso, sia per il cielo che per la terra, sia su Gerusalemme che sulla nostra testa e ciò per questa ragione, come dice subito dopo (29),: “Non giurare neppure per il tuo capo, poiché tu non puoi far diventare un solo capello bianco o nero “. Guardate, ogni giuramento è vietato per questo, perché non possiamo garantire nulla di quello che viene promesso in un giuramento, perché noi non possiamo mutare la più piccola parte di noi stessi.
Ora ci sono alcuni che non vogliono prestare fede al semplice comandamento di Dio, ma affermano: “ Ebbene Dio ha giurato ad Abramo per se stesso, perché egli era Dio, quando gli promette che gli vorrà bene e che sarà suo Dio se osserverà il suo comandamento; perché dunque non dovrei giurare anch’io, quando prometto qualcosa ad uno ? “. Risposta: ascolta quello che dice la Scrittura (30): “Dio allora volendo provare ancor meglio agli eredi della promessa che la sua decisione non vacilla, ha interposto un giuramento, acciocché da due cose immutabili – poiché è impossibile che Dio menta – noi avessimo una ferma speranza. Comprendete il significato di questo scritto: Dio ha la potestà di fare quello che a te vieta perché a Lui tutto è possibile. Dio ha prestato un giuramento ad Abramo, dice la Scrittura, per dimostrare che la sua decisione non vacilla, cioè, niente può contrastare e impedire la sua volontà, e perciò Egli può mantenere il giuramento. Ma noi non possiamo, come sopra è affermato da Cristo, né mantenerlo, né farlo; perciò non dobbiamo giurare.
Ora alcuni affermano che nel Nuovo Testamento non è vietato giurare per Dio e tuttavia nel Vecchio è comandato, ed è vietato solo giurare per il cielo e per la terra, per Gerusalemme e per il nostro capo. Noi rispondiamo, ascolta la Scrittura (31): chi giura per il cielo giura per il trono di Dio e per colui che vi siede sopra. Comprendiate, se giurare per il cielo che è solo il trono di Dio è vietato, quanto più è vietato giurare per Dio stesso? Voi pazzi e ciechi, dite, cos’è più grande, il trono o chi vi si siede sopra?
Alcuni, inoltre, affermano: “ Se ora è ingiusto usare Dio per affermare la verità, allora anche gli apostoli Pietro e Paolo hanno giurato ? (32)“. Pietro e Paolo, noi diciamo, confermano solo quello che da Dio è stato promesso ad Abramo per mezzo del giuramento, essi non promettono nulla, come l’esempio indica chiaramente. Testimoniare e giurare sono due cose diverse. Quando si giura si promettono, innanzi tutto, cose future, come Cristo è stato promesso al vecchio Abramo, e che noi dopo lungo tempo abbiamo ricevuto. Se invece si testimonia, allora si attesta se una cosa presente è buona o cattiva, come Simone dice di Cristo a Maria e testimonia: “Ecco questi è posto a rovina e a resurrezione di molti in Israele e per segno di contraddizione” (33). Anche Cristo ci ha insegnato cose simili quando ha dice: “ Il parlare vostro sia sì, sì e no, no “ affinché non sia frainteso che egli ammetta il giuramento. Cristo è sì e no, e tutti quelli che lo cercano con semplicità intendono la sua parola, Amen.

Amati fratelli e sorelle nel Signore, questi sono gli argomenti che alcuni fratelli hanno erroneamente frainteso confondendo molte coscienze deboli. Perciò il nome di Dio è stato diffamato in maniera gravissima ed è stato necessario che ci accordassimo nel Signore. Dio sia lodato e ringraziato, così come è avvenuto.
Ora avete chiaramente inteso la volontà di Dio come è presentata da noi e sarà quindi necessario che adempiate con costanza e tempestività la riconosciuta verità di Dio: sapete bene quale sia il compenso del servo che pecca deliberatamente. Tutto quello che voi avete fatto inconsapevolmente o confessato di aver fatto ingiustamente, vi è perdonato mediante la preghiera di fede celebrata comunitariamente per tutte le nostre mancanze e le nostre colpe mediante il misericordioso perdono di Dio e il sangue di Gesù Cristo, Amen.
State in guarda da tutti coloro che non camminano in conformità alla semplicità della verità che in questa lettera è stata esposta e ordinata da tutti noi riuniti affinché ognuno tra noi sia retto dalla regola della scomunica e da ora in avanti sia impedito ai falsi fratelli e sorelle l’accesso tra noi. Separate da voi ciò che è malvagio, allora il Signore sarà vostro Dio e voi sarete i suoi figli e figlie (34).

Amati fratelli, riflettete sull’ammonizione di Paolo a Tito (35): Infatti la grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata, e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo, aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù. Egli ha dato sé stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone. Pensate ed esercitatevi in questo, allora il Signore della pace sarà con voi.
Il nome di Dio sia benedetto in eterno e altamente lodato, Amen.
Il Signore vi dia la sua pace, Amen.

da Scheitheim, 24 febbraio 1527.
(1) 1 Cor. 14, 33
(2) Gal. 5, 24
(3) Mt. 28, 19; Mc. 16, 16; Atti. 2,38; 8, 36; 16, 31-36; 19, 4.
(4) Mt. 18, 15.
(5) Mt. 5.
(6) 1 Cor. 10, 21.
(7) Ef. 4
(8) 2 Cor. 6, 14-16.
(9) 2 Cor. 6, 17.
(10) “ neo-papiste ”: fa riferimento ai culti zwingliani e luterani che accettavano di essere religione di stato e di massa, sulla base del battesimo infantile. Nel frattempo erano iniziate le persecuzioni nei loro confronti e, come detto nell’introduzione, Michael Sattler, promotore dell’incontro, verrà arso al rogo poco meno di tre mesi dopo l’incontro di Schleitheim.
(11) Mt. 5, 39.
(12) I Tim. 3, 7.
(13) I Cor. 9, 14.
(14) Rm. 13, 1 e ss.
(15) Viene ribadito il principio della libertà religiosa e nega al potere ecclesiastico e civile di uccidere o usare qualsivoglia violenza a coloro che dissentono dalle “ loro ” verità. (n.d.r.)
(16) Gv. 8, 11
(17) Mt. 11, 29.
(18) Gv. 8, 28.
(19) Gv. 8, 11
(20) Lc. 12, 13
(21) Gv. 6, 15
(22) Mt. 16, 24.
(23) Mt. 20, 25.
(24) Rm. 8, 30.
(25) I Pt. 2, 21.
(26) Fil. 3, 20.
(27) Ef. 6, 13-17
(28) Mt. 12, 25.
(29) Mt. 5, 34-36.
(30) Ebr. 6, 17 e ss.
(31) Mt. 23, 22.
(32) Rm. 1, 9, 2 Cor. 1, 23; 11, 31; Fil. 1,8.
(33) Lc. 2, 34
(34) 1Cor. 6,17.
(35) Tit. 2, 11-14.

 

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