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La proibizione delle armi nucleari diventa norma internazionale

26.10.2020 – Angelo Baracca

La proibizione delle armi nucleari diventa norma internazionale
La presidente della Conferenza ONU a New York, Elayne Whyte Gomez, esulta in seguito al voto storico del 7 luglio 2017 per l’adozione del Trattato Internazionale di Proibizione delle Armi Nucleari (Foto di ICAN)

Il 24 ottobre è arrivata la 50esima ratifica dei Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPAN), approvato all’ONU il 7 luglio del 2017: il traguardo di 50 ratifiche era prescritto perché il trattato entrasse in vigore come norma del diritto internazionale, cosa che avverrà dopo 3 mesi, a fine gennaio 2021.

Senza dubbio un traguardo storico, che era impensabile solo 4 anni fa, quando la coalizione ICAN (Inernational Campaign for the Abolition of Nuclear Weapons) riuscì a portare il tema all’ONU, e il 23 dicembre 2016 l’Assemblea Generale approvò a maggioranza (le maggiori potenze nucleari opposero una strenua resistenza, anche con atteggiamenti ricattatori verso gli altri Stati) l’avvio del negoziato che il 7 luglio 2017 approvò il trattato con 122 voti favorevoli su 124 partecipanti al negoziato. In questa sede è impossibile rievocare i dettagli (https://www.pressenza.com/it/2017/06/giorno-storico-bandire-le-armi-nucleari-dalla-storia/).

L’entusiasmo è enorme e legittimo, tuttavia è opportuno e necessario fare qualche precisazione, perché chi non si sia occupato di questo problema può essere portato a pensare che ora l’eliminazione totale delle armi nucleari sia cosa fatta, una diretta conseguenza del TPAN. Il traguardo di oggi è senza dubbio storico, il passaggio attraverso questo trattato è stato necessario, e va a merito della campagna ICAN (e dei Medici per la Prevenzione della Guerra Nucleare, IPPNW), vista l’inefficacia del Trattato di Non Proliferazione (TNP) del 1970 nell’imporre il disarmo nucleare (questo discorso sarebbe lungo, rinvio al mio https://www.pressenza.com/it/2017/10/confronto-fra-tnp-trattato-proibizione-delle-armi-nucleari/). L’iniziativa che ha portato al TPAN nacque proprio dal fatto che l’Art. VI del TNP, che prevedeva “trattative in buona fede (!) per arrivare al disarmo nucleare e generale”, era sempre stato platealmente e arrogantemente disatteso dalle potenze nucleari, che chiaramente non hanno mai neppure lontanamente inteso di liberarsi di queste armi.

Cercherò di precisare il più succintamente possibile alcuni aspetti.

Un presupposto di democrazia mondiale

In primo luogo, è opportuno osservare che il TNP fu frutto dell’iniziativa delle sole potenze nucleari di allora, ma soprattutto USA e URSS, le quali erano preoccupate che molti stati potessero realizzare la bomba (sebbene gli USA avessero alimentato ad arte questa illusione verso tanti Stati e tirannelli), e volevano impedirlo (più propriamente, a mio parere, gli USA condizionarlo al proprio volere): dal 1970 gli arsenali USA e URSS lievitarono da 30.000 testate al numero demenziale di 70.000!

Vi è una differenza abissale rispetto al TPAN, anche a prescindere dai suoi contenuti: il negoziato all’ONU era democraticamente aperto a tutti gli stati che lo volessero, grandi e piccoli: quelli che non erano mai stati ascoltati alle quinquennali Conferenze di Revisione del TNP, le minuscole nazioni del Pacifico che avevano sofferto i test nucleari degli anni Cinquanta, subendo perfino deportazioni forzate delle popolazioni, e comunque le pesanti conseguenze sanitarie e ambientali (mai compensate!). È una condizione essenziale della d emocrazia garantire i diritti dei più deboli e delle minoranze!

Non è poi trascurabile il fatto che nella votazione di quel 23 dicembre 2016 la Cina, l’India e il Pakistan si astennero e la Corea del Nord votò a favore, il contestato IRAN votò a favore: insomma, è a tutti chiaro che vi erano stati nucleari che esprimevano la non contrarietà a negoziare, ma i maggiori e quelli della NATO chiusero arrogantemente questa possibilità. Un’opportunità persa.

Da sottolineare che oltre agli Stati dell’ONU hanno partecipato ufficialmente al negoziato sette organizzazioni internazionali, tra le quali la UE e la Croce Rossa Internazionale, e numerose organizzazioni non governative, tra cui la campagna ICAN.

Il TPAN è nato sotto l’egida dell’ONU, è suggellato dall’autorità dell’ONU, tutti i paesi hanno avuto la possibilità di contribuire alla sua elaborazione e formulazione, su un piede di assoluta parità: come si suol dire, gli assenti (soprattutto quelli volontari) hanno sempre torto! L’arroganza delle maggiori potenze nucleari, e della NATO, che hanno addirittura cercato di boicottare una decisione a larghissima maggioranza dell’Assemblea Generale, è la prova lampante di malafede.

Cosa prevede il TPAN: obblighi vincolanti … ma qualche limite

In sintesi, il TPAN – definito come «strumento giuridicamente vincolante per vietare le armi nucleari, che porti alla loro totale eliminazione» – vieta espressamente agli Stati che vi aderiscono di «sviluppare, testare, produrre, acquisire, detenere, immagazzinare, utilizzare o minacciare di utilizzare armi nucleari»1. Condanna quindi la strategia della “deterrenza” che ha dominato la Guerra Fredda e persiste tutt’oggi, soggiogando l’umanità al rischio, crescente, di distruzione! Vieta esplicitamente di ospitare armi nucleari appartenenti a altri Stati, condannando il “nuclear sharing” adottato dalla NATO; nonché impone di adottare le misure necessarie e adeguate per la protezione dell’ambiente in seguito a danni causati da attività connesse con la sperimentazione o l’uso di armi nucleari.

Penso però che sia anche necessario osservare alcuni limiti del TPAN (mi ispiro a un limpido articolo del luglio 2018 di Alessandro Pascolini2, al quale rimando, le citazioni sono dal suo articolo).

Come ho sottolineato, il negoziato per il TPAN è stato condotto nella (volontaria) assenza degli Stati dotati di armi nucleari, il ché ha permesso una rapidissima definizione, ma « ha impedito di affrontare gli aspetti tecnici specifici in assenza di esperti sugli armamenti nucleari ». La genesi del TNP nel dopoguerra richiese decenni e fu estremamente più tortuosa: si andò da un decennio di rifiuti sovietici (dopo il fallimento del maldestro “Piano Baruch” nel 1946), alla crescita della sensibilità popolare per i test nucleari in atmosfera (nel 1963 si arrivò al trattato di bando parziale), e all’avvio dei negoziati delle potenze nucleari per il TNP che durò fino al 1968; ma tutti i trattati riguardanti le armi nucleari (e le armi di distruzione di massa) hanno richiesto anni.

Questo percorso, consensuale, del TPAN ha comportato di conseguenza anche un prezzo, « l’aver aggirato alcune delle questioni più controverse e lasciato vaghi e non chiari multi punti critici, dando così adito a interpretazioni divergenti . »

Vengono di fatto « ridotte le condizioni anti-proliferazione previste dall’NPT stesso »: il TPAN riconosce alla parti il “diritto inalienabile” a ogni sviluppo della tecnologia nucleare, mentre l’NPT pone delle precise condizioni.

« Il TPAN non prevede alcuna forma di controllo e di verifica delle dichiarazioni nessuna procedura sanzionatoria per eventuali violazioni. In contraddizione con il principio della condanna categorica delle armi nucleari ». Una clausola che è stata molto contrastata, ma è stata una condizione per molti Stati per il voto favorevole, è la possibilità di recedere dal trattato se sono a rischio “interessi supremi di un paese”, ammettendo così che le armi nucleari possano essere indispensabili.

Un’osservazione di Pascolini è particolarmente preoccupante, perché contrasta con la premessa dell’ONU « che porti alla loro totale eliminazione » e con la percezione comune del TPAN: « Per i paesi con armi nucleari che intendano aderire al trattato sono previste delle condizioni che prevedono un trattamento punitivo e delle procedure che difficilmente potranno essere accettate anche dagli stati che intendano rinunciare ai propri armamenti nucleari, per cui il TPAN è praticamente privo di effetti reali come strumento per il disarmo nucleare, anche perché non mira a creare le precondizioni necessarie per un mondo privo di tali armi » .

Il futuro ce lo dirà, molto dipenderà dalla coesione degli Stati non nucleari, a partire dalla prossima Conferenza di Revisione del TNP, nonché dalla capacità di estendere la sensibilizzazione dell’opinione pubblica: in Italia il problema è particolarmente grave perché il silenzio degli organi d’informazione più influenti perdura da quando iniziarono i negoziati all’ONU!

Chi vincolerà il TPAN, e come

Il TPAN, come tutti i trattati internazionali, sarà vincolante per gli Stati che lo avranno ratificato o lo ratificheranno. Ma con il tempo prenderà inevitabilmente autorevolezza – ormai “il dado è tratto” – e la sua funzione diventerà analoga a quella dei trattati che vietano le armi chimiche e biologiche, le mine antiuomo e le bombe a grappolo: ormai possedere o usare queste armi è riconosciuto come un crimine per il diritto internazionale. Vi sono Stati che non hanno firmato la Convenzione sulle armi chimiche, ma un loro uso è considerato un crimine: ad esempio, la minaccia del loro uso da parte della Siria comportò la minaccia da parte di Obama di bombardamenti, poi scongiurata dall’intervento della Russia che indusse la Siria ad eliminare completamente il suo arsenale chimico.

Il TPAN estenderà inesorabilmente la sua funzione, perché la popolazione mondiale pretenderà l’eliminazione delle armi nucleari e un crescente numero di Stati lo riconoscerà, diventerà un obbligo morale : che alle potenze nucleari e alla NATO piaccia o no, possedere, usare o minacciare con le armi nucleari sarà riconosciuto come un crimine internazionale. È solo questione di tempo, l’umanità non accetterà di essere annientata!

Del resto, il modo violento e rabbioso con cui gli Stati nucleari e la NATO si scagliano contro il TPAN parla da solo sulla loro preoccupazione e consapevolezza che il nuovo trattato interferirà comunque sulle loro politiche : altrimenti non starebbero ad agitarsi tanto!

D’altra parte si tenga conto che furono 122 gli Stati che il 7 luglio 2017 votarono a favore (circa due terzi degli Stati che aderiscono all’ONU). Di questi, 50 hanno oggi ratificato, ma altri seguiranno, sono 84 gli Stati che hanno firmato ma non ancora ratificato 3 .

L’approvazione del TPAN nel 2017 al di là dell’aspetto strettamente giuridico ha indotto numerosi organismi di finanziamento (almeno 35, tra i quali la Deutsche Bank e alcuni dei più importanti fondi di pensione a livello mondiale) a cessare di finanziare gli armamenti nucleari.

Inoltre, gli Stati che hanno firmato ma non hanno ancora ratificato non è che con la firma non assumano degli impegni: la firma di un trattato non è una necessaria promessa di ratifica, ma impegna quello Stato a non commettere atti contrari agli obiettivi e alla logica del trattato.

Come si può immaginare un (lungo) processo di eliminazione delle armi nucleari

Vi è poi un punto finale che mi sembra opportuno portare all’attenzione. Ritengo che sia presente, anche nei movimenti antinucleari, l’illusione che, una volta che anche le potenze nucleari accettassero finalmente di eliminare queste armi, questo potrebbe avvenire pressoché immediatamente. Si tratta di un’idea ingenua. L’auspicabile processo di eliminazione delle armi nucleari richiederà comunque un lungo e complesso negoziato per concordare le condizioni, il processo, le verifiche. Dopo il quale le riduzioni dovranno necessariamente essere progressive, esattamente bilanciate, nonché controllate dagli altri Stati, per evitare ad esempio che uno Stato proceda più rapidamente di altri, trovandosi così in condizione di inferiorità e vulnerabilità. Su questo rinvio a un recente articolo scritto con Elio Pagani: https://www.pressenza.com/it/2020/08/se-tutti-i-9-stati-nucleari-firmassero-il-tpan-come-avverrebbe-leliminazione-delle-armi-nucleari/.

Quando nel 2017 il TPAN venne approvato all’ONU io ricordai il famoso adagio “Datemi un pounto d’appoggio e solleverò il mondo”: ora il punto d’appoggio lo abbiamo, ma “eliminare le armi nucleari” sarà ancora tutto in salita!

1#. Il testo completo si trova per esempio in https://www.avvenire.it/c/mondo/Documents/trattato%20ITA.pdf. Testualmente il TPWN obbliga ogni Stato che vi aderisca a « non: (a) Sviluppare, testare, produrre, produrre, oppure acquisire, possedere o possedere riserve di armi nucleari o altri dispositivi esplosivi nucleari; (b) Trasferire a qualsiasi destinatario qualunque arma nucleare o altri dispositivi esplosivi nucleari o il controllo su tali armi o dispositivi esplosivi, direttamente o indirettamente; (c) Ricevere il trasferimento o il controllo delle armi nucleari o di altri dispositivi esplosivi nucleari, direttamente o indirettamente; (d) Utilizzare o minacciare l’uso di armi nucleari o di altri dispositivi esplosivi nucleari; (e) Assistere, incoraggiare o indurre, in qualsiasi modo, qualcuno ad impegnarsi in una qualsiasi attività che sia vietata a uno Stato Parte del presente Trattato; (f) Ricercare o ricevere assistenza, in qualsiasi modo, da chiunque per commettere qualsiasi attività che sia vietata a uno Stato Parte del presente Trattato; (g) Consentire qualsiasi dislocazione, installazione o diffusione di armi nucleari o di altri dispositivi esplosivi nucleari sul proprio territorio o in qualsiasi luogo sotto la propria giurisdizione o controllo. »

2#. A. Pascolini, “Un anno dal bando delle armi nucleari: un trattato peculiare”, Il Bo-Live, 7 luglio 2018, https://ilbolive.unipd.it/it/blog-page/bando-armi-nucleari-trattato-TPAN-proibizione.

3#. Per le osservazioni che seguono sono debitore di alcune mail scambiate con Luigi Mosca.

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Meeting Minutes

Meeting Minutes del 27/10/2020


“…quell’odio indifferenziato è la cosa peggiore che ci sia. È una malattia dell’anima. Odiare non è nel mio carattere. Se, in questo periodo, io arrivassi veramente a odiare, sarei ferita nella mia anima e dovrei cercare di guarire il più presto possibile. Una volta me lo spiegavo in modo un po’ superficiale: quando mi sentivo lacerata tra odio e altri sentimenti, credevo che fossero i miei istinti primitivi di ebrea minacciata dalla distruzione a essere in conflitto con le concezioni razionali socialiste che avevo acquisito – e che mi avevano insegnato a guardare a un popolo non come a un insieme, ma come a una maggioranza buona ingannata da una minoranza cattiva. Dunque, un istinto primitivo contrapposto a un’abitudine razionale. Ma si tratta di un problema più profondo. Il socialismo permette all’odio per tutto ciò che non è socialista di entrare dalla porta di servizio. L’ho detto male, ma so che cosa intendo dire. Ultimamente ho sentito che era mio compito mantenere l’armonia in questa famiglia contraddittoria: una donna tedesca, cristiana, di origini contadine, che è per me come una buona seconda madre; una studentessa ebrea di Amsterdam; un vecchio socialdemocratico equilibrato; poi Bernard un piccolo-borghese, ma di animo puro e di notevole intelligenza, pur se limitata appunto dalle sue origini piccolo-borghesi; e il giovane studente di economia, onesto, buon cristiano, che ha la gentilezza e la comprensione ma anche la combattività e le maniere tipiche dei cristiani come li si conosce oggigiorno. Era – ed è – un piccolo mondo affaccendato che, minacciato dai fatti politici esterni, rischiava di implodere. Tuttavia mi sembra che valga la pena di tenere in piedi questa piccola comunità come testimonianza contro le convulse e forzate teorie sulla razza, sul popolo, ecc., come prova che la vita non può essere rinchiusa in uno schema determinato. Però tutto questo costa dolore, forti conflitti interiori, reciproche offese di tanto in tanto, nervosismo e rimor”
Etty Hillesum


SHLOMO VENEZIA: “Tutto mi riporta al campo. Qualunque cosa faccia, qualunque cosa veda, il mio spirito torna sempre nello stesso posto… Non si esce mai, per davvero, dal Crematorio.” Shlomo Venezia, uno dei pochi sopravvissuti italiani del Sonderkommando di Auschwitz-Birkenau.Ci ha lasciato il 1 ottobre 2012.
Condanniamo oggi il Premier turco e l’islam in molti altri Paesi che paragona in modo improprio e antistorico la Shoah ad altri casi; comprendiamo lo sgomento e l’indignazione internazionale dell’ebraismo ed esprimiamo la nostra solidarietà attiva ogni giorno. Ingiusto il boicottaggio islmista dei prodotti francesi per essersi ribellati alla decapitazione di un professore indifeso.


Il fascismo non è episodio, ma l’autobiografia della nazione.Piero Gobetti
* 1922 Marcia su Roma dei primi fascisti* 2005 In Francia, scoppia la violenza nelle banlieu
“Che Dio ci conduca amichevolmente in questi tempi ma soprattutto ci conduca a sé”Dietrich Bonhoeffer

Preghiera per Patrick Zaky
O Signore, nostro Padre celeste e misericordioso, ti ringraziamo per l’ispirazione di Gesù Cristo che venne in questo mondo a mostrarci la strada. E concedici di vedere in quella vita il fatto che noi siamo creati per ciò che è alto, nobile e buono. Aiutaci a vivere in linea con quell’alta vocazione, con quel grande destino. Nel nome di Gesù noi ti preghiamo. Martin Luther King


In questa data nel 1553 (27 ottobre), Michael Servetus fu bruciato sul rogo di Ginevra, in Svizzera.Medico. Umanista. Razionalista. Antitrinitaria. Opponente del battesimo infantile. È stato condannato dai protestanti e dai cattolici. Sono stati i protestanti a catturarlo e a eseguire la sua esecuzione.Michael aveva l’audacia di far notare che il concetto di ′′ trinità ′′ non si trova da nessuna parte nella Bibbia. Ha affermato che i trinitari (cioè cristiani ortodossi) hanno trasformato il cristianesimo in una credenza in tre dei. Egli sosteneva un ritorno alla semplicità gospel che pre-datava il credo trinitario, nella speranza che i cristiani potessero trovare un terreno comune con gli ebrei e i Moslemi che hanno conservato la fede nell’unità di Dio.Non si è mai unito agli Anabaptisti, ma molte delle sue opinioni sono state influenzate dalle sue interazioni con i radicali Anabaptisti a Strasburgo durante il suo periodo lì. Aveva circa 42 anni al momento della sua esecuzione.

~ La serie Eroi della Marginal Mennonite Society


Sorridiamo di fronte anche oggi (!) ai tentativi goffi dei calvinisti italiani (i valdesi) nel tentare di dare delle giustificazioni per un puro atto criminale ideologico da condannare energicamente. I quaccheri cristiani non hanno dogmi e se vi sono persone che non credono nella Trinità non sono considerati di serie B. Sono al pari di me.


Buon 89° compleanno, Nawal El Saadawi (nato ottobre. 27, 1931). Femminista. Scrittore. Medico. Psichiatra. Dissidente egiziano. Critico alla religione patriarcale. Fondatore e presidente dell’Associazione Araba di solidarietà femminile. Autore di ′′ Donne e Sesso ′′ (1972) e ′′ Memorie della prigione femminile (1986), tra le altre opere. Citazione preventiva: ′′ La radice dell’oppressione delle donne risiede nel sistema capitalista globale post-moderno, che è sostenuto dal fondamentalismo religioso.” Nato a Kafr Tahla, Egitto.

~ La serie Eroi della Marginal Mennonite Society


Buon compleanno, Ruby Dee (ottobre. 27, 1922 giugno 2014). Attivista per i diritti civili. L ‘ attrice Poeta. Il drammaturgo. Giornalista Ruby e suo marito Ossie Davis erano amici e sostenitori di Martin Luther King, Jr., e Malcolm X. Nato a Cleveland, Ohio. Morto a New Rochelle, New York. Cremato. Le sue ceneri risiedono nella stessa urna di Ossie, con l’iscrizione ′′ In questa cosa insieme.”

~ La serie Eroi della Marginal Mennonite Society


Per ragioni di fuso orario lo pubblichiamo oggi la memoria
In questa data nel 1558 (26 ottobre), Hans Pfieinshorn (noto anche come Hans den Duytsch) fu eseguito decapitando nel Castello Steen ad Anversa, Belgio. Il suo corpo fu poi gettato nel fiume Scheldt. Era un anabaptista, da Norimberga, Germania (circa 575 km a sud-est). Vedi lo specchio dei martiri, p. 583. (Foto: Castello Steen, Anversa, Belgio). Non è vero~ La serie di esecuzioni anabaptiste della Marginal Mennonite Society


Poesia di David Herr
Start
Each day
By pausing
To pray


Inizio

Ogni giorno

Mettendo in pausa

Per pregare

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Qualcosa vogliamo dire anche noi e non siamo i soli…

Nuove restrizioni governative

Dopo l’escalation di contagi delle ultime settimane, il presidente del Consiglio Conte ha firmato il nuovo Dpcm e fissato alcune importanti restrizioni anche per il mondo dello sport. Sono stati vietato tutti gli sport di contatto a livello dilettantistico, chiuso palestre, piscine, centri natatori e centri benessere e negato l’accesso al pubblico negli stadi e palazzetti per ogni evento sportivo. Le competizioni sportive tornano dunque a svolgersi a porte chiuse, dopo che nelle ultime settimane era stato autorizzato l’ingresso a 1000 spettatori per le partite di calcio e per gli altri eventi. I malumori crescono in primis nel basket, esattamente come nel mondo dello spettacolo, con apripista del Maestro Muti, che scrive oggi al Premier le sue ampie riserve usando lo strumento del Corriere della Sera.

Nonostante alcuni dubbi di vari Ministeri che si riservano di “ascoltare con attenzione le valutazioni del Comitato tecnico scientifico”, dopo le nuove restrizioni imposte dal Governo, nel calcio si continuerà dunque a giocare in Serie A, B, C e D, mentre verranno sospesi i campionati dall’Eccellenza in giù. Il torneo femminile di A e B andrà avanti, così come quelli maschili e femminili di calcio a 5 di Serie A, A2 e B maschile e A e A2 femminile.

Per quanto concerne tutti gli altri sport, saranno consentiti i regolari svolgimenti dei principali campionati anche nel basket, nella pallamano e nella pallavolo.

Il ministro dello Sport, Spadafora, non appare pessimista quando afferma “Ce la possiamo fare”, anche se fa trapelare dubbi quando chiede alla Lega di trovare un piano B e C, per le ipotesi più negative del decorso della pandemia.

C’è chi ricorda ai politici che prendono le decisioni i riflessi sul PIL delle decisioni assunte. Chi invoca aiuti consistenti per superare la crisi in atto. Scopriremo fra non molto le misure promesse in TV: poi ognuno farà le sue considerazioni sull’efficacia degli interventi, non solo sotto il profilo sanitario ma anche economico.

Maurizio Benazzi

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Pagina sportiva di due eventi di ieri a cura di Maurizio Benazzi

Formula 1

Charles Leclerc vince il Gran Premio all’interno della top-5 in quarta posizione alle spalle di Lewis Hamilton, Valtteri Bottas e Max Verstappen. Il pilota della Ferrari ha eguagliato il quarto posto centrato nel Gran Premio dedicato ai 70 anni della F1 a Silverstone, un piazzamento peggiore rispetto al podio della gara precedente, ma accolto con più soddisfazione, perché ottenuto attraverso un’ottima strategia ed un passo gara promettente.

“La miglior Ferrari della stagione”, così a fine gara Leclerc ha rivolto i propri complimenti ai tecnici di Maranello per l’aggiornamento effettuato.

Guarda con ottimismo il team nonostante il recente passato; “È bello vedere che stiamo progredendo gara dopo gara e se guardo alla mia performance personale devo dire che questa fino ad ora è stata una buona stagione. C’è però ancora molto da fare…. Alla fine dell’anno spero che guarderò a questa stagione e la ricorderò come un’annata positiva”, le parole del monegasco.

Moto GP

Franco Morbidelli ha vinto il GP di Teruel, 11° appuntamento del Mondiale 2020 di MotoGP. Indisturbato con un secondo e otto di vantaggio su Rins. Nella seconda gara consecutiva sul circuito del Motorland di Aragon l’italiano della Petronas ha preceduto i due piloti Suzuki Rins e Mir, con quest’ultimo che resta in vetta alla classifica iridata.

A soli 25 punti di distanza dal leader Mir, per l’italiano c’è tanta soddisfazione per il lavoro fatto:” E ‘stata forse la gara più bella della mia vita.”

Soddisfatto anche Alex Rins, al secondo podio consecutivo: “E’ stata davvero una bella gara, molto più veloce rispetto allo scorso fine settimana”.

Finalmente abbiamo ascoltato l’inno di Mameli, per celebrare la 2 vittoria della stagione(Petronas Yamaha SRT). Le aspettative su Takaaki Nakagami (LCR Honda Idemitsu) erano all’inizio gara altissime dopo che il giapponese ha dominato le libere e le qualifiche.

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Riccardo Muti sulla chiusura di teatri e sale concerto: «Mente e spirito poveri danneggiano anche il corpo». L’appello a Conte

  • FONTE: CORSERA ON LINE DI OGGI

Egregio presidente Conte,

pur comprendendo la sua difficile responsabilità in questo lungo e tragico periodo per il nostro Paese, con la necessità improrogabile di salvaguardare la salute, bene supremo, dei nostri concittadini, sento il bisogno di rivolgerLe un appello accorato.

Chiudere le sale da concerto e i teatri è decisione grave. L’impoverimento della mente e dello spirito è pericoloso e nuoce anche alla salute del corpo. Definire, come ho ascoltato da alcuni rappresentanti del governo, come «superflua» l’attività teatrale e musicale è espressione di ignoranza, incultura e mancanza di sensibilità.

Tale decisione non tiene in considerazione i sacrifici, le sofferenze e le responsabilità di fronte alla società civile di migliaia di Artisti e Lavoratori di tutti i vari settori dello spettacolo, che certamente oggi si sentono offesi nella loro dignità professionale e pieni di apprensione per il futuro della loro vita.

Le chiedo, sicuro di interpretare il pensiero non solo degli Artisti ma anche di gran parte del pubblico, di ridare vita alle attività teatrali e musicali per quel bisogno di cibo spirituale senza il quale la società si abbrutisce.

I teatri sono governati da persone consapevoli delle norme anti Covid e le misure di sicurezza indicate e raccomandate sono state sempre rispettate.

Spero che lei possa accogliere questo appello, mentre, fiducioso, la saluto con viva cordialità.

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2247 milioni di euro per gli F-35 nel triennio 2020-22: qualche spiegazione?

25.10.2020 – Olivier Turquet

2247 milioni di euro per gli F-35 nel triennio 2020-22: qualche spiegazione?

Il Ministero della Difesa, con un po’ di ritardo, ha pubblicato un corposo documento di 337 pagine intitolato Documento Programmatico pluriennale della Difesa per il triennio  2020-2022. Un documento senz’altro interessante per sapere cosa intende per difesa il nostro Governo e come agire di conseguenza. Un documento da analizzare con calma però l’occhio ci è cascato su un elemento veramente preoccupante.

In tale documento si leggono le previsioni di spesa per l’acquisto dei famosi F-35, cacciabombardiere d’assalto equipaggiato per trasportare e sganciare bombe nucleari, tra le varie cose. Apparecchio che, ricordiamo, assembliamo anche noi in Italia.

Le cifre, rimodulate in meno di ben 59 milioni (sic) per il 2020,  sono: 800 milioni per il 2020, 747 per il 2021,  700 per il 2022; totale due miliardi e 247 milioni per un’arma inutile, inquinante, in paese violazione dell’articolo 11 della Costituzione Italiana.

Caro Ministro Guerini, vorrebbe spiegare ai cittadini italiani a cosa serve comprare due miliardi di cacciabombardieri in piena crisi sanitaria? Lei che l’altro giorno ha messo, finalmente, a disposizione le strutture mediche dell’Esercito a tare tamponi covid (ci volevano mesi per pensarci?) vorrebbe anche dirci quando mette tutto il parco pulmann e autisti dell’esercito a decongestionare i trasporti pubblici?

Cari partiti che appoggiano il governo, che vantano tutti patente “pacifista”, Caro Presidente del Consiglio Conte che parla ogni cinque minuti di Nuovo Umanesimo, vogliamo rapidamente rivedere questo allucinante piano d’acquisto, pagare eventuali penali e destinare quei soldi a misure urgenti di miglioramento complessivo, non solo congiunturale, della sanità pubblica?

Spedirò copia di questa lettera al Ministro Guerini e alle direzioni dei partiti di governo e pubblicherò volentieri le loro risposte.

PS: se qualcuno volesse scrivere anche lui  al Ministro Guerini sappia che deve usare la posta elettronica della Camera dei Deputati (guerini_lorenzo@camera.it) dato che sul sito del Ministero della Difesa non è reperibile nessun suo recapito istituzionale (per la cronaca nemmeno un recapito del suo Ufficio Stampa). Suggerirei un miglioramento nelle relazioni con i cittadini e la stampa.

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Meeting Minutes

Meeting Minutes del 26/10/2020

“..Il gelsomino della casa è completamente sciupato dalla pioggia e dalle tempeste degli ultimi giorni, i suoi fiori bianchi galleggiano qua e là sulle pozzanghere scure e melmose e sul basso tetto del garage. Dentro di me però, in qualche luogo, esso continua a fiorire indisturbato, esuberante e tenero come sempre. Spande il suo profumo tutt’intorno alla casa, dove tu abiti, mio Dio…”

Etty Hillesum

Preghiera Per Patrick Zaky Non permettere, o Dio, che la nostra fiducia in Te si dilegui come un’idea fugace.Fa’ che in noi la nostalgia del tuo regno e le nostre speranze del tuo splendore non siano simili a nubi senza pioggia. Ma, come rugiada che disseta, esaudite, bagnino le nostre labbra; e, come la manna celeste, ci sazino per sempre.

Søren Kierkegaard

La maggioranza dell’umanità vive una vita in totale opposizione sia alla ragione che al sentimento, che si trova in stato di follia temporanea ma totale

Leone Tolstoy


* 1479 Nasce Erasmo da Rotterdam

* Fine dell’ora legale e ritorno all’ora solare

I grandi programmi ci conducono sempre soltanto là dove già siamo: ma noi dobbiamo invero lasciarci trovare soltanto dove Egli è

Dietrich Bonhoeffer


Our heart
Is a temple
And God is there
When we are open
To God’s love and care

Il nostro cuore

È un tempio

E Dio c’è

Quando siamo aperti

All’amore e alla cura di Dio


David Herr

Preghiamo per i malati di Covid ma anche per quelli di tutte le altre patologie: non possono passare in serie B o addirittura dimenticati dal SSN. E’ vergognoso. Mi ribello. Ribellatevi.


Signore, ti prego di liberarmi dall’incapacità di perdonare.Rendimi pronta e capace di vedere che il male abita anche nel mio cuoree che no i tutti viviamo, perché Tu ci doni sempre e di nuovo un nuovo inizio.

Amen

Sabine Naegeli


In questa data nel 1879 (26 ottobre) morì Angelina Grimke. (Nata il 20 febbraio 1805.) Quacchera. Pacifista. Suffragista. Abolizionista. La collega con sua sorella Sarah Grimke in molte cause di riforma sociale. Autrice di ′′ Un appello alle donne cristiane del sud ′′ (1836). Sposata con Theodore Weld, anche lui un abolizionista di rilievo. Seppellita nel cimitero di Mount Hope, Mattapan, Massachusetts.~ La serie di cimiteri della Marginal Mennonite Society Heroes


Spesso si dimentica che il movimento suffragistico era anche un movimento di pace. I 50 leader suffragisti elencati sotto (tra molti altri) non erano solo pioniere femministe, erano ardenti pacifisti. Per loro, la lotta per i diritti delle donne era strettamente legata all’opposizione alla guerra e al militarismo. Erano contro tutte le guerre, per il bene di tutti gli uomini e le donne. Sarebbero delusi nel sapere che molte femministe oggi considerano di mettere le donne in ruoli di combattimento un segno di progresso per le donne. La loro risposta sarebbe: far uscire tutte le donne e gli uomini dal combattimento. Dove sono le militanti femministe pacifiste di oggi?

Sarah Moore Grimke (1792-1873)

Lucretia Mott (1793)

Sarah Pugh (1800)

Angelina Grimke (1805)

Martha Coffin Wright (1806)

Laura Smith Haviland (1808)

Abby Kelley Foster (1811)

Belva Ann Lockwood (1830)

Olympia Brown (1835)

Mariana Wright Chapman (1843)

Fanny Garrison Villard (1844)

Anita Augusta (1857)

Katherine Devereux Blake (1858)

Rachel Foster Avery (1858)

Belle Case La Follette (1859)

Firenze Kelley (1859-1932)

Jane Addams (1860)

Mary Whiton Calkins (1863-1930)

Helena Swanwick (1864)

Mary White Ovington (1865)

Lillian Wald (1867)

Esther Roper (1868)

Vita Goldstein (1869)

Eva Gore-Booth (1870)

Maria Johnston (1870)

Anna Mitchell (1872)

Cristallo Macmillan (1872)

Hannah Clothier Hull (1872)

Zona Gale (1874)

Lola Maverick Lloyd (1875)

Anne Henrietta Martin (1875)

Jessie Wallace Hughan (1875)

Edith Abbott (1876)

Elisabetta Freeman (1876)

Madeleine Z Doty (1877)

Rosika nuotatore (1877)

Madeleine Vernet (1878-1949)

Grazia Abbott (1878)

Anna Rochester (1880)

Classifica Jeannette (1880-1973)

Rosa Manus (1881)

Cristallo Eastman (1881)

Sylvia Pankhurst (1882)

Campo Sara Bard (1882-1974)

Fola La Follette (1882)

Mabel Vernon (1883)

Grazia Hutchins (1885)

Frances Witherspoon (1886)

Inez Milholland (1886)

Sybil Morrison (1893)


In questa data nel 1902 (26 ottobre), Elizabeth Cady Stanton morì a New York City. (Nata il 12 novembre 1815 a Johnstown, New York) Suffragista. Abolizionista. Una pensatrice libera. Editrice. Docente. Organizzatrice. Autrice della ′′ La Bibbia della Donna ′′ (1895), in cui ha esaminato il libro della Bibbia per libro dal punto di vista femminista. È ancora in stampa. Seppellita nel cimitero di Woodlawn, Bronx, New York.

~ La serie di cimiteri della Marginal Mennonite Society Heroes


Buon compleanno, Doris Stevens (ottobre) 26, 1888 marzo 1963). Suffragista. Femminista. Scrittrice. Maestra. Organizzatrice. Laureata all’Oberlin College. Un membro dei Silent Sentinels (un gruppo di donne che hanno scelto la Casa Bianca dal 1917 al 1919). Autrice di ′′ imprigionato per la libertà ′′ (1920). Nata a Omaha, Nebraska. Morta a New York City.~ La serie Eroi della Marginal Mennonite Society


Ieri abbiamo perso per ragioni di fuso orario con gli USA la seguente memoria; può capitare ….

Buon compleanno, David McReynolds (ottobre. 25, 1929-Agosto. 17, 2018). pacifista. Socialista. Resister della bozza. Attivista antiguerra. Membro dello staff di lunga data della National War Resisters League a New York City. Due volte candidato presidente sul biglietto del Partito Socialista USA (1980 e 2000). Primo uomo apertamente gay a candidarsi presidente. Il 6 novembre 1965, David e altri quattro uomini hanno bruciato pubblicamente le loro cartelle in Union Square, una delle prime bozze di carte dopo che tali azioni sono diventate reato. ′′ ateo religioso ′′ auto-descritto. Ho vissuto nello stesso edificio sulla East Fourth Street, al largo della Bowery, per oltre 50 anni. Nato a Los Angeles, California. Morto a New York City.

~ La serie Eroi della Marginal Mennonite Society

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Cambiamo anche noi

Sappiamo che in momenti di crisi per pandemia il numero dei lettori del sito si sono incrementati sensibilmente. Inevitabile dato che le persone sono obbligate a stare in casa. Per noi un impegno a rendere più aperto il coinvolgimento dei lettori. Graditi sono quindi i suggerimenti.
Abbiamo aperto una rubrica sportiva che continuano oggi con la mia descrizione di una delle ultime tappe prima del blocco parziale del evento e che oggi vede la ultima a cronometro ma suggeriamo anche un paio di test selettivi
Buon divertimento. Non siamo soli in casa.

Primo articolo sportivo scritto:

La 17 tappa del Giro: 203 km tutti in salita nel paradiso delle Dolomiti!

Jan Tratnik (Bahrain – McLaren) ha vinto ieri la sedicesima tappa del 103^ Giro d’Italia, da Udine a San Daniele del Friuli di 229km. Questo giro non smette di darci stimoli di interesse.,
Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente i compagni di fuga Ben O’Connor (NTT Pro Cycling Team) e Enrico Battaglin (Bahrain – McLaren).
La Maglia Rosa João Almeida (Deceuninck – Quick-Step) ha attaccato sullo strappo finale e ha guadagnato sui principali contendenti della generale, portando a 17″ il vantaggio in classifica sul secondo, Wilco Kelderman (Team Sunweb).
Oggi 21 ottobre la 17 tappa che oltrepassa il Durone e Cataldo prova la fuga solitaria, anche se sta per venire ripreso da Zakarin, Carretero, O’Conno, Dennis, Vanhoucke e Gebreigzabhier, che sono passati al contrattacco. Il distacco massimo di Cataldo è stato di 56” sugli inseguitori.
Si tratta indubbiamente di tanta salita nel primo dei tre tapponi alpini dalle parti di Madonna di Campiglio
Entusiasmante questo avvicinamento, segno di un impegno competitivo molto interessante e apprezzabile da un punto di vista puramente agonistico sportivo.
Cataldo era in testa già a 60 km dal traguardo! Lasciatemi commentare che oggi e era spettacolare la flora delle Dolomiti con i colori autunnali. È una splendida giornata di sole: che porta fascino al Giro d’autunno…L’Italia ha messo in mostra un patrimonio dell’Unesco in modo eccellente per attrarre anche turisti in quest’epoca di crisi per pandemia. Fa da corona un clima piacevole e mite nonostante la stagione inoltrata.
Una nota di colore è la pausa che si sono presi alcuni ciclisti per fermarsi a fare i propri bisogni poco prima del tentativo di ripresa di Cataldo. Intorno ai 6’50” il gruppo maglia rosa. Il plotone è tirato proprio dalla Deceuninck-Quick Step, della maglia rosa appunto. Con questo passo sembra molto regolare l’andatura e si sta benissimo a ruota.
Rammentiamo che Oggi, la corsa rosa propone la Bassano del Grappa-Madonna di Campiglio, con quattro gran premi della montagna e oltre 200 chilometri di corsa. Nella tappa 17 sarà grande battaglia per la maglia rosa con gli ultimi 30 chilometri tutti in costante salita, prima con pendenze lievi e poi più difficili ma non impossibili per arrivare a Madonna di Campiglio. È lo stesso versante che vide trionfare Marco Pantani nel 1999. Dopo quella vittoria in maglia rosa (la quarta di quel Giro), il Pirata fu fermato per valori di ematocrito superiori al limite consentito. Possibile che cambi ancora la classifica generale.

Sappiamo ora che alle 15.59 Rohan Dennis parte al contrattacco. L’australiano è un cronoman, questo la dice lunga sulla difficoltà di questa salita…poco prima De Gendt era primo al traguardo volante. Attenzione prima della salita finale, a molto meno di 10 KM dall’arrivo. Alle 16.05 Oomen (Sunweb) sta imponendo un’andatura notevole. Il gruppo maglia rosa si è praticamente frantumato, sono rimasti solo una ventina di corridori.
Alle 16.17 ULTIMO CHILOMETRO! O’Connor verso il successo! 29″ su Pernsteiner. Sempre Masnada a tirare il gruppetto maglia rosa. Previsioni tutte confutate da questo ciclista dalle gambe resistenti più degli altri oggi. A 1500 metri all’arrivo, la salita in pratica è terminata. Tutto è cambiato in uno spazio di tempo limitato e i pronostici ribaltati
Alle 16.18 dopo il secondo posto di ieri alle spalle di Tratnik, Ben O’Connor (NTT) ha vinto la diciassettesima tappa del Giro d’Italia 2020. Ma, lasciatecelo dire, è stato un ‘tappone’ per modo di dire. Forse sto usando un linguaggio neutro, ma da l’idea della tappa odierna. Vi ricordo di sintonizzarvi su Rayplay per coloro che hanno perso la diretta. A domani .

Test selettivi sul sito http://www.quaccheri.it

Un po’ per gioco un po’ per capire come possiamo essere valutati in caso ad esempio di selezione del personale

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Meeting Minutes della gioia per questa domenica

Meeting Minutes del 25/10/2020: buona domenica di Resurrezione, attesa dal secolo scorso.

Meeting Minutes del 25/10/2020: buona domenica di Resurrezione SAMI MODIANO: “E mi sono detto… Sami tu sei stato scelto per raccontare a questi ragazzi la verità.”Grazie Sami Modiano per questo prezioso intervento, per aver deciso ancora una volta di raccontare, di testimoniare. Con sofferenza, coraggio, ma anche con infinito amore. Negli occhi un dolore immenso, ma anche la luce della vita. Grazie di cuore a Sami Modiano, che anche se da lontano abbracciamo con affetto insieme alla sua cara moglie Selma. Due persone eccezionali. E, naturalmente, grazie a chiunque ha reso possibile questa intervista. Di seguito il link per poter guardare l’intervento di Sami Modiano.Per non dimenticare, MAI.
https://video.repubblica.it/dossier/la-shoah-raccontata-ai-ragazzi/sami-modiano-dicono-che-sono-sopravvissuto-a-birkenau-ma-una-parte-di-me-e-ancora-li/369655/370238?fbclid=IwAR1P_ayjt73No8GJpVYgylcmwSwtOb2Z6s2-ZnTh6HVkP6KkSEGIJEnXcKA

Nessuna potenza terrena ci può toccare senza la volontà di Dio; il pericolo e la necessità ci spingono invero più vicino a Dio; è certo che non possiamo pretendere nulla ma possiamo supplicare per ogni cosa. Dietrich Bonhoeffer


* Giornata internazionale le armi giocattolo * 1817 nasce a Schio (VI) Arnaldo Fusinato, poeta
“ci sono due cose durature che possiamo lasciare in eredità ai nostri figli: le radici e le ali. William Carter


Per Patrik Zaky
«Nulla va perduto; in Cristo tutto è recuperato, preservato, ma sotto un aspetto mutato, tutto è trasparente, chiaro, libero dal tormento del desiderio egoista». Così Dietrich Bonhoeffer scrive in una lettera del 18 dicembre 1943. L’essenzialità della sua poesia ancora oggi sta a testimoniare che soltanto il coraggio di credere può trasformare la vita in un miracolo da lasciare in eredità alle generazioni future. (Tratto dalla Pagina del Monastero di Bose fra le recensioni del loro testo di poesie del teologo)


Per noi oggi è una domenica di Resurrezione, è la vittoria del Gesù nonviolento, l’amare il nostro nemico: Armi nucleari illegali: il TPAN è stato ratificato dal cinquantesimo stato!
Nonostante la vigliaccheri italiana (non solo governativa ma anche della opposizione) e la sua sottomissione alle logiche di guerra della Nato possiamo gioire e rallegrarci per il futuro, le generazioni che verranno. Le bombe atomiche in Italia sono illeali come quelle in Israele, negli USA, in Russia, in Francia e in tutto il mondo. Tra 90 giorni, il trattato entrerà in vigore, ratificando un divieto categorico delle armi nucleari, 75 anni dopo il loro primo utilizzo. Per fermare una guerra mondiale si è sterminato delle città piene solo di civili e non armamenti nemici.Si tratta di una pietra miliare storica per questo trattato storico. Prima dell’adozione del TPAN, le armi nucleari erano le uniche armi di distruzione di massa non vietate dal diritto internazionale, nonostante le loro catastrofiche conseguenze umanitarie. Ora, con l’entrata in vigore del trattato, possiamo chiamare le armi nucleari per quello che sono: armi di distruzione di massa proibite, proprio come le armi chimiche e le armi biologiche.
Siamo oggi orgogliosamente Quaccheri ossia cristiani nonviolenti, che amano i loro nemici come ci indica il nostro Amico e Maestro, il rabbi Gesù di 2000 anni fa. E che vive nello Spirito Santo che è in noi per Fede e che ci guida ogni giorno con verifiche e prove quotidiane.
Le chiese non sono mai nell’avanguardia del progresso sociale, ma sempre dietro la società secolare di diversi decenni. Solo questo è la prova che la chiesa in generale non ha alcuna ispirazione o connessione divina con la Fonte.Se il Maestro dell’Universo stesse davvero lavorando attraverso la chiesa, la chiesa condurrebbe la società verso un futuro più progressivo ad ogni passo della strada. Non a caso facciamo solo riferimento ad una Società religiosa laica e senza pastori.


Preghiera di ringraziamento per l’agire di Gesù oggi e non solo nel passato remoto:
Per mezzo di Gesù Cristo ci hai fatto sapere dove ci vuoi.Noi temiamo lo scherno del mondo.Ti preghiamo: sii con noi, toccaci, facci diventare fonte di benedizione.Nella nostra debolezza rendi forte la tua potenza.

Amen

Buon compleanno, David McReynolds (ottobre. 25, 1929-Agosto. 17, 2018). pacifista. Socialista. Resister della bozza. Attivista antiguerra. Membro dello staff di lunga data della National War Resisters League a New York City. Due volte candidato presidente sul biglietto del Partito Socialista USA (1980 e 2000). Primo uomo apertamente gay a candidarsi presidente. Il 6 novembre 1965, David e altri quattro uomini hanno bruciato pubblicamente le loro cartelle in Union Square, una delle prime bozze di carte dopo che tali azioni sono diventate reato. ′′ ateo religioso ′′ auto-descritto. Ho vissuto nello stesso edificio sulla East Fourth Street, al largo della Bowery, per oltre 50 anni. Nato a Los Angeles, California. Morto a New York City.~ La serie Eroi della Marginal Mennonite Society


′′ Un altro incredibile posto da visitare è De Blokhuispoort, un vecchio palazzo carcerario che ora ospita imprenditori, negozi, ristoranti e persino biblioteca. Girovagando per le porte della prigione e dai un’occhiata ai dintorni per i delinquenti frisoni nel XVII e XVIII secolo. È aperto sette giorni a settimana e puoi fare una visita guidata della vecchia prigione tutti i giorni alle 2 o alle 4 Se ti va di vedere com’era la vita per i delinquenti che hanno dovuto passare le notti rinchiuse in una cella, puoi anche stare tutta la notte all’Hostel Alibi. Questo fantastico ostello offre dormitorio condiviso o privato per viaggiatori single o di gruppo ed è un’esperienza incredibile che non si vede tutti i giorni. Non sono sicuro di essere pronto a passare la notte chiusa nella stessa stanza degli ex criminali (e se esistessero i fantasmi! )? Forse vorreste pranzare da Proefverlof, dove potrete cenare con cibo di provenienza localmente all’interno delle mura carcerarie (rinnovate), o in terrazza e proprio sul lungomare. È un posto stupendo per rilassarsi per un attimo e assumersi l’atteggiamento della città.”E il sito di molte esecuzioni anabaptiste nel XIX secolo. Vale sicuramente la pena visitarla se sei in zona.
Palazzo

E’ questa l’altra faccia delle chiese. Il loro essere violenti e determinate contro coloro che si opponevano alle decisioni del Papa o dei Sinodi protestanti. Oggi tentano di dire parole di riconciliazione …

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Consigli su film e radio

Festa Cinema Roma 2020, “Ostia criminale – La mafia a Roma”: un documentario impressionante, basato su dati reali

24.10.2020 – Bruna Alasia

Festa Cinema Roma 2020, “Ostia criminale – La mafia a Roma”: un documentario impressionante, basato su dati reali

In “Ostia criminale”, accompagnata da una colonna sonora plumbea, scorre una realtà degradata, che evoca le atmosfere della malavita sudamericana, cui si stenterebbe a credere, non fosse che la giornalista Federica Angeli con il coraggio della sua ribellione, supportata dalla solidarietà di una scorta mediatica e fisica, già da alcuni anni è riuscita a far accendere i riflettori su questa storia purtroppo vera, testimoniata nella sua biografia “A mano disarmata”.

“Ostia Criminale – La mafia a Roma” è un docufilm realizzato da Daniele Autieri e Stefano Pistolini, con la collaborazione di Cristiano Panepuccia. Presentato alla festa del cinema di Roma dal 26 ottobre sarà disponibile anche in streaming sulla piattaforma Dplay Plus. Con interviste al giornalista Paolo Mondani, al Comandante della Mobile di Roma, Luigi Silipo, all’avvocato Mario Giraldi e al magistrato Alfonso Sabella, Stefano Pistolini racconta come nel novembre del 2011 i boss Giovanni Galleoni e Francesco Antoni siano stati assassinati a Ostia Nuova, dando inizio a una guerra che dura ancora oggi. Risuonano nel documentario nomi tristemente conosciuti, mentre si assiste al resoconto di una razzia barbara, attuata con intimidazioni, aggressioni anche ai giornalisti, estorsioni ed espropri alla popolazione. La mafia a Roma si materializza con l’operazione “Alba Nuova” portata avanti dalla squadra mobile della capitale nel 2013, diretta dal procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone e dal vice Michele Prestipino.

51 arresti, un colpo alle attività di un’organizzazione criminale di stampo mafioso assetata di controllo a imprese, stabilimenti, concessionarie, pescherie, bar, lungo il litorale capitolino.  Alfonso Sabella, magistrato e assessore alla legalità di Roma Capitale con delega sul litorale di Ostia nella Giunta Marino, spiega nel film come Ostia sia la più grande realtà territoriale sciolta per mafia nel nostro paese. Nel 2015 la sentenza documenta l’esistenza della mafia a Roma, che sarà confermata dalla Cassazione. Condanne per 200 anni agli imputati. Quattro clan familiari, in contrapposizione tra di loro, a spartirsi gli affari di Ostia: gli Spada, i D’Agata, i Fasciani, i Triassi.Ma, per fortuna “Ostia Criminale” racconta anche il coraggio di chi ha rischiato, denunciato e si è opposto. Dalle testimonianze di coloro i quali hanno osato sfidare questo potere perverso, arrivano parole che danno conforto e fanno sperare che anche in una realtà infestata dal “virus del dominio”, la società possegga i suoi anticorpi.

“Ostia criminale – la mafia Roma“, Anno: 2020

Regia:Stefano Pistolini

Paese: Italia

Durata:77 min

Musiche:Daniele Autieri

Produzione: Darallouche per Discovery Italia

Dal 26 ottobre sarà disponibile in streaming sulla piattaforma Dplay Plus.

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Un consiglio alternativo alla RAI per seguire via radio streaming (sul PC o smarphone) la tappa finale del Giro è sintonizzarvi, senza pagare alcun canone, su Radio sportiva. Basta digitare su Google e scegliere streaming

Purtroppo in tempi di pandemia dobbiamo anche consigliare il meglio on line: lo facciamo volentieri sappiamo che ci sono molte persone interessate e il pubblico femminile è in crescita

https://www.radiosportiva.com/player-sportiva.html

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