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Solo una domanda…

Non è un presa di posizione contro ma solo porre una domanda…

 

Ci sono giorni tristi per l’umanità e spesso non si comprende la ragione se non nell’odio mirato contro le persone di diverso orientamento sessuale. L’attacco odierno del quotidiano cattolico Avvenire non lascia alcun dubbio circa le reali intenzioni contro una semplice decisione amministrativa di non voler discriminare le coppie dello stesso sesso in caso di difficoltà economiche. Ciò al fine di ripartire i fondi anticrisi del Comune di Milano. Pisapia che non ha fatto proprio alcuna rivoluzione e non può di certo essere annoverato fra i rivoluzionari di questo secolo: si è limitato ad attenersi a un principio di buon senso, nel clima di isterie della sua stessa Giunta.

Con l’amico Claudio che ospitiamo sempre in italiano e in inglese sulla nostra ML nel caso di iniziative importanti come quelle sul Giappone ci permettiamo di esprimere le nostre perplessità sull’operato di organizzazioni importanti come la sua. A cui peraltro non aderisco da anni. Il silenzio di A.I. è assordante sulle vicende delle decisioni parlamentari in tema di legge contro l’omofobia. E’ una delusione e non te lo nascondiamo anche se siamo consapevoli che i “tempi” non sono alleati ideali per una struttura pachiderma come A.I., che forse non ha interesse ha sbilanciarsi su temi cd “costituzionali” ma che sul clima di violenza potrebbe dire e fare molto di più. Avete paura di urtare le sensibilità Vaticane?

 

In amicizia

Maurizio

 

Nel 2011, per la prima volta in vent’anni, non vi sono state esecuzioni in Giappone. Il merito va ascritto al Ministro della Giustizia e al Movimento Abolizionista giapponese, ma il Vostro aiuto è stato importante. Ora  però abbiamo un nuovo ministro (il quarto in due anni) che non è contrario alla pena di morte. Gli amici giapponesi hanno preparato una petizione e ci chiedono di firmarla.

PER FAVORE, FATELO SUBITO.

https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?hl=ja&formkey=dDVoV3I1d3J0bjhkUjVRaVZpdW95WGc6MQ#gid=0

POSSIAMO FARE ANCHE DI PIU’

Scrivete al sindaco, al vostro deputato, al presidente della regione e non dimenticate i giornali. Domandate un chiaro impegno abolizionista, chiedete che scrivano al primo ministro e a quello della giustizia seguendo le indicazioni fornite da Amnesty International.

http://www.amnesty.it/giappone_pena_di_morte

Scrivete in italiano, siate cortesi e seguite le nostre undici regole

http://www.astrangefruit.org/index.php/it/agisci-ora/608-undici-regole-per-scrivere-lettere-contro-la-pena-di-morte-negli-usa

http://www.astrangefruit.org/index.php/it/agisci-ora/607-regole-per-scrivere-lettere-per-i-diritti-umani

 

Claudio Giusti

e-mail  giusticlaudio@alice.it

http://www.astrangefruit.org/index.php/it/

 

 

 

 

Japan Death Penalty Action

http://www.astrangefruit.org/index.php/it/

Italiano in fondo

 

Dear Friends,

2011 was the first in twenty years without executions. The merit goes to the Justice Minister Hideo Hiraoka and the Japanese Abolitionist Movement, but your help was important.

Nevertheless now there is a new Justice Minister who is not against the death penalty.

Our friends in Japan prepared a petition and we are invited to sign it.

PLEASE, DO IT RIGHT NOW!

https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dHZpNXVHN2dnbzl2bVQxXy1iRVlYQnc6MQ

WE CAN DO SOMETHING MORE!

Please, write to your “elected people”: call your mayor, deputy, prime minister, etc.

Ask them to write to the Japanese Prime Minister and to the Minister of Justice, according to the Amnesty International instructions

http://amnesty.org/en/library/asset/ASA22/001/2012/en/1092e76e-5689-43eb-9c11-64960a4c6fd4/asa220012012en.html

http://www.astrangefruit.org/index.php/it/

DO IT NOW, THIS ACTION IS VERY URGENT

Write in your own language, be kind and polite according to our 11 rules.

http://www.astrangefruit.org/index.php/en/act-now/606-eleven-rules-for-writing-letters-against-death-penalty-in-usa

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A pochi passi dalla città natale di Costantino, a Jagodina in Serbia, il sindaco è stato condannato per discriminazione verso i gay. A quando la condanna delle truppe d’assalto parlamentari che hanno votato la legge contro l’omofobia in Italia? Ma non sorreggono ora anche il governo Monti ? Forse adesso sono moderati e non più estremisti fanatici?

La pagina di Wikipedia è un gestione di solidarietà in favore della libertà di cultura non addomesticata dalle gerarchie ecclesiastiche, dai partiti italiani, post fascisti e post comunisti

 

Dobbiamo aprire il dibattito se intraprendere o meno una nuova campagna per l’astensionismo alle prossime elezioni politiche; noi accettiamo suggerimenti e contributi.

 

Primi di tutto noi stessi!

 

Harvey Milk

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

«  Se una pallottola dovesse entrarmi nel cervello, possa questa infrangere le porte di repressione dietro le quali si nascondono i gay nel Paese »
( Harvey Milk)

 

Harvey Bernard Milk


Consigliere comunale di San Francisco

Durata mandato

1977 – 27 novembre 1978

Predecessore

distretto creato

Dati generali

Partito politico

Partito democratico

Tendenza politica

progressista

Harvey Bernard Milk (Woodmere22 maggio 1930 – San Francisco27 novembre 1978) è stato un politico statunitense, militante del movimento di liberazione omosessuale. Fu il primo componente delle istituzioni statunitensi apertamente gay[1].

Fu assassinato insieme al sindaco di San Francisco George Moscone nel 1978 dall’ex consigliere comunale Dan White[2]. Nel 2009 il Presidente degli Stati Uniti Barak Obama ha conferito a Milk la massima decorazione degli Stati Uniti, la Presidential Medal of Freedom, per il suo contributo al movimento per i diritti dei gay[3].

Indice

  [nascondi]

o    4.1 Nella cultura popolare

o    4.2 Nella musica

o    4.3 Nel cinema e nel teatro

Biografia [modifica]

Harvey Milk davanti al suo negozio di fotografia a Castro nel 1973, durante la prima campagna elettorale.

Harvey Bernard Milk nacque a Woodmere, Long Island, New York in una famiglia ebraica di origini lituane. Si laureò in matematica all’Albany State College nel 1951 e si arruolò nella marina statunitense; fu congedato con onore, sebbene in seguito egli avesse rivelato agli elettori di essere stato vittima di una delle molte “purghe” di omosessuali nelle forze armate.

Come molte altre persone omosessuali di quel periodo, Milk si trasferì a San Francisco nel 1972, dove si stabilì con il suo compagno Scott Smith e aprì un negozio di fotografia nel quartiere gay di Castro, che divenne un luogo di ritrovo del gruppo che lo avrebbe poi sostenuto nelle elezioni.

Emerse ben presto come un leader della comunità gay, fondando la “Castro Valley Association” dei commercianti locali, e fungendo da rappresentante per gli interessi del quartiere nelle relazioni con il governo cittadino.

A dispetto di un clima ostile a livello nazionale agli omosessuali, si candidò tre volte (senza successo) a cariche elettive. Emerse così come portavoce della vasta comunità gay di San Francisco, venendo per questo soprannominato “sindaco di Castro Street”.

Fu eletto supervisor (cioè consigliere comunale) nel 1977, risultando così il primo rappresentante eletto di una delle maggiori città degli Stati Uniti ad essere apertamente gay.

In undici mesi da supervisor, si batté in difesa di una legge per i diritti dei gay per la Città. Fu decisivo nel rigetto della Proposition 6, supportata dal senatore dello stato Briggs, che avrebbe permesso il licenziamento degli insegnanti dichiaratamente gay in base alla loro identità sessuale. Milk dibatté pubblicamente con Briggs sull’argomento, rivelando arguzia e personalità di fronte alla nazione. Nel novembre 1978 la Proposition 6 fu fermamente rigettata dai californiani[4].

L’assassinio [modifica]

Scritta commemorativa nella Harvey Milk Plaza di San Francisco, che recita: se un proiettile dovesse entrarmi nel cervello, allora possa anche distruggere tutte le porte (dell’omofobia) dietro le quali ci si nasconde.

Harvey Milk venne assassinato il 27 novembre 1978 all’interno del Municipio, assieme al sindaco George Moscone, dall’ex consigliere comunale Dan White. White aveva rassegnato le dimissioni pochi giorni prima, a seguito dell’entrata in vigore di una proposta di legge sui diritti dei gay, cui si era opposto.

White sperava di essere riconfermato dal sindaco Moscone, che inizialmente aveva considerato l’idea. Le pressioni della componente più liberale della città spinsero il sindaco a non riconfermare White. White entrò in municipio attraverso una finestra aperta del seminterrato, per evitare di essere scoperto con la pistola e con i 10 caricatori che aveva in tasca. Dopo essersi fatto strada fino all’ufficio del Sindaco, incontrò Moscone e cercò di convincerlo a riconfermarlo. Non riuscendoci gli sparò ripetutamente. White ricaricò l’arma e si aprì la strada fino alla parte opposta dell’edificio, dove incontrò Milk e gli sparò al petto. Milk collassò a terra privo di sensi.White negò la premeditazione[5].

Un corteo spontaneo a lume di candela per la memoria di Milk e Moscone attirò migliaia di persone, decorato con bandiere arcobaleno.

Milk, consapevole del rischio che correva, aveva registrato numerose audiocassette da ascoltare in tale evenienza.

La sentenza [modifica]

La targa commemorativa apposta sul marciapiede davanti al negozio di Harvey Milk a Castro.

White fu riconosciuto colpevole di omicidio volontario (imputazione meno grave dell’omicidio premeditato di cui era stato accusato), con l’attenuante dellaseminfermità mentale, e condannato a sette anni e otto mesi di prigione: una sentenza da più parti ritenuta troppo lieve e motivata dall’omofobia.

Gli avvocati difensori avevano infatti impedito a chiunque fosse favorevole ai diritti dei gay di far parte della giuria. Avevano inoltre chiamato uno psicologo per dimostrare la depressione di White. Lo psicologo a questo scopo argomentò che il consumo di “cibo spazzatura” (quello dei fast-food) da parte dell’imputato era insolito per una persona molto attenta alla forma fisica, ed era quindi un sintomo della sua condizione di abbattimento.

Ciò portò al diffondersi della voce, errata, secondo cui White sarebbe stato giudicato non completamente capace di intendere e di volere come conseguenza del consumo di “cibo spazzatura” in quanto tale. (Al seguito del diffondersi di tale voce, la tattica di sostenere la diminuita responsabilità dell’imputato a causa dell’ingerimento delle sostanze più varie, dalle vitamine al caffè, ha preso, proprio da questo caso, il nome di Twinkie defense).

Dopo la sentenza, la comunità gay si scatenò, inferocita, nelle sommosse notturne contro White dette White Night Riots, in cui più di 160 persone finirono in ospedale.

Dopo la scarcerazione nel 1984, White scontò un anno di libertà vigilata, i primi mesi del quale furono trascorsi nascondendosi a Los Angeles. Ritornò poi a San Francisco, contro l’auspicio pubblico del sindaco Dianne Feinstein, e in questa città si suicidò nel 1985 nel garage della casa di sua moglie, asfissiandosi coi gas di scarico.

Impatto culturale [modifica]

Locale sulla Castro Street che porta il suo nome

Nella cultura popolare [modifica]

Milk è oggi ritenuto un martire della comunità gay e del movimento di liberazione omosessuale.

§  Molte istituzioni della collettività gay statunitense sono intitolate a Milk (tra queste l’Harvey Milk Institute e l’Harvey Milk Lesbian, Gay, Bisexual and Transgender Democratic Club di San Francisco)

§  Portano il suo nome alcune scuole a favore dei gay, come la Harvey Milk School di New York.

§  Un ristorante, presso l’Università di Warwick è stato chiamato “Harvey’s”.

§  L’assemblea degli studenti dell’Università di Leeds ha chiamato un locale notturno “Harvey Milk Bar”.

Nella musica [modifica]

Alcuni brani musicali sono incentrati su questo personaggio:

§  Il testo dei Blue Gene Tyranny Harvey Milk (Portrait) del 1978 è un brano per nastro magnetico che rielabora la registrazione di un discorso tenuto da Milk nel 1978.

§  Negli anni 80 il gruppo hardcore punk dei Dead Kennedys riscrisse in senso ironico e sarcastico il testo della canzone “I Fought The Law”, originariamente del Bobby Fuller Four group ma grande successo dei The Clash come cover, il ritornello originale “I fought the law and the law won” (“ho combattuto la legge e la legge ha vinto”). Esso divenne “I fought the law and I won!” cioè -ho combattuto la legge e ho vinto!- riferito a Dan White.

In una strofa si trova “I blew George and Harvey’s brains out with my six-gun” cioè -ho fatto saltare il cervello di George “Moscone” e Harvey “Milk” con la mia pistola-, in un’altra ancora “I’m the new folk hero of the Ku Klux Klan” -sono il nuovo eroe folk del KKK-.

§  Nei primi anni 1990 si formò un gruppo indie rock dal nome Harvey Milk nella città di Athens, in Georgia.

§  Nel 1995 venne rappresentata per la prima volta l’opera Harvey Milk del compositore Stewart Wallace e del librettista Michael Korie, che nel 1996 fu incisa su CD da Donald Runnicles con la San Francisco Opera Orchestra and Chorus.

Nel cinema e nel teatro [modifica]

Harvey Milk Plaza a San Francisco

Anche il cinema si è occupato della vicenda di Harvey Milk:

§  La vita di questo politico è stata immortalata nel documentario The times of Harvey Milk (1984), che ha vinto l’Academy Award al miglior documentario.

§  Il film del 1999 Execution of justice, basato su un’opera teatrale (dallo stesso titolo) scritta da Emily Mann, ripercorre le fasi dell’assassinio.

§  Nel 2000 il film televisivo, American Justice: It’s Not My Fault – Strange Defenses esamina l’assassinio usando filmati d’archivio su Milk e White.

§  Nel 2009 è uscito nelle sale un biopic sulla vita di Harvey Milk intitolato semplicemente Milk, diretto da Gus Van Sant ed interpretato da Sean Penn, il quale ha vinto l’oscar come miglior attore protagonista.

§  Il regista Bryan Singer ha avuto in progetto la realizzazione di un film, poi sospeso, intitolato The Mayor of Castro Street, biografia sulla vita di Milk[6].

Bibliografia [modifica]

§  Randy ShiltsThe Mayor of Castro Street1982.

§  Wallace Turner, “San Francisco Mayor is slain; City Supervisor also killed; ex-official gives up to Police”, The New York Times28 novembre1978.

Curiosità [modifica]

Questa sezione contiene «curiosità» da riorganizzare.


Contribuisci a migliorarla integrando se possibile le informazioni nel corpo della voce e rimuovendo quelle inappropriate.

Il 25 febbraio 2011 il consiglio comunale della città di Pescara ha approvato con una larga maggioranza la proposta, presentata il 17 maggio 2010 (Giornata internazionale contro l’omofobia), di intitolare una via cittadina ad Harvey Milk.

Onorificenze [modifica]

Presidential Medal of Freedom
— 2009

 

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Una risposta teologica ma anche pastorale

In merito alla cerimonia valdese di oggi a Milano

Il simbolo del triangolo rosa è sacro per noi, perchè ricorda di fatto il secondo gruppo, dopo gli ebrei, delle vittime della persecuzione etcnica e razzista del nazismo (ben 500.000 omosessuali e lesbiche in Europa!). Pleonastico affermare che riteniamo sacra la vita di un omosessuale e quella di una lesbica in quanto creature amate di e da Dio. Ne più nè meno come le altre persone con orientamento sessuale diverso dal loro. Fratelli d’italia non solo solo i migranti!
Siamo molto fieri  in ogni caso di avere un rimando simbolico, così intriso di sofferenza dolorosa patita; è il nostro fare memoria collettiva: fu attribuitoci da dei sterminatori, benedetti indistintamente all’epoca del terzo Reich  da vescovi cattolici e protestanti: abbiamo quindi non una croce ma una stella di Davide, per ricordare che la semplice analisi del problema sottostante risulta estremamente dolorosa per le Chiese tutte, nelle quali la discussione sulla sessualità umana è abitualmente intrisa di mito, timore, dubbio e colpa. Anche oggi.
L’omosessualità – è bene dirlo a chiare lettere  e a voce ferma – non è in ogni caso un disordine mentale o psicologico e neanche una malattia fisica.
Nessuno di noi ha scelto, e nemmeno Lei pastore, questo “stile” di vita  in quanto in tutte le società le persecuzioni e l’ostracismo caratterizzano l’ambiente circostante di vita, salvo ambiti lavorativi così statisticamente irrilevanti che non ha senso nemmeno parlarne.
Sappiamo anche – purtroppo- come l’ambito ecclesiale sia un paradiso non proprio felice per molte persone (protestanti o cattoliche) che devono giurare fedeltà a confessioni di Fede magari del XVII secolo o ad un’autorità che impongono la rinuncia al dono di Dio della sessualità. Come se la sessualità esercitata nella responsabilità non fosse un dono del Creatore!
Ci rendiamo conto che per chi interpreta letteralmente la Bibbia, la “risposta” ai problemi sia quella dell’omosessualità come disordine e peccato. Solo coloro che accettuano un’interpretazione contestuale i testi solitamente citati in tali circostanze non costituiscono mai degli argomenti definitivi e il problema non può pertanto essere risolto appellandosi ad essi. Anzi! I compagni quaccheri per un certo tratto della mia vita mi hanno spiegato poi altre cose sullo Spirito Santo. Uno sviluppo teologico delle iniziali argomentazioni zwingliane.
Sul tema della schiavitù  (con la legittimazione cristiana, almeno fino all’epoca della nascita dei quaccheri stessi) tutti riteniamo che quelle indicazioni nei testi sacri erano valide per i tempi in cui gli autori biblici scrivevano ma non sono certo un patrimonio peculiare per i cristiani e per i tempi di oggi.
Ci chiediamo anche perchè scegliamo alcune delle 613 leggi contenute nelle Scritture e ne tralasciamo altre, proprio come cristiani. Ma ho letto tesi ebraiche di rabbini americani c.d. conservative che pongono la questione fuori dalla Legge stessa. Non regolata in quanto non regolabile. Che senso di profondità.
Spesso l’omosessualità dai cristiani non è nemmeno trattata in quanto tale (nel senso quindi attuale del termine) nei testi che vengono citati troppo spesso a pappagallo. Ricordo in particolare ai protestanti di labile memoria che la Chiesa Unita del Canada (che unisce Riformati e Luterani) afferma che chiunque (quindi senza escludere gli omosessuali) “indipendentemente dalla sua tendenza sessuale”, può essere ammesso nella Chiesa e partecipare anche al ministero ordinato. Nella Chiesa unita di Cristo (quella di Obama per intenderci) ciò avviene regolarmente, se la comunità locale esprime il proprio consenso.
Il matrimonio non è stato del resto un sacramento per buona parte del Nord america e Europa.
Rammentiamo che dalla sesta assemblea del Consiglio Ecumenico delle Chiese (di cui fanno parte veterocattolici, anglicani, protestanti, ortodossi) del 1983 di tempo ne è passato ma il sud Europa tarda ad arrivare alla promozione della giustizia , in relazione alla sessualità e alle relazioni umane. Le relazioni umane se hanno la componente affettiva prevalente non fanno distinzione sui soggetti protagonisti dell’amore. E non esiste nemmeno un amore peccaminoso, se non si procrea. Questo fa parte di apologie strettamente confessionali e non universali.
Dietro la questione della giustizia su cui mi sono qui soffermato è evidente che vi è in gioco la dignità umana. Alla quale non possiamo proprio rinunciare. Come omosessuali ma anche come credenti!

Maurizio Benazzi, nell’avventura di un povero e semplice cristiano in cammino, che augura luce piena alle persone benedette oggi in un tempio di Milano.

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Corso Buenos Aires: Pisapia può ringraziare il gay pride

Pisapia deve ringraziare il gay pride di Milano: i commercianti e gli abitanti di corso Buenos Aires avevano pesanti ricordi sulle manifestazioni e gli scontri senza limiti fra estremisti  di destra e quelli di sinistra. La festa di ieri ha guarito le ferite profonde di una città in nome dell’eguaglianza dei diritti. La folla infinita che ha partecipato è il terapeuta della gioia in una città burocratizzata e grigia.

Come dire sono stati gli elettori a governare Milano ieri…

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Fratello e sorella liberati dalle catene

Nella schiettezza amicale che ci è propria con l’amico don Franco Barbero vorremmo chiedergli di andare ad ascoltare il feed-back del giovane frate cattolico a cui abbiamo consigliato di ascoltare in procinto all’avvicinamento ad una comunità valdese del nord.  Lui si era espresso – a nostro avviso, forse, precipitosamente – in modo favorevole. Un esterno non conosce mai a sufficienza la vita interna di una comunità ecclesiale, tra l’altro particolarmente chiusa al di fuori dei canali ufficiali. E lo invitiamo a rimanere lui stesso saldamente cattolico. Chi del resto non è per la chiesa universale (e non etnica!) nella sua molteplicità di espressioni socio-culturali?

In ogni caso non siamo noi a dover commentare quella situazione specifica ma la giovanissima persona direttamente interessata. Constatiamo solo che non servono a niente gli appelli del passato della Refo (Rete Evangelica Fede e Omosessualità) o di altri minuscoli gruppi che fanno comunque riferimento ad essa.

Noi siamo felici solo di essere fuori da quella chiesa e vivere liberamente il cristianesimo. I nostri biglietti da visita recano oggi non a caso una frase del teologo Leohnard Ragaz, lui che per primo decise di vivere la sua testimonianza cristiana e riformata fuori dalla chiesa istituzionale di Zurigo.

 
 « Cristo è più grande del cristianesimo, ed è diverso dal cristianesimo. Dio può essere là dove la religione non è, e può non essere là dove la religione è. Egli è presente dove è fatta la sua volontà in verità, libertà, umanità e amore, nella giustizia del suo Regno. Dio odia il credo, odia la teologia, odia l’erudizione dei dottori della Legge, odia la pietà, odia il culto dove non è fatta la sua volontà nella giustizia, ma è presente dove è fatta la sua volontà anche se egli non è conosciuto o nominato. Dio si serve dei non credenti per giudicare i credenti, si serve dei pagani per svergognare i cristiani. Non il cristianesimo, ma il Regno, e nel Regno l’uomo. »
 
 
 (Leonhard Ragaz)
 

Anche allora la chiesa era occupata dagli on. Malan di turno e dall’estremismo borghese, che ha così fortemente caratterizzato l’area riformata anche nei periodi infausti della storia d’Italia; ad es. durante il periodo fascista in cui la vita della chiesa alpina era in cerca di un’accettazione da parte del regime. La stessa cosa valeva anche per le altre minoranze religiose, salvo forse i pentecostali. Le minoranze antifasciste evangeliche non hanno mai inciso realmente ed hanno riguardato frange assolutamente marginali. La signora Bonafede di certo non ha oggi alcun coraggio nell’ opporsi alla deriva reazionaria nella chiesa che presiede. I comunicati patetici della Refo a questo proposito fanno semplicemente sorridere mentre fa riflettere seriamente il comunicato emesso recentemente dalla moderatora sui matrimoni fra persone dello stesso sesso (Il caso riguardava due lesbiche). E’ una presa di distanza nettissima e chiara. Solo i ciechi non vedono ancora!

Questo è il documento che circola in queste ore sui siti valdesi: pare abbiano già raccolto molte adesioni, non sappiamo esattamente quante firme dei sinodali (che hanno quindi diritto di voto) ma ce ne è a sufficienza per delineare una chiesa di facciata contro le discriminazioni ma nella sostanza proiettata verso scenari bui e tremendi. Con tanto di sostegno da parte dei gruppi cattolici cd progressisti e magari ancora dell’Arcigay!

Non seguiremo i lavori del prossimo Sinodo, conosciamo già le conclusioni: si rimanderà il tutto ad altri tempi, ufficialmente per non rompere l’unità (come del resto nella piu’ borghese e microcosmica comunità ebraica di Bologna). Noi tutto questo lo conosciamo già. E’ solo un dèjà vue. Cambiano i soggetti ma non cambia la realtà.

Noi sottoscritti, membri della Chiesa Valdese,

consapevoli che – come scrisse Giosué Gianavello nelle Istruzioni – “se la nostra Chiesa è stata ridotta in ”queste“ contingenze, causa prima ne sono i nostri peccati, dobbiamo quindi umiliarcene quotidianamente e sempre di più innanzi a Dio, chiedendogli perdono”;

certi che la Confessione di Fede del 1655, mai mutata da alcun Sinodo, sia il fondamento incrollabile della Chiesa Valdese;

ribadendo, in particolare, con gli articoli 2 e 3 di essa, che “Iddio s’è manifestato agli huomini nelle sue opere della Creazione e della Provvidenza, di più nella sua Parola rivelata dal principio con oracoli in diverse maniere, poi messa in iscritto ne’ libri chiamati la Scrittura Santa” (“nessuna profezia della Scrittura proviene da un’interpretazione personale, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo” 2 Pietro 1,20-21) e “che conviene ricevere, come riceviamo, questa Santa Scrittura per divina e canonica, ciò è per regola della nostra fede e vita; e ch’ella è pienamente contenuta ne’ libri del Vecchio e Nuovo Testamento” (“se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema” Galati 1,9);

ritenendo che l’ordinamento valdese sia un prezioso strumento per custodire la buona dottrina che viene tramandata di generazione in generazione, da tempo immemorabile, poiché esso regola il nostro essere chiesa;

avendo a mente che la storia della Chiesa Valdese, di tanti uomini e donne che per secoli tutto hanno fatto, tutto hanno rischiato, tutto hanno dato, inclusa la vita, per restare fedeli alla propria fede, sia un patrimonio incomparabile, di cui è forse impossibile essere degni, ma che impone di fare del nostro meglio perché non paia vano;

rammaricandoci del fatto che da tempo la Chiesa Valdese, sola o insieme ad altre, impegna il proprio nome in iniziative, a volte anche lodevoli, almeno nelle intenzioni, che per la loro fallacia creano divisioni e non hanno nulla a che fare con ciò che essa deve essere: “la compagnia de’ fedeli” che “vengono ad unirsi per seguitare la Parola di Dio; credendo ciò ch’egli vi ci insegna e vivendo nel suo timore” (articolo 25 della Confessione di Fede);

affermiamo la verità di quanto Gesù disse: “I cieli e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Matteo 24,35), mentre sappiamo che le umane dottrine che oggi trionfano domani cadono nell’oblio o nel discredito, come tante volte abbiamo visto accadere, anche di recente; e riteniamo pertanto che la Chiesa possa sì prendere posizione su temi dove l’Evangelo indichi inequivocabilmente la strada; ad esempio, contro il razzismo o a favore della libertà religiosa; quanto, però, ad essere pro e contro partiti o specifiche iniziative, riteniamo che la prudenza debba essere massima per non nuocere, con scelte imprudenti, all’unica missione della Chiesa: essere testimoni di Gesù Cristo fino alle estremità della Terra (Atti 1,8) e cooperare a far risplendere la Luce nelle tenebre (Giovanni 1,5); resta sempre ai singoli membri di chiesa la possibilità di impegnarsi su qualunque tema, assumendosene personalmente le responsabilità, senza farsi scudo della Chiesa o, peggio ancora, della Parola di Dio;

constatiamo inoltre che nella Chiesa si affermano progressivamente interpretazioni sempre più personali di ciò che essa debba fare o 

credere: apprendiamo che un pastore nega pubblicamente la Trinità e la divinità di Cristo (in aperto contrasto con l’articolo 1 della Confessione di Fede);

apprendiamo anche che, facendosi forti di un documento sinodale che parla di “accoglienza” delle persone omosessuali, quello stesso pastore, con l’appoggio del Consiglio di Chiesa, ha celebrato a Trapani ciò che gran parte dei mezzi di informazione e lui stesso hanno definito “matrimonio” tra due donne, neppure appartenenti alla Chiesa Valdese, che egli ha poi affermato di essere consapevole che ciò “può provocare una spaccatura in seno alle nostre chiese” e “incrinare i rapporti ecumenici e inter-evangelici”, ma che “questa spaccatura può anzi deve essere provocata”, che la Moderatora, pur riconoscendo che “nelle nostre chiese si è” solo “cominciato a dibattere della possibilità di testimoniare anche a livello liturgico dell’accoglienza e del riconoscimento di unioni di vita di persone dello stesso sesso” ha difeso tale atto affermando che si era solo “pregato con convinzione e affetto per due persone che si impegnavano a vivere insieme la loro vita”, che a Roma un altro pastore ha amministrato il battesimo a due bambini su richiesta del padre di uno di loro e del suo compagno presentati davanti all’assemblea come “genitori”, benché la donna che aveva partorito i bambini fosse presente; autorevoli esponenti della Chiesa chiedono ora che il Sinodo “aggiorni” le norme in modo da rendere leciti, sia pure ex post, parte o tutti questi comportamenti;

ci appelliamo umilmente al Sinodo affinché:

non si allontani mai dalla Confessione di Fede e vegli perché essa non venga mutata nella lettera, o vanificata nei fatti con la tolleranza o il riconoscimento di comportamenti che la contraddicono;

ricordi qual è la ragion d’essere della Chiesa e sia attento a non gettare discredito sulla sua dottrina quando prende posizione su temi politici e di attualità;

prenda adeguati provvedimenti verso i comportamenti che violano l’ordinamento valdese, per evitare che la prassi del fatto compiuto e delle decisioni unilaterali sopprimano nei fatti quel modo di prendere le decisioni in modo collegiale e democratico, che si conservò anche nelle circostanze in cui il pericolo dell’annientamento totale era imminente;

esaminando la questione omosessualità, ricordi i numerosi passi biblici che la condannano e temperino la tendenza a ritenerli semplicemente riflessi di una società non abbastanza evoluta, considerando che il principale di questi passi, Levitico 18, che riassume tutti i divieti biblici in materia sessuale, ne include solo sei: incesto, rapporti durante il ciclo mestruale, adulterio, sacrificio dei primogeniti, omosessualità, accoppiamento con animali; ricordi altresì le parole del pastore Alessandro Esposito, secondo il quale questo argomento “può provocare una spaccatura in seno alle nostre chiese” e “incrinare i rapporti ecumenici e inter-evangelici” e valuti se è conforme ai nostri fondamenti creare quella spaccatura.

Possa la Grazia di Dio essere sempre su tutti noi e sulle nostre chiese e illuminare in particolare coloro cui sono affidate le decisioni più importanti.

Primi firmatari:

Ivan Caradonna ,  Chiesa di Trapani e Marsala ( ivan.caradonna@gmail.comQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Fabrizio Malan , Chiesa di Luserna San Giovanni

Lucio Malan , Chiesa di Luserna San Giovanni

Sergio Malan , Chiesa di Luserna San Giovanni

Giorgio Mathieu , Chiesa di Pramollo

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Veglia di preghiera per i giudici

Notte di preghiera per i giudici della Corte Costituzionale…

La stretta della tua mano

 

Ti prego:
non togliermi i pericoli,
ma aiutami ad affrontarli.
Non calmar le mie pene,
ma aiutami a superarle.

Non darmi alleati nella lotta della vita,
eccetto la forza che mi proviene da te.

Non donarmi salvezza nella paura,
ma pazienza per conquistare la mia libertà.

Concedimi di non essere un vigliacco
usurpando la tua grazia nel successo,
ma non mi manchi la stretta della tua mano
nel mio fallimento.

 

Tagore

 

Aumentano in queste ore le firme raccolte per la causa “Sì ai matrimoni fra gay”. Ringrazio le amiche e gli amici che mi stanno dando una mano nell’abbattere questo muro medioevale col loro nome e cognome: i lettori e le lettrici della newsletter Ecumenici hanno del resto in Italia una marcia in più rispetto a tutti agli altri. Qui non abbiamo un otto per mille da barattare, promesse elettorali da marinaio e/o giochi di prestigio da fare come foche da palcoscenico. Ci sono solo le nostre facce pulite (non spinellate o sballate), le nostre casse vuote (rubare è un crimine e non solo un peccato) e la nostra passione per il prossimo, senza distinzione alcuna.

Non sappiamo ancora l’esito della decisione della Corte costituzionale ma è facile immaginare ulteriori rinvii o soluzioni incapaci di comprendere la realtà di oggi, per pressioni a vario livello. Dal Vaticano è pronta l’artiglieria pesante… Questa volte dalla nostra parte (che non è quella valdese, sig. Segretario dell’Arcigay, stasera ospite della Claudiana) ci sono soprattutto i credenti cattolici. Quelli che non delegano altri, ad essere i loro portavoce su questo tema. Fanno semplicemente distinzione fra qui è onesto e credibile e chi non lo è.

Al fuoco pieno di veleni e odio innalzeremo i nostri inni e canti di resistenza.

Una cosa è certa:  non ci fermeremo qui.

M.B.

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Appello urgente: Richiesta di calendarizzazione della legge sul matrimonio civile per le coppie dello stesso sesso

Non abbiamo altri strumenti di fronte alla sordità di un sistema politico corrotto e corruttore, che pretende di imporre la sua arroganza: ce ne rendiamo conto. Solidarietà piena agli amici di Savona da parte di Ecumenici. L’appello viene diffuso anche in inglese ai nostri contatti all’estero.

Ecumenici ricordiamo è l’unico gruppo di credenti che si schiera apertamente – e da sempre – in favore del matrimonio anche religioso, contro le ipotesi di altre iniziative dai nomi e contenuti fantasiosi, frutto di inciuci politici della sinistra riformista e omofoba. Mai piu’ Prodi e prodiani!

Buongiorno,
mi chiamo Valentina Vandilli,
sono una lesbica italiana che ha deciso di agire in prima persona nel campo della lotta per i diritti, ritenendo che una partecipazione diretta sia essenziale.

Vorrei metterLa a conoscenza del caso di Manuel e Fabrizio,
due uomini gay di Savona che hanno deciso di portare avanti uno sciopero della fame dal 4 Gennaio per richiedere la calendarizzazione di una legge per il matrimonio civile in Italia.

I media italiani hanno dato poco risalto ad una iniziativa tanto clamorosa oscurando letteralmente una coppia che ha deciso di chiudere all’angolo la politica digiunando fino a che i parlamentari non decideranno di esaminare una delle decine di leggi che giacciono in Parlamento per il riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso.

Esso sarebbe un passo importante per cominciare a garantire a tutti i cittadini e a tutte le cittadine il principio fondamentale di eguaglianza e pari dignità sociale così come stabilito dalla nostra Costituzione, sancendo il diritto di registrare a tutti gli effetti le loro unioni, indipendentemente dal loro sesso e dal loro orientamento sessuale.

Credo infine che lottare per tale riconoscimento sia una affermazione comune di libertà a tutti coloro che condividono aspirazioni inclusive, laiche e fondate sulla parità dei diritti, lottando contro ogni forma di pregiudizio, esclusione o discriminazione, la stessa che la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea vieta in qualsiasi forma.

La invito a prendere conoscenza della vicenda, leggendo l’articolo di seguito, da me pubblicato sul mio sito, ed a prendere a cuore il loro caso agendo con urgenza.

Grazie per la disponibilità.

Valentina Vandilli
www.vandilli.it
340.3139720

Articolo:

La storia di Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia

Vorrei introdurre brevemente Francesco Zanardi, 38 anni, imprenditore nel settore informatico, fondatore del movimento Gay Italiani, e Manuel Incorvaia, 22, precario, convivono dal 2007 a Savona. Sono molto attivi ed impegnati, e da qualche giorno hanno deciso di compiere un gesto estremo: sciopero della fame ad oltranza.

I due ragazzi non sono nuovi alla stampa: la loro battaglia pubblica nasce quando Francesco venne aggredito da ignoti a Mykonos fuori da una discoteca gay
(http://www.ivg.it/2009/09/20/turista-gay-savonese-aggredito-a-mykonos ),

prosegue riuscendo ad ottenere udienza al sindaco di Savona  Berruti, sperando di potersi sposare in Comune
(http://www.ivg.it/2009/10/13/savona-ricevuta-dal-sindaco-coppia-gay-che-si-vuole-sposare )

a Ottobre scrivono un memoriale allo stesso Berruti e
(http://www.ivg.it/2009/10/27/savona-coppia-gay-consegna-un-memoriale-a-berruti )

decidono una lettera anche al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
http://www.ivg.it/2009/10/29/savona-vicenda-matrimonio-gay-la-coppia-scrive-a-napolitano )

A Ottobre  invitano a stendere un drappo blu da appendere ai balconi e alle finestre dall’alba al tramonto in tutta la città di Savona, come invito per tutte le persone che credono veramente nella causa della loro unione, la prima unione civile tra due omosessuali in Italia,
(http://www.ivg.it/2009/10/31/savona-appello-della-coppia-gay-un-drappo-blu-dalle-finestre )
depositano un ricorso al tribunale di Savona perchÈ dichiari l’illegittimità del provvedimento con cui l’ufficiale di stato civile del Comune di Savona ha rigettato la richiesta di pubblicazione di matrimonio
(http://www.ivg.it/2009/12/12/savona-matrimonio-negato-a-coppia-gay-ricorso-in-tribunale ), e
ricevono il sostegno ufficiale di Paola Concia
(http://www.ivg.it/2010/01/05/coppia-gay-sostegno-da-parte-di-anna-paola-concia-pd )

Il 4 gennaio 2010 a Montecitorio iniziano lo sciopero della fame, proseguendolo presso la loro abitazione di Savona. E’ possibile monitorarli 24su24h sul sito http://www.gayitaliani.eu.

Il 6 Gennaio 2010 è uscito un bollettino medico con certificati allegati di uno dei due ragazzi, Francesco Zanardi, causa un malore da stress

<<’Bollettino medico del terzo giorno rilasciato a causa di un malore durante la notte.
Nella serata di ieri alle ore 23,37 è stato necessario l’intervento di una ambulanza e a scopo cautelativo di una unità di rianimazione a causa di uno shock anafilattico di cui sono stato vittima, malore di cui sono a conoscenza che mi accade molto raramente , sopratutto in momenti di stress. Allego i certificati medici, la nota ha solo l’obbiettivo di informarvi dell’accaduto che non pregiudicherà lo sciopero della fame. Marco Visconti, il medico che ci assiste durante lo sciopero è stato informato ore 10,05 del 6 gennaio 2010. Cordialmente Zanardi Francesco.’>>) .

Ma nonostante il malore non demordono e continuano con la loro protesta!

Tutto ciò che chiedono questi due ragazzi è il riconoscimento della loro unione in quanto matrimonio civile.
Il loro può sembrare un gesto estremo, alcuni lo hanno definito addirittura stupido o inutile.
La cosa certa è che questi ragazzi sono stati lasciati soli: né le istituzioni, né le associazioni, né i media si occupano del loro caso.
Perché?

Siamo di fronte ad un caso di omertà diffusa, quasi come se si volesse giustificare questo silenzio, lo stesso che i Media e le maggiori associazioni LGBT italiane stanno adottando col caso di Manuel Incorvaia e Francesco Zanardi.

Manuel e Francesco hanno anche inviato un appello su Facebook per suggerire alcuni modi per aiutarli concretamente.

Gruppo Facebook per propore sostegno concreto:
http://www.facebook.com/event.php?eid=245262121519&ref=mf

<<”Vi indico in questo evento alcuni modi per poterci aiutare, ringrazio da parte di Manuel e mia per esservi
offerti così numerosi.
Da come vi sarete resi conto il principale problema è la visibilità, i media stanno contenendo ciò che facciamo all’interno della comunità GLBT , È necessario farla uscire perche tutti noi sappiamo perfettamente che accade, il problema È che non lo sanno gli altri e la stampa tace.

A questo riguardo si potrebbe intervenire facendo anche tante piccole manifestazioni di solidarietà, se si riesce a scendere in piazza sarebbe l’ideale, altrimenti ci sono altri modi come scrivere alle testate giornalistiche denunciando cosa sta accadendo.
Un altro modo potrebbe essere quello di scrivere tramite mail al Presidente della Repubblica, del Consiglio, della Camera e del Senato, in questo caso sarebbe opportuno spedire una copia anche a me in modo tale da poter far valere l’iniziativa, il mio indirizzo è f.zanardi@gayitaliani.eu di seguito vi indico gli indirizzi dei presidenti.

Qualunque altra iniziativa vi venga in mente proponetela pure ben venga.
Per il momento vi ringraziamo FraManu.

Presidente della Repubblica:
https://servizi.quirinale.it/webmail/
Presidente del Consiglio: berlusconi_s@camera.it
Presidente del Senato: schifani_r@posta.senato.it
Presidente della Camera: fini_g@camera.it

Vi ricordo di inviare la mail anche a f.zanardi@gayitaliani.eu “>>

Tra i sostenitori dello sciopero indicati da Zanardi si trovano:

– Don Franco Barbero, esponente delle comunità cristiane di base;
– Sergio Rovasio, segretario associazione Radicale Certi Diritti;
– Donatella Poretti, Senatrice radicale – Pd;
– Anna Paola Concia, deputata Pd;
– Vladimir Luxuria, già parlamentare;
– Franco Grillini già parlamentare, Direttore di Gaynet;
– Alessandro Cecchi Paone, giornalista;
– I rappresentanti regionali del movimento Gay Italiani e del movimento Europa Intervieni.

Sicuramente sono molte le notizie cui dare quotidianamente risalto, ma come mai, ad oggi,
associazioni importanti come Arcilesbica, Arcigay e il Mario Mieli non hanno scritto nulla sui loro siti?

Arcigay Nazionale
http://www.arcigay.it
Notizia top: Viaggio nella gay&lesbian life della città
che ospita il XIII Congresso nazionale Arcigay.
Eppure parlano del loro coraggio nell’anno della violenza omofoba!

Arcilesbica Nazionale
http://www.arcilesbica.it
Notizia top: Pride 2010 a Napoli – Europride 2011 a Roma.
Eppure hanno pubblicato un articolo su una coppia di lesbiche,
che hanno fatto ricorso al Tribunale civile di Bologna per il riconoscimento delle loro nozze!

Mario Mieli
http://www.mariomieli.org
Luxuria anti scanner: la questione sicurezza negli aeroporti.

DGP
http://www.digayproject.org
Notizia top: HO SEMPRE AMATO CON LA MEDESIMA INTENSITA’ TANTO UOMINI QUANTO DONNE.

In pochi si sono interessati:

GayLib Toscana
Chiede che si accendano i riflettori sull’iniziativa di Francesco e Manuel, un’iniziativa per i diritti civili.
Di tutti. Luisella Audero, Consigliere nazionale GayLib
http://www.facebook.com/note.php?note_id=252087582355

Segretario dell’associazione KÈ Bari
L’indigazione del segretario dell’associazione KÈ Bari, ci chiede di interrompere lo sciopero È molto preoccupato.
http://www.facebook.com/note.php?note_id=252236452355

E di seguito una breve rassegna stampa nazionale:

Appello al presidente Fini dei gay che vogliono sposarsi (Il secolo XIX)
Unioni gay, sciopero della fame in piazza
Coppia gay in sciopero della fame davanti a Montecitorio: «Riconosceteci»
Coppia gay in sciopero della fame: malore per Francesco
Diritti omosessuali: giovane ligure ha un malore durante lo sciopero della fame (Sabato sera on line)
Savona: Francesco Zanardi soccorso dal 118(GayWave)
Savona: sposi gay, Francesco Zanardi soccorso dal 118 (Savona news)
Sciopero della fame per il sì ai matrimoni gay (Parma Daily)
Lo sciopero della fame della coppia gay in diretta web: “Per lo Stato non esistiamo” (Barimia)
Savona: Zanardi e Incorvaia hanno iniziato sciopero fame
Sciopero della fame per una coppia gay di Savona che chiede il matrimonio
MATRIMONI GAY. I RADICALI PROTESTANO A MONTECITORIO
Coppia gay Savona: inizia lo sciopero della fame
Sciopero della fame sul Web: Francesco e Samuel vogliono sposarsi
E una rassegna stampa Internazionale
ILGA – commentArea (INTERNATIONAL LESBIAN, GAY, BISEXUAL, TRANS AND INTERSEX ASSOCIATION)
Mil bodas simbólicas en Italia para acabar con la discriminación
Una pareja gay en huelga de hambre por el matrimonio homosexual en Italia

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Noi battiamo bandiera spagnola !

Le Associazioni lesbiche, gay, bisessuali e transgender della Lombardia desiderano reagire al crescente clima di omofobia che si respira nel nostro paese.

Per questo Giovedì 17 Settembre alle ore 19.00 saremo di fronte al Consolato spagnolo di Milano in via Fatebenefratelli per chiedere a quella nazione asilo politico per un giorno.

Non desideriamo fuggire da una nazione che sentiamo pienamente nostra, ma rompere quel muro di silenzio e di colpevole omertà con cui la classe politica ha risposto in questi anni alle nostre molteplici sollecitazioni.

Chiederemo ad una nazione civile come la Spagna, che ha saputo riconoscere piena cittadinanza alle persone e alle coppie lesbiche, gay e transgender, di portare la nostra voce in Europa.

La tutela della nostra integrità fisica, la dignità dei nostri amori e la realtà delle nostre famiglie necessitano di risposte legislative concrete, in grado di collocare l’Italia fra le nazioni che già hanno raggiunto quel livello di civiltà e diritto capace di sconfiggere definitivamente il pregiudizio omofobico.

Le Associazioni LGBT della Lombardia

Arcilesbica Zami Milano
Arcilesbica XX Bergamo
C.I.G. Comitato provinciale Arcigay Milano
Orlando Comitato provinciale Arcigay Brescia
Coming Aut Comitato promotore Arcigay Pavia
Cives Comitato provinciale Arcigay Bergamo
La Rocca Comitato provinciale Arcigay Cremona
La Salamandra Comitato provinciale Arcigay Mantova
Como gay lesbica
Associazione La Fenice – Transessuali & Transgender Milano
AGEDO (Associazione genitori, parenti e amici degli omosessuali) Milano
LeSovversive
Associazione radicale Certi Diritti Milano
KOB Collettivo omosessuali bicocca
Milano contro l’omofobia
GSI – Gay Sport Italia
“Renzo e Lucio” gruppo glbt di Lecco
Le Rose di Gertrude – Magenta
gruppo LGBT “Arcobaleni in marcia” Milano

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Grazie , grazie, grazie

Chi dobbiamo ringraziare per gli accoltallamenti al Gay Village, le aggressioni a Rimini e a Napoli e le bombe alla gay street ? Povia e tutti quelli che gli hanno dato spazio, Berlusconi che ha detto che i gay stanno tutti dall’altra parte, Buttiglione che ha detto che l’omosessualità è un peccato, il card Ruini che non ha voluto nessuna legge contro le discriminazioni, la Mussolini che ha detto “meglio fascista che frocio”, Calderoli che l’Europa è in mano ai culattoni, la Binetti che ha detto che l’omosessualità è una devianza della personalità, la Carfagna che ha detto che gli omosessuali sono costituzionalmente sterili, la Gardini che si è sentita stuprata perché Luxuria era nel bagno delle donne, che Prosperini che vorrebbe sterminare i gay con il napalm, Rosy Bindi che ha detto che è meglio lasciare un bambino in Africa che darlo a una coppia gay, il card Bagnasco che ha detto che l’omosessualità è senza etica e che rischia di portare all’incesto e alla pedofilia, Mastella che pur essendo ministro non ha partecipato alla riunione del Consiglio dei Ministri dove si approvavano i Dico, Magalli che ha detto che l’omosessualità è una perversione, tutti quelli che hanno scritto “l’Italia ha bisogno di figli e non di gay pride”, Fioroni e tutti gli insegnanti e i professori che si sono voltati dall’altra parte quando i ragazzi gay e le ragazze lesbiche sono stati derisi, picchiati, isolati, abbandonati al suicidio, tutti i sindaci e i ministri di tutti i partiti che non hanno mai sfilato ai gay pride, che non hanno mai voluto i pacs, che hanno votato sempre contro ogni modifica alla Legge Mancino, che hanno escluse le donne single dalla procreazione assistita, tutti quelli che nella Margherita equiparano le manifestazioni per i diritti civili alle carnevalate, tutti gli amministratori locali di Roma di sinistra e di destra che non capiscono che pedonalizzare la gay street costituirebbe un grande segnale civile e culturale contro l’ignoranza e l’intolleranza e che è proprio così che si migliora la qualità urbana e non tramite le guardie private, come è successo in tutte le grandi città occidentali (ma ci siete mai andati?), tutto il centrosinistra italiano che non capisce che l’eterna assenza di riformismo produce danni sociali e culturali enormi, che rischiano di essere irreparabili, tutti quelli che sono gayfriendly il sabato e la domenica e dal lunedì al venerdì dicono “Ho tanti amici gay, ma sai, la famiglia…”, le migliaia di gay e lesbiche represse che lavorano nell’informazione nella politica nella cultura, e anche nella canzone, per i quali va bene se il ballerino della De Filippi è un po’ effeminato ma non può esistere un calciatore gay, il tronista deve avere comunque una fidanzata, quello o quella può fare il senatore ma non il candidato sindaco perché non è sposato/a… grazie, grazie, grazie.

 Andrea Ambrogetti

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Benedetti da Dio questi Quaccheri inglesi: sì al matrimonio fra gay

(Ecumenici 1-agosto 2009) Documento ufficiale.

 

Traduzione di www.ecumenici.eu , Prof A. Pinto

Sul nostro  sito anche  la coraggiosa posizione dei Battisti di Livorno nel solco di Martin Luther King. Ci sentiamo vicini spiritualmente e nella preghiera alla loro Voce di Dio.

 
 I Quaccheri concludono oggi in Gran Bretagna un lungo e approfondito processo di riflessione sul modo di avvicinarsi al matrimonio e alla convivenza con un compagno dello stesso sesso.

Il documento riporta le loro decisioni in questo modo: Documento numero 25 dell’Assemblea Annuale della Sofferenza del 31 luglio 2009, con riferimento al Documento numero 17 (accluso); si è tenuto un incontro lo scorso martedì pomeriggio durante il quale alcuni relatori hanno condiviso le personali esperienze dei loro anniversari e ammissioni pubbliche sugli scambi dei reciproci impegni d’amore. Questi Amici si sono sentiti sostenuti dai partecipanti ai vari incontri nei loro rapporti, ma hanno espresso rammarico sul fatto che laddove c’è un percorso chiaro e delineato a sostegno delle coppie formate da rappresentanti di sesso opposto, non sono altrettanto chiare le possibilità di riconoscimento di coppie formate da rappresentanti dello stesso sesso ed esse possono cambiare ampiamente da incontri a incontri.  Amici che  sentono che il loro rapporto di coppia è normale e privato piuttosto che fuori dal normale e pubblico; essi si sono sentiti chiari pionieri nel raccontare e testimoniare le loro esperienze.

 Questa pubblica condivisione di esperienze nei rapporti personali ci ha spinti ad aggiungere al nostro chiaro senso che, a 22 anni di distanza dall’aver delineato alcune linee guida all’Assemblea della Sofferenza, consideriamo allo stesso modo sia le coppie formate da rappresentanti dello stesso sesso di quelle rappresentate da matrimoni di rappresentanti di sesso opposto, riaffermando la nostra visione centrale che il rapporto di coppia o il matrimonio è prodotto dal Signore e noi siamo semplici testimoni di tutto ciò. Il problema di un riconoscimento legale da parte dello Stato è una faccenda secondaria.

  Noi perciò chiediamo all’Incontro della Sofferenza di prendere posizione per mettere in pratica questa presa di posizione e di mettersi d’accordo per delineare una revisione delle parti principali della fede e della pratica dei Quaccheri, in modo tale che matrimoni tra membri dello stesso sesso possano essere preparati, celebrati con testimoni, legalmente legittimati dallo Stato, tanto quanto lo sono quelli tra membri di sesso opposto. Noi ancora chiediamo all’Assemblea della Sofferenza di intraprendere con i rappresentanti dei nostri Governi di cercare di trovare un cambiamento determinante nella legislazione corrente in modo tale che matrimoni dichiarati tra membri dello stesso sesso siano riconosciuti come legalmente validi, senza ulteriori sviluppi, allo stesso modo dei matrimoni tra membri di sesso opposto celebrati nei nostri incontri. Noi non chiederemo per ora ai nostri ministri di operare contro la legge, ma è comprensibile che la legge non deve precludere loro il fatto di giocare un ruolo centrale nella celebrazione e registrazione dei matrimoni con membri dello stesso sesso.

  Abbiamo ascoltato voci dissenzienti durante la fase di passaggio che ci hanno portato a prendere una tale decisione e ci è stato ricordato della necessità di esprimere tenerezza verso coloro che non sono con noi e che troveranno questo cambiamento difficile. Ma noi abbiamo anche bisogno di ricordare, inclusa  nella nostra revisione della fede e pratica quacchera, quegli Amici che vivono da soli, che lo facciano o no per scelta personale.

  Noi sentiamo il bisogno di spiegare la nostra decisione alle altre comunità cristiane, a comunità di altre fedi religiose e certamente ad altre Assemblee Annuali quacchere, e pregare perché ci sia un dialogo continuativo d’amore, persino con coloro che probabilmente dissentono fortemente con ciò che affermiamo come nostra interpretazione della volontà di Dio per ora e per noi.

  Come conseguenza di tale decisione, Martin Ward, ministro dell’Assemblea Annuale Quacchera, ha affermato: “Questo documento è il risultato di un lungo periodo di consultazioni e di ciò che noi chiamiamo trebbiatura nei nostri incontri locali, culminate in due Assemblee Annuali di raccolta. Durante tali incontri, secondo la pratica, abbiamo ascoltato la voce di un ministro levarsi alta nel silenzio di una funzione religiosa per guidarci nell’interpretazione della volontà di Dio per una società religiosa e l’abbiamo registrata in questo documento”.

 

Media Information

Anne van Staveren

 

Ecumenici utilizzerà questo mese di agosto per valutare anche con i Vostri pareri personali l’ipotesi di creare un gruppo di Amici, con incontri del silenzio la domenica pomeriggio.  Scriveteci a ecumenici@tiscali.it

 

 

 

TRIBUNALE VENEZIA: IRRAGIONEVOLE DIVIETO DI MATRIMONIO TRA GAY

 

STORICA SENTENZA! QUALCOSA SI MUOVE

 

 

ROMA – Non ha “alcuna giustificazione razionale”, la norma , “implicita nel nostro sistema, che esclude gli omosessuali dal diritto di contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso”. E’ quanto scrive il tribunale di Venezia nell’ordinanza con la quale il 3 aprile scorso ha sollevato davanti alla Consulta la questione di legittimità degli articoli del codice civile che non consentono le nozze tra gay. I

 

l testo del provvedimento, che ipotizza il contrasto di quelle disposizioni con più principi della Carta, a cominciare da quello di uguaglianza (articolo 3) e dal riconoscimento dei diritti fondamentali dell’uomo (art 2), è pubblicato sul sito dell’Aduc (Associazione diritti utenti e consumatori). Al tribunale si era rivolta una coppia di omosessuali che si era vista negare le pubblicazioni di matrimonio dall’ufficiale di stato civile. E il ragionamento dei giudici parte dalla constatazione del “superamento” nella società “del monopolio detenuto dal modello di famiglia normale, tradizionale”. “Il diritto di sposarsi configura un diritto fondamentale della persona, riconosciuto sia dalla Costituzione sia a livello sovranazionale” scrive il tribunale, citando la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. E argomenta:” la libertà di sposarsi (o di non sposarsi) e di scegliere il coniuge autonomamente riguarda la sfera dell’individualità”; é perciò “una scelta sulla quale lo Stato non può interferire, a meno che non vi siano interessi prevalenti incompatibili”. E nel caso di matrimoni tra persone dello stesso sesso “il Tribunale non individua alcun pericolo di lesione ad interessi pubblici o privati di rilevanza costituzionale, quali potrebbero essere la sicurezza o la salute pubblica”. I giudici fanno esplicito riferimento anche all’ art. 3 della Costituzione, “che vieta ogni discriminazione irragionevole, conferendo a tutti i cittadini …pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, e che impegna lo Stato a “…rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini”. Visto che “il diritto di contrarre matrimonio è un momento essenziale di espressione della dignità umana, si ritiene che esso debba essere garantito a tutti, senza discriminazioni derivanti dal sesso o dalle condizioni personali (quali l’orientamento sessuale).Se dunque lo scopo dell’articolo 3 “é vietare irragionevoli disparità di trattamento”, ne consegue che la norma che esclude il matrimonio tra gay “non abbia alcuna giustificazione razionale, soprattutto se raffrontata con l’analoga situazione delle persone transessuali, che, ottenuta la rettificazione di attribuzione di sesso in applicazione possono contrarre matrimonio con persone del proprio sesso di nascita”

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