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Invito: gli ebrei riformati anche a Roma…

CENTRO EBRAICO ITALIANO “G. e V. PITIGLIANI” 

GRUPPO MARTIN BUBER EBREI PER LA PACE 

CONVEGNO

PLURALISMO NELLA SOCIETA’ ITALIANA E PLURALITA’ NELL’EBRAISMO

 (21 marzo 2010 – ROMA – Il Pitigliani, Via Arco de’ Tolomei 1)                             

Sessione  1  –  h. 10,00-13,00

                                            Il pluralismo nella società italiana

Saluti:

Ugo Limentani, Presidente del Centro Ebraico Italiano “G. e V. Pitigliani”

Lettura del messaggio augurale del Presidente Emerito, Sen. Carlo Azeglio Ciampi

Renzo Gattegna, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

Presiede e coordina: Saul Meghnagi

Intervengono: 

Furio Colombo, Giornalista; Pluralisti, multiculturalisti, multietnici

Sergio Lariccia, Docente di Diritto Amministrativo, Università di Roma; Democrazia, pluralismo e  laicità in Italia

Clotilde Pontecorvo, Docente di Psicologia dell’Educazione, Università di Roma; Laicità delle istituzioni, laicità nella formazione 

Amos Luzzatto, ex Presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane; Pluralità di ebraismi o pluralismo ebraico?

Dibattito

Sessione  2  –  h. 15,00-18,30

Pluralità nell’ebraismo: idee, modelli, esperienze

Presiede e coordina: Giorgio Gomel

Intervengono: 

Anna Foa, Docente di Storia Moderna, Università di Roma; La società ebraica italiana dopo l’Emancipazione: pluralismo ebraico e rapporti con il mondo esterno

Marcello Massenzio, Docente di storia delle religioni, Università di Roma; Elie Wiesel: elogio dell’inquietudine

Esther Benbassa, Docente di storia, Ecole des Hautes Etudes, Parigi; Il giudaismo francese fra pluralismo e conservatorismo

Paola Di Cori, Studiosa di studi culturali, Roma; Ebraismo: cosmopolitismo, pluralismo, multiculturalismo

Dibattito

Tavola rotonda: quali prospettive per l’ebraismo italiano?

Modera: Piero Di Nepi

Intervengono:

Bruno Segre, Direttore del periodico di vita e cultura ebraica Keshet; Quale strada fra ortoprassi (Scilla) e condizione marrana (Cariddi)?

Gianfranco Di Segni, Collegio Rabbinico Italiano e Consiglio Nazionale delle Ricerche; Ortodossi, Riformati, Conservative, altri: è possibile una convivenza?

Riccardo Pacifici, Presidente della Comunità Ebraica di Roma; Comunità ebraiche: ebraismo a due velocità?

Ugo Volli, Presidente di Lev Chadash; Pluralismo o dispersione?

Si prega di confermare la propria partecipazione all’indirizzo seguente: pluralismo21marzo@pitigliani.it

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L’amica ritrovata

In sala il film Il canto delle spose. Il delicato ma a tratti pungente affresco di una difficile amicizia tra un’ebrea e una musulmana nella Tunisi del 1942, sconvolta dai bombardamenti e dalla temporanea occupazione nazista.

L’amica ritrovata

Stefano Coccia

Potrà apparire scontato, banale, ma è grazie a una sensibilità spiccatamente femminile che Karin Albou, regista francese di origine maghrebina, ha saputo dar voce a emozioni spezzate e a turbamenti così intimi, manovrando abilmente sullo sfondo di una Tunisi travolta nel 1942 dagli eventi bellici, capaci di arrecare pesanti condizionamenti al contesto politico e sociale della città. Il canto delle spose è pertanto il racconto di un’amicizia profonda, resa difficile da circostanze storiche, culturali, più inclini a dividere che ad unire.

Tunisi alla vigilia del coinvolgimento nella Seconda Guerra Mondiale viene raffigurata come una città tollerante, con evidenti tracce di multietnicità, laddove può capitare che ebrei e musulmani convivano senza particolari attriti. In questa cornice, sapientemente metaforizzata attraverso le scene girate nell’hammam (luogo di aggregazione che diverrà strada facendo l’epicentro di aspri conflitti), si sviluppa l’amicizia tra Nour e Myriam, che vivono in case quasi attaccate tra loro sin dall’infanzia. Delle due ragazze la prima viene da una famiglia araba, mentre Myriam appartiene alla minoranza ebraica, piuttosto consistente nella città nordafricana. Il rispetto reciproco reggerà fintantoché l’esercito tedesco, coadiuvato dai francesi di Vichy, non deciderà di occupare la Tunisia, fomentando lì come altrove l’odio razziale. La propaganda nazista cercherà sin dall’inizio di scaricare la responsabilità del conflitto sugli Alleati, accusati di favorire un presunto complotto internazionale di matrice sionista; e i riflessi di questa becera campagna ideologica avranno purtroppo un peso sugli ambienti nazionalisti del paese maghrebino, scossi molto presto da ondate di antisemitismo.

Fragili equilibri sono destinati così a incrinarsi per sempre. Qualche crepa comincia a comparire nello stesso rapporto di amicizia che lega le due ragazze, entrambe alle prese con situazioni sentimentali rese ancor più delicate dal complicarsi della vita attorno a loro. Nour non vuole ammettere che il carattere del fidanzato, Khaled, stia cambiando pericolosamente, in seguito alla scelta di schierarsi con gli occupanti e appoggiarne le azioni persecutorie rivolte contro gli ebrei. Myriam, a sua volta, sembra guardare con un misto di preoccupazione ed invidia alla loro relazione, anche perché nel frattempo la madre Tita (interpretata dalla stessa regista) sta organizzando un matrimonio combinato tra lei e quel medico ricco, altezzoso, che la ragazza non ama, ma che potrebbe aiutare concretamente la loro famiglia in frangenti così difficili. I casi della vita finiscono quindi per allontanare brutalmente le due giovani donne, ma proprio nel momento di maggior pericolo verrà offerta loro la possibilità di riaccostarsi l’una all’altra.

Con sguardo finissimo, Karin Albou riesce a coniugare la grande Storia con le tensioni individuali, posando la propria attenzione su un mondo femminile pressato da vecchie costrizioni famigliari e da nuove ansie, dovute alla durezza del tempo di guerra. Pur indulgendo forse troppo sull’estetica dei primi piani, e dei dettagli, la regista sa restituire un clima di intimità che all’occorrenza diviene quasi sfacciato, ad esempio nella scena della depilazione del pube, che precede il matrimonio di Myriam. Persino nel descrivere la brutalità dell’occupazione nazista non si ricorre a violenze eclatanti, ma a un modo di violare gli spazi privati (e così l’immagine delle donne soggette a un rastrellamento nell’hammam acquista ulteriore significato) che lascia un segno altrettanto doloroso, un marchio nell’identità collettiva. In questo oscillare tra dimensione corale e psicologie individuali ferite, la disponibilità a mettersi in gioco dimostrata dalle attrici che interpretano le due adolescenti, Lizzie Brocheré (Myriam) e Olympe Borval (Nour), ha rivestito senz’altro un ruolo importante, così come la cura riservata alle riprese, perfettamente in grado di costruire un’atmosfera densa e carica a partire dallo stesso tessuto sonoro. La Tunisi dei primi anni ’40 sembra vivere di suoni ovattati, silenzi notturni, ai quali si sostituiscono con improvvisa e funesta drammaticità le sirene dei bombardamenti, oppure i passi ordinati di stivali teutonici in marcia.

17.12.2009
http://www.movieplayer.it/articoli/06456/l-amica-ritrovata/
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Kolòt-Voci – Newsletter di Morasha.it a cura di David Piazza
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http://www.morasha.it – La porta dell’ebraismo italiano in rete
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Evento musicale ebraico

FEDELI ALLA TERRA AEP

(ASSOCIAZIONE EBRAISMI PROGRESSIVO) COMUNITA’ LEV CHADASH di MILANO – PROGETTO “IL POZZO DI MYRIAM” NARRAZIONE E MUSICA YIDDISH

Organizzatore:: DARIO ARKEL E IL DUO “LE STELLE ERRANTI” – MIRELE BAUCI E PIER GALLESI

Tipo: Musica/arte – Recital 

Data: giovedì 6 agosto 2009

Ora: 19.00 – 21.30

Luogo: ISOLA DEL CINEMA – ISOLA TIBERINA

Città/Paese: Rome, Italy

Telefono: 3335022291 E-mail: alma.daddario@minervalab.it

DescrizioneNARRAZIONE E MUSICA EBRAICA E YIDDISH-

Introduzione di MIRELE BAUCI E PIER GALLESI

1- EVENU SHALOM (Canto tradizionale yiddish interpretato da Mirele e Pier).

2- FEDELE ALLA TERRA – UNA RIBELLIONE INFINITA (la 13ma tribù) – Narrazione di Dario Arkel

3- ELI ELI (Canto ebraico di Hanna Senesh, poetessa e partigiana) interpretato da Mirele e Pier

4-ETICA ED ESTEYTICA DELL’ESSENZIALE- Narrazione di Dario Arkel

5-ES BRENT (di Mordechai Gebirtig) interpretato da Mirele e Pier

6- UN CANARINO EBREO (JANUSZ KORCZAK E I SUOI BAMBINI) – Narrazione di Dario Arkel

7-Mir ZEYNEN DO… Canto dei partigiani del Ghetto di Varsavia

8-COMMIATO E SALUTO… EVENU SHALOM…

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Soldi, soldi, soldi

Apriamo il dibattito sul denaro: la responsabilità non è un segno dei tempi moderni?

 

C’è chi preferisce tuffarsi nella Storia e guardare a esempi come Valdo (per il mondo riformato) o ai sette laici fiorentini che nel 1233 abbandonano famiglia, attività e professione per ritirarsi a vita comune (i servi di Maria, nel mondo cattolico), altri comprendono che il denaro ha un valore(!) fino a quando non aiuta all’esistenza dignitosa di ogni persona umana e altri ancora ne fanno una sorta d’idolatria che prevarica qualsiasi altra considerazione, in primis la responsabilità individuale.

Non è conveniente e “costa” troppo.

Le chiese che si avvalgono oggi dell’otto per mille in Italia non danno una bella immagine di se stesse ed è espressivo che un intervento di un professore di teologia neotestamentaria non colga che il cristianesimo (ma anche lo stesso ebraismo) non si può limitare all’atteggiamento o alle scelte delle chiese o delle sinagoghe. Fortunatamente esistono anche i cristiani e gli ebrei fuori dai templi che reinventano la propria testimonianza.

Ci piacerebbe proprio ascoltare voci diverse su questo tema. In libertà.

Ecumenici non ha alcun finanziamento ecclesiastico eppure esiste. Non è iscritta in nessun registro di chiesa eppure opta sia per il confronto che per la libera predicazione…. Oggi, dopo circa dieci anni di attività, ha un numero d’iscritti superiore alla Chiesa evangelica luterana in Italia. C’è probabilmente qualcosa che non funziona all’interno delle chiese oppure no?

Vi leggiamo in bacheca su Facebook, almeno per chi desidera partecipare al dibattito.

La Bibbia, i soldi e l’etica della responsabilità


I precetti biblici sul denaro sono ormai sorpassati? O sono invece di estrema attualità? E che cosa pensare dell’invettiva di Gesù circa l’impossibilità di servire Dio e Mammona (il denaro)? E ricordate le uscite del Riformatore Martin Lutero sul denaro “sterco del demonio”? Intervista a Daniel Marguerat, professore emerito di Nuovo Testamento alla facoltà di teologia dell’Università di Losanna.

Quali sono le posizioni ebraica e cristiana riguardo al denaro?
Il cristianesimo ha una relazione equivoca con i soldi. Da un lato nel Nuovo Testamento si legge “Guai a voi, ricchi”, “Beati siano i poveri”, ma dall’altro lato la chiesa ha sempre vissuto della generosità dei ricchi e l’ha incoraggiata. L’Antico Testamento, dal canto suo, valorizza moltissimo il denaro, considerato come un segno della benedizione di Dio che permette all’uomo di partecipare alla creazione. Il denaro non ha dunque nulla di vergognoso! Israele è tuttavia anche sempre stato cosciente del fatto che i soldi generano ingiustizie. Ed è per questo che il suo possesso va di pari passo con la responsabilità: chi ha soldi deve ridistribuirli, affinché la vita dei poveri non diventi miserabile. L’arricchimento non è mai uno scopo in sé: più si possiede, più ci si deve preoccupare dei poveri. La Riforma ha ripreso proprio questo principio, insistendo sulla responsabilità dell’uomo nella gestione dei beni e valorizzando l’arricchimento: un fatto certo non senza legami con l’emergere del capitalismo.

Non assistiamo tuttavia oggi a un’enorme deriva del valore imputato al denaro?
Sì, certo. Ecco perché la chiesa ha il dovere di trasmettere questo principio della responsabilità e del dono. Dimenticando questo legame tra ricchezza e responsabilità, il capitalismo è diventato amorale. I soldi sono oggi un segno di successo, senza responsabilità. Senza coscienza. Ma quando l’arricchimento diventa un obiettivo in sé, assistiamo a una distorsione del rapporto con il denaro.

Gesù si è accontentato di riproporre i precetti dell’Antico Testamento o è andato ancora più lontano nella critica del rapporto tra l’uomo e il denaro?
L’originalità introdotta da Gesù è l’idea che il denaro può in ogni momento diventare un idolo, un dio cui si sacrifica la propria esistenza. Il denaro può diventare Mammona. Il rapporto con i soldi non si limita quindi più a una questione morale, diventa una questione spirituale. L’utilizzo che io faccio del denaro indica quali sono i miei valori. Quando Gesù dice “Non potete servire contemporaneamente Dio e Mammona”, sottolinea che non posso dedicare la mia vita al denaro ed essere allo stesso tempo fedele a Dio.

Perché è impossibile?
Perché i soldi non sono degni di fiducia. L’evangelo definisce il potere dei soldi “ingannatore”, letteralmente “Mammona l’ingiustizia”. Questo per due ragioni: da un lato poiché i soldi circolano in un sistema economico che genera ingiustizie. Dall’altro lato il denaro è ingannatore poiché non offre ciò che promette. È un dio le cui promesse sono illusorie, poiché non trasforma le nostre debolezze in potere, né la nostra fragilità in eternità. Il giornale Le Monde recentemente titolava: “Bisogna detronizzare il dio denaro”. Sì, perché i soldi non sono degni di fiducia. Jacques Ellul diceva: “Bisogna profanare il denaro, ovvero abbandonare l’illusione che sia affidabile, abbandonare l’illusione che la mia sicurezza possa fondarsi sul profitto, che i soldi garantiranno il mio futuro. Profanare, detronizzare il denaro, significa riassegnarli il ruolo di semplice strumento, mezzo, e smettere di considerarlo un valore rifugio nel quale investire il proprio bisogno di sicurezza”.
L’attuale crisi contribuisce alla desacralizzazione del denaro: il re è nudo. Il denaro è nudo. La crisi è la dimostrazione della vecchia espressione evangelica di “Mammona ingannatore”.

Eppure sono in molti a correre dietro al denaro. Che cosa si nasconde dietro questa ricerca?
Credo che si tratti della cupidigia. La crisi è il figlio perverso della cupidigia. Ciò che nutre l’avidità, è l’idea che i soldi possano essere un rifugio contro l’angoscia, contro la paura di morire, contro la nostra fragilità. La ricerca frenetica dei soldi però è vana; significa cercare nel denaro una sicurezza che quest’ultimo non può offrire. Per denunciare questa attitudine non serve tuttavia a niente fare discorsi moralisti contro l’avidità. È meglio riconoscere che siamo degli esseri pieni di paure che hanno bisogno di sicurezze. Il Gesù dei Vangeli ricorda che bisogna bussare alla porta giusta, e che non sono i soldi che ci proteggeranno dall’angoscia del futuro.

Bisogna dunque vergognarsi di essere ricchi?
No. Quando Gesù si autoinvita a casa di Zaccheo, non lo colpevolizza per la sua ricchezza. Dopo il loro incontro, però, Zaccheo sceglie di modificare l’uso che fa del proprio denaro: fino ad allora i soldi avevano innalzato un muro di invidia e odio fra lui e gli altri. Riparando ai suoi torti e ridistribuendo parte dei suoi beni ai poveri, Zaccheo inverte la funzione del denaro, che diventa vettore di generosità, di condivisione, che crea delle relazioni trasmettendo una reale compassione. Consacrare una parte delle proprie ricchezze e alleviare la miseria non è pietà: significa riconoscere il diritto dei poveri a beneficiare di un minimo della Creazione. Il messaggio di Gesù è un appello a riconoscere questo diritto. Rinnova le richieste dei profeti d’Israele a riparare l’ingiustizia di cui sono vittima i poveri.
Questa forma di solidarietà è d’altronde indispensabile per evitare che la società esploda, poiché l’ingiustizia sociale è generatrice di violenza. Si tratta di un messaggio di grande attualità!
Per quanto riguarda i cristiani e le chiese, è un appello a lottare contro la disumanizzazione di coloro che vengono distrutti dalla povertà. Ancora una volta, il torto dei ricchi non è quello di guadagnare troppo, ma di arraffare tutto senza ridistribuire nulla. Accettano il dono, ma rifiutano la responsabilità che ne consegue (intervista di Corinne Baumann; Vie Protestante, febbraio 2009; trad. it. Amanda Pfändler).

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Auguri Claudiana di Milano

La biblioteca privata di Ecumenici è sicuramente la più fornita a nord di Milano su protestantesimo ed ebraismo: spesso ci si è avvalsi del servizio di vendita offerto dalla Claudiana di Milano che festeggia oggi i suoi 40 anni.

Ci auguriamo che possa essere un’occasione anche per dei ripensamenti  nel prossimo futuro mirati a proporre maggiori occasioni di approfondimento sulla riforma zwingliana, troppo spesso trascurata nelle tavole rotonde e manifestazioni culturali, e – contestualmente – per rafforzare la sua offerta anche nel settore degli studi islamici. Ci permettiamo di dirlo perché non abbiamo mai fatto mancare il supporto materiale e ci aspettiamo un salto di qualità. Più legato alla cultura religiosa monoteista che alla presenza/disponibilità dei pastori . Milano lo chiede e nel frattempo si organizza, anche con eventi interessanti come quello indicato nell’invito allegato

Auguri Claudiana di Milano!

 

Maurizio Benazzi

 

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Sabato pomeriggio momento di festa per celebrare i 30 anni del Centro Culturale Protestante e i 40 anni della libreria Claudiana di Milano.

Notizie sul Centro  Culturale Protestante possono essere reperite al sito http://www.protestantiamilano.it

 
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PROSSIMO  APPUNTAMENTO: SABATO 13 DICEMBRE 2008
Incontro conviviale per celebrare il 40° anniversario dell’inaugurazione della Libreria Claudiana di Milano, avvenuta nel 1968, e il 30° anniversario del Centro Culturale Protestante di Milano, fondato nell’autunno 1978, sul tema “LA PRESENZA PROTESTANTE A MILANO: UN UNICO APPUNTAMENTO PER DUE ANNIVERSARI”.

La libreria Claudiana ha iniziato la sua attività a Milano quarant’anni fa, nel dicembre 1968. Dieci anni dopo, nell’autunno 1978, prendeva avvio anche l’attività del Centro Culturale Protestante, che poteva utilizzare una parte dei locali della libreria e costituire con essa un unico polo culturale nella città. Il progetto, sostenuto dalle chiese protestanti milanesi, era quello di offrire alla città un luogo aperto e laico nel quale potersi incontrare e confrontare liberamente.
Vi invitiamo a festeggiare con noi 40 anni di attività della libreria Claudiana e 30 anni di attività del Centro Culturale Protestante: un doppio anniversario, ma un unico appuntamento per due realtà che hanno saputo trovare un proprio spazio in una città così importante e complessa come Milano.

Dopo alcuni brevi saluti e testimonianze, offriremo a tutti i presenti un ricordo dell’avvenimento  e saremo lieti, durante il rinfresco, di dare l’opportunità di incontrarvi e di conversare un momento insieme.

L‘appuntamento  è per sabato 13 dicembre 2008, alle ore 17, presso la sala  attigua alla libreria Claudiana in via Francesco Sforza 12/a a Milano.
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A seguire gli appuntamenti per i prossimi mesi. Le notizie pubblicate concernono le manifestazioni già confermate. Altri eventi potranno aggiungersi e saranno resi noti tramite i prossimi   numeri delle nostre webnews.

IL CALENDARIO  DEGLI APPUNTAMENTI PER IL MESE DI DICEMBRE 2008

SABATO 20 DICEMBRE  2008
Quest’anno in vista del Natale il Centro Culturale Protestante offre al suo pubblico uno spettacolo teatrale-musicale “LA BUONA NOVELLA RELOADED” su testi di Fabrizio De André.  Rivisitazione musicale a cura di Monica Annese, Stefania Caccavo, Gianpietro Natalino, Cristina Sannino, Alessandro Zuccaro.  Voci recitanti: Mauro Trotta e Francesca Tanzi. Commento teologico  di Andreas Koehn.
L‘appuntamento  è per sabato 20 dicembre 2008, alle ore 20, presso la Chiesa Evangelica Metodista in via Porro Lambertenghi 28 a Milano (MM2 Garibaldi FS, MM3 Zara, tram 7-11).
IL CALENDARIO  DEGLI APPUNTAMENTI PER IL MESE DI GENNAIO 2009

SABATO  10 GENNAIO 2009 (e prosieguo sino a febbraio)
Prosegue l’edizione 2008-2009 dei seminari di teologia biblica e discussione dell’attualità, organizzati in collaborazione con il Corso di Laurea in scienze bibliche e teologiche della Facoltà Valdese di Teologia di Roma, che quest’anno vertono sul tema generale “LA BIBBIA PARLA OGGI”. Come di consueto, il progetto, nel corso del quale biblisti, teologi, filosofi e studiosi di scienze umane e sociali si confrontano su temi cruciali della vita individuale e collettiva, è  suddiviso in due parti, autunnale e invernale. Dopo i due seminari novembrini, si riprende sabato 10 e 24 gennaio e sabato 7 e 21 febbraio 2009.
Questo il programma completo delle prossime giornate di studio:
sabato 10 gennaio 2009: LIBERTA’ DI DIO, LIBERTA’ DELL’UOMO con Eliana Briante pastora metodista, Milano e Fulvio Ferrario docente di Teologia sistematica alla Facoltà Valdese di Teologia a Roma
sabato 24 gennaio 2009: GIUSTIZIA E RESPONSABILITA’ con Martin Ibarra pastore battista, Claudia Mazzuccato docente di Diritto penale all’Università Cattolica di Milano  e Teresa Isenburg docente di Geografia politica ed economica all’Università di Milano Scienze Politiche
sabato 7 febbraio 2009: IL MALE E LA SOFFERENZA con Gianni Genre pastore valdese, Maria Cristina Bartolomei docente di Filosofia morale all’Università Statale di Milano  e Luca Savarino docente di Bioetica all’Università del Piemonte Orientale
sabato 21 febbraio 2009: IL CORPO E L’ANIMA – SRADICAMENTO E VIAGGIO con Vito Mancuso docente di Filosofia moderna e contemporanea all’Università San Raffaele di Milano, Corinne Lanoir della Facoltà di Teologia di Losanna, Stefano Levi Della Torre pittore e saggista  e Giampiero Comolli saggista e scrittore

Gli appuntamenti sono per le giornate indicate, dalle ore 10 alle 17, presso la sala  attigua alla libreria Claudiana in via Francesco Sforza 12/a a Milano.
Ricordiamo che questi seminari sono a pagamento. Informazioni e iscrizioni presso la libreria Claudiana.
SABATO  10 GENNAIO 2009
Il primo incontro del nuovo anno verte sul tema “LAICITA’ DELLA RAGIONE – RAGIONEVOLEZZA DELLA FEDE? con intervento di Fulvio Ferrario, docente di Teologia sistematica alla Facoltà Valdese di Teologia di Roma.
L‘appuntamento  è per sabato 10 gennaio 2009, alle ore 17, presso la sala  attigua alla libreria Claudiana in via Francesco Sforza 12/a a Milano.
()()()() IL CALENDARIO  DEGLI APPUNTAMENTI PER IL MESE DI FEBBRAIO E MARZO 2009

MERCOLEDI’ 4-11-18-25 FEBBRAIO 2009
Si rinnova anche nel 2009 l’ormai tradizionale ciclo di incontri ecumenici sul Vangelo, realizzato in collaborazione con il Centro Culturale San Fedele, che affronta il tema “RACCONTI DI MISERICORDIA NEL VANGELO DI LUCA”. Come sempre, il ciclo invernale, nel mese di febbraio, sarà tenuto presso la Galleria San Fedele nel tardo pomeriggio, mentre il ciclo primaverile, in maggio, presso i nostri locali in orario serale. In una prossima webnews il programma completo.
Gli appuntamenti  sono per mercoledì 4-11-18 e 25 febbraio 2009, alle ore 18.30, presso la Galleria San Fedele in via Hoepli 3 a Milano.

SABATO 28 FEBBRAIO 2009 (e MERCOLEDI’ 4 e 11 MARZO 2009)
Prende avvio un ciclo di tre conferenze scientifiche sull’evoluzione, che osserveranno il seguente calendario:

sabato 28 febbraio 2009: EVOLUZIONE DEL COSMO, con Tommaso Maccacaro
mercoledì 4 marzo 2009: EVOLUZIONE DELLA VITA, con Telmo Pievani
mercoledì 11 marzo 2009: EVOLUZIONE DELL’UOMO, con Michele Luzzatto
Gli appuntamenti  sono per sabato 28 febbraio 2009, alle ore 17, e per mercoledì 4 e 11 marzo, alle ore 18, presso la sala attigua alla libreria Claudiana in via Francesco Sforza 12/a a Milano.
 
SABATO 14 MARZO 2009
Giornata di studio su Giovanni Calvino nel terzo centenario della nascita, sul tema “GIOVANNI CALVINO: LE ORIGINI DEL CAPITALISMO E LA CITTA’ DI GINEVRA” con la partecipazione dei proff.   Alfredo Bondolfi dell’Università di Losanna, Alessandro Cavalli dell’Università di Pavia, Mario Miegge dell’Università di Ferrara, Martin Walraff dell’Università di Basilea e della pastora valdese
Janique Perrin. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Chiesa Cristiana Protestante, il Centro Culturale Svizzero, il Consolato e la Camera di Commercio Svizzera di Milano.
L’appuntamento è per l’intera giornata di sabato 14 marzo 2009, presso la sala attigua alla libreria Claudiana in via Francesco Sforza 12/a a Milano.

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SEGNALAZIONI DI EVENTI PROMOSSI DA ALTRE ISTITUZIONI CULTURALI

OTTOBRE 2008-FEBBRAIO 2009 –  Scuola biblica del Decanato di Treviglio
Da sabato 4 ottobre sono ripresi gli incontri della Scuola Biblica del Decanato di Treviglio che quest’anno vertono sul tema “MARCO, IL VANGELO DEL CATECUMENO: una Haggadah pasquale” in calendario sino al 14 febbraio 2009.  Questo il prossimo appuntamento:
sabato 13 dicembre 2008: La confessione di fede si traduce nella sequela (8, 27-9, 29) < cura di Daniele Garota, saggista e studioso di Bibbia
Gli appuntamenti sono per le giornate sopraindicate, alle ore 14.45, nel salone sotto alla chiesa del Conventino in viale della Pace 10 a Treviglio(BG). Per informazioni sull’evento, contattare Beppe Ciocca alla email beppeciocca@virgilio.it

GIOVEDI’ 11 DICEMBRE 2008 e date seguenti  –  Per conoscere Israele presso le Suore di N.S,di Sion
Sono ripresi in novembre i tradizionali appuntamenti “PER CONOSCERE ISRAELE” promossi dalle Suore di Nostra Signora di Sion. Questo il prossimo incontro:
giovedì 8 gennaio 2009: Le benedizioni di ringraziamento al Signore nella tradizione di Israele con Clara Costa Kopciowski
Gli appuntamenti sono per le giornate sopraindicate, alle ore 18.15, presso le Suore di Nostra Signora di Sion in via Machiavelli 24 a Milano (tram 1-19-27-29-30 bus 61).

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L’ebraismo col sorriso di nuovo su Ecumenici

 

Chers amis, amies

 après plus d’un an d’absence publique, le groupe Etz

CaHol (désormais dévenu “Minyan Moussafiah”) s’est installé à Nice –

Cote d’Azur. Nous sommes très heureux de vous présenter le calendrier

de grandes fetes de Tichri. La pluspart d’entre elles aura lieu chez

Villa Roseraie en plein quartier juif de Nice.

 Réservez vos places au

plus tot!

 

Cari amici/amiche

 dopo più di un anno d’assenza pubblica,

il gruppo Etz CaHol (ormai diventato “Minyan Moussafiah”) si è

stabilito a Nizza – Costa Azzurra. Siamo molto lieti di presentarvi il

calendario delle grandi feste di Tishrì. La maggior parte di esse avrà

luogo presso Villa Roseraie, in pieno quartiere ebraico di Nizza.

 

Prenotate i posti al più presto!

 

Dear friends,

 after more than an

year of public absence, the group Etz CaHol (now called “Minyan

Moussafiah”) is installed in Nice – Cote d’Azur. We are glad to present

our schedule of Tichri’s great festivals. Most of them will take place

at Villa Roseraie, in the middle of Nice’s Jewish neighbourhood.

 

Please reserve your places as soon as possible!

 etzcahol@virgilio.it

 

Please do a special mitzvah in honor of the Alter Rebbe and the Besht today on Chai (18) Elul, the anniversary of the birthday of The Besht and the Alter Rebbe.

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Venga il tuo Regno

Ci domandiamo spesso quale sia il fine della preghiera e se possiamo pregare per noi personalmente ma anche per le cose. Nella preghiera che ci è stata trasmessa da Gesù che è la preghiera per il Regno per eccellenza includiamo tutto e tutti. Se cercheremo la giustizia del Regno che significa anche misericordia il resto ci viene dato semplicemente in più.

C’è nel Padre nostro una semplicità e una brevità stupefacente che racchiude un’infinita ricchezza e una profondità abissale. Era una preghiera di fatto già in uso nella spiritualità ebraica sia pur con forme diverse, più stringate ma ben radicate. Cipriano, teologo del III secolo, la definiva il riassunto della fede cristiana ma ignorava quanto ora qui ricordato. All’epoca la fase antigiudaica del cristianesimo era un elemento distintivo. I nostri peccati di cristiani contro l’ebraismo sono stati del resto sempre presenti e non solo nel secolo scorso. Peccati spesso anche di falsità o di omissioni nel dire la verità.

Nell’invocazione della preghiera del padre nostro ci si rivolge veramente a Dio, Padre (o meglio papà, traducendo il termine aramaico di riferimento) e Signore. Il suo Nome – ossia il suo Essere – deve essere santificato. Si prega quindi per il suo Regno e non meramente per cose puramente personali. Per questo si dice del continuo, non “mio” o “me” ma “nostro” e “noi”. Il nostro bisogno individuale è incluso nella richiesta del Regno di Dio e proprio per questo riceve il suo pieno diritto. Quindi prima viene la causa di Dio e non ad esempio quello delle religioni. E’ infatti il suo Regno che deve avvenire prima del giudizio finale e della risurrezione dei morti. Non è – come generalmente si pensa –  la terra a dover essere attirata su in cielo ma il cielo sulla terra.

In questo il Regno di Dio dice una cosa molto diversa dal cristianesimo tradizionale (cattolico, luterano o riformato conservatore) in cui si separa un settore interno e uno esterno, riservando il primo a Dio e il secondo al “principe di questo mondo”. Chi domandava a Gesù quando ci sarà il regno, lui rispondeva quando l’interno sarà come l’esterno e il visibile come l’invisibile. In Luca 17,20 e seguenti è scritto il Regno di Dio è in mezzo a voi e non dentro di voi! E la famosa frase detta a Pilato, espressione della realtà imperiale, “il mio Regno non è di questo mondo” non vuol affatto dire che il Regno sia nell’al di là ma che è il Regno del mondo “che viene” e che “verrà”, diverso da questo mondo.

Sembrano frasi apparentemente insignificanti ma proprio queste impediscono la fuga da questo mondo e la necessità dell’impegno nella realtà civile, politica e sociale. Il messaggio realmente cristiano non è spiritualistico ma possiamo dire materialistico, di un materialismo sacro, che attraverso la Parola rende il pane di domani ossia quello necessario un pane sacramento nel senso più ampio del termine ossia simbolico e universale. In cui la vera comunione con Dio è data da quella degli uomini nella solidarietà e nella mutua remissione delle colpe. Non si dice infatti nella preghiera noi “rimettiamo” ma “abbiamo rimesso” i peccati, le colpe dei nostri fratelli e sorelle. Solo dopo aver compiuto ciò è possibile vivere e riconoscere veramente il Padre e il suo ordine d’amore: non è quindi una questione di nozioni apprese a catechismo ma di vita vissuta e reale. Personalmente. La liberazione da ogni angustia (tentazione) di questo tempo in cui il Regno non è pienamente realizzato è quindi una messa in guardia dalle fughe verso lo spiritualismo o la complicità delle logiche imperanti di ingiustizia, di creazione di nemici, di idoli.

Certo sconfiggere le nostre paure umane non è semplice e non lo sarà nemmeno per le prossime generazioni. Basti pensare alla paura del bisogno, del vuoto, della morte, del destino… ma non è certo la sete di possesso che può o potrà colmare la nostra angoscia di sprofondare nel vuoto della distruzione fisica personale, di una guerra, della povertà, di una malattia.

La protesta credente davanti alla morte si radica in modo altrettanto chiaro nei Vangeli. A chi immaginasse una qualunque complicità di Dio con l’opera della morte i quattro testi dei redattori dei Vangeli (che non sono quattro ma si tratta di opere a più voci e a più mani) offrono una flagrante smentita. Gesù non scende mai a patti con la morte, non vi si arrende, la affronta. Dalla rianimazione della figlia di Iairo, del figlio della vedova di Nain, coi suoi pianti e la sua lotta di fronte alla morte di Lazzaro si mostra sempre da che parte sta: non già nella disgrazia o nella distretta ma nella lotta. Dio non è sovrano della morte bensì il maestro dei viventi. Figuriamo se il suo Regno possa essere confinato dopo la morte!

La menzogna di molti cristiani ( non di tutti)  continua anche in questo secolo che viviamo.

Ragaz ci ha insegnato che vivere il cristianesimo all’aria aperta significa liberarci da questi schemi o modi di pensare che rinunciano all’evangelo sociale e che si può e si deve non avere vincoli con lo Stato, la Chiesa e la società.

I teologi che sono venuti dal dopoguerra in avanti ci hanno fatto capire che la creazione continua ed è affidata anche nelle nostre mani. Lo Spirito non ha mai smesso di soffiare e si avvale anche delle nostre piccole mani.

Maurizio Benazzi

 

 

 

 

 

In breve:

 

Appuntamento di sabato 20 settembre 2008 alle ore 17.00
 
Il guado – Sede di Via Soperga 36 – Milano

 

Omosessuali cristiani in rete
Quali percorsi, per gli omosessuali credenti, nella rete e nella Chiesa

Nel settembre del 2007 nasceva un portale che aveva l’ambizione di diventare un punto di riferimento per quanti tentano di far dialogare Fede cristiana e condizione omosessuale. A distanza di un anno la scommessa è stata vinta: i volontari di quello che è ormai diventato il Progetto Gionata sono all’opera in tutta Italia, mentre il numero dei contatti giornalieri ha ormai superato la media delle 10.000 visite mensili (fonte Shinystat). Ecco perché abbiamo deciso di riflettere, insieme a quanti hanno contribuito alla nascita e al successo di Gionata.org, per scoprire le potenzialità che la rete internet offre a chi sente, su di se, il compito di dare voce a migliaia di omosessuali credenti che di voce non ne hanno mai avuta.
 

 

Ecumenici seguirà questo evento de Il guado, conosciuto direttamente nei primi anni 90 come esperienza di “cristianesimo catacombale”. Andiamo a sentire cosa è cambiato realmente nel frattempo…

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