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Itinerari spirituali: da Francesco d’Assisi ai quaccheri, passando per i valdesi

Esperienze quacchere in Italia: gli Amici di Perugia hanno creato un loro blog con le proprie riflessioni personali. Molte storie si ripetono: dal cattolicesimo francescano ai valdesi per abbandonare poi le chiese storiche e iniziare un cammino spirituale autonomo. E’ la libertà dello Spirito che porta molte persone alla ricerca. Una scelta per nulla facile ma anche fortemente motivata.

http://appuntiquaccheri.blogspot.com/
La necessità del silenzio

Ricordo dai miei studi di bambino e poi negli approfondimenti successivi che in Gesù Dio si è fatto Abbà – Padre – , prossimo nell’amore.

Oggi, guardando in tv la messa officiata dal papa, in più di un’occasione mi sono soffermato a riflettere sullo sfarzo non solo della cerimonia in sé, quanto piuttosto dei particolari. Molto oro, sintomo e testimonianza del divino, coreografie di lettura difficile, il solenne latino. Se Gesù ha chiamato Dio Padre avvicinandoLo a Sé, l’uomo con la sua teologia, umana e mai divina, Lo ha relegato in un empireo irraggiungibile. Se Dio è lontano, Lo è Cristo e lo è la chiesa – corpo mistico di Cristo – e lo è il pontefice. La distanza viene sancita da un linguaggio arcaico, incomprensibile ai più, solenne, ma non prossimo. Volutamente.

Il fedele può sbalordirsi di fronte al luccichio degli ori, alla maestà ieratica dei sacerdoti di vario ordine e grado, ma perde lo Spirito. Lo perde guardando. Lo perde ripetendo formule incomprensibili sedimentate nei secoli. La fede si riduce ad atto di obbedienza, la libertà che lo Spirito ha di ispirare si scioglie nella meccanica ripetizione di parole che nel loro ricorrere perdono ogni senso e non conducono alla meditazione.

In una tale ottica il silenzio in quanto vacuità assume una valenza negativa. Ma è nel vuoto che trova posto il pieno. La vacuità quando è vissuta con consapevolezza è viatico verso l’accoglienza della Parola di Dio, è la disposizione umile ad essere permeati dallo Spirito. Nel vuoto, una volta pacificato il moto ondoso della coscienza risplende la scintilla del divino, ma bisogna fare silenzio. Bisogna saper fare silenzio.

Cogliamo l’occasione data dalla richiesta del nostro lettore Pietro Capriata di aver un po’ di informazioni su una…
Bibliografia quacchera in italiano

•Arcara, Stefania, Messaggere di luce. Storia delle quacchere Katherine Evans e Sarah Cheevers prigioniere dell’inquisizione, Trapani, Il pozzo di Giacobbe 2007.
•Bori, Pier Cesare – Lollini, Massimo (edd), La Società degli amici. Il pensiero dei quaccheri da Fox (1624-1691) a Kelly (1883-1941), Milano, Linea d’ombra 1993.
•Carter, Gail Irene, La cucina dei quaccheri, illustrazioni di Silvia Gallignani, Pasian di Prato, Campanotto, [2002].
•Giorgio Fox e la religione laica degli Amici. Nel terzo centenario della origine del movimento. Contributo alla formazione di libere coscienze religiose, Sesto San Giovanni, G. Beveresco, [194?].
•Grubb, Edward M. A., L’essenza del quaccherismo (traduzione di Ernesto Rutili), Torino, F.lli Bocca 1926.
•Maros Dell’Oro, Angiolo, Giorgio Fox e i Quaccheri, Fossano, Esperienze, [1973].
•Morganti, Martino, I quaccheri e la libertà dello spirito, Luxembourg, Rapid press, 1991.
•Sykes, John, Storia dei Quaccheri (traduzione di Giuliana Dei), Firenze, Sansoni [1966].
•Tassoni, Mario, La società religiosa degli amici chiamati anche quaccheri, Birmingham, Friends world Committee for consultation, 1961.
•Traniello, Francesco (ed), Dai quaccheri a Gandhi. Studi di storia religiosa in onore di Ettore Passerin d’Entreves, Bologna, Il Mulino 1988.
•Villani, Stefano, I primi quaccheri e gli ebrei, Roma, Edizioni di storia e letteratura, 1997 (Estratto da: Archivio italiano per la storia della pietà, 10).
•–, I Quaccheri contro il Papa. Alcuni pamphlet inglesi del ‘600 tra menzogne e verità, Firenze, Olschki, 1998 (estratto da Studi secenteschi, 39 -1998).
•–, Il calzolaio quacchero e il finto cadì, Palermo, Sellerio 2001.
•–, Tremolanti e papisti. Missioni quacchere nell’Italia del Seicento, Roma, Edizioni di storia e letteratura, 1996.
•Vola, Giorgio (ed), I quaccheri. Eversione e nonviolenza. Gli scritti essenziali (1650-1700), Torino, Claudiana [1980].
•Woolman, John, Giornale. Vita di un quacchero, introduzione, traduzione e note a cura di Laura Coltelli, Pisa, Nistri-Lischi 1978.
•Zaffrani, Giovanni, I quaccheri, San Ginesio, Tipografia Francescana 1940.

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La parola ad una lettrice

Ecumenici ringrazia Cris. : ci teniamo a precisare – visto che è capitato recentemente un caso di contestazione infondata con un problematico ufficio stampa metodista milanese– che tutti gli interventi sono pubblicati senza alcuna censura o “taglio” come segno di rispetto del nostro interlocutore e non vengono effettuate precisazioni. Chi ha gli strumenti dell’analisi e della critica li impiega in piena autonomia. Ognuno rimane libero di pensarla come meglio ritiene. Per favore non chiedeteci solo di usare appellativi del tenore “santo” (sobh!) padre, reverendissimo pastore, ecc ecc. – Il sacerdozio universale dei credenti credo che sia innanzitutto osteggiato da certi cristiani…

Chi non desidera ricevere questa newsletter può in qualsiasi momento darne comunicazione o utilizzare le funzioni di Yahoo.it.

Tanti auguri di buona vita a tutt*!

        ____Progetto Naussa____

         Laboratorio Lesbico di Spiritualità

 

Mi chiamo P.G. Cris, ho 49 anni, risiedo attualmente a Bari e da venti anni mi occupo di Yoga, Astrologia, Spiritualità,  Alimentazione Naturale ed esperienze di Autoguarigione.

Progetto Naussa nasce un anno fa, nel 2007, come una precisa aspirazione personale di dar vita ad uno spazio fisico e in internet, che sia di condivisione, di confronto e attivazione di esperienze di Vita Spirituale, per donne lesbiche.

Il nome Naussa è un’immaginaria versione femminile del termine greco ‘naos’  = tempio.

Progetto Naussa vuole essere questo: luogo sacro di confluenze di Vita,  Solidarietà e Amore. 

Sin da quando sono nata, due cose sono state chiare nella mia Vita, e per  certo ne hanno caratterizzato l’evoluzione:  1) sentirmi ‘fuori’ da quella ‘normalità’ formale, che la società italiana ‘cattolica’  presentava e  tuttora presenta come logica e naturale;  2) avere una Fede profondamente  radicata nell’Amore: credere nella sua invincibile ed inesauribile Forza. Questo è quello che, oggi,  chiamo Spiritualità.

40, 30 anni fa, anche meno, nella realtà di una città meridionale come Bari, dove sono nata, per una donna amare un’altra donna era una ‘stranezza’ per i più clementi, una vergogna da nascondere per  la gente comune.  Attualmente, grazie al passaggio di informazioni culturali,  possiamo contare su una maggior ‘tolleranza’, pur  restando ferme ampie fasce della popolazione, che ancora affrontano la questione con grave pregiudizio.                                                                                                              

  Le origini storiche dell’omofobia non è compito mio qui analizzare: certo è che la chiesa cattolica imperante ne ha fatto uno strumento di controllo, insieme ad altre strategie di ‘mercato’ spirituale.

Quale risultato: nella nostra cultura italiana la donna lesbica, doppiamente discriminata e complessata, se non ha carattere, preferisce ‘soffocare’ la propria natura, il più delle volte, sublimandola nel desiderio di sacra famiglia e maternità.

Se non ha carattere ed intraprendenza intellettuale, non si chiede nemmeno perché la società o la chiesa condannino l’omosessualità: si sa, la ragione è quella dei più (?), o così dovrebbe essere… 

Se poi usiamo la lente d’ingrandimento e andiamo a guardare i vissuti individuali, nella vita di ognun* di noi potremmo trovare una qualche ‘stranezza’, più o meno pericolosa per la sicurezza sociale, o per quello che finora si sostiene essere tale.

Ad un apparente appiattimento sul sistema eteronormato ha corrisposto nei fatti una sfiducia totale nei confronti delle proprie risorse interiori,  un’accettazione passiva di teorie spirituali sedicenti ‘cristiane’ di autocondanna e, in alcuni casi, di percorsi di pseudo-purificazione dalla propria colpa, quella di essere nata lesbica.

Il bilancio spirituale tra le lesbiche è drammatico:  per me che ho conosciuto ambienti lesbici di vario tipo, da quelli ‘familiari’, amicali, a quelli ‘associativi’, a quelli ludici, pub, disco a tema e quant’altro, il segno è pressocché a senso unico: negativo.

La Spiritualità o è vissuta inconsapevolmente, assumendo una nota interiore di tacita e umiliante sottomissione alla regola ecclesiastica: si accetta ma non se ne parla, non ci si chiede nulla.

Oppure, si vive lontano mille miglia dalla Spiritualità: se la si sente nominare, ci si volta dall’altra parte con indifferenza, o, nel peggior dei casi, si risponde con un sorriso di commiserazione, convinte che chi parli di spiritualità oggi sia  come chi crede agli asini che volano.

E anch’io, scoprendo l’attrazione amorosa per la donna, durante la mia adolescenza, in un primo momento mi sono detta, guardando la chiesa: “no, non c’è posto per me qui” e me ne sono andata.

Ma la Fede, quella vera, è un  Filo sottile che lega ogni Anima – sinceramente alla ricerca del Bene – all’Origine di questo Mondo, che è l’Energia Universale d’Amore.

Non lo dico io, sia ben chiaro!! L’hanno detto in molte e molti prima di me… , per certo vi posso dire che ne ho fatto esperienza, e questo mi ha salvata.

Forse ho avuto fortuna, forse è stata la conseguenza di un antico legame: all’età di circa 5 anni sognai Gesù che, amorevolmente, mi chiedeva di seguirlo. Nonostante lo percepissi come un Fratello Maggiore, ebbi molta paura e gli risposi di no, perché non volevo abbandonare mia madre, il mio primo Amore, sulla Terra.

Lui mi rispose che potevo fare come volevo, e scomparve.

Non L’ho mai dimenticato e so che quell’antico legame mi ha dato la forza di sopportare tutte le umiliazioni dei limiti umani miei e altrui, e tutte le sofferenze, che chi cerca Amore su questa Terra deve affrontare.

Poi, da giovane incontrai un uomo, mai conosciuto prima, in aeroporto a Roma: mi parlò di Dio come Amore, e, mentre i suoi occhi si illuminavano, mi propose un libro da leggere, la Bagavat Ghita, il testo sacro della cultura induista, monoteista. Lo acquistai ma avevo bisogno di una Guida, di qualcun* che mi introducesse: così, ancora sempre per caso (apparente), incontrai dopo solo qualche mese, in una centrale telefonica di Buenos Aires, una donna mai vista prima, seduta sola, tutta vestita di bianco, tra le mani aveva proprio quel libro, la Bagavat Ghita. Mi avvicinai e le chiesi se mi poteva aiutare.  Anche lei era lesbica, aveva 20 anni più di me, con molti percorsi ‘mondani’ alle sue spalle, ma proiettata, a quel punto della sua vita, verso un cammino spirituale senza altri indugi.

Mi comunicò l’insegnamento spirituale e mi introdusse allo Yoga.

Molt* pensano che lo Yoga sia solo meditazione, o solo asanas (posizioni), o una combinazione di entrambi: poch* sanno che lo Yoga è innanzitutto un percorso di Liberazione Spirituale e, più precisamente, nel senso del termine stesso (yug = unione), Unione dell’Anima individuale con l’Anima Universale.

Eticamente, scoprii molte affinità tra la spiritualità Yoga, monoteista di impostazione, e l’insegnamento di Gesù Cristo.

Dopo 15 anni di Yoga, nel silenzio della Meditazione, trovai quella Porta, oltrepassata la quale tutto diventa Luce e Gioia inesauribile: la Sorgente Divina in Te Stess* .

Dopo questa esperienza ho desiderato ardentemente reincontrare Gesù: mi fu concesso dalla Vita di vederLo in sogno di nuovo e questa volta di stare con Lui per un bel po’.

Un’esperienza singolare di cui mi piacerà parlare in qualche altra occasione.

Vicino a Gesù, l’importante era la qualità della propria Anima, e, a giudicare dalla Felicità che ho potuto provare in quell’incontro trascendente, la questione del se ero lesbica o no non era nemmeno considerata: da allora la mia Fede

in una Spiritualità, che usi come primo e unico criterio l’Amore, si consolidò in modo significativo.

Del resto, il Vangelo canonico di Giovanni cosa ci dice di Gesù? “Vi do un unico e solo comandamento: amatevi l’un l’altro”.

Basta coi dubbi laceranti e i sensi di colpa per un orientamento, prima di tutto, di Amore e poi di Corpo, ‘diverso’ da quello finalizzato alla procreazione… L’Amore, quando è Amore vero va rispettato!

A chi bussa sarà aperto: e io ho bussato … e per molti anni!

Bisogna crederci: per crederci, bisogna ascoltarsi.

Ma in questa cultura occidentale intrisa di moralismo pseudo-spirituale, di materialismo tecnologico, e consumismo psicologico non c’è posto, né tempo, per ascoltare il proprio Cuore.  Ecco perché tanta infelicità.

Più accumuliamo, più consumiamo:  meno siamo la nostra Anima.

Un altro aspetto fondamentale da considerare in questa ricerca spirituale è quello riguardante le fonti storiche dell‘insegnamento cristiano’:

L’insegnamento ufficiale è ‘cattolico’ e si basa sui quattro vangeli, detti canonici, e su una vasta teorizzazione dogmatica, elaborata nel corso dei secoli, principalmente – ricordiamolo – da maschi. 

E nemmeno tocca a me approfondire qui, ma sì ricordare le mille contraddizioni storiche della chiesa cattolica apostolica romana tra quel che ha predicato e quello che ha fatto!! nel corso dei secoli, fino ancora ad oggi: e mi riferisco alle lotte per il Potere Temporale, per la conservazione di privilegi materiali di ogni genere, e, non per ultimo, alla pretesa di controllare le anime-coscienze di cittadine e cittadini, ingerendo persino nelle politiche sociali, non di loro pertinenza, se è vero che viviamo in uno stato laico!

Davanti a così evidenti contraddizioni  di ‘stile’ con l’esempio di vita di Gesù, viene proprio di cercare altrove …

Credo che l’Intelligenza Divina, quella ‘amorevole’, ci abbia pensato in vari modi: uno di quelli che ho trovato affascinante è stato averci conservato

Testimonianze storiche preziosissime di voci ed esempi di cristianità alternativi a quelli cattolici. Mi riferisco alla straordinaria scoperta di Nag Hammadi, negli anni ’40,  di papiri risalenti allo stesso periodo dei vangeli canonici, cioè alla prima era cristiana seguita alla scomparsa fisica di Gesù, contenenti Vangeli Apocrifi e altro materiale di studio.

Opere del Cristianesimo Gnostico, purtroppo ancora così poco conosciuto e approfondito, per intenderci: Vangelo di Tommaso, detto anche il Quinto, Vangelo di Verità, Vangelo di Maria, Vangelo apocrifo di Giovanni, ecc. ecc.

Cristianesimo Gnostico, correnti esoteriche europee, Sufi, Tradizioni orientali Yoga, pensiero socratico convergono su un criterio comune di ricerca Spirituale:

“La ricerca della Verità Spirituale è la Conoscenza del Sé-Anima-Coscienza”:

Dalla Verità, la Rivelazione dell’Amore: questo è Spirituale.

Così il nostro Corpo Materiale pesante si trasforma, diventando Corpo Spirituale, sempre più leggero: questa è l’unica Guarigione possibile da ogni genere di sofferenza fisica e psicologica.

La spiritualità, che non renda intimamente felici, è una chimera o un’impostura.

Questi temi amerò divulgare, e su questi temi amerò confrontarmi.

Su questi argomenti si sono avviate delle prime timide esperienze di confronto tra donne lesbiche qui su Bari: come prima risposta, tanta curiosità mista a paura di parlare e considerare esperienze spirituali ‘diverse’ da quelle tradizionali ecclesiastiche.  Poi, in verità, impostando il dialogo su una disposizione amorevole di ascolto, anche le resistenze storiche cominciano a cadere, per lasciar posto al desiderio di entrare in comunicazione e in scambio spirituale con chi vive, come te, analoghi disagi e analoghe esigenze di evoluzione e di conoscenza.

I nostri vissuti sono preziosi e ci arricchiscono, ci fanno sentire meno ‘isolate’, più centrate sul dare valore spirituale proprio a quel tipo di esperienza peculiare lesbica ’naturale’ che altri condannano.

Insomma, vorrei trovare compagne di percorso, sebbene poi mi dica…: non dovrei volere proprio nulla, perché accade quello che è più giusto per noi in ogni momento.

L’Intelligenza Universale d’Amore ci sovrasta e ci sorregge.

Progetto Naussa è allora un invito, una proposta, un’opportunità di confronto. Per ora.

 

Vorrei concludere con un cenno agli studi sulla reincarnazione condotti dal dr.Stevenson e a mie personali esperienze in stato di regressione ipnotica, derivate anche da pratiche Yoga di Liberazione della Coscienza: l’esperienza omosessuale lesbica, come altri tipi di esperienze di orientamento attrattivo, potrebbero essere considerate fasi di transizione da maschile a femminile o viceversa, in combinazione o proporzione variabile di polarità, tenendo conto di un criterio generale, facilmente constatabile nell’esperienza.

L’Universo è in continua Mutazione: perché non lo saremmo Noi?

L’Universo è infinitamente vario nelle sue Manifestazioni: perché non lo saremmo Noi?

Questa è Libertà Spirituale: essere in un continuo movimento evolutivo di Coscienza, verso la Conoscenza e la Verità.

Il sostegno di tutti questi processi: l’Energia Universale di Amore.

Nessun essere umano può ergersi a giudice del suo prossimo, per quel che concerne il suo proprio sviluppo spirituale e scelte di Vita a questo funzionali.

Ecco perché i sistemi dogmatici  interdittivi ed impositivi, comunque si vogliano definire, non potranno mai costituire Risorsa Spirituale o Via di Liberazione dell’Anima…

E’ anche evidente che una Spiritualità così delineata non sia alla portata dei più di questo mondo: quei, quelle più che preferiscono strutture rassicuranti

di potere, seppur coercitive. Tanto l’ipocrisia, l’incoerenza e la falsità sono elementi costitutivi di questa Realtà Materiale…

Per cui Gesù il Cristo ebbe a dire:

“Siate nel Mondo, ma non siate del Mondo”

“Il Regno è già qui”: appena la Coscienza si risveglia nell’Amore Universale, il Corpo Duale trascende la propria condizione, si trasforma e diventa Corpo Spirituale, trascende la sofferenza e i limiti della condizione terrena,

sperimenta già l’Estasi delle sante e dei santi, delle sagge e dei saggi di ogni Tempo e Luogo.

Progetto Naussa prevede tappe di confronto con altr* soggett* , gruppi, associazioni, che condividano l’interesse per la ricerca spirituale,

indipendentemente dal loro orientamento sessuale, per un arricchimento reciproco.

Da un anno a Bari, Progetto Naussa è in periodica sinergia operativa col gruppo ‘Rosa di Gerico’ di cristiani gay.

Vi attendo sul sito naussa.altervista.org  per ulteriori riflessioni e meditazioni, e sulla mail per contatti ed eventuali contributi, che potrei, d’accordo con voi, esporre sul sito stesso.

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L’ Europa che verrà: un appuntamento anche per te

La crisi profonda dei sistemi liberisti e le risposte dell’Europa del futuro

(…) Un botanico statunitense Jack Harlan nel 1948 stava raccogliendo piante in Turchia. Trovò una varietà di grano che non sembrava valesse la pena di essere raccolta: “Era il grano più brutto che avessi mai visto. Rendeva poco e spesso marciva prima di essere raccolto”. Questo botanico morì nel 1982 ma i semi raccolti allora e depositati nella più importante banca dei semi dell’agricoltura mondiale nell’arcipelago delle Svalbard, nelle coste settentrionali della Norvegia, ha consentito recentemente di sconfiggere la ruggine del grano, una malattia che ha messo in ginocchio l’agricoltura statunitense del nord-ovest. Quel grano tanto brutto è servito alle generazioni di oggi per fronteggiare una crisi alimentare, attraverso la creazione di varietà di grano che avevano la stessa caratteristica di quei semi ignorati allora…

(Dalla relazione al Congresso sufi 2008 di Milano)

Maurizio Benazzi

Per la Riforma “Solus Spiritus Sanctus”

 
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Congresso “Le Grandi Religioni per la Pace”

organizzato in Milano

dalla Confraternita dei Sufi Jerrahi-Halveti in Italia

e dall’Associazione Culturale “Le Ultime Carovane”

Films sufi; conferenze; concerti; rappresentazioni; premiazione del

Concorso nazionale di Poesia mistica e religiosa; Mostra d’Arte; presentazione Edizioni della Confraternita (rivista “Sufismo”, ecc.)

 

TERZA GIORNATA: mercoledì 15 ottobre, ore 21
Nell’Auditorium Don Alberione dei Periodici San Paolo
(“Famiglia Cristiana”, “Jesus”, “Il GIornalino”)

Via Giotto 36

 

ingresso libero sino ad esaurimento dei posti

 

Alle ore 17, Conferenze:

Il Generalizio di “Famiglia Cristiana”                 Saluto ai partecipanti.

Maurizio Benazzi      I segni della speranza: Parole, progetti e musica.

Halil Cin                   (ministro turco. Titolo non arrivato))

Paolo Corallini           L’Aikidô, la via dell’Armonia dello Spirito.

Paolo De Benedetti    Shalòm: il saluto della Pace.

Stelio Venceslai        La Laicità per la Pace.

Anne Zell                  (pastora valdese. Titolo non arrivato)

 

Alle ore 21, Musica e preghiere cantate:

 

Complesso ebraico Ensemble Shalom diretto dal chazzan (cantore di Sinagoga) Angel

 Harkatz.

AwaHoshi Kavan (da Honolulu): Trascendenza vibratoria: musica di cristallo.

Davide Ursi e coro Ave Maria: Preghiere cattoliche e“un Negro Spiritual”,

Ospite d’onore: Doroty Fisher, la più importante

cantante afroamericana di Negro Spirituals.

Concerto del Maestro Fakhraddin Gafarov,

già direttore del Conservatorio di Stato di Baku

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Un’occasione di crescita per Milano

Milano: dal 13 al 23 ottobre 2008

La Confraternita dei sufi Jerrahi-Halveti in Italia
e l’Associzione culturale “Le Ultime carovane”

organizzano a Milano un Simposio internazionale
di Cultura e Spiritualità:

Le Grandi Religioni per la Pace
(Films, concerti, conferenze, mostra e tavole rotonde).

(Tutte le manifestazioni sono
con ingresso gratuito)

Sufismo e Cinema
Rassegna del film sufi diretto da Mohammed Challouf

 

L’Associazione Culturale “Le Ultime Carovane”
sotto l’alto patronato della Provincia di Milano
presenta:

Lunedì 13 ottobre 2008
Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto, 2 – Milano
Ore 21.00
Wejd – Le mille e una voce
di Mahmoud Ben Mahmoud
Segue incontro con il regista

Martedì 14 ottobre 2008
Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto, 2 – Milano
Ore 21.00
Takva – L’uomo che temeva Dio
di Özer Kiziltan
Segue incontro con lo sceneggiatore Önder Çakar

Martedì 21 Ottobre 2008
Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto, 2 – Milano
Ore 21.00
Il sufismo: la via verso la pace
di Omar Agustoni
Niente è come sembra
di Franco Battiato
Segue incontro con Omar Agustoni
e con il maestro Gabriele Mandel Khân

Giovedì 23 ottobre 2008
Cinema Gregorianum, via Settala, 27 – Milano
Ore 21.00
Bab’ Aziz
di Nacer Khémir
Segue incontro con il regista
La Confraternita dei Sufi Jerrahi in Italia presenta:

Bellezza è Pace (Concerti e spettacoli)
Auditorium Don Alberione delle Edizioni san Paolo
(“Famiglia Cristiana”, “Jesus”) via Giotto 36,

nei giorni 15, 16 e 17 ottobre
 
a) alle ore 21: Concerti, mostre e recite teatrali

tra cui: Un insieme ebraico;
Concerto del Maestro Fakhraddin Gafarov,
già direttore del Conservatorio di Stato di Baku;
“Sette racconti sufi” di Paola Mandel,
già recitati a Kabul (Afghànistàn);
Awahoshi Kavan suonerà le campane di cristallo.
Canti gregoriani e canti cattolici;
Dhikr dei Sufi Jerrahi,
(per la prima volta in pubblico in Italia).
Davide Ursi e coro Ave Maria: “Negro Spiritual”,
Ospite d’onore: Doroty Fisher, la più importante
cantante afroamericana di Negro Spirituals.
Proiezioni:
Sua Santità Shinso Ito in visita in Italia.
Intervista a Raymond Panikkar

b) alle ore 17: Tavole rotonde e conferenze. Interverranno (per ordine alfabetico):
BENAZZI Maurizio, teologo zwingliano, specializzato in Omiletica, presidente fondatore di “Ecumenici”.
  I segni della speranza: Parole, progetti e musica – Auditorium Don Alberione delle Edizioni San Paolo (“Famiglia Cristiana”, “Jesus”, “Il Giornalino”). Via Giotto 36, Milano.

BOTTONI don Gianfranco, responsabile diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo intrreligioso.
BRUSA-ZAPPELLINI Gabriella, fondatrice e direttrice dell’Istituto di Paletnologia e dei Congressi di
Paleoentipologia.
CIN, Sua Eccellenza Halil, rettore di Università, Membro direttivo del Parlamento turco.
CORALLINI Shihan N. Paolo, presidente TAAI (Takemusu Aikidô Ass. It.).
DE BENEDETTI Paolo, teologo e docente di teologia ebraica.
DOUSSE Michel, professore di Storia delle Religioni alla Sorbona di Parigi, membro dell’Istituto di Ricerche per lo
Studio delle Religioni. La pazienza e la Pace nel Corano.
EGLOGHIOS Sua Beatitudine Kirios metropolita di Milano e Aquleia.
HOSOE Isao, direttore Istituto Universitario Fac. Architettura di Milano, in rappresentanza della Confraternita
Shri Chin Moy (Giappone).
KARMELI Eliahu Khodabash, rabbino capo della Comunità israelitica iraniana.
MARHABA Sadi, direttore di Istituto alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Padova.
MATVEJEVIC’ Predrag, scrittore, professore Università La Sapienza (Roma); commendatore al merito della
Repubblica italiana.
OVADIA Moni, attore-autore del Teatro Ebraico, Maestro d’Arte.
PALGIN Tulku Rimpoce, venerabile Lama tibetano, presidente Centro Màndala (Milano).
QUIRINO rev. padre Salomone, francescano, Presidente della “Fondazione Studi Celestiniani per la Pace”
SARUBBI Giovanni, giornalista, direttore de “Il Dialogo”.
TARZIA don Antonio, direttore di “Jesus”.
VENCESLAI Stelio W., Gran Priore  S. M. T. H.
YALÇINTAŞ Mehmet , Docente di Pedagogia Islamica e Sociologia all’Universita’ del Bosforo ad  Istanbul;
 responsabile della Sezione Giovanile dell’Unione dei Musulmani d’Europa (Berlino)
Moderatore: prof dott Mohsen Mouelhi, Gran Muftì della Confraternita; Ambasciatore di Religions for Peace.
c) Nel Ridotto dell’Auditorium Don Alberione:
Mostra multireligiosa e plurietnica
Pittori, incisori e scultori da varie parti del mondo

 

 
Espongono:
 
BATTIATO Franco – Italia
BEN RIMINIS J. – Israele
BŰYŰKÇANGA  Mehmet –
                                   Turchia
COFFANI Cristiana – Italia
CRIDA Piero – Italia
DAMIRI cAzim – Iran
DARVISH Parvis – Iran
DURRA Mohanna – Giordania
EFFAT  Abd El CAzim– Egitto
GAIDIM Eugeniu – Moldavia
KEICH Gideon – Israele
MANDEL Khân Gabriele –
                            Afghànistàn
MANDEL Max – Italia
MASTER BEE – Apolide
METOUI Lassad – Tunisia
MINOZZI Shamira – Italia
MONTI Enrico – Italia
NASTASIO Alessandro – Italia
NQAVANQ Lodve – Tibet
OSUCHOWSKA Maria –
                                 Polonia
PROCOPIO Antonietta – Italia
RAGGI Andrea – Italia
SACCHI Andrea – Italia
SALEH Musa Abdallah – Cina
SALMOIRAGHI Giorgio – Italia
SARDARI Kasim – Apolide
VINCI Pier Giorgio – Italia
 

*
 

d)  Concorso Biennale di Poesia mistica e religiosa
Nell’Auditorium Don Alberione, il giorno 16 alle ore 21
avranno luogo le Premiazioni
e la lettura di testi declamata dall’attore Andrea Riva de’ Onestis.

Seguirà la presentazione del volume
Musica e Spiritualità
Con testi e illustrazioni di Franco Battiato,
Moni Ovadia, Angelo Branduardi,
e introduzione di Daniela Benelli.
Collana “Quaderni Nangeroni”
*

Pubblicazioni e cataloghi a cura di:
“Sufismo”, periodico trimestrale;
Quaderni Fondazione Nangeroni.
Verrà dato ampio resoconto delle manifestazioni
nel numero di ottobre di “Sufismo”
rivista trimestrale di cultura e spiritualità.

*
Sotto l’alto patronato di:
Fondazione ARBOR, Lugano; CADR, Milano;
Mevleviyya della Città di Konya (Turchia).
        
Posta e comunicazioni: Confraternita dei Sufi Jerrahi – Viale Piceno 18 – 20129 Milano.
Ufficio stampa: Dottor Aldo Strisciullo – Telefono 3475280713 – aldo.str@libero.it
Informazioni generiche: Telefono       02 719439       – gabriele.mandel@fastwebnet.it.

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Venga il tuo Regno

Ci domandiamo spesso quale sia il fine della preghiera e se possiamo pregare per noi personalmente ma anche per le cose. Nella preghiera che ci è stata trasmessa da Gesù che è la preghiera per il Regno per eccellenza includiamo tutto e tutti. Se cercheremo la giustizia del Regno che significa anche misericordia il resto ci viene dato semplicemente in più.

C’è nel Padre nostro una semplicità e una brevità stupefacente che racchiude un’infinita ricchezza e una profondità abissale. Era una preghiera di fatto già in uso nella spiritualità ebraica sia pur con forme diverse, più stringate ma ben radicate. Cipriano, teologo del III secolo, la definiva il riassunto della fede cristiana ma ignorava quanto ora qui ricordato. All’epoca la fase antigiudaica del cristianesimo era un elemento distintivo. I nostri peccati di cristiani contro l’ebraismo sono stati del resto sempre presenti e non solo nel secolo scorso. Peccati spesso anche di falsità o di omissioni nel dire la verità.

Nell’invocazione della preghiera del padre nostro ci si rivolge veramente a Dio, Padre (o meglio papà, traducendo il termine aramaico di riferimento) e Signore. Il suo Nome – ossia il suo Essere – deve essere santificato. Si prega quindi per il suo Regno e non meramente per cose puramente personali. Per questo si dice del continuo, non “mio” o “me” ma “nostro” e “noi”. Il nostro bisogno individuale è incluso nella richiesta del Regno di Dio e proprio per questo riceve il suo pieno diritto. Quindi prima viene la causa di Dio e non ad esempio quello delle religioni. E’ infatti il suo Regno che deve avvenire prima del giudizio finale e della risurrezione dei morti. Non è – come generalmente si pensa –  la terra a dover essere attirata su in cielo ma il cielo sulla terra.

In questo il Regno di Dio dice una cosa molto diversa dal cristianesimo tradizionale (cattolico, luterano o riformato conservatore) in cui si separa un settore interno e uno esterno, riservando il primo a Dio e il secondo al “principe di questo mondo”. Chi domandava a Gesù quando ci sarà il regno, lui rispondeva quando l’interno sarà come l’esterno e il visibile come l’invisibile. In Luca 17,20 e seguenti è scritto il Regno di Dio è in mezzo a voi e non dentro di voi! E la famosa frase detta a Pilato, espressione della realtà imperiale, “il mio Regno non è di questo mondo” non vuol affatto dire che il Regno sia nell’al di là ma che è il Regno del mondo “che viene” e che “verrà”, diverso da questo mondo.

Sembrano frasi apparentemente insignificanti ma proprio queste impediscono la fuga da questo mondo e la necessità dell’impegno nella realtà civile, politica e sociale. Il messaggio realmente cristiano non è spiritualistico ma possiamo dire materialistico, di un materialismo sacro, che attraverso la Parola rende il pane di domani ossia quello necessario un pane sacramento nel senso più ampio del termine ossia simbolico e universale. In cui la vera comunione con Dio è data da quella degli uomini nella solidarietà e nella mutua remissione delle colpe. Non si dice infatti nella preghiera noi “rimettiamo” ma “abbiamo rimesso” i peccati, le colpe dei nostri fratelli e sorelle. Solo dopo aver compiuto ciò è possibile vivere e riconoscere veramente il Padre e il suo ordine d’amore: non è quindi una questione di nozioni apprese a catechismo ma di vita vissuta e reale. Personalmente. La liberazione da ogni angustia (tentazione) di questo tempo in cui il Regno non è pienamente realizzato è quindi una messa in guardia dalle fughe verso lo spiritualismo o la complicità delle logiche imperanti di ingiustizia, di creazione di nemici, di idoli.

Certo sconfiggere le nostre paure umane non è semplice e non lo sarà nemmeno per le prossime generazioni. Basti pensare alla paura del bisogno, del vuoto, della morte, del destino… ma non è certo la sete di possesso che può o potrà colmare la nostra angoscia di sprofondare nel vuoto della distruzione fisica personale, di una guerra, della povertà, di una malattia.

La protesta credente davanti alla morte si radica in modo altrettanto chiaro nei Vangeli. A chi immaginasse una qualunque complicità di Dio con l’opera della morte i quattro testi dei redattori dei Vangeli (che non sono quattro ma si tratta di opere a più voci e a più mani) offrono una flagrante smentita. Gesù non scende mai a patti con la morte, non vi si arrende, la affronta. Dalla rianimazione della figlia di Iairo, del figlio della vedova di Nain, coi suoi pianti e la sua lotta di fronte alla morte di Lazzaro si mostra sempre da che parte sta: non già nella disgrazia o nella distretta ma nella lotta. Dio non è sovrano della morte bensì il maestro dei viventi. Figuriamo se il suo Regno possa essere confinato dopo la morte!

La menzogna di molti cristiani ( non di tutti)  continua anche in questo secolo che viviamo.

Ragaz ci ha insegnato che vivere il cristianesimo all’aria aperta significa liberarci da questi schemi o modi di pensare che rinunciano all’evangelo sociale e che si può e si deve non avere vincoli con lo Stato, la Chiesa e la società.

I teologi che sono venuti dal dopoguerra in avanti ci hanno fatto capire che la creazione continua ed è affidata anche nelle nostre mani. Lo Spirito non ha mai smesso di soffiare e si avvale anche delle nostre piccole mani.

Maurizio Benazzi

 

 

 

 

 

In breve:

 

Appuntamento di sabato 20 settembre 2008 alle ore 17.00
 
Il guado – Sede di Via Soperga 36 – Milano

 

Omosessuali cristiani in rete
Quali percorsi, per gli omosessuali credenti, nella rete e nella Chiesa

Nel settembre del 2007 nasceva un portale che aveva l’ambizione di diventare un punto di riferimento per quanti tentano di far dialogare Fede cristiana e condizione omosessuale. A distanza di un anno la scommessa è stata vinta: i volontari di quello che è ormai diventato il Progetto Gionata sono all’opera in tutta Italia, mentre il numero dei contatti giornalieri ha ormai superato la media delle 10.000 visite mensili (fonte Shinystat). Ecco perché abbiamo deciso di riflettere, insieme a quanti hanno contribuito alla nascita e al successo di Gionata.org, per scoprire le potenzialità che la rete internet offre a chi sente, su di se, il compito di dare voce a migliaia di omosessuali credenti che di voce non ne hanno mai avuta.
 

 

Ecumenici seguirà questo evento de Il guado, conosciuto direttamente nei primi anni 90 come esperienza di “cristianesimo catacombale”. Andiamo a sentire cosa è cambiato realmente nel frattempo…

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Auguri per ramadan

Chiasso, 31 agosto 2008

Cari Fratelli, care Sorelle, cari tutti,
domani inizia il mese di Ramadan il mese più onorato di Allah, il generoso
mese di Ramadan, colmo di grazia, amore e spiritualità. Col suo arrivo,
eleva la nostra spiritualità in un mondo sempre più incline al materialismo
e accresce l’amore nei nostri cuori in un momento dove l’amore è incompreso.
Meglio accogliamo questo gradito mese, meglio cresce la nostra spiritualità
e i nostri cuori saranno colmi della profonda dolcezza dell’amore. Il vero
Amore, l’amore verso il Creatore, verso tutto il Suo creato, che ci
allontana dallo squallore del falso amore che ci ha reso individualisti,
egoisti e soli.
Il mese di Ramadan arriva puntuale per la nostra salvezza e per aprire
un’immensa via per il ritorno. Un ritorno verso il caldo soffio di amore che
riempie il nostro cuore di grazia e il nostro spirito di dolcezza.
Accogliamo allora Ramadan a braccia tese, rivolgendoci verso Allah, il
Creatore! Supplichiamo il Suo perdono, preghiamo per il Suo Amore,
digiuniamo per la nostra Salvezza! Prostriamoci per compiacerlo con la
nostra umiltà, che sia luce su luce, in verità Allah guida chi vuole verso
la Sua luce. Con la speranza che alla fine del mese avremo accumulato tanto
di quell’amore da diventare noi stessi un faro di amore per tutti coloro
intorno a noi.
Auguro a tutti di vivere in questa luce.
Hassan El Araby

 
Il mese di Ramadan
Ramadan è il nono mese dell’anno, mese lunare secondo il calendario musulmano. Il Ramadan, costituisce un periodo eccezionale dell’anno: la sua sacralità è fondata sulla tradizione già fissata nel Corano, secondo cui in questo mese l’inviato Mohamad* ha ricevuto l’ultima rivelazione inviata all’umanità. Durante il mese di Ramadan c’è La notte del destino. E’ una notte che va cercata nelle notti dispari dell’ultima decade di Ramadan e che, secondo il Corano, vale più nella ricompensa di mille mesi d’adorazione e servitù. Infatti, è la notte quando Dio salva molti dei suoi servi dall’inferno. In origine, il mese di Ramadan era un mese qualunque del calendario lunare di dodici mesi che, pertanto, cambia posizione anno per anno rispetto all’anno solare. Dato che il calendario islamico è composto da 354 o 355 giorni (10 o 11 giorni in meno dell’anno solare), il mese di Ramadan di anno in anno cambia di stagione.
Il digiuno (sawm) durante il mese costituisce uno dei cinque pilastri dell’Islam. Nel corso del mese di Ramadan infatti, i musulmani praticanti devono astenersi – dall’alba al tramonto – dal bere, mangiare, fumare e dall’attività sessuale. Chi è impossibilitato a digiunare, perché malato o in viaggio, può anche essere sollevato dal precetto però, appena possibile, dovrà successivamente recuperare il mese di digiuno.
In occasione del Ramadan è anche richiesto di evitare di abbandonarsi all’ira. Le donne incinte o che allattano, i bambini e i malati cronici sono esentati dal digiuno e dovrebbero al suo posto, secondo le loro possibilità, fare la carità come ad esempio nutrire le persone bisognose indipendentemente dalla loro religione, gruppo etnico o dalle loro convinzioni. Le donne durante il loro ciclo o le persone in viaggio non devono digiunare ma lo possono rimandare.
Il digiuno poi sveglia la coscienza integra, istruisce alla pazienza, è lezione di moderazione e di volontà, radica l’uomo nella disciplina e nell’igiene, fa sorgere il senso della comunità e il senso di solidarietà con tutti e il senso di appartenenza. Esso è una scuola di amore sincero di Dio. Compiacere Dio e cercare la Sua grazia dà un senso di speranza e una considerazione serena della vita. Esso instilla nell’uomo una genuina virtù di devozione, efficace e onesta. Digiunando proviamo per una volta a sentire quello che sentono ogni giorno e forse durante tutta la loro vita, i poveri, gli oppressi e gli affamati. Il digiuno è rinuncia, denuncia, testimonianza e solidarietà.
Quando tramonta il sole il digiuno viene rotto. La tradizione vuole che si mangi prima un dattero perché così faceva il Profeta. In alternativa si può bere un bicchiere d’acqua. Il significato spirituale del digiuno è stato analizzato da molti studiosi. Si attribuisce ad esempio al digiuno la dote di insegnare all’uomo l’autodisciplina, l’appartenenza ad una comunità, la pazienza e l’amore per Dio e l’amore verso il prossimo. Al termine del Ramadan viene celebrato lo Id al-fitr (festa dell’interruzione del digiuno), detta anche la “festa piccola” (Id al-saghir).
Il Ramadan nel Corano- Ai musulmani credenti e sottomessi in pace, Dio si rivolge con questi versetti  (traduzione tratta dalla edizione di Newton&Compton Editori a cura di Hamza R. Piccardo, Sura 2 versetti dal 183 al 184: “O voi che credete, vi è prescritto il digiuno come era stato prescritto a coloro che vi hanno preceduto. Forse diverrete timorati; – [digiunerete] per un determinato numero di giorni. Chi però è malato o è in viaggio, digiuni in seguito altrettanti giorni. Ma per coloro che [a stento] potrebbero sopportarlo , c’è un’espiazione: il nutrimento di un povero. E se qualcuno dà di più, è un bene per lui. Ma è meglio per voi digiunare, se lo sapeste! – E’ nel mese di Ramadan che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni [l’inizio] digiuni . E chiunque è malato o in viaggio assolva [in seguito] altrettanti giorni. Allah vi vuole facilitare e non procurarvi disagio, affinché completiate il numero dei giorni e proclamiate la grandezza di Allah Che vi ha guidato. Forse sarete riconoscenti! – Quando i Miei servi ti chiedono di Me, ebbene Io sono vicino! Rispondo all’appello di chi Mi chiama quando Mi invoca. Procurino quindi di rispondere al Mio richiamo e credano in Me, sì che possano essere ben guidati.- Nelle notti del digiuno vi è stato permesso di accostarvi alle vostre donne; esse sono una veste per voi e voi siete una veste per loro. Allah sa come ingannavate voi stessi. Ha accettato il vostro pentimento e vi ha perdonati. Frequentatele dunque e cercate quello che Allah vi ha concesso. Mangiate e bevete finché, all’alba, possiate distinguere il filo bianco dal filo nero; quindi digiunate fino a sera. Ma non frequentatele se siete in ritiro nelle moschee. Ecco i limiti di Allah, non li sfiorate! Così Allah spiega agli uomini i Suoi segni, affinché siano timorati”.
Il Ramadan dai detti del Messaggero*  –  nella tradizione profetica si indica che quando arriva Ramadan vengono aperte le porte del Paradiso, e chiuse quelle dell’inferno, e i demoni vengono incatenati. Secondo un altro detto : Ogni azione del figlio di Adamo gli appartiene, eccetto il digiuno, che appartiene a Dio, e Lui ne dà ricompensa. Che il digiuno è un’armatura, e quando è giorno di digiuno è auspicabile che il digiunante non nutra propositi osceni né vociferi, e se qualcuno lo ingiuria o lo combatte, basta che dica: ‘Sto digiunando’, si spiega poi che perfino, l’alito che promana dalla bocca di colui che sta digiunando è migliore davanti a Dio del profumo del muschio. Chi digiuna ha due motivi di cui rallegrarsi: si rallegra quando rompe il digiuno, e si rallegrerà del digiuno fatto quando incontrerà il suo Signore il giorno del giudizio. Il digiuno poi è considerato vera protezione dall’inferno e chi digiuna un giorno sulla via di Dio, Iddio gli terrà lontano il volto dal Fuoco per settanta annate.
Quando inizia – L’inizio del Ramadan dipende dall’avvistamento della luna e la tradizione vuole che esso avvenga scrutando il cielo come si faceva ai tempi del Profeta Mohamad*. E’ l’Arabia Saudita, in quanto custode dei luoghi santi della Mecca e di Medina, a stabilire il periodo del Ramadan. La questione suscita un vivace dibattito all’interno dell’Islam, tra chi auspica l’impiego delle tecnologie per l’avvistamento lunare e chi invece vorrebbe rimanere fedele alle tradizioni. Nel caso della nostra comunità, essa viene stabilita dalla Commissione del Consiglio Europeo dei Verdetti e della Ricerca, perciò tutti possono chiedere informazioni ai centri della comunità.
Raccomandazioni per i digiunanti – È consigliato fare uno spuntino leggero prima del sorgere dell’alba, noto come suhur. Mangiare tre datteri e bere un pò d’acqua subito al tramonto, dicendo questa preghiera: “Allahumma, laka sumna wa’ala rizqika aftarna” (O Dio, per Tua volontà abbiamo digiunato e adesso interrompiamo il digiuno col cibo che tu ci hai dato); fare pasti leggeri il più possibile, poiché, come dice il Profeta*, la peggior cosa che un uomo possa fare è riempirsi lo stomaco;  osservare l’orazione spontanea nota come tarawih; far visita ai fratelli e intensificare le pratiche di solidarietà; incrementare lo studio e la recitazione del Corano; esercitare al massimo la pazienza e l’umiltà; essere straordinariamente cauto nell’usare i sensi, la mente e soprattutto, la lingua; astenersi dalle chiacchiere inutili e dai pettegolezzi ed evitare ogni movimento sospetto. E soprattutto non trascurare il lavoro, perché fare bene il proprio lavoro è volere del Eccelso. A tutti i musulmani auguro un buon e generoso Ramadan e che la pace e la giustizia regnino su tutta l’umanità.
*che la Pace e la benedizione di Dio siano su di lui
Hassan El Araby
Natel    0041 79 2301355
Tel Lugano  0041 91 9717329
Fax    0041 91 9717440
Chiasso   0041 91 6820112
hassan.elaraby@bluewin.ch

 
Segnalazione libraria di Ecumenici

Dalle edizioni UTET è disponibile nelle librerie l’ edizione economica de
“Il Corano” tradotto e commentato da Gabriele Mandel Khan con testo arabo.
L’autore non è solo uno stimatissimo docente universitario ma uno scheikh
sufi (khalifa per l’Italia dell’ordine Jerrahi) a garanzia di quella
competenza ed affidabilità necessaria per un’opera di questo genere sia per
i musulmani, i cristiani, gli studiosi seri. Solo in francese esiste una
traduzione ed un commento del Corano di pari alto valore del prof.
dell’università di Francia Si Hamza Boubakeur a cui è dedicata l’opera. ,
collaborazione dei filologi prof. Mohsen Mouelhi (gran mufti della Tariqa
Jerrahi in Italia) e della prof.sa Nur-Carla Cerati Mandel. Prezzo sul
mercato euro 14,90. Lo trovi anche in internet su IBS.

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Spiritualità

Dopo la notte bianca milanese per i saldi…

 

(VE) Un giorno qualcuno chiese a un monaco zen quale fosse il senso della meditazione. Il monaco rispose: “Quando mangio, mangio; quando sto seduto, sto seduto; quando sto in piedi, sto in piedi; e quando cammino, cammino”. L’interlocutore disse che queste cose non avevano nulla di particolare e che tutti si comportano a quel modo. Il monaco rispose: “Non è vero. Quando tu mangi, pensi a ciò che farai dopo avere mangiato; quando sei seduto, stai già per alzarti; e quando sei in piedi, stai già camminando”.
Occorre stare in silenzio per poter far cessare il tumulto che è dentro di noi e imparare a vederci così come siamo veramente. Il primo scopo della spiritualità consiste nel farci raggiungere la lucidità necessaria per vederci così come siamo. Spesso ci capita di mentire agli altri, ma almeno con noi stessi cerchiamo di essere sinceri. E se riusciamo a vederci come siamo, lasciando da parte le false immagini di noi stessi, possiamo vedere anche gli altri sotto una nuova luce.
Sono molte le persone convinte della fecondità della spiritualità, ma sono poche le donne e gli uomini che coltivano regolarmente la loro spiritualità. Non è facile prendersi il tempo necessario per mettersi di fronte a se stessi e stare davanti al proprio Dio. Troviamo sempre qualcosa di più urgente da fare, compiti più impellenti a cui rispondere, giustificazioni per rimandare. Eppure non c’è niente di più importante che di prendersi il tempo necessario per fermarsi e smettere di vivere la nostra vita in maniera superficiale.
Il presidente e poeta Vaclav Havel ha parlato in di questa situazione dicendo: “Ciò che è tragico, nell’uomo moderno non è tanto il fatto che egli ignori sempre di più il senso della sua vita, ma che ciò lo disturbi sempre meno”.
La spiritualità è un modo di resistere al fascino delle molte sirene che popolano il nostro mondo. Il sociologo francese Luc Ferry a questo proposito ha detto: “Viviamo in una società caratterizzata dall’iperconsumismo, nella quale tutto, potenzialmente, diventa mercanzia, oggetto da comperare e da vendere”.
Il modello della consumazione pura è quello dell’accumulo. Il vero problema è che per avere voglia di consumare, e dunque di acquistare, bisogna essere in uno stato di insoddisfazione, essere preda di una logica di desiderio che ci fa sentire, prima di tutto, mancanti di qualcosa. Per fare in modo che un individuo si trovi in un simile stato d’animo, occorre privarlo dei suoi valori spirituali e morali che gli permetterebbero di avere un mondo interiore tanto ricco da non avere bisogno in permanenza di acquistare per sentirsi soddisfatto.
Cerchiamo dunque di liberarci da ciò che abbiamo molte volte inutilmente accumulato per diventare ciò che siamo veramente.

 

Paolo Tognina

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